Dexter – Stagione 7 Recensione: Oscar Wilde le definiva ferite dell’amore

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Travis Marshall, il Killer dell’Apocalisse, è finalmente finito sul tavolo di Dexter ma, ahimé, sua sorella Debra lo ha visto all’opera. Come potrà lei, onesta poliziotta e parente amorevole, accettare la terribile verità sul suo adorato fratello, uomo che peraltro ha scoperto di amare per davvero? In Dexter – Stagione 7 si affrontano i legami in maniera più preponderante di quanto avvenuto sinora.

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Dexter – Stagione 7. Locandina

“Sono sempre tuo fratello. Nulla è cambiato”
“Tutto è cambiato, Dex… tutto”

L’amore è sempre stato uno dei temi portanti della serie: Rita era la fidanzata tenera che sbloccava i sentimenti dell’ematologo, Lila era la manipolatrice attratta dal lato oscuro, Lumen era la disperata che cercava aiuto, Debra era la sorella che avrebbe fatto di tutto per supportare il giovane. Inoltre, anche i vari comprimari erano spesso imbottigliati in storie d’amore travagliate: basti pensare al pluridivorziato Angel Batista e al tormentato Joseph Quinn. Questa settima stagione, tuttavia, porta il legame sentimentale al centro assoluto della narrazione. Durante il susseguirsi dei 12 episodi, verranno esplorati molti rapporti e, come avrete potuto intuire, il più dannato sarà quello tra Dexter e Debra. Il loro padre Harry, la cui presenza come fantasma della coscienza è qui ancor più marcante, aveva sempre cercato di tenere la ragazza all’oscuro circa le attività notturne del futuro serial-killer ma ora, per una serie di sfortunate coincidenze, tale status quo a lungo preservato si è spezzato: lei ha visto Dexter all’opera e, ormai, dovrà farci i conti e prendere una seria decisione. Denunciarlo in quanto Tenente della Squadra Omicidi o proteggerlo in quanto suo fratello? Aggiungeteci che, nella sesta stagione, si era resa conto di essersene innamorata e potete capire il peso che la donna è costretta a portare.

Un altro rapporto amoroso che si svilupperà nella tranche è di tipo piuttosto differente: la ora capitana Maria LaGuerta scopre, nel primo episodio, uno dei famosi vetrini dove Dexter costudisce il sangue delle proprie vittime. Ciò la porterà a riaprire, perlomeno ufficiosamente, l’inchiesta circa il Macellaio di Bay Harbor: vediamo qui un’altra forma di sentimento, ossia il desiderio di rivalsa della donna che spera, scoprendo l’eventuale errore della polizia ai tempi della seconda stagione, di riabilitare il defunto amico James Doakes. Ma fino a che punto questo scopo è nobile? Si tratta di giustizia, e in tal caso dovremmo essere dalla sua parte, o è solo vendetta personale? Del resto, abbiamo visto Maria adottare spesso atteggiamenti egoistici e non si è mai mostrata, se non in pochissime eccezioni, preoccupata nell’umiliare gli altri o nell’utilizzarli: forse, però, il caso di Doakes (che a sua volta era stato usato da lei) potrebbe legarsi maggiormente alla sua coscienza.

Debra Morgan e Dexter Morgan

Un supercriminale atipico e una possibile partner

Come di consueto a partire dalla quarta stagione, Dexter Morgan si troverà confrontato con un nemico personale. Si tratta di Isaak Sirko, un mafioso ucraino con affari a Miami che cerca vendetta nei confronti dello scienziato, in quanto l’uomo ha ammazzato il suo braccio destro. Se sulle prime abbiamo l’impressione di avere a che fare con un supercriminale piatto, ai livelli dello Scorticatore visto nella terza tranche, ben presto scopriremo che Sirko è un uomo estremamente sfaccettato e molto, ma molto diverso rispetto a tutti i mostri affrontati sinora dal protagonista. Non si raggiungono i livelli del Killer del Camion Frigo o di Trinity, tuttavia non ne siamo lontani.

Oltre al boss, però, un altro personaggio particolare entra nella vita di Dex: Hannah McKay. Questa splendida ragazza si scopre assai presto essere un’assassina… ma che tipo di assassina? Una serial-killer come l’ematologo? Una donna perseguitata da demoni del passato? Una via di mezzo? Il suo lato oscuro la porterà immancabilmente a conquistare il cuore di Morgan, il quale a sua volta eserciterà un richiamo irresistibile sull’affascinante bionda. Il loro rapporto è molto intrigante, in quanto sono loro stessi e coloro che li circondano i primi a non comprenderlo sino in fondo. Dal punto di vista puramente personale, ritengo Hannah la miglior controparte femminile di tutta la serie (no, non per la bellezza dell’attrice, in quanto tutte le donne della serie hanno parecchio appeal: è proprio il personaggio a piacermi).

Hannah McKay

Hanno preso sua figlia, lui prenderà le loro vite… ah no, Liam Neeson non c’è

Se vi ricordate, sin dalla recensione di Dexter – Stagione 5 lamento un po’ la deriva tamarra presa dalla serie: sappiate che in Dexter – Stagione 7 si raggiungono dei livelli che mai mi sarei aspettato durante gli arbori della saga. Criminali che costruiscono labirinti nelle case, lotte tra cosche, gente che ti fa fuori tre persone con un caricatore di pistola con gli altri che sono più armati, intrighi fatti da ragazzini: c’è n’è davvero per tutti i gusti e tutte le tasche! A questo punto, tutto dipende da come la prendete voi: personalmente, mi sono lasciato intrattenere e stupire da quanto mi veniva raccontato e, giunto all’ultimo episodio, ho salutato le dodici puntate soddisfatto. Se, al contrario, voi foste dei puristi i quali, pur accettando l’evoluzione necessaria, avreste desiderato uno sviluppo coerente con gli inizi dello show, c’è un forte rischio che rimaniate scombussolati e, alla fine, addirittura scontenti. È il problema che avviene con molte di queste serie dal soggetto particolare, se ci pensate: dal momento che diventano di grande successo, si tende a trasformarle in prodotti maggiormente commerciali per estendere sempre di più il pubblico di riferimento.

Decisamente meno soggette all’opinione personale sono certe incongruenze con quanto dettoci nelle stagioni precedenti: alla prima visione, soprattutto se si seguiva la serie all’uscita con conseguenti tempi d’attesa, non ci si fa caso. Purtroppo, a un recupero serrato ci si rende conto che vi sono delle retcon di comodo che, francamente, sono una mancanza di rispetto verso lo spettatore il quale, con calma e costanza, ha seguito la storia sin dall’inizio. Ci si può pure passare sopra, però ciò non toglie quale sia la verità e non si può evitare di domandarsi se gli sceneggiatori, giunti a questo punto, non avessero più le idee molto in chiaro.

Quanto è bello rivedervi, amici…

Se la scrittura di Dexter – Stagione 7 traballa sotto certi aspetti, fortunatamente i personaggi non rientrano tra questi: il cast è e rimane in stato di grazia. I personaggi principali fanno tutti ritorno dalla sesta stagione, mentre le nuove entrate principali comprendono Ray Stevenson (pace all’anima sua) nei panni di Isaak Sirko e Yvonne Strahovski in quelli di Hannah McKay. Entrambi sono stati veramente abili a tratteggiare i rispettivi ruoli, riuscendo a stratificarne bene l’evoluzione. Naturalmente, Dexter e Debra continuano a risultare le colonne portanti della serie, così come Michael C. Hall e Jennifer Carpenter non hanno perso una lacrima del loro smalto.

L’altro personaggio storico che ho molto apprezzato in questa settima stagione è la già citata Capitano Maria LaGuerta: se ci avete fatto caso, non l’ho mai nominata nelle recensioni precedenti poiché, pur essendo di base importante sin dagli arbori della saga, non ha mai avuto un vero e proprio impatto di primo piano. In questa sede, dopo il ritrovamento al quale facevo allusione nel primo paragrafo, ella diviene una sorta di via di mezzo tra ciò che fu James Doakes e quel che rappresentò Frank Lundy: una persona onesta la quale, dando la caccia inconsapevolmente al protagonista, diviene una villain. Se però lo sventurato sergente era un uomo duro ma giusto, mentre l’agente dell’FBI era una persona simpatica e desiderosa di salvare vite innocenti, LaGuerta è una personalità per la quale non parteggiamo mai: a prescindere da quali siano le sue motivazioni, nel corso delle puntate l’abbiamo vista giocare sporco troppo spesso e questo ce la pone come fondamentalmente vile, crudele e opportunista. Peccato solo che tale componente confermi la mia impressione: Dexter è ormai una serie che ha voluto adattarsi al pubblico mainstream, quello che desidera rilassarsi dopo una giornata di lavoro senza imbarcarsi in dilemmi eccessivi. Con Doakes e Lundy, infatti, c’era l’ambiguità tra lo sperare che l’ematologo riuscisse a sfuggire e il volere che invece lo fermassero: con LaGuerta è tutto nettamente più definito in quanto la detesti troppo. Chiaramente, ciò non sminuisce assolutamente la bravura dell’affascinante Lauren Vélez, che in questa settima tranche ci regala forse la sua interpretazione più sentita nei panni della controversa ufficiale di polizia.

Concludo segnalando la presenza dell’attore Jim Beaver calato nei panni di Clint McKay, padre di Hannah, e un cameo relativo a un personaggio da noi tanto apprezzato in passato: non vi rivelo chi è, però sappiate che vi farà piacere rivederlo.


Dexter – Stagione 7 ci porta adagio adagio verso quello che sarà il gran finale della serie. Sicuramente, sul piano dell’intrattenimento offre parecchio e la componente introspettiva, a questo giro principalmente improntata sull’amore, funziona sempre bene. È tuttavia evidente come gli sceneggiatori abbiano adottato la linea più commerciale, attraverso storie di cosche, scene d’azione tamarre e bianchi & neri generalmente più facili da identificare. Ciò si traduce in un’ambivalenza importante: se, come me, accettate il cambiamento di tono, allora apprezzerete quasi sicuramente tali 12 episodi. Qualora foste invece puristi, temo che l’effetto globale possa essere respingente: personalmente consiglio almeno di dare una possibilità al prodotto. Ricordo che Dexter – Stagione 7 è reperibile in DVD e Blu-Ray grazie al cofanetto integrale della serie, mentre su Paramount+, Amazon Prime Video  e Now potete recuperarla in streaming.


 

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