Dexter Stagione 1 Recensione: la giustizia ha più di un volto?

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Dexter Stagione 1 vede come protagonista Dexter Morgan, giovane di bell’aspetto, in relazione con una ragazza affascinante, fratello benvoluto, ematologo per la Sezione Omicidi di Miami… e serial-killer. Quando calano le tenebre, Dexter esce e va a caccia delle sue prede, dalle quali preleva una goccia di sangue come trofeo. Se qualcuno aprisse il suo impianto dell’aria condizionata, ci troverebbe un cofanetto elegante: peccato per un contenuto non esattamente ortodosso.

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DEXTER Stagione 1. Logo

La giustizia nel sangue

La prima cosa che stupisce è sicuramente la caratterizzazione del protagonista. Già il fatto che sia un assassino seriale è conturbante, ma l’aspetto interessante è che egli segue un codice di condotta. Le sue vittime sono infatti criminali colpevoli di atti la cui gravità minima deve essere l’omicidio. Non solo: prima di poterli coinvolgere, essi devono essere sfuggiti alla giustizia per via di avvocati corrotti, giudici minacciati, vizi di procedura. Questo porta subito lo spettatore a porsi una domanda: Dexter è cattivo? Uccide le persone, ma sono individui meritevoli di quel destino, soprattutto in virtù del fatto che hanno avuto la possibilità di espiare le loro colpe. Del resto, la narrazione stessa non prende partito: mano a mano che i dodici episodi si susseguono, vediamo il giovane procedere con la sua vita, comprendendo via via la coltre di menzogne che egli deve nutrire per non destare sospetto alcuno in coloro che lo circondano, in primis i suoi colleghi della polizia. Fino a che punto lo spettatore è disposto a perdonargli questa condotta in nome del bene, sia pure controverso, che egli fa? Dopotutto, come Batman ci porta a riflettere sin dal 1939, nessuno dovrebbe essere al di sopra della legge…

Dexter a caccia

 

Dottor Jekyll e Mr. Hyde

Niente pozioni miracolose, niente era vittoriana, niente personalità autonome ma fuse l’una all’altra, tuttavia Dexter Morgan può essere considerato un personaggio alla Robert Louis Stevenson. Anche lui, infatti, ha dentro di sé un lato avvolto nelle tenebre del quale, purtroppo, non può liberarsi. Suo padre Harry, sapendolo, ha cercato di instradare gli istinti omicidi del figlio verso una giusta causa: essendo un poliziotto, gli ha anche insegnato come non farsi prendere. Un gesto, quello dell’uomo, che potremmo considerare sconsiderato ma, del resto, quale genitore vorrebbe la sua prole nel Braccio della Morte? Dexter, dal canto suo, osserva alla lettera il Codice di Harry, però questo lo porta ad essere una sorta di androide. Se durante la caccia può esprimere una pur perversa emotività, nella vita di tutti i giorni è invece una maschera di normalità: egli non prova sentimenti, non sente alcun coinvolgimento e non è interessato a nessuna forma di amore o amicizia, pur essendo bravissimo nel fingerli in modo da, come direbbe lui stesso, apparire socialmente accettabile. Questo dualismo apre altre riflessioni, oltre a quella relativa alla legittimità degli omicidi: è giusto che un essere umano debba vivere in questo modo? Anche accettando le sue attività extracurriculari, egli ha effettivamente ragione ad adottare tali comportamenti verso gli altri? Domande apparentemente facili ma che, per essere dotate di risposte sensate, necessitano di una forte immedesimazione da parte di chi guarda: è facile giudicare quando non si hanno certe malattie, ma nei panni di Dexter saremmo effettivamente diversi? Tuttavia, è importate chiarire un aspetto: la serie non giustifica l’essere assassini e ti fa comunque capire che, per quanto non bisogni alzare bandiera senza conoscere i fatti, ciò che fa il protagonista è comunque traviato.

Dexter con il padre, Harry

 

Il Punitore e il Fabbricante di Bambole

Seppur DEXTER Stagione 1 punti sull’introspezione, si parla pur sempre di un prodotto poliziesco e, pertanto, molti episodi hanno il cosiddetto caso della settimana da risolvere. Tutte sottotrame piuttosto interessanti, ma a farla da padrone c’è lo scontro tra Dexter e un altro misterioso omicida che semina il terrore nelle strade di Miami: il Killer del Camion Frigo! Laddove l’ematologo è un punitore, il suo rivale è una spietata macchina di morte con la mania di fare a pezzi le proprie vittime dopo averle congelate e di metterle in posa: sarà proprio quest’ultimo a sfidare il nostro Morgan, entrando nella sua vita e fornendogli indizi. Quale sarà il suo scopo? Distruggere il giustiziere? Istaurare una macabra amicizia? Essere fermato da un suo pari? Tutti nodi che verranno al pettine puntata dopo puntata in maniera da lasciarti senza fiato: come potete immaginare, la verità sarà molto più complessa di quel che appare…

Lo spaventoso Camion Frigo del Killer

Un cast non molto noto, eppure perfetto

Michael C. Hall è perfetto nel ruolo di Dexter: bello, dal viso statuario, sobriamente elegante e miratamente apatico. Loris Loddi è stato poi eccezionale nel doppiarlo in italiano, dandogli questa parlata gentile e al contempo fredda e misurata.
Tutto intorno a lui, però, si dipana una ragnatela di personaggi a dir poco eccellente, dove ogni personalità ha le sue sfaccettature. Jennifer Carpenter incarna Debra Morgan, sorella di Dexter: una ragazza ambiziosa e al contempo vittima di bullismo da parte di alcuni superiori, i quali la giudicano semplicemente inadatta al ruolo di agente della Omicidi. Dove l’ematologo è imperscrutabile, lei è una bomba emotiva: sboccata, impulsiva, sensibile; questo rende interessante il rapporto tra i due fratelli, in quanto Dexter stesso ammette che Debra è la sola persona alla quale vuole bene.
Seppur compaia solo nei flashbacks, essendo morto prima dell’inizio della storia, non si può ignorare la quasi ieratica figura di Harry Morgan, padre dei due fratelli e avente il viso di uno straordinario James Remar: un uomo integerrimo, un poliziotto di successo e un genitore costretto ad occuparsi da solo di un figlio mentalmente condannato alla tragedia. Per quanto si possa contestare la scelta di farne un giustiziere piuttosto che metterlo in una struttura curativa, non si può non ammirarne la devozione: non il papà dell’anno ma sicuramente una persona con cui sentirsi solidali.

Non vi rivelo naturalmente chi interpreta il Killer del Camion Frigo, dicendovi solo che la scelta è a dir poco ottima, ma desidero parlarvi di una sorta di villain che, di base, non lo sarebbe affatto: il Sergente James Doakes interpretato da Erik King. Ben lungi dall’essere il soprannominato “magical negro” e per nulla affine allo stereotipo dell’uomo di colore criminale che spesso vediamo in letteratura e Cinema, Doakes è forse il personaggio più difficile da giudicare per lo spettatore: indubbiamente è onesto e la sua diffidenza verso Dexter (unico dei colleghi a sospettare dell’affascinante tecnico) è perfettamente comprensibile, in quanto noi sappiamo la verità. D’altro canto, però, si pone come un uomo torvo, polemico e quasi mai accomodante verso i membri della sua squadra: sperare che fermi Dexter o che l’assassino seriale continui a raggirarlo? A voi l’ardua sentenza…

Molta violenza ma poco spettacolo

DEXTER Stagione 1 non spinge sulla violenza visiva. Gli omicidi vengono spesso omessi dalla telecamera e, quando si decide di inquadrarli, vengono rappresentati come veloci e decisi, senza indugiare su dettagli forti. Eppure, è sulla mente che la serie punta i tacchi e schiaccia forte! I temi sono, come dicevo, complessi: sconsiglio quindi la visione a persone particolarmente sensibili o troppo giovani.

Visione accompagnata per bambini e ragazzi


Dexter Stagione 1 è un ottimo prodotto, tratto peraltro dal romanzo La Mano Sinistra di Dio di Jeff Lindsay. Tra personaggi potenti, una trama accattivante e dilemmi etici tutt’altro che scontati (se non altro nella finzione), i 12 episodi scorrono che è un piacere. Magari non tutte le scelte narrative e di messa in scena mi hanno convinto, però il risultato globale è a dir poco eccellente e merita di essere recuperato. Dexter Stagione 1 è acquistabile in DVD e Blu-Ray, ma solo nel cofanetto integrale: singolarmente, è esaurita. Per i non collezionisti, invece, è possibile rivolgersi a Paramount+ Italia o a Sky Now per quanto riguarda lo streaming, altrimenti Amazon Prime Video e Apple TV la offrono pagando però il prodotto direttamente.


 

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