Unreal Engine: dall’Art Game alla Virtual Reality

Grazie al pack driver Vireio, necessario per poter usufruire della virtual reality per quei giochi che non sono nati per Oculus Rift, potremmo provare l’esperienza di Unreal Tournament 3 con l’immersione offerta dal visore di OculusVR.

Anche un FPS (first person shooter) orientato principalmente al multiplayer on line come la serie Unreal può essere oggetto di interesse da parte non solo degli sviluppatori che hanno fatto in modo di adattare la frenesia e l’azione di Unreal Tournament 3 a Oculus Rift, ma anche degli artisti propriamente detti. La serie Unreal nasce nell’ormai lontano 1998 e s’impone subito nel nascente mondo del multiplayer on line utilizzando quello che sarebbe diventato il motore grafico alla base della maggioranza dei videogiochi che andavano via via sviluppandosi fino a quelli odierni, l’Unreal Engine.

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Alison Mealey: Unrealart, Every Man for Himself, 2005.

Mai come negli Anni 2000 i videogiochi sono stati tanto legati alla cultura e all’arte e le continue discussioni e polemiche intorno ad esso lo dimostrano: ultimo il “caso” GTA5 che conosciamo già tutti. Nonostante si pensi il contrario, il mondo delle arti plastiche è attento alla tecnologia e al gaming tanto che è venuto a crearsi un genere artistico del tutto nuovo, utilizzando un termine videoludico potremmo chiamarla una nuova IP: gli Art Games, cioè qualsiasi artefatto nel quale i giochi digitali hanno svolto un ruolo cruciale nella creazione, produzione e/o esibizione dell’artefatto stesso. Per artefatto intendiamo videogiochi, quadri, fotografie, suoni, animazioni, video, performance o istallazioni. Un caso è stato quello di Unreal Art, del 2005, dell’artista Alison Mealey che ha usato il motore Unreal, Unreal Tournament e la registrazione di trenta minuti dell’attività videoludica degli utenti all’interno delle arene virtuali per creare dei disegni digitali che possono essere successivamente stampati e appesi al muro per decorare le nostre case. In parole povere, sono disegni nati in digitale, direttamente dal PC e direttamente derivanti dalle arene di Unreal Tournament!

Nei quadri digitali non necessariamente le cose che sono rappresentate hanno un effettivo riscontro con il tema stesso dell’opera, per cui tutte le forme che vediamo non sono i giocatori raffigurati singolarmente, ma l’ambiente di gioco di Unreal Tournament modificato dal suo stesso motore grafico.

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Alison Mealey: Unrealart, Yvonne, 2005

Anche l’attenzione dell’azienda di Palmer Luckey si concentra sulle nuove tecnologie del gaming, tanto da cercare di migliorare continuamente Oculus Rift  grazie all’aiuto non solo dei migliori sviluppatori ma anche delle idee degli utenti che stanno già utilizzando il dev kit rilasciato.

Nel caso specifico di Unreal Tournament, possiamo certo dire che il fattore multiplayer on line ha fatto certamente la differenza nella scelta del titolo sia per l’artista che per Oculus VR. Poter fornire alle persone prodotti artistici o tecnologicamente efficienti ed avanzati che derivano direttamente dal mondo dei videogiochi vuol dire inserire il gaming tra le attività culturali di valore più alto, insieme al cinema e alla pittura.