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	<title>Lorenzo Damiano, Autore presso Vgmag.it</title>
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		<title>Little Nightmares 2 Recensione &#8211; Ma non dormo da tre giorni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2021 14:08:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Tarsier Studios]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Little Nightmares 2 Recensione &#124; Ora che siamo in pieno 2021, possiamo finalmente tornare a dirlo: è bello essere un fan dell&#8217;horror. Dopo un periodo di lunga stagnazione che poco ha offerto a noi sfortunati amanti del genere, gli ultimi due mesi sono stati ricchi di novità e Videogiochi con la V maiuscola. Piaccia o [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><strong>Little Nightmares 2 Recensione</strong> | Ora che siamo in pieno 2021, possiamo finalmente tornare a dirlo: è bello essere un fan dell&#8217;horror. Dopo un periodo di lunga stagnazione che poco ha offerto a noi sfortunati amanti del genere, gli ultimi due mesi sono stati ricchi di novità e Videogiochi con la V maiuscola. Piaccia o non piaccia, <a href="https://www.vgmag.it/223810/the-medium-recensione-tutto-inizia-con-una-review-morta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><em>The Medium</em></strong></a> ha aperto le porte di quest&#8217;anno con un&#8217;avventura sì imperfetta, ma comunque in grado di intrattenere e stuzzicare sotto vari punti di vista. I campioni di Capcom hanno poi sconvolto l&#8217;Internet con la loro <strong><a href="https://www.vgmag.it/222342/resident-evil-village-la-demo-e-disponibile-da-oggi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">demo</a> </strong>di <em>Resident Evil Village</em> (e non dimentichiamoci una certa seducente vampira di tre metri). E, dulcis in fundo, da pochi giorni Tarsier Studios ha pubblicato il tanto atteso sequel dei suoi piccoli incubi: <strong>Little Nightmares 2, un&#8217;avventura horror a puzzle dal forte valore artistico</strong>. Con ancora molti terrificanti titoli in dirittura d&#8217;arrivo, diamo un&#8217;occhiata proprio a quest&#8217;ultimo, uscito su ogni piattaforma la scorsa settimana e già molto discusso nella sua nicchia di appassionati &#8211; per motivi validi. Mentre proviamo a recuperare il sonno tolto da alcuni &#8220;interessanti&#8221; individui, chiudiamo gli occhi e facciamoci piccoli per questa recensione.</p>
<p><iframe title="LITTLE NIGHTMARES II – Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ZXgmmMAQ3r0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Iniziamo subito dal punto più critico: <strong>Little Nightmares 2 non fa esattamente paura.</strong> Qualcuno sta ora pensando che sto ripetendo la stessa tiritera di <em>The Medium</em> (e che sono una specie di robot immune agli spaventi), quindi meglio essere più specifici. Io, come penso chiunque si definisca un amante dell&#8217;horror, ho giocato a un lungo elenco di terrificanti titoli. In confronto a certi brutti colpi che si subiscono da alcuni di questi, l&#8217;opera di Tarsier Studios (ma già dal primo capitolo) non è pensata né studiata per spaventarci a morte e costringerci a ricorrere all&#8217;onnipotente coperta che protegge da tutti i mali. Qui vi è invece un&#8217;aspirazione a <strong>una forma ben diversa di terrore: quello scaturito da un&#8217;ambientazione affascinante ma aliena, piena di elementi contorti e grotteschi</strong> <strong>(per non aggiungere pericolosi) che creano una costante aura di inquietudine mista a bellezza</strong>. Non vi sono jumpscare, non vi è gore, non vi è alcuna costruzione pensata per far saltare il cuore in gola. Al contrario, l&#8217;intera esperienza si sviluppa attorno a una lunga serie di puzzle che devono essere risolti in situazioni sempre più concitate e delicate, in cui ogni errore può costare la vita al nostro protagonista. Condiamo questa formula con qualche gradito inseguimento (che però è sempre inserito all&#8217;interno di un puzzle e non è mai orientato alla mera sopravvivenza) e abbiamo un breve, ma intenso, viaggio attraverso letterali piccoli incubi.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-225471" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2021/02/little-nightmares-2-screenshot-04.png" alt="" width="1920" height="1080" /></p>
<p>Questo vuol dire che i fan dei più terrificanti videogiochi dell&#8217;orrore si annoieranno? Non per forza, semmai il contrario.<strong> I puzzle di Little Nightmares 2, punto focale del gameplay e dell&#8217;esperienza, sono ben costruiti e molto soddisfacenti</strong>. Il gioco sa come guidarci verso la soluzione senza però rivelarcela, permettendoci di usare il cervello e avanzare a piccoli passi senza mai perdere la bussola o rimanere incastrati in enigmi troppo complessi. Parliamo di un genere di avventura che non vuole essere difficile né hardcore, e pertanto si adatta bene anche a chi non è fan dei rompicapi. Gli sviluppatori hanno creato un universo esteticamente sensazionale e affascinante da esplorare, e di certo non desiderano che il giocatore se lo perda perché è rimasto incastrato. Potrebbe sembrare una contraddizione, ma <strong>quest&#8217;opera è perfetta per chi cerca un&#8217;esperienza horror rilassata</strong>. La tensione è suddivisa in più momenti intervallati da frequenti pause e checkpoint, che aiutano a non infastidirsi o perdere la pazienza se si cade vittima di trappole o attacchi di mostri. Attenzione però che, nonostante questo, Little Nightmares 2 non è affatto un videogioco facile o banale: il ragionamento gioca un ruolo importante, e non si può pensare di vedere la fine dell&#8217;incubo senza impegnarsi quel tanto che basta.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-225469" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2021/02/little-nightmares-2-screenshot-02.png" alt="" width="1920" height="1080" /></p>
<p>A questo punto della recensione, potrebbe sorgere una domanda (e probabilmente è già successo). Ma se il gioco non è complesso e nemmeno fa così tanta paura, come giustifichiamo il voto che hai inserito alla fine del testo? E questo è un ottimo dubbio, a cui ora darò risposta. Il vero valore di Little Nightmares 2 è nella sua estetica e nell&#8217;ambientazione. <strong>Pochissime opere riescono a essere contemporaneamente terrificanti e affascinanti, grottesche e carine, come questa</strong>. Presenta sempre un piacevole contrasto sotto questo punto di vista. Da un lato, abbiamo due piccoli teneri protagonisti che collaborano per superare i pericoli, comunicano emozioni tramite i gesti e si meravigliano di fronte a minuscoli piaceri (come saltare sulle mattonelle del parco o sedersi su una panchina per riprendere fiato).</p>
<p>Dall&#8217;altro, invece, ci sono giganteschi mostri deformi che tentano costantemente di catturare o torturare i nostri eroi in modi uno più orripilante degli altri. Da una parte ammiriamo lo charme dei luoghi da incubo che visitiamo, dall&#8217;altra temiamo le insidie che vi si celano dentro &#8211; e andiamo dunque a infilarci consapevolmente in brutti posti pur sapendo cosa ci attende. E ricordiamo, inoltre, di come lo stile sempre associato al maestro Tim Burton qui si sposa perfettamente con l&#8217;idea di gameplay e di narrativa. <strong>Non c&#8217;è dunque da rimanere delusi dal titolo</strong>: se i vostri standard di sfida o di terrore sono flessibili e non cercate solo infarti o scenari macabri, dovete dare una chance a <strong><a href="https://tarsier.se/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tarsier Studios</a></strong> e a questo ben riuscito sequel. C&#8217;è anche una demo, ricordo, se volete un assaggio prima di acquistare il piatto completo.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-225470" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2021/02/little-nightmares-2-screenshot-03.png" alt="" width="1920" height="1080" /></p>
<p>E tornando a parlare di paura, vediamo di fare un breve ma importante appunto. Sebbene il gioco difficilmente riuscirà a farvi urlare in preda al panico o farvi tremare le ginocchia, l&#8217;ambientazione è comunque intrisa di elementi terrificanti. <strong>Little Nightmares 2 si guadagna un posto nel genere horror proprio grazie al suo potere di tenerci sulle spine, creando ansia ludica senza ricorrere a mezzi troppo estremi per i non avvezzi</strong>. Certo, chi mangia orrore a colazione sarà difficilmente smosso da figure orripilanti o musiche dai toni leggeri, ma chi è meno abituato avrà comunque la sua degna dose di incubi con cui condividere il sonno. Specialmente se si rimane facilmente impressionati dalla rappresentazione visiva della paura, fatta da volti contorti, mostri sproporzionati, decorazioni fuori luogo e giochi di luci e ombre. <strong>È un po&#8217; come tornare piccoli e dover attraversare i bui corridoi della nostra casa nel silenzio della notte</strong>: probabilmente nulla vi farà venire un magone o vi terrorizzerà a morte, ma sicuramente non affronterete l&#8217;esperienza con leggerezza. E nemmeno ne avrete un ricordo spensierato il giorno successivo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-225472" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2021/02/little-nightmares-2-screenshot-05.png" alt="" width="1920" height="1080" /></p>
<p>Purtroppo, non tutti i bei incubi durano in eterno, e la brevità di questo in particolare si sente molto. <strong>Little Nightmares 2 è un&#8217;avventura ricca ma corta, forse un po&#8217; troppo per quello che è l&#8217;attuale standard raggiunto dall&#8217;industria</strong>. Ci sono collezionabili e segreti che possono spingere a investire qualche ora in più nel gioco, ma nel complesso basta tirare avanti in maniera decisa e si raggiunge molto velocemente il traguardo. Ne vale certo la pena per quello che è l&#8217;eccezionale comparto artistico sopra descritto, ma potreste volerci ripensare tre volte se questo è il vostro unico acquisto per i mesi a venire. Ci sarebbe piaciuto vedere più approfondito il mondo dell&#8217;opera ed esplorare più facce dei pericoli che lo infestano. Purtroppo ci dobbiamo accontentare del fugace seppur delizioso pasto offerto dagli sviluppatori. In futuro vedremo sicuramente dei DLC e delle espansioni come è stato per il primo capitolo, ma è difficile che questo pensiero tolga del tutto<strong> il retrogusto amaro di una conclusione che arriva troppo in fretta</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-225473" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2021/02/little-nightmares-2-screenshot-06.png" alt="" width="1920" height="1080" /></p>
<p>Cosa abbiamo dunque tra le mani? <strong>Abbiamo un piccolo gioiello ricco di cura per il suo aspetto</strong>, che contiene un&#8217;ambientazione da incubo terribilmente intrigante. Non ci si stufa mai di <em>Little Nightmares</em> e ogni elemento in più che troviamo lungo la via è una gioia per il giocatore. Chi ha adorato il precedente capitolo (che non serve conoscere per apprezzare il secondo) amerà ancora di più questo; e ci sono ottime speranze che vedremo opere sempre migliori e sempre più curate in futuro. La breve durata della storia è forse l&#8217;unico vero problema, ma uno che non si può ignorare visto l&#8217;investimento necessario e la mancanza di buone ragioni per ripetere o ricominciare il viaggio. <strong>Al di là di questo, la qualità va premiata e Little Nightmares 2 si è meritato tutte le lodi tessute dai fan e da chi vi si è approcciato, anche senza conoscere bene il genere</strong>. Non sempre serve un jumpscare o una pioggia di sangue per fare di un&#8217;opera un buon horror.</p>
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		<title>The Medium Recensione &#8211; Tutto inizia con una review morta</title>
		<link>https://www.vgmag.it/223810/the-medium-recensione-tutto-inizia-con-una-review-morta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 09:25:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bloober Team]]></category>
		<category><![CDATA[The Medium]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>The Medium Recensione &#124; Questa review arriva in ritardo. Nel mondo giornalistico odierno, il successo o meno di un articolo dipende in maniera molto stretta dalla velocità di pubblicazione. È infatti importante che, al lancio di un gioco, il pubblico (ovvero voi lettori) abbiate già a disposizione una moltitudine di opinioni da fonti diverse per [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><strong>The Medium Recensione |</strong> Questa review arriva in ritardo. Nel mondo giornalistico odierno, il successo o meno di un articolo dipende in maniera molto stretta dalla velocità di pubblicazione. È infatti importante che, al lancio di un gioco, il pubblico (ovvero voi lettori) abbiate già a disposizione una moltitudine di opinioni da fonti diverse per valutare la qualità e il valore dell&#8217;opera, prima di mettere mano al portafoglio. Allo stesso tempo,<strong> basta qualche giorno per far immediatamente crollare la rilevanza di un articolo come questo</strong>. Tra passaparola e social media, è tanto facile quanto immediato sapere se un titolo è più o meno &#8220;bello&#8221;, ascoltando i racconti di chi l&#8217;ha preso subito ed è già ben immerso nell&#8217;esperienza. Stiamo ora parlando di The Medium, un&#8217;avventura horror uscita già da una settimana, e sto per parlarvi delle mie impressioni su un gioco che i più interessati hanno già finito e disinstallato (specie grazie al contributo su Xbox Game Pass). <strong>Questa review, di conseguenza, è già morta. Eppure, come la nostra <em>Marianne </em>ci insegna, potrebbe esserci qualcosa da imparare anche da chi è già passato oltre</strong>. Proprio questo ritardo nella pubblicazione del pezzo ha permesso di osservare lo strano fenomeno che si è creato intorno a The Medium, dandomi la chance di discutere di fattori che sarebbero stati del tutto ignorati in un ideale lancio della review al day one.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-223827" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2021/02/The-Medium-screenshot-01-XboxSeriesX.png" alt="" width="1920" height="1080" /></p>
<p>Nel mentre mi godevo le meravigliose ambientazioni dell&#8217;ultima opera di Bloober Team, studio di sviluppo su cui avevo già puntato gli occhi con <strong><a href="https://www.vgmag.it/177656/blair-witch-recensione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Blair Witch</em></a></strong>, ho notato molte voci in discordia sul web. Tra chi definisce il titolo come &#8220;<em>il nuovo Silent Hill</em>&#8220;, a chi invece ne decanta le &#8220;<em>enormi lacune</em>&#8221; che lo getterebbero nel dimenticatoio piuttosto che alzarlo sul podio. Un fenomeno come questo è piuttosto normale ai giorni nostri: ognuno ha i propri gusti ed è pronto a condividerli e difenderli nel vasto reame dell&#8217;Internet. Da giornalista, tuttavia, non è qualcosa che si sperimenta spesso sulla propria pelle. Di solito si trascorrono ore gamepad alla mano nella totale solitudine, quando il prodotto ancora deve arrivare sugli scaffali dei negozi (virtuali e non), preparando una recensione senza aver accesso ad alcuna opinione se non la propria. Uno scenario ideale per la valutazione di un gioco, va detto, privo di influenze esterne o pregiudizi basati sul temutissimo Metacritic. Questa volta, invece, <strong>mi sono seduto di fronte alla schermata di avvio di The Medium con gli echi alle spalle di una lotta tra Capolavoro e Mediocrità</strong>. Ed ero curioso. Voglioso di scoprire su quale dei due aghi pende veramente la bilancia. Sono ciechi coloro che gridano alla bellezza dell&#8217;opera o sordi quelli che lamentano una delusione delle aspettative? E così ho osservato, vissuto, analizzato e snocciolato ogni ora dell&#8217;esperienza creata da Bloober Team, e qui vi comunico il risultato della mia ricerca. In una review morta, collocata però in un mondo solitamente inaccessibile che, forse, potrebbe avere qualcosa ancora da insegnare.</p>
<p><iframe title="The Medium - Official Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/iJCE9umarQ0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>The Medium è un&#8217;avventura principalmente narrativa e dalle tinte horror, pubblicata da Bloober Team (autori di <strong><a href="https://www.vgmag.it/213783/observer-system-redux-recensione-il-grande-fratello-cyberpunk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Observer: System Redux</em></a></strong> e <em>Layers of Fear</em>) su PC e Xbox Game Pass come prima esclusiva Microsoft next-gen. Un ruolo importante, questo, specie in un panorama dove Sony ha spesso preso il sopravvento sul pubblico proprio grazie alle esclusive. <strong>Caratteristica unica e punto forte del gioco è la meccanica del Dual Reality, che gli sviluppatori sostengono sia stata realizzata solo grazie agli hardware di nuova generazione</strong>. Noi non visiteremo solo un mondo durante il nostro viaggio, ma una realtà divisa in due facce &#8211; sopra e sotto, prima e dopo, vita e morte. <strong>In diversi momenti di trama esploreremo entrambi gli universi contemporaneamente</strong>, cercando strumenti in una che possano aprire la via nell&#8217;altra o unificando le due visioni per raggiungere la soluzione a un mistero. Assieme a questo, ci vengono promessi <strong>un&#8217;atmosfera terrificante e meravigliosa ispirata alla mente dell&#8217;artista dell&#8217;incubo Zdzisław Beksiński</strong>, e una colonna sonora d&#8217;impatto che vede la collaborazione di Akira Yamaoka, compositore della serie di <em>Silent Hill</em>. Un mix del genere avrebbe potuto far nascere l&#8217;horror del secolo se consideriamo le aspettative, eppure la verità pare diversa (per dar credito a quelle voci di cui ho parlato nella premessa). Improvvisandomi medium, cercherò ora di spiegarvi il motivo dietro a questa divisione di opinioni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-223828" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2021/02/The-Medium-screenshot-02-XboxSeriesX.png" alt="" width="1920" height="1080" /></p>
<p>Innanzitutto, The Medium è un gioco horror piuttosto mediocre. Prima di distruggere però le speranze degli appassionati del genere, lasciate che illustri il perché. L&#8217;opera di Bloober Team non ha mai puntato ai tipici canoni del terrore, quali gore, tensione, ansia o (ehw) jumpscare. <strong>Ciò che si è visto nel percorso di questo studio di sviluppo è un altro tipo di orrore, quello di un mondo vivo e tangibile che possiamo sentire sulla nostra pelle, ma che si dimostra anche privo di pietà e spietato nel decidere il fato dei suoi abitanti</strong>. A volte si è deciso di prendere una spunta più mistica (<em>Blair Witch</em>) o di studiare le conseguenze di un futuro distopico (<em>Observer</em>), ma la paura è sempre nata dalla capacità del team di coinvolgere il giocatore negli eventi a schermo e farlo avanzare verso un destino o una verità che si sa non essere luminosa. Così è anche il nostro &#8220;The Mehdium&#8221;, ma un po&#8217; troppo &#8220;meno&#8221; rispetto al solito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #931732;"><strong> The Medium non ha mai puntato ai tipici canoni del terrore, risultando ai più come un titolo &#8220;troppo poco&#8221; horror.</strong></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al di là di accadimenti più concitati che si contano sulle dita di una mano, il titolo non riesce mai a spaventare il giocatore (neanche ci prova, ad essere onesti). <strong>Classificare l&#8217;opera come un horror è forse fuori luogo, di conseguenza</strong>. Potrebbe essere tale per chi non ha mai esplorato bene il genere o chi ha i nervi più delicati, ma basta aver finito un <em>Outlast </em>o un <em>Silent Hill </em>(o una qualunque delle altre produzioni di Bloober Team) per non provare il minimo terrore di fronte ai &#8220;pericoli&#8221; di questo ultimo arrivo. Se dunque siete alla ricerca di una bella scarica di adrenalina o qualcosa che vi faccia saltare il cuore in gola, purtroppo non troverete nulla qui.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-223833" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2021/02/The-Medium-screenshot-07-XboxSeriesX.png" alt="" width="1920" height="1080" /></p>
<p>Ma se il lato horror di The Medium è certamente debole, così non si può dire della sua capacità di tenere il fiato sospeso. Pur senza i tipici &#8220;infarti&#8221; del genere,<strong> la narrazione e l&#8217;atmosfera dell&#8217;opera bastano a tenerci incollati alla sedia dall&#8217;inizio alla fine dell&#8217;esperienza</strong>. Partire da quello che è un vero mistero e svelarne le varie sfaccettature attraverso cenni molto più reali e storici di quanto si possa intendere all&#8217;inizio, questo sì che fa paura. Basta soffermarsi un momento ad analizzare i veri terrori che si celano dietro ai mondi e alle vicende creati da Bloober Team per trovare il vero orrore. <strong>Un approccio molto più spirituale e ragionativo se vogliamo, ma certo in grado di regalare molte soddisfazioni</strong>. Bisogna sempre lodare la cura e l&#8217;impegno quando sono tangibili nel risultato finale, e qui lo sono. Tornando quindi a parlare di appeal: se siete appassionati di questa categoria di videogiochi, quelli in grado di stuzzicarvi il cervello e accompagnarvi passo dopo passo senza perdere la sua magia, DOVETE dare una chance a The Medium. Specie se avete Game Pass o se intendevate acquistarlo dallo store.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-223832" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2021/02/The-Medium-screenshot-06-XboxSeriesX.png" alt="" width="1920" height="1080" /></p>
<p>Tralasciando l&#8217;appartenenza o meno del titolo al suo genere, passiamo a parlare di gameplay. E rimettiamo nuovamente in discussione la qualità dell&#8217;esperienza (sta diventando un pattern ciclico, non trovate?). Purtroppo, come già si è visto in molti giochi simili a questo (e nella storia di Bloober Team), <strong>meccaniche e lato tecnico lasciano molto a desiderare</strong>. Ci troviamo su un sottile velo fatto di spunti interessanti e puzzle azzeccati che impediscono al tutto di ricadere nella categoria dei &#8220;Walking Simulator&#8221;, così chiamati in modo dispregiativo. L&#8217;esplorazione lineare e gli enigmi ambientali si sposano perfettamente con la bellezza dell&#8217;ambientazione e dell&#8217;atmosfera, ma c&#8217;è ben poco da fare se non scervellarsi su questi due aspetti &#8211; e nemmeno troppo, dato che la difficoltà è stata bilanciata per non bloccare l&#8217;avanzamento nella storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #931732;">Ci troviamo su un sottile velo fatto di spunti interessanti e puzzle azzeccati che impediscono al tutto di ricadere nella categoria dei &#8220;Walking Simulator&#8221;</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le scene più sul lato action sono legnose e poco coinvolgenti, i nemici sono un fastidio e mai un pericolo, l&#8217;inclusione dello stealth crea solo confusione e c&#8217;è in generale una mancanza di creatività nella realizzazione del gameplay vero e proprio</strong>. A volte è addirittura un peccato incontrare un mostro, perché toglie tempo all&#8217;eccellente narrazione per sostituirla con un generico confronto privo di profondità. La sua unica funzione, così si potrebbe dire, è quella di spezzare il ritmo e aggiungere un pizzico di tensione al mix. Molto più spesso di quanto si voglia, però, questa fallisce nel suo intento. Infine, è un peccato che il tanto discusso Dual Reality system non abbia un ruolo di sufficiente impatto e sia il più delle volte un&#8217;aggiunta gradevole e niente di più. Come prima esclusiva di Microsoft, <strong>questo videogioco non è in grado di rappresentare pienamente la nuova generazione</strong>, con tutte le delusioni di chi si aspettava quel gran salto di qualità promesso dalle nuove console.</p>
<p><iframe title="The Medium - Behind The Scenes: The Music of The Spirit World" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/lJghoRSqgp8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Rimuoviamo però la triste patina di gameplay e cosa troviamo? <strong>Meraviglia visiva e auditiva impacchettata in un comparto artistico che non finisce di stupire</strong>. The Medium è un bel gioiello nel suo aspetto e nella sua atmosfera, entrambi enfatizzati dalla stupenda colonna sonora che mai sbaglia una nota. La musica riesce perfettamente a incapsulare i sentimenti e lo scopo di una particolare scena, trasmettendoli al giocatore in uno stile che solo questo strumento può pensare di raggiungere. L&#8217;inclusione di artisti del calibro di Yamaoka non è stata solo mera propaganda, ma <strong>l&#8217;invito ad aprire le orecchie e lasciarsi trasportare dal comparto audio del gioco</strong> &#8211; che coinvolge anche un ottimo utilizzo degli effetti sonori, sia per creare stupore che tensione. Occhiolino anche ai doppiatori, credibili e azzeccati nella rappresentazione dei loro personaggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #931732;">The Medium è un bel gioiello nel suo aspetto e nella sua atmosfera, entrambi enfatizzati dalla stupenda colonna sonora che mai sbaglia una nota.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>E qui si potrebbe aprire un&#8217;enorme parentesi sulla grafica, ma basta un rapido sguardo alle prime sequenze per capire che le parole non sono sufficienti. A parte i modelli degli umani (molto meno impressionanti del resto), il Resort Niwa e i luoghi che lo circondano sono ricchi di cura e di meraviglie su cui posare gli occhi. E va da sé che, grazie al Dual Reality, possiamo godere di due varianti entrambe accattivanti delle stesse ambientazioni. <strong>Dove il reale vince per accuratezza storica e credibilità delle località, il mondo degli spiriti offre scorci e panorami magici e visivamente fuori dal comune</strong>. Chi ha apprezzato setting come il Sottosopra di <em>Stranger Things </em>o la foresta di <em>Blair Witch </em>troverà pane per i suoi denti anche in questo piccolo gioiello. Se desiderate un ulteriore approfondimento sul tema, vi consiglio di dare un&#8217;occhiata all&#8217;articolo dei nostri colleghi di GamesVillage, <strong><a href="https://www.gamesvillage.it/7043240/the-medium-e-larte-di-zdzislaw-beksinski/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Medium e l’arte di Zdzisław Beksiński</a></strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-223830" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2021/02/The-Medium-screenshot-04-XboxSeriesX.png" alt="" width="1920" height="1080" /></p>
<p>Ora che abbiamo visto i vari su e i diversi giù del titolo, <strong>è facile capire da dove derivino tutte queste discussioni sul valore complessivo del prodotto di Bloober Team</strong>. È impossibile non premiare la cura e l&#8217;amore che lo sviluppatore ha infuso in questo ambizioso progetto, e non si può storcere il naso di fronte a un così lodevole comparto artistico. Al contempo, il gameplay non riesce a tenersi in pari con quest&#8217;ultimo e lascia molto a desiderare. Allo stesso tempo, è difficile classificare l&#8217;esperienza come &#8220;horror&#8221; se si è avvezzi al genere, data la presenza di scenari veramente terrificanti nel senso stretto della parola. Nel complesso, dunque? Per il sottoscritto, ragazzo appassionato di storie e di ambientazioni intriganti, i lati negativi non sono bastati a frenare la mia curiosità e spingermi a correre per corridoi e sentieri fino a svelare il mistero e raggiungere la conclusione del viaggio, che devo dire chiude perfettamente il cerchio che si va a formare in corso d&#8217;opera.</p>
<p><strong>Se quindi siete disposti a vivere un quasi-Walking Simulator e sopportare i segmenti più goffi dell&#8217;esperienza, non vi pentirete di cosa si cela sotto la superficie</strong>. Ma qualora ciò che state cercando sia l&#8217;adrenalina dello spavento o la tensione del gameplay dell&#8217;orrore, vi conviene infilare il naso in altri mondi. Infine, a tutti coloro che sono arrivati fino in fondo, dedico un consiglio: approfondite The Medium, anche se non lo volete giocare. Affondate la mente nell&#8217;universo che si cela sotto all&#8217;arte del videogioco, abbandonando ogni tanto la normale dimensione di grafica e gameplay per apprezzare il lavoro artistico nascosto dall&#8217;altro lato. Non saremo certo <em>Marianne</em>, ma certo possiamo seguire le sue orme.</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/223810/the-medium-recensione-tutto-inizia-con-una-review-morta/">The Medium Recensione &#8211; Tutto inizia con una review morta</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Call of the Sea Recensione &#8211; Bello il mio Cthulhu</title>
		<link>https://www.vgmag.it/219178/call-of-the-sea-recensione-bello-il-mio-cthulhu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2020 10:02:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Call of the Sea]]></category>
		<category><![CDATA[Out of the Blue]]></category>
		<category><![CDATA[Raw Fury]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Call of the Sea Recensione &#124; Dunque, penso che quest&#8217;oggi tutti quanti abbiano almeno sentito nominare H.P. Lovecraft e le sue opere del terrore. Oppure, se proprio non l&#8217;autore in persona, una delle sue creature: la famosissima star degli oceani e della pazzia Cthulhu, o uno dei suoi fratelli antichi e innominabili. Il bagaglio di [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/219178/call-of-the-sea-recensione-bello-il-mio-cthulhu/">Call of the Sea Recensione &#8211; Bello il mio Cthulhu</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><strong>Call of the Sea Recensione |</strong> Dunque, penso che quest&#8217;oggi tutti quanti abbiano almeno sentito nominare H.P. Lovecraft e le sue opere del terrore. Oppure, se proprio non l&#8217;autore in persona, una delle sue creature: la famosissima star degli oceani e della pazzia <em>Cthulhu</em>, o uno dei suoi fratelli antichi e innominabili. <strong>Il bagaglio di incubi partorito dalla mente del geniale scrittore è stato un pilastro del genere horror anche per quanto riguarda i videogiochi</strong>, ispirano direttamente opere come <em>Call of Cthulhu </em>e <em>Bloodborne &#8211;</em> per non citarne un&#8217;altra infinità. Da appassionato, posso ormai affermare con certezza che il lato spaventoso dell&#8217;opera di H.P. è già stato proposto in centinaia di varianti, tutte un po&#8217; con lo stesso sapore ormai. Eppure Out of the Blue, giovane casa di sviluppo impegnata nel suo primo lancio, ha deciso di invertire la rotta e provare qualcosa di nuovo. <strong>Il suo titolo di debutto è Call of the Sea, un&#8217;avventura lovecraftiana non horror incentrata unicamente sul mistero e sulla ricerca</strong>. Tenebrosi templi lasciano spazio a maestosi paesaggi, culti e sette vengono sostituiti da affascinanti culture indigene, e per una volta l&#8217;atmosfera punta più sul fattore meraviglia che sull&#8217;inquietudine. L&#8217;opera è disponibile su Windows, Xbox One e Xbox Series X|S. Io non vedo l&#8217;ora di parlarvi di questo piccolo e prezioso esperimento, quindi addentriamoci in questa recensione.</p>
<p><iframe title="Call of the Sea - Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/w39ml-My7qM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Allora, cari investigatori dell&#8217;occulto, come si racconta una storia di Lovecraft senza l&#8217;orrore? Questa è una sfida interessante, specie per chi ha sempre apprezzato il worldbuilding dell&#8217;autore più del conteggio cadaveri delle sue opere (a volte pure inesistente). Le leggende dei Grandi Antichi e il loro operato sulla civiltà umana sono elementi affascinanti per un amante della narrativa, che spesso purtroppo tengono lontani i potenziali fan a causa del loro inserimento in prodotti di paura &#8211; meglio riusciti e non. <strong>Out of the Blue decide quindi di presentare una vicenda interamente narrativa, ricca di esplorazioni e puzzle, che punta il cannocchiale sulla bellezza del mistero</strong>. Nonostante vengano mantenuti i capisaldi della scrittura di H.P. (pazzia, abissi, morti) tutto è circoscritto in un&#8217;atmosfera leggera e piacevole, persino maestosa. Se cercate un titolo che vi possa far saltare dalla sedia o far accapponare la pelle, siete sulla strada sbagliata.</p>
<figure id="attachment_219196" aria-describedby="caption-attachment-219196" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-219196 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2020/12/call-of-the-sea-screenshot-03.png" alt="" width="1920" height="1080" /><figcaption id="caption-attachment-219196" class="wp-caption-text">Un aspetto fondamentale del gioco è che certi enigmi possono essere risolti anche senza trovare tutti gli indizi. Sta a voi decidere se usare la testa o le gambe.</figcaption></figure>
<p>Parlando della vera e propria trama, ovvero il motore di Call of the Sea, possiamo ritenerci soddisfatti. Le vicende narrate non sono nulla di eccezionalmente originale, semmai al contrario qualcosa di molto familiare e riconoscibile. La nostra protagonista, una donna vittima di sogni ricorrenti e di una strana malattia cutanea, si mette sulle tracce del marito scomparso in circostanze strane durante una spedizione. Il viaggio la conduce su un&#8217;isola della Polinesia francese, che scopre essere teatro di artefatti perduti, rituali occulti ed eventi inspiegabili legati alla sparizione del compagno di vita. Ciò che segue è un mix bilanciato di esplorazione e narrazione. Nel mentre ricomponiamo il puzzle del mistero che avvolge l&#8217;atollo attraverso brevi dialoghi ed esposizioni più visive che testuali, ammiriamo la bellezza dell&#8217;ambientazione creata da Out of the Blue e ci scervelliamo su acuti rompicapi. <strong>Un applauso va fatto al ritmo dell&#8217;opera, che riesce nella sua brevità ad alternare magistralmente il gameplay con il racconto</strong>, donando costantemente un senso di avanzamento e di progresso che tiene incollati allo schermo tra un ragionamento e l&#8217;altro. Un titolo quindi adatto a chi adora i segreti e gli enigmi, specie quando c&#8217;è da lavorare di testa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #931732;"><strong>E se, per una volta, il risveglio dei Grandi Antichi fosse teatro di una storia d&#8217;amore?</strong></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nulla di tutto questo però sarebbe possibile senza un degno comparto grafico, e quello di Call of the Sea lascia parecchio di cui discutere. A livello estetico, la scelta di colori e di atmosfera è azzeccatissimo per quello che è l&#8217;obiettivo degli sviluppatori. <strong>Tinte calde e un&#8217;elevata quantità di luce accompagnano il giocatore in un mondo variopinto che trasmette molti tipi di sentimenti, dal piacere esotico della scoperta alla grandezza opprimente dell&#8217;opera lovecraftiana</strong>. È stupendo poter godere, per una volta, di un mood leggero e piacevole, quasi rilassante (sensazioni solitamente aliene nei miti di <em>Cthulhu</em> e compagnia). C&#8217;è tuttavia da sottolineare che non è oro tutto ciò che luccica: <strong>la grafica non grida al miracolo e alcuni suoi elementi stonano con il resto</strong> &#8211; l&#8217;orrenda acqua delle cascate è in sé più terrificante delle gigantesche creature marine che passano ogni tanto a salutare. Inoltre si è scelto un approccio più cartoonesco che realistico alla ricostruzione dell&#8217;isola polinesiana, decisione che per molti sarà gradita e per altri dannata, nessuna via di mezzo.</p>
<figure id="attachment_219197" aria-describedby="caption-attachment-219197" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-219197 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2020/12/call-of-the-sea-screenshot-04.png" alt="" width="1920" height="1080" /><figcaption id="caption-attachment-219197" class="wp-caption-text">L&#8217;unico vero orrore primordiale.</figcaption></figure>
<p>Arriviamo infine a parlare del gameplay, dopo una lunga panoramica sui pilastri di Call of the Sea. Sebbene chiamarlo &#8220;walking simulator&#8221; sarebbe pari a un insulto, è indubbio vero che in questo titolo si cammina molto, e questo costituisce gran parte dell&#8217;avventura. <strong>Gli sviluppatori hanno fatto il possibile per rendere gli spostamenti piacevoli, rimpicciolendo le mappe e arricchendole di elementi da analizzare e con cui interagire</strong>. Questo rende l&#8217;esplorazione decisamente più leggera e gradevole rispetto a opere simili, sebbene rimanga ben presente la lentezza di una tale esperienza. Ci sono poi alcuni elementi come le lunghe animazioni per le scale che rendono l&#8217;esplorazione un tantino tediosa e fastidiosamente apatica (seriamente, come fa questa donna a essere così moscia nel salire e scendere?). Questa costante oppressione di calma aiuta a costruire l&#8217;ambientazione e ad alimentare il senso di meraviglia quando ci troveremo finalmente di fronte ai grandi misteri lovecraftiani, ma è purtroppo difficile conviverci se siete giocatori frettolosi o amanti dell&#8217;azione.</p>
<figure id="attachment_219194" aria-describedby="caption-attachment-219194" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-219194 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2020/12/call-of-the-sea-screenshot-01.png" alt="" width="1920" height="1080" /><figcaption id="caption-attachment-219194" class="wp-caption-text">Non che ogni tanto non si possa tornare ad atmosfere e colori familiari. Ora, questo sì che è un classico.</figcaption></figure>
<p>Al contrario, lode sia ai puzzle. <strong>Creare un titolo basato su rompicapi non è un&#8217;impresa facile</strong>, questo a causa di due rischi. Il primo è quello di creare enigmi troppo semplici, che non richiedono alcun ragionamento al giocatore e annullano completamente il proprio scopo (i recenti titoli <em>Pokémon</em> sono specialmente vittima di questo fenomeno). D&#8217;altro canto, un&#8217;eccessiva dose di difficoltà e astrusità in questi e il fruitore dell&#8217;esperienza potrebbe abbandonarla dopo poche ore, per via della stanchezza e della frustrazione. Realizzare un buon puzzle game vuol dire rimanere su quella via di mezzo dove la nostra mente gioca un ruolo chiave, ma il titolo fornisce abbastanza indizi da non lasciarci vagare nel buio per troppo tempo. Call of the Sea può quindi definirsi un ottimo esempio di questo: <strong>la costruzione dei rompicapi e molte opzioni di quality of life </strong>(tra cui un taccuino che automaticamente prende nota di tutto l&#8217;essenziale per raggiungere la soluzione)<strong> fanno sì che il viaggio sia soddisfacente e rapido senza tempi morti o muri insuperabili</strong>. Ci sentiremo veri e propri detective dalla mente espansa, e poco importa se questo è dovuto alle nostre effettive capacità o dagli incentivi della protagonista &#8211; che non fa che complimentarsi con sé stessa (ergo noi) a ogni mistero svelato.</p>
<figure id="attachment_219195" aria-describedby="caption-attachment-219195" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-219195 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2020/12/call-of-the-sea-screenshot-02.png" alt="" width="1920" height="1080" /><figcaption id="caption-attachment-219195" class="wp-caption-text">Indizi e documenti importanti vengono automaticamente annotati, così da avere sempre sotto mano i pezzi per risolvere gli enigmi.</figcaption></figure>
<p>In conclusione, Out of the Blue ha saputo dimostrare che è possibile sovvertire la natura di un&#8217;opera senza intaccarne la bellezza. <strong>Chi è interessato agli orrori di Lovecraft ma non ha la passione per spaventi e ansie può tranquillamente rivolgersi a Call of the Sea, che lo accompagnerà in un viaggio intrigante e meraviglioso dall&#8217;inizio alla fine</strong>. Sebbene breve, l&#8217;opera possiede un giusto ritmo e una serie di trofei abbastanza ampia da non stufare, ma nemmeno lasciare con la bocca asciutta. Alcuni elementi potrebbero stonare con la vostra concezione di buon titolo narrativo ispirato all&#8217;occulto, tra cui l&#8217;atmosfera molto più luminosa del solito, ma alla fine è questione di gusti. Gusti che questo titolo ha bene in mente e riesce a soddisfare, dando vita a una vicenda che troverà favore nella sua nicchia di appassionati. Superata la lentezza dell&#8217;avanzamento e qualche elemento estetico fuori posto, non resta che lasciarsi cullare dal fascino del mistero e vedere fin dove vogliamo spingerci: toccare solo la superficie, o scendere verso i più bui abissi?</p>
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		<title>[TGA 2020] The Last of Us Part II vince il premio Best Game Direction</title>
		<link>https://www.vgmag.it/217658/tga-2020-the-last-of-us-part-ii-vince-il-premio-best-game-direction/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 02:38:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[The Game Awards 2020]]></category>
		<category><![CDATA[The Last of Us Part II]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>È arrivato il momento di scoprire il vincitore di uno dei più importanti riconoscimenti dei The Game Awards 2020: il premio Best Game Direction, dedicato ai giochi e agli studio che hanno potuto contare su un&#8217;eccellente regia. Con un presentatore d&#8217;eccezione come Keanu Reeves, l&#8217;evento svela l&#8217;opera che si è meritata più di tutte questo [&#8230;]</div>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>È arrivato il momento di scoprire il vincitore di uno dei più importanti riconoscimenti dei The Game Awards 2020: il premio Best Game Direction, dedicato ai giochi e agli studio che hanno potuto contare su un&#8217;eccellente regia. Con un presentatore d&#8217;eccezione come Keanu Reeves, l&#8217;evento svela l&#8217;opera che si è meritata più di tutte questo trofeo. Ed è nientemeno che <strong>The Last of Us Part II, che si porta a casa il Best Game Direction</strong>. Gli altri candidati erano <em>Final Fantasy VII Remake, Ghost of Tsushima, Hades </em>e <em>Half-Life Alyx</em>.</p>
<p>https://twitter.com/thegameawards/status/1337224778277523458?s=20</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/217658/tga-2020-the-last-of-us-part-ii-vince-il-premio-best-game-direction/">[TGA 2020] The Last of Us Part II vince il premio Best Game Direction</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>[TGA 2020] Monster Hunter Rise riceve un nuovo trailer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 02:04:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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		<category><![CDATA[Monster Hunter Rise]]></category>
		<category><![CDATA[The Game Awards 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Cacciatori di mostri, preparatevi al prossimo viaggio. Nel mentre i The Game Awards 2020 procedono a pieno ritmo, abbiamo un nuovo trailer per Monster Hunter Rise, il capitolo della leggendaria serie Capcom pensato per Nintendo Switch. Nel video possiamo dare un&#8217;occhiata alla grafica, che certo è impressionante per un titolo del genere, e anche qualche [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Cacciatori di mostri, preparatevi al prossimo viaggio. Nel mentre i The Game Awards 2020 procedono a pieno ritmo, <strong>abbiamo un nuovo trailer per Monster Hunter Rise, il capitolo della leggendaria serie Capcom pensato per Nintendo Switch</strong>. Nel video possiamo dare un&#8217;occhiata alla grafica, che certo è impressionante per un titolo del genere, e anche qualche attacco acrobatico contro una vasta serie di creature. Il titolo sarà disponibile a partire dal 26 marzo 2021, ma è prevista una demo per gennaio. Date un&#8217;occhiata al trailer qui sotto per ulteriori dettagli.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">WOW! An amazing new look at <a href="https://twitter.com/monsterhunter?ref_src=twsrc%5Etfw">@MonsterHunter</a> Rise coming to Nintendo Switch in this <a href="https://twitter.com/hashtag/TheGameAwards?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#TheGameAwards</a> World Premiere! <a href="https://t.co/8dZMCzXdyH">pic.twitter.com/8dZMCzXdyH</a></p>
<p>&mdash; The Game Awards (@thegameawards) <a href="https://twitter.com/thegameawards/status/1337216131510112257?ref_src=twsrc%5Etfw">December 11, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/217619/tga-2020-monster-hunter-rise-riceve-un-nuovo-trailer/">[TGA 2020] Monster Hunter Rise riceve un nuovo trailer</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>[TGA 2020] Returnal mostra nuove sequenze di gameplay</title>
		<link>https://www.vgmag.it/217600/tga-2020-returnal-mostra-nuove-sequenze-di-gameplay/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 01:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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		<category><![CDATA[Returnal]]></category>
		<category><![CDATA[The Game Awards 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Continua la serata dei The Game Awards 2020, ricca di annunci e di sorprese per i videogiocatori di tutto il mondo. È arrivato il momento di dare un&#8217;occhiata più approfondita a Returnal, un roguelike in arrivo su PlayStation 5 da parte di PlayStation Studios. Sul palcoscenico dell&#8217;evento è stato mostrato un nuovo trailer gameplay con [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/217600/tga-2020-returnal-mostra-nuove-sequenze-di-gameplay/">[TGA 2020] Returnal mostra nuove sequenze di gameplay</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Continua la serata dei The Game Awards 2020, ricca di annunci e di sorprese per i videogiocatori di tutto il mondo. <strong>È arrivato il momento di dare un&#8217;occhiata più approfondita a Returnal, un roguelike in arrivo su PlayStation 5 da parte di PlayStation Studios</strong>. Sul palcoscenico dell&#8217;evento è stato mostrato un nuovo trailer gameplay con varie sequenze di gioco, che già appare molto più accattivante rispetto al passato. È stata svelata anche la data di uscita: Returnal sarà disponibile il 19 marzo 2021. Non così lontano come si potrebbe pensare.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">From <a href="https://twitter.com/PlayStation?ref_src=twsrc%5Etfw">@PlayStation</a> studios, here is a new look at Returnal in this World Premiere!! <a href="https://twitter.com/hashtag/TheGameAwards?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#TheGameAwards</a> <a href="https://t.co/P4VccbuOU5">pic.twitter.com/P4VccbuOU5</a></p>
<p>&mdash; The Game Awards (@thegameawards) <a href="https://twitter.com/thegameawards/status/1337210117222121472?ref_src=twsrc%5Etfw">December 11, 2020</a></p></blockquote>
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		<title>[TGA 2020] Il miglior multiplayer dell&#8217;anno è Among Us</title>
		<link>https://www.vgmag.it/217596/tga-2020-il-miglior-multiplayer-dellanno-e-among-us/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 01:32:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Among Us]]></category>
		<category><![CDATA[The Game Awards 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>I The Game Awards 2020 stanno continuando a emozionarci con trofei e annunci a tutto spiano. Ci spostiamo ora sul miglior multiplayer dell&#8217;anno, un riconoscimento speciale per un anno in cui i videogiochi sono stati un importante mezzo per restare insieme a distanza. E a vincere il premio Best Multiplayer è proprio Among Us, il [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/217596/tga-2020-il-miglior-multiplayer-dellanno-e-among-us/">[TGA 2020] Il miglior multiplayer dell&#8217;anno è Among Us</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>I The Game Awards 2020 stanno continuando a emozionarci con trofei e annunci a tutto spiano. Ci spostiamo ora sul miglior multiplayer dell&#8217;anno, un riconoscimento speciale per un anno in cui i videogiochi sono stati un importante mezzo per restare insieme a distanza. <strong>E a vincere il premio Best Multiplayer è proprio Among Us, il popolarissimo titolo di impostori e tipi sospetti</strong>. Gli altri candidati erano <em>Animal Crossing: New Horizons, Call of Duty: Warzone, Fall Guys</em> e <em>Valorant</em>.</p>
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<p><a href="https://twitter.com/thegameawards/status/1337207802448605184?s=20">https://twitter.com/thegameawards/status/1337207802448605184?s=20</a></p>
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		<title>[TGA 2020] Un primo sguardo al nuovo Dragon Age</title>
		<link>https://www.vgmag.it/217565/tga-2020-un-primo-sguardo-al-nuovo-dragon-age/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 00:50:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bioware]]></category>
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		<category><![CDATA[The Game Awards 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Migliaia e migliaia di giocatori in tutto il mondo stanno ora seguendo i The Game Awards 2020 per un unico motivo: Bioware, e il suo nuovo Dragon Age. La saga che ha conquistato il cuore di innumerevoli appassionati sta per tornare in azione, e sul palcoscenico di questo importante evento apprendiamo dettagli su cosa ci [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/217565/tga-2020-un-primo-sguardo-al-nuovo-dragon-age/">[TGA 2020] Un primo sguardo al nuovo Dragon Age</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Migliaia e migliaia di giocatori in tutto il mondo stanno ora seguendo i The Game Awards 2020 per un unico motivo: Bioware, e il suo nuovo Dragon Age. La saga che ha conquistato il cuore di innumerevoli appassionati sta per tornare in azione, e sul palcoscenico di questo importante evento apprendiamo dettagli su cosa ci aspetta. Il nuovo capitolo sembra si chiamerà solo Dragon Age, e conosciamo il setting attraverso una piccola cinematica. Potete trovarla qui sotto, se siete curiosi. Rimaniamo in attesa di ulteriori informazioni: la serata non è finita, e chissà cosa Bioware potrebbe avere pronto da mostrare ai suoi fan.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">Here it is!!! The new DRAGON AGE World Premiere by <a href="https://twitter.com/bioware?ref_src=twsrc%5Etfw">@Bioware</a>! <a href="https://twitter.com/hashtag/TheGameAwards?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#TheGameAwards</a>! <a href="https://t.co/XIn19vn0VF">pic.twitter.com/XIn19vn0VF</a></p>
<p>&mdash; The Game Awards (@thegameawards) <a href="https://twitter.com/thegameawards/status/1337197020755288066?ref_src=twsrc%5Etfw">December 11, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/217565/tga-2020-un-primo-sguardo-al-nuovo-dragon-age/">[TGA 2020] Un primo sguardo al nuovo Dragon Age</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>[TGA 2020] Ghost of Tsushima vince il premio Best Art Direction</title>
		<link>https://www.vgmag.it/217550/tga-2020-ghost-of-tsushima-vince-il-premio-best-art-direction/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 00:39:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ghost of Tsushima]]></category>
		<category><![CDATA[The Game Awards 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>I The Game Awards 2020 sono iniziati da poco, ma già ci hanno graziato con un lungo elenco di annunci e anteprime. La serata continua con un nuovo riconoscimento: il premio Best Art Direction, vinto da nientemeno che Ghost of Tsushima. Il titolo di Sucker Punch è riuscito a battere concorrenti molto forti e spiccare [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/217550/tga-2020-ghost-of-tsushima-vince-il-premio-best-art-direction/">[TGA 2020] Ghost of Tsushima vince il premio Best Art Direction</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>I The Game Awards 2020 sono iniziati da poco, ma già ci hanno graziato con un lungo elenco di annunci e anteprime. La serata continua con un nuovo riconoscimento: <strong>il premio Best Art Direction, vinto da nientemeno che Ghost of Tsushima</strong>. Il titolo di Sucker Punch è riuscito a battere concorrenti molto forti e spiccare come il miglior gioco sotto il punto di vista del comparto artistico, un trofeo più che meritato. Gli avversari erano <em>Final Fantasy VII Remake, Hades, Ori and the Will of the Wisps </em>e <em>The Last of Us Part II</em>.</p>
<p>https://twitter.com/thegameawards/status/1337194768657383424?s=20</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/217550/tga-2020-ghost-of-tsushima-vince-il-premio-best-art-direction/">[TGA 2020] Ghost of Tsushima vince il premio Best Art Direction</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>[TGA 2020] Il premio Best Ongoing Game va a No Man&#8217;s Sky</title>
		<link>https://www.vgmag.it/217540/tga-2020-il-premio-best-ongoing-game-va-a-no-mans-sky/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 00:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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		<category><![CDATA[No Man's Sky]]></category>
		<category><![CDATA[The Game Awards 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Siamo entrati finalmente nel vivo dei The Game Awards 2020, uno dei più importanti e attesi eventi di tutto l&#8217;anno. Ad arricchire la prima ora della serata abbiamo un nuovo riconoscimento: il premio Best Ongoing Game, che viene aggiudicato da No Man&#8217;s Sky. Nonostante il disastroso lancio, l&#8217;opera è riuscita a rialzarsi e a diventare [&#8230;]</div>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p>Siamo entrati finalmente nel vivo dei The Game Awards 2020, uno dei più importanti e attesi eventi di tutto l&#8217;anno. Ad arricchire la prima ora della serata abbiamo un nuovo riconoscimento: <strong>il premio Best Ongoing Game, che viene aggiudicato da No Man&#8217;s Sky</strong>. Nonostante il disastroso lancio, l&#8217;opera è riuscita a rialzarsi e a diventare un gioco di tutto rispetto, meritevole di questo riconoscimento. Gli altri candidati erano <em>Apex Legends, Destiny 2, Call of Duty: Warzone</em> e <em>Fortnite</em>.</p>
<p>https://twitter.com/thegameawards/status/1337193133113688065?s=20</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/217540/tga-2020-il-premio-best-ongoing-game-va-a-no-mans-sky/">[TGA 2020] Il premio Best Ongoing Game va a No Man&#8217;s Sky</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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