Euphoria 3 First Look: un ritorno non troppo “euforico”

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Come eravamo quattro anni fa? Quanto sono cambiate le nostre vite? Di sicuro qualcosa sarร  rimasto identico a se stesso, qualcos’altro sarร  cambiato per sempre, ma possiamo dire lo stesso dei personaggi che ci aspettano in una delle stagioni piรน attese della serialitร  del 2026? Parliamo di Euphoria 3, che dal 13 aprile sbarca anche in Italia su HBO, Sky Atlantic e Now TV con un episodio a settimana. Dopo una lunga attesa e un silenzio produttivo che ha alimentato aspettative, teorie e timori, il ritorno della serie creata da Sam Levinson non cerca di rassicurare lo spettatore, ma anzi lo destabilizza, riaffermando fin dai primi minuti quella cifra stilistica che ha reso il prodotto cosรฌ divisivo e allo stesso tempo iconico: un racconto emotivo piรน che narrativo, dove la linearitร  cede spesso il passo alla percezione soggettiva del tempo, della memoria e del trauma. Curiosi di vedere come proseguissero le vicende dei protagonisti di questa serie, abbiamo visto per voi il primo episodio della terza stagione, che ci ha lasciato con tante sensazioni contrastanti. Proviamo a raccontarvele nel nostro first look dedicato!

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Rue Bennett continua a essere protagonista e voce narrante delle vicende di Euphoria 3

Euphoria 3: dove eravamo rimasti e dove siamo ora

La prima puntata della terza stagione di Euphoria si apre con una sensazione che รจ allo stesso tempo familiare e straniante, ma per comprendere appieno la portata di questo primo episodio, รจ necessario fare un passo indietro e ripercorrere quanto accaduto nelle prime due stagioni. La serie si รจ costruita attorno alla figura di Rue Bennett, interpretata da Zendaya, una giovane tossicodipendente in lotta con se stessa, con il dolore della perdita e con un mondo che sembra incapace di offrirle un vero appiglio. La prima stagione ha posto le basi dell’intera trama, introducendo un microcosmo adolescenziale fatto di relazioni tossiche, identitร  in costruzione, dipendenze e una costante ricerca di senso. Rue, in particolare, si รจ distinta come una narratrice inaffidabile, capace di alternare luciditร  e autoinganno con una disarmante naturalezza.

La seconda stagione ha amplificato questi elementi, portando i personaggi verso una maggiore consapevolezza ma anche verso una spirale di autodistruzione piรน marcata. Il rapporto tra Rue e Jules, interpretata da Hunter Schafer, si รจ incrinato sotto il peso delle aspettative e delle fragilitร  reciproche, mentre nuove dinamiche hanno preso forma, come quella tra Nate e Cassie, che ha rappresentato uno dei punti piรน controversi e discussi. Il finale della seconda stagione aveva lasciato molte questioni aperte: Rue sembra aver raggiunto una momentanea stabilitร , ma il prezzo pagato รจ altissimo; Jules รจ emotivamente distante; Nate rimane una figura oscura e irrisolta; e personaggi come Fez e Lexi si trovano a un bivio esistenziale. Come potranno procedere quindi tutte queste linee narrative?

Le vite dei ragazzi non saranno piรน glam e rocambolesche, ma dal ritmo piรน lento e riflessivo

Si spengono le luci glam, si spengono le vite

La terza stagione sembra volersi inserire nel contesto finora presentato con una scelta narrativa precisa: evitare la continuitร  immediata e optare per una sorta di salto, sia temporale che emotivo. Non si tratta necessariamente di un vero e proprio time skip dichiarato, ma la percezione รจ quella di un cambiamento avvenuto fuori campo. I personaggi sembrano diversi, piรน stanchi, piรน segnati, e il mondo attorno a loro appare meno โ€œglamourizzatoโ€ rispetto alle stagioni precedenti. La fotografia infatti, pur mantenendo la sua estetica ricercata, vira verso tonalitร  piรน spente, quasi a suggerire una perdita di innocenza definitiva.

La puntata si apre con Rue, ancora una volta voce narrante, ma con un tono profondamente mutato. Se prima il suo racconto era intriso di ironia, sarcasmo e momenti di dissociazione, qui emerge una voce piรน lenta, quasi appesantita, come se ogni parola fosse il risultato di uno sforzo consapevole. Rue parla del tempo, di come scorra in modo diverso quando si รจ sobri, di come la memoria diventi piรน nitida, ma anche piรน dolorosa. Questo incipit non รจ solo un aggiornamento sulla sua condizione, ma una dichiarazione dโ€™intenti: la stagione sembra voler esplorare cosa succede dopo il caos, quando le conseguenze diventano inevitabili. La stessa ragazza sembra volersi confrontare con le persone che ha ferito, ma senza grandi confronti drammatici: al contrario, tutto รจ trattenuto, quasi sospeso. Questo approccio puรฒ risultare spiazzante per chi si aspetta una risoluzione immediata dei conflitti, anche se riprende il non detto e lโ€™ambiguitร , tratti specifici di questa serie.

Nate (Jacob Elordi) incarna una forma di violenza latente, ma il suo personaggio sembra ora piรน isolato

Persone sospese e isolate

Al di lร  del nuovo approccio presentato, meno diretto e quasi piรน riflessivo, ci sono evidenti variazioni nel racconto proposto, almeno nel primo episodio. Uno degli aspetti piรน interessanti di questa prima puntata รจ il modo in cui la serie rielabora il concetto di tempo: non si tratta solo di una progressione lineare, ma di una stratificazione di esperienze che continuano a influenzare il presente. In questo senso, Euphoria offre una narrazione dove il passato non รจ mai davvero passato, ma continua a vivere nei dettagli, nei gesti, nelle parole non dette. Questo approccio rende la visione piรน impegnativa, ma anche piรน ricca di sfumature. Lo vediamo anche nei personaggi, a partire daย Jules, che appare cambiata, piรน distante e meno incline a lasciarsi coinvolgere emotivamente.ย Il suo rapporto con Rue รจ freddo, quasi formale, e questo rappresenta uno degli elementi piรน dolorosi dellโ€™episodio. Non ci sono grandi scene di rottura, ma una serie di piccoli momenti che suggeriscono una separazione ormai interiorizzata.

Questo segna unโ€™evoluzione importante rispetto alle stagioni precedenti, dove il loro legame era al centro della narrazione. Poi ritroviamo Nate, interpretato da Jacob Elordi (recentemente protagonista del film Cime Tempestose, di cui vi ricordiamo qui la nostra recensione), continua a incarnare una forma di violenza latente, ma il suo personaggio sembra ora piรน isolato. La sua presenza รจ meno dominante rispetto al passato, ma ogni sua apparizione รจ carica di tensione. Si ha lโ€™impressione che la serie stia preparando qualcosa di significativo per lui, forse una resa dei conti definitiva con se stesso o con il suo passato familiare. Infineย Cassie, dal canto suo, appare fragile ma anche consapevole delle proprie contraddizioni. La sua storyline nella prima puntata รจ meno centrale, ma ci sono indizi che suggeriscono un possibile percorso di emancipazione, o almeno di presa di coscienza. Allo stesso modo, Maddy sembra aver trovato una sorta di equilibrio, anche se รจ difficile capire quanto sia reale e quanto sia una maschera. Tanti cambiamenti, forse troppi, ma come si incastrano con la narrazione proposta al pubblico? Una variazione sul tema apprezzata o difficile da digerire?

Viene rielaborato il concetto di tempo come stratificazione di esperienze che continuano a influenzare il presente.

Non c’รจ piรน l’Euphoria di una volta

Dal punto di vista tecnico, la regia continua a essere uno degli elementi distintivi, con le inquadrature studiate per enfatizzare lโ€™isolamento dei personaggi, spesso ripresi in spazi ampi ma vuoti, o al contrario in ambienti claustrofobici che amplificano il loro disagio, la colonna sonora che, ancora una volta, gioca un ruolo fondamentale, ma in modo piรน discreto rispetto al passato. Non ci sono momenti musicali eccessivamente invasivi, ma una presenza costante che accompagna lo spettatore senza guidarlo troppo esplicitamente. E arriva a questo punto il confronto con le stagioni precedenti, inevitabile e per certi versi necessario, per capire che piega sta prendendo questa storia.ย Se la prima stagione era una scoperta e la seconda unโ€™escalation, la terza sembra voler essere una riflessione. E di conseguenza, un ritmo piรน lento, dove non cโ€™รจ la stessa urgenza di scioccare o di sorprendere, ma piuttosto il desiderio di approfondire le conseguenze delle scelte fatte.

Questo potrebbe dividere il pubblico: chi cercava un ritorno all’intensitร  viscerale delle prime stagioni potrebbe rimanere deluso, mentre chi apprezza una narrazione piรน matura, potrebbe trovare in questo episodio unโ€™evoluzione naturale. Ma tutto resta da vedere nei prossimi episodi, per capire meglio come desidera svilupparsi questa nuova narrazione proposta. Infine, le speculazioni su ciรฒ che ci aspetta sono inevitabili, soprattutto alla luce di questo primo episodio: Rue potrebbe affrontare un percorso di reale cambiamento, ma la serie ci ha insegnato a non fidarci troppo delle apparenti redenzioni, e il suo rapporto con Jules potrebbe evolversi in direzioni inaspettate.ย Nate rappresenta forse la variabile piรน imprevedibile, con un arco narrativo che potrebbe culminare in una crisi definitiva, oppure in un tentativo di redenzione, ma tutt’altro che lineare. E che dire di potenziali espansioni a nuovi personaggi?ย Un elemento che potrebbe arricchire la narrazione, ma anche rischiare di disperdere lโ€™attenzione. Tutto รจ ancora da vedere.


La prima puntata della terza stagione non รจ un episodio che punta a conquistare immediatamente, ma piuttosto a porre le basi per un racconto piรน introspettivo e complesso. รˆ una scelta rischiosa, soprattutto dopo lโ€™hype accumulato, con Sam Levinson che sembra voler portare la sua creazione in una direzione piรน adulta, meno spettacolare, ma forse piรน autentica.ย Resta da vedere se questa impostazione riuscirร  a mantenere alta lโ€™attenzione del pubblico nel corso della stagione: molto dipenderร  dalla capacitร  di bilanciare introspezione e sviluppo narrativo, evitando che la lentezza diventi stagnazione. Tuttavia, se questo primo episodio รจ indicativo, ci troviamo di fronte a una stagione che non vuole semplicemente continuare la storia, ma ridefinirla. Con tutte le incognite, e potenziali problematiche, del caso. Ci ritroveremo tra qualche settimana a tirare le fila del discorso e valutare i risultati di questa virata piuttosto potente.


 

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