La Mummia 2 – Il Ritorno Retrospettiva: Un mostro solo non basta?

Aggiungici come sito preferito su Google

La Mummia del 1999 fu un tiepido successo di critica ma un vero e proprio trionfo sul piano economico. Poteva quindi Universal non proseguire con lo sfruttamento di uno dei suoi Mostri Classici più famosi? Naturalmente no e, pertanto, ecco arrivare nel 2001 il seguito: La Mummia 2 – Il Ritorno.

Corso Localizzazione Videoludica
La Mummia 2 – Il Ritorno. Locandina

Il nuovo nemico

Già La Mummia del 1932 aveva avuto un proseguo, tuttavia era riferito a un non-morto completamente diverso. Il film in esame, invece, ci propone nuovamente Imhotep come villain di riferimento: dato l’enorme carisma tanto del personaggio quanto dell’attore, non si può che esserne contenti. Tuttavia, a tale giro il Sacerdote non è più la minaccia principale, in quanto il ruolo passa a un nuovo nemico: il Re Scorpione. Peccato che detto personaggio esaurisca il proprio potenziale nell’affascinante sequenza d’apertura, ossia quella dedicata alle sue origini: da quel momento in poi, sparirà quasi completamente dallo schermo per poi tornare solo nel finale, peraltro nella battaglia più ridicola e anticlimatica che si possa immaginare. Un vero e proprio spreco, fortunatamente tamponato in buona parte dalla nostra Mummia preferita, la quale resta nonostante tutto la vera colonna portante del pericolo globale.

Il Re Scorpione. Fa veramente paura, soprattutto la CGI…

Un fiacco tentativo di innovare, ma almeno ci hanno provato

Nonostante La Mummia 2 – Il Ritorno sia uscito nel 2001, ha proprio quel sapore tipico da seguito Anni ’90: una sorta di remake del capostipite ma ancora più estremizzato. Preparatevi dunque a dei rip-off delle scene più divertenti viste nel 1999 ulteriormente tamarizzate, compreso il riutilizzo quasi integrale di dialoghi, battute e situazioni.

Nonostante questo, bisogna riconoscere al regista e sceneggiatore Stephen Sommers di aver comunque tentato di fornirci qualcosa di nuovo. Innanzitutto, al di là dello sviluppo discutibile, è stato interessante il fatto di diversificare la minaccia. Secondariamente, la lore è stata espansa in maniera carina e vi sono delle retcon palesi che però, in questo caso, funzionano perché, qualora si decida di riguardare il primo capitolo, ci si accorge che non vanno a creare buchi logici: semplicemente, non c’era bisogno di parlare di certe cose all’epoca. Se calcoliamo che questo espediente va spesso a inficiare l’equilibrio narrativo, direi che è un risultato lodevole.

Rick e Imhotep combattono

Più soldi = più mezzi, più mezzi = più sfarzo, più sfarzo = più assurdità

Finora ho parlato perlopiù delle questioni narrative, ma non possiamo certo soprassedere sul lato estetico. La prima cosa che salta all’occhio è l’abbondanza di locations: non abbiamo più Il Cairo, tuttavia rivediamo brevemente Hamunaptra, possiamo ammirare la Londra del 1933, vediamo molti più templi e il luogo dove avviene il combattimento finale è nettamente più complesso dal punto di vista scenografico; le varie creature sovrannaturali sono a loro volta più varie e dettagliate.

Gli stessi effetti speciali sono ancora più abbondanti rispetto al passato e, purtroppo, è stata incrementata parecchio anche la computer grafica. Fortunatamente, due anni in quell’ambito sono un secolo e, infatti, l’invecchiamento è sensibilmente minore rispetto a quanto visto in La Mummia: cionondimeno, i modelli sono spesso scarsamente renderizzati e vedere monumenti esistenti ricostruiti in digitale non può non strappare una risata di scherno. Non parliamo poi del Re Scorpione il quale, quando passa da uomo a creatura, sembra uscire da un gioco a basso costo della mai dimenticata PlayStation! Che la ragione fosse un budget non particolarmente alto (comunque 18 milioni in più rispetto al predecessore, per un totale di 98 milioni di dollari) o il fatto che il cast tecnico non avesse a disposizione i mezzi giusti, io non lo posso sapere. Quel che però dico è che, a questo punto, sarebbe stato meglio lasciar stare in parte la CGI e investire maggiormente in effetti pratici.

Imhotep non ha subito il passaggio del tempo. Neppure gli altri, a quanto pare…

Il Sacerdote è interpretato nuovamente da Arnold Vosloo, il quale si è confermato l’interprete giusto per questo ruolo: carismatico, imponente, affascinante. Ovviamente, non si può dire che si sia particolarmente evoluto rispetto al primo capitolo, per il semplice fatto che è un morto che ritorna: non ha avuto modo alcuno di apprendere la cultura odierna, né tantomeno di assimilarne gli stilemi. Devo però dire che, nel finale, acquisisce un’aura drammatica che non mi sarei aspettato: parlerei comunque di una reazione, più che di un effettivo cambiamento nel suo profilo.
Sono invece molto meno propenso ad accettare la totale immutabilità di tutti gli altri personaggi: a parte l’aver avuto un figlio, Evelyn e Rick sono gli stessi che abbiamo conosciuto nel 1999 (o 1926, se preferite le date narrative). Non hanno mai dubbi, sono sempre dei supereroi (stavolta pure con qualche sorta di potere) e sembra quasi che i terribili avvenimenti ai quali hanno assistito fossero tranquille passeggiate al parco. Funzionano assolutamente, non dico di no, però mi sarebbe piaciuto vedere che gli anni fossero un minimo passati! Rachel Weisz e Brendan Fraser sono nuovamente in parte. In merito al fratello della ragazza, Jonathan, ha imparato ben poco: è ancora il solito pasticcione e ladruncolo. Anzi, forse lui si è addirittura involuto! Nel primo film non era così macchiettistico e nevrastenico, anzi: la sua forza era proprio quella di essere apparentemente sciocco e di rivelarsi invece colto, reattivo e coraggioso. In questa sede sembra davvero un personaggio dei Looney Tunes anche se, ringraziando il cielo, riesce ancora ad essere un comico non ingombrante: John Hannah ha almeno saputo controllarsi. In merito a Oded Fehr, interpreta Ardeth Bey nella stessa identica maniera del passato.

Non mi sono dispiaciuti i personaggi nuovi o quantomeno approfonditi: Patricia Velasquez riprende bene i panni di Anck Su Namun, amata da Imhotep, e nel suo complesso funziona bene. Ho apprezzato Alex, figlio di Evelyn e Rick e impersonato da Freddie Boath: un ragazzino per nulla irritante e molto indipendente e coraggioso; invece che essere una semplice fonte di stress per i genitori, assume spesso un ruolo risolutivo nelle varie avventure. Il resto dei comprimari è abbastanza monodimensionale, però svolge il suo lavoro.

Parliamo però dell’elefante nella stanza: chi interpreta il Re Scorpione? Nientepopodimeno che… Dwayne Johnson, ovvero The Rock al suo esordio cinematografico. Cosa si può dire della sua interpretazione? Che forse, tutto sommato, è stato un bene che questo nuovo nemico compaia poco nel film.


Probabilmente, leggendo la recensione penserete che io odi La Mummia 2 – Il Ritorno. In realtà, assolutamente no: quando lo riguardo, mi diverto molto e ne apprezzo l’azione, le battute, buona parte della componente tecnica e così via. Non sarebbe però onesto negare che sia la copia del primo episodio sotto steroidi e che il comparto narrativo sia deboluccio, così come penso sia innegabile il mancato sviluppo di molti protagonisti e comprimari. Potete recuperarlo senza il minimo problema, tuttavia sappiate a cosa state andando incontro. La Mummia 2 – Il Ritorno non è più disponibile in Home-Video, ma potete guardarlo in streaming su Prime Video, Netflix, Now e Disney+. Altrimenti, qualora vogliate acquistarlo o noleggiarlo, rivolgetevi a Rakuten TV, Apple TV Store, Chili e Google Play.


 

Corso Giornalismo Videoludico