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	<title>Neurodivergenza - Vgmag.it</title>
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	<title>Neurodivergenza - Vgmag.it</title>
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		<title>La Vita da Grandi Recensione: un sogno non deve morire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elfo Dantesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 16:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Irene-e-Omar-in-viaggio-con-amici.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="" /></div>
<div>La Vita da Grandi racconta di un sogno da parte di un uomo che la società considera bizzarro. Eppure, lui non vuole accettare etichette e sarà pronto a tutto per giungere dove vuole andare&#8230; dovesse metterci cento anni, arriverà anche il suo momento. Ovviamente, i suoi obbiettivi toccheranno anche coloro che lo circondano. Romagna mia, [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Irene-e-Omar-in-viaggio-con-amici.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="" /></div><div><p>La Vita da Grandi <strong>racconta di un sogno</strong> da parte di un uomo che <strong>la società considera bizzarro</strong>. Eppure, lui <strong>non vuole accettare etichette</strong> e sarà pronto a tutto per giungere dove vuole andare&#8230; <strong>dovesse metterci cento anni, arriverà anche il suo momento</strong>. Ovviamente, i suoi obbiettivi toccheranno anche coloro che lo circondano.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-412019" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/mymovies_page-0001-scaled.jpg" alt="La Vita da Grandi, locandina" width="1810" height="2560" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/mymovies_page-0001-scaled.jpg 1810w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/mymovies_page-0001-212x300.jpg 212w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/mymovies_page-0001-724x1024.jpg 724w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/mymovies_page-0001-768x1086.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/mymovies_page-0001-1086x1536.jpg 1086w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/mymovies_page-0001-1448x2048.jpg 1448w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/mymovies_page-0001-450x637.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/mymovies_page-0001-780x1103.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/mymovies_page-0001-1600x2263.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1810px) 100vw, 1810px" /></p>
<h2>Romagna mia, lontan da te non si può star&#8230;</h2>
<p>Così cantava Secondo Casadei, celeberrimo cantante romagnolo e io, per ragioni personali, non posso che essere d&#8217;accordo. Potete dunque immaginare <strong>che emozione sia stata per me vedere un film ambientato in posti che conosco bene</strong> ma, al di là del mio coinvolgimento, <strong>penso che non si potesse scegliere una location migliore</strong>. La <strong>Romagna </strong>(la Regione Emilia-Romagna figura tra l&#8217;altro nella produzione) è infatti una <strong>terra molto adatta a raccontare storie di crescita</strong> per via di quell&#8217;aura vagamente magica fatta di spiagge, Mare Adriatico, colline, lunghe passeggiate. Non a caso, tra i più bei film italiani troviamo Amarcord (1973) di <strong>Federico Fellini</strong>, a sua volta basato sull&#8217;autobiografia concettuale del regista stesso che, attraverso immagini che non possono non scaldare il cuore, ci racconta la vita di un ragazzo nella Rimini degli Anni Trenta.</p>
<p>La pellicola in esame si svolge invece <strong>ai giorni nostri</strong> ma, in qualche modo, <strong>l&#8217;atmosfera è rimasta</strong>. Il film ci permette di conoscere <strong>la comunità dei protagonisti, fatta di persone variegate eppure ancora forti di quel cameratismo e di quella genuinità percepita da chiunque, come il sottoscritto, abbia avuto la fortuna di sentire il profumo di quella dolce terra</strong>. Tuttavia, <strong>non si scade nel perbenismo</strong> e ci vengono onestamente mostrati anche i lati meno piacevoli della regione che, del resto, sono quelli che si possono trovare ovunque: paura del nuovo, persone approfittatrici, empatia non sempre rivolta dalla parte giusta e così via. <strong>Un bellissimo affresco mai</strong> <strong>mendace.</strong></p>
<figure id="attachment_411387" aria-describedby="caption-attachment-411387" style="width: 1408px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-411387" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Omar-e-Irene-in-un-Bagno.jpg" alt="" width="1408" height="792" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Omar-e-Irene-in-un-Bagno.jpg 1408w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Omar-e-Irene-in-un-Bagno-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Omar-e-Irene-in-un-Bagno-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Omar-e-Irene-in-un-Bagno-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Omar-e-Irene-in-un-Bagno-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Omar-e-Irene-in-un-Bagno-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1408px) 100vw, 1408px" /><figcaption id="caption-attachment-411387" class="wp-caption-text">Omar e Irene parlano sulla panchina di un Bagno</figcaption></figure>
<h2>Una questione complessa</h2>
<p><a href="https://www.vgmag.it/411248/unicorni-recensione-un-maschio-puo-essere-una-sirena/">Se Unicorni di Michela Andreozzi</a>, uscito lo stesso anno, parla di disforia di genere, La Vita da Grandi <strong>rivolge invece il suo sguardo alla neurodivergenza</strong>. <strong>Omar</strong>, il protagonista, è <strong>un uomo di quarant&#8217;anni alto, forte e autonomo sotto molti aspetti ma, al tempo stesso, affetto da autismo</strong>. Ciò lo porta ad assumere atteggiamenti estremamente schematici e, contemporaneamente, non facili da comprendere per chi non lo conosce: non si lava da solo, è impacciato nel relazionarsi agli altri, è logorroico e non accetta di buon grado novità o fallimenti. Eppure, egli è <strong>una sorta di angelo della spontaneità</strong>: non gli interessa il giudizio altrui, attacca bottone con chiunque senza vergogna e poco gli importa se la gente non crede in lui. Tra i temi del film c&#8217;è <strong>il dubbio se egli sia effettivamente puro o se, semplicemente, non si renda conto della sua particolarità</strong>: <strong>non</strong> che Greta Scarano e il suo team vogliano darci <strong>una risposta univoca</strong>, però ci <strong>forniscono degli strumenti di valutazione</strong> interessanti che ci consentono di <strong>non banalizzare la nostra analisi</strong>.</p>
<p>Accanto a Omar, abbiamo una protagonista femminile incarnata nel personaggio di <strong>Irene</strong>, <strong>sorella del</strong> <strong>giovanotto.</strong> Contrariamente a quest&#8217;ultimo, ella è <strong>la ragazza che tutti vorremmo essere</strong>: bellissima, indipendente, di successo. Eppure, lei è <strong>prigioniera di una serie di gabbie</strong>: fuga da una famiglia che ritiene troppo complicata, spaventata dall&#8217;idea di doversi un giorno occupare del fratello maggiore, impegnata in una relazione che la soddisfa a metà. Tornata a Rimini per ragioni domestiche, la giovane avrà inizialmente un <strong>rapporto difficile</strong> con Omar che però, ben presto, si trasformerà in un <strong>supporto reciproco</strong>.</p>
<figure id="attachment_411388" aria-describedby="caption-attachment-411388" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-411388" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Irene-torna-a-Rimini.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Irene-torna-a-Rimini.jpg 1280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Irene-torna-a-Rimini-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Irene-torna-a-Rimini-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Irene-torna-a-Rimini-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Irene-torna-a-Rimini-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/La-Vita-da-Grandi-Irene-torna-a-Rimini-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption id="caption-attachment-411388" class="wp-caption-text">Irene sulla banchina del treno per Rimini</figcaption></figure>
<h2>La Vita da Grandi</h2>
<p><strong>Il titolo stesso del film non è casuale:</strong> sul piano più didascalico, nel senso che sono i personaggi stessi a dircelo, si riferisce alla richiesta che Omar fa a Irene. <strong>&#8220;Insegnami a diventare grande&#8221;:</strong> questo il desiderio dell&#8217;uomo, il quale rifiuta categoricamente di passare sotto l&#8217;ala della sorellina una volta che i genitori saranno scomparsi. Se inizialmente potremmo sorridere di questa pretesa tanto ingenua, non ci mettiamo molto a capire la posizione del quarantenne: <strong>anche lui, come chiunque di noi, non vuole essere di peso e, anzi, spera di esaudire i propri sogni come diventare un cantante di successo, sposarsi e avere dei figli</strong>. Chi di noi non cova o non ha covato ambizioni simili? La differenza sta nel fatto che i <strong>cosiddetti normali</strong>, pur magari non riuscendoci, <strong>hanno tutte le possibilità</strong> di ottemperare ai propri scopi: <strong>Omar</strong>, invece, <strong>deve fare i conti con le proprie specificità e con una società</strong> <strong>che</strong>, a causa di ciò che lei vede come malattia, <strong>tende a considerarlo un derelitto</strong>. Tuttavia, durante la narrazione viene fatto comprendere come <strong>il protagonista non sia l&#8217;unico a dover diventare grande</strong>: anche la sorella e coloro che lo circondano dovranno imparare a scavalcare le rispettive barriere mentali ed accettare che il giovanotto non sia un cagnolino da proteggere.</p>
<p>È bellissimo come<strong> la pellicola non esalti o condanni nessuno</strong>: le difficoltà di Omar non sono fatte passare per dono divino e vanno comunque affrontate con il giusto realismo, mentre la reticenza delle persone a lui vicine non viene dipinta come imbecillità o malvagità, bensì come il lodevole desiderio di proteggere l&#8217;amato congiunto dalle insidie di un mondo che potrebbe non accettarlo mai. Pure il <strong>tono della narrazione</strong> è basato sull&#8217;<strong>intelligente concetto del non sensazionalismo</strong>: in alcune sequenze <strong>si ride</strong> di gusto, ma <strong>non si ridicolizza</strong> mai la situazione; in altri si rimane <strong>commossi</strong>, eppure <strong>non c&#8217;è ricatto né spinta tragica</strong>: è la vita, né più né meno.</p>

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<h2>Attori da lodare</h2>
<p><strong>Greta Scarano</strong>, purtroppo per i suoi fans ma coerentemente con le sue dichiarazioni, ha scelto di <strong>non occupare posto</strong> davanti alla macchina da presa, <strong>limitandosi</strong> (si fa per dire) alla <strong>cabina di regia</strong>. Un scelta coraggiosa, senza alcun dubbio: ha fatto <strong>un ottimo lavoro</strong>, come già ho ribadito, e ci regala perlomeno <strong>un cameo nei titoli di coda</strong> in immagini di backstage (un contentino gradito). In un certo senso, la parabola di Omar è simile alla sua, in quanto anche lei ha dovuto stringere i denti prima di arrivare a dirigere un lungometraggio come sognava sin da ragazza. <strong>Irene</strong> ha il volto di <a href="https://www.vgmag.it/404162/la-lezione-recensione-la-fragilita-di-essere-donne-la-verita-dietro-limmaginazione/"><strong>Matilda De Angelis</strong></a>, la quale è stata superlativa: contrariamente a quanto si può pensare, <strong>il suo ruolo non era affatto semplice</strong>. La ragazza, infatti, <strong>non risulta sempre simpatica</strong> e, in alcuni momenti, ci troviamo sia a capirla che a detestarla: mano a mano che la storia procede, però, sarà <strong>impossibile non affezionarci a lei</strong>.<br />
<strong>Omar</strong>, dal canto suo, è interpretato da <strong>Yuri Tuci</strong>, il quale si è rivelato <strong>una scoperta sotto molti aspetti</strong>: tanto per cominciare, ha dato <strong>una prova attoriale tutt&#8217;altro che scontata per un debuttante</strong>. Secondariamente, <strong>egli è neurodivergente esattamente come il suo personaggio</strong>. Non commettete però l&#8217;errore di credere che abbia semplicemente dovuto fare sé stesso, come si potrebbe ingenuamente concludere: l&#8217;artista è stato chiamato ad adattare la propria unicità a quella di una personalità che, seppur basata su di un individuo reale, di fatto non esiste e, pertanto, è stata cruciale la sua performance! Non è mai sopra le righe, non si copre mai di ridicolo e si vede che non ha imboccato la via dello stereotipo. Peraltro, <strong>diversi suoi colleghi nel film</strong> <strong>sono a loro volta in condizioni particolari e meritano lo stesso applauso</strong>.</p>
<p>Come comprimari troviamo anche un buon <strong>Paolo Hendel</strong> e una in parte <strong>Maria Amelia Monti</strong> nelle vesti di <strong>Walter</strong> e <strong>Piera</strong>, genitori della coppia di fratelli. Il solo personaggio che <strong>non mi ha fatto impazzire è Ugo</strong>, il cui viso è di <strong>Adriano Pantaleo</strong>: <strong>bravo l&#8217;attore</strong>, ma la <strong>scrittura mi è piaciuta poco</strong> in quanto lui mi sembrava proprio lo stereotipo che il film, sino a quel momento, aveva sempre aggirato. Egocentrico, burbero, incapace di accettare le difficoltà: poi, già ve lo anticipo, si redime ma anche questo cambiamento mi è sembrato troppo repentino. Peraltro, tale è forse <strong>l&#8217;unico difetto</strong> de&#8217; LA VITA DA GRANDI: tolti i fratelli e Ugo, <strong>i personaggi di contorno avevano un potenziale che è stato poi lasciato cadere</strong>. Del resto, è <strong>un&#8217;opera prima</strong> e, tenuto conto di questo, è stato raggiunto un <strong>meritevolissimo traguardo</strong>!</p>
<p><iframe title="LA VITA DA GRANDI di Greta Scarano (2025) - Trailer Ufficiale HD" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ZQPSreIUCyY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>La Vita da Grandi è un film a mio parere necessario: questo non perché l&#8217;ha diretto e coscritto un&#8217;artista che apprezzo davvero molto, bensì proprio per la tematica trattata. L&#8217;autismo, e con lui tutte le patologie legate alla neurodivergenza, è complesso da capire per chi non ha dimestichezza con il settore e questo può facilmente portare allo stereotipo. Sarebbe stato semplice esagerare l&#8217;insieme per ragioni di spettacolo, ma Greta Scarano, Matilda De Angelis e Yuri Tuci (nonché tutti gli altri coinvolti) sono stati bravi a mantenere il tutto sobrio, diretto, senza giudizio di sorta: una storia commuovente e al tempo stesso divertente. Recuperate questo film e approfitto per segnalare nuovamente anche UNICORNI: a mio parere, il 2025 italiano è stato ampliamente contraddistinto da questi due lungometraggi dolcissimi e capaci di esporre tematiche spinose con immenso rispetto. La Vita da Grandi è reperibile fisicamente in DVD e su Mediaset Infinity, Apple TV, Rakuten TV e TIMvision in formato digitale. Netflix offre invece la visione in streaming. </strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/411334/la-vita-da-grandi-recensione-un-sogno-non-deve-morire/">La Vita da Grandi Recensione: un sogno non deve morire</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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