Pacific Rim 2 – La Rivolta Recensione: gli alieni sono davvero il peggio?

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Dieci anni sono passati dal sigillo della Breccia e il mondo sta cercando di superare la piaga dei Kaiju. Tuttavia, la paura di una nuova guerra si annida tra le pieghe della societร  umana e, pertanto, si lavora costantemente per rinnovare il Programma Jaeger. In Pacific Rim 2 – La Rivolta, perรฒ, i giganteschi alieni non sembrano essere il vero problema…

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Pacific Rim 2 – La Rivolta. Locandina

L’assenza del Maestro

Parliamoci chiaro: Steven S. DeKnight รจ un regista sicuramente talentuoso e, infatti, Pacific Rim 2 – La Rivolta รจ diretto piuttosto bene. L’azione รจ adeguatamente chiara e le coreografie di battaglia, molto piรน lunghe e diffuse rispetto al primo capitolo, sanno sicuramente intrattenere. Purtroppo, perรฒ, la mancanza di Guillermo del Toro (se non alla produzione) si percepisce: per quanto il Maestro avesse magari abbondato con l’estetica delle immagini, rendendo alcuni momenti non facili da discernere, la sua cifra stilistica era ferma e chiara, con quel gusto comunque leggermente gotico e fiabesco che lo contraddistingue. In questo secondo episodio, invece, non c’รจ un tratto distintivo: si tratta di un generico film di fantascienza piacevole dal punto di vista tecnico ma che, non fosse legato al predecessore, non prenderemmo neppure in considerazione. Purtroppo, in blockbuster come questo la mano alla macchina da presa fa parecchia differenza.

I vari robottoni. Sempre una gioia per gli occhi.

Benvenuta azione esplosiva, arrivederci introspezione

Rispetto al film del 2013, questa pellicola รจ nettamente piรน movimentata e questo la dice lunga, dal momento che Pacific Rim non era certo lento nel ritmo. Sicuramente รจ molto intrattenente vedere gli Jaegers che si muovono sullo schermo, grazie anche al fatto che il comparto tecnico รจ stato ulteriormente affinato: la computer grafica dei robottoni e dei kaiju spacca letteralmente la mascella e i vari design non lasciano certamente indifferenti. La trama รจ semplice, perรฒ neppure del Toro e Beacham avevano imbastito un comparto narrativo magniloquente e, tutto sommato, la storia si lascia seguire. Il problema reale รจ la totale assenza di introspezione: i personaggi sono simpatici e al contempo completamente monocorde. Non sappiamo praticamente nulla di loro, i rapporti sono generalmente lisci e i pochissimi conflitti si risolvono eccessivamente in fretta. Non che nel fratello maggiore ci venisse raccontata la qualunque, tuttavia ti affezionavi ai presenti, tanto che se qualcuno moriva ti dispiaceva: in questa sede, invece, non ci si sente piรน di quel tanto coinvolti proprio per la caratterizzazione pressochรฉ assente. Neppure dal punto di vista della lore ho percepito coinvolgimento: nel 2013 ti mostravano il mercato nero, la speculazione sull’immagine delle creature e i dilemmi etici e scientifici legati alla guerra. Qui ci si concentra esclusivamente sul conflitto senza offrire allo spettatore un’evoluzione degna di questo nome. Non fosse per il comparto effettistico, Pacific Rim 2 – La Rivolta sembrerebbe piรน uno spin-off televisivo diretto con impegno che un seguito effettivo: godibile ma nulla piรน di questo.

Personaggi di carta velina

Come detto, tutto il lavoro quantomeno interessante svolto da del Toro รจ stato vanificato e i personaggi sono davvero ombre. Dal primo film ritorna Rinko Kikuchi nel dare il volto a Mako Mori: mi ha fatto piacere rivederla, peccato che il suo inserimento appaia puramente pretestuoso, quasi un cameo (non รจ cosรฌ, perรฒ poco ci manca) di fanservice piรน che qualcosa di necessario. Sicuramente apprezzabili Newton Geiszler e Hermann Gottlieb, i due scienziati impersonati rispettivamente da Charlie Day e da Burn Gorman: la coppia รจ sempre divertente ma anche parte integrante della trama e questo non puรฒ che farmi piacere; anzi, a ben guardare sono forse l’unico aspetto addirittura migliorato rispetto al passato!
A livello di novitร , sfortunatamente, ce la giochiamo addirittura peggio: ricordate il discorso che ho fatto circa il mio timore che, in Pacific Rim, si creasse l’effetto del grande attore utilizzato solo in quanto presenza? Se Guillermo del Toro era riuscito a sorprendermi, in Pacific Rim 2 – La Rivolta รจ successo esattamente quel che avevo paventato. Il protagonista morale รจ Jake Pentecost, figlio dello Stacker Pentecost impersonato da Idris Elba cinque anni prima (peraltro, non si era mai alluso al ragazzo neppure nel piรน oscuro dei modi… credibile, se non altro): John Boyega รจ stato pure bravino, ma il personaggio รจ stereotipatissimo. Non parliamo poi del suo amico / nemico Nathan Lambert: un bel ragazzo che ci si ricorda solo perchรฉ a dargli il volto รจ Scott Eastwood! Simpatica e graziosa Cailee Spaeny nel prestare il proprio corpo alla giovane Amara Namani, tuttavia anche lei รจ veramente la ragazzina un po’ scapestrata e generica vista in mille altri prodotti simili, siano essi cinematografici, letterari, seriali o videoludici.


Mi rendo conto che sia stata una recensione blanda, ma il problema รจ che Pacific Rim 2 – La Rivolta non offre grandi idee delle quali mettersi a parlare. Per quanto sia convinto che la gente tenda a odiarlo piรน del dovuto, รจ proprio un seguito fatto per esclusive esigenze commerciali da parte di Legendary Pictures (Warner Bros non รจ piรน coinvolta) e degli altri produttori: non c’รจ autorialitร  e non c’รจ profonditร . Preso come film a sรฉ, indubbiamente, diverte รจ si puรฒ tirare un sospiro di sollievo nel constatare che, almeno, c’รจ stato un grande impegno dal punto di vista tecnico e registico: auguro a Steven S. DeKnight di poter dirigere altri lungometraggi, magari perfezionandosi dal punto di vista della scrittura. La pellicola si puรฒ trovare in DVD, Blu-Ray e 4k Ultra HD. On-demand รจ disponibile su Chili, Rauken TV, Apple TV Store e Amazon Prime Video. In streaming la situazione si complica leggermente in quanto, in base alle mie informazioni, il film entra ed esce da qui e da lรฌ: mi viene indicata la sua saltuaria presenza su Netflix, Now e Sky Go; verificate sul momento.


 

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