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Resident Evil Requiem GUIDA: sopravvivere alla creature presenti nel gioco

L’arrivo di Resident Evil Requiem sta, sicuramente, monopolizzando l’attenzione comune della sfera videoludica. Il titolo di Capcom è arrivato in un anno incredibilmente ricco, certo, che ha ancora tanto da dire (chi ha detto GTA VI?), rubando nettamente la scena in questa prima metà dell’annata. Capcom, come abbiamo visto, ha fatto le cose in grande. Requiem si è rivelato un titolo solidissimo, lucidamente e non solo, capace di soddisfare le richieste sei dei vecchi sia dei nuovi giocatori.

E, ovviamente, a sancire il successo del progetto è stato anche il solito, grande lavoro, sulla caratterizzazione dei personaggi e in particolare quello dei nemici. Come da tradizione per la serie, infatti, anche Resident Evil Requiem ha saputo contribuire al gigantesco catalogo di creature e nemici unici, creato negli anni da un’azienda che ha saputo mixare generi diversi in maniera eccellente, con risultati talvolta unici.

Per tal motivo, abbiamo deciso di classificare alcune delle creature più affascinanti del gioco o, comunque, quelle che, in qualche modo, ci hanno saputo catturare, sia per il loro background sia per il loro atteggiamento e, perché no, talvolta anche semplicemente per il loro aspetto. Non ci resta che iniziare questo nuovo viaggio nell’orrore, dunque. Siete pronti?

Attenzione: il seguente articolo contiene spoiler sulla trama di Resident Evil Requiem

Le creature di Resident Evil Requiem: La “bambina”

Questo nemico è il primo “tyrant”, potremmo definirlo così, di Resident Evil Requiem. Per quanto non brilli particolarmente sul piano estetico, è tutto ciò che ruota intorno alla sua figura, a livello tematico e concettuale, a permetterle di finire di diritto in questa nostra speciale “classifica”. La “Bambina”, così come viene definita la creatura all’interno del Rhodes Hill, è una creatura gigante, aggressiva, terrorizzata dalla luce, ma anche, incredibilmente, malinconica e tormentata.

Durante la prima metà del gioco, la Bambina rappresenta un po’ il nemico principale di Grace, quello che può veramente portare al game over in pochi istanti, piazzandosi, così, come il vero e proprio “tyant” della situazione. La sua presenza è opprimente, asfissiante, spaventosa e, soprattutto, è un messaggio continuo di quanto l’orrore che si cela dietro a tutto il male creato dalla Umbrella e di tutte le forze in gioco abbia avuto un impatto clamoroso su più di una vita. Come ogni buon “tyrant” la bambina non può essere sconfitta, ritorna sempre. Attenzione, però: è molto sensibile alla luce e potreste rallentarla parecchio.

Resident Evil Requiem
La “Bambina” è il primo nemico “serio” della storia.

Le “bambine”

Rimanendo in tema di bambini, e stavolta in senso più letterale, anche le bambine rappresentano uno dei nemici più inquietanti di tutto il telaio creativo di Resident Evil Requiem. Pur non volendo entrare troppo nello specifico, e vogliamo, con tutto il cuore, lasciarvi il piacere della scoperta del tutto immacolato, possiamo anticiparvi che questi particolari nemici rappresentano uno dei punti più alti, in termini di art design, di tutta l’esperienza di gioco.

Per quanto non esattamente convenzionali e facenti parte di una porzione del gioco molto specifica, queste creature hanno comunque saputo lasciare il segno. Queste bambine, infatti, sono straordinariamente sadiche, attratte dal piacere nel dare dolore al prossimo e hanno un aspetto decisamente inquietante. La loro funzione, nell’esperienza di gioco, ha un peso specifico molto rilevante anche sul piano narrativo e tematico, ma soprattutto rappresentano. Contro questi temibili e inquietanti avversari, lo diciamo subito, c’è veramente poco da fare, quindi vi consigliamo di nascondervi e aspettare il loro passaggio.

Resident Evil Requiem
Le bambine sono dei nemici inquietanti e pericolosi.

Il “cuoco”

Nell’orrore di Rhodes Hill c’è spazio anche per un’altra creatura, decisamente più brutale e allo stesso modo letale. Stiamo parlando, ovviamente, dello zombie “cuoco” che noi abbiamo velocemente ribattezzato in “Macellaio”. Questo particolare avversario è uno dei primi ostacoli più ostici dell’avventura. Grace si imbatte nel cuoco nelle fasi proprio iniziali dell’avventura, e cattura perfettamente l’essenza della paura e dell’impotenza che accompagnano, soprattutto nella primissima parte del gioco, il viaggio di Grace. Questo nemico è uno di quelli che incarnano alla perfezione il DNA del nuovo titolo della serie: l’evoluzione.

A differenza dei soliti “non-morti” a cui siamo abituati, infatti, molte delle creature di Resident Evil Requiem, soprattutto quelli di Rhodes Hill, sono più evoluti, meno animaleschi e, soprattutto, tendono a replicare in maniera ossessiva le azioni più comunichi compievano in vita. La specialità del nostro amico pelato, manco a dirlo, è quella di frantumare con una mannaia qualunque cosa abbia a tiro, compreso Grace.

Lo zombie cuoco è anche un po’ un tyrant, poiché tende a seguire la protagonista a e vagare per le stanze della clinica per portare al termine l’escursione della giovane, dunque bisogna tenerlo sempre bene d’occhio. Questo nemico, come la bambina, non può essere sconfitto del tutto, almeno non all’inizio. Dunque, vi consigliamo di provare a nascondervi dal suo sguardo il più possibile, per poi scaricargli addosso tutto il possibile.

Il “cuoco” è un nemico veramente coriaceo.

Blister Head

I cosiddetti “Blister Head” sono i primi e unici nemici di questa classifica che abbiamo deciso di inserire, più che per la loro “bellezza” o particolarità, per la loro angosciante e frustrante potenza. I Blisteer Head sono delle vere e proprie mutazioni “aggressive”, un ceppo particolare del virus che colpisce alcuni nemici e li “riporta nuovamente in vita”, con una potenza e un’aggressività ancora una volta fuori dal comune e, per certi versi, frustrante.

Questi nemici, infatti, oltre ad avere una velocità di movimento impressionante e la capacità di infliggere un gran numero di danni, hanno anche un’elevatissima resistenza ai danni, cosa che li rende davvero complicati da sconfiggere. Questi nemici, seppur con varianti diverse, sono presenti in un po’ tutta l’esperienza di gioco, e ne rappresentano, in generale, alcuni dei più complicato da affrontare, nonché una delle varianti anche esteticamente più originali e “particolari” del gioco.

Grazie alla sua grande potenza e agilità, questo nemico è uno dei più forti tra quelli presenti in Requiem. Il nostro consiglio è quello di provare a puntare in modo più preciso possibile alla testa, che oltre a essere il punto di forza del nemico è anche la sua debolezza maggiore. Con colpi precisi e qualche combo particolare, insomma, potreste riuscire a tirarlo giù con relativa facilità.

I “Blister head” sono nemici scaltri e pericolosi.

Le ”cantanti”

Lo scettro di nemico più inquietante di Resident Evil Requiem, però, va sicuramente a loro: le “cantanti”. Questi particolari nemici, per quanto il loro ruolo nell’esperienza di gioco sia molto fugace, hanno una presenza scenica impressionante e meravigliosamente oscura, tant’è che, seriamente, ricordiamo il nostro primo incontro come uno dei momenti più iconici di questo nuovo capitolo. Le “cantanti” anticipano la loro presenza con una litania malinconica e inquietante, che trova la sublimazione in un aspetto a metà tra l’angelico e il terrificante.

Molto spesso, infatti, queste donne hanno un bellissimo aspetto, e si muovono con classe e leggiadria, aumentando così quella dicotomia che trasuda dalla loro presenza. Questi nemici, oltre a essere veramente belli da vedere e concettualmente, sono anche molto forti. Il loro canto, appena entrano in contatto con Grace, si trasforma in un grido profondo e straziante, che ha come effetto quello di stordire la protagonista e di attirare anche i nemici più vicini, risultando, così, una spina nel fianco bellissima e dolorosa.

Questi nemici sanno essere molto pericolosi, specialmente in gruppo. Il nostro consiglio, considerando i loro poteri “mentali” è quello di attaccarle da lontano, provare a buttarle già dalla distanza senza permettergli di avvicinarsi troppo, perché potrebbero farvi veramente molto male, specialmente con tanti nemici “normali” nelle vicinanze.

Le “cantanti” sono meravigliose e inquietanti.

Bonus: tutti gli Zombie di Rhodes Hill

Al di là delle inquietanti “cantanti” o del “cuoco”, sono, in generale, tutti i nemici dell’ambientazione del Rhodes Hill a rappresentare un punto altissimo di tutta l’esperienza di gioco. La prima sezione di Resident Evil Requiem, sotto questo aspetto, rappresenta un percorso creativo a dir poco sontuoso, che speriamo possa trovare riscontri anche in futuro. Le creature della struttura, tra i pazienti, doloranti e disperati, i dottori (e IL DOTTORE), e tutti gli inservienti, il cui corpo e la mente sono vituperati dall’oscurità del virus e di tutte le sue diramazioni, hanno un impatto scenico a dir poco clamoroso, con alcuni picchi veramente geniali. Ci basti pensare, ad esempio, alla cameriera, ossessionata dalle pulizie, ai zombie affamati accanto alla gigantesca tavola imbandita nella sala pranzo e potremmo continuare a fare veramente tanti esempi.


Insomma: Resident Evil Requiem si è rivelato, ancora una volta, un titolo con un potenziale creativo importante. Capcom ha saputo creare un nuovo, enorme, orrore, con tanti “alfieri” a supporto di un progetto ambizioso e spaventosamente reale. Requiem ha portato con sé tante rivelazioni sul piano narrativo e anche tante nuovi mostri, legati all’evoluzione del virus (o, per meglio dire, dei virus) e di tutto ciò che ruota intorno al lavoro dell’Umbrella e di tutti gli altri attori che hanno fatto grande la serie, durante questo lasso di tempo che, ormai, ha raggiunto i trent’anni di vita.