Amnesia: A Machine for Pigs, il gioco perfetto per Oculus VR

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Se per gli appassionati di videogiochi horror Amnesia è il picco raggiunto dal genere, per gli altri che hanno avuto modo di provare anche solo dieci minuti un titolo della serie di Amnesia è il videogioco che li ha privati per sempre del sonno. Infatti Amnesia: The Dark Descent, primo capitolo della saga prodotto e sviluppato da Frictional Games e pubblico nel 2010 per PC Mac e Linux, è uno di quei videogame che lascia il segno nei giocatori e se pensiamo che Oculus VR sta valutando il supporto di Oculus Rift ad Amnesia: A Machine for Pigs (secondo capitolo uscito settimana scorsa) non possiamo che sperare che la decisione sia presa in tempi brevi.

La fortuna di Amnesia si deve alla straordinaria tipologia di gameplay presente nel gioco e alla tensione che si respira in ogni sua sezione. Andando nel dettaglio e per chi  non conoscesse ancora il gioco, Amnesia si presenta come un’ avventura horror con elementi survival molto accentuati e con una prospettiva in prima persona. Il gioco pone la sua attenzione sulla risoluzione di enigmi e sull’interazione con l’ambiente circostante, oltre che per una trama davvero accattivante. Il tutto condito da un costante mood orrorifico che coinvolge interamente i sensi del giocatore, grazie anche agli angusti spazi creati dagli sviluppatori e alla saggia selezione di effetti sonori e musiche in sottofondo. La scelta dell’utente di portare avanti il racconto attraverso un approccio stealth o aggressivo farà la differenza, e utilizzando il visore Oculus Rift potrà portare il giocatore a cambiare schema di gioco in base alle “reali sensazioni” provate lungo la strada percorsa.

L’immersività concessa dal visore Oculus VR, infatti, potrebbe rivoluzionare il design di videogiochi basati sul sentimento della paura. Anche il giocatore più abile, infatti, difficilmente riuscirà a mantenere il sangue freddo di fronte all’inquietante prospettiva di essere intrappolato, grazie alla realtà virtuale, in un luogo interamente costruito per spaventarlo. Se sperare di completare al 100% Amnesia dietro un rassicurante schermo era un’impresa tutto sommato a portata di mano, solo i veri temerari potranno riuscirci nella sua versione VR.

Il primo capitolo di Amnesia ha avuto un così enorme successo di pubblico che con l’avvento di Oculus Rift i fan hanno subito voluto provare l’esperienza in realtà virtuale di un titolo così particolare e suggestivo, tanto che sono apparsi in rete alcuni video in cui gli utenti hanno utilizzato il visore Oculus Rift adattandolo “ufficiosamente” ad Amnesia: A Machine for Pigs.

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Amnesia: a machine for Pigs inizia con il protagonista, Oswald Mandus, che si sveglia in un letto contenuto in una gabbia di metallo e lo scopo che inizialmente il gioco indica è quello ritrovare i suoi figli che non sa bene quale destino abbiano avuto in sorte. Utilizzare il visore Oculus Rift con titoli di così alta predisposizione all’immersività, vuol dire poter esplorare al massimo gli ambienti: infatti quello che notiamo subito sono i movimenti che il giocatore fa con la testa, cercando di raggiungere con lo sguardo la maggior parte degli angoli della casa da cui il gioco inizia. Camminare tra i corridoi della villa ascoltando le voci che ci raggiungono, spiare attraverso le porte socchiuse quello che succede all’interno delle stanze, interagire “in prima persona” con gli oggetti e trasportarli per risolvere gli svariati puzzle presenti nel titolo, e farlo attraverso Oculus Rift, rende l’avventura di Amnesia ancora più inquietante e ricca di pathos. La cosa che non ci sorprende sono le grida di spavento dei giocatori che ritroviamo in più punti del gioco, quelli ovviamente dove la tensione accumulata viene scaricata con l’apparizione di un mostro o uno spettro che ci colpisce all’improvviso, o una porta che sbatte forte alle nostre spalle. Più si va avanti col gioco e più il senso di disorientamento aumenta invece di diminuire… lo sguardo è sempre meno tranquillo e il passo sempre più veloce, la lanterna tra le mani sempre meno ferma e il sudore scorre sul viso sempre più freddo.

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Il racconto proposto in Amnesia: A Machine for Pigs scorre in tempo reale, senza cut-scene o filmati di intermezzo riprendendo la strada già tracciata un po’ di anni fa da Half Life. Questa peculiarità consente a Oculus Rift di essere utilizzato nel migliore dei modi, non esistendo alcun interruzione tra il flusso della storia e il gameplay giocato in prima persona.

Rimaniamo quindi in attesa di una conferma ufficiale di Amnesia: A Machine for Pigs al visore Oculus VR, non troppo improbabile considerata l’attenzione della compagnia nei confronti dei progetti prodotti dagli studi indipendenti.