Le molecole? Oggi si costruiscono con Oculus Rift

Uno dei più interessanti aspetti relativi ad Oculus Rift e tecnologie correlate sta nella varietà di utilizzi che periferiche nate per il gaming riescono ad assumere. Sappiamo come si susseguano quotidianamente notizie di applicazioni innovative, eppure probabilmente non abbiamo mai assistito prima d’ora alla costruzione di una molecola in realtà virtuale.
Ci ha pensato Oliver Kreylos, docente alla UC (University of California) Davis, che ha ripreso in un video la ricostruzione tridimensionale della cosiddetta Buckyball. Si tratta del nome dato in onore di Richard Buckminster Fuller al più piccolo fullerene di forma sferica nel quale due pentagoni non condividono un lato; i fullereni, a loro volta, sono molecole del carbonio.

Kreylos parte quindi dalla riproduzione di 60 atomi di carbonio da assemblare nella molecola. Il processo, eseguito come di consueto con tastiera e mouse, impiegherebbe non meno di 45 minuti; l’insegnante invece, riesce a costruire la struttura in poco più di due minuti proprio servendosi di Oculus Rift ed una coppia di Razer Hydra per controllare il proprio Nanotech Construction Kit, un ambiente tridimensionale dedicato allo scopo.
La posizione delle mani dello scienziato viene dunque rappresentata da due cursori, mentre Oculus Rift gli consente di osservare l’ambiente di lavoro con i movimenti della testa. Certo, le parole non rendono granché dell’epicità del processo, che fa assomigliare sempre più operazioni simili alle interfacce che in Minority Report, poco più di dieci anni fa, sembravano più che fantascienza. Osservate con i vostri occhi.

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