Dark: un losco gioco per Oculus Rift

darkOculus Rift sta ormai attraendo a se un numero sempre maggiore di sviluppatori che lavorano sui loro titoli per renderli compatibili con la VR, assicurando esperienze davvero incredibili. Ma ci sono anche quei casi in cui il gioco di partenza lascia un po’ a desiderare, raccogliendo solo feedback negativi tra gli utenti. Un esempio è Dark, sviluppato dalla software house RealmForge e rilasciato nel luglio di questo ormai quasi terminato 2013, per PC e Xbox 360. Attualmente si trova in offerta su Steam e pare abbia riservato una sorpresa natalizia: il supporto per Oculus Rift. Dark si presenta come uno stealth action – game che integra alcuni elementi di gioco di ruolo in cui si vestono i panni dell’assassino – vampiro. La trama è presto detta: il nostro personaggio è il vampiro Eric Bane e all’inizio del gioco siamo solo a metà della trasformazione, interrotta da un misterioso carnefice. Per salvare la sua vita dovrà scontrarsi con colui che lo ha iniziato alla trasformazione…

dark2Tuttavia già solo guardando i commenti di Steam ci si rende conto brevemente del fatto che è un titolo sconsigliato da quasi tutti gli utenti che lo hanno provato; c’è persino chi dubita che la versione per il Rift possa fare davvero la differenza. Uno dei punti deboli del gioco consiste nella fragilità stessa del personaggio che nonostante sia un vampiro, può lo stesso morire sotto i colpi di proiettili nel caso in cui viene scoperto; ciò costringe i giocatori a prestare molta, troppa attenzione per evitare il game over. Basta davvero poco per farsi scoprire, come per esempio nutrirsi, per questo bisogna stare lontani praticamente da chiunque. Il gameplay è fortemente limitato così come la trama che nonostante alcuni buoni propositi non riesce ad avere uno sviluppo tale da interessare e incuriosire l’utenza. Il vero problema però sembra essere la fase stealth, davvero poco soddisfacente e il titolo quindi mostra le sue potenzialità solo nelle scene di azione e combattimento che però restano legate alla fragilità del personaggio stesso e ad un gameplay deludente. Di scarso interesse sono stati giudicati anche i dialoghi, recitati piuttosto male per non parlare della grafica, che fa molto old – gen. C’è chi ipotizza che il budget a disposizione del team sia stato limitato e ciò ha costretto gli sviluppatori a concentrarsi su un unico aspetto. Il risultato è un titolo che risulta poco accattivante.

Che il supporto a Oculus Rift sia una risorsa per invitare gli utenti all’acquisto dei titoli lo abbiamo intuito: dare l’opportunità di vivere il gioco in versione standard e in quella in VR è di certo una buona scelta per i team di sviluppo. In questo caso però sembra essere davvero una forzatura dato lo scarso interesse da parte dei videogiocatori nei confronti di Dark e data la scarsa considerazione da parte della critica.