Super Mario Bros – Il Film Recensione: la rivincita di un’icona

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Dopo il flop sia critico che commerciale di Super Mario Bros. del 1993, Nintendo scomparve dal mercato dei film tratti dai videogiochi e, per lungo tempo, non parve minimamente interessata a ritornarvi. Poi, grazie a una collaborazione con la major animata Illumination, ecco arrivare nel 2023, esattamente trent’anni dopo quella sfortunata avventura, il reboot Super Mario Bros – Il Film. Che dire? Mario รจ tornato al Cinema e, questa volta, gli รจ andata bene.

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Super Mario Bros – Il Film. Locandina

Super Mario Bros – Il Film. Un impatto decisamente riuscito

Salutate con la manina cittร  distopiche, dinosauri che vogliono riconquistare la Terra e goomba che sembrano rettili antropomorfi: sono solo brutti (ma meravigliosi) ricordi, qui si fa sul serio. L’atmosfera dei videogiochi con protagonista l’idraulico italoamericano prende vita con tutto il suo splendore tra funghi giganti, castelli candidi la cui vetrata ospita il volto della Principessa Peach, oceani scintillanti, creature buffe anche quando sono inquietanti e colori sfavillanti. Chiunque abbia giocato ai vari capitoli della saga, inclusi i molteplici spin-off, troverร  pane per i suoi denti voraci, divertendosi un mondo a rintracciare tutti i riferimenti, alcuni nascosti, altri resi parte integrante della trama.

Il design dei personaggi, poi, rasenta la perfezione: Mario, Luigi, Peach, Bowser, Toad. Ce n’รจ davvero per tutti i gusti e tutte le fasi del medium originale. Mi fa perรฒ piacere che gli artisti addetti alla lavorazione del film non si siano limitati a copiare i modelli di base e a farci impazzire attraverso la nostalgia, bensรฌ abbiano leggermente personalizzato alcuni elementi: un mantello, un’espressione, un dettaglio. Nulla che crei effetti stridenti per un fan, ma qualcosa che ci porta a capire la voglia che il team aveva nell’affrontare questo progetto che, diciamocelo, era praticamente infallibile. Anche qualora gli appassionati si fossero rivelati insoddisfatti, una pellicola d’animazione tanto bella esteticamente avrebbe accalappiato qualunque bambino da Timbuktu e Portland Bay… o Portland Oregon, se preferite (ok, questa non so quanti la capiranno).

Mario e Toad al Castello di Peach

Nicolas Poussin ha fatto il suo dovere, ma Ludovico Ariosto non si รจ presentato…

Come dicevo, l’animazione รจ meravigliosa, cosรฌ come tutta quanta la componente visiva offertaci dal film. Purtroppo, la scrittura non รจ altrettanto solida. Parliamoci chiaro: Super Mario Bros non รจ mai stata una saga che puntava alla narrazione. In praticamente tutti gli episodi si parte dal presupposto che una delle Principesse (in genere Peach) venga rapita dal mostro di turno (di solito Bowser) e che Mario (a volte solo, a volte con amici come il fratello Luigi) la debba salvare. Ci sono stati casi di trame lievemente piรน articolate, ad esempio in Super Mario Sunshine su Nintendo GameCube, perรฒ alla fine sempre ai soliti stilemi si arrivava: era pertanto sciocco aspettarsi che nel lungometraggio ci fosse un intreccio degno di Assassinio sull’Orient Express. Tuttavia, nel videogioco conta maggiormente la componente interattiva, mentre una pellicola deve anche offrire una storia che giustifichi la narrazione: volendo ce l’hanno fatta, nel senso che sono effettivamente riusciti a rielaborare il soggetto in modo da rendere grossomodo sensato quello che accade e, anzi, per la prima volta nella storia del brand ci vengono giustificate alcune stranezze, come la presenza di percorsi a ostacoli messi apparentemente a caso. Il problema รจ il ritmo: il film si suddivide in palesi sottomissioni incollate con un esile fil di spago, quasi fossimo confrontati con una serie di cortometraggi inseriti in una cornice. La conseguenza รจ che se qualcuno non ha mai giocato a mezzo capitolo si ritrova spaesato, in quanto ha l’impressione di una lore immensa ed estremamente confusa. รˆ sempre sbagliato settorializzare cosรฌ il target, in tale contesto i fans e i bambini che non si fanno domande: una trasposizione, per reggersi in piedi, deve essere pienamente usufruibile da tutti! Intendiamoci, si arriva alla fine rilassati e contenti, ma ciรฒ non toglie che la sceneggiatura avrebbe potuto essere nettamente piรน brillante.

La Principessa Peach. Ma quanto รจ carina?!

Odiamo il primo esperimento, ma ne prendiamo alcuni ingredienti

Quando ho recensito Super Mario Bros. del 1993, l’ho definito atroce ma ho aggiunto che conosco bene i miei polli, in quanto tutti lo detestano a parole perรฒ poi, quando si inizia a parlarne, gli occhi delle persone si illuminano di una luce traboccante di affettuosa nostalgia. A quanto pare, pure i creatori di questo riavvio soffrono della nostra stessa malattia, in quanto i riferimenti a quel cult del trash non mancano: primo fra tutti, il fatto che Mario e Luigi raggiungano il Regno dei Funghi dopo un’emergenza idraulica attraverso un settore sotterraneo segreto, peraltro partendo proprio da Brooklyn. Altri collegamenti sono invece puramente visivi e, nell’identificarli, confesso di aver sorriso a piรน riprese. Apprezzo enormemente quando, al posto di nascondere sotto il tappetto gli errori del passato, si mostra rispetto e si valorizzano quelle idee che, rielaborate, si rivelano effettivamente di impatto.

I personaggi: vaniglia con un po’ di sassolini

Come giร  dicevo, sarebbe stato impossibile rendere i personaggi della saga in modo migliore: tanto sul piano estetico quanto su quello caratteriale, sono veramente perfetti e, grazie ai simpatici dialoghi, godono di un approfondimento decisamente maggiore rispetto a quanto visto nel materiale d’origine. Peraltro, il cast vocale รจ semplicemente da capogiro: Mario รจ Chris Pratt, Luigi รจ Charlie Day, Peach รจ Anya Taylor-Joy, Bowser รจ Jack Black, Toad รจ Keegan-Michael Kayย e cosรฌ via. Vi รจ persino un cameo di Charles Martinet, voce storica di Mario nei videogiochi e qui voce di Giuseppe, padre di Mario e Luigi: oltretutto, doppia il personaggio pure in italiano!
Inutile dire che anche la versione nostrana non รจ da meno, con voci del calibro di Claudio Santamaria (Mario), Emiliano Coltorti (Luigi), Valentina Favazza (Peach), Fabrizio Vidale (Bowser) e Nanni Baldini (Toad). Curiosamente, non sono stati utilizzati attori o personaggi dello spettacolo, limitandosi a doppiatori specializzati: una scelta commercialmente rischiosa e tuttavia pienamente efficace!

Peccato che, di fatto, tutti i volti siano abbastanza anonimi, nel senso che ne comprendiamo la caratterizzazione generale perรฒ, stringi stringi, sono tutti figurine: forse sarebbe stato saggio metterne di meno e costruirli di piรน. Non รจ un problema grave, ma denota una volta di piรน l’assenza di una scrittura totalmente consapevole.


Super Mario Bros – Il Film รจ carinissimo: un tripudio di colori, scenografie digitali, personaggi dal design irresistibile, amore per la materia originale, musiche orecchiabili, voci perfette. Sicuramente, siamo lontani dal devasto concettuale che fu il live-action trent’anni prima e, anche sul piano meramente cinematografico, siamo su livelli nettamente superiori. Peccato solo che, nella lodevole intenzione di appagare i fans e di impressionare i bambini, non abbiano posto la dovuta attenzione sul comparto narrativo: indubbiamente gradevole e scanzonato come si conviene al franchise, tuttavia manchevole di una vera coesione e suddiviso in comparti ai limiti dello stagno, collegati tra loro in maniera lievemente farraginosa. Sfortunatamente, tali problemi hanno perdurato pure nel recente sequel: evidentemente, l’enorme incasso generato da questo primo capitolo ha spinto i produttori a sentirsi eccessivamente al sicuro e non sono state apportate le dovute correzioni. In ogni caso, recuperate senza indugio almeno il movie in esame: vi divertirete. Super Mario Bros – Il Film รจ disponibile in DVD, Blu-Ray e 4K Ultra HD. Netflix e Prime Video lo offrono invece in streaming, servizio datoci in determinate occasioni anche da Sky e Now. Apple TV, Google Play, Rakuten TV e Mediaset Infinity lo comprendono per l’acquisto e il noleggio.


 

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