[GDC 2014] Project Morpheus: il grande riciclo

sony_gdc_0460Siamo in un momento unico della storia dei videogiochi. E’ come nel selvaggio west: vige una sola regola, non ci sono regole!
Richard Marks – Sony Conference

E’ decisamente sorprendente avere l’onore di poter osservare un tale miracolo: la maestria di una compagnia multinazionale di imbastire uno spettacolino niente male, basato interamente su materiale riciclato. Sony ha atteso ben due anni per fare il grande passo e lanciarsi nel “futuro del videogioco”, ma oramai forse è troppo tardi. Con l’unveiling di Poject Morpheus, stanotte ha dimostrato al mondo quanto teme il potere rivoluzionario posseduto da Oculus Rift.

Tanta aspettativa per questo segretissimo evento a porte chiuse, solo per scoprire che i due principali interventi della serata, quelli ad opera delle menti geniali responsabili del progetto, Richard MarksAnton Mikhailov, divisione Ricerca e Sviluppo di Sony Computer Entertainment America, parlano di quelle stesse problematiche e quegli stessi argomenti di cui Oculus VR sta parlando dal 2012. “No, sul serio?” Vi domanderete voi, e la mia risposta è “Purtroppo, si.”
Secondo i ragazzi di Sony le parole chiave di questo visore sarebbero “vista, suono, tracking, controlli, immediatezza e contenuti”. In poche parole, tutti quegli elementi chiave che, grazie allo slancio di un giovane genio folle, hanno cominciato un lungo processo di innovazione, lento ma continuo.
Su questo blog abbiamo spesso parlato dei radicali cambiamenti che la realtà virtuale impone al sound design, alla necessità di escogitare nuovi sistemi di controllo che includano il movimento o ancora a contenuti software studiati ad hoc per tale tecnologia. Ma sembra che, in questi ultimi due anni, Sony sia stata completamente all’oscuro del cambiamento in atto all’interno dell’industria dei videogiochi, e sebbene questo sia possibile (ma non plausibile), credo però che sia fondamentalmente ingenuo pensare che anche il resto del mondo lo sia stato. Non vi nascondo la mia grande delusione: sarebbe stato di stimolo per tutti se questo nuovo gioiello Sony fosse stato un degno avversario del Rift. Ciò che mi aspettavo però, era qualcosa di più di un mero HMD-fotocopia dal design sofisticato.

sonyVRDel resto, a noi, come credo a gran parte del pubblico di videogiocatori, non è bastata la sentita introduzione di Yoshida per convincerci del fatto che Sony è al lavoro su questo fantomatico prototipo fin dal 2010, con tanto di collaborazione con la NASA a vagliarne la veridicità. E se pure fosse, quale valore aggiunge al progresso percorrere le stesse strade già percorse da altri?

The future of innovation” era il titolo dell’evento.. ma io mi domando: mia cara Sony, quale innovazione?