Daemons of the Shadow Realm First Look: il ritorno di Arakawa è una promessa

Daemons of the Shadow Realm
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Ci sono ritorni che fanno rumore. E poi ci sono quelli che fanno tremare le aspettative. Daemons of the Shadow Realm rientra decisamente nella seconda categoria. Quando senti pronunciare i nomi di Hiromu Arakawa e Studio BONES, il cervello va automaticamente a Fullmetal Alchemist. È inevitabile. È quasi un riflesso condizionato. Ma è proprio qui che nasce il dubbio più interessante: siamo davanti a un nuovo capolavoro… o a un’operazione nostalgia travestita da novità? Dopo aver visto il primo episodio in anteprima, la sensazione è chiara: questo anime non vuole vivere di rendita. Vuole costruire qualcosa di suo. E lo fa partendo da un elemento che Arakawa conosce fin troppo bene: il dolore. L’anime sarà disponibile dal 4 aprile su Crunchyroll… noi intanto abbiamo avuto l’occasione di vedere in anticipo il primo episodio.

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Yuru, il protagonista dell’anime

Daemons of the Shadow Realm: due gemelli divisi dal giorno e dalla notte

L’anime apre con una scena che è già una dichiarazione d’intenti. La nascita di due gemelli, uno legato al giorno e l’altro alla notte, suggerisce immediatamente che siamo davanti a qualcosa di più grande di una semplice storia fantasy. Non ci sono spiegazioni, non ci sono dettagli superflui. Solo un’idea forte: questi due bambini sono speciali, e il loro destino sarà tutt’altro che semplice. Il salto temporale di sedici anni ci porta nel presente e ci fa conoscere Yuru, uno dei due gemelli. Vive in un villaggio isolato, immerso in una quotidianità fatta di caccia, lavoro e piccoli gesti di comunità. Un mondo apparentemente semplice, quasi fuori dal tempo. Ma è proprio questa semplicità a far scattare il campanello d’allarme. Perché qualcosa non torna. La sensazione è quella di un equilibrio fragile, costruito su fondamenta che non vediamo ma che sappiamo destinate a crollare. E Arakawa, da questo punto di vista, non tradisce mai: quando tutto sembra tranquillo, è solo questione di tempo prima che arrivi la tragedia.

Dera si rivelerà esser più di un semplice mercante

Il villaggio e il segreto: Asa, la gabbia e il peso dell’abbandono

Il cuore emotivo del primo episodio ruota attorno al rapporto tra Yuru e sua sorella Asa. O meglio, attorno a quello che dovrebbe essere un rapporto normale e che invece è tutto fuorché normale. Asa è rinchiusa. Non metaforicamente, ma letteralmente. Vive in una gabbia, isolata dal resto del villaggio, e nessuno sembra davvero mettere in discussione questa situazione. È qui che l’anime inizia a insinuare il dubbio nello spettatore: perché una ragazza viene trattata così? Cosa nasconde? A rendere tutto ancora più pesante c’è il passato dei due gemelli. Sono stati abbandonati dai genitori, lasciati soli in un mondo che non sembra avere risposte semplici. Yuru, nonostante tutto, continua a voler proteggere sua sorella, aggrappandosi a una promessa che sente più forte di qualsiasi altra cosa. È un legame che ricorda molto quello tra Edward e Alphonse Elric, ma con una differenza fondamentale: qui non c’è ancora consapevolezza. C’è solo istinto, affetto e una tragedia che sta per arrivare.

La carina e spietata Gab

Quando il mondo “reale” invade il fantasy: il caos, il massacro e gli tsugai

Il momento in cui tutto cambia arriva con una violenza quasi brutale. La barriera che protegge il villaggio viene distrutta e il mondo esterno irrompe senza chiedere permesso. E lo fa nel modo più destabilizzante possibile. Elicotteri e aerei solcano il cielo. Ma per Yuru e gli abitanti del villaggio non sono mezzi tecnologici. Sono draghi. Mostri. Qualcosa di incomprensibile. È una scelta narrativa brillante, perché ribalta completamente il punto di vista dello spettatore. Noi sappiamo cosa stiamo guardando. I personaggi no. E questo crea una distanza emotiva potentissima, che rende l’invasione ancora più inquietante.

Da qui in poi, l’episodio accelera e si trasforma in un vero e proprio massacro. L’esercito attacca, il villaggio crolla, e la sensazione di impotenza si fa sempre più forte. Ma il momento più disturbante arriva con Gab, una ragazzina dall’aspetto innocente che uccide con una semplicità disarmante. Non combatte. Non si sforza. Fa gesti con le mani e a suon di “GNAM” le persone muoiono. È qui che entra in gioco il concetto degli tsugai, introdotto attraverso il personaggio di Dera. Non sono semplici creature. Sono entità invisibili, spiriti o yokai che possono essere controllati da chi possiede il potere di farlo. Gab non è forte perché combatte. È forte perché controlla qualcosa di molto più pericoloso. E questo cambia completamente le regole del gioco.

Alla fine dell’episodio, gli tsugai che Yuru può controllare si mostrano

BONES e Arakawa: tra nostalgia, identità e rivelazioni

Quando pensate di aver capito la direzione della storia, Arakawa decide di spostare di nuovo le carte sul tavolo. Entra in scena una nuova figura, una ragazza dai poteri devastanti che si presenta con una frase destinata a rimanere impressa: “Io sono la vera Asa.” In un attimo, tutto ciò che credevamo di sapere viene messo in discussione. La ragazza che Yuru ha cercato di proteggere per tutta la vita viene apparentemente uccisa, e la sua identità diventa un enigma. È un colpo di scena che funziona non solo per l’impatto emotivo, ma perché apre una quantità enorme di possibilità narrative. Chi è davvero Asa? Perché quella ragazza è stata rinchiusa? E soprattutto, chi sono davvero i gemelli? Il finale dell’episodio segna anche il vero punto di partenza della storia. Yuru scopre di poter controllare gli tsugai, e quando queste creature si manifestano davanti a lui, distruggendo gli elicotteri, capiamo che non siamo più nella fase introduttiva. Siamo entrati nel cuore della serie.

Dal punto di vista visivo, l’impronta di Studio BONES è evidente in ogni singolo frame. Il character design richiama fortemente quello di Fullmetal Alchemist, così come la gestione delle scene d’azione e delle espressioni emotive. Eppure, nonostante i richiami, l’anime riesce a mantenere una propria identità. Le animazioni sono fluide, le sequenze dinamiche e il ritmo narrativo è gestito con grande precisione. Non ci sono tempi morti, non ci sono momenti inutili. Ogni scena ha uno scopo. Uno degli aspetti più riusciti è il modo in cui viene costruito il worldbuilding. Non ci sono spiegazioni pesanti o dialoghi didascalici. Il mondo si rivela poco alla volta, attraverso ciò che accade e ciò che i personaggi vivono. È una scelta che richiede fiducia nello spettatore, ma che ripaga con un coinvolgimento molto più profondo.


Il primo episodio di Daemons of the Shadow Realm è esattamente quello che dovrebbe essere un debutto: intenso, misterioso e capace di lasciare il segno. Non reinventa il genere, ma dimostra di saper usare le sue regole con intelligenza e personalità. La vera sfida, però, inizia adesso. Perché partire forte è importante, ma mantenere quel livello per tutta la durata della serie è un’altra storia. Gli elementi per fare qualcosa di grande ci sono tutti: un sistema di poteri intrigante, personaggi già ben delineati, un mistero centrale che funziona e una direzione artistica solida. Se Arakawa riuscirà a sviluppare tutto questo senza cadere nella ripetizione o nella prevedibilità, potremmo davvero trovarci davanti a uno degli anime più interessanti degli ultimi anni. Per ora, una cosa è certa:
questo primo episodio non si limita a presentare una storia, ma vi prende, vi scuote e vi obbliga a voler sapere cosa succederà dopo.


Corso Giornalismo Videoludico
Appassionato di videogiochi, anime e serie tv. Grande lettore e collezionista di fumetti e manga. Avvicinato al medium videoludico grazie a Wolf 3D in un floppy-disk nel pc di mia madre, per poi crescere a pane e Souls-like e abbracciare il credo di Ezio Auditore da Firenze.