Valorant Provato: lo sparatutto di Riot Games approda su PlayStation 5

Come vi avevamo anticipato in questo articolo, l’acclamato sparatutto tattico sviluppato da Riot Games, Valorant, ha finalmente fatto il suo debutto su console targata Sony attraverso una versione Closed Beta molto attesa, e che non vedevamo l’ora di provare sulla console di casa Sony (per registrarvi, potete farlo a questo link) . Questo titolo, lanciato originariamente su PC a giugno 2020, ha conquistato rapidamente il cuore degli appassionati di Esport grazie alla sua combinazione di gameplay frenetico e strategia approfondita con attenzione e dovizia di dettagli. Con l’arrivo su console, molti si chiedevano se l’esperienza di gioco potesse mantenere gli stessi standard elevati. E a questa domanda abbiamo cercato di rispondere anche noi, raccontandovi le nostre prime impressioni sul gioco, dopo averlo provato su Playstation 5. Pronti a scoprire com’è andato il nostro test su console next-gen? Seguiteci nel nostro provato!

Valorant ci ha mostrato un’interfaccia completa e non invasiva nelle diverse sessioni di gioco che abbiamo potuto testare

Valorant: l’emozionante approdo su console

In prima battuta, è utile recuperare qualche nozione di fondo sul gioco in questione: per chi non conoscesse ancora Valorant, si tratta di uno sparatutto in prima persona che è in grado di combinare elementi di strategia e tattica, dove i giocatori si dividono in due squadre da cinque membri ciascuna e si affrontano in round per piantare o disinnescare una bomba, con l’obiettivo finale di vincere il maggior numero di round. Ogni personaggio, o per meglio dire Agente, possiede abilità uniche, che possono essere utilizzate per ottenere vantaggi tattici sul campo di battaglia, di qualunque tipo questo si tratti. Fino a oggi, il successo di questo titolo risiede nella sua capacità di bilanciare la semplicità del gameplay con una profondità strategica che premia la collaborazione e la comunicazione tra i membri del team. Ogni partita è sempre diversa, e il gioco richiede ai giocatori di adattarsi costantemente alle mosse degli avversari e alle condizioni di gioco in evoluzione.

Dopo la procedura d’accesso alla Beta su PlayStation, siamo stati catapultati immediatamente in un tutorial confezionato a regola d’arte per questa versione console, che recepiscono anche alcuni cambiamenti recenti pensati per la versione PC. Il tutorial su console però ne presenta una variante leggermente diversa, dove il giocatore usa l’agente Phoenix invece di Sova. Al netto di questo piccolo dettaglio differente, abbiamo visto come il gameplay di Valorant sia stato riadattato alla fruizione da console, senza snaturarne i suoi tratti competitivi e tattici. Se per ovvi motivi nella nostra prova abbiamo sperimentato la presenza di pochi giocatori, più o meno esperti, il principale ostacolo per coloro che sono giocatori di Valorant da tempo sta nell’adattamento da mouse e tastiera a console.

Potremo vivere questa prima esperienza su console affrontando tanti scontri in diverse location

Un’esperienza con diversi vantaggi…

Detto questo, la nostra prova ha mostrato sia punti di forza che di debolezza di questo titolo. Prima di entrare nel merito di quanto abbiamo testato, è bene specificare che non tutti i contenuti erano accessibili già a questo stadio, a partire dalla ridotta scelta dei personaggi dal roaster, che per quanto molto ampio e suddiviso nelle quattro classiche categorie (Assassini, Stratega, Guardiani, Demolitori), ci ha lasciato selezionare solo 1 o 2 personaggi ciascuna. Inoltre, anche le modalità di gioco erano piuttosto limitate: a partire dall’introduzione, dobbiamo affrontare tutte le varie sfide in fase di Combattimento, per poi arrivare alle successive tre categorie: Allenamento, Combattimento+ e Vittoria. Non è sempre facile raggranellare tutte le ricompense necessarie per procedere con gli step successivi, ma ci facilita al contempo il fatto che non sia stata annunciata una data di chiusura della closed beta. Probabilmente non ne avrà nemmeno una, per diventare gradualmente open fino a giungere alla sua versione 1.0. Questo è ancora da stabilire, dunque è meglio concentrarsi ora sugli aspetti più brillanti di questo titolo.

Uno degli aspetti più positivi della closed beta di Valorant su PlayStation 5 è la fluidità del gameplay; anche nei momenti dal ritmo più elevato, tra esplosioni e sparatorie che si susseguono senza sosta, il gioco mantiene un frame rate stabile, oltre a un comparto grafico che sa tenere duro a qualsiasi sbalzo e attacco potremo subire. Oggettivamente, si tratta senza dubbio di un aspetto fondamentale all’interno di un titolo che fa della precisione e della reattività i suoi punti di forza. Inoltre, il supporto fornito da Riot per la gestione del gioco via controller è dato dalla modalità Concentrazione, che permette di muovere in maniera più lenta e precisa il mirino.

Anche da console possiamo gestire e personalizzare la sensibilità di rotazione della visuale sull’asse delle X e delle Y attraverso le impostazioni, consentendo ai giocatori di poter regolare a piacimento le diverse occorrenze di peek e flick. È anche possibile modificare il mirino con impostazioni molto dettagliate, le stesse presenti in versione PC, ma forse sarebbe stata più efficace la possibilità di importare mirini dal proprio profilo, per chi proviene dalla versione tradizionale. Potrebbe essere una feature da valutare per aggiornamenti futuri del software. Il motore grafico inoltre si adatta all’hardware della console di casa Sony, sfruttandone la potenza per offrire un’esperienza visiva dettagliata e un’azione fluida e senza interruzioni. Anche durante le situazioni di gioco più stressanti, il gioco non mostra alcun segno di rallentamento o perdita di qualità, né bug tecnici rilevanti.

Gli hub di gioco di Valorant saranno spesso tratti da città realmente esistenti

… e qualche punto di debolezza

Una prima esperienza decisamente buona, quella nella Closed Beta di Valorant, ma non priva di qualche difetto, che speriamo possa essere corretto prossimamente. Ci è sembrata infatti un po’ confusionaria la gestione delle abilità, attivabili con diversi comandi: una è attivabile dal cerchio, altre dai tasti dorsali e la Ultimate premendo in contemporanea i dorsali. In questo modo, è facile dimenticare quale sia il tasto giusto in fase concitata di combattimento, considerando che i comandi sono tutti abbastanza distanti fra loro. In particolare, è con la Ultimate che capita spesso di premere un dorsale prima dell’altro, invalidando la nostra strategia del momento. Probabilmente è anche questione di abitudine, ma di sicuro questo approccio ci è sembrato abbastanza difficoltoso.

Non neghiamo nemmeno alcune problematiche tecniche riscontrate in fase di prova: in alcuni momenti è sparito il cursore del menu durante un combattimento e ha continuato a essere assente anche nella home. In altri casi, non vedere i nemici sulla mappa e trovarceli di spalle all’improvviso, mettendoci k.o. in un istante, è stata un’esperienza che ha reso parecchio complicata da gestire la partita. Non dimentichiamo nemmeno alcune difficoltà di caricamento dei server e di connessione alla intro stessa della Closed Beta, ma capiamo che questo punto specifico possa trattarsi di un disguido tecnico specificatamente legato alla fase attuale di prova del gioco. O almeno ce lo auguriamo, così come anche gli altri bug dovrebbero comunque trattarsi di problematiche risolvibili con qualche fix in questo periodo di beta testing, aperto appositamente per rilevare eventuali difetti scappati all’attenzione del team di sviluppo.


La closed beta di Valorant si è dimostrata piuttosto solida, a evidenza del lavoro meticoloso svolto dal team di Riot Games per ottimizzare il gioco per la console next-gen di Sony. Anche gli aspetti più complessi, come le animazioni dei personaggi e la gestione delle abilità, funzionano in modo impeccabile, garantendo un’esperienza di gioco senza intoppi, o quasi. Infatti qualche problemino tecnico lo abbiamo dovuto comunque affrontare, riscontrandolo nei momenti più complessi delle partite, ma ci auguriamo che le varie segnalazioni siano accolte dal team di sviluppo per sistemare questi ultimi punti prima del lancio. Ad ogni buon conto, si tratta decisamente di contenuti di valore e di un’esperienza di gioco fluida e promettente, sia per gli aspetti più tecnici (e per l’adattamento da PC a console), sia per quelli più estetici. Abbiamo anche apprezzato il fatto che Riot sia riuscita a confezionare Valorant su console con qualche modifica di adattamento al gameplay, ma senza snaturarne l’esperienza di gioco, connotata da precisione, adrenalina e divertimento. Non ci resta ora che attendere il lancio ufficiale, che speriamo sia accompagnato da diversi aggiornamenti dei contenuti per renderli sempre più esaustivi e coinvolgenti per i giocatori.