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	<title>Davide Maiorana, Autore presso Vgmag.it</title>
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	<title>Davide Maiorana, Autore presso Vgmag.it</title>
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		<title>Killer Frequency VR Recensione: uno show radiofonico bello da morire!</title>
		<link>https://www.vgmag.it/256877/killer-frequency-vr-recensione-uno-show-radiofonico-bello-da-morire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Maiorana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 14:23:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Killer Frequency VR Recensione &#124; C&#8217;è qualcosa nell&#8217;estetica degli anni &#8217;80 di distintivo e unico: la ritroviamo nei vecchi film, nei videoclip e nella moda dell&#8217;epoca. Un periodo storico caratterizzato da eventi memorabili come la fine della guerra fredda, il lancio degli Space Shuttle e tanti altri eventi che ricordiamo ancora oggi. Tuttavia, dobbiamo ricordarci che [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><em><strong>Killer Frequency VR Recensione |</strong></em> C&#8217;è qualcosa nell&#8217;estetica degli <strong>anni &#8217;80</strong> di distintivo e unico: la ritroviamo nei vecchi film, nei videoclip e nella moda dell&#8217;epoca. Un periodo storico caratterizzato da eventi memorabili come la <strong>fine della guerra fredda,</strong> il lancio degli Space Shuttle e tanti altri eventi che ricordiamo ancora oggi. Tuttavia, dobbiamo ricordarci che pur essendo passato alla storia come un <strong>periodo di crescita e benessere</strong>, negli anni &#8217;80 sono successe tante cose terribili, come quelle operate da tanti famosi <strong>serial killer</strong>. Il <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.vgmag.it/256851/le-migliori-uscite-videoludiche-di-giugno-2023/" target="_blank" rel="noopener">titolo</a></span> che vogliamo prendere in esame oggi è <strong>Killer Frequency</strong>, un rompicapo dell&#8217;orrore realizzato da <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.team17.com/games/killer-frequency/" target="_blank" rel="noopener">Team17</a></span> che ci immergerà nell&#8217;atmosfera tipica del periodo. Quindi che aspettate? Indossate divisa del college e jeans stretti e partiamo!</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-256882 aligncenter" src="https://vmagnuovo.s3.eu-north-1.amazonaws.com/2023/05/ss_eacaec6bfd7f50799dd0edba249afd019d7d10c6.1920x1080.jpg" alt="Killer Frequency" width="1920" height="1080" /></p>
<h3>Killer Frequency: il mostro in diretta</h3>
<p>Siamo nel 1987, nella cittadina statunitense di Gallows Creek, un nome che è già tutto un programma. <strong>Interpretiamo il conduttore radiofonico Forrest Nash, anchorman caduto in disgrazia</strong>, che è finito a lavorare come DJ per l&#8217;emittente locale lavorando ad un programma notturno poco ascoltato. Dalle premesse diremmo che si prospetta un&#8217;esperienza piatta e poco stimolante, ma <strong>non sappiamo che verremo presto stupiti&#8230;</strong></p>
<p>Un famoso killer del passato, il Fischiatore, sembra essere tornato in città, <strong>e per una serie di sfortunati eventi, toccherà a noi salvare la città</strong>. Vi domanderete, come faremo ciò? Abbandoneremo la nostra <strong>noiosa trasmissione notturna</strong> per esplorare la città e trovare un modo di fermare l&#8217;assassino? Ovviamente, NO. Collaboreremo con le autorità cittadine dalla sicurezza e dal calduccio della nostra <strong>stazione radiofonica</strong>, raccogliendo le telefonate e aiutando i nostri ascoltatori a restare in vita.</p>
<p>Una soluzione originale e che ci offre <strong>una venta d&#8217;aria fresca dai soliti survival horror</strong> in cui, pur sapendo che c&#8217;è un mostro pericoloso in circolazione, i nostri personaggi scelgono volontariamente di rischiare la vita per fare gli eroi. No, Killer Frequency in questo è diverso in quanto sceglie una via diversa di raccontare una storia. E con dei<strong> dialoghi a scelta multipla</strong> e finali alternativi, cosa può andare storto?</p>
<p>Così, alla notizia di un killer in circolazione, ci chiuderemo dentro lo studio assieme alla nostra assistente, sperando di superare quella nottataccia, avviando<strong> un&#8217;interessante trama raccontata tramite le telefonate dei nostri fan</strong>, che dovremo guidare verso la salvezza.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-256883 aligncenter" src="https://vmagnuovo.s3.eu-north-1.amazonaws.com/2023/05/ss_0941e8f2c490b0fa03be6d12fdb1173b0f043095.1920x1080.jpg" alt="Killer Frequency" width="1920" height="1080" /></p>
<h4>Killer Frequency: lo show lo gestisci tu</h4>
<p>Dopo un breve tutorial e una spiegazione sul come mandare avanti la trasmissione radiofonica, inizierà il vero e proprio loop di gameplay del gioco, costituito da tre fasi: quella di <strong>showrunning, </strong>nella quale dovremo effettivamente parlare al microfono assieme alla nostra assistente per poi <strong>mettere in onda i dischi</strong>, quella di <strong>risposta alle telefonate</strong> dei cittadini, che discuteranno con noi del killer in libertà o ci chiederanno aiuto per difendersi da quest&#8217;ultimo, e poi la <strong>fase di roaming</strong>, in cui dovremo esplorare lo studio radiofonico per svariati motivi. In generale, Killer Frequency fa un buon lavoro nell&#8217;impostare i toni di tutte le situazioni, alternando con maestria momenti di divertimento e sarcasmo a sequenze dark o paurose.</p>
<p>Uno dei lati più divertenti e creativi di quest&#8217;esperienza, chiaramente <strong>arricchita dall&#8217;immersività della realtà virtuale</strong>, è data dalla serie di involontarie gaffe che potremmo compiere durante la <strong>gestione del nostro show radiofonico.</strong> Potrebbe capitare per sbaglio, infatti, di riprodurre un effetto sonoro divertente mentre i nostri ascoltatori ci riferiscono di aver rinvenuto un cadavere. Ancora più divertente sarà quando, ripresi dalla nostra assistente, questa ci farà notare la <strong>figuraccia</strong> appena fatta. Sono piccoli dettagli come questi che rendono un&#8217;esperienza videoludica divertente e godibile al massimo!</p>
<p>Killer Frequency fa un buon lavoro nel costruire<strong> un ambiente anni &#8217;80 realistico</strong> <strong>con leggero</strong> <strong>un substrato di sarcasmo e comicità</strong>. Le ambientazioni risultano semplici ma credibili, ben caratterizzate anche da una <strong>vasta oggettistica</strong> e da dettagli che rendono il nostro studio vissuto. Nel corso del giorno, inoltre, si alterneranno personaggi differenti per<strong> stile, interessi, personalità e trasmissioni, </strong>ed avremo la possibilità di esplorare i loro uffici per scoprire di più sulle loro storie.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-256889 aligncenter" src="https://vmagnuovo.s3.eu-north-1.amazonaws.com/2023/05/ss_c298f5788e99f14f0d1bb772536d1584c0d61913.1920x1080.jpg" alt="Killer Frequency" width="1920" height="1080" /></p>
<h4>Killer Frequency: the show must go on!</h4>
<p>Se succede qualcosa di sbagliato o in atteso durante un evento dal vivo, come dicono gli inglesi, lo spettacolo deve continuare. Killer Frequency è senz&#8217;altro un titolo che fa un ottimo lavoro in termini di atmosfera,<strong> un gioco che brilla anche per la colonna sonora</strong>, che non ha nulla da invidiare ai capolavori originali degli anni &#8217;80. <strong>Bisogna prestare attenzione a due altri elementi: fluidità e ottimizzazione su visore.</strong></p>
<p>Partendo da quest&#8217;ultima, possiamo dire che su<strong> visore stand-alone <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.meta.com/it/quest/products/quest-2/" target="_blank" rel="noopener">Oculus Quest 2</a></span> di Meta</strong> il titolo fa un ottimo lavoro, riducendo a zero i cali di frame e tutti gli altri effetti indesiderati che potrebbero portare al motion sickness: quando si realizza un gioco per VR è fondamentale combattere questi fenomeni perché potrebbero provocare malessere fisico nei videogiocatori. Andando a riflettere sulla fluidità di Killer Frequency, invece, potremmo trovare <strong>alcuni tasti dolenti.</strong></p>
<p>Il titolo ha due modalità di spostamento: la <strong>classica</strong>, nella quale potremo spostarci unicamente tramite un puntatore, teletrasportandoci nella posizione indicata, e la <strong>seconda</strong>, che è quella adatta a chi ha una maggior esperienza nel VR, con<strong> movimenti fluidi</strong> e simili a quello su controller. Nonostante questi accorgimenti, <strong>le meccaniche di gioco e spostamento sfruttano male le potenzialità dei controller Oculus</strong>, non permettendoci il pieno uso delle dita ma limitandoci all&#8217;interazione organica con i prop e gli elementi di gioco in scena. Gli oggetti in sé, <strong>pur apparendo dettagliati, sono per lo più statici</strong>, e i pochi oggetti interattivi sono scarsamente reattivi quando utilizzati.</p>
<p><iframe title="Killer Frequency - Official VR Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/6ZWEAMDO4vw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Killer Frequency è un ottimo mix di meccaniche puzzle e trama horror condita da humor; il titolo passa a pieni voti l&#8217;ispezione VR rivelandosi come un&#8217;opera ben ottimizzata e ideale sia per esperti che principianti della realtà virtuale. Con il suo eccellente design e una colonna sonora d&#8217;eccezione, vi immergerà molto bene nella sua ambientazione a patto che siate in grado di perdonare alcune carenze. Ma non preoccupatevi, questo è un gioco dalla durata contenuta ma dagli ottimi auspici, vi consigliamo di provarlo!</strong></p>
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		<title>Kill it With Fire VR Recensione &#8211; La pace non è mai stata un&#8217;opzione</title>
		<link>https://www.vgmag.it/256542/kill-it-with-fire-vr-recensione-la-pace-non-e-mai-stata-unopzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Maiorana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Apr 2023 14:13:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Kill it With Fire VR Recensione&#124; Indisturbati dagli occhi e dalle attenzioni umane, ogni giorno intere legioni di insetti striscianti e silenziosi sgambetta indisturbata ai margini dei nostri spazi: quando i malcapitati attirano la nostra attenzione &#8211; oltre a provocarci un infarto &#8211; finiscono molto spesso per fare una finaccia. Se quanto ho descritto vi inquieta [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><em><strong>Kill it With Fire VR Recensione|</strong></em> Indisturbati dagli occhi e dalle attenzioni umane, ogni giorno <strong>intere legioni di insetti striscianti e silenziosi</strong> sgambetta indisturbata ai margini dei nostri spazi: quando i malcapitati attirano la nostra attenzione &#8211; <strong>oltre a provocarci un infarto</strong> &#8211; finiscono molto spesso per fare una finaccia. Se quanto ho descritto vi inquieta ed intriga allo stesso tempo, forse la recensione che vogliamo proporvi oggi potrebbe fare al caso vostro. In Kill it With Fire VR, infatti, indosseremo visore e guantoni di gomma per <strong>avviare una fruttuosa carriera da sterminatore di insetti</strong>. Frutto del lavoro di <a href="https://twitter.com/caseydonnellan" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0000;">Casey Donnellan</span></a> e <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.charmgames.com/" target="_blank" rel="noopener">Charm Games</a></span>, questo titolo finirà per diventare la vostra ossessione, o il vostro incubo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-256547 aligncenter" src="https://vmagnuovo.s3.eu-north-1.amazonaws.com/2023/04/kill-it-with-fire-vr-spiders-psvr2.webp" alt="Kill it With Fire VR" width="1200" height="701" /></p>
<h3>Kill it With Fire VR: qualcuno dovrà pur farlo</h3>
<p>Le premesse di questo titolo disponibile su <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.vgmag.it/256530/immortals-of-aveum-annunciata-luscita/" target="_blank" rel="noopener">Steam</a></span>, PSVR e <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.oculus.com/experiences/quest/5057690021017445/" target="_blank" rel="noopener">Oculus Quest 2</a></span> (dove abbiamo avuto modo di provarlo noi) ve le abbiamo già illustrate: <strong>il nostro mestiere è liberare le case dei clienti dai demoni a otto gambe. </strong>Un incarico apparentemente semplice, ma come avremo modo di comprendere in fretta indossando il visore e avviando il gioco, <strong>nulla è come sembra</strong>. Difatti, un lavoro apparentemente così mondano come quello dello sterminatore sarà arricchito da un twist piuttosto curioso.</p>
<p>In Kill it With Fire VR non saremo un semplice tecnico del <em>pest control</em>, ma piuttosto <strong>una macchina da guerra ammazza-insetti!</strong> Ed effettivamente, visto il loro alto numero e le loro strategie di mimetizzazione avanzate con cui ci metteranno alla prova, <strong>molto spesso ci troveremo dinnanzi a diverse e variegate opzioni per sterminarli tutti</strong>.</p>
<p>Ovviamente, ammesso che avremo il fegato necessario ad avvicinare le nostre mani a queste temibili creature, <strong>il titolo sfrutta perfettamente la realtà virtuale, </strong>condizionandoci mentalmente e scoraggiandoci a toccare gli insetti con incredulo realismo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-256545 aligncenter" src="https://vmagnuovo.s3.eu-north-1.amazonaws.com/2023/04/kill-it-with-fire.jpg" alt="Kill it With Fire VR" width="1920" height="1080" /></p>
<h3>Kill it With Fire VR: non provateci a casa</h3>
<p>Kill it With Fire VR fa un ottimo lavoro nell&#8217;accompagnarci progressivamente in tutte le esperienze che ci offre. <strong>Costituendosi come un&#8217;esperienza VR spiccatamente libera e sandbox</strong>, articolata con la formula azzeccata dei livelli, in grado di offrirci delle sessioni di gioco brevi ed adatte anche ai novizi della realtà virtuale, più esposti alla chinetosi o motion sickness che dir si voglia. <strong>All&#8217;inizio dovremo accoppare le bestiacce alla vecchia maniera</strong>&#8230; utilizzando il primo oggetto che ci capita a tiro, un libro, una scarpetta o una cassetta.</p>
<p>Man mano che affineremo le nostre tecniche, equipaggiando una potente <strong>esotuta</strong>, inizieremo a <strong>sperimentare dispositivi di sterminio via via sempre più potenti</strong> e fantasiosi, con una scelta di design e creativa piuttosto azzeccata. I ragni e gli altri mostriciattoli<strong> si muoveranno per l&#8217;ambiente o resteranno nascosti</strong>, cercando di evadere il nostro occhio vigile, concentrando il gameplay in una <strong>caccia</strong> vera e propria facilitata dalla navigabilità degli ambienti di gioco.</p>
<p>Punto a favore dell&#8217;esperienza è di certo il <strong>potente arsenale</strong> a nostra disposizione, tra cui spicca il glorificato lanciafiamme che dà il nome all&#8217;opera stessa, nient&#8217;altro che un <strong>accrocco composto da una lattina di lacca, un accendino e un elastico</strong>, armamento semplice ma tremendamente efficace. Uno dei divertimenti maggiori di Kill it With Fire VR è proprio sperimentare con le armi a nostra disposizione, a volte in grado di dar luogo ad effetti curiosi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-256546 aligncenter" src="https://vmagnuovo.s3.eu-north-1.amazonaws.com/2023/04/Kill-It-With-Fire-Review.jpg" alt="Kill it With Fire VR" width="1920" height="1080" /></p>
<h3>Kill it With Fire VR: distruzione a ruota!</h3>
<p>In Kill it With Fire VR uno dei lati più interattivi dell&#8217;esperienza sarà proprio la <strong>distruzione ambientale</strong> che potrà essere causata sia dai ragni che da noi giocatori; fare un <strong>prima e dopo</strong> degli ambienti alla conclusione della nostra caccia è una delle attività che potremo intraprendere, oltre ovviamente all&#8217;esplorazione dei diversi livelli che compongono il titolo. La musica, <strong>inizialmente calma</strong>, poi di crescente tensione con l&#8217;individuazione degli insetti, <strong>fa un buon lavoro nell&#8217;aumentare ansia e urgenza</strong> nel gestire la minaccia artropode.</p>
<p>Se dovessimo individuare dei difetti in questo titolo, forse andremo a guardare alla <strong>reattività dei prop di gioco, a volte particolarmente difficili da manipolare</strong> anche con un controller immersivo e semplice come quello di Meta Quest 2: per riuscire a raggiungere il gizmo di ogni oggetto dovremo torcere i nostri polsi in modi piuttosto strambi, rischiando anche di farci scivolare i dispositivi dalle mani.</p>
<p><iframe title="Kill It With Fire - Release Date Trailer [August 13]" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/GmIPQpy7MOs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Kill it With Fire VR è un titolo simpatico e soddisfacente (specialmente se odiate i ragni): la sua natura sandbox unita ad una considerevole libertà di gioco ci consente di consigliarlo sia ai novizi del mondo della VR, in cerca di titoli semplici con cui sperimentare, sia ai più esperti, che troveranno in quest&#8217;opera una rinfrescante ventata di novità ed opzioni per delle sessioni brevi e divertenti.<br />
</strong></p>
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	</item>
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		<title>Dead Space Remake Recensione: Necromorfi con la plastica</title>
		<link>https://www.vgmag.it/255795/dead-space-remake-recensione-necromorfi-con-la-plastica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Maiorana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 09:00:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Dead Space Remake Recensione&#124; Approcciarsi al remake di un titolo con più di quindici anni alle spalle non è mai cosa semplice, specialmente se si riflette su di un franchise di forte impatto e con tante ripercussioni come quello di Dead Space. Un buon critico di videogiochi dovrebbe imparare a tenere lontane le maglie dell&#8217;hype [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/255795/dead-space-remake-recensione-necromorfi-con-la-plastica/">Dead Space Remake Recensione: Necromorfi con la plastica</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><em><strong>Dead Space Remake Recensione|</strong></em> Approcciarsi al remake di un titolo con più di quindici anni alle spalle non è mai cosa semplice, specialmente se si riflette su di <strong>un franchise di forte impatto</strong> e con tante ripercussioni come quello di Dead Space. <strong>Un buon critico di videogiochi dovrebbe imparare a tenere lontane le maglie dell&#8217;hype dalla sua analisi</strong>, facendo il possibile per affrontare qualsiasi opera a sangue freddo e con la giusta attenzione. Questo è ciò che vogliamo provare a fare quest&#8217;oggi con la nostra nuova Recensione dedicata a Dead Space Remake, l&#8217;attesissimo restauro dell&#8217;<span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.ea.com/it-it/games/dead-space" target="_blank" rel="noopener">opera originale</a></span> di Glen Schofield e Steve Papoutsis; <strong>come Isaac Clarke ci approcciamo a questa missione con molta serietà ed attenzione</strong>, consapevoli che si tratta di un gioco molto atteso da tantissimi videogiocatori. Buona lettura a tutti, dunque, e attenti ai necromorfi!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-255799 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2023/02/dead-space_3_jpg_1280x720_crop_q85.jpg" alt="Dead Space Remake" width="1280" height="720" /></p>
<h3>Dead Space Remake e il restauro dell&#8217;Ishimura</h3>
<p>C&#8217;è da dire che Dead Space Remake <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.vgmag.it/236822/dead-space-annunciata-la-remastered-allea-play-live-2021/" target="_blank" rel="noopener">si era fatto attendere</a></span>, e non ha fatto a meno di spiazzare tantissimi appassionati dopo il suo annuncio: <strong>sono passati ben quindici anni dalle nostre avventure a bordo dell&#8217;Ishimura</strong>, ma Motive Studio è riuscita a riproporci una interessante rivisitazione di quell&#8217;aria cupa e sinistra che si respirava nel passato. Un remake non solo nella forma, ma in qualche modo anche nella sostanza, che ci spinge a riflettere su <strong>cosa sia necessario fare per donare nuova vita ad un titolo con così tanti anni sul groppone</strong>. Certamente, l&#8217;attenzione ed uno sguardo al passato ci sono, in una rivisitazione in chiave moderna di un&#8217;esperienza survival horror già forte a quei tempi.</p>
<p>Ritorniamo ad interpretare il solitario ed assennato Isaac Clarke in una location dai contorni inquietanti, ispiratissima nelle sue visuali e in un <strong>sound design particolarmente pregevole, </strong>con dei soundscape dark sci fi decisamente di valore: <strong>l&#8217;astronave trema, tuona, gorgoglia, </strong>inghiottendo non solo la roccia e i necromorfi, ma anche la nostra anima. Precipitiamo in un abisso di inquietudine che non è solamente del nostro protagonista, ma anche e soprattutto la nostra, in un contesto <strong>molto credibile e in una ambientazione forte e ben caratterizzata</strong>. Se già quindici anni fa eravamo preoccupati ad aprire una porta automatica oppure a girare in un angolo poco illuminato dell&#8217;Ishimura, <strong>di certo il feeling dell&#8217;ambientazione è certamente migliorato. </strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-255802 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2023/02/Dead-Space_2022_10-04-22_001-scaled.jpg" alt="Dead Space Remake" width="2560" height="1440" /></p>
<h4>Dead Space Remake: non avrai altra ansia all&#8217;infuori dei necromorfi</h4>
<p>Nello spazio c&#8217;è un inquietante calma, un apparente stato stazionario, <strong>sereno</strong>&#8230; ma la verità è che nel mondo di Dead Space, <strong>lo spazio non dorme mai</strong>. E questa sensazione di irrequietezza ed inquietudine non la percepiamo solo nell&#8217;ambientazione, ma anche nel <em>metagioco</em>: proprio come in Alien Isolation, <strong>anche qui abbiamo un IA director che in questo caso si chiama Intensity Director, </strong>incaricato di tenere noi giocatori con il fiato sul collo. Ed ecco che durante l&#8217;ennesima passeggiata lungo i corridoi deserti ed abbandonati dell&#8217;astronave&#8230; potrebbe accadere qualcosa di inatteso. Un incidente, un incontro, <strong>un incubo</strong>. Tutti elementi che contribuiscono a tenere il contesto inquietante e la tensione a mille.</p>
<p>Dead Space Remake si costituisce come <strong>un&#8217;esperienza survival horror che sa cosa offre al giocatore</strong>: con dei nemici numerosi e coesi fra loro, i necromorfi. <strong>Un monster design coerente con l&#8217;ambientazione e con le circostanze ci fa comprendere chiaramente l&#8217;andazzo</strong>, con queste creature deformi e sinistre che proprio come il loro aspetto anormale utilizzano strategie e attacchi innaturali, mostruosi, in momenti in cui l&#8217;adrenalina si impossessa del nostro corpo.  Da ciò nasce anche un <strong>combattimento carnoso e sanguinario, </strong>con animazioni fluide e distruttive fatte di smembramenti e urla inquietanti, con un deterioramento fisico dei nemici progressivo e tangibile durante gli scontri.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-255801 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2023/02/Screenshot-2022-09-29-at-15.09.31.png" alt="Dead Space Remake" width="1792" height="1007" /></p>
<h4>Dead Space Remake: i difetti di navigazione</h4>
<p>Ma non c&#8217;è solo combattimento fisico in Dead Space Remake, ma anche e soprattutto una <strong>vasta scelta di armi di tipi diversi, </strong>con il remake che agisce modificando gli attacchi di svariate di queste, avendo ben chiari i progressi del medium di oggi. Bisogna notare come però, più della versione originale, <strong>sia necessario scegliere bene gli scontri</strong> e adottare una strategia ragionevole nella nostra esplorazione dell&#8217;astronave, per evitare di ritrovarci in situazioni spiacevoli. <strong>Mettere il giocatore nelle condizioni di evitare il backtracking è molto importante per titoli come questi</strong>, e nonostante questa componente sia stata molto mitigata, rimane ancora presente in una certa forma nel mix di gioco.</p>
<p>Sebbene non si debba ritornare sui propri passi come prima, in Dead Space Remake <strong>sono stati modificati svariati enigmi</strong>, lavorando per ripensare particolarmente quelli più ostici o poco collegati alla narrazione ambientale; nulla di grave in ogni caso, <strong>chiunque abbia già giocato al titolo originale non avrà difficoltà di sorta nel progredire</strong>. Un altra novità interessante, cosa su cui dobbiamo riflettere con attenzione, è la <strong>variazione delle aree a gravità zero</strong>, sequenze che chiunque abbia giocato a Dead Space ricorderà con sentimenti misti. Adesso infatti è possibile esplorarle liberamente in tutti gli assi di movimento, cosa che seppur dia maggiori libertà al giocatore rischia di disorientarlo.</p>
<p>In conclusione di questa recensione, vogliamo riflettere su cosa rischia di ostacolare la godibilità dell&#8217;esperienza. <strong>Appurato che il sopracitato backtracking sia stato contenuto</strong>, esso rimane in ogni caso in qualche forma necessario per completare le missioni secondarie e per ottenere armi aggiuntive. Si tratta di una scelta comprensibile, specialmente con il titolo originale alle spalle, tuttavia siamo sicuri che molti giocatori completisti non la vedranno di buon occhio. <strong>Altra incognita è quella del protagonista, </strong>che nonostante alcune modifiche nella trama rimane il poco timoroso e quasi remissivo Isaac Clarke, <strong>pronto a rischiare la vita per personalità manipolative ed egoiste</strong>, un personaggio che pecca di caratterizzazione e di personalità.</p>
<p><iframe title="Dead Space Official Launch Trailer | Humanity Ends Here" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ctQl9wa3ydE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Dead Space Remake è una buona reimmaginazione del titolo originale, con un buon lavoro dal punto di vista artistico e con un restauro in termini di gameplay non invasivo ma ragionevole: con un&#8217;atmosfera ben totalizzata fatta di inquietudine e incontri indesiderati con i necromorfi e con delle meccaniche di sopravvivenza e di combattimento ben pensate, finisce per rivelarsi come un&#8217;esperienza piacevole, nonostante alcuni errori evitabili finiscono per lasciare l&#8217;amaro in bocca rispetto all&#8217;esperienza nella sua totalità. Un gioco adatto sia a chi ha apprezzato l&#8217;opera maestra, sia per chi non ha avuto l&#8217;occasione di sperimentarla, che porta con buoni risultati il franchise di Dead Space nella new gen videoludica.<br />
</strong></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/255795/dead-space-remake-recensione-necromorfi-con-la-plastica/">Dead Space Remake Recensione: Necromorfi con la plastica</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>The Oregon Trail Recensione &#8211; il viaggio della speranza</title>
		<link>https://www.vgmag.it/255233/the-oregon-trail-recensione-il-viaggio-della-speranza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Maiorana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2022 13:57:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Gameloft]]></category>
		<category><![CDATA[Gameloft S.E.]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>The Oregon Trail Recensione&#124; Quando pensiamo all&#8217;esperienza delle persone, molto spesso ci riferiamo a quel groviglio di idee, pensieri, sensazioni e storie che distinguono ciascuno di noi dall&#8217;altro con il termine &#8220;macrocosmo umano&#8221;. Le differenze tra ciascuno di noi dovrebbero essere ciò che più ci unisce, tuttavia, a volte la vita può essere impegnativa, complicata, [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><em><strong>The Oregon Trail Recensione|</strong></em> Quando pensiamo all&#8217;esperienza delle persone, molto spesso ci riferiamo a quel groviglio di idee, pensieri, sensazioni e storie che distinguono ciascuno di noi dall&#8217;altro con il termine &#8220;macrocosmo umano&#8221;. <strong>Le differenze tra ciascuno di noi dovrebbero essere ciò che più ci unisce</strong>, tuttavia, a volte la vita può essere impegnativa, complicata, difficile. Quando ciò accade, non esiste molto spesso una soluzione o risposta assoluta alla domanda &#8220;che fare&#8221;. Alcuni decidono di restare e affrontare &#8211; a volte fino alla fine &#8211; le sfide più impegnative, mentre altri decidono di <strong>andarsene, cercare la sorte altrove. </strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://theoregontrail-game.com/" target="_blank" rel="noopener">Il titolo</a></span> che prenderemo in considerazione oggi &#8211; <strong>The Oregon Trail</strong> &#8211; ci parla proprio della storia di coloro che hanno sfidato una landa selvaggia, da conquistare, con la prospettiva di una seconda chance. Unitevi a noi in questo viaggio fatto di panorami mozzafiato, sacrifici e <strong>colera</strong>, tanto colera!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-255235 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/12/Oregon-Trail-1.jpg" alt="The Oregon Trail" width="1280" height="720" /></p>
<h3>The Oregon Trail: la traversata della vita</h3>
<p>Il <a href="https://www.vgmag.it/73131/i-creatori-di-the-oregon-trail-sviluppano-un-software-educativo/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0000;">titolo</span></a> con cui abbiamo a che fare nella Recensione di quest&#8217;oggi è esattamente lo stesso <strong>The Oregon Trail</strong> del 1971, quello che è stato definito <strong>uno dei più grandi giochi di tutti i tempi</strong> alla sua epoca. Ed in effetti non siamo troppo lontani da quel periodo; l&#8217;opera viene ricordata poiché si tratta di uno dei primi casi virtuosi in cui il medium videoludico viene utilizzato per fini educativi e culturali, <strong>per raccontare la storia di migliaia di uomini e donne che sfidarono la pista dell&#8217;Oregon per una nuova vita. </strong>A quei tempi infatti gli Stati Uniti d&#8217;America erano ancora una nazione giovane e tutta da costruire, e anche nella sua riproposizione moderna, destinata alla <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.nintendo.it/Console-e-accessori/Famiglia-Nintendo-Switch/Famiglia-Nintendo-Switch-1618251.html" target="_blank" rel="noopener">famiglia Nintendo Switch</a></span> oltre che a Steam, Android ed Apple non mancano gli <strong>omaggi ad un periodo difficile ma topico per la cultura e la storia americana.</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.nintendo.it/Giochi/Giochi-scaricabili-per-Nintendo-Switch/The-Oregon-Trail-2301126.html" target="_blank" rel="noopener">Un titolo</a></span>, The Oregon Trail, che riesce a convincere e farsi giocare con piacere anche a distanza di così tanti anni, grazie all&#8217;attenta riproposizione operata da Gameloft. <strong>Come nella versione originale, saremo chiamati a guidare un gruppo di quattro coloni lungo la pista</strong>, dovendo gestire con attenzione i preparativi prima del viaggio e la gestione della traversata di tappa in tappa. A differenza della sua versione originale, qui i miglioramenti estetici e moderni sono chiari, ma <strong>in effetti Gameloft non fa altro che mostrarci un esempio di rimasterizzazione virtuosa di una vecchia gloria del passato. </strong>The Oregon Trail infatti non è una semplice riproposizione, ma quasi un arricchimento dell&#8217;esperienza già vincente nella sua offerta originale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-255238 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/12/Oregon-Trail-4.jpg" alt="The Oregon Trail" width="1280" height="720" /></p>
<h3>The Oregon Trail: non solo sopravvivenza</h3>
<p>Nella sua essenza, <strong>The Oregon Trail</strong> è perfettamente fedele alla realtà di molte persone che attraversarono le lande americane alla volta delle agognate valli sul Pacifico nord-occidentale americano. <strong>Una traversata lunga e complessa, </strong>una vera sfida non solo di logistica ma anche di umanità, in cui si vive l&#8217;America nel suo periodo più complesso e giovane. <strong>Al giocatore viene richiesto non solo di scegliere il percorso, ma anche l&#8217;alimentazione, la distribuzione dei vestiti puliti e delle suppellettili,</strong> alcune con effetti utili a gestire i bisogni e il morale dei nostri viaggiatori, ciascuno con una propria psiche, pregi, difetti e conoscenze particolari.</p>
<p>Durante i nostri viaggi in <strong>The Oregon Trail</strong> ci ritroviamo a fare incontri particolari con altri avventurieri come noi, <strong>tutti fedelmente ricostruiti da personaggi storici americani dell&#8217;epoca,</strong> che ci offriranno delle missioni secondarie utili per migliorare le nostre probabilità di successo lungo la pista dell&#8217;Oregon. <strong>Un titolo ben pensato</strong> sotto i punti di vista, con un giusto equilibrio tra l&#8217;accuratezza storica e un necessario approccio figlio dell&#8217;RNG e della randomicità. Difatti, <strong>per rendere il gioco meno ripetitivo e più interessante da giocare</strong>, <strong>Gameloft</strong> ha adottato vari accorgimenti, tra cui quelli che più abbiamo apprezzato sono le attività lungo la pista, la possibilità di fare scambi e missioni per gli altri viaggiatori e varie modalità di viaggio. Ovviamente, se da un lato la casualità può essere un elemento <strong>utile a migliorare la rigiocabilità</strong>, rischia anche di metterci in condizioni davvero difficili, spingendo facilmente la nostra run verso la morte di tutti i personaggi e il successivo game over.</p>
<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-255240 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/12/Oregon-Trail-6.jpg" alt="The Oregon Trail" width="1280" height="720" /></h3>
<h3>The Oregon Trail: la gioia del traguardo</h3>
<p>I nostri viaggi in <strong>The Oregon Trail</strong> saranno arricchiti dalla bellezza degli <strong>sfondi in pixel art</strong>, molto curati e dettagliati nel descrivere la natura incontaminata delle trails americane, luoghi ricchi di possibilità per una nuova vita, <strong>dove si cela anche il pericolo,</strong> ovviamente. Se potremmo incontrare buoni samaritani o viaggiatori come noi in difficoltà, <strong>non è cosa impossibile incontrare fiere selvagge oppure banditi pronti a rapinarci</strong>; un&#8217;incognita che ci spingerà a riflettere bene fin dal principio su come organizzare il nostro viaggio: forse è una buona idea spendere meno in cibo ed investire i risparmi su delle munizioni per cacciare e difendere la carovana? Oppure dovremmo comprare delle esche per pescare lungo i numerosi fiumi che incontreremo?</p>
<p>Qualsiasi sarà la nostra decisione in The Oregon Trail, dovremo in ogni caso <strong>affrontare le conseguenze delle nostre scelte e del caso, </strong>che potranno sia portarci delle inattese ricompense che delle terribili punizioni: se non saremo stati in grado di far fronte alle necessità dei nostri coloni, oppure se saremo sorpresi dalla sfortuna, <strong>capiterà anche di vederli morire. </strong>Un titolo che proprio come opere del calibro di XCOM, riesce a farci affezionare ai nostri personaggi, <strong>lasciandoci disarmati alla loro perdita. </strong>Sono pochi i titoli che riescono a dare delle sensazioni simili, e The Oregon Trail è sicuramente uno di questi, grazie anche al buon lavoro del sound design e ad un mood particolarmente rilassante e immersivo.</p>
<p><iframe title="The Oregon Trail - Launch Trailer - Nintendo Switch" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Q623BxXOM0o?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>The Oregon Trail è un lavoro che riesce a convincerci, non soltanto per il suo virtuosismo nel riproporsi a distanza di così tanti anni, ma anche per un game design che funziona, un&#8217;art direction e un sound design perfetti per lo scopo del titolo e per le tante possibilità che offre: sia che abbiate giocato all&#8217;originale, sia che siate curiosi, quest&#8217;opera sarà certamente in grado di donarvi delle buone ore di divertimento, se avrete voglia di sfidare la sorte lungo le piste dell&#8217;Oregon.<br />
</strong></p>
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		<title>Goat Simulator 3 Recensione &#8211; una brughiera di guai</title>
		<link>https://www.vgmag.it/254686/goat-simulator-3-recensione-una-brughiera-di-guai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Maiorana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 11:43:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Coffee Stain North]]></category>
		<category><![CDATA[Coffee Stain Publishing]]></category>
		<category><![CDATA[Goat Simulator]]></category>
		<category><![CDATA[Goat Simulator 3]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Goat Simulator 3 Recensione&#124; Le stelle che governano il successo dei franchise videoludici possono essere molto arbitrarie, e se a volte capita che titoli indie impegnati e con molta cura cadano facilmente nel dimenticatoio, altre volte al contrario succede che lavori strambi o inattesi calchino le luci della ribalta. Probabilmente si tratta anche del caso [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><em><strong>Goat Simulator 3 Recensione|</strong></em> Le stelle che governano il successo dei franchise videoludici possono essere molto arbitrarie, e se a volte capita che titoli indie impegnati e con molta cura cadano facilmente nel dimenticatoio, <strong>altre volte al contrario succede che lavori strambi o inattesi calchino le luci della ribalta</strong>. Probabilmente si tratta anche del caso di quelli del calibro di <strong>Goat Simulator</strong>, creato dalla svedese <strong>Coffee Stain</strong> nel lontano 2014; <strong>da un titolo volutamente poco serio è nata una legacy che prosegue ancora oggi. </strong>Giunta alla sua <a href="https://www.vgmag.it/251451/goat-simulator-3-torna-al-future-game-show/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0000;">seconda iterazione</span></a>, questa fantasiosa saga che segue le scorribande di una capra ci promette di donare tanto divertimento anche con <strong>Goat Simulator 3</strong>. Unitevi a noi in questa nuova recensione, in cui scopriremo cos&#8217;ha da offrirci l&#8217;ungulato più matto dei videogame questa volta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-254692 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/12/Senza-titolo.png" alt="Goat Simulator 3" width="1200" height="675" /></p>
<h3>Goat Simulator 3: un mistico risveglio</h3>
<p>In maniera del tutto simile agli altri due titoli predecessori, anche Goat Simulator 3 si apre con una poca parvenza in termini di trama e premesse: <strong>siamo una capra destinata alla grandezza, </strong>questo si sa, <strong>e per ottenerla metteremo a ferro e fuoco il mondo</strong>. Perché chiunque abbia già provato le opere di questo franchise sa bene che di per se, Goat Simulator è nato come un fenomeno di critica e di sberleffo di un fenomeno, quello dei <em>simulator</em>, che si stava rivelando <strong>un vero e proprio problema per il medium videoludico. </strong>A donare fortuna a Coffee Stain è stata proprio <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.goatsimulator3.com" target="_blank" rel="noopener">una capra</a></span>, che questa volta promette di ritornare con prepotenza sotto i riflettori.</p>
<p>Nonostante le premesse rimangano le stesse, è innegabile notare come gli sviluppatori abbiano in una qualche forma proseguito la crescita della saga, dotando questo nuovo <strong>Goat Simulator 3</strong> di diverse <strong>novità non solo in termini di meccaniche ma anche di gameplay</strong>. In un chiaro omaggio a <strong>Skyrim</strong>, l&#8217;opera si apre con la famosa frase &#8220;Oh, sei finalmente sveglio&#8221;, che chiunque abbia già giocato al famoso RPG di Bethesda conosce molto bene; <strong>da questo risveglio la nostra capretta scoprirà quale destino lo attende.</strong></p>
<p>Tolta questa apertura creativa, <strong>Goat Simulator 3</strong> si mantiene immutato nella sua formula essenziale: un gameplay freeform, dunque, in cui il giocatore è libero di esplorare la serie di mappe che compongono la <strong>campagna</strong> del titolo muovendosi ed agendo liberamente senza particolari ostacoli. Come sempre, il nostro personaggio potrà <strong>caricare</strong> a suon di corna e cattive intenzioni i suoi bersagli con <strong>risultati eccessivamente distruttivi</strong>, che ci dimostrando ancora una volta come l&#8217;opera non ambisca al realismo ma all&#8217;esagerazione e all&#8217;ironia. Oltre a questo ovviamente potremo leccare e devastare le cose e le persone sul nostro passaggio, come piace a noi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-254688 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/12/goat-simulator-3-gameplay-trailer-1920x1080-0ad872e8de1b.jpg" alt="Goat Simulator 3" width="1920" height="1080" /></p>
<h4>Goat Simulator 3: devastare la città</h4>
<p>A questo punto, dobbiamo riflettere sui pericoli che un titolo come Goat Simulator 3 potrebbe manifestare verso i suoi fruitori; <strong>il rischio di aprire il gioco una sola volta, provarlo e poi disinstallarlo è molto forte</strong> &#8211; specialmente se non avete mai provato una delle iterazioni della saga. <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://store.epicgames.com/it/p/goat-simulator-3" target="_blank" rel="noopener">Questo prodotto</a></span> non deve essere preso seriamente, in quanto non si prefigge a discapito del nome di <strong>simulare la vita di un caprino</strong>, ma questo dovreste comprenderlo già da voi osservando i materiali promozionali sullo store.</p>
<p>A discapito delle apparenze, in ogni caso, Goat Simulator 3 appare arricchito di contenuti ed attività da intraprendere durante il gioco: <strong>di fianco alla libera esplorazione e distruzione delle mappe</strong> infatti è stata aggiunta la <strong>meccanica degli Istinti</strong>. Si tratta di una serie di quest o sfide secondarie da avviare, che permette di interagire in maniera ovviamente comica e random con gli scenari, in un contesto dove <strong>le citazioni </strong>a videogiochi e film di successo non mancano.</p>
<p>Tra le altre possibilità offerte da Goat Simulator 3 vi sarà anche quella di <strong>personalizzare la nostra capra</strong> attraverso i materiali che sbloccheremo durante le nostre scorribande, che potremo poi equipaggiare ed utilizzare dopo aver visitato il nostro castello.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-254689 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/12/goat-simulator-3-screens_46j3-scaled.jpg" alt="Goat Simulator 3" width="2560" height="1440" /></p>
<h4>Goat Simulator 3: il sovrano degli ungulati</h4>
<p>Goat Simulator 3 non ambisce ad essere un titolo immersivo o accurato; <strong>il fascino di un&#8217;opera come questa è proprio la sua pazzia intrinseca</strong>. A partire dalla fisica, visibilmente esagerata e con eccessiva enfasi su ragdol e scenari poco newtoniani, fino ad arrivare al posizionamento e alle funzioni degli elementi interattivi del gioco, si comprende come più che mai <strong>Goat Simulator stia diventando un parco giochi</strong> dove mettere in scena situazioni impossibili e ironiche oltre ogni limite.</p>
<p>Una grafica in cui coesistono dunque texture e modelli iper-realistici di fianco ad altri poligonali e poco accurati, ad evidenziare la <strong>volontà di Coffee Stain di creare un titolo che non bada alla forma ma alla sostanza</strong>, cosa che ci certo chi ha già apprezzato i prequel al nuovo capitolo sarà in grado di beneficiare.</p>
<p>Tra le meccaniche che maggiormente abbiamo apprezzato durante la nostra prova per la Recensione c&#8217;è stata quella del <strong>multiplayer</strong>, ricco di attività e sfide da giocare con i nostri amici, nella gara definitiva a creare la capra più potente e distruttiva del reame.</p>
<p><iframe title="Goat Simulator 3 Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/_x0sBlS-x30?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Goat Simulator 3 è un titolo poco serio: ma questo non è per nulla un problema, anzi, tutt&#8217;altro! I giocatori che sono già familiari con la saga o coloro che desiderano adottare un gioco leggero e poco impegnativo per le loro sessioni di svago avranno pane per i loro denti. Con una maggiore enfasi sui contenuti e sulle attività da intraprendere e un consolidamento della tradizione ironica del franchise, Goat Simulator 3 non mancherà di soddisfare i novizi e i fan.<br />
</strong></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/254686/goat-simulator-3-recensione-una-brughiera-di-guai/">Goat Simulator 3 Recensione &#8211; una brughiera di guai</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Signalis Recensione: Eusan vede, e provvede</title>
		<link>https://www.vgmag.it/253851/signalis-recensione-eusan-vede-e-provvede/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Maiorana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 09:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Humble Bundle]]></category>
		<category><![CDATA[Humble Games]]></category>
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		<category><![CDATA[Signalis]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Signalis Recensione &#124; A chi non capita di pensare al futuro? Tutti abbiamo provato a far girare gli ingranaggi della fantasia in quella direzione, immaginando mondi in cui tutto è perfetto, dove non esiste la fame, la sofferenza&#8230; perché no, neanche la morte. Eppure, dovremmo domandarci se l&#8217;umanità sta andando in quella direzione utopica, oppure, [&#8230;]</div>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><em><strong>Signalis Recensione |</strong></em> A chi non capita di pensare al futuro? <strong>Tutti abbiamo provato a far girare gli ingranaggi della fantasia in quella direzione, immaginando mondi in cui tutto è perfetto, dove non esiste la fame, la sofferenza&#8230; perché no, neanche la morte</strong>. Eppure, dovremmo domandarci se l&#8217;umanità sta andando in quella direzione utopica, oppure, ha sbagliato incrocio e si sta dirigendo alla circonvallazione per un futuro distopico. Con megacorporazioni in ascesa, prodotti diffusi e venduti su scala globale e la ricerca che non si ferma, portando i confini della scienza sempre una spanna avanti, <strong>chi non ci dice che ci stiamo dirigendo verso un mondo cyberpunk? </strong></p>
<p>Un termine che negli ultimi anni è divenuto sempre più popolare, distraendoci dal fatto che, pian piano, <strong>il futuro è già qui</strong>. Ma il futuro di cui ci parla <strong>Signalis</strong>, titolo che prenderemo in esame nella nostra Recensione, non è del tutto rassicurante. Sviluppato da <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://rose-engine.org/" target="_blank" rel="noopener">Rose Engine</a></span> in collaborazione con <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.humblegames.com/" target="_blank" rel="noopener">Humble Games</a></span>, questa lettera d’amore all’horror più amato unisce la<strong> retro-pixel art</strong> ad un <strong>contesto ad enigmi</strong>, mettendoci nelle scarpe di un automa in cerca di risposte. Saremo in grado di trovarle?</p>
<p><iframe title="SIGNALIS - Launch Trailer - Out Now!" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/OlMxgO9AFW4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<h4>Signalis: atmosfera inquietante e retrò&#8230;</h4>
<p>Quando guardiamo a <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://store.steampowered.com/app/1262350/SIGNALIS/" target="_blank" rel="noopener">questo titolo</a></span>, non possiamo non riportare la mente a Resident Evil, specialmente alle sue prime installazioni, ma certamente chi fra i nostri lettori avrà maggiori candeline sulla propria torta potrebbe trovare altre somiglianze. <strong>Stiamo parlando in particolar modo del design e del sistema di movimento di Signalis</strong>, che rimanda con molte sequenze di telecamera fissa alle vecchie glorie del passato. <strong>Una scelta di design interessante</strong>, in quanto si discosta molto dai survival horror in prima persona di cui è molto saturo il mercato, <strong>mettendo in evidenza la cura riposta dagli sviluppatori</strong> per questo importante lato della produzione.</p>
<p>La protagonista è Elster, una ragazza sintetica di proprietà statale che fa parte della razza dei Replika, androidi pensati per seguire un compagno umano in una spedizione esplorativa e servire loro per ogni necessità. <strong>Un personaggio a cui gli sviluppatori riescono subito ad interessarci</strong>, grazie a delle tecniche di storytelling attiva che ci spingono a ricercare informazioni circa i trascorsi e la storia della sintetica attraverso l&#8217;esplorazione ambientale e la risoluzione di enigmi. <strong>Incontreremo Elster al risveglio da una capsula di stasi, </strong>in seguito ad una avaria alla navetta a cui era stata assegnata. Da questo momento in poi, la robottina ci accompagnerà sempre, guidandoci verso la scoperta del mondo retro-grim in cui si svolgono le vicende di gioco.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-253853 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/11/4050199-ykenpcyy.png" alt="Signalis" width="1280" height="720" /></p>
<h4>Signalis: replika sfortunata o difetto di fabbrica?</h4>
<p>Fin dalle sue sequenze iniziali Signalis ci mostra degli spazi angusti e poco asettici, che si discostano in maniera immediata dal nostro ideale di un dominio corporativo. <strong>Dall&#8217;esplorazione ambientale e dalla lettura dei documenti in gioco, </strong>scopriamo che nonostante Eusan abbia di fatto il controllo quasi esclusivo della società umana, il dissenso e la fame sono ancora delle realtà terribilmente reali. E in questa realtà cupa, Elster è una mera osservatrice, forse incapace di provare emozioni o priva di ogni forma di libero arbitrio. <strong>Ha un ordine: quello di trovare la sua referente umana</strong>, e durante la nostra partita, in verità, sarà tutto quello che le dovremo far fare, scoprendo accidentalmente forse qualcosa che non dovevamo vedere.</p>
<p>Il lato più interessante della ludonarrativa del gioco è proprio questo: attraverso incontri fortuiti o ritrovamenti imprevisti finiamo per apprendere sempre di più circa il mondo e l&#8217;ambiente in cui ci troviamo, scoprendo le <strong>storie personali di ogni personaggio</strong>, di cui spesso ciò che ritroviamo è l&#8217;unica traccia rimasta del loro passaggio, in una realtà in cui nulla è certo se non il predominio dell&#8217;impero che serviamo. E le esplorazioni dell&#8217;umanoide che controlliamo ci guideranno proprio in questa direzione, <strong>integrando gradualmente e con la giusta attenzione le meccaniche survival horror.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-253854 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/11/Como-encontrar-a-chave-da-asa-oeste-em-Signalis-1200x900-1.jpg" alt="Signalis" width="1200" height="900" /></p>
<h4>Signalis: non solo enigmi&#8230;</h4>
<p>Durante le esplorazioni dei vari siti in cui la nostra androide si ritroverà nella ricerca della sua compagna umana, noteremo come Signalis ponga una graduale e curata enfasi su <strong>enigmi e ostacoli da superare</strong>; non saranno solo la scarsa manutenzione o gli incidenti successivi o precedenti alle nostre scorribande, ma anche una buona dose di sfide a cui dovremo far fronte attraverso la deduzione e l&#8217;esplorazione. <strong>Questi momenti di gameplay non sono mai scollegati dal resto</strong>, dando luogo ad un flusso organico tra le sequenze action, le cutscenes e i momenti in cui sarà necessario ragionare per andare avanti. Per titoli di questo genere è molto importante bilanciare le proprie anime, per evitare di sforzare troppo uno dei suoi lati caratterizzanti.</p>
<p>Oltre al combattimento, per il quale avremo varie opzioni di ingaggio &#8211; dalla distanza, ravvicinato, non letale o evasivo &#8211; sarà importante anche gestire le nostre scorte e gli oggetti che raccoglieremo. <strong>Il limite imposto è quello di sei oggetti massimi</strong>, un limite che seppur venga spiegato in maniera ludica attraverso la programmazione dei nostri proprietari corporativi, è pur sempre <strong>limitante e pericolosa per la progressione in gioco. </strong>Per ovviare a questo pur sempre presente problema, il titolo introdurrà delle &#8220;stazioni sicure&#8221; con delle casse dove depositare gli eccessi, oltre che salvare la partita.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-253857 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/11/SIGNALIS_Puzzle_1.jpg" alt="Signalis" width="1400" height="788" /></p>
<h4>Signalis: la verità è nascosta o in piena vista?</h4>
<p>L&#8217;atmosfera di Signalis riesce ad eccellere fin dalle sequenze iniziali, non solo grazie ad una particolare cura per le inquadrature e il sound design, <strong>ma anche grazie a degli shader ben pensati, che introducono le scanlines e gli artefatti tipici dei sistemi di visualizzazione anni &#8217;90 </strong>(come i CRT o i VHS). Un futuro a transistor, insomma, in cui un impero corporativo chiamato Eusan ha preso il controllo del pianeta e del sistema solare, guidando e governando l&#8217;esplorazione e l&#8217;espansione umana attraverso i suoi rigidi ranghi, <strong>ranghi in cui quanto i cittadini tanto le Replika sono degli ingranaggi sostituibili</strong> ed intercambiabili.</p>
<p>Esplorando i corridoi inquinati ed angusti in cui ci guiderà Elster, in cui penombra e luci tremolanti si susseguiranno con fare inquietante, ci ritroveremo lentamente <strong>immersi e assorti in un mondo dove il pericolo può celarsi ad ogni angolo</strong>, uno in cui non sarà solo il <strong>back-tracking</strong> l&#8217;unico ostacolo, ma anche il fatto che non ci sarà nessun tutorial a guidarci per mano, e il giocatore virtuoso riuscirà a prosperare solo se saprà dare la giusta attenzione a tutti gli elementi e gli indizi che incontrerà in gioco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se vi è piaciuta la recensione, vi invitiamo a dare un&#8217;occhiata anche a <a href="https://www.vgmag.it/253801/harvestella-recensione-un-mondo-di-colori/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0000;">quella</span></a> di <strong>Harvestella</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-253856 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/11/signalis-6.jpg" alt="Signalis" width="1920" height="1080" /></p>
<p><strong>Signalis è un survival-horror vecchio stile che di certo verrà apprezzato dai fan delle vecchie glorie di questo genere; con una storia originale ed interessante e una buona dose di attenzione ad immergere il giocatore nel suo mondo periglioso e pieno di enigmi, il titolo potrebbe scoraggiare per una componente di back-tracking decisamente preponderante a fronte di una decina di ore di gioco: chi sarà in grado di perdonargli queste limitazioni potrebbe però scoprire un prodotto ricco di preziose ripercussioni.</strong></p>
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		<title>OlliOlli World Recensione: uno skatepark a cielo aperto!</title>
		<link>https://www.vgmag.it/252681/olliolli-world-recensione-uno-skatepark-a-cielo-aperto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Maiorana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 13:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[OlliOlli World]]></category>
		<category><![CDATA[Private Division]]></category>
		<category><![CDATA[Roll7]]></category>
		<category><![CDATA[Take-Two Interactive]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>OlliOlli World Recensione&#124; Perché ci piacciono i videogiochi? Una domanda apparentemente facile, ma che in realtà potrebbe dire più cose su di noi di quanto pensiamo. Anche se potremmo pensare che esistono domande facili e difficili, la verità è che ogni risposta tradisce il modo in cui pensiamo. Alcuni potrebbero giocare solo come un semplice [&#8230;]</div>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><em><strong>OlliOlli World Recensione|</strong></em> Perché ci piacciono i videogiochi? Una domanda apparentemente facile, ma che in realtà potrebbe dire più cose su di noi di quanto pensiamo. <strong>Anche se potremmo pensare che esistono domande facili e difficili, la verità è che ogni risposta tradisce il modo in cui pensiamo. </strong>Alcuni potrebbero giocare solo come un semplice rilassamento, dopo una dura giornata di lavoro, magari. Altri ancora, potrebbero farne una loro passione principale, magari uscendo di meno e giocando di più. <strong>In ogni caso, nessun gioco è uguale ad un altro</strong>, e di questo ce ne accorgiamo facilmente se scriviamo o seguiamo recensioni videoludiche come nel nostro caso.</p>
<p>Si sono fatti giochi praticamente su tutto: dagli <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.vgmag.it/250742/mothmen-1966-recensione-lui-e-reale/" target="_blank" rel="noopener">uomini falena</a></span> ai <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.vgmag.it/252318/ww2-rebuilder-recensione-dalle-ceneri-ritorna-la-speranza/" target="_blank" rel="noopener">ricostruttori post-bellici</a></span>, ma fino ad oggi, <strong>non avevamo ancora trovato un gioco che affrontasse il tema dello skate con l&#8217;attenzione che vi ha dedicato<span style="color: #ff0000;"> <a style="color: #ff0000;" href="https://www.roll7.co.uk/" target="_blank" rel="noopener">Roll7</a></span></strong>. Unitevi a noi in questa nuova review dove sbarcheremo a Radlandia, il luogo dove la tavoletta con le ruote la fa da padrona e dove i cerotti e i trattamenti ortopedici sono disponibili gratuitamente.</p>
<p><iframe title="OlliOlli World - Launch Trailer PEGI Italiano" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/03vo-THRrUg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Benvenuti a Radlandia</h2>
<p><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://store.privatedivision.com/it/game/olliolli-world" target="_blank" rel="noopener">Questo titolo</a></span> ci parla di un nuovo modo di fare skate, lontano da un agonismo matto e da contesti urbani opprimenti che finiscono per tagliare le ali a questo spot e a chi lo pratica; <strong>fare skate dovrebbe essere sinonimo di indipendenza e libertà</strong>. Il nostro obiettivo, come aspirante trickmaster, è quello di compiere il leggendario viaggio dello Gnarvana: <strong>dovremo viaggiare per Radlandia, esplorare il mondo ed imparare i trick</strong>, così da dimostrare le nostre abilità. Un presupposto semplice per un titolo che permette di esplorare e giocare con i propri tempi, senza scadenze o pressioni che finirebbero per danneggiare l&#8217;esperienza del fruitore.</p>
<p>Un mondo con aree ben distinte e definite fin dalla schermata di presentazione della mappa, <strong>che ci parla di Radlandia come una vera e propria utopia dello skateboard; </strong>cinque infatti le aree principali del gioco (con altre segrete sbloccabili), dall&#8217;aspetto e dalle caratteristiche ben distinte e con livelli di difficoltà variabili. <strong>Si passa dalla classica plateau fino a terreni sabbiosi in cui le nostre skill potrebbero essere messe veramente alla prova</strong>, e difatti, come avremo presto modo di vedere, così sarà, ma non nel modo in cui immaginiamo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-252687 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/10/OlliOlli-World-3.jpg" alt="OlliOlli World" width="1280" height="720" /></p>
<h3>OlliOlli World: errare è umano</h3>
<p>Se c&#8217;è qualcosa che impareremo in fretta, in quest&#8217;opera che unisce un gioco di skating con meccaniche platform e di trial-and-error, sarà che <strong>sbagliando si impara.</strong> E sbagliare sarà ciò che faremo la maggior parte delle volte, mentre ci confrontiamo con il percorso da compiere per completare i livelli. <strong>In una certa forma, si tratta di una prova di abilità</strong>, in quanto non dovremo padroneggiare tanto la tavoletta, ma piuttosto il gamepad oppure la tastiera (per i giocatori hardcore estremi). Basta infatti una pressione di troppo per sbilanciare il nostro personaggio, in un contesto fortunatamente <strong>per nulla punitivo</strong>.</p>
<p>Dopotutto, <strong>chi di noi non è mai caduto da una bici o da uno skate? </strong>E gli errori, in OlliOlli World si impara presto a prenderli con filosofia, con un sistema easy to learn, hard to master in cui trick base appresi nei livelli iniziali del gioco fungeranno da base per <strong>successive evoluzioni in grande stile. </strong>Una delle cose che riesce bene ad insegnare questo titolo è una certa <em>lettura ambientale</em>, se vogliamo, in quanto il primo passo per padroneggiare una zona sarà conoscere la sua conformazione e gli ostacoli.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-252686 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/10/OlliOlli-World-2-scaled.jpg" alt="OlliOlli World" width="2560" height="1440" /></p>
<h3>La bravura di guidare i giocatori</h3>
<p>Ma se avrete seguito le premesse di OlliOlli World probabilmente vi starete domandando: <strong>come si fa a conciliare una natura platform con un focus curato sullo skate? </strong>E la risposta è più semplice di quanto vi aspettereste: collegando i trick del nostro personaggio con gli elementi ambientali. E così, <strong>una ringhiera diventerà il luogo perfetto per un grind</strong>, una rampa sufficientemente affusolata sarà adatta per un ollie e così via. Il gioco riesce a guidare i fruitori verso un <strong>uso organico del sistema di controllo</strong>, senza frustrarlo e rendendo l&#8217;esperienza del tutto gradevole.</p>
<p>A fornire <strong>il flow</strong> necessario a favorire questa adattabilità ad ambienti di gioco progressivamente ricchi di ostacoli e trick da effettuare, <strong>un&#8217;estetica gradevolmente pastello e dai colori poco saturi, </strong>di un aspetto chiaramente cartoonesco, che si adatta senza nessuna difficoltà al contesto dell&#8217;esperienza. <strong>Ma un altro grande aiuto proviene dalla colonna sonora </strong>che gode di un sound design di ottimo livello; <strong>i vibe non mancheranno</strong> e ci invoglieranno a proseguire l&#8217;esperienza zona dopo zona.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-252688 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/10/OlliOlli-World-4.jpg" alt="OlliOlli World" width="1920" height="1080" /></p>
<h3>OlliOlli World: ciò che conta è il viaggio</h3>
<p>Uno dei lati che ci ha maggiormente colpito di OlliOlli World non è tanto la sua <strong>accuratezza nei trick della tavoletta (che c&#8217;è e si apprezza)</strong>, ma forse, la sua anima più intima e apprezzabile da tante persone in tempi così stressanti come quelli della modernità: <strong>la confidenza. </strong>Questo gioco non ti sfida a diventare un maestro dello skate, in realtà, <strong>è una lettera di amore a questa disciplina, </strong>di questo ne siamo sicuri, ma il messaggio è molto più intimo ed importante di così.</p>
<p>Quello che ci siamo ricordati, giocando a quest&#8217;opera, è che <strong>bisogna prendersela bene</strong>, bisogna perseverare e non arrendersi, bisogna viversela con degli amici, e godersi dei ricordi che ci rimarranno sempre dentro. Che poi, è proprio quello che accadrà al nostro personaggio, man mano che si farà strada in questo mondo colorato e vario dove non ci sono solo gare e sfide, ma anche camei simpatici e scene gradevoli di cui ridere. <strong>La personalizzazione e la libertà che offre OlliOlli World</strong> contribuiscono a rendere questa esperienza squisitamente personale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-252685 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/10/OlliOlli-World-1-scaled.jpg" alt="OlliOlli World" width="2560" height="1440" /></p>
<p><strong>OlliOlli World è un&#8217;esperienza prima che un videogioco, un titolo che consigliamo non solo a chi è già pratico di skate, ma anche a chi pensava che il mondo del gaming stia diventando solo uno sfogo commerciale. Con le sue meccaniche facili da apprendere ma difficili da padroneggiare e con un grado di personalizzazione davvero notevole per una produzione di questo tipo, siamo certi che sarete in grado di apprezzarlo.<br />
</strong></p>
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		<title>WW2 Rebuilder Recensione &#8211; dalle ceneri ritorna la speranza</title>
		<link>https://www.vgmag.it/252318/ww2-rebuilder-recensione-dalle-ceneri-ritorna-la-speranza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Maiorana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2022 08:33:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Madnetic Games]]></category>
		<category><![CDATA[PlayWay]]></category>
		<category><![CDATA[WW2 Rebuilder]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>WW2 Rebuilder Recensione&#124; Quando si sceglie di mostrare tanta sensibilità al mondo dei videogiochi, capita spesso di ritrovarsi dinnanzi a proposte con idee o ripercussioni davvero interessanti. Con un medium tanto vasto e in costante espansione come quello del videogioco, si tratta di un evento piuttosto comune man mano che si acquisisce la capacità di [&#8230;]</div>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><em><strong>WW2 Rebuilder Recensione|</strong></em> Quando si sceglie di mostrare tanta sensibilità al mondo dei videogiochi, capita spesso di ritrovarsi dinnanzi a proposte con idee o ripercussioni davvero interessanti. <strong>Con un medium tanto vasto e in costante espansione come quello del videogioco, si tratta di un evento piuttosto comune</strong> man mano che si acquisisce la capacità di superare gli ostacoli più comuni. L&#8217;opera di cui parleremo proprio oggi appare bizzarra già dal nome: WW2 Rebuilder, e come suggerisce la sua intestazione, abbiamo a che fare con <strong>un simulatore di ricostruzione post-bellica. </strong>Sviluppato da <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.madnetic-games.com/" target="_blank" rel="noopener">Madnetic Games</a></span> con il supporto di <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://playway.com/" target="_blank" rel="noopener">PlayWay</a></span>, che non è nuova a titoli altrettanto fuori dal comune, in quest&#8217;opera saremo chiamati a collaborare personalmente allo sforzo di <em>andare avanti</em> dopo gli orrori del secondo conflitto mondiale. E con una premessa come questa, perché non godersi la nostra recensione? Buona lettura!</p>
<p><iframe title="WW2 Rebuilder | TRAILER | 10/10/2022" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/emsCSPQ32xw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<h3><em><strong>WW2 Rebuilder</strong></em>: gli eroi della ricostruzione</h3>
<p>Quando pensiamo alla Seconda Guerra Mondiale, ci tornano in mente alcune delle pagine più tragiche ed oscure della storia dell&#8217;umanità, ma anche momenti di eroismo e sacrificio che hanno permesso a tanti innocenti di mettersi in salvo. <strong>Come ci ricorda la storia, il secondo conflitto mondiale fu una delle guerre più distruttive e mortifere del mondo</strong>, che portò miseria e devastazione non solo in Europa. Dopo essersi leccati le ferite e pianto i propri morti, tuttavia, era stato necessario anche sostenere un non indifferente sforzo di ricostruzione, che è proprio la premessa di <strong>WW2 Rebuilder</strong>.</p>
<p>In una formula simulativa e sandbox liberamente tratta da titoli simili, come <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.vgmag.it/213865/house-flipper-e-cyberpunk-un-crossover-inaspettato/" target="_blank" rel="noopener">House Flipper</a></span> o <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://store.steampowered.com/app/914010/Train_Station_Renovation/" target="_blank" rel="noopener">Train Station Renovation Simulator</a></span>, il nostro personaggio, <strong>da privato cittadino troppo giovane ai tempi della guerra per farsi coscrivere, adesso si unisce ai suoi sodali per rimettere in sesto il suo paese</strong>. Storie come queste, vicende degli eroi della ricostruzione, che sacrificarono in molti casi il fiore dei loro anni giovanili per mettersi al servizio della collettività del loro paese e ritornare lentamente alla vita normale. In WW2 Rebuilder dunque lo scopo sarà <strong>ricostruire gli scenari</strong> in cui il nostro protagonista sarà dispiegato, e per far ciò sarà necessario rimuovere le macerie e lavorare a <strong>riparare i danni</strong> di ogni zona.</p>
<p><strong>WW2 Rebuilder</strong> riesce molto bene a veicolarci una simulazione <strong>decentemente dettagliata</strong> di lavoro manuale che non ha pretese di risultare accurato fino allo sfinimento, cosa che rischierebbe di essere deleteria ai fini del gioco. <strong>Usa e ricicla: </strong>questa la filosofia dell&#8217;<span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://store.steampowered.com/app/1573280/WW2_Rebuilder/?l=italian" target="_blank" rel="noopener">opera</a></span>, decisamente non troppo lontana dalla realtà, in quanto il nostro personaggio, viste le ristrettezze del dopoguerra, dovrà farsi bastare quanto riesce ad estrarre e ripristinare dalle macerie e dalle devastazioni. E così, un lampione diviene del ferro da fondere e riutilizzare, per riparare dei binari magari; il legname di mobilio rotto o danneggiato trova nuova vita per staccionate, pilastri e finimenti, e gli scenari tornano pian piano alla normalità, in un modo <strong>forse poco credibile</strong>, ma alla base sensato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-252323 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/10/20221011150226_1.jpg" alt="WW2 Rebuilder" width="1920" height="1080" /></p>
<h4><em><strong>WW2 Rebuilder</strong></em>: il lavoro nobilita l&#8217;uomo</h4>
<p>Il loop di WW2 Rebuilder si rivela nella sua semplicità: esplorare alcune delle località più o meno noti del conflitto, valutare l&#8217;entità dei danni e le necessità per la riparazione, intervenire e <strong>rimettere a nuovo le città e le infrastrutture del proprio paese. </strong>Perché nell&#8217;opera non si tratta di generiche città europee, ma di luoghi realmente esistenti, ricostruiti molto spesso con gradevole e significativo realismo e fedeltà storica. La city di Londra vessata da continui bombardamenti tedeschi è solo un esempio, in quanto <strong>un altro valore significativo del titolo è l&#8217;attenzione che pone al grande pubblico videoludico su alcuni eventi della guerra apparentemente poco attenzionati</strong>, permettendo un grande contributo alla sensibilizzazione storica.</p>
<p>Provando WW2 Rebuilder tanto il nostro personaggio quanto chi sta dietro lo schermo potrebbe provare un&#8217;emozione che tutti noi avranno sperimentato, sebbene non sappiano il suo nome. <strong>Stiamo parlando del Sonder, ovvero l&#8217;improvvisa consapevolezza del vissuto di qualcun&#8217;altro, di un luogo in cui noi non abbiamo assistito ad un evento importante, ma di cui siamo in grado di cogliere l&#8217;impatto. </strong>Difatti, il nostro lavoratore sarà soggetto, nel corso dei suoi interventi, a veri e propri flashback di vita vissuta, in cui vedrà gli scorci a cui sta lavorando prima o durante la guerra.</p>
<p><strong>WW2 Rebuilder</strong> ha in un certo senso un lato poetico e significativo, in quanto mette in evidenza <strong>luoghi che molti di noi sono abituati a vedere integri, vissuti, nella normalità, </strong>ignorando volontariamente o involontariamente che anche lì si è consumata violenza, distruzione e morte. Ma non c&#8217;è solo questa lettura nel titolo, non c&#8217;è solo malinconia oppure inquietudine collegata ai trascorsi degli scenari. C&#8217;è una sorta di speranza, in questo messaggio: <strong>dopo la tempesta, torna il sole</strong>; dopo che il male è stato sconfitto, dopo che l&#8217;oscurità è retrocessa, la vita ritorna a regnare, e le rovine vengono distrutte e ricostruite.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-252321 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/10/EA-Roadmap.png" alt="WW2 Rebuilder" width="3200" height="1800" /></p>
<p><strong>WW2 Rebuilder è un curioso e caratterizzato simulatore di ricostruzione, con una ambientazione molto significativa che di certo i videogiocatori amanti della storia non mancheranno di apprezzare. Con una roadmap promettente e con delle già solide ambientazioni e delle meccaniche di rebuilding ben pensate, il titolo certamente non mancherà di soddisfare tutti gli amanti del genere.<br />
</strong></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/252318/ww2-rebuilder-recensione-dalle-ceneri-ritorna-la-speranza/">WW2 Rebuilder Recensione &#8211; dalle ceneri ritorna la speranza</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Blind Fate: Edo no Yami Anteprima</title>
		<link>https://www.vgmag.it/251903/blind-fate-edo-no-yami-anteprima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Maiorana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 15:21:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[101XP]]></category>
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		<category><![CDATA[Troglobytes Games]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Blind Fate: Edo no Yami&#124;Si sa, il mondo dell&#8217;estetica e del folklore giapponese trovano ampio spazio non solo in media come film o videogiochi, ma anche e soprattutto nell&#8217;immaginario della cultura pop. C&#8217;è qualcosa, in quelle pagode e nelle katane che davvero ci attira, solo così si potrebbe spiegare l&#8217;ampio filone dedicato a questa estetica [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><strong>Blind Fate: Edo no Yami|</strong>Si sa, il mondo dell&#8217;estetica e del folklore giapponese trovano ampio spazio non solo in media come film o videogiochi, ma anche e soprattutto nell&#8217;immaginario della cultura pop. <strong>C&#8217;è qualcosa, in quelle pagode e nelle katane che davvero ci attira</strong>, solo così si potrebbe spiegare l&#8217;ampio filone dedicato a questa estetica e narrativa.</p>
<p>Tra ronin, demoni e samurai non c&#8217;è mai modo di annoiarsi con storie di questo tipo, e quest&#8217;oggi noi di VMAG vogliamo parlarvi di <strong>una storia italiana</strong>.</p>
<p>Proprio così, perché il titolo che vi mostreremo oggi, già disponibile, è Blind Fate: Edo no Yami, realizzato dall&#8217;italiana <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.troglobytesgames.com/" target="_blank" rel="noopener">Troglobytes Games</a></span> con sede in spagna ed edito da <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://en.101xp.com/" target="_blank" rel="noopener">101XP</a></span>. Senza indugi dunque imbracciamo la katana e prepariamoci a questa avventura!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-251942 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/09/20211227184021_1.jpg" alt="Blind Fate: Edo no Yami" width="1920" height="1080" /></p>
<h3>Blind Fate: Edo no Yami &#8211; tra natura e neon</h3>
<p>In questo interessante titolo a metà tra un hack n slash e un gioco a scorrimento laterale andremo ad interpretare il ruolo di Yami, un giovane ragazzo come tanti, che ha sofferto a causa dell&#8217;invasione degli Yokai. <strong>I temibili demoni, tipici del folklore nipponico, sono sbarcati nella dimensione dei mortali</strong>, portando morte e distruzione e molta sofferenza a tantissimi innocenti. In una classica redemption arc che sperimenteremodurante tutto il corso di Blind Fate: Edo no Yami, l&#8217;eroe è destinato a divenire il difensore che questo mondo non si merita, ma di cui ha bisogno.</p>
<p>Tuttavia, <strong>Yami ha perduto l&#8217;uso dei suoi occhi</strong>, e quindi i dubbi sulle sue potenzialità come futuro eroe potrebbero certamente portare chiunque a bollarlo come un fallimento, se non fosse per la sua inseparabile alleata, <strong>l&#8217;IA Tengu</strong>, che sarà in grado collegandosi alla sua mente di donargli la vista attraverso i ricordi. <strong>Una storia potente, che unisce elementi e citazioni tradizionali con i maggiori tropi cyberpunk</strong>, finendo per assumere in certi punti quasi livelli potetici e piuttosto emozionanti.</p>
<p>Queste saranno le premesse per una <strong>caccia costante agli Yokai </strong>in cui non mancano i sopracitati richiami alle più antiche leggende in questo senso. In Blind Fate: Edo no Yami la tradizione si unisce alla tecnologia, e la cecità di Yami presterà in maniera creativa il fianco alla <strong>meccanica dei sensori. </strong>Il nostro guerriero infatti sarà dotato di questi reticoli; uditivo, neutrale, termico e olfattivo, e se ne servirà per individuare e lottare contro questi mostri.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-251946 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/09/ss_8610b04c7b3a254296b2760873734da89041330a.1920x1080.jpg" alt="Blind Fate: Edo no Yami" width="1920" height="1080" /></p>
<h4>Blind Fate: Edo no Yami &#8211; la corsa del samurai</h4>
<p>L&#8217;opera finisce per potersi facilmente accostare ai Souls-like per la sua enfasi sulla difficoltà e su meccaniche e metodi di gameplay che spingono il giocatore a mettersi costantemente alla prova: <strong>non è solo il combat system a partire dall&#8217;idea che gli attacchi di Yami di base sono insufficienti a scalfire il nemico</strong>, ma anche le combo di colpi stesse del titolo che premiano uno stile sostenuto e risoluto. In Blind Fate: Edo no Yami finisce per prevalere il giocatore che riesce a trovare un equilibrio tra riflessi situazionali e la gestione delle stat e degli indicatori dell&#8217;opera.</p>
<p>Combo da completare in poco tempo e con precisione, quindi, per dare opportunità al nostro cacciatore di yokai di portare la pelle a casa. <strong>Ma se il combat system ricopre una certa importanza come ci aspetteremmo, si può dire lo stesso anche della componente delle skill e delle progressioni. </strong>Andando avanti e sfruttando a buon rendere l&#8217;esperienza conquistata sconfiggendo i nemici e i loro minion infatti avremo modo di sbloccare delle abilità &#8211; alcune più utili di altre &#8211; che renderanno molto più semplice e flessibile il progresso in gioco.</p>
<p>Interessante la gestione dei livelli, che in Blind Fate: Edo no Yami saranno sempre <strong>ben curati dal punto di vista estetico, ma forse meno ragionati del previsto dal lato del level design; </strong>prestando particolare attenzione all&#8217;articolarsi dei tracciati di gioco infatti avremo modo di percepire una certa monotonia nelle strutture delle sequenze, che pur essendo ovviamente correlata alla meccanica di scorrimento laterale, avrebbe potuto ricevere una maggiore cura.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-251945 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/09/blind-fate-edo-yami-v1-798084.jpg" alt="Blind Fate: Edo no Yami" width="1920" height="1080" /></p>
<h4>Blind Fate: Edo no Yami &#8211; l&#8217;estetica shinto</h4>
<p>Dal punto di vista estetico Blind Fate: Edo no Yami riesce davvero bene a legare visuali e ambient cyberpunk con la grazia e la poesia dell&#8217;epica giapponese; <strong>il comparto tecnico fa buon uso delle possibilità offerte dal Raytracing e da DX12</strong>, finendo per contribuire in maniera positiva alla resa esteriore dell&#8217;opera. Le ambientazioni sono varie e strumentali rispetto alle tappe della storia e della progressione del protagonista, sebbene non siano spesso più audaci di quanto ci aspetteremmo da un mix fra progresso e tradizione.</p>
<p>Come tutti i titoli, anche questo non è esente da alcune problematiche o difficoltà particolari: pur possedendo delle buone hitbox, <strong>specialmente per i meno avvezzi al genere centrare le combo e ottenere un combattimento soddisfacente potrebbe risultare difficile. </strong>Non mancheranno infatti necessarie fasi di trial and error per capire con precisione dove vogliono andare a parare le fasi più concitate del gioco, cosa che danneggia in una qualche forma l&#8217;esperienza.</p>
<p>Pur soffrendo di una mancanza formale di supporto e spiegazioni al giocatore, che finisce per saltare da una minaccia all&#8217;altra, <strong>in Blind Fate: Edo no Yami non mancano momenti memorabili e con un certo grado di epicità, </strong>cosa che ci fa molto piacere riscontrare da un gruppo di sviluppatori nostrani, così lontani dalla realtà giapponese.</p>
<p><iframe title="Blind Fate: Edo no Yami | Official Release Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/BGK7KObo2ak?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>In conclusione, <strong>Blind Fate: Edo no Yami è un hack n slash grintoso, con un&#8217;estetica forte e delle premesse davvero golose</strong>, che però traballano un po&#8217; nelle fasi avanzate dell&#8217;esperienza, quelle in cui ci si aspetterebbe maggiori sicurezze. Nonostante questo, si tratta di un prodotto ricco e interessante, che se siete interessati, avrete modo di <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&amp;q=blind+fate+edo+no+yami+website" target="_blank" rel="noopener">provare personalmente</a></span>.</p>
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		<title>Bright Memory Infinite Recensione: adrenalina e Ray Tracing</title>
		<link>https://www.vgmag.it/250952/bright-memory-infinite-recensione-adrenalina-e-ray-tracing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Maiorana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 15:08:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Z-Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bright Memory Infinite]]></category>
		<category><![CDATA[FYQD-Studio]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div>
<div>Bright Memory Infinite Recensione&#124; Siamo ad agosto, estate e vacanze attendono molte persone ma anche novità sia nel mondo del cinema che dei videogiochi con tante interessanti uscite; e perché no, anche una nostra nuova recensione. Il mondo degli fps, acronimo di first person shooter, è molto fitto di sfide e concorrenza, e di sicuro [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="" width="" height="" title="" alt="" /></div><div><p><em><strong>Bright Memory Infinite Recensione</strong></em>| Siamo ad agosto, estate e vacanze attendono molte persone ma anche novità sia nel mondo del <a href="https://www.vgmag.it/251024/movies-agosto-2022-film-e-serie-da-provare/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0000;">cinema</span></a> che dei <a href="https://www.vgmag.it/250996/videogiochi-agosto-2022-ecco-le-uscite-piu-interessanti/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0000;">videogiochi</span></a> con tante interessanti uscite; e perché no, anche una nostra nuova recensione. Il mondo degli fps, acronimo di first person shooter, è molto fitto di sfide e concorrenza, e di sicuro non si tratta di una sottocategoria molto indicata per chi si trova nell&#8217;industria dei videogiochi in una posizione di debutto. <strong>L&#8217;audience di questo genere è molto esperta e critica quando si parla delle sue meccaniche,</strong> e mantenere fidelizzati i propri fruitori non è qualcosa di molto semplice.</p>
<p><strong>Quando entra in campo un titolo competitivo,</strong> inoltre, <strong>si presentano altre criticità dovute al bilanciamento</strong>, che deve essere sempre tenuto a mente. Fortunatamente però il prodotto che prenderemo in considerazione nella Recensione di oggi, <strong>Bright Memory Infinite</strong>, non è di tipo competitivo. Frutto della cinese <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://twitter.com/fyqd_studio" target="_blank" rel="noopener">FYQD-Studio</a></span> ed edito da <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://playism.com/" target="_blank" rel="noopener">Playism</a></span>, <strong>questo interessante shooter dalle estetiche asiatiche e futuristiche </strong>non mancherà di intrattenerci. Perciò senza alcun indugio, diamo inizio alla nostra recensione di Bright Memory Infinite. Buona lettura!</p>
<p><iframe title="Bright Memory: Infinite - Official Gameplay Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Poj6iZSZmIA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<h3><strong>Bright Memory Infinite</strong> &#8211; Sheila e la sua lotta</h3>
<p>In <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://store.steampowered.com/app/1178830/Bright_Memory_Infinite/" target="_blank" rel="noopener">questo titolo</a></span> seguiremo le vicende della protagonista <strong>Sheila</strong>, un&#8217;agente speciale ed altamente addestrata della Supernatural Science Research Organization (SRO) che viene inviata in varie località ad investigare su eventi paranormali che da qualche tempo stanno coinvolgendo tutto il mondo. <strong>Nonostante le premesse interessanti in questo senso, la trama non si rivela un punto forte del gioco</strong>, finendo per mantenere una comprensibile funzione strumentale solo a giustificare superficialmente il motivo della nostra presenza e dei nostri nemici.</p>
<p>Anche se le vicende rappresentate non saranno preponderanti nel determinare il grado di approvazione dei fruitori, <strong>è innegabile che il titolo manifesti un certo grado di appeal specialmente nel comparto visivo. </strong>Avremo modo di parlare del lato tecnico più avanti, ma per ora vi basti sapere che quest&#8217;opera riesce bene nel spettacolarizzare e rendere decisamente espansive le sue visual e i suoi momenti di maggior tensione.</p>
<p>Senza indulgere troppo nella descrizione della trama, che poco si presta a Bright Memory Infinite se non nella sua funzione di servizio a quanto viene rappresentato, possiamo piuttosto riflettere circa <strong>interessanti richiami</strong> non solo <strong>all&#8217;estetica ma anche al folklore asiatico</strong> e in particolar modo quello <strong>sino-giapponese</strong>; così, anche se siamo in un mondo tecnologicamente avanzato, ecco arrivare <strong>katane, magie, demoni e combattimenti al cardiopalma contro nemici in Yoroi</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-251046 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/07/2.png" alt="Bright Memory: Infinite" width="1920" height="1080" /></p>
<h4><strong>Bright Memory Infinite</strong> &#8211; le meccaniche</h4>
<p>A trainare le sorti di Bright Memory Infinite oltre al core shooter particolarmente pronunciato, <strong>c&#8217;è anche molta attenzione ad una vena action, cosa che si riflette in tutti i lati della produzione</strong>, specialmente quello strutturale. <strong>In un fps, è fondamentale descrivere un prodotto solido e con delle differenziazioni riconoscibili </strong>dai predecessori e dai contemporanei, e su questo lato l&#8217;opera riesce agevolmente mescolando i due generi alla maniera orientale.</p>
<p>La nostra eroina, <strong>Sheila</strong>, avrà a disposizione quattro armi principali e varie opzioni secondarie, incluse abilità tecniche e magiche; <strong>il lato più interessante, tolta la scarsa varietà dei ferri del mestiere, </strong>sarà proprio la nostra capacità di scegliere <strong>l&#8217;arma giusta per la situazione giusta</strong>. Pur non prevedendo situazioni oppure opzioni stealth, <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.xbox.com/it-IT/games/store/bright-memory-infinite-platinum-edition/9nbczcxn2nfq" target="_blank" rel="noopener">il gioco</a></span> include anche la possibilità di un minimo di combattimento verticale, <strong>grazie al rampino che potremo utilizzare egregiamente con l&#8217;architettura delle pagode tipiche dell&#8217;asia.</strong></p>
<p>In termini di varietà dei nemici, Bright Memory: Infinite non riesce ad impressionare. <strong>Pur con estetiche e variazioni accettabili e tolti i boss, </strong>vere colonne di un sistema di combattimento e di progressione come quello in gioco, <strong>l&#8217;opposizione all&#8217;avanzata della protagonista non sarà particolarmente impressionante</strong>, né per personalità, né per intelligenza delle AI, che si limiteranno a combattere ciecamente contro di noi senza montare un&#8217;opposizione ragionata ai nostri combattimenti.</p>
<p>In pratica, alla tipica maniera action, i nemici secondari saranno ridotti a semplici minion da togliere di mezzo come inconvenienze prima di affrontare i loro luogotenenti, i veri bersagli della nostra eroina nel corso delle sue investigazioni.<strong> Quando un titolo non riesce a trovare funzioni alternative all&#8217;ostacolo per gli scagnozzi, la cosa finisce per danneggiare vagamente l&#8217;esperienza</strong>, specialmente nei casi in cui questi bersagli minori sono in grande numero e bloccano il progresso a quelli maggiori.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-251050 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/07/ss_b017cf633a1e6b16f6d98aa93c23a349ff0de6de.1920x1080.jpg" alt="Bright Memory: Infinite" width="1920" height="803" /></p>
<h4><strong>Bright Memory Infinite &#8211; il comparto tecnico<br />
</strong></h4>
<p>Insomma, ci troviamo tra elementi positivi e negativi che finiscono per entrare in conflitto tra loro, e a soffrirne è anche il comparto tecnico di Bright Memory Infinite, titolo basato sul solido e popolare Unreal Engine 4. <strong>Il piano di comunicazione e di marketing di Bright Memory Infinite non manca di porre enfasi sul supporto alla tecnologia del Ray Tracing</strong>, che in questi mesi ha attirato molte attenzioni da parte del pubblico di internet.</p>
<p>A mancare non è neanche il supporto alla tecnologia DLSS di Nvidia, in grado di dare preziosi contributi alla fluidità e alla qualità delle prestazioni. Tuttavia, è necessario evidenziare come vi sia ben poca cura rispetto l&#8217;ottimizzazione. <strong>Non mancano cali di frame e poco savio uso delle possibilità offerte dal Ray Tracing</strong>; un titolo con molta enfasi sulla spettacolarizzazione delle visual finisce per frustrare i giocatori particolarmente desiderosi di sperimentarla, anche su sistemi high end.</p>
<p>Nelle cutscenes della storia, la protagonista sembra inespressiva e innaturale, cosa che in alcuni casi fa anche sorridere.<strong> Non possiamo poi fare a meno di palesare alcuni bug che, pur non danneggiando in grande entità il gameplay</strong>, si sono ripetuti durante le nostre partite, e<strong> talvolta hanno impedito di proseguire le nostre partite, </strong>bloccando l&#8217;apparizione dei nemici o addirittura l&#8217;interazione con il mondo di gioco.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-251047 aligncenter" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2022/07/b2_wtdt-scaled.jpg" alt="Bright Memory: Infinite" width="2560" height="1440" /></p>
<p><strong>Bright Memory Infinite è un titolo dallo stile interessante e da un sistema di combattimento particolarmente frenetico, che ha certamente tutte le carte in regola per appassionare e impegnare i videogiocatori. Tuttavia, non è esente da dei difetti che appaiono in qualche forma strutturali, sia dal punto del game design che dall&#8217;esecuzione tecnica dell&#8217;intera esperienza. L&#8217;intervento decisivo sulle sue sorti in termini di successo personale lo faranno gli sviluppatori, che dovranno essere in grado di correggere i bug e i problemi all&#8217;ottimizzazione per garantire ai fruitori la miglior esperienza possibile.<br />
</strong></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/250952/bright-memory-infinite-recensione-adrenalina-e-ray-tracing/">Bright Memory Infinite Recensione: adrenalina e Ray Tracing</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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