Grounded Recensione: persi nel mini-mondo su PlayStation 5

Cosa si può dire su Obsidian Entertainment, nel 2024, e del suo piccolo-grande Grounded? Se occorre, dato che è bene parlarne – anche grazie alla serie televisiva Amazon Prime Video su Fallout -, è quel fantastico studio di sviluppo che ha dato vita a quel sacramento brillante di Fallout New Vegas. Titolo che, lo ammettiamo subito, è stato fantastico quando è stato pubblicato e lo è ancora oggi, a distanza di tanto tempo. Obsidian, però, è anche quel team che ha dato origine, proprio sul filone dei tipici Fallout di Bethesda Softworks, a quella perla immortale ambientata nello spazio ben prima che Starfield diventasse una moda. Stiamo parlando The Outer Worlds, altro videogioco davvero, ma davvero spaziale, capace di coinvolgere ed emozionare, ma soprattutto di ritagliarsi uno spazio rilevante nel panorama attuale, in cui ormai basta girarsi per due minuti ed escono dieci videogiochi sci-fi ambientati chissà dove.

Dopodiché, però, ecco che esiste Grounded: una produzione che, dopo Pentiment e l’ottimo Hi-Fi Rush, segue il loro esempio ed esce su altri ecosistemi del panorama dei videogiochi. D’altronde, di Grounded ne avevamo già parlato in passato, lodandone le caratteristiche e quel tipico approccio che tanto piace a coloro che non possono fare a meno di scoprire quanto sia letteralmente piccino quel mega-mini-mondo che noi chiamiamo regno animale. Questo universo tanto puccioso quanto letale, però, arriva su PlayStation 5, macchina che da qualche settimana ha accolto i già citati Pentiment e Hi-Fi Rush, dando loro quel caro benvenuto che si deve a produzioni di questo calibro. La domanda, insomma, sorge spontanea e tonante come sempre: come gira sulla quinta ammiraglia di Sony? Bene? Male? Era meglio se stava su Xbox e PC? No, fermi: è bene arrivi su più piattaforme possibili, specie per dare modo ai giocatori di vivere una gran bella esperienza originale, che si focalizza, peraltro, sulle impalcature tipiche del genere. Ma andiamo con ordine.

Alcuni scorci sono davvero indimenticabili.

La storia di Grounded

Più che di trama, racconto, narrazione e storia sarebbe il caso di parlare accuratamente del contesto in cui si ambienta Grounded. Ma dato che l’introduzione è fra le cose più interessanti, meglio partire dal principio: è una giornata come tante altre, la solita; non c’è nulla in televisione e le uniche cose che sembrano interessanti sono i compiti che minacciano di fuoriuscire dallo schermo da un momento all’altro, con l’obiettivo di farsi strada in questo vasto mondo dominato dal capitalismo e dalle megacorporazioni. Ecco, dunque, che un bel libro diventa un’ottima alternativa al prostrarsi completamente alle follie di un mondo costantemente di corsa. Ecco che, come nei più bei libri fantasy, che il protagonista – in questo caso l’intelligente, furbo e biondo Pete – si ritrova rimpicciolito, divenendo la nuova controfigura di un mondo piccino-picciò dominato da tante meraviglie. Quanti di voi, d’altronde, sognano di fare parte di un film di Disney Pixar, diventando piccolo quanto un insetto, con il sogno di divenire qualcosa di assurdo? Ebbene, lo è stato quando ne avevamo scritto al tempo, e lo riconfermiamo pure qua, in questa nuova occasione che porta i giocatori a rivivere l’esperienza di Obsidian Entertainment.

Il contesto, interessante e originale, trasporta il giocatore in un mondo così piccolo da meritare di essere scoperchiato da cima a fondo. In tal senso, la cura riposta nella scoperta è ciò che rende Grounded un videogioco assolutamente lodevole sia in singolo giocatore che con qualche amico. Noi lo abbiamo provato in entrambe le circostanze, proprio approcciare al meglio l’intero mondo piccolo piccolo creato dal team che ha mostrato la sua personalità con Fallout New Vegas. Allo stesso modo, Grounded è ricco di tantissime possibilità, ed è un survival game che non si accontenta solamente di essere questo, ma di mostrare quanto sia profondo e particolareggiato sotto ogni punto di vista.

Il talento di Obsidian, infatti, si avverte sin da subito e lo si nota nella cura del mondo che si esplora, anche se è bene non avere troppa fretta, siccome passare da predatori a prede, nel mondo di Grounded, è così sottile da fare male. Fa male, molto male, così male che ancora sto piangendo sangue da giorni. E lo si comprende facilmente, poiché tutto si taglia con una mano, anche ciò che qualcuno non immaginerebbe affatto, come un trifoglio utile per le basilari costruzioni utilissime per l’occasione, da asce a qualcosa di più elaborato, come una lancia con una punta acuminata. Al riguardo, è fondamentale sottolineare l’importanza del DualSense, ormai essenza stessa del modo di giocare nell’ecosistema PlayStation che ci piace molto ed è divenuto un bel modo di vivere questo universo. Ora è possibile premere il centro del dispositivo e aprire il vasto menù, luogo in cui avvengono le magie e tante altre cosucce. Aspettate, fermi: non starete mica pensando di costruire una bomba, vero? VERO?

Grounded
Cosa c’è in quello stagno? No, non sembra un pesce gatto…

Il crafting, l’esplorazione e gli ammazzamenti d’insetti

Ricordate la terza persona di Fallout New Vegas? Ecco, mettetela da parte, ma non seriamente: Grounded abbraccia la filosofia dello switch, in cui è possibile scegliere se vivere l’esperienza in prima e terza persona, con la possibilità di immergersi maggiormente nell’avventura, approcciandosi al meglio all’intero parco ludico offerto da Obsidian Entertainment, che per l’occasione ha dato vita a un’ottima prova. La produzione, come accennavamo prima, si focalizza soprattutto sull’esplorazione del mondo di gioco, denso e carico di tante cose da vedere e, soprattutto, da fare. Arricchito a dovere da un sistema di crafting ben implementato, Grounded assume una certa importanza, offrendo ricette di vario genere e scoperte che diventano sempre più importanti nel corso dell’esperienza di gioco, accrescendo di conseguenza le possibilità al suo interno. La creazione, semplice e intuitiva, avviene direttamente nel menù principale, in cui basta un semplice click per avanzare e proseguire in seguito nella costruzione complessiva del rifugio, migliorabile man mano che si avanza nell’esperienza di gioco.

Ora, non si tratta di una struttura ludica eccessivamente nuova e mai vista prima, in realtà: è una produzione che percorre, a dire il vero, il classicismo di tanti altri esponenti per differenziarsi a dovere. Cosa però differenzia Grounded da altre opere dello studio statunitense è come lo intende il survival: non mancano le classiche statistiche che si potrebbero trovare in altrettante opere del genere, ma sono in ogni caso importanti e fondamentali nel mercato videoludico odierno. In tal senso, prima abbiamo parlato di un sistema di crafting essenziale e semplice, ma in ogni caso arricchito da classicismi del genere, nonché dal controllo della fame e della sete, entrambi fondamentali e, non ultimo, il riposo. Dormire è qualcosa che non va affatto sottovalutato, nel bel mondo creato da Obsidian Entertainment.

Costruire è la parte più divertente del pacchetto.

Alla prova su PlayStation 5

Il lato tecnico, tirato a lucido, raggiunge i sessanta fotogrammi al secondo. Era impensabile, al tempo dell’Accesso Anticipato, che potesse solo arrivarci, considerando i compromessi del tempo, ma ora il titolo riesce comodamente a soddisfare le attese e a delineare un bel modo di proporsi nel panorama videoludico odierno. L’esperienza PlayStation 5, in tal senso, migliora grandemente e propone un gioco assolutamente liscio e stabile, con l’obiettivo di dare al giocatore una proposta capace di soddisfarlo. Oltre a migliorare le immagini di gioco, meglio definite e ottimizzate, l’esperienza garantisce un videogioco molto più concentrato sulle prestazioni. Al riguardo, è stato aggiornato recentemente, riuscendo a garantire delle prestazioni migliori, che prima, forse a causa di un’ottimizzazione non ottimale, non ha soddisfatto pienamente.

Su PlayStation 5, nonostante l’assenza completa del feedback aptico (che sarebbe stato bellissimo vedere replicato anche in questa occasione), la produzione soddisfa e appaga, offrendo scorci meravigliosi di un mini-mondo tutto da esplorare e conoscere. Grounded è un’esperienza leggera, tranquilla e divertente da giocare soprattutto con qualcuno, magari con chi sogna allo stesso tempo di finire letteralmente al suo interno. Il suo approdo sulla quinta ammiraglia di Sony, esattamente com’è accaduto con Nintendo Switch, PC e Xbox Series X|S, garantisce alla produzione una nuova personalità, soprattutto ora che è ottimizzato e migliorato a dovere, nonché arricchito da ulteriori contenuti di gioco.


Grounded è un videogioco survival che s’ispira ai massimi esponenti del genere, mostrando con personalità e passione un approccio tipico delle grandi produzioni del genere. Arricchito da un sistema crafting semplice e intuitivo, nonché da un modo godibile di proporsi al giocatore, la produzione anche su PlayStation 5 è davvero coinvolgente da giocare e vivere, pur non apportando grosse novità. Se vissuto assieme a qualcuno, il contenuto, davvero ottimo, sa davvero il fatto suo. Da avere assolutamente se amate i videogiochi che sanno esprimersi al meglio.