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	<title>Plaion Italia - Vgmag.it</title>
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	<title>Plaion Italia - Vgmag.it</title>
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		<title>Screamer Provato: Milestone prova a sorpassare il mito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piermatteo Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 16:00:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/Screamer-2.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="" /></div>
<div>Finalmente ci siamo! Manca poco più di un mese ed il paddock degli studi di Milestone comincia ad ultimare i preparativi per l&#8217;uscita di Screamer, il revival del titolo di corse arcade made in italy e che negli anni &#8217;90 è riuscito a riservarsi un posticino tra l&#8217;olimpo del sottogenere racing, tra un Wipeout, un [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/Screamer-2.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="" /></div><div><p><strong>Finalmente ci siamo! Manca poco più di un mese ed il paddock degli studi di Milestone comincia ad ultimare i preparativi per l&#8217;uscita di Screamer</strong>, i<a href="https://www.vgmag.it/395499/screamer-il-nuovo-trailer-mostra-le-modalita-di-gioco/">l revival del titolo di corse arcade made in italy</a> e che negli anni &#8217;90 è riuscito a riservarsi un posticino tra l&#8217;olimpo del sottogenere racing, tra un Wipeout, un Toca e l&#8217;immortale Ridge Racer. E dopo averlo provato durante la gamescom 2025 nella sua versione embrionale, <strong>la settimana scorsa siamo stati invitati all&#8217;interno del quartier generale dello studio in quel di Milano per provare il gioco nella sua versione &#8220;quasi completa&#8221;</strong>, permettendoci di mettere mano non solo sulla formula di gameplay fatta e finita, ma anche sulle primissime battute dell&#8217;altrettanto importante componente narrativa. E quindi direi di comiciare a parlare nel dettaglio di questo ultimo &#8220;giro di formazione&#8221; e prepararci alla partenza!</p>
<figure id="attachment_400841" aria-describedby="caption-attachment-400841" style="width: 1536px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-400841 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER_KEYART.png" alt="Screamer" width="1536" height="864" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER_KEYART.png 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER_KEYART-300x169.png 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER_KEYART-1024x576.png 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER_KEYART-768x432.png 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER_KEYART-450x253.png 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER_KEYART-780x439.png 780w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><figcaption id="caption-attachment-400841" class="wp-caption-text">Key Art ufficiale di Screamer</figcaption></figure>
<h2>Initial Screamer!</h2>
<p>La nostra giornata è iniziata con un piccolo brief dedicato ad una breve rinfrescata sullo scope del gioco: cosa è Screamer, le basi del gameplay e soprattutto le sue ispirazioni dal punto di vista estetico. Ovviamente, come se i trailer non l&#8217;avessero già reso evidente,<strong> il nuovo titolo di Milestone si ispira pesantemente ai grandi classici dell&#8217;animazione giapponese anni &#8217;90, sia all&#8217;interno del genere sportivo &#8211; con inquadrature delle auto che nelle cutscene ricordano la regia degli scontri ruota a ruota tra le montagne giapponesi di Initial D &#8211; sia i colossi autoriali come Ghost in the Shell, Cowboy Bebop e Akira</strong>, con quest&#8217;ultimo che viene omaggiato ancora una volta (per la sorpresa di nessuno) con un &#8220;Akira Slide&#8221; nel bel mezzo della sigla d&#8217;apertura del titolo &#8220;Survive&#8221; cantata dalla ormai sciolta band di idol J-POP &#8220;WAGAMAMARAKIA&#8221;, completando una sequenza che ci ha caricato a mille prima di prendere posto sui nostri bolidi a quattro ruote in cell-shading.</p>
<figure id="attachment_400835" aria-describedby="caption-attachment-400835" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-400835 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-5.jpg" alt="Screamer" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-5.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-5-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-5-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-5-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-5-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-5-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-5-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-5-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-400835" class="wp-caption-text">Ovviamente la vera superstar di questo titolo non poteva che essere Fermi, un corgi con la passione per le quattro ruote!</figcaption></figure>
<h2>Echi di una narrativa in galleria</h2>
<p>La prova è iniziata con una sessione estesa di quello che sarà a tutti gli effetti il prologo e tutorial iniziale di Screamer,<strong> titolo del gioco ma anche nome del più grande torneo di corse clandestine organizzato in questa metropoli cyberpunk in cui corridori da ogni parte del mondo e ceto sociale si radunano per mettersi alla prova in gare folli dove tutto è concesso</strong>. Non solo civili, ma anche <strong>grandi conglomerati, eserciti, superstar e malavitosi</strong> utilizzano le strade per dare acqua ai loro mulini e portare avanti i loro interessi, ed è proprio su questi elementi che la narrativa di Screamer prenderà piede con modalità interessanti. <strong>Ma partiamo per ordine: durante questa prima mezz&#8217;oretta di gameplay abbiamo avuto modo di conoscere le motivazioni che hanno spinto i Banshee e la Jupiter Storm Industries ad unirsi al torneo</strong>. I primi, partecipano a Screamer in cerca di vendetta e per poter mettere le mani su <strong>Gabriel</strong>, pezzo grosso della <strong>Anaconda Corp</strong> una società che è salita alla ribalta attraverso inganni e corruzione; i secondi sono un gruppo di scienziati, astronauti ed esperti di tecnologia assoldati per far luce sul misterioso licenziamento di <strong>Gage</strong>, ex-dipendente dell&#8217;azienda diventato il meccanico ufficiale della competizione nonché uomo fidato dell&#8217;organizzatore del torneo, un misterioso <strong>Mr. A</strong>.</p>
<p>Dopo due giri di prova utilizzati come tutorial esplicativi del funzionamento meccanico del gameplay, tra l&#8217;uso della guida al volante attraverso il sistema a doppio stick e le basi sull&#8217;Echo System ed il suo bilanciamento tra attacco e difesa, <strong>il torneo Screamer ha avuto finalmente inizio con una prima corsa esplosiva in cui ad ogni giro il punto di vista cambiava da team a team</strong>, permettendoci di immergerci all&#8217;interno di quello che può essere considerato un anime interattivo, contraddistinto da una regia che va a 200 km/h e da cutscene animate (con una CGI di buona qualità) che di tanto in tanto spezzano la staticità dei dialoghi presentati attraverso la solita interfaccia da Visual Novel e ci gasano a mille prima della partenza. In particolare, <strong>l&#8217;idea di poter traslare tra i punti di vista dei protagonisti è un&#8217;idea che &#8211; se gestita bene &#8211; potrebbe rivelarsi una rivoluzione nel modo in cui un racing game sarà in grado di raccontare una storia</strong>, da sempre circoscritta tra i limiti del pre e post gara.</p>
<figure id="attachment_400838" aria-describedby="caption-attachment-400838" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-400838 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-8.jpg" alt="Screamer" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-8.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-8-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-8-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-8-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-8-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-8-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-8-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-8-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-400838" class="wp-caption-text">La chicca più interessante sarà il doppiaggio &#8220;in salsa Tekken&#8221;, in cui ogni personaggio parlerà la propria lingua: inglese britannico, americano, giapponese, francese e soprattutto italiano!</figcaption></figure>
<h2>Cell in the Shading</h2>
<p>Rispetto alla demo portata alla gamescom 2025, <strong>questa build di Screamer ha mostrato evidenti miglioramenti dal punto di vista grafico</strong>, con uno stile in cell-shading che dal punto di vista dei personaggi ricorda quell&#8217;impressione di 2.5D che contraddistingue i titoli Arc System Works o Hi-Fi Rush, <strong>ma che durante le corse si trasforma, ereditando ed evolvendo l&#8217;incipit formulato anni fa da Criterion e Need for Speed Unbound, smussandolo e uniformandolo all&#8217;interno di un mondo vibrante e che meriterebbe una Modalità Fotografica</strong> per poter essere ammirata e permettere ai giocatori di creare immagini degne di poster e immagini promozionali dei veri titoli arcade racing anni &#8217;90 che di tanto in tanto apprezzavamo durante le letture dei nostri giornali videoludici e manualetti preferiti.</p>
<p>Lato gameplay pad alla mano, <strong>abbiamo avuto la riconferma delle potenzialità di questo sistema di guida &#8220;dual stick&#8221;, in cui il dosaggio della derapata diventa in tutto e per tutto un espressione &#8220;artistica&#8221; della skill del giocatore</strong> e che con il passaggio da un personaggio all&#8217;altro. Se le vetture filo-giapponesi da tuning delle SFR (Strike Force Romanda) affronteranno le curve in modi più &#8220;estremi&#8221; con la forza di chi si è temprato tra le strette strade dei monti giapponesi, i bolidi europei dell&#8217;Anaconda Corp le affronteranno con più eleganza ma con tempismi e modalità diverse. <strong>L&#8217;Echo System invece continua a sembrarci una buona idea per rendere questo titolo un mix ben congegnato di meccaniche in grado di compiacere i giocatori più caciaroni amanti del genere arcade racing e chi invece vorrà trovare in Screamer qualcosa di più profondo</strong>.</p>
<figure id="attachment_400836" aria-describedby="caption-attachment-400836" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-400836 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-6.jpg" alt="Screamer" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-6.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-6-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-6-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-6-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-6-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-6-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-6-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-6-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-400836" class="wp-caption-text">Per quanto non raggiungiamo i livelli folli delle carrozzerie implausibili di Ridge Racer, le auto di Screamer sono dei falsi d&#8217;autore in grado di rendere omaggio alle vetture più popolari della cultura JDM giapponese</figcaption></figure>
<h2>&#8220;SERECT YOUR RIDURR&#8221;</h2>
<p>L&#8217;ultima parte della nostra prova si è concentrata sull&#8217;esplorazione dell&#8217;interfaccia utente e menu principale dell&#8217;esperienza di Screamer, <strong>contraddistinto da una UX che mi ha ricordato titoli come Super Dragon Ball Z per il suo utilizzo simbiotico di artwork e panels</strong>, come se fossimo all&#8217;interno di un fumetto interattivo e che ci ha presentato le diverse opzioni disponibili tra cui &#8220;Il Torneo&#8221; ovvero la modalità storia principale, il Garage di Gage e Fermi in cui la personalizzazione dei vari veicoli e personaggi prenderà forma e soprattutto la Modalità Sfida Arcade, suddivisa nelle classiche <strong>Gara Singola, Prova a Tempo ma soprattutto Gara a Squadre</strong>, cuore pulsante del gameplay del titolo Milestone. Si tratta di una modalità in cui le scelte dei giocatori non si fermano alla sola selezione del proprio personaggio preferito, ma anche per quanto riguarda i propri compagni di squadra in base ai loro stili di guida. Parlando con gli sviluppatori durante una chiacchierata successiva alla sessione di prova, <strong>abbiamo avuto modo di approfondire questo approccio che mescola la meccanica dei Wingmen presente in titoli come Need for Speed Carbon e la selezione dei ruoli in un titolo MOBA o Picchiaduro ispirato alla serie &#8220;Vs.&#8221; di CAPCOM</strong>.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-7.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-7-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-4.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-4-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-3.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-3-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-2-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-9.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/02/SCREAMER-9-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>

<p>La speranza è che Screamer riesca ad essere percepito come un titolo dal profondo team building che possa quanto meno entrare in sintonia con diversi tipi d&#8217;utenza orfana di vere alternative all&#8217;interno del genere arcade racing. Tra le varie opzioni abbiamo chi potrà occuparsi del ruolo di <strong>Speedster</strong>, sfrecciando ad alta velocità e seguendo la traiettoria di guida perfetta per aggiudicarsi il primo posto; <strong>i Wingmen</strong> specializzati nelle manovre difensive e nel mantenere il vantaggio acquisito; e infine <strong>i malati del Destruction Derby</strong> cresciuti a pane, Carmageddon, Burnout e sportellate pronti a qualsiasi cosa per sbandare contro ogni carrozzeria avversaria e accumulare punti preziosi che potranno ribaltare l&#8217;esito della classifica finale. <strong>Tutto questo a patto di un supporto concreto da parte di Milestone ed un bilanciamento di gioco appropriato</strong>.</p>
<p><iframe title="Screamer - Story Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Lh5ElfqaS74?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>A poco più di un mese dalla sua uscita, Screamer si riconferma come un titolo che il genere dei Racing Arcade ad alto budget ha un dannato bisogno di fare bene. Perché se è vero che scendendo un po&#8217; giù (non in qualità, ma nello scope) si possano ritrovare dei titoli a modo loro unici, in grado di rompere quella monotonia dettata da una morbosa ricerca dell&#8217;iperrealismo, il nuovo titolo di Milestone ha tutte le carte in regola per riportare in auge un tipo d&#8217;esperienza &#8211; e parlo a livello di meccaniche, profondità di gameplay e soprattutto estetica &#8211; che mancava da tanto, troppo tempo. Signori, avete la mia attenzione. Ora cercate di superare l&#8217;autovelox dell&#8217;hype e passare l&#8217;esame di guida più importante!</strong></p>
<hr />
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/400816/screamer-provato-corsa-mortale-tra-neon-e-trope/">Screamer Provato: Milestone prova a sorpassare il mito</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>I Colori dell’Anima – The Colors Whitin Recensione: un soave arcobaleno sensoriale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Bracci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 13:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anime]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/KIMI-NO-IRO-cover.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="The Colors Within" /></div>
<div>Delicato e soave come le sfumature pastello, espressivo e dirompente come le tinte più sature. Con la sua sinfonia cromatica I Colori dell’Anima – The Colors Whitin arriva nei cinema nostrani il 24- 25 e 26 febbraio. Il film, uscito in Giappone il 30 agosto 2024, è distribuito in Italia da Anime Factory, etichetta della [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/KIMI-NO-IRO-cover.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="The Colors Within" /></div><div><p>Delicato e soave come le sfumature pastello, espressivo e dirompente come le tinte più sature. Con la sua sinfonia cromatica <strong>I Colori dell’Anima – The Colors Whitin</strong> arriva nei <a href="https://www.vgmag.it/333163/i-colori-dellanima-svelati-poster-e-trailer-italiani-del-nuovo-film-di-naoko-yamada/" target="_blank" rel="noopener">cinema nostrani</a> il <strong>24- 25 e 26 febbraio</strong>. Il film, uscito in Giappone il 30 agosto 2024, è distribuito in Italia da <strong>Anime Factory</strong>, <a href="https://www.animefactory.it/" target="_blank" rel="noopener">etichetta</a> della <strong>Plaion Pictures</strong>. Sotto la direzione di <strong>Naoko Yamada</strong>, la nota regista della pellicola La forma della voce, è realizzato da <strong>Science Saru</strong>, lo studio d’animazione nipponica che ha recentemente prodotto <em>DanDaDan</em> (di cui trovate la nostra recensione <a href="https://www.vgmag.it/328491/dandadan/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>). Totsuko, studentessa in un collegio cattolico, possiede un dono unico: la capacità di percepire i colori che emanano le altre persone. Alcune gradazioni la affascinano particolarmente, come il blu di Kimi, una sua compagna di scuola. Insieme a lei e a Rui, un giovane incontrato in una libreria dell’usato, Totsuko forma una band. La musica diventerà così il filo conduttore di un’amicizia che permetterà a ciascuno di loro di esprimere se stesso in modo autentico e sincero.</p>
<figure id="attachment_339390" aria-describedby="caption-attachment-339390" style="width: 1440px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-339390 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-01.jpg" alt="i colori dell'anima" width="1440" height="810" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-01.jpg 1440w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-01-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-01-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-01-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-01-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-01-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /><figcaption id="caption-attachment-339390" class="wp-caption-text">I tre protagonisti della pellicola.</figcaption></figure>
<h2><strong>La forza della delicatezza</strong></h2>
<p>Una vibrante poesia in formato audiovisivo, nella quale lo stile armonico di Naoko Yamada si mostra aggraziato ed al contempo impetuoso. <strong>I Colori dell&#8217;Anima è un&#8217;opera profonda, caratterizzata da una peculiare leggiadria, dalla gentile potenza espressiva.</strong> Proprio nella sua delicatezza, manifesta in tutte le sue forme, che si concentra la forza emozionale di questa pellicola, capace di commuovere intimamente lo spettatore. Il film presenta una trama minimalista e contemplativa, uno <em>slice of life</em> nella massima purezza, che ci racconta di uno spaccato di vita adolescenziale nel complesso ordinario, ma non per questo noioso o banale. Il tutto si concentra sulla bellezza delle piccole cose, nella meraviglia delle nuove esperienze e delle scoperte quotidiane, nel piacere di condividere passioni ed idee. Ne emerge una storia genuina che rifugge i clamori dell&#8217;azione per abbracciare l&#8217;intima esplorazione dell&#8217;animo umano, trasportando il pubblico in un viaggio interiore ricco di sfumature multisensoriali. Al pari delle altre produzioni della regista, il focus della narrazione si incentra intimamente sui protagonisti, con particolare attenzione alla loro crescita personale ed alle relazioni interpersonali. Naoko Yamada, ancora una volta, riesce abilmente a plasmare personaggi verosimili e magnetici, che trovano un&#8217;eco profonda nel cuore del pubblico. Una caratterizzazione autentica contraddistinta dal quel tocco di poesia che permea intrinsecamente il lungometraggio. L&#8217;euritmia tra parole, silenzi e musica è sapientemente orchestrata, richiamando la cadenza dei versi e delle pause nei componimenti poetici.<strong> L’avvicendamento dello storytelling, tipicamente giapponese, è placido come le acque calme di un fiume, riflettendosi specularmente nel montaggio, fluente e dalle transazioni morbide, dal ritmo meditativo</strong>. I passaggi temporali risultano calibrati, polarizzati in piacevoli sequenze di condensazione narrativa, nelle quali allo scorrere dei giorni si alterna lo sviluppo dei protagonisti.</p>
<p>Immagini e suono, dicotomia fondante dell’audiovisivo, trovano ne I Colori dell’Anima un impiego espressivo di primaria importanza, costituendo il fulcro centrale e multisensoriale dell&#8217;opera. <strong>La delicatezza della pellicola si esprime magnifica nella sua ricercata estetica, dal tocco impressionista, esaltata dall’alta qualità.</strong> Il film è realizzato in tecnica mista classica e digitale, scrupolosamente calibrate, con animazioni fluide, dal dinamismo marcatamente realistico. Incantevoli le sequenze di danza della protagonista, nelle quali la sua grazia, in alcuni frangenti impacciata, è perfettamente resa nei movimenti sullo schermo. Naturalismo che rintracciamo nei disegni dei personaggi e dei fondali, dal tratto pulito ed accurato, ricco di dettagli. Splendida la fotografia, caratterizzata da un’illuminazione verosimigliante, attentamente studiata per riprodurre la luce naturale, dalla transazioni con le ombre morbide, al contempo costellata di dettagli luminescenti. La palette cromatica in cui predominano luminose le tinte pastello, impreziosite da tocchi più vivaci, sovente resi dagli elementi in C.G.I., i quali donano ulteriore profondità alle immagini. Questo uso sapiente della luce e del colore caratterizza le sinestesie visive distintive dello stilema di Naoko Yamada, che nel film ritroviamo insieme alle altre peculiarità che contraddistinguono la regista, in particolare le angolazioni di ripresa e l’<em>hanakotoba</em> (il linguaggio dei fiori n.d.r.). Le inquadrature basse, come quelle dei piedi, ed i primi piani sono strutturate per trasmettere non solo le emozioni dei protagonisti, ma anche un senso di intimità e introspezione, contrapponendosi ai tagli ampi che mettono in risalto la bellezza dei paesaggi e degli ambienti quotidiani. In armoniosa sinergia il comparto audio, dal timbro cristallino ed avvolgente. La colonna sonora, a cura di Kensuke Ushio, compositore noto per la sua collaborazione con Naoko Yamada, comprende sia brani originali che classici, nonché la canzone In the Pocket dei Mr.Children, una delle rock band di maggior successo in Giappone. Suoni e musica sono coordinati magistralmente, in modo che ogni nota e fotogramma risultino esattamente sincronizzati, creando un’esperienza audiovisiva intensa ed evocativa. L’impatto complessivo è straordinariamente immersivo e multisensoriale, con una profonda emozionalità che tocca le corde dell’animo dello spettatore.</p>
<figure id="attachment_339393" aria-describedby="caption-attachment-339393" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-339393 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-07.jpg" alt="I colori dell'anima" width="1200" height="675" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-07.jpg 1200w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-07-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-07-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-07-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-07-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-07-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-339393" class="wp-caption-text">L&#8217;elemento musicale è chiaramente importante, nel film.</figcaption></figure>
<h2><strong>I Colori dell’Anima: il lirismo delle piccole cose</strong></h2>
<p>Naoko Yamada ci regala una toccante storia di crescita personale, un viaggio intessuto di piccole scoperte quotidiane ed intime riflessioni. Una rete tematica interconnessa, attraverso la quale la regista indaga con delicatezza e sensibilità la complessità delle emozioni umane. Il suo approccio è maturo, decisamente ottimista ma privo di buonismo paternalista. <strong>I Colori dell’Anima celebra la bellezza di questo mondo, la felicità delle piccole cose, attraverso lo sguardo poetico, ma al contempo obiettivo della regista, che cattura l’amenità di una realtà genuina.</strong> Introspettivo e contemplativo, l’approfondimento tematico è caratterizzato dalla sua particolare lente di analisi: il dono “visivo” di Totsuko e l’arte dei suoni. Questi elementi non si limitano ad essere fattori estetici ed espressivi, né ad una mera dimensione sensoriale, bensì trasmutano nelle chiavi interpretative con le quali lo spettatore si interfaccia al film. La capacità di vedere i colori delle persone diviene una potente metafora per rappresentare la complessità e la varietà delle emozioni umane, mentre la musica si configura come una forma di espressione personale, che permette di esplorare i propri sentimenti in modo autentico. Un linguaggio universale capace di superare le barriere culturali e sociali, unendo indissolubilmente i protagonisti. Con rara maestria Yamada riesce tramite immagini e melodie, nonché ad un uso estensivo di simbolismi e metafore visive, a guidare il pubblico attraverso un&#8217;esperienza poliedrica ed unica, sorgente di intime riflessioni.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-05.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="162" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-05-300x162.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
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<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-02.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="162" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-02-300x162.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
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<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-08.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="150" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/i-colori-dellanima-08-300x150.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>

<p>L’evoluzione dei protagonisti si sviluppa attraverso le loro relazioni interpersonali e si focalizza nel principio, sovente ripetuto nelle preghiere della protagonista, di trovare la forza di intervenire su ciò che può essere modificato ed, al contempo, di accettare ciò che invece non possiamo cambiare. <strong>Una ricerca di equilibrio che non si traduce in mera rassegnazione, bensì in resilienza ed accoglienza dell&#8217;ineluttabilità della vita, accompagnata dal coraggio di affrontare le sue sfide, la quale affonda le sue radici nella consapevolezza del proprio sé.</strong> Sullo sfondo di questo splendido quadro si incastra la religione cattolica, emblema delle rigide regole della società. Tuttavia, nonostante il rigore dei suoi insegnamenti, essa è scevra di quel dogmatismo tipicamente occidentale, configurandosi con un orientamento cristiano di stampo asiatico, più culturale e spirituale che dottrinale. Il culto rappresentato nel film, infatti, integra elementi della cultura giapponese e si adatta armoniosamente al contesto locale, tramutandosi in una scenografia atta ad esaminare temi universali come la crescita personale, la fede ed i sentimenti delle persone, piuttosto che concentrarsi su insegnamenti religiosi specifici. La regista intreccia magistralmente questi elementi, conferendo alla narrazione una profondità ed una ricchezza che trascendono le semplici barriere culturali. La presenza della religione cattolica, pur essendo una forza costante e influente, diviene uno strumento per esaminare le dinamiche umane e le sfide interiori dei personaggi. Un viaggio spirituale ed emotivo dei protagonisti, che mette in luce la bellezza delle piccole scoperte quotidiane e la ricerca di un equilibrio tra fede e realtà.</p>
<p><iframe title="I Colori dell&#039;Anima - The Colors Within | Trailer Italiano Ufficiale" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/iohwx4V09Q4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p><strong>Un film di rara delicatezza, propulsore della sua potente carica espressiva. I Colori dell&#8217;Anima coniuga leggerezza e profondità in un perfetto equilibrio, regalandoci una storia di crescita personale intima, che celebra la bellezza e la poesia delle piccole cose. La suggestiva sinfonia cromatica di Naoko Yamada vanta un’estetica ricercata, magnificata dall’alta e raffinata qualità tecnica, esplicazione dell’armonioso ed aggraziato stilema della regista. Una pellicola che riesce a toccare le corde più intime dello spettatore, offrendo un’esperienza emozionale coinvolgente e sensorialmente immersiva. Un’occasione imperdibile per coloro che amano le meraviglie dell’animazione.</strong></p>
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		<title>Milestone e Plaion Italia riorganizzano i vertici sociali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Ippoliti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 14:41:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Milestone-MotoGP-24.jpg" width="2560" height="1440" title="" alt="Milestone" /></div>
<div>Milestone e Plaion Italia hanno riorganizzato i vertici sociali, con Umberto Bettini nuovo General Manager dello team di sviluppo milanese e Luigi Colamusso ora Country Manager della sezione italiana della società tedesca. Qui sotto i dettagli dal comunicato ufficiale, ricordandovi che a fine agosto uscirà un nuovo titolo di Milestone, Monster Jam Showdown: Milestone, tra [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Milestone-MotoGP-24.jpg" width="2560" height="1440" title="" alt="Milestone" /></div><div><p><strong>Milestone</strong> e <strong>Plaion Italia</strong> hanno riorganizzato i vertici sociali, con <strong>Umberto Bettini</strong> nuovo General Manager dello team di sviluppo milanese e <strong>Luigi Colamusso</strong> ora Country Manager della sezione italiana della società tedesca. Qui sotto i dettagli dal comunicato ufficiale, ricordandovi che a fine agosto uscirà un nuovo titolo di Milestone, <a href="https://www.vgmag.it/269210/monster-jam-showdown-annunciata-la-data-e-svelata-la-key-art-del-titolo-milestone/" target="_blank" rel="noopener">Monster Jam Showdown</a>:</p>
<p class="x_MsoNormal"><b><span lang="IT">Milestone</span></b><span lang="IT">, tra i principali sviluppatori e publisher di videogiochi racing al mondo, annuncia oggi la nomina di <b>Umberto Bettini</b> a nuovo <b>General Manager</b>, a diretto riporto della CEO Luisa Bixio. L’azienda rafforza così il proprio team esecutivo introducendo <b>un nuovo ruolo</b> nell’organigramma dirigenziale, necessario a sostenere le prospettive di crescita future. </span></p>
<p class="x_MsoNormal"><span lang="IT">Precedentemente Country Manager di PLAION Italia, il manager 53enne vanta un&#8217;esperienza pluridecennale nell&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento e supervisionerà tutte le operazioni di Milestone, dallo sviluppo dei giochi alla definizione della strategia commerciale. “<i>Sono onorato di entrare a far parte di Milestone come General Manager e di poter guidare un team di talentuosi professionisti.&#8221;</i> <b>ha dichiarato Umberto Bettini</b>. <i>“Milestone ha una ricca storia di successo nello sviluppo di giochi racing e sono entusiasta di poter contribuire al futuro di una tale eccellenza. Insieme, continueremo a ridefinire i confini dell&#8217;intrattenimento videoludico offrendo esperienze indimenticabili ai giocatori di tutto il mondo&#8221;.</i></span></p>
<p class="x_MsoNormal"><span lang="IT">Contestualmente <b>Luigi Colamusso</b>, precedentemente Direttore Commerciale Games &amp; Distribuzione, assume la carica di <b>Country Manager</b> di <b>PLAION Italia</b>, la filiale locale del Gruppo PLAION, sviluppatore e produttore indipendente leader nel settore dei giochi e dei prodotti di intrattenimento. Figura di spicco nel settore dei videogiochi e dell&#8217;intrattenimento, <b>Luigi Colamusso ha commentato</b>: “<i>Sono orgoglioso di questo nuovo incarico come Country Manager di PLAION Italia. Un passo emozionante in questa nuova fase della mia carriera, che accetto con grande entusiasmo. Sono grato per l&#8217;opportunità di guidare una squadra così competente e di contribuire al continuo successo e all&#8217;espansione del Gruppo PLAION nel mercato italiano. Guardo con fiducia al futuro e sono determinato a consolidare la posizione di PLAION Italia come punto di riferimento nel settore dei giochi e dell&#8217;intrattenimento digitale</i>”.<i></i></span></p>
<p>Qui sotto potete vedere, a sinistra <strong>Luigi Colamusso</strong>, e a destra U<strong>mberto Bettini</strong>.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Luigi-Colamusso-Country-Manager-PLAION-Italia-scaled.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="225" height="300" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Luigi-Colamusso-Country-Manager-PLAION-Italia-225x300.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Umberto-Bettini-General-Manager-Milestone-scaled.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="225" height="300" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/04/Umberto-Bettini-General-Manager-Milestone-225x300.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>

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