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	<title>Francis Lawrence - Vgmag.it</title>
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	<title>Francis Lawrence - Vgmag.it</title>
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		<title>The Long Walk Recensione: adattare King resta un compito complesso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter Ferri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 12:24:28 +0000</pubDate>
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<div>La cultura pop è ormai satura di riferimenti letterari e cinematografici legati agli orrori estremi e surreali di immaginarie autarchie totalitarie. Complici gli odierni scenari politici alimentati da una crescente instabilità sociale, questo filone narrativo non solo non si è esaurito, ma si è diffuso con velocità esponenziale. Resta tuttavia sorprendente che il regista e [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-2-scaled.jpg" width="2560" height="1707" title="" alt="" /></div><div><p><span style="font-weight: 400;">La cultura pop è ormai satura di riferimenti letterari e cinematografici legati agli </span><b>orrori estremi e surreali di immaginarie autarchie totalitarie</b><span style="font-weight: 400;">. Complici gli odierni scenari politici alimentati da una crescente instabilità sociale, questo filone narrativo non solo non si è esaurito, ma </span><b>si è diffuso con velocità esponenziale</b><span style="font-weight: 400;">. Resta tuttavia sorprendente che il regista e produttore </span><b>Francis Lawrence</b><span style="font-weight: 400;">, già legato a doppio filo alla saga di Hunger Games, abbia scelto di attingere a uno dei primi romanzi di </span><b>Stephen King</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>The Long Walk</b><span style="font-weight: 400;">, riprendendo in chiave sintetica concetti che, in un modo o nell’altro, maneggia da ormai piú di un decennio. Si tratta di un’operazione anomala che, sulla carta, avrebbe potuto tradursi nella quintessenza del suo percorso professionale – un esercizio di minimalismo elegante e raffinato –, ma che finisce per tradursi in </span><b>una pellicola poco incisiva</b><span style="font-weight: 400;">, perfetta da guardare distrattamente su un qualsiasi servizio di streaming.</span></p>
<figure id="attachment_412447" aria-describedby="caption-attachment-412447" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-412447 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-5-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-5-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-5-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-5-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-5-1536x865.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-5-2048x1153.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-5-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-5-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-5-1600x901.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-412447" class="wp-caption-text">Un&#8217;immagine che riassume l&#8217;ethos dell&#8217;intero film. Ah, e lui é Roman Griffin Davis, l&#8217;attore di Jojo Rabbit.</figcaption></figure>
<h2><span style="font-weight: 400;">La sinossi di The Long Walk dice giá tutto</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Reduci da una guerra civile, gli Stati Uniti sono ora governati da un regime militare che organizza ogni anno un evento noto come </span><b>“La Lunga Marcia”</b><span style="font-weight: 400;">: una competizione pensata per celebrare un patriottismo deformato e alimentare una concezione corrotta dell’etica del lavoro, ma anche per offrire un illusorio spiraglio di speranza a un popolo stremato da una depressione economica lancinante. Attingendo da un bacino di volontari viene selezionato un adolescente per ciascuno dei cinquanta Stati, chiamato a partecipare a una maratona in cui il vincitore può reclamare un premio in denaro e vedere esaudito un desiderio personale. Chi non tiene il passo, viene fucilato. </span><b>Per vincere, bisogna essere l’ultimo sopravvissuto ancora in piedi</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se vi vengono in mente Battle Royale, The Maze Runner</span> <span style="font-weight: 400;">o, appunto, Hunger Games, non è un caso: The Long Walk è </span><b>il capostipite di questo filone narrativo</b><span style="font-weight: 400;"> e molti autori lo hanno assimilato – consapevolmente o meno – nel proprio immaginario, affidandosi sulle sue basi per costruirvi sopra mondi dai toni fantascientifici. A differenza degli esponenti più recenti del genere, peró, il romanzo di Stephen King è </span><b>straordinariamente asciutto</b><span style="font-weight: 400;">: non si perde in descrizioni stranianti né in costruzioni di mondo elaborate, ma aderisce con rigore a un’esplorazione intimista, tutta </span><b>concentrata sui personaggi e sul loro progressivo disfacimento fisico e psicologico</b><span style="font-weight: 400;">. È una dinamica che King, pur con toni e intenzioni molto diversi, ha poi raffinato nella novella Il corpo (The Body), trasposta al cinema come Stand by Me: un’altra marcia, questa volta verso la consapevolezza della morte e la fine dell’infanzia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi si appresta a vedere The Long Walk farebbe dunque bene a tarare le proprie aspettative su questa premessa. Per circa cento minuti si assisterà a </span><b>ragazzi che camminano e parlano</b><span style="font-weight: 400;">, scanditi da sporadiche esplosioni di violenza e gore. Nessun grande evento, coreografie pressoché inesistenti, costumi sobri e una scenografia che si limita a mostrare le vaste distese rurali dell’entroterra americano. Il successo – o la rovina – della pellicola poggia dunque sulle spalle del copione firmato da </span><b>Jeffrey Tyler “JT” Mollner</b><span style="font-weight: 400;">, regista e sceneggiatore relativamente imberbe, noto soprattutto per Strange Darling.  Ed è proprio qui che iniziano i problemi.</span></p>
<figure id="attachment_412448" aria-describedby="caption-attachment-412448" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-412448 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-1-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-1-300x200.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-1-768x512.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-1-2048x1365.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-1-450x300.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-1-780x520.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-1-1600x1067.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-412448" class="wp-caption-text">Per forza di cose, la pellicola non offre un&#8217;ampia gamma estetico-scenografica.</figcaption></figure>
<h2><span style="font-weight: 400;">Quattro passi e chiacchiere a ruota libera</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Dare vita a un </span><b>copione interamente fondato sul dialogo</b><span style="font-weight: 400;"> tra personaggi non è impossibile, ma rappresenta una sfida notevole. Portare a termine un’impresa simile richiede una solida esperienza teatrale, un contesto che – per limiti fisici e spaziali – impone una rigorosa capacità di sintesi e una padronanza del ritmo narrativo. Tuttavia, un buon testo e interpreti di livello possono sostenere una pellicola anche quando questa viene privata di ogni orpello, soprattutto se sono guidati da un regista navigato. </span><i><span style="font-weight: 400;">Carnage </span></i><span style="font-weight: 400;">di Roman Polanski e La mia cena con André di Louis Malle restano esempi magistrali di questa arte, in cui la parola diventa movimento e tensione. The Long Walk, al contrario, rimane parecchi passi indietro, incapace di trasformare il confronto tra protagonisti in un’esperienza trainante.</span></p>
<p><b>Adattare gli scritti di Stephen King è da sempre</b> <b>un’impresa titanica</b><span style="font-weight: 400;">. Negli anni Ottanta, Stanley Kubrick scelse coraggiosamente di reinterpretare Shining secondo la propria cifra autoriale – cosa che</span><a href="https://www.youtube.com/watch?v=I0l5JBIargE"><span style="font-weight: 400;"> fece infuriare King</span></a><span style="font-weight: 400;"> –, mentre altri registi hanno ottenuto risultati di alto profilo lavorando sulle più digeribili novelle.</span><b> I romanzi, d’altro canto, si rivelano spesso ostici da trasporre sullo schermo</b><span style="font-weight: 400;">: lo stile di King è caratterizzato da descrizioni prolisse, una moltitudine di personaggi e digressioni strutturate, elementi difficili da condensare senza ricorrere a tagli drastici. E Mollner ha tagliato. Ha tagliato con un machete, come se non ci fosse un domani, sfoltendo la complessità psicologica e sociale del libro di riferimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonostante La Marcia preveda la partecipazione di una cinquantina di concorrenti, la pellicola finisce per esempio per concentrarsi quasi esclusivamente su due di loro: Raymond “Ray” Garraty (</span><b>Cooper Hoffman</b><span style="font-weight: 400;">) e Peter “Pete” McVries (</span><b>David Jonsson</b><span style="font-weight: 400;">). Una scelta che appare più accidentale che consapevole. The Long Walk tenta infatti di delineare almeno una dozzina di questi personaggi, tuttavia con una durata inferiore alle due ore non c’è spazio per sviluppare una visione complessa di ciascuno di loro, quindi finiscono tutti per ridursi a </span><b>maschere superficiali</b><span style="font-weight: 400;">, richiamate in scena solo quando la sceneggiatura si ricorda della loro esistenza.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I due protagonisti, invece, hanno molto di più da offrire: il loro rapporto sostiene l’intero flusso del film e la prova attoriale è convincente, ma anche qui si inciampa in </span><b>un copione poco audace</b><span style="font-weight: 400;">, che smussa i tratti più disturbanti e interessanti dell’opera kingiana in favore di un prodotto che sia più digeribile e accomodante. Il risultato è un film che parla molto, ma dice poco.</span></p>
<figure id="attachment_412445" aria-describedby="caption-attachment-412445" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-412445 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-3-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-3-300x200.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-3-768x512.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-3-2048x1365.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-3-450x300.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-3-780x520.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/the-long-walk-3-1600x1067.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-412445" class="wp-caption-text">Ci sono buone possibilità che quel soldato generico presentato come il principale antagonista vi sia vagamente familiare.</figcaption></figure>
<h2><span style="font-weight: 400;">The Long Walk è l&#8217;archetipo del “film per la televisione”</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Forse è per la sua durata esigua, forse per la fotografia affidata a </span><b>Jo Willems</b><span style="font-weight: 400;"> – veterano di American Gods e Black Mirror –, ma The Long Walk sembra incarnare tutti gli stilemi delle produzioni seriali contemporanee. Più che un film,</span><b> appare come un episodio esteso di un’antologia più ampia</b><span style="font-weight: 400;">, o, per usare un riferimento ormai demodé, come uno di quei </span><b>“film per la televisione”</b><span style="font-weight: 400;"> che un tempo comparivano a caso in fasce orarie scomodissime.  Un formato che, del resto, è parte integrante della storia di Stephen King: L’ombra dello scorpione, Rose Red, The Shining (quello del 1997 che nessuno ricorda) – tutti titoli godibili, ma raramente memorabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco dunque che The Long Walk</span><b> si presta perfettamente a una serata da “Netflix &amp; Chill”</b><span style="font-weight: 400;">, in cui si spegne il cervello e si sgranocchiano popcorn. Nulla nella pellicola risulta intellettualmente sfidante o artisticamente stimolante: il flusso narrativo si ancora a istinti empatici primari e l’unico elemento di presunta profondità è il </span><b>finale aperto e ambiguo</b><span style="font-weight: 400;">, introdotto più per lasciare una suggestione mistificante che per aggiungere reale spessore a un’esperienza complessivamente ottusa. L’unico vero motivo di dibattito attorno a The Long Walk è semmai la presenza di </span><b>Mark Hamill</b><span style="font-weight: 400;"> nei panni del “Maggiore” che supervisiona la Marcia: un impiego poco incisivo, quasi svogliato, tanto che si fatica a riconoscere nell&#8217;antagonista principale un attore di tale notorietà.</span></p>
<p><iframe title="The Long Walk (2025) Official Trailer - Cooper Hoffman, David Jonsson" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/vAtUHeMQ1F8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><b>The Long Walk racconta la storia, dai toni crudi e talvolta gore, di una gara organizzata da un governo dittatoriale in cui giovani uomini marciano fino alla morte. Né più, né meno. Non aspettatevi grandi riflessioni, né profonde esplorazioni psicologiche o messaggi rivoluzionari: il film si muove su binari di puro intrattenimento, alimentato da personaggi stereotipati e da una narrazione lineare, abbastanza breve da non annoiare e da non lasciare troppo spazio alle lacune del copione. Tutto rimane in superficie: una sequenza di volti giovani, di passi e di spari, scandita da un ritmo costante che trascina lo spettatore fino al naturale epilogo. The Long Walk è un film che si lascia guardare senza impegno, un prodotto di consumo rapido, caratterizzato da una tensione più estetica che morale.</b></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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		<title>BioShock sbarca al cinema: il film sarà basato sul primo capitolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Adriano Fiorilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 15:47:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
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		<category><![CDATA[Bioshock]]></category>
		<category><![CDATA[Francis Lawrence]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Bioshock-1.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Bioshock" /></div>
<div>L’ondata di adattamenti live-action tratti dai videogiochi continua, e questa volta tocca a uno dei titoli più amati dell’era Xbox 360: BioShock. Come riportato da The Direct, il produttore Roy Lee (A Minecraft Movie, Weapons, The Long Walk) ha confermato che il film sarà “definitivamente basato sul primo BioShock”. L’adattamento ha incontrato qualche intoppo legato [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/07/Bioshock-1.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Bioshock" /></div><div><p>L’ondata di adattamenti <strong>live-action</strong> tratti dai videogiochi continua, e questa volta tocca a uno dei titoli più amati dell’era <strong>Xbox 360</strong>: <strong data-start="322" data-end="334">BioShock</strong>. Come riportato da <strong>The Direct</strong>, il produttore <strong data-start="385" data-end="396">Roy Lee</strong> (A Minecraft Movie, Weapons, The Long Walk) ha confermato che il film sarà <strong>“definitivamente basato sul primo BioShock”</strong>. L’adattamento ha incontrato qualche intoppo legato alla sceneggiatura, ma sembra finalmente in carreggiata, in attesa che il regista <strong data-start="656" data-end="676">Francis Lawrence</strong> (Constantine, The Hunger Games, Io sono leggenda) concluda i lavori su <strong>The Hunger Games: Sunrise on the Reaping</strong> prima di immergersi nelle profondità di <strong>Rapture</strong>.</p>
<p>Il fascino di <strong>BioShock</strong> non risiede solo nella sua trama, una chiara critica alle ideologie libertarie ispirate a <strong>La rivolta di Atlante, </strong>ma soprattutto nell’ambientazione: la città sottomarina di <strong data-start="1081" data-end="1092">Rapture</strong>, decadente e suggestiva, è rimasta impressa nell’immaginario collettivo dei videogiocatori. Trasportarla sul grande schermo offre un potenziale enorme, con scenografie spettacolari, atmosfere cupe e un design di set e oggetti che potrebbe restituire tutta la magia (e l’orrore) dell’originale. E, considerando l’esperienza di <strong>Lawrence</strong> con ambientazioni evocative come in <strong>Io sono leggenda</strong>, le aspettative sono alte.</p>
<p>Sebbene molti adattamenti videoludici abbiano deluso negli anni, l’attuale trend positivo <strong>(da The Last of Us a <a href="https://www.vgmag.it/371587/fallout-teaser-della-seconda-stagione-mostrato-allopening-night-live/">Fallout</a>)</strong> fa ben sperare. Se ben realizzato, il film di <strong>BioShock</strong> potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento, capace di dare nuova vita a un classico del gaming e, magari, offrirci una riflessione ancora più profonda sulla caduta della città sommersa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-375232" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/bioshock-tc_keyart_L_1.jpg" alt="" width="1120" height="630" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/bioshock-tc_keyart_L_1.jpg 1120w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/bioshock-tc_keyart_L_1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/bioshock-tc_keyart_L_1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/bioshock-tc_keyart_L_1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/bioshock-tc_keyart_L_1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/bioshock-tc_keyart_L_1-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/375231/bioshock-sbarca-al-cinema-il-film-sara-basato-sul-primo-capitolo/">BioShock sbarca al cinema: il film sarà basato sul primo capitolo</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Constantine 2: il regista aggiorna i fan</title>
		<link>https://www.vgmag.it/253653/constantine-2-il-regista-aggiorna-i-fan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Brancher]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 08:54:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
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<div>Constantine, per chi non lo conoscesse, è un film che segue John Constantine (Keanu Reeves), un cacciatore di demoni con la capacità di viaggiare tra la Terra e l&#8217;Inferno, mentre indaga sul suicidio sospetto della sorella gemella del detective della polizia di Los Angeles Angela Dodson (Rachel Weisz), Isabel (Weisz). Sebbene il film abbia inizialmente [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><strong>Constantine</strong>, per chi non lo conoscesse, è un film che segue <strong>John Constantine</strong> (Keanu Reeves), un cacciatore di demoni con la capacità di viaggiare tra la Terra e l&#8217;Inferno, mentre indaga sul suicidio sospetto della sorella gemella del detective della polizia di Los Angeles <strong>Angela Dodson</strong> (Rachel Weisz), <strong>Isabel</strong> (Weisz). Sebbene il film abbia inizialmente ricevuto recensioni miste è cresciuto in popolarità nel corso degli anni e ha guadagnato lo status di cult, tanto anche da creare una richiesta da parte dei fan di un possibile Constantine 2.</p>
<p>Ebbene, dopo 17 anni dalla sua uscita nelle sale cinematografiche, il 17 settembre <strong>Warner Bros Discovery</strong> ha ascoltato le chiamate dei fan e ha confermato che un sequel era in fase di sviluppo. Ora, in un&#8217;intervista con <strong>ComicBook.com</strong>, il regista di Constantine 2, Francis Lawrence, ha fornito un aggiornamento ottimista sui progressi del film.</p>
<p>Anche se lui, Keanu e Akiva Goldsman sono stati tutti dedicati al sequel per anni, non ha ancora una sceneggiatura. Lawrence ha indicato che i progressi sono stati ritardati a causa di problemi di proprietà tra <strong>DC Comics</strong> e <strong>Vertigo Comics</strong>. <strong>Tuttavia, ha assicurato ai fan che i problemi erano stati risolti e che lui e la troupe erano pronti per dare il via alla storia</strong>. Quanto segue è la sua dichiarazione:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">Non abbiamo una sceneggiatura, ma Keanu, io e Akiva Goldsman che abbiamo lavorato tutti insieme al primo, abbiamo tutti provato nel corso degli anni a farne partire un altro. È stato difficile a causa del mondo DC/Vertigo e di chi possiede il personaggio e chi ha il controllo sui personaggi, cercando di convincere le persone giuste ad andare avanti. Ce l&#8217;abbiamo ora e adesso abbiamo bisogno della storia. Tutti vorremmo farlo.</p>
</blockquote>
<p>Il fatto che Constantine 2 non abbia ancora una sceneggiatura ed è ancora in produzione molto precoce significa che la trama è rimasta sfuggente. Inoltre, Constantine 2 non ha ancora un elenco ufficiale del cast. Reeves è l&#8217;unico membro confermato a riprendere il ruolo di <strong>Constantine</strong> per il film. L&#8217;incertezza su chi potrebbe riprendere il ruolo rende più difficile dedurre la trama del film. Tuttavia, il finale del predecessore ha fornito delle idee su diversi potenziali sviluppi che potrebbero essere ulteriormente esplorati.</p>
<p>Non ci resta quindi che attendere future rivelazioni ufficiali, perciò vi consigliamo di rimanere sintonizzati per eventuali aggiornamenti. Inoltre, se siete interessati al cinema e alle serie tv, vi consigliamo di dare un&#8217;occhiata al nostra articolo dedicato alle uscite del mese di novembre 2022 <a href="https://www.vgmag.it/252803/film-novembre-2022-ecco-le-uscite-piu-interessanti/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0000;">qui</span></a> (per cinema) e <a href="https://www.vgmag.it/252835/serie-novembre-2022-le-nuove-uscite/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0000;">qui</span></a> (per gli show televisivi).</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: <a href="https://screenrant.com/constantine-2-movie-francis-lawrence-script-update-details/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0000;">Screen Rant</span></a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-253655 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/11/wesImmagine-1024x576.png" alt="Constantine 2" width="1024" height="576" /></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/253653/constantine-2-il-regista-aggiorna-i-fan/">Constantine 2: il regista aggiorna i fan</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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