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	<title>Doctor Who Modern - Vgmag.it</title>
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		<title>Doctor Who Gran Finale Recensione: Adieu mon Docteur!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio D'Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 16:30:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/doctor-who-2-finale.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="Doctor Who" /></div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/doctor-who-2-finale.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="Doctor Who" /></div><div><p><strong>Doctor Who Gran Finale</strong>, un doppio ed emozionante episodio per concludere in maniera esplosiva l&#8217;ultima stagione che, se avete seguito le nostre recensioni, si è rivelata davvero di ottima fattura, brillante e spumeggiante. Un dittico che presenta anche una realtà alternativa distopica molto stimolante, un risveglio eroico, in cui ogni personaggio riprende il suo ruolo tradizionale, ed una pletora di protagonisti vecchi e nuovi, in un vero festival citazionistico, col ritorno dal passato remoto e più recente di figure che hanno scritto la storia della saga, persino iconiche in alcuni casi. Purtroppo sappiamo già che bisognerà aspettare fino al futuristico anno 2027 per avere una nuova stagione, e non si sa ancora se sulla sola <strong>BBC</strong> o nuovamente su <strong><a href="http://www.disneyplus.com">Disney+</a></strong>. Ma una cosa è certa, il Dottore impersonato da <strong>Ncuti Gatwa</strong> resterà negli annali della saga, grazie al suo carattere brillante e fuori dalle righe.</p>
<figure id="attachment_358203" aria-describedby="caption-attachment-358203" style="width: 1537px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-358203 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Gran-Finale-1.jpg" alt="Doctor Who Gran Finale" width="1537" height="1023" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Gran-Finale-1.jpg 1537w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Gran-Finale-1-300x200.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Gran-Finale-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Gran-Finale-1-768x511.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Gran-Finale-1-450x300.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Gran-Finale-1-780x519.jpg 780w" sizes="(max-width: 1537px) 100vw, 1537px" /><figcaption id="caption-attachment-358203" class="wp-caption-text">Chi saranno questi misteriosi androidi appassionati di calcolo? Lo scopriremo visitando l&#8217;Underworld!</figcaption></figure>
<h3>Il delizioso gusto citazionistico di Russell T Davies</h3>
<p>Per un degno finale della seconda stagione il beffardo <strong>Russell T Davies</strong>, showrunner ed anche autore della trama, ha deciso che sarebbero stati meglio due episodi della serie, di cui uno di lunga durata, per meglio articolare la storia. Riempiendola di momenti interessanti, grandi citazioni dal passato, ritorni eccellenti, dilemmi morali e scelte estreme. Perché salvare il mondo non è cosa da tutti, ma il Dottore è pronto a farlo, senza lasciare indietro mai nessuno, in qualunque circostanza. Al massimo, nel farlo, si romperà qualche tazza da colazione. I lettori più sensibili collezionisti di <strong>Tazze Mug</strong> (come l&#8217;autore dell&#8217;articolo!) sono avvertiti, nel primo episodio in particolare ci sarà una vera strage di simpatiche tazze arancioni, colore simbolico, che tornerà in diversi elementi d&#8217;arredo, accessori e motoveicoli. Ma andiamo con ordine. Il dittico inizia con l&#8217;episodio &#8220;<em>Wish World</em>&#8220;, codice di produzione <strong>DWM 02&#215;07</strong>, che in <strong>Italia</strong> è stato localizzato col titolo &#8220;<em>Il mondo dei desideri</em>&#8220;, e si conclude con &#8220;<i>The Reality War&#8221;</i>, codice <strong>DWM</strong> <strong>02&#215;08</strong>, diffuso nel Belpaese come &#8220;La guerra della realtà&#8221;. Parlando della localizzazione italiana non si può non citare <strong>Gabriella Cordone Lisiero</strong>, vecchia conoscenza per gli appartenenti allo <strong>STIC, Star Trek Italian Club</strong>, che ha svolto un lavoro eccezionale per l&#8217;adattamento nostrano.</p>
<p>Il conteggio reale è più complicato però. Per i &#8220;puristi&#8221; che seguono i numeri delle stagioni dai tempi della cosiddetta <strong>Serie Classica</strong> questa sarebbe comunque la Stagione 49, oppure Stagione 15, se ci si limita a contare dalla <strong>Serie Revival</strong>. Quindi, se siete da poco entrati nel fantastico universo della saga <strong>Doctor Who</strong> avete parecchio da recuperare. Ma perché andiamo così indietro nel tempo? Non (solo) per mera nostalgia del passato, sia chiaro, ma perché, alla realtà dei fatti, per comprendere pienamente trama e personaggi di questi due episodi bisogna tornare parecchio indietro. Non solo vengono coinvolti infatti alcuni  dei protagonisti visti negli <strong>Speciali per i Sessanta Anni della Saga</strong>, di cui abbiamo parlato <a href="https://www.gamesvillage.it/7180695/doctor-who-the-star-beast-recensione-60-anni-indimenticabili/">in questa pagina</a>, e nelle due stagioni appena viste su <strong>Disney+</strong>, ma anche molti volti del passato che provengono proprio dalle due serie appena citate. Per Revival il problema è relativo, perché si tratta comunque di una produzione relativamente recente e facilmente recuperabile, tramite Cofanetti <strong>DVD</strong> o fruizione streaming, ma per gli episodi classici il discorso è più complesso. Le citazioni scelte da <strong>Russell T Davies</strong>, infatti, vanno a pescare da tre Serial (così erano raggruppati gli episodi nella serie originale, similmente a <strong>TEX</strong> o <strong>ZAGOR</strong> nei fumetti) datati anni settanta ed ottanta.</p>
<figure id="attachment_358205" aria-describedby="caption-attachment-358205" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-358205 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/8wiUn2BtmAn2kypSYYEvgk.jpg" alt="Doctor Who Gran Finale" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/8wiUn2BtmAn2kypSYYEvgk.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/8wiUn2BtmAn2kypSYYEvgk-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/8wiUn2BtmAn2kypSYYEvgk-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/8wiUn2BtmAn2kypSYYEvgk-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/8wiUn2BtmAn2kypSYYEvgk-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/8wiUn2BtmAn2kypSYYEvgk-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/8wiUn2BtmAn2kypSYYEvgk-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/8wiUn2BtmAn2kypSYYEvgk-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-358205" class="wp-caption-text">Tre dei quattro pericolosi villain proposti dall&#8217;episodio del Gran FInale!</figcaption></figure>
<p>In particolare <strong>Doctor Who Gran Finale </strong>propone dei villain storici, OMEGA e La Rani, con inclusa La Rani bigenerata, che, a differenza dei Dalek o dei Cyberman, peraltro totalmente assenti dalla stagione, fanno invece parte della stirpe dei Signori Del Tempo, e che, come Il Maestro, sono decisamente delle vecchie conoscenze del Dottore. Molto vecchie, per la gioia dei nostalgici e la disperazione dei neofiti. Si inizia dalla vetusta Stagione 10, con &#8220;<em>The Three Doctors&#8221;</em> Serial 065 del 1973, (diviso in quattro episodi), per proseguire con la Stagione 22 in cui troviamo  &#8220;<i>The Mark of the Rani&#8221;</i>, Serial 144 del 1985 (diviso in due episodi), e si passa per la Stagione 24 con &#8220;<i>Time and the Rani&#8221;</i>, serial 139 risalente al 1987 (diviso in quattro episodi). La storia si completa inoltre nel 1993, in un breve speciale fuori serie, quando la Classica è già conclusa, con  &#8220;<i>Dimensions in Time&#8221;</i>, che fa parte della <strong>Maratona Benefica annuale BBC Children in Need</strong>. Tutto questo materiale, è bene saperlo, è totalmente inedito in <strong>Italia</strong>. Consigliamo caldamente di recuperare gli episodi classici in lingua originale per una maggiore comprensione dei personaggi.</p>
<figure id="attachment_358204" aria-describedby="caption-attachment-358204" style="width: 1140px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-358204 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Underworld.jpg" alt="Doctor Who Gran Finale" width="1140" height="570" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Underworld.jpg 1140w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Underworld-300x150.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Underworld-1024x512.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Underworld-768x384.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Underworld-450x225.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Doctor-Who-Underworld-780x390.jpg 780w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /><figcaption id="caption-attachment-358204" class="wp-caption-text">Nel mondo dell&#8217;Underworld abita anche Melanie, una vecchia conoscenza del Dottore!</figcaption></figure>
<h3>La piatta e pacata vita dell&#8217;anonimo impiegato John Smith&#8230;</h3>
<p>Per i fan di vecchia data della saga la trama risulta ovviamente più comprensibile, ma vengono comunque date delle blande spiegazioni dei personaggi del passato, soprattutto quello remoto. La storia di base è relativamente semplice, ed inizia con &#8220;<em>Wish World</em>&#8220;, in cui facciamo la conoscenza di una realtà alternativa, in cui Doctor e Belinda si ritrovano sposati, con tanto di piccola bambina di nome Poppy, in quello che viene chiamato &#8220;Underworld&#8221;. Questo mondo distopico contiene praticamente tutti i personaggi già visti nella serie, ma in ruoli decisamente non convenzionali ed anzi antitetici alla realtà. Come in ogni distopia che si rispetti, chiunque ha dei dubbi può essere arrestato e portato via dal regime dittatoriale che detiene il potere, denunciato dai suoi stessi parenti. Un mondo di gravi disparità, dove è ovviamente proibita ogni forma di diversità di pensiero ed azione, inclusa l&#8217;omosessualità e tutti sono uniformati. Un mondo folle,  simile agli anni cinquanta reali del passato terrestre, ideale ma sottilmente estraniante, in cui solo alcuni si rendono conto che qualcosa non va come dovrebbe essere. Tra questi Ruby Sunday ed un gruppo di disabili isolati dalla società.</p>
<p>Persino la UNIT diventa una bizzarra società commerciale, dove lavora il Dottore sotto il nome di John Smith, inconsapevole della propria vera identità. Il Dottore si ritrova quindi prigioniero di questa bizzarra non-realtà, dove è normale che degli enormi scheletri di dinosauri passeggino per le città, ed una misteriosa Donna senza nome appaia su un motorino volante. Si tratta infatti de La Rani, nemico storico del Dottore, che ha fatto evadere di prigione il malvagio Conrad Clark, ex di Ruby, che ora è figura devozionale del nuovo mondo, e che legge in schermi giganti ed uniformati le &#8220;favole&#8221; del Doctor Who, personaggio di fantasia protagonista di libri di intrattenimento. Curiosità, i volumi esistono davvero! Nel secondo episodio il Dottore, tramite l&#8217;intervento di alcuni vecchi amici, prende consapevolezza di sè, capisce che le Tazze Mug sono un segnale di non-realtà, e combatte con i suoi vecchi nemici per salvare la realtà, ed una vita in particolare, che si rivela speciale. La regia, affidata a <strong>Alex Sanjiv Pillai</strong>, che abbiamo conosciuto già nello speciale natalizio &#8220;<em>Joy To The World</em>&#8220;, che trovate <a href="https://www.vgmag.it/329498/doctor-who-joy-to-the-world-recensione-un-natale-speciale/">in questa pagina</a>, è molto tecnica, pacata quando serve e brillante nei momenti d&#8217;azione, sposandosi bene con la complessa trama ideata da <strong>Russell T Davies</strong>.</p>
<figure id="attachment_358207" aria-describedby="caption-attachment-358207" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-358207 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/DWTV-Gallery-WishWorld-12-4311fc4edd.jpg" alt="Doctor Who Gran Finale" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/DWTV-Gallery-WishWorld-12-4311fc4edd.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/DWTV-Gallery-WishWorld-12-4311fc4edd-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/DWTV-Gallery-WishWorld-12-4311fc4edd-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/DWTV-Gallery-WishWorld-12-4311fc4edd-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/DWTV-Gallery-WishWorld-12-4311fc4edd-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/DWTV-Gallery-WishWorld-12-4311fc4edd-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/DWTV-Gallery-WishWorld-12-4311fc4edd-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/DWTV-Gallery-WishWorld-12-4311fc4edd-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-358207" class="wp-caption-text">Le Tazze Mug non sono quello che sembrano&#8230; (per citare David Lynch!)</figcaption></figure>
<h3>Doctor Who Gran Finale, un Cast All Stars commovente!</h3>
<p>Altro non vogliamo dirvi della emozionante trama, per non rovinarvi la visione, ma preferiamo concentrarci sull&#8217;eccezionale cast dei due episodi finali. <strong>Ovviamente se non volete spoiler indiretti, saltate la lettura di questo paragrafo!</strong> Oltre ai due protagonisti principali, ovvero <strong>Ncuti Gatwa</strong>, nei panni del Doctor e la sua compagna <strong>Varadu Sethu</strong>, qui nei panni impossibili di sua moglie, troviamo <strong>Millie Gibson</strong>, nei panni di una Ruby che il Dottore della realtà alternativa non riesce a riconoscere, ma che lei sa essere qualcun altro. Compaiono anche i membri della UNIT, col cast al completo, incluse <strong>Bonnie Langford</strong> nei panni della ex companion storica Melanie Bush, <strong>Jemma Redgrave</strong> in quelli di Kate Lethbridge-Stewart e  l&#8217;enigmatica <strong>Susan Twist</strong> nei panni di Susan Triad, ovviamente ignari degli avvenimenti. Spiccano poi <strong>Anita Dobson</strong>, la Miss Flood che per tanti episodi ci ha fatto penare sulla sua reale identità, e che adesso, dopo una bizzarra bigenerazione avvenuta durante il concerto spaziale, ha assunto un ruolo secondario, ma ben preciso, ovvero come parte della nemesi del Dottore, La Rani. Una delle due, la meno dominante a quanto pare, e la bravissima attrice indiana <strong>Archie Panjabi</strong>, anche lei La Rani, che ricordiamo per la serie <strong>The Good Wife</strong>, spicca per una interpretazione davvero ottima, che non fa rimpiangere il personaggio storico. Si narra che La Rani ed il Dottore, in altre vite, siano stati persino amanti&#8230;</p>
<p>Altro villain molto pericoloso è Conrad Clark, interpretato da <strong>Jonah Hauer-King</strong>, che abbiamo conosciuto nell&#8217;episodio &#8220;<em>Lucky Day</em>&#8221; che trovate <a href="https://www.vgmag.it/353068/doctor-who-lucky-day-recensione-segreti-e-bugie/">qui</a>, ma nulla supera OMEGA, padre di tutti i Signori del Tempo, che ha sfruttato il Timeless Child per creare i viaggi nel tempo, ed ora pare sia diventato completamente pazzo! Il personaggio è realizzato in computer grafica ed è purtroppo snaturato dalla scelta stilistica dell&#8217;episodio. Nel ruolo della tenera Poppy, figlia &#8220;alternativa&#8221; del Dottore troviamo la piccola <strong>Sienna-Robyn Mavanga-Phipps</strong>. Non manca nemmeno Rose Temple-Noble, figlia di Donna Noble, e compagna del Quattordicesimo Dottore, proveniente direttamente dagli speciali del sessantennale, interpretata dalla splendida <strong>Yasmin Finney</strong>. Due apparizioni brevi per <strong>Carole Ann Ford</strong> nei panni della storica nipote del Primo Dottore, Susan Foreman, il cui arco narrativo, chiaramente, non è affatto chiuso, oltre che per <strong>Jonathan Groff</strong>, interprete di Rogue, grande amore del Dottore. Un ruolo chiave lo interpreta poi una persona che, invece, da questo grande amore è rimasta, a quanto pare, molto delusa, ovvero Anita, si, proprio la proprietaria dell&#8217;albergo dove il Dottore ha vissuto un anno intero, nella Inside Story dell&#8217;episodio<em> &#8220;Joy To Te World</em>&#8221; e di cui, finalmente, sappiamo i reali sentimenti per l&#8217;alieno di Gallifrey. Anita è interpretata dalla talentuosa <strong>Stephanie de Whalley</strong>, che è davvero un piacere rivedere sullo schermo.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/358158/doctor-who-gran-finale-recensione-adieu-mon-docteur/gall01-doctor-who/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/gall01-Doctor-Who-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
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<a href='https://www.vgmag.it/358158/doctor-who-gran-finale-recensione-adieu-mon-docteur/gall-06-poppy-e-belinda/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="179" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/gall-06-poppy-e-belinda-300x179.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>

<p>Davvero tantissimi personaggi, che vengono ripescati in maniera nostalgica da decenni e decenni di produzioni a tema <strong>Doctor Who</strong>. Ma quando ormai la commozione dei fan storici ed il fanservice più sfrenato sono alle stelle, compresa l&#8217;immancabile galleria con le scene di tutti i vecchi Dottori, ecco che arrivano due attrici inaspettate, ovvero la &#8220;Dottoressa&#8221; in persona (come la chiamano scherzosamente i fan della saga) ovvero <strong>Jodie Whittaker</strong>, e persino, all&#8217;ultimo secondo, Rose Tyler, che, come abbiamo detto nella news che trovate <a href="https://www.vgmag.it/358139/billie-piper-linaspettato-ritorno-in-doctor-who/">in questa pagina</a>, lega il suo ritorno al prossimo speciale dedicato ai venti anni di <strong>Doctor Who Revival</strong>, interpretata dall&#8217;indimenticabile <strong>Billie Piper</strong>. Parlando di voti, anche se questa saga si ama e non si giudica davvero mai, solo per il cast <strong>Doctor Who Gran Finale</strong> dovrebbe prendere 11. Ed anche per il forte messaggio sentimentale del suo finale, a dirla tutta, che ogni persona è importante, nessuno meno degli altri, perché il Mondo sia quello giusto.</p>
<p><iframe title="The Making of Wish World | Doctor Who Unleashed | FULL EPISODE | Season 2 | Doctor Who" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/-0JTepA27OA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>Un episodio doppio emozionante, questo Doctor Who Gran Finale, ricchissimo per trama, complessità e trovate di ogni tipo, magari con qualche difettuccio di coerenza qua e là, oltre che una sorta di &#8220;spreco&#8221; per dei villain così iconici che, da soli, reggerebbero stagioni intere. Ma, soprattutto, stavolta niente Dalek! Su Skaro, per protesta, come riportato dalla ABC (Alien Broadcasting Corporation) non rinnoveranno l&#8217;abbonamento a Space-Disney+. Sul nostro pianeta invece, per restare in tema, la collaborazione tra la casa di Topolino e BBC non è stata ancora confermata, ma il Dottore tornerà con una nuova stagione, già in produzione, nel futuristico 2027. Potrebbe anche visitare Nuova Nuova Delhi, siete avvertiti! La miglior serie di Fantascienza di sempre si rigenera ogni volta. Non vediamo l&#8217;ora!</strong></p>
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</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/358158/doctor-who-gran-finale-recensione-adieu-mon-docteur/">Doctor Who Gran Finale Recensione: Adieu mon Docteur!</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Billie Piper, l&#8217;inaspettato ritorno in Doctor Who!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio D'Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 11:34:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-Doctor-Who-2005.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="" /></div>
<div>Billie Piper è una attrice britannica che non ha certo bisogno di presentazioni, soprattutto per il grande pubblico della saga cult Doctor Who. L&#8217;artista è infatti diventata nota sul piccolo schermo grazie ad un ruolo chiave, tra i più importanti della TV inglese. Nell&#8217;ormai lontano 2005, esattamente venti anni fa, ha infatti debuttato come nuova [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-Doctor-Who-2005.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="" /></div><div><p><strong>Billie Piper</strong> è una attrice britannica che non ha certo bisogno di presentazioni, soprattutto per il grande pubblico della saga cult <strong>Doctor Who</strong>. L&#8217;artista è infatti diventata nota sul piccolo schermo grazie ad un ruolo chiave, tra i più importanti della TV inglese. Nell&#8217;ormai lontano 2005, esattamente venti anni fa, ha infatti debuttato come nuova companion della riedizione moderna di <strong>Doctor Who</strong>, all&#8217;epoca nota solo come &#8220;nuova serie&#8221; in contrapposizione alla &#8220;serie classica&#8221; andata in onda tra il 1963 ed il 1989 per ben ventisei entusiasmanti stagioni. Di cui purtroppo pochissimi episodi giunti anche in Italia. Oggi la seconda serie, andata in onda dal 2005 al 2022, è stata etichettata dal network <strong>BBC</strong>, per volere dello stesso showrunner <strong>Russell T Davies</strong>, come sappiamo, <strong>Doctor Who Revival</strong>, pur mantenendo il nome ufficiale nel solo <strong>Doctor Who</strong> senza suffissi di sorta. Pur rivista in alcune scene già nella &#8220;nuova nuova serie&#8221; (come insiste il nostro divertente tormentone), ovvero <strong>Doctor Who Modern</strong>, con protagonista l&#8217;eccezionale <strong>Ncuti Gatwa</strong>, la talentuosa ed amatissima <strong>Billie Piper</strong> non si è accontentata però di restare nello stretto ruolo di &#8220;spalla&#8221; del protagonista principale, ed ecco che, durante l&#8217;ultima puntata del <strong>Gran Finale</strong> della seconda stagione, di cui a breve arriverà la recensione su <strong>VGMAG</strong>, è successo qualcosa di incredibile, che ha fatto letteralmente impazzire <strong>Internet</strong>. Con il volto di <strong>Billie Piper</strong> praticamente su ogni sito web dedicato all&#8217;intrattenimento, blog e social d&#8217;ogni sorta.</p>
<figure id="attachment_358146" aria-describedby="caption-attachment-358146" style="width: 962px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-358146 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-Dottoressa.jpg" alt="Billie Piper" width="962" height="641" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-Dottoressa.jpg 962w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-Dottoressa-300x200.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-Dottoressa-768x512.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-Dottoressa-450x300.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-Dottoressa-780x520.jpg 780w" sizes="(max-width: 962px) 100vw, 962px" /><figcaption id="caption-attachment-358146" class="wp-caption-text">Una &#8220;nuova nuova Dottoressa&#8221;? Forse c&#8217;è sotto qualcosa di diverso, intuiscono i fan più fedeli della longeva saga sci-fi!</figcaption></figure>
<h3>Billie Piper, protagonista del Festival dello Spoiler di Doctor Who!</h3>
<p><strong>ATTENZIONE, se come tutti noi odiate gli spoiler non continuate a leggere questa news</strong>, anzi, alzatevi e correte a staccare i vostri collegamenti col mondo digitale, i cavi del router, tranciate le antennine wi-fi e disattivate quei modernissimi microcomputer tascabili del <strong>Pianeta Terra</strong> noti come <strong>Smartphone</strong>, cari terrestri. Copritevi occhi ed orecchie con mani e sciarpe di lana scozzese (in onore di <strong>Peter Capaldi</strong>), perché tutti sul web, a partire dalla stessa <strong>BBC,</strong> a poche ore dalla trasmissione dell&#8217;episodio su <a href="http://www.disneyplus.com">Disney+</a>, hanno diffuso un inequivocabile fotogramma in cui si vede <strong>Billie Piper</strong> con accanto le onde energetiche tipiche della rigenerazione! Ebbene si, quello che già si sapeva da tempo, ovvero che l&#8217;attuale titolare del ruolo di Dottore, ovvero l&#8217;attore <strong>Ncuti Gatwa</strong>, avesse firmato per due sole stagioni, è stato confermato nel <strong>Gran Finale</strong>, dove per altro compaiono, come diremo nella recensione, davvero tantissimi personaggi del passato remoto e recente della saga, per la felicità dei fan. La cosa che, però, davvero nessuno aveva in mente&#8230;</p>
<p><strong>Russell T Davies</strong> ha infatti stupito tutti andando a riprendere un personaggio iconico! <strong>Billie Piper fa il suo trionfale ed inaspettato ritorno in Doctor Who</strong>, apparentemente nei panni del nuovo Dottore! Dopo un ovvio smarrimento iniziale, però è facile immaginare che il tutto sia finalizzato ad una sorta di celebrazione per poco, tempo di uno o due speciali, anche perché nei credits finali non c&#8217;è scritto &#8220;<em>introducing Billie Piper as The Doctor</em>&#8221; ma solo &#8220;<em>introducing Billie Piper</em>&#8220;, quindi non è un ruolo ancora sicuro. Ed in molti ironizzano che la &#8220;nuova nuova Dottoressa&#8221; (dopo <strong>Jodie Whittaker</strong>) potrebbe prendere come companion proprio il quattordicesimo dottore, da poco bigenerato, quindi ancora in giro sul <strong>Pianeta Terra</strong>! Ma la sua sola apparizione in pochi fotogrammi ha intanto fatto esplodere <strong>Internet</strong>! Del resto si tratta di uno dei personaggi più amati di sempre, per altro tra le poche companion che possono persino vantare una relazione amorosa con il Dottore, cosa molto rara nel corso della saga. Rose Tyler, ed il suo doppelganger malvagio Bad Wolf, sono ormai leggenda.</p>
<figure id="attachment_358145" aria-describedby="caption-attachment-358145" style="width: 1440px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-358145 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-ieri-ed-oggi.jpg" alt="Billie Piper" width="1440" height="1018" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-ieri-ed-oggi.jpg 1440w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-ieri-ed-oggi-300x212.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-ieri-ed-oggi-1024x724.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-ieri-ed-oggi-768x543.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-ieri-ed-oggi-450x318.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Billie-Piper-ieri-ed-oggi-780x551.jpg 780w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /><figcaption id="caption-attachment-358145" class="wp-caption-text">Billie Piper e David Tennant, la coppia di attori più iconica per la nuova serie di Doctor Who, iniziata venti anni fa, nel 2005.</figcaption></figure>
<h3>David Tennant parla dello speciale per il ventennale del Doctor Who!</h3>
<p>Una notizia dell&#8217;ultimo minuto che aggiunge ulteriore hype a questo grandioso ritorno di <strong>Billie Piper</strong>. Sulla pagina <strong>Facebook</strong> di <strong>David Tennant</strong>, infatti, si legge che <strong>BBC</strong> ha appena annunciato un interessante episodio speciale ideato per festeggiare i venti anni della nuova serie di <strong>Doctor Who</strong>, iniziata esattamente nel 2005.  Lo troverete <a href="https://www.bbc.co.uk/programmes/m002df9f">in questa pagina</a>. Queste le sue esatte parole:</p>
<blockquote><p><strong>Doctor Who: Unleashed</strong> atterrerà sabato 7 giugno alle 6:00 su <strong>BBC iPlayer</strong>, con trasmissioni più tardi su <strong>BBC One Wales</strong> e <strong>BBC Three</strong>. Questo episodio speciale fa un tuffo nostalgico nell&#8217;eredità del revival del 2005 con David e Billie tra un gruppo di cast e creativi che riflettono sul loro tempo nel TARDIS e su cosa lo show ha significato per i fan in vent&#8217;anni. Se eri lì da &#8220;Corri! ” o unito alla corsa da qualche parte lungo il vortice&#8230; questa è per te. (<strong>David Tennant</strong>)</p></blockquote>
<p><iframe title="The Fifteenth Doctor Regenerates 🔥 | The Reality War | Doctor Who" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/WgGnnN6KmB4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/358139/billie-piper-linaspettato-ritorno-in-doctor-who/">Billie Piper, l&#8217;inaspettato ritorno in Doctor Who!</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Doctor Who The Story &#038; The Engine Recensione: raccontami una storia&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio D'Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2025 16:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
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		<category><![CDATA[Makalla McPherson]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-00-cover-VGMAG.jpg" width="1888" height="1062" title="" alt="" /></div>
<div>Doctor Who The Story &#38; The Engine è il quinto episodio di questa appassionante seconda stagione di Doctor Who Modern, che sta pian piano non solo consolidando il personaggio, ma anche delineando delle caratteristiche peculiari del Quindicesimo Doctor. Una puntata in cui, dopo l&#8217;assenza forzata del protagonista nella precedente, il millenario alieno torna protagonista delle [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/354402/doctor-who-the-story-the-engine-recensione-raccontami-una-storia/">Doctor Who The Story &#038; The Engine Recensione: raccontami una storia&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-00-cover-VGMAG.jpg" width="1888" height="1062" title="" alt="" /></div><div><p><strong>Doctor Who The Story &amp; The Engine</strong> è il quinto episodio di questa appassionante seconda stagione di <strong>Doctor Who Modern</strong>, che sta pian piano non solo consolidando il personaggio, ma anche delineando delle caratteristiche peculiari del Quindicesimo Doctor. Una puntata in cui, dopo l&#8217;assenza forzata del protagonista nella precedente, il millenario alieno torna protagonista delle sue storie. Proprio le storie da lui vissute in così tanto tempo, oltretutto, diventano fondamentali nell&#8217;economia dell&#8217;episodio stesso. Una scrittura frammentaria, che sembra quasi un collage artistico sospeso tra mito e realtà, e tra ricordi e nostalgia. Un misterioso Barbiere africano tiene in ostaggio nella sua bottega dei clienti costringendoli a narrare storie per alimentare un motore alieno! Si, poteva succedere solo in <strong>Doctor Who</strong> una cosa del genere. Prepariamoci ad atterrare col TARDIS nel 2019, perché il 2025 è ancora misteriosamente bloccato!</p>
<figure id="attachment_354545" aria-describedby="caption-attachment-354545" style="width: 1280px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-354545 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-01.jpg" alt="Doctor Who The Story &amp; The Engine" width="1280" height="720" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-01.jpg 1280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-01-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-01-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-01-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-01-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-01-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption id="caption-attachment-354545" class="wp-caption-text">La location della bottega del barbiere è davvero affascinante, speriamo di rivederla in qualche episodio futuro</figcaption></figure>
<h2>Deus Ex Machina? Scopriamo il Motore a Storie!</h2>
<p>Con la distribuzione settimanale decisa da <a href="http://www.disneyplus.com">Disney+</a> dobbiamo ogni volta attendere ben sette lunghi giorni terrestri per tornare a gustarci le storie del nostro alieno preferito, e questo ci sembra sempre un tempo lunghissimo. Già, perché questa seconda stagione è decisamente appassionante e verrebbe voglia di poterla godere tutta di seguito, in maratona binge in un week-end casalingo tra onde di pop-corn al caramello e sfiziose mousse al formaggio, con buona pace del festival del colesterolo nelle nostre arterie! &#8220;<em>Mmmm colesterolo&#8221;</em>, direbbe il protagonista dei <strong>Simpson</strong>, altra serie cult che spesso ha citato la saga <strong>Doctor Who</strong> nelle sue parodie. Dopo aver visto un bizzarro episodio &#8220;Doctor-Less&#8221;, che potete trovare <a href="https://www.vgmag.it/353068/doctor-who-lucky-day-recensione-segreti-e-bugie/">in questa pagina</a>, e che però ci ha anticipato un gustoso spin-off dedicato alla UNIT di prossimo debutto, finalmente la mancanza viene colmata. Ora è il turno di una puntata in cui il Doctor non solo è protagonista assoluto, ma, per motivi finalizzati alla trama stessa, ci racconta persino alcuni interessanti momenti del suo millenario passato. In cui, peraltro, scopriamo un fatto molto interessante, ovvero l&#8217;incontro del Dottore con celebri creature della mitologia terrestre. Dopo aver avuto recentemente a che fare con divinità malvagie, ecco che si parla ancora di entità simili, andando ad incrementare gli episodi &#8220;mistici&#8221; che si uniscono alla classica sci-fi.</p>
<p>Tornano infatti ben due filoni trasversali della saga, ovvero, oltre all&#8217;appena citato rapporto tra Doctor e Mito, anche il controverso &#8220;Ciclo narrativo del Bambino senza tempo&#8221;, ideato da <strong>Chris Chibnall</strong> ed ormai ufficialmente canonico, con tanto di interessante cameo del Fugitive Doctor ed una commovente carrellata dei Dottori storici del passato, che appare per la prima volta durante la cosiddetta <strong>The Gatwa Era</strong>, con l&#8217;attuale Dottore. Peraltro il fatto che per la &#8220;prima volta (o quasi)&#8221; Doctor si sia incarnato in una persona di pelle nera, perlomeno nelle incarnazioni ufficiali, appunto, riporta anche il tema del razzismo, già visto nell&#8217;episodio della prima stagione &#8220;Dot and Bubble&#8221; che trovate recensito <a href="https://www.vgmag.it/282249/doctor-who-dot-and-bubble-recensione-cittabella-e-in-pericolo/"> in questa pagina</a>. Un episodio quindi dalle molteplici chiavi di lettura, impostato sapientemente come un vero e proprio libro diviso in capitoli, perfetto per la narrazione di questa trama basata sull&#8217;importanza delle storie da raccontare, e che speriamo non resti un semplice &#8220;one-shot&#8221;, ma possa evolvere anche con influenze sulla trama orizzontale. Il personaggio del misterioso Barbiere, infatti, non viene esplicato in modo completo, e sembra aver lasciato uno spiraglio per un suo possibile ritorno, specie per capire chi sia davvero, come abbia potuto creare quello che ha costruito, e in quali rapporti sia realmente con le creature mitologiche. Il fatto che il Dottore possa averle incontrate è una sorta di &#8220;concessione narrativa&#8221;, che dalla fantascienza classica passa alla mitologia. Fatto comunque non del tutto nuovo nella saga, lo ricordiamo. Non da meno l&#8217;interessante concetto del Motore a storie, che unisce scienza e mitologia.</p>
<figure id="attachment_354546" aria-describedby="caption-attachment-354546" style="width: 1247px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-354546 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-02.jpg" alt="Doctor Who The Story &amp; The Engine" width="1247" height="705" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-02.jpg 1247w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-02-300x170.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-02-1024x579.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-02-768x434.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-02-450x254.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Doctor-Who-The-Story-02-780x441.jpg 780w" sizes="(max-width: 1247px) 100vw, 1247px" /><figcaption id="caption-attachment-354546" class="wp-caption-text">Il Dottore è perfettamente calato nello splendido setting africano, ed anche l&#8217;attore Ncuti Gatwa, originario del Ruanda, riscopre metaforicamente le sue origini.</figcaption></figure>
<h2>Doctor Who The Story &amp; The Engine: ogni storia del passato è importante!</h2>
<p>Prima di raccontare le basi della intrigante trama dell&#8217;episodio<strong> DWM 02&#215;05</strong> è importante introdurre il suo autore. Debutta infatti nella saga il talentuoso <strong>Inua Ellams</strong>, classe 1984, autore nigeriano il cui nome completo è <b>Inua Marc Mohammed Onore de Ellams II</b>. Un vero acquisto di qualità, poiché si tratta di un poeta drammaturgo, scrittore ed autore teatrale, di successo internazionale, che nel <strong>Regno Unito</strong> è diventato una vera e propria leggenda, grazie a molte delle sue opere, tra cui <b>Barber Shop Chronicles</b>, che, come intuibile, si collega proprio all&#8217;episodio di cui parliamo oggi. Dobbiamo ammetterlo, <strong>Doctor Who</strong> riesce sempre a stupirci, in positivo! La trama di <strong>Doctor Who The Story &amp; The Engine</strong> riprende proprio &#8220;i racconti del barbiere&#8221;, coinvolgendo il Dottore. Piccola curiosità, l&#8217;opera teatrale intrecciava storie provenienti da sei barbieri in sei paesi diversi nell&#8217;arco di una giornata e l&#8217;attore <strong>Sule Remi</strong>, che qui interpreta il barbiere originale, ha recitato anche in una produzione del <strong>National Theatre</strong>. Il TARDIS, infatti, non riuscendo a tornare nel 2025, che risulta ancora bloccato ed irraggiungibile, forse per un cataclisma globale, come accennato in precedenza, atterra a <strong>Lagos</strong>, in <strong>Nigeria</strong>, nel recente passato del 2019. La gioia nel rivedere questo paese, in cui si sente a casa, è palese, ed il Doctor pare quasi danzare mentre percorre le strade della cittadina nigeriana. Qui si trova un amico intimo del Dottore, inserito per la prima volta nella storia, di nome Omo, che possiede un negozio da barbiere e che il Doctor ha frequentato per anni, sentendosi a casa. Ma succede qualcosa di imprevedibile&#8230;</p>
<p>Omo, insieme ad altri clienti, è infatti ostaggio di un sedicente &#8220;collega&#8221; (interpretato da un notevole <strong>Ariyon Bakare</strong>) che ha bloccato la bottega in un loop temporale, sospesa tra<strong> Pianeta Terra</strong> e spazio profondo, in cui costringe i presenti a raccontare di continuo delle storie, che servono per alimentare un vero e proprio motore alieno che si nutre di parole raccontate, progettato per essere utilizzato da alcune divinità. Chi meglio del Doctor, che in millenni di attività ha vissuto centinaia di avventure da raccontare, potrebbe alimentare un motore simile? Anche lui quindi, dovrà tagliarsi i capelli mentre racconta il suo passato. Ed uno dei tagli Afro Rasta che gli viene praticato è una delle migliori cose mai viste nella saga, quasi al pari della chitarra elettrica di <strong>Peter Capaldi</strong>. L&#8217;impostazione è praticamente quella da classico &#8220;episodio in bottiglia&#8221; ovvero in cui la trama si svolge quasi del tutto prevalentemente in un singolo ambiente. Espediente nato nella saga di <strong>Doctor Who</strong>, ma anche altrove, come ad esempio in <strong>Star Trek</strong>, principalmente per contenere i costi dei set, ed utilizzato spesso proprio in episodi dal tema fortemente narrativo, in cui si raccontano storie, magari ricordate dal protagonista, o immaginate per qualche motivo.</p>

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<p>Una delle cose più evocative dell&#8217;episodio, oltre ovviamente agli sfondi delle storie narrate, è senza dubbio il setting africano donato dalla meravigliosa <strong>Nigeria</strong>. Chi è stato in <strong>Africa</strong> lo sa, in questo magico continente, così ricco di fascino, seppur tra tutti i suoi problemi gestionali, ci sono alcuni degli scorci naturalistici ed umani più accattivanti di sempre. Con buona pace di <strong>New York, Londra e Chicago</strong>, ormai piegate al melting pot della globalizzazione umana. La puntata strizza anche l&#8217;occhio alle origini di <strong>Ncuti Gatwa</strong>, nato come sappiamo in <strong>Ruanda</strong> e sopravvissuto ai tempi bui del genocidio, rimasto con l&#8217;<strong>Africa</strong> nel cuore, unendo elementi quasi da meta-cinema. Lo stile visivo scelto per l&#8217;episodio è eccezionale, con illustrazioni che prendono vita, disegni etnici animati ed intuizioni sospese tra sogno e realtà, specie negli incontri tra Doctor e personaggi del Mito, che davvero ci lasciano senza parole. Questa seconda stagione ci aveva già offerto il frizzante episodio <strong>Doctor Who Lux</strong> (recensito <a href="https://www.vgmag.it/351160/doctor-who-lux-recensione-la-vita-e-un-cartone-animato/">qui</a>) che univa realtà, magia del cinema ed animazione, ed anche questa volta ha superato se stessa grazie ad una creatività artistica notevole. Tra gli autori dell&#8217;episodio bisogna infatti citare la regista <span class="hero__primary-text" data-testid="hero__primary-text"><strong>Makalla McPherson</strong>, anche lei di origine africana ma cresciuta in <strong>UK,</strong> che si è distinta alla prestigiosa  <strong>London Film School</strong>, ed ha un lunga carriera, iniziata nel 2008, divisa tra rappresentazioni teatrali e regie televisive. Tra le sue opere ricordiamo <strong>Doctors, Apple Tree House, Queenie e Waterloo Roads</strong>. Un episodio, quindi, dal gusto teatrale e narrativo, di fattura squisita, ben scritto e diretto, che si colloca nell&#8217;Olimpo dei migliori episodi del nuovo nuovo corso! </span></p>
<p><iframe title="The Making of The Story &amp; the Engine | Doctor Who Unleashed | FULL EPISODE | Season 2 | Doctor Who" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/aIu2m8_GMNM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong><span class="hero__primary-text" data-testid="hero__primary-text">Un cast autoriale ed attoriale &#8220;All Black&#8221; immerso in una atmosfera surreale che pare omaggiare l&#8217;indimenticabile bottega del barbiere del film cult Il principe cerca moglie di John Landis. Una ambientazione affascinante collocata nella meravigliosa Nigeria, da cui proviene anche l&#8217;autore dell&#8217;episodio, che regala uno squisito episodio dal gusto teatrale, che mescola due temi spesso antitetici come fantascienza e mitologia. Ma non sempre, come direbbero i fan di Stargate. Il Doctor si permette persino una frecciatina alla Marvel in persona! Una trama davvero intrigante, con citazioni del passato storico ed il ritorno di un personaggio dell&#8217;era Chibnall, tra i più interessanti. Una fotografia ed una regia allo stato dell&#8217;arte, con elementi scenografici che si animano intrisi di magia, e persino un gigantesco aracnide meccanico che ci riporta in pieno dalla mitologia alla sci-fi hard più sfrenata.  </span><span class="hero__primary-text" data-testid="hero__primary-text">E la Flood? urleranno disperati i complottisti! La misteriosa donna appare ancora, in un cameo all&#8217;interno di una delle storie narrate, ovviamente! Una puntata eccezionale, che ci ricorda ancora, come se se ne fosse bisogno, perché Doctor Who è una saga speciale ed unica.  </span></strong></p>
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		<title>Doctor Who Lux Recensione: la vita è un cartone animato!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 10:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="Doctor Who Lux" /></div>
<div>Doctor Who Lux è il secondo episodio dell&#8217;attesissima nuova stagione di Doctor Who Modern, terza &#8220;rinascita&#8221; della longeva saga di culto britannica dedicata all&#8217;alieno più folle dell&#8217;universo e, anticipiamolo subito, è uno degli episodi più divertenti del nuovo nuovo corso, come si direbbe a Nuova Nuova New York. Con una prova di scrittura molto brillante [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="Doctor Who Lux" /></div><div><p><strong>Doctor Who Lux</strong> è il secondo episodio dell&#8217;attesissima nuova stagione di <strong>Doctor Who Modern</strong>, terza &#8220;rinascita&#8221; della longeva saga di culto britannica dedicata all&#8217;alieno più folle dell&#8217;universo e, anticipiamolo subito, è uno degli episodi più divertenti del nuovo nuovo corso, come si direbbe a Nuova Nuova New York. Con una prova di scrittura molto brillante ed effervescente, anche leggera al punto giusto, nonostante sia legato al ciclo narrativo di lungo corso degli &#8220;Dei del Pantheon&#8221;, e soprattutto ci regala un villain veramente sopra le righe scritto, pardon, disegnato, veramente con maestria! Fermi tutti, perché si parla di disegni in una serie TV? Ci stiamo forse confondendo con i celebri fumetti del <strong>Doctor Who</strong> di <strong>Editoriale Cosmo</strong>? No, in realtà stavolta siamo giunti nel magico mondo dei cartoni animati, perfetto per un eroe follemente tridimensionale e transmediale come il Dottore!</p>
<figure id="attachment_351426" aria-describedby="caption-attachment-351426" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-351426 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-01-1024x410.jpg" alt="Doctor Who Lux" width="1024" height="410" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-01-1024x410.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-01-300x120.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-01-768x307.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-01-1536x614.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-01-450x180.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-01-780x312.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-01-1600x640.jpg 1600w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-01.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-351426" class="wp-caption-text">Doctor, Ring-A-Ding e Miss Belinda nello splendore del Cinemascope!</figcaption></figure>
<h2>Doctor Who Lux, c&#8217;è della filosofia, in questa fantascienza, c&#8217;è della scienza in questa filosofia&#8230;</h2>
<p>La trama dell&#8217;episodio è semplice ma intrigante, ed è di quelle di tipo statico, quasi tutte ambientate in un luogo chiuso. il TARDIS, a quanto pare, non riesce più a ritornare nel presente, ed in particolare al 24 maggio 2025, e decide di dirottare i suoi ospiti in pieni anni cinquanta, ma, come al solito, lo fa per un preciso motivo, in quel preciso punto del tempo e dello spazio c&#8217;è bisogno dell&#8217;intervento del Doctor. Un vecchio custode di un cinema infestato, dove sono scomparse numerose persone, ben quindici spettatori svaniti nel nulla, e dove, con la complicità della notte, continuano ad andare i vecchi film, pur con la sala vuota. Starà al Dottore risolvere il mistero, ed incontrare un nuovo e carismatico villain, già anticipato dal titolo dell&#8217;episodio. Torna infatti il riferimento agli Dei del Pantheon, anche noti come Dei del Caos, ed il tutto viene realizzato in una maniera inedita e visivamente notevole. La location del cinema, oltretutto, è un ulteriore e sentito omaggio a quest&#8217;altro mondo magico. L&#8217;inserimento di elementi cartoon è un vero eccezionale tributo all&#8217;animazione, con anche momenti di &#8220;morphing&#8221; in cui si passa dal 2D al 3D, che rappresentano la sua evoluzione storica. Notevole anche il lavoro di regia, realizzato dall&#8217;australiana <span class="mw-page-title-main"><strong>Amanda Brotchie</strong>.</span></p>
<p>Lux, il nuovo villain, prende le sembianze dell&#8217;apparentemente innocuo Ring-A-Ding, un cartoon animato vivente e sensiente che si raccomanda di non farlo ridere, perché potrebbe succedere qualcosa di irreparabile. Forse la distruzione del mondo. Eccezionale il personaggio di Ring-A-Ding, lo dobbiamo ammettere, un cartone che interagisce col Doctor e Belinda. La companion non è una sprovveduta, come sappiamo, e crede sia un ologramma, ma ovviamente questa tecnologia, nel lontano 1952 non esisteva. Il titolo esposto al cinema, <strong>The Harvest Bringer</strong>, film di quell&#8217;epoca (totalmente fittizio) col leggendario <strong>Rock Hudson</strong> (nel centenario della sua nascita, per altro), diventa, dopo un certo avvenimento, una traccia per il nostro investigatore alieno (Velma per gli amici), e svela un collegamento inaspettato&#8230; Alcuni momenti sono letteralmente da antologia, con Doctor e Belinda che si trovano fisicamente all&#8217;interno di un fotogramma animato, con la spazialità bidimensionale, dentro un vero proiettore, e devono mimare i movimenti di salita e discesa dello stesso per cambiare ambientazione. La grandi intuizione è poi quella che, pur salendo o scendendo, si resta sempre all&#8217;interno della striscia fotografica. Del resto non è il primo contatto della saga con il mondo cartoon, come sappiamo, visto il precedente della breve serie animata <strong>Doctor Who:</strong> <strong>Scream of the Shalka</strong>, scritta da <strong>Paul Cornell</strong> nel 2003.</p>
<figure id="attachment_351428" aria-describedby="caption-attachment-351428" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-351428 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-02.jpg" alt="Doctor Who Lux" width="1200" height="675" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-02.jpg 1200w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-02-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-02-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-02-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-02-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Lux-02-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-351428" class="wp-caption-text">Dottore, per dincibacco, siamo diventati dei cartoni animati, sono piatta!</figcaption></figure>
<h2>Un fine umorismo inglese, da assaporare con il the Earl Gray delle cinque</h2>
<p>Il livello di localizzazione dell&#8217;edizione italiana trasmessa da <strong><a href="http://www.disneyplus.com">Disney+</a></strong>, è come di consueto molto buono, ed è curato da <strong>Gabriella Cordone Lisiero</strong>, nome molto noto alla comunità di fan della fantascienza italiana, <strong>Star Trek</strong> in primis. Vi consigliamo però lo stesso di vedere, in seguito alla prima fruizione in italiano, anche la versione originale in inglese. Alcuni giochi di parole assurdi, stile <em>techno-babble</em> (ossia le chiacchere su finti termini scientifici, per darsi un tono, come usato da <strong>Gene Roddenberry</strong>), per capirci, nella traduzione infatti vanno perduti, come ad esempio il &#8220;V-indicator&#8221; ossia un indicatore del vortice, che diventa &#8220;Vorticatore&#8221;, perdendo la battuta originale. Ovviamente restano invece le battute assurde meno complicate, come il &#8220;pianeta Temporalia&#8221;, invece di Gallifrey, ed i riferimenti alla serie animata cult <strong>Scooby Doo</strong>, di cui ovviamente il beffardo <strong>Russel T Davies</strong> è un grande fan. Sull&#8217;impossibile confronto tra lo scodinzolante Scooby Doo, indagatore del mistero e il Dottore, detective temporale, insiste la battuta fulminante &#8220;<em>Io sono Velma!</em>&#8221; pronunciata peraltro dal Doctor, e non dalla sua compagna, già responsabile della memorabile associazione divertente Dottore &#8211; Infermiera dello scorso episodio. British Humor Do it Better!</p>
<p>In perfetto stile britannico restano anche la grande cura per i costumi e le location dell&#8217;episodio, ambientato negli anni cinquanta statunitensi. Del resto <strong>Doctor Who</strong>, fin dalle origini degli anni sessanta, si è presentata al pubblico come una serie parzialmente in costume, divisa tra episodi storici, ambientati di volta in volta ai tempi degli Antichi Egizi, i Maya, Marco Polo e così via, alternati con episodi totalmente fantascientifici che si svolgono su pianeti lontani e di fantasia. Questa formula vincente derivava dalla necessità dell&#8217;essere una serie parzialmente didascalica, oltre che di intrattenimento, dedicata al pubblico di teen-ager del pomeriggio televisivo. Questa, perlomeno, la visione originale di <strong>Terry Nation</strong>. Questa caratteristica ha letteralmente fatto esplodere il successo della serie, consacrandone il mito, e quindi quando ci si trova di fronte ad un episodio storico, ambientato nel passato, l&#8217;attenzione ai costumi è davvero eccezionale. Sono finiti, oltretutto, i tempi di limitazioni del budget, in cui si andavano a cercare negli archivi della <strong>BBC</strong> costumi a tema, oggi, con i fondi illimitati forniti dalla Casa di Topolino, si può osare anche di più. Vedere Doctor e la sua compagna vestiti anni cinquanta è una delizia per gli occhi, lui nel suo completo retrò con tanto di ghette bianche, e lei stretta nel vitino da vespa di un iconico vestitino giallo confetto dalle sfumature vintage, con bretelline, senza maniche e capelli cotonati. Pare proprio di tornare indietro nel tempo. Miss Belinda non vedeva l&#8217;ora di visitare il 1952, e farlo sulle note di classici dell&#8217;epoca come <strong>Roll Over Bethooven</strong>, brano musicale di <strong>Chuck Berry</strong>, lo rende magico.</p>

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<a href='https://www.vgmag.it/351160/doctor-who-lux-recensione-la-vita-e-un-cartone-animato/gall-06-3/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/gall-06-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p>Due parole sul discorso <strong>Fanbase</strong>. Una citazione, quella di questo episodio, davvero commovente! Non solo strizza l&#8217;occhio ai whovians, come vengono chiamati i fan storici, ma anche la &#8220;meta-televisione&#8221;, con una sorta di superamento della quarta parete, o dello schermo televisivo stesso. il Dottore, un personaggio reale o solamente una idea in testa ad uno sceneggiatore televisivo? Nel momento in cui qualcuno si rende conto di non essere reale, quindi, cessa di esistere! Un concetto quasi filosofico, che ritroviamo, in altra forma, anche nella quadrilogia di <strong>Matrix</strong> dei <strong>Fratelli</strong> (ora Sorelle) <strong>Wachowsky. </strong>Un curiosità che chiude il cerchio, tra le ispirazioni per la saga cinematografica anche un episodio storico della serie <strong>Doctor Who Classic!</strong> I fan non esisteranno più perché sono stati creati SOLO per quella scena dal malvagio Dio Lux, nei panni del suo avatar cartoonesco. Spunti di riflessione molto forti, in cui ogni fan degno di questo nome, come chi scrive e chi legge queste righe, non può non sentirsi coinvolto. Uno dei punti più alti, sicuramente, raggiunto dalla nuova nuova serie <strong>Doctor Who Modern</strong>, che si sta dimostrando all&#8217;altezza dei tempi d&#8217;oro. E si può permettere di citarli. Quasi tutti, alla domanda su quale sia l&#8217;episodio preferito di sempre, abbiamo pensato a &#8220;Colpo d&#8217;occhio&#8221; (<strong>Doctor Who Revival 03&#215;10 Blink</strong>) ammettiamolo!</p>
<p><iframe title="The Making of Lux | Doctor Who Unleashed | FULL EPISODE | Season 2 |Doctor Who" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/9rDD5fJGF34?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>La presunta &#8220;distruzione dell&#8217;Universo&#8221; del 24 maggio 2025, dove il TARDIS si rifiuta di tornare, è la chiave di volta che dà il via a questa nuova avventura nello spazio e nel tempo, con tanto di apparizione (nel 1952) della misteriosa signora Flood (che scopriremo prima o poi chi sia davvero). Un episodio di tipologia storica, visivamente eccezionale, che mescola elementi cartoon con gli attori umani, quasi un omaggio ad opere seminali come Chi ha incastrato Roger Rabbit. Ormai l&#8217;impostazione del &#8220;mistero stagionale&#8221;, voluta da Russel T Davies, è ben integrata nelle trame singole, ma rende una successiva visione a maratona, per gli appassionati di Binge Watching, ancora più gradevole, grazie ad un filo conduttore unico. Le riflessioni da Meta-TV e le trovate di sceneggiatura lo rendono uno dei migliori episodi di sempre.</strong></p>
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		<item>
		<title>Doctor Who The Robot Revolution Recensione: non c&#8217;è Dottore senza infermiera!</title>
		<link>https://www.vgmag.it/349235/doctor-who-the-robot-revolution-recensione-non-ce-dottore-senza-infermiera/</link>
					<comments>https://www.vgmag.it/349235/doctor-who-the-robot-revolution-recensione-non-ce-dottore-senza-infermiera/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio D'Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2025 14:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/doctor-who-robot-revolution-COVER-VGMAG-corretta.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="Doctor Who" /></div>
<div>Doctor Who The robot revolution è la prima, strepitosa e deliziosamente classica, puntata della seconda stagione del nuovo corso, il terzo, storicamente, delle inarrestabili avventure del folle alieno di Gallifrey, che con questo filone detto &#8220;Doctor Who Modern&#8221; ha trovato una nuova casa tra i bit di Disney+.  Facciamo conoscenza con un nuovo personaggio, che [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/349235/doctor-who-the-robot-revolution-recensione-non-ce-dottore-senza-infermiera/">Doctor Who The Robot Revolution Recensione: non c&#8217;è Dottore senza infermiera!</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/doctor-who-robot-revolution-COVER-VGMAG-corretta.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="Doctor Who" /></div><div><p><strong>Doctor Who The robot revolution</strong> è la prima, strepitosa e deliziosamente classica, puntata della seconda stagione del nuovo corso, il terzo, storicamente, delle inarrestabili avventure del folle alieno di Gallifrey, che con questo filone detto &#8220;<strong>Doctor Who Modern</strong>&#8221; ha trovato una nuova casa tra i bit di <strong>Disney+</strong>.  Facciamo conoscenza con un nuovo personaggio, che funge da companion per questo rinnovato ciclo di avventure nello spazio e nel tempo, sempre sotto la sapiente guida del beffardo <strong>Russel T Davies</strong>. Lo showrunner si è detto, scherzando, &#8220;ci vorrebbe una infermiera per il Doctor&#8221;, e poi lo ha fatto davvero! Allacciate le cinture e decollate con noi verso il misterioso pianeta noto come Miss Belinda Chandra 1, per salvare la sua regina.</p>
<figure id="attachment_349314" aria-describedby="caption-attachment-349314" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-349314 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Modern-02x01-img.jpg" alt="Doctor Who The robot revolution" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Modern-02x01-img.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Modern-02x01-img-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Modern-02x01-img-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Modern-02x01-img-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Modern-02x01-img-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Modern-02x01-img-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Modern-02x01-img-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Doctor-Who-Modern-02x01-img-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-349314" class="wp-caption-text">Ncuti Gatwa e Varadu Sethu sono una coppia davvero interessante, Dottore ed infermiera!</figcaption></figure>
<h2>Cosa ci fanno un Dottore, una infermiera e centinaia di robot su un pianeta lontano?</h2>
<p>No, non è l&#8217;incipit di una barzelletta a tema ospedaliero fantascientifico, ma di fatto la domanda che ci si pone nel momento in cui si inizia a seguire il primo episodio della seconda stagione di <strong>Doctor Who</strong>! Si, solo seconda, perché ogni tanto la saga, come nella natura del suo stesso protagonista, si rigenera e ricomincia da zero, come sappiamo. Pur restando un punto di riferimento forte per la Sci-Fi televisiva, assieme a mostri sacri come <strong>Star Trek</strong> o <strong>The Twilight Zone</strong>. Oramai i vari speciali di &#8220;transizione&#8221; e la precedente stagione ci hanno ben inserito alle nuove dinamiche e pattern comportamentali del Quindicesimo Dottore (anche se sappiamo che esistono tantissime incarnazioni ancora non svelate o solo accennate), e quindi è lecito, da parte degli sviluppatori, concentrarsi su trame di puro intrattenimento, che strizzano l&#8217;occhio al passato, ma coccolano anche il semplice pubblico della classica Fantascienza Hard, ovvero il tradizionale filone &#8220;astronavi, pianeti &amp; robot&#8221; che è la base narrativa, come il &#8220;cappa &amp; spada&#8221; per il genere fantasy. Se avete pensato al film cult <strong>Barbarella</strong>, siete fuori strada&#8230; Reduci dal commovente episodio speciale di Natale, di cui parliamo <a href="https://www.vgmag.it/329498/doctor-who-joy-to-the-world-recensione-un-natale-speciale/">qui</a>, eccoci alla nuova stagione.</p>
<p><strong>Doctor Who The robot revolution</strong> introduce quindi il nuovo personaggio di Belinda Chandra, che fa proprio l&#8217;infermiera (con un sottile umorismo inglese davvero eccezionale) e che è la companion perfetta per il Dottore. Dal 1963 non ci aveva pensato nessuno, da <strong>Terry Nation</strong> in poi, incredibile ma vero! La trama, semplice, immediata, ma non per questo meno appassionante, parte in media res, catapultandoci in un normale fine turno lavorativo, in cui, la sera, finalmente, una ragazza, stanca dal lavoro in ospedale, torna a casa per riposarsi, nella sua casa che divide con alcuni coinquilini. Durante una frugale cena accade l&#8217;impossibile, poiché viene rapita da dei misteriosi robot, che, chiamandola regina, dicono di essere diretti verso il primo pianeta della stella nota come Miss Belinda Chandra! Che curiosa omonimia, ci sarà sotto qualcosa? In realtà tutto è legato ad un regalo di un ex fidanzato, Alan, fissato con l&#8217;astronomia, che vediamo nel teaser dell&#8217;episodio, e complesse dinamiche di viaggi spazio temporali, come scopriremo durante l&#8217;appassionante trama della storia di Miss Belinda Chandra 1.</p>
<figure id="attachment_349316" aria-describedby="caption-attachment-349316" style="width: 2000px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-349316 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/doctor-who-robot-revolution.jpg" alt="Doctor Who The robot revolution" width="2000" height="1125" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/doctor-who-robot-revolution.jpg 2000w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/doctor-who-robot-revolution-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/doctor-who-robot-revolution-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/doctor-who-robot-revolution-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/doctor-who-robot-revolution-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/doctor-who-robot-revolution-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/doctor-who-robot-revolution-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/doctor-who-robot-revolution-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /><figcaption id="caption-attachment-349316" class="wp-caption-text">Doctor Who The robot revolution presenta una estetica veramente retrò!</figcaption></figure>
<h2>Doctor Who The robot revolution: una puntata classica e vecchio stile</h2>
<p>Dimenticate per un attimo le bizzarrie recenti e le esagerazioni del primo periodo del nuovo corso, si, perché, perlomeno questa prima puntata della seconda stagione di <strong>Doctor Who Modern</strong>, codice <strong>DWM 02&#215;01</strong>, per i whovian più pignoli, è squisitamente classica, verrebbe quasi da dire retrò. Una regina che non sapeva di esserlo, in pericolo su un pianeta misterioso, con tanti robot e persino con un ancor più misterioso manufatto chiamato AI GENERATOR, che pare saperne molto su di lei. Una critica alla gestione dell&#8217;Intelligenza Artificiale attuale, penseranno in molti, ma &#8220;sotto la scocca&#8221; del computer sensiente c&#8217;è molto di più. La puntata è un vero e proprio accorato omaggio alla fantascienza classica del filone &#8220;Hard Sci-Fi&#8221;, come detto, anche sotto il profilo estetico. L&#8217;aspetto delle astronavi, della cittadella e del sedicente pianeta alieno, sono molto classici. Il tutto, ovviamente, inserito però in una trama brillante, mai banale e davvero appassionate, in una puntata scritta dal veterano <strong>Russel T Davies</strong> e diretta da <strong>Peter Hoar</strong>.</p>
<p>Ma più di tutte colpiscono le fattezze stesse dei robot, così simili al classico immaginario collettivo degli anni cinquanta, ovvero le unità dall&#8217;andatura claudicante ma decisa, derivative dell&#8217;aspetto dell&#8217;iconico ROBBY THE ROBOT, visto nel film cult <strong>Il Pianeta Proibito</strong> del 1956, diretto da <strong>Fred Wilcox</strong> con <strong>Leslie Nielsen.  </strong>Anche le numerose illustrazioni ed artwork che si vedono lungo l&#8217;episodio si rifanno a questo immaginario, e non è da meno, ovviamente, anche l&#8217;aspetto del misterioso AI GENERATOR. Ogni più piccolo particolare si rifà a quel setting, compreso il nascondiglio dei ribelli alla dominazione robotica, e le armi laser tradizionali, alla <strong>Mars Attack</strong>, e ci riferiamo proprio al set di figurine degli anni cinquanta, che hanno ispirato il film omonimo di <strong>Tim Burton</strong>. Il ridente, ma non troppo, pianeta alieno di Miss Belinda Chandra pare proprio provenire da una di quelle iconiche figurina.</p>

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<p>Al contrario di quello che ci si poteva aspettare, però, il nuovo personaggio non è per niente in tema con la mentalità anni cinquanta, in cui c&#8217;erano appunto le principesse in pericolo da salvare, in balia degli alieni cattivi, e colpisce infatti una frase detta da lei proprio al Doctor interstellare, ovvero &#8221; io non sono una delle tue avventure!&#8221; Companion si, quindi, ma solo se con pari dignità al Doc, perfettamente a tono con il pensiero moderno. &#8220;Non ci sono più le vallette di una volta a <strong>Sanremo</strong>&#8220;, direbbe un beffardo <strong>Nino Frassica</strong>. I tempi cambiano, le companion pure! Abbiamo il piacere di vedere la talentuosa attrice <b>Varada Sethu</b> (classe 1992) nei panni di Belinda Chandra, anche se i più attenti la ricorderanno per il cameo di un personaggio minore della prima stagione, qui citato. La ricordiamo anche nella serie <strong>Andor.</strong> Una divertente curiosità, l&#8217;attrice ha debuttato nella TV inglese nella serie <strong>Doctors</strong> nel 2015! Anche in questo episodio torna la &#8220;misteriosa&#8221; vicina di casa, sappiatelo! Prima o poi sapremo finalmente chi si nasconda sotto le sue sembianze da innocua pensionata britannica? Se volete approfondire su come viene creato <strong>Doctor Who Modern</strong>, vi rimandiamo ad un interessante dietro le quinte della serie, di cui parliamo <a href="https://www.vgmag.it/347546/doctor-who-dietro-le-quinte-ufficiale-della-stagione-2/">in questa pagina</a>.</p>
<p><iframe title="PREVIEW: Belinda is KIDNAPPED by ROBOTS | The Robot Revolution | Doctor Who" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/tWzOuHWD5jo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<hr />
<p><strong>Dottore ed infermiera, “Una grande squadra&#8221;! In questa piccola battuta si riassume il rapporto tra il mutevole alieno gallifreyano e la sua nuova companion terrestre, interpretata dalla talentuosa Varada Sethu. Un personaggio stavolta davvero &#8220;alla pari&#8221; col protagonista, che si rifiuta di essere considerata la classica spalla. La sua forte personalità, non a caso nel ruolo di una (pur non voluta) Regina aliena, farà sicuramente da forte contrappeso a quella del vulcanico Doctor. Un primo episodio classico ma appassionante, fatto di malvagi robot, pianeti sconosciuti e donzelle in pericolo, capaci, però, di salvarsi da sole, sia chiaro! Se amate la Sci-Fi di stampo classico, è senza dubbio l&#8217;episodio che fa per voi! Tutti a bordo del TARDIS, destinazione <a href="http://www,disneyplus.com">Disney+</a>!</strong></p>
<hr />
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</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/349235/doctor-who-the-robot-revolution-recensione-non-ce-dottore-senza-infermiera/">Doctor Who The Robot Revolution Recensione: non c&#8217;è Dottore senza infermiera!</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Doctor Who Joy to the world Recensione: un Natale speciale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio D'Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 16:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
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		<category><![CDATA[Steven Moffat]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Joy-to-the-World-promo-photo-Doctor-Who.jpg" width="1728" height="972" title="" alt="" /></div>
<div>Doctor Who Joy to the world è l&#8217;attesissimo special natalizio che saluta l&#8217;anno 2024 con botti &#8220;multiversici&#8221; di capodanno ed un episodio che, lasciatecelo dire, vede il nostro alieno preferito in splendida forma! Dopo un&#8217;appassionante prima stagione del nuovo corso, che ci ha tenuto col fiato sospeso di puntata in puntata, nonostante la sua brevità, [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/329498/doctor-who-joy-to-the-world-recensione-un-natale-speciale/">Doctor Who Joy to the world Recensione: un Natale speciale</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Joy-to-the-World-promo-photo-Doctor-Who.jpg" width="1728" height="972" title="" alt="" /></div><div><p><strong>Doctor Who Joy to the world</strong> è l&#8217;attesissimo special natalizio che saluta l&#8217;anno 2024 con botti &#8220;multiversici&#8221; di capodanno ed un episodio che, lasciatecelo dire, vede il nostro alieno preferito in splendida forma! Dopo un&#8217;appassionante prima stagione del nuovo corso, che ci ha tenuto col fiato sospeso di puntata in puntata, nonostante la sua brevità, il Doctor si trova nuovamente in una avventura fuori parametro che, già dalle prime scene introduttive del teaser, propone tanti scenari diversi, nel tempo e nello spazio. Tutto nuovo, ma tutto come al solito, diranno i fan di vecchia data! Persino con una geniale <strong>Inside Story</strong> incorporata, cosa volete di più? Già, decisamente non è Natale senza <strong>Doctor Who</strong>.</p>
<figure id="attachment_329501" aria-describedby="caption-attachment-329501" style="width: 819px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-329501 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Flyer-ufficiale-Disney-819x1024.jpg" alt="Doctor Who Joy to the world " width="819" height="1024" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Flyer-ufficiale-Disney-819x1024.jpg 819w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Flyer-ufficiale-Disney-240x300.jpg 240w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Flyer-ufficiale-Disney-768x960.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Flyer-ufficiale-Disney-450x563.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Flyer-ufficiale-Disney-780x975.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Flyer-ufficiale-Disney.jpg 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption id="caption-attachment-329501" class="wp-caption-text">Doctor Who Joy to the world, un eroico dottore munito di corda e picozza troneggia nel flyer ufficiale dello speciale natalizio 2024</figcaption></figure>
<h2>Doctor Who Joy to the world: benvenuti nell&#8217;hotel del tempo!</h2>
<p>Avevamo lasciato le avventure del Dottore nell&#8217;emozionante finale di stagione che ha appena chiuso l&#8217;inizio del &#8220;nuovo nuovo&#8221; corso che trovate<a href="https://www.vgmag.it/290817/doctor-who-gran-finale-di-stagione-recensione/"> in questa pagina</a>, ed ecco che, come da tradizione natalizia, siamo finalmente pronti a vedere un nuovo speciale sotto l&#8217;albero. <strong>Doctor Who Classic</strong>, la serie originale che va dal 1961 al 1989, ha avuto pochissimi episodi a tema natalizio, ma <strong>Doctor Who Revival</strong>, la nuova serie partita dal 2005, ha fatto del <strong>Christmas Special</strong> un vero e proprio pilastro televisivo, producendo alcuni tra i migliori special natalizi dell&#8217;intera storia televisiva, non certo solo britannica, ma mondiale. Storie indimenticabili come &#8220;<strong>L&#8217;invasione di Natale</strong>&#8220;, &#8220;<strong>La sposa perfetta</strong>&#8220;, dove peraltro debutta Donna, lo spettrale &#8220;<strong>Il viaggio dei dannati</strong>&#8220;, l&#8217;enigmatico &#8220;<strong>Un altro Dottore</strong>&#8220;, il tradizionale &#8220;<strong>Un canto di Natale&#8221;</strong>, l&#8217;effervescente &#8220;<strong>I pupazzi di neve</strong>&#8221; o il commovente &#8220;<strong>L&#8217;ultimo Natale</strong>&#8220;, il preferito di chi scrive, solo per citare i più iconici, oltre che il recentissimo &#8220;<strong>The Church on Ruby Road&#8221;,</strong> secondo speciale a tema natalizio del nuovo corso, la terza ed attuale serie <strong>Doctor Who Modern</strong>, iniziata a partire dal 2023, che trovate <a href="https://www.vgmag.it/275048/doctor-who-modern-recensione-un-nuovo-nuovo-inizio-col-botto/">qui</a>. Tempo di <strong>Doctor Who Joy to the world</strong>. Si aprano le tende del sipario, in scena il quindicesimo speciale natalizio con protagonista il quindicesimo dottore!</p>
<p>la trama è semplice quanto intrigante. In un imprecisato futuro esiste un eccezionale Hotel del tempo, in cui si possono scegliere delle camere speciali a tema, a secondo delle proprie preferenze, che possono essere nella <strong>Preistoria</strong> dei dinosauri, come nell&#8217;<strong>Antica Roma</strong> o sull&#8217;<strong>Orient Express</strong>, con tanto di citazione di <strong>James Bond</strong>, o nella <strong>Londra Vittoriana</strong>, in pratica in ogni momento cruciale della storia umana. Già, ma non con una semplice ambientazione o decorazione a tema, ma trovandosi davvero in quel tempo. Ovviamente le prenotazioni danno sempre il tutto esaurito, chi non desidera vedere di persona il proprio periodo storico preferito? Il Dottore arriva in questo hotel &#8220;in media res&#8221; senza un vero preambolo, con tanto di vassoio con colazione pronta da servire. Ma cosa è successo? La <strong>BBC</strong> non lo ha pagato ed è costretto ad arrotondare come cameriere part-time, o c&#8217;è qualcosa di più complesso sotto? L&#8217;episodio vede il Dottore indagare su una misteriosa valigetta che contiene qualcosa di speciale, all&#8217;inizio ritenuto pericoloso, che riesce ad impadronirsi delle persone (umane od aliene) che la portano in mano, consumandole però dall&#8217;interno, alla ricerca di quella giusta per compiere il proprio misterioso destino. In un caleidoscopico rincorrersi, con giravolte, cambi di scenari storici e scenette degne di una commedia degli equivoci, il Dottore si troverà a cercare di salvare una di esse, la timida e complessata Joy, il cui simbolico nome è la fonte del titolo dell&#8217;episodio, oltre che la citazione dell&#8217;incipit di una delle canzoni natalizie più celebri di sempre. <strong>Joy to the world</strong>, Gioia al Mondo, che potete ascoltare<a href="https://www.youtube.com/watch?v=7r3VVMUhAxU&amp;ab_channel=TheTabernacleChoiratTempleSquare"> qui</a>, sull&#8217;inesauribile Tubo.</p>
<figure id="attachment_329546" aria-describedby="caption-attachment-329546" style="width: 1068px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-329546 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Cover-VGMAG.jpg" alt="" width="1068" height="601" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Cover-VGMAG.jpg 1068w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Cover-VGMAG-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Cover-VGMAG-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Cover-VGMAG-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Cover-VGMAG-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Doctor-Who-Joy-to-the-world-Cover-VGMAG-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1068px) 100vw, 1068px" /><figcaption id="caption-attachment-329546" class="wp-caption-text">I protagonisti dell&#8217;episodio, Ncuti Gatwa, Nicola Coughlan</figcaption></figure>
<h2>Quando meno te lo aspetti: Inside Story! Un anno intero in una porzione di episodio!</h2>
<p>Una delle particolarità più eclatanti di questo speciale natalizio è la sua bizzarra &#8220;<strong>Inside Story</strong>&#8221; che racconta, di fatto, una vera e propria trama alternativa, accaduta all&#8217;interno di quella principale, come un classico &#8220;arco narrativo&#8221; al fulmicotone, racchiuso però in uno spazio ristretto dell&#8217;episodio stesso (dal minuto 20 al minuto 30 per i più pignoli all&#8217;ascolto). La soluzione narrativa scelta non è certo nuova, e si è vista spesso, specie nelle serie fantascientifiche, pensiamo ad esempio a <strong>Star Trek: The Next Generation</strong>, ed in particolare l&#8217;episodio &#8220;<strong>Una vita per ricordare</strong>&#8221; dove il Capitano Picard vive una Inside Story notevole ed emozionante grazie ad un dispositivo alieno realizzato per perpetuare le memorie di un popolo perduto, che si insinua nella sua mente mentre è incosciente sull&#8217;Enterprise. Relativamente inedita nella storia produttiva di <strong>Doctor Who</strong>, questa scelta narrativa risulta qui decisamente efficace, soprattutto ai fini emozionali, meno nella trama vera e propria, come diremo tra poco. Tutto parte dalla ricerca di un dato numerico importante, ma anche da una riflessione seria ed una autocritica che il Dottore rivolge a se stesso: &#8220;<em>abiti in una gigantesca nave spaziale ma sei sempre solo, non hai nemmeno una sedia e non te ne rendi conto!</em>&#8220;. Comico, certo, ma drammaticamente serio. Un alieno come lui, che vive migliaia di anni e cambia periodicamente aspetto e companion, di fatto soffre di una solitudine enorme, dietro una maschera d&#8217;apparenza allegra ed eroica allo stesso tempo. Sfidando il Tempo.</p>
<p>Nella geniale Inside Story ci sono parecchie battute divertenti e frecciatine ai fan storici della saga, come il fatto che un oggetto sia &#8220;<em>più grande all&#8217;interno</em>&#8221; o che il Dottore abbia comprato su <strong>Internet</strong> dei piccoli TARDIS da collezione e che, non si sa bene perché, &#8220;<em>per qualche ragione ce ne sono molti</em>&#8221; in giro. Una storia in un albergo, dentro l&#8217;albergo (del tempo principale), dove si svolgono 365 giorni magici e la nascita di una solida amicizia, con la direttrice dell&#8217;albero, ed in una stanza nasce una tradizionale &#8220;<em>serata della sedia</em>&#8221; tipica del pattern di comportamento dell&#8217;amicizia, dove una cosa fatta una volta che è piaciuta, si ripete spesso. Quanti di voi whovian all&#8217;ascolto, del resto, hanno inaugurato per caso &#8220;la serata del Dottore&#8221; per vedere la serie stessa?  Natalizia, ovviamente, ma non solo. Simile allo <strong>Star Wars Day</strong>, dove si fanno maratone a tema, per capirsi. Dieci minuti in una porzione di episodio, nulla rispetto alla produzione sessantennale di <strong>Doctor Who</strong> (che ci perseguita dal 1961) ma che sono tra i più vibranti ed emozionali di sempre. Ecco che scatteranno le prime lacrimucce! La cosa più assurda di tutte, in ultima analisi, è che la storia nella storia serviva per capire come il Dottore riuscisse a trovare un codice speciale da dire al se stesso del passato (o del futuro, se siete confusi), ovvero 7214, ma che, di fatto non lo spiega affatto. &#8220;<em><strong>Anche l&#8217;Universo è venuto fuori dal nulla, e nessuno si è mai lamentato!</strong></em>&#8220;. L&#8217;umorismo beffardo di <strong>Steven Moffat</strong> è fatto anche di queste piccole cose. E per questo lo amiamo.</p>
<figure id="attachment_329549" aria-describedby="caption-attachment-329549" style="width: 1440px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-329549 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/SILURIANOOOOOOOO.jpg" alt="I Siluriani conquisteranno il mondo!" width="1440" height="810" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/SILURIANOOOOOOOO.jpg 1440w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/SILURIANOOOOOOOO-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/SILURIANOOOOOOOO-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/SILURIANOOOOOOOO-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/SILURIANOOOOOOOO-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/SILURIANOOOOOOOO-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /><figcaption id="caption-attachment-329549" class="wp-caption-text">Buone notizie per gli amanti delle specie aliene storiche del Doctor Who, tra i protagonisti dell&#8217;episodio tornano i Siluriani!</figcaption></figure>
<h2>Il seme stellare sboccerà e la carne si innalzerà!</h2>
<p>Un episodio narrato velocemente, senza sosta, emozionante, divertente ma allo stesso tempo commovente. Si, lo ammettiamo, gli occhi degli spettatori si inumidiscono facilmente nei &#8220;due&#8221; finali della trama, quello della Inside Story, e quello peculiare vero e proprio. Non succedeva da tempo, e questa girandola emozionale ricorda l&#8217;incredibile momento in cui una delle precedenti incarnazioni del Dottore, non vi diciamo quale lasciandovi il piacere di scoprirlo da soli con la vostra memoria, tiene in mano la testa di un Cyberman, suo unico amico da diverso tempo, in un pianeta proibito e misterioso a tema natalizio. Mettete in moto i neuroni, è tempo di ricordi, dolcissimi ricordi. Magari legati ad un perduto amore con cui avete visto quell&#8217;episodio.</p>
<p>Uno dei momenti più interessanti è, come da altrettanto iconica tradizione, il confronto dialettico del Dottore con se stesso. Quando, in barba ai paradossi temporali, il folle gallyfreiano si confronta con una sua altra versione, passata, presente o futura, vengono fuori le riflessioni più strane. Tempo. Il tempo è nemico ma &#8220;allo stesso tempo&#8221; amico, come sappiamo, le cose passano, vengono ricordate, ma &#8220;nel con-tempo&#8221; insegna e guida verso le scelte giuste. O sbagliate, ovviamente. Anche il confronto dialettico con Joy, volutamente conflittuale, come funzionale alla trama, come scoprirete in seguito, è un vero deus ex machina della storia stessa. Il Natale può essere anche legato a momenti drammatici, fortemente segnanti, oltre che gioiosi. Amore, amicizia, rapporti familiari, tutto ruota intorno al Natale in maniera caleidoscopica, quasi con la casualità appartenente degli atomi dell&#8217;universo. Non manca però la spettacolarità visiva, tra giochi di colori, ambientazioni e persino la presenza di un enorme dinosauro!</p>

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<h2>Cast <span style="font-size: 16px;">tecnico ed </span><span style="font-size: 16px;">artistico dell&#8217;episodio</span></h2>
<p><strong>Doctor Who Joy to the world</strong> vede come  autore il vulcanico <b>Steven Moffat</b>, che certo non ha bisogno di presentazioni, e che se la gioca a stretto giro di boa nelle preferenze dei fan con <strong>Russel T Davies, </strong>responsabile, per altro, proprio della nascita di <strong>Doctor Who Revival</strong>, datato 2005. La sua scrittura è come di consueto brillante, ricca di punti di riflessione, e capace di utilizzare la fantascienza come vero e proprio veicolo narrativo interattivo, come le migliori storie sci-fi sono capaci di fare. Alla regia troviamo poi <strong>Alex Pillai</strong>, un talentuoso regista che già ha contribuito a serie di culto come <strong>Mystery House</strong> nel 2000, <strong>Le terrificanti avventure di Sabrina</strong> nel 2018 e <strong>Bridgerton</strong> nel 2020, serie a quanto pare molto amata e citata dagli autori di <strong>Doctor Who</strong>. Notevole anche il cast artistico. Come ben sanno quelli che hanno seguito la prima stagione, il companion finora presente sulla scena, la tenera Ruby Sunday, oramai ha deciso di abbandonare il nostro alieno preferito, che si trova momentaneamente da solo!</p>
<p>Accanto al vulcanico <strong>Ncuti Gatwa</strong>, ormai perfettamente a suo agio nei panni di The Doctor, troviamo l&#8217;espressiva e talentuosa <strong>Nicola Coughlan</strong> in quelli di Joy Almondo (si, si chiama proprio così!). Chi ha visto la serie appena citata <strong>Bridgerton</strong> la conosce bene. In molti, seguendo l&#8217;episodio, sicuramente avranno espresso il desiderio di ritrovarla come Companion ufficiale in una futura stagione, ma sappiamo già che non sarà così. Una vera rivelazione è poi la bravissima <strong>Stephanie de Whalley</strong> nei panni di Anita Benn, la coprotagonista della Inside Story che, viste anche le premesse narrative, non è escluso si possa rivedere in futuro. Davvero un bel personaggio, semplice e schietto, interpretato in modo molto incisivo dall&#8217;attrice. I comprimari hanno poco spazio, è vero, ma ognuno a suo modo aggiunge una piccola porzione di magia alla stella più brillante del Natale. <strong>Jonathan Aris</strong> nei panni dell&#8217;Hotel Manager, <strong>Joel Fry</strong> in quelli reali e virtuali di Trev Simpkins, <strong>Peter Benedict</strong> che da il volto a Basil Flockart, la commovente <strong>Fiona Scott</strong>, che impersona la mamma di Joy, ed ultima, ma solo perché appare in un cameo, l&#8217;inossidabile <strong>Millie Gibson</strong>, ovvero la cara &#8220;vecchia&#8221; Ruby Sunday.</p>
<p><iframe title="Behind the Scenes | The Making-of Joy to the World | Christmas 2024 | Doctor Who" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/T3__bpqmHgs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p><strong>Ogni Natale può essere gioioso, drammatico o unico, ma sicuramente è speciale. Doctor Who Joy to the world è un episodio magico, altamente iconico, e tra i migliori visti recentemente, perfettamente in grado di rivaleggiare con i grandi classici del passato a tema Christmas Special. Del resto le storie di Steven Moffat sono sempre di qualità elevata, non a caso ormai la fanbase si divide tra &#8220;moffatiani&#8221; e &#8220;davisiani&#8221;, ovvero i due autori più amati. Una storia complessa, ma semplice, divertente ma ricca di riflessioni, dalle molteplici chiavi di lettura. Ottima prova d&#8217;attore per i protagonisti Ncuti Gatwa, Nicola Coughlan e Stephanie de Whalley (che speriamo di rivedere!). Una storia che commuove e che rischia di diventare un instant classic nella mitologia di Doctor Who.</strong></p>
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</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/329498/doctor-who-joy-to-the-world-recensione-un-natale-speciale/">Doctor Who Joy to the world Recensione: un Natale speciale</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Doctor Who Modern, Davies parla del rinnovo della serie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio D'Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 17:58:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
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		<category><![CDATA[Doctor Who Stagione 3]]></category>
		<category><![CDATA[Russell T. Davies]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/DOCTOR-WHO-all-cover.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="DOCTOR WHO" /></div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/306919/doctor-who-modern-davies-parla-del-rinnovo-della-serie/">Doctor Who Modern, Davies parla del rinnovo della serie</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/DOCTOR-WHO-all-cover.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="DOCTOR WHO" /></div><div><p><strong>Doctor Who Modern</strong>, come ben sanno i fan più attenti, è la terza incarnazione della leggendaria saga britannica <strong>Doctor Who</strong> che, da brava serie più longeva di fantascienza della televisione, ci accompagna dall&#8217;ormai lontano 1963. la divisione in tre serie distinte, lo ricordiamo per i meno esperti, è del tutto arbitraria, e di fatto <strong>Classic</strong> (1963-1989), <strong>Revival</strong> (2005-2022) e <strong>Modern</strong> (2023-oggi) sono sempre la stessa serie. la grande novità è che l&#8217;attuale produzione è passata sotto l&#8217;ala protettrice di <strong>Disney Corporation</strong>, che figura anche tra i produttori e distributori di <strong>Doctor Who Modern</strong>, visibile in esclusiva mondiale sul canale <strong>Disney+</strong>, oltre che ovviamente sulla <strong>BBC.</strong> Un palcoscenico worldwide quindi molto più amplio, come facile immaginare, ma da grandi onori derivano anche grandi responsabilità e, soprattutto, grandi aspettative riguardanti gli ascolti da parte della <strong>Casa di</strong> <strong>Topolino.</strong></p>
<figure id="attachment_277066" aria-describedby="caption-attachment-277066" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-277066 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-Boom-img-1.jpg" alt="" width="1200" height="675" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-Boom-img-1.jpg 1200w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-Boom-img-1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-Boom-img-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-Boom-img-1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-Boom-img-1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-Boom-img-1-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-277066" class="wp-caption-text">Un momento tratto dallo statico ed emozionante episodio BOOM!</figcaption></figure>
<p><strong>Doctor Who Modern</strong> rappresenta un grande investimento da parte di <strong>Disney,</strong> sia economico che di immagine, perché il franchise della serie, pur tra i più importanti della fantascienza internazionale, al pari dello statunitense <strong>Star Trek</strong> o del granitico <strong>Star Wars</strong>, anch&#8217;esso ormai parte integrante della famiglia <strong>Disney,</strong> ha visto una notevole flessione degli ascolti con l&#8217;era legata al primo dottore donna interpretato da <strong>Jodie Whittaker</strong> e gestito dallo showrunner <strong>Chris Chibnall</strong>, che in vari stati, tra cui l&#8217;<strong>Italia,</strong> è ancora orfano della localizzazione dell&#8217;ultima stagione. Il debutto su <strong>Disney+</strong> viene dunque visto, specie dai dirigenti del canale, come una grande possibilità di conquistare un nuovo pubblico per la serie, specie tra i giovanissimi, target prediletto della <strong>Grande D</strong>, ed i risultati, per quanto buoni, secondo alcune fonti interne, non sono però stati all&#8217;altezza delle aspettative, per contro davvero molto alte. In molti hanno apprezzato il finale della prima stagione, che abbiamo recensito <a href="https://www.vgmag.it/290817/doctor-who-gran-finale-di-stagione-recensione/">in questa pagina</a>. Tra le scelte fatte c&#8217;è stata quella, azzeccata, di richiamare come showrunner colui che è riuscito, nel lontano 2005, a rilanciare la serie con il ciclo del Revival, ovvero <strong>Russell T Davies</strong>.</p>
<figure id="attachment_275091" aria-describedby="caption-attachment-275091" style="width: 980px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-275091 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-3-1a7589b.jpg" alt="" width="980" height="654" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-3-1a7589b.jpg 980w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-3-1a7589b-300x200.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-3-1a7589b-768x513.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-3-1a7589b-450x300.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-3-1a7589b-780x521.jpg 780w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption id="caption-attachment-275091" class="wp-caption-text">La prima stagione di Doctor Who Modern ci ha regalato molti costumi indimenticabili legati al passato</figcaption></figure>
<p>Proprio una dichiarazione di quest&#8217;ultimo, in queste ore, ha scosso il web, e molte testate hanno interpretato male le sue parole parlando di mancato rinnovo della serie per una terza stagione! I fan, come facile aspettarsi, sono insorti, perché hanno preso la notizia come una sorta di minaccia di chiusura della serie da parte di <strong>Disney.</strong> Mettendo avanti il fatto che, in ogni caso, la serie tornerebbe semplicemente sulla sola <strong>BBC,</strong> con la trasmissione internazionale affidata ai singoli canali dei vari stati, come ad esempio da noi è stata la <strong>RAI,</strong> nessuno ha mai parlato apertamente di cancellazione, ma del fatto che verrà deciso il destino della serie solo alla fine della seconda stagione, ancora inedita. Di fatto <strong>Doctor Who</strong> <strong>Modern</strong> è stata parecchio seguita dal target giovanile a cui si puntava, ed anche, ovviamente, dai fan storici, ma certo non si tratta di un successo stratosferico come ai vecchi tempi della<strong> Serie Revival</strong>, che è stata una vera mania mediatica degna degli anni settanta o dell&#8217;epoca classica di <strong>Tom Baker</strong>, uno dei dottori del passato più amati. Il fatto che sia stato messo in cantiere anche uno spin-off sulla UNIT, farebbe però pensare al contrario che l&#8217;interesse del canale verso il franchise da poco adottato sia ben alto.</p>
<p>Di seguito la semplice dichiarazione dello showrunner:</p>
<blockquote><p><em>(Il rinnovo della serie) è una scelta dell&#8217;industria, come in ogni azienda commerciale, e queste cose richiedono tempo</em>. <em>Penso che la decisione arriverà solo dopo la trasmissione della seconda stagione. È quello che ci aspettiamo, ed è quello verso cui ci siamo sempre diretti</em>&#8220;. (<strong>Russell T Davies</strong>)</p></blockquote>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/306919/doctor-who-modern-davies-parla-del-rinnovo-della-serie/">Doctor Who Modern, Davies parla del rinnovo della serie</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Doctor Who &#8211; Gran finale di stagione Recensione, passato mortale!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio D'Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 07:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Gran-Finale-COVER-VGMAG-1.jpg" width="2560" height="1707" title="" alt="Doctor Who" /></div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Gran-Finale-COVER-VGMAG-1.jpg" width="2560" height="1707" title="" alt="Doctor Who" /></div><div><p><strong>Doctor Who &#8211; Gran Finale di stagione!</strong> Siamo finalmente arrivati alla resa dei conti per la prima stagione del rilancio ufficiale della leggendaria saga britannica. Si tirano i bilanci dell&#8217;eccezionale lavoro di restyling di <strong>Russell T Davies</strong>, di nuovo nel ruolo di showrunner al timone della serie, chiamata <strong>Doctor Who Modern</strong>, proprio per dare uno stacco dal passato del primo ritorno da lui stesso creato nel 2005, con il ciclo di tredici stagioni ora ribattezzato <strong>Doctor Who Revival</strong>. Il settimo ed ottavo episodio di questa prima stagione danno una degna conclusione, e <strong>BBC</strong>, per l&#8217;occasione, ha persino proposto i due episodi al cinema, limitatamente alla <strong>Gran Bretagna</strong>, con un grosso successo di pubblico. La sinergia tra <strong>BBC</strong> e <strong>Disney+</strong> sarà riuscita a far risplendere la saga come ai tempi d&#8217;oro, e soprattutto a conquistare l&#8217;ambitissimo pubblico delle fasce più giovani di spettatori, ovvero le generazione Z ed Alpha? I primi riscontri paiono essere positivi, con ascolti magari non altissimi, ma notevoli proprio nel target ricercato. Lunga vita quindi a <strong>Doctor Who</strong>, anche se, nel Gran Finale di stagione, c&#8217;è una oscura minaccia di morte proveniente dal passato!</p>
<figure id="attachment_290873" aria-describedby="caption-attachment-290873" style="width: 1400px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-290873 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Gran-Finale-Sutekh.jpg" alt="Doctor Who - Gran Finale" width="1400" height="700" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Gran-Finale-Sutekh.jpg 1400w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Gran-Finale-Sutekh-300x150.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Gran-Finale-Sutekh-1024x512.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Gran-Finale-Sutekh-768x384.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Gran-Finale-Sutekh-450x225.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Gran-Finale-Sutekh-780x390.jpg 780w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /><figcaption id="caption-attachment-290873" class="wp-caption-text">Una terrificante e minacciosa apparizione dal passato è pronta a distruggere l&#8217;universo!<span style="font-size: 16px;"> </span></figcaption></figure>
<h3>The Legend of Ruby Sunday, ritorno a quella notte nevosa di venti anni fa&#8230;</h3>
<p>Il settimo episodio della prima stagione, anche prima parte di <strong>Doctor Who &#8211; Gran Finale di stagione, </strong>è intitolato <strong>&#8220;The Legend of Ruby Sunday&#8221;</strong>, tradotto in italiano come <strong>&#8220;Il Dio della Morte&#8221;</strong> (con clamoroso spoiler già dal titolo, anche se sul web è subito circolata la notizia del ritorno del leggendario villain del passato) e si concentra sulla risoluzione del &#8220;ciclo narrativo di Ruby&#8221;, che fin dal primo episodio ci tiene sulle spine, anche a volte con astuti falsi indizi per depistare lo spettatore, nello stile tipico di <strong>Davies.</strong> Vediamo grandi ritorni, tra cui quello dello staff storico della UNIT, composto da personaggi bizzarri, a cui si unisce, finalmente, anche il personaggio di Rose Temple-Noble, la figlia di Donna. Per scoprire il mistero di chi sia realmente la madre di Ruby si analizza una vecchia <strong>VHS</strong> con registrazioni di una telecamera di sorveglianza risalente a quella notte di Natale nevosa di venti anni fa, dove, nel 2004, dove si vedono i dintorni della chiesa di Ruby Road. Il Dottore, infatti, si è autoimposto di non tornare indietro nel tempo in un momento così cruciale per il personaggio.</p>
<p>L&#8217;analisi, però, porterà alla rivelazione di un villain di vecchia data che, da cinquanta anni (televisivi) abbondanti, cova vendetta contro il Dottore, che lo ha costretto in un limbo senza ritorno. Soprannominato &#8220;Colui che attende&#8221;, non a caso, come potete leggere <a href="https://www.vgmag.it/289984/doctor-who-gabriel-woolf-parla-del-suo-ritorno-alla-serie-dopo-mezzo-secolo/">in questa pagina</a>. Notevole la presenza del doppiatore originale del villain, <strong>Gabriel</strong> <strong>Woolf</strong> che presta cinquanta anni dopo ancora la sua voce al personaggio. Oltre alla nefasta apparizione di quello che è appunto Il Dio della Morte, come spoilerato da <strong>Disney+</strong> stessa, ovvero la divinità egizia, falso profeta divino, in realtà proveniente da <strong>Marte</strong>, e che risponde al nome di Sutekh, viene finalmente svelato anche il ruolo della misteriosa <strong>Susan Twist</strong>, che è apparsa in ogni singolo episodio, come &#8220;<a href="https://www.vgmag.it/276977/doctor-who-boom-recensione-lesplosivo-ritorno-di-moffat/">Boom&#8221;</a> o <a href="https://www.vgmag.it/278789/doctor-who-73-yards-recensione-semper-distant/">&#8220;73 Yards&#8221;</a> , in ruoli diversi. Ancora un mistero resta invece aperto per l&#8217;enigmatica Mrs. Flood, che speriamo venga chiarito nella seconda stagione. Notevole la regia dei due episodi, diretti da <strong>Jamie Donoughue</strong>, di cui abbiamo già parlato in precedenza. Una puntata dal tono altamente greve e funereo, ricca di un alone di morte, devastazione e disperazione, come del resto si compete al personaggio trattato, con un pathos notevole, riprese fisse e drammatiche, con primi piani intensi e coinvolgenti.</p>
<figure id="attachment_289985" aria-describedby="caption-attachment-289985" style="width: 1280px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-289985 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/DOCTOR-WHO-SUTEKH.jpg" alt="DOCTOR WHO SUTEKH" width="1280" height="720" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/DOCTOR-WHO-SUTEKH.jpg 1280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/DOCTOR-WHO-SUTEKH-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/DOCTOR-WHO-SUTEKH-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/DOCTOR-WHO-SUTEKH-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/DOCTOR-WHO-SUTEKH-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/DOCTOR-WHO-SUTEKH-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption id="caption-attachment-289985" class="wp-caption-text">Sutekh! Un eccezionale villain proveniente dal passato! Più precisamente dal 1911 storico e dal 1975 televisivo.</figcaption></figure>
<h3>Empire of Death, una oscura minaccia di morte proveniente dal passato!</h3>
<p>Dopo aver resistito per ben sette giorni al clamoroso cliffhanger lanciato dalla prima parte, ecco che, finalmente, abbiamo la possibilità di vedere <strong>&#8220;Empire of Death&#8221;</strong> la strabiliante conclusione di <strong>Doctor Who &#8211; Gran Finale di stagione</strong>. Anche stavolta i localizzatori italiani di <strong>Disney+</strong> hanno scelto la via dei titoli tendenti allo spoiler, con un rivelatore <strong>&#8220;Morte e Rinascita&#8221;</strong>, che di fatto anticipa il senso dell&#8217;episodio stesso. Nella trama vediamo il Dottore lottare contro uno dei suoi nemici più grandi, aiutato anche da speciali &#8220;summon&#8221; creati grazie alle sabbie mortali magiche in suo possesso, fino alla risoluzione finale tra i due. Anche questo episodio è ricchissimo di pathos, momenti altamente drammatici, che, lo anticipiamo, ci faranno spesso commuovere e tirare fuori il fazzoletto, e far battere forte i nostri due cuori (da bravi gallifreyani). la soluzione, per quanto visivamente eccezionale, pare ad una analisi più approfondita forse anche troppo semplicistica, e simile a quella per &#8220;far fuori&#8221; Maestro nell&#8217;episodio dedicato, ma rientra a pieno nello stile narrativo di <strong>Russell T Davies</strong>, che si deve amare e mai discutere, poiché resta uno dei migliori autori dell&#8217;intera saga di <strong>Doctor Who</strong>.</p>
<p>Una critica importante che invece ci sentiamo di fare è certamente quella relativa alla sonorizzazione della versione italiana, che purtroppo presenta evidenti problemi di bilanciamento audio, con musiche troppo alte e voci in sottofondo scarsamente udibili. Abbiamo ascoltato con attenzione gli episodi si diversi dispositivi, un portatile <strong>HP</strong> &#8220;da guerra&#8221; con casse integrate, un <strong>PC gaming</strong> <strong>Asus ROG</strong> con audio dedicato <strong>Dolby Atmos</strong> ed un televisore <strong>Sony Bravia</strong> con <strong>impianto 5.1 surround in DTS</strong> e solo sul terzo erano realmente ben distinguibili. Per godere della componente sonora degli episodi, quindi, nel caso siate sprovvisti di un buon impianto audio, consigliamo la fruizione perlomeno con un paio di buone cuffie. Davvero un peccato, perché la colonna sonora originale è di ottimo livello, con musiche ed effetti evocativi, oltre che la buona recitazione dei doppiatori. Di altissimo livello è anche quella originale del già citato <strong>Gabriel</strong> <strong>Woolf </strong>che, a novanta anni suonati, è ancora eccezionale e grintosa. In casi di adattamenti &#8220;poco felici&#8221; come questo, ci spiace ammetterlo, ma l&#8217;ascolto in lingua originale è altamente consigliato. Si chiude finalmente il &#8220;ciclo narrativo di Ruby&#8221;, tra momenti commoventi, col ritorno di un grande villain del passato che, se non conoscete già forse è il caso di approfondire!</p>

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<h3>Pyramids of Mars, le origini del letale villain, ai tempi gloriosi di Tom Baker</h3>
<p><strong>Russell T Davies</strong> vuole dichiaratamente conquistare nuove generazioni di spettatori, specie nella fascia più giovane del pubblico, ovvero le ambitissime (specie dal network<strong> Disney+</strong>) generazioni Z ed Alpha. Similmente al lavoro che ha realizzato <strong>Alex Kurtzman</strong> per la recente serie<strong> Star Trek Discovery</strong>, che ha conquistato la Next Gen di spettatori, pur piacendo meno al pubblico dei fan di vecchia data. Eppure, per farlo, il geniale showrunner ha paradossalmente iniziato una campagna di citazionismo frenato del passato e di recupero sistematico di personaggi e situazioni provenienti dalla gloriosa serie classica. Persino il logo classico della serie è stato rispolverato, <strong>Davies</strong> è decisamente un amante di quelle epoche d&#8217;oro, lo riconosciamo. Ricorderete, a tal proposito il ritorno del grande villain The Celestial Toymaker, il Giocattolaio in italiano, visto negli anni sessanta e contrapposto addirittura al Primo Dottore, col volto di <strong>William Hartnell</strong>. di cui abbiamo parlato <a href="https://www.vgmag.it/275048/doctor-who-modern-recensione-un-nuovo-nuovo-inizio-col-botto/">in questa pagina</a>. Stavolta si torna indietro nel tempo, non a bordo del TARDIS, ma grazie alle care vecchie videocassette, similmente a quella analizzata dalla UNIT in &#8220;<strong>The Legend of Ruby Sunday&#8221;</strong>, prima parte di <strong>Doctor Who &#8211; Gran Finale di stagione</strong>, e più precisamente ad un serial, il numero di produzione <strong>DWC-S.082</strong>, andato in onda nel lontano 1975, durante la tredicesima stagione della serie classica.</p>
<p>Il serial, diviso in quattro episodi da venticinque minuti ciascuno, ha per protagonista il Quarto Dottore, interpretato dal talentuoso <strong>Tom Baker</strong>, accompagnato dalla companion storica Sarah Jane Smith. Per nostra fortuna le puntate <strong>Doctor Who Classic 13&#215;09-12 Pyramids of Mars 1-4</strong>, ideate da <strong>Stephen Harris</strong> e dirette da <strong>Paddy Russell</strong>, sono tra le pochissime che la <strong>RAI</strong> ha a suo tempo, nel 1980, deciso di doppiare e trasmettere in italiano, col titolo <strong>Le Piramidi Di Marte 1-4, </strong>e vi consigliamo di recuperarle, per una maggiore comprensione del &#8220;Ciclo narrativo di Sutekh&#8221;. Questo è iniziato nella <strong>Serie Classica</strong>, più precisamente nell&#8217;anno 1911 storico in cui atterra il TARDIS, continuato poi nei fumetti ed ora concluso grazie a <strong>Doctor Who Modern</strong>. Se volete approfondire la storia del personaggio vi rimandiamo anche al portale specializzato <strong>Villains Fandom</strong> che trovate <a href="https://villains.fandom.com/wiki/Sutekh_(Doctor_Who)">qui</a>. Peraltro <strong>BBC</strong>, in occasione del recupero del villain classico, ha deciso di trasmettere sui suoi canali, incluso il lettore web britannico <strong>BBC iPlayer</strong>, che trovate a questo <a href="https://www.bbc.co.uk/iplayer">LINK</a>, il serial arricchendolo di nuovi effetti speciali in computer grafica, includendo anche una famosa &#8220;svista&#8221;, ovvero la mano di un operatore di camera che rimuoveva un cuscino rimasto attaccato al costume dell&#8217;attore, mandato poi in onda per errore, ora rimossa, cinquanta anni dopo, grazie al digitale. Una divertente curiosità, non c&#8217;è che dire. Per gli amanti del collezionismo, grande notizia, si vocifera anche di una possibile riedizione del serial con la nuova CGI in formato <strong>DVD</strong> nella collana ufficiale <strong>BBC Home Video</strong>! Moltissimi fan sperano in un utopico recupero integrale della saga <strong>Doctor Who</strong>, dal 1963 ad oggi, ripubblicata su <strong>Disney+</strong>, anche se, visti gli episodi perduti e da doppiare nelle varie lingue, sarebbe un lavoro assurdamente complesso.</p>
<p><iframe title="EMPIRE OF DEATH Preview | The Official Doctor Who Podcast | Doctor Who" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ViKRlTSCBu0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>I fan di vecchia data sono decisamente felici del lavoro che sta svolgendo Russell T Davies, e si uniscono ai tanti nuovi fan più giovani arrivati grazie ai lidi di Disney+, seguendo insieme una delle saghe fantascientifiche di maggior valore narrativo dell&#8217;universo televisivo. Il nostro sogno segreto però resta il crossover tra Doctor Who e Star Trek, citato, in modo ironico, dallo stesso Doctor all&#8217;inizio della prima stagione del nuovo corso. Magari nella serie animata Lower Decks, che ci pare il posto più adatto per il &#8220;primo contatto&#8221; tra le due saghe. Utopie oniriche a parte, il nostro giudizio per la prima stagione è decisamente positivo, con episodi sempre vari ed interessanti, ottime sceneggiature, citazioni culturali bizzarre ed inaspettate come il mondo dei  musical, Black Mirror e persino Bridgerton, ed in generale un ottimo livello di scrittura. Per ora abbiamo visto alla prova quasi sempre RTD, con un paio di eccezioni, Steven Moffat incluso, e non vediamo l&#8217;ora di sapere cosa ci riserverà il futuro. Lo ammettiamo, il Dottore ci manca già! </strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/290817/doctor-who-gran-finale-di-stagione-recensione/">Doctor Who &#8211; Gran finale di stagione Recensione, passato mortale!</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Doctor Who &#8211; Dot and Bubble Recensione: Cittàbella è in pericolo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio D'Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 14:30:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/DOCTOR-WHO-DOT.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="DOCTOR WHO" /></div>
<div>Doctor Who &#8211; Dot and Bubble, intitolato nella localizzazione italiana &#8220;Il Pianeta dei mostri&#8221;, nome più semplice ma meno efficace, è l&#8217;attesissimo quinto episodio di Doctor Who Modern, che arriva nella seconda metà della stagione, ricordandoci purtroppo la sua brevità, visto che ormai mancano solo tre episodi per il gran finale. Un episodio più tradizionale [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/DOCTOR-WHO-DOT.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="DOCTOR WHO" /></div><div><p><strong>Doctor Who &#8211; Dot and Bubble</strong>, intitolato nella localizzazione italiana <strong>&#8220;Il Pianeta dei mostri&#8221;</strong>, nome più semplice ma meno efficace, è l&#8217;attesissimo quinto episodio di <strong>Doctor Who Modern</strong>, che arriva nella seconda metà della stagione, ricordandoci purtroppo la sua brevità, visto che ormai mancano solo tre episodi per il gran finale. Un episodio più tradizionale e meno sperimentale, che si inserisce nel filone di quelli in cui il principale obiettivo è la critica sociale della tecnologia, spesso usata dal genere umano in maniera superficiale e poco accorta. La misteriosa Cittàbella è in pericolo, non sappiamo dove, ne quando, privi di ogni riferimento temporale, ed i suoi abitanti stanno sparendo uno ad uno. Solo il Dottore e Ruby potranno (forse) salvarli da un infausto destino, anche se spesso qualcuno non merita di essere salvato&#8230;</p>
<figure id="attachment_282297" aria-describedby="caption-attachment-282297" style="width: 1440px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-282297 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-2.jpg" alt="Doctor Who - Dot and Bubble" width="1440" height="810" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-2.jpg 1440w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-2-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-2-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-2-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-2-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /><figcaption id="caption-attachment-282297" class="wp-caption-text">La superficialità della protagonista è irritante (ma è stata disegnata così, per citare Roger Rabbit)</figcaption></figure>
<h3><strong>&#8220;Il Pianeta dei mostri&#8221;, una storia che proviene dal passato</strong></h3>
<p>Iniziamo subito con una peculiarità dell&#8217;episodio svelata in concomitanza della sua pubblicazione sui canali ufficiali della serie. Si tratta infatti di una storia che viene dal passato, scritta oltre quindici anni fa, e poi scartata perché in sovrannumero per la stagione a cui apparteneva originariamente. In particolare <strong>&#8220;Dot and Bubble&#8221;</strong> era stato ideato come episodio per il ciclo narrativo dell&#8217;Undicesimo Dottore,  interpretato da <strong>Matt Smith</strong>, e la sua compagna Amelia Pond, col volto di <strong>Karen Gilliam</strong>, in cui i due si ritrovavano appunta in una città popolata da soli teenager totalmente gestiti da una Intelligenza Artificiale. Un storia purtroppo fino ad oggi perduta, come ci ha raccontato lo stesso showrunner <strong>Russel T Davies</strong>, e che, finalmente, ha visto la luce, in questa recente trance di episodi della rinascita. Alla storia originale è stata aggiunta la presenza di un nuovo tema, quello del razzismo, suggerito dal collega <strong>Steven Moffat</strong>, inizialmente assente, che approfondiremo in seguito.</p>
<p>Un episodio in cui nuovamente il Doctor appare poco, ed in cui il TARDIS è totalmente assente, appartenente al filone Doctor-Lite, ovvero con poca presenza scenica del protagonista, seppur non con la sua quasi totale assenza, come nel precedente <strong>&#8220;73 Yards&#8221;</strong>, che abbiamo recensito <a href="https://www.vgmag.it/278789/doctor-who-73-yards-recensione-semper-distant/">in questa pagina</a>. Il motivo di queste assenze è presto detto, e <strong>Russell T Davis</strong> ha ammesso, beffardo come suo solito, che semplicemente si tratta del primo episodio girato per <strong>Doctor Who Modern</strong>, a cui è seguito appunto l&#8217;episodio della mina, quando ancora l&#8217;attore era impegnato sul set della precedente serie <strong>Sex Education</strong>, e che quindi bazzicava poco negli studi di <strong>BBC</strong>! Questo, quindi, è il primo reale incontro tra i due attori <strong>Ncuti Gatwa</strong> e <strong>Millie Gibson</strong> sulle scene. Ironico, ma assolutamente nello stile del canale britannico, che fin dagli anni sessanta utilizzava queste trame, chiamate Doctorless, Doctor-Lite e Low Doctor dai fan, per supplire all&#8217;assenza degli attori. Davvero interessanti questi &#8220;making of&#8221; di cui ci parla <strong>Russel T Davies</strong>, per scoprire &#8220;Dietro Le Quinte&#8221; insospettabili.</p>
<figure id="attachment_282303" aria-describedby="caption-attachment-282303" style="width: 2560px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-282303 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-3.jpg" alt="Doctor Who - Dot and Bubble" width="2560" height="1304" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-3.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-3-300x153.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-3-1024x522.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-3-768x391.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-3-1536x782.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-3-2048x1043.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-3-450x229.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-3-780x397.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Doctor-Who-Dot-and-Bubble-Cover-3-1600x815.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-282303" class="wp-caption-text">Per la maggior parte del tempo il Dottore e Ruby appariranno solo visualizzati nello schermo della Bolla! Un classico episodio Low Doctor, of course.</figcaption></figure>
<h3>Doctor Who &#8211; Dot and Bubble, non sottovalutate i pericoli di una bolla mediatica!</h3>
<p>Questo episodio <strong>DWM 01&#215;05</strong> inizia in modo solare, rilassato, coloratissimo, e quasi riesce ad ingannarci sulla natura in realtà &#8220;Dangerous and Evil&#8221; dell&#8217;abuso tecnologico, come da sempre è dipinto dalla saga di <strong>Doctor Who</strong>. Lo sceneggiatore non fornisce appositamente alcun riferimento temporale e logistico, poiché, come chiaro dal messaggio, quelli potremmo essere noi, tra poco o molto tempo non importa, ne tantomeno su un lontano pianeta o sulla <strong>Terra</strong> stessa, perché il rischio è reale. Una delle dichiarate ispirazioni per <strong>&#8220;Dot and Bubble&#8221; </strong>è la splendida serie britannica <strong>Black Mirror</strong>, ideata dallo scrittore e critico videoludico <strong><span class="mw-page-title-main">Charlie Brooker</span></strong><span class="mw-page-title-main">, e l&#8217;impostazione iniziale è davvero evidente. Un notevole omaggio per una delle serie più amate da </span><strong><span class="mw-page-title-main">Russell T Davies</span></strong><span class="mw-page-title-main">, che non perde occasione per citarla. Ma cosa succede realmente? Cittàbella (il cui nome più adatto sarebbe Cittàbolla, e che in originale si chiama Finetime) è una città ideale in stile quasi rinascimentale quattrocentesco, dove gli abitanti, che sono i soli teenager separati dai loro genitori rimasti in un nucleo esterno, è costruita sotto una cupola impenetrabile, che protegge non solo da possibili attacchi esterni, ma offre anche un clima perennemente estivo e temperato. </span></p>
<p><span class="mw-page-title-main">Si, la citazione di <strong>Under The Dome di Stephen King</strong> è facilmente intuibile, anche se l&#8217;idea originale, come ammette lo stesso Re del Terrore del <strong>Maine</strong> deriva dal film dei <strong>Simpson</strong>! La caratteristica più importante è però il fatto che questi ragazzi, appartenenti alla <strong>Generazione Z</strong> (terrestre perlomeno) vivano in maniera praticamente simbiotica con due elementi gestiti dalla <strong>IA,</strong> ovvero il &#8220;Dot&#8221; e la &#8220;Bubble&#8221;, con una vera e propria bolla mediatica che circonda le loro teste, isolandoli dal mondo reale, ed aiutandoli persino a camminare, come una sorta di navigatore pedestre. Terrificante, lo ammettiamo. Il solo contatto con gli altri è ovviamente via schermo, in una rappresentazione estremizzata degli attuali network sociali online, come <strong>Facebook</strong>, <strong>Instagram</strong> o (peggio ancora) <strong>TikTok</strong>. Una critica feroce ai Social Media, ma soprattutto al loro abuso. Mentre la vita scorre idilliaca, però, non tutto pare andare per il verso giusto, ed alcuni tra i ragazzi &#8220;perennemente online&#8221; iniziano a sparire in modo definitivo. E qualcuno crede di aver visto bizzarri mostri a forma di lumaconi giganti. Il Dottore, da una imprecisata location esterna, dovrà intervenire, per cercare di salvare la situazione e, soprattutto, capire cosa sta succedendo. </span></p>

<a href='https://www.vgmag.it/282249/doctor-who-dot-and-bubble-recensione-cittabella-e-in-pericolo/galleria-1-dot-and-bubble-fraser-geesin-1600-1024x1024/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Galleria-1-Dot-and-Bubble-Fraser-Geesin-1600-1024x1024-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
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<a href='https://www.vgmag.it/282249/doctor-who-dot-and-bubble-recensione-cittabella-e-in-pericolo/galleria-6/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Galleria-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<h3><span class="mw-page-title-main">Dalla bolla digitale alla bolla mentale, il tema del razzismo aggiunto da Steven Moffat</span></h3>
<p>Per la felicità dei &#8220;moffatiani&#8221; all&#8217;ascolto, al già interessante tema della pericolosità rappresentata dall&#8217;<strong>Intelligenza Artificiale</strong> si unisce un ulteriore spunto di riflessione. Come aggiunta alla sceneggiatura originale di <strong>Russell T Davies</strong>, infatti, il collega <strong>Steven Moffat</strong>, ha ben pensato di mettere in scena un tema a lui molto caro, ovvero quello del razzismo. Inizialmente il tutto appare un po&#8217; velato ed impercettibile, facendosi via via sempre più forte nel corso della narrazione. Del resto le caratteristiche di uniformità, snobbismo di classe e pensiero unico ghettizzante per l&#8217;alieno o semplicemente il diverso, da parte della comunità di teenageer digital-dipendenti, sono parecchio chiare ad una occhiata più approfondita. E la reazione del Dottore è anche molto nobile, nel voler salvare comunque tutti, ad ogni costo. Anche se lui, solo per il fatto di non essere parte del loro gruppo sociale, è automaticamente non solo escluso, ma anche di poca credibilità. Una schiera di biondissimi e stereotipati giovani superficiali alla <strong>Paris Hilton</strong>, che gestiscono un mondo ideale e coloniale, ereditato dai genitori non sappiamo in che modo, e che, nel loro vivere alla giornata, circondati solo da input positivi, ignorano il reale rischio che stanno correndo. Meglio rischiare che essere contaminati dal diverso, nella loro filosofia.</p>
<p>Ascoltare un cantante social che intona la versione originale di una canzone cult degli anni sessanta, è senza dubbio più rilassante rispetto alla verità, ovvero che i propri amici stanno morendo uno ad uno. Eccezionale nel contempo la presenza di un brano che ha fatto la storia del pop, ovvero <strong>Itsy Bitsy Teenie Weenie Yellow Polka Dot Bikini</strong> del cantante statunitense  <strong>Brian Hyland</strong>, che conosciamo anche in Italia, grazie alle numerose cover, importata da <strong>Dalila</strong> con il titolo <strong>Pezzettini di Bikini</strong>, che potete ascoltare anche su <a href="https://www.youtube.com/watch?v=SFThcIYUv4Q"><strong>YouTube</strong></a> se non la conoscete. L&#8217;assonanza tra il &#8220;Dot&#8221; dell&#8217;episodio ed il Dot della canzone è geniale. A proposito del cantante (nella fiction) appena citato, ecco lo spunto per approfondire il cast attoriale ed artistico dell&#8217;episodio. &#8220;Dot and Bubble&#8221; vede come maggiori protagonisti proprio i teenager, mettendo in secondo piano il Doctor e la sua companion, presentando personaggi davvero ben realizzati, come Ricky September, chiara parodia degli influencer odierni, ma che si rivelerà un elemento chiave per la risoluzione dell&#8217;episodio stesso, interpretato da <strong>Tom Rhys Harries</strong>, oltre alla reale protagonista dell&#8217;episodio, l&#8217;irritante e superficiale Lindy Pepper-Bean, interpretata dalla giovane e talentuosa attrice <strong>Callie Cooke</strong>. Impossibile non citare il divertentissimo Dr. Pee, medico online che si occupa solo di flussi urinari ed urgenze a tema, col volto di <strong>Max Boast</strong>. In mezzo a tutta questa beata gioventù non poteva mancare, ovviamente, l&#8217;enigmatica ed anziana <strong>Susan Twist</strong>, nel ruolo stavolta di un genitore, Penny Pepper,-Bean, ma riconosciuta da Ruby. Il mistero ci attanagli ancora una volta. La splendida sceneggiatura di <strong>Russell T Davies</strong> è messa in scena dal regista <strong>Dylan Holmes Williams</strong>, di cui abbiamo parlato nella precedente puntata. Un quinto episodio quindi gradevole, ben realizzato e che, partendo da un tema leggero, vira verso il drammatico offrendo ottimi spunti di riflessione.</p>
<p><iframe title="Behind the Scenes | Dot and Bubble | Doctor Who" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/8uXz0XHdsQI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>Doctor Who &#8211; Dot and Bubble inizia la lunga corsa verso l&#8217;attesissimo finale di stagione di Doctor Who Modern, ancora solo tre episodi prima della conclusione. In particolare questo quinto episodio è stato girato per primo, come ci ha svelato lo stesso Russell T Davies, e rappresenta al contempo il recupero di una sceneggiatura perduta risalente ai tempi della &#8220;Matt Smith Era&#8221;, che per fortuna ha visto finalmente la luce. Il mondo di Cittàbella è affascinante, solare e ben realizzato, ma nasconde insidie letali. Ad alcuni sembra di aver visto orribili mostri a forma di lumaconi giganti alieni, che potrebbero non essere quello che sembrano&#8230;</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/282249/doctor-who-dot-and-bubble-recensione-cittabella-e-in-pericolo/">Doctor Who &#8211; Dot and Bubble Recensione: Cittàbella è in pericolo!</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Doctor Who &#8211; 73 Yards Recensione: Semper Distant</title>
		<link>https://www.vgmag.it/278789/doctor-who-73-yards-recensione-semper-distant/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio D'Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2024 13:30:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/yards-4f6b505.jpg" width="1504" height="1002" title="" alt="" /></div>
<div>Doctor Who &#8211; 73 Yards è il quarto, attesissimo e puntuale episodio della nuova serie dedicata all&#8217;alieno naturalizzato britannico più amato del piccolo schermo, ormai un appuntamento fisso del fine settimana per gli appassionati sci-fi, che grazie alla nuova platea sempre più grande offerta dal canale tematico Disney+, sta conquistando i vecchi e nuovi fan. [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/278789/doctor-who-73-yards-recensione-semper-distant/">Doctor Who &#8211; 73 Yards Recensione: Semper Distant</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/yards-4f6b505.jpg" width="1504" height="1002" title="" alt="" /></div><div><p><strong>Doctor Who &#8211; 73 Yards</strong> è il quarto, attesissimo e puntuale episodio della nuova serie dedicata all&#8217;alieno naturalizzato britannico più amato del piccolo schermo, ormai un appuntamento fisso del fine settimana per gli appassionati sci-fi, che grazie alla nuova platea sempre più grande offerta dal canale tematico <strong>Disney+</strong>, sta conquistando i vecchi e nuovi fan. <strong>Doctor Who Modern</strong>, stagione uno, offre, dopo uno speciale natalizio leggerissimo, due episodi leggeri ed un terzo episodio drammatico dedicato alla guerra, che abbiamo recensito <a href="https://www.vgmag.it/276977/doctor-who-boom-recensione-lesplosivo-ritorno-di-moffat/">qui</a>, la scorsa settimana, un tema inedito, e che raramente si è visto nell&#8217;intera saga, incluse sia la serie <strong>classica</strong> che la <strong>revival.</strong> Si, perché se da sempre gli sceneggiatori di <strong>Doctor Who</strong> hanno cercato di dare una spiegazione più o meno scientifica a tutti gli avvenimenti, stavolta la serie vira decisamente sui temi della magia e della stregoneria, ma del resto il TARDIS è atterrato in <strong>Galles</strong>, e l&#8217;occasione per ricordare le tradizioni della regione britannica è troppo ghiotta. Addentriamoci insieme in questo cerchio magico, e prepariamoci ad avere più domande che risposte.</p>
<figure id="attachment_278790" aria-describedby="caption-attachment-278790" style="width: 1600px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-278790 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/73-yards-doctor-who-theory.jpg" alt="Doctor Who - 73 Yards" width="1600" height="900" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/73-yards-doctor-who-theory.jpg 1600w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/73-yards-doctor-who-theory-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/73-yards-doctor-who-theory-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/73-yards-doctor-who-theory-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/73-yards-doctor-who-theory-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/73-yards-doctor-who-theory-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/73-yards-doctor-who-theory-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><figcaption id="caption-attachment-278790" class="wp-caption-text">Millie Gibson è alla sua prima grande prova d&#8217;attrice in solitaria</figcaption></figure>
<h3>Doctorless, of course!</h3>
<p>Capita, a volte, nella serialità televisiva, di avere alcuni bizzarri episodi senza il protagonista principale, poiché impegnato in una missione altrove, come succede spesso in <strong>Star Trek</strong>, ad esempio, quando un capitano va in missione diplomatica, o se colui (o colei) che di solito calca maggiormente la scena è improvvisamente scomparso per misteriosi motivi, come in questo caso specifico. Si, se siete tra i fan che stanno ancora a lamentarsi sui forum globali con gli altri appassionati perché nel precedente episodio <strong><em>&#8220;Boom&#8221;</em></strong> il Dottore sta praticamente immobile tutto il tempo sulla famosa mina esplosiva, stavolta preparatevi al peggio, alla sua prolungata assenza, che durerà l&#8217;intero episodio! Mentre il tempo, i giorni, i mesi e gli anni scorreranno inesorabili. Ma perché gli sceneggiatori fanno queste bizzarre scelte narrative? Ebbene, è presto detto. Soprattutto in serie in cui c&#8217;è un protagonista ed una spalla, una companion nel nostro caso, l&#8217;assenza del personaggio principale è un&#8217;ottimo escamotage per dare maggior spazio narrativo e finanche recitativo a chi di solito resta nell&#8217;ombra o quasi. Stavolta, infatti, la nostra cara Ruby Sunday ha modo di esprimersi liberamente, e soprattutto di farsi conoscere anche in solitaria, grazie proprio all&#8217;assenza del Dottore, che la rende la protagonista dell&#8217;episodio.</p>

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<h3>Una vita per ricordare&#8230;</h3>
<p>La trama di <strong>Doctor Who &#8211; 73 Yards</strong> è da subito coinvolgente, bizzarra e misteriosa, per certi versi con delle venature da giallo vecchio stile, con tanto di tendenza all&#8217;horror soft, le premesse per qualcosa di magnetico e diverso dal solito ci sono decisamente tutte. Lo sceneggiatore <strong>Russell T Davies</strong> cita velatamente alcuni vecchi film britannici anni sessanta di genere, basati sul senso di estraniamento dalla realtà progressivo e sul fattore mistery, ma anche una sua recente (e splendida) produzione televisiva <b>Years and Years</b>, datata 2019, miniserie che presenta una tematica simile, ovvero di seguire alcuni personaggi nel corso dell&#8217;evoluzione della loro vita. Eppure, gli appassionati di vecchia data non potranno che ritrovare altre reminiscenze da due grandi maestri, ovvero <strong>Stephen King</strong> e <strong>John Carpenter</strong>. L&#8217;influenza del primo e del suo <strong>La Zona Morta</strong> è evidente, quella del secondo è invece più velata, e legata ad una sola iconica scena del film cult <strong>Il Signore del Male</strong>, noto in patria come <strong>Prince of Darkness</strong>. Alla regia l&#8217;esordiente <span class="hero__primary-text" data-testid="hero__primary-text"><strong>Dylan Holmes Williams</strong>, che ha già lavorato sulla serie <strong>Servant,</strong> al suo debutto nella saga del Dottore.</span></p>
<p>La scomparsa del Quindicesimo Dottore nella trama di questo episodio, intitolato in italiano<em> &#8220;Il cerchio delle fate&#8221;</em>, dicevamo prima, ci permette infatti di seguire Ruby per lungo tempo mentre agisce da sola, peraltro senza mai spiegare i motivi per cui nell&#8217;episodio egli scompare. Si intuisce che ci sia una misteriosa magia legata ad un cerchio magico imprigionante, che viene spezzato liberando qualcuno o qualcosa, ma il tutto resta volutamente fumoso e vago. Ruby per la prima volta è completamente sola, e si trova ad indagare su quello che sta succedendo, perdendosi nelle nebbiose atmosfere del <strong>Galles</strong>, inquietanti ed intrise della negatività maligna ovunque, tra comprimari che a volte paiono aiutarla, altri invece destinati ad ignorarla, per sempre. Vediamo letteralmente crescere nel tempo la giovane e spensierata Ruby, che appare anche più adulta, più consapevole ed anche rassegnata al suo destino, per una vita intera. In attesa di capire quale sia il suo scopo e come poter tornare allo status quo, necessario in una produzione seriale. Una scrittura brillante<em>,</em> eterea e d&#8217;atmosfera, che ricorda in certi momenti un bellissimo episodio del passato, ovvero <em><strong>&#8220;I Morti Inquieti&#8221;</strong></em>.  Nel cast spiccano <strong>Anita Dobson</strong>, ovvero la misteriosa vicina di casa di Ruby nota come Mrs Flood, che in molti pensano essere River Song, <strong>Aneurin Barnard </strong>nei panni del politico Roger AP Gwilliam, oltre che, ovviamente, l&#8217;onnipresente <strong>Susan Twist</strong>, nel ruolo dell&#8217;alpinista.</p>
<figure id="attachment_278792" aria-describedby="caption-attachment-278792" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-278792 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-73-Yards-donna.jpg" alt="Doctor Who - 73 Yards" width="1200" height="675" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-73-Yards-donna.jpg 1200w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-73-Yards-donna-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-73-Yards-donna-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-73-Yards-donna-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-73-Yards-donna-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/Doctor-Who-73-Yards-donna-780x439.jpg 780w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-278792" class="wp-caption-text">La misteriosa figura femminile sempre posta in lontananza&#8230;.</figcaption></figure>
<h3>Semper Distant.</h3>
<p>Alla già folle situazione, che vede il TARDIS invecchiare ricoperto di foglie e vegetazione, con l&#8217;inspiegabile scomparsa del Dottore, si aggiunge una misteriosa ed inquietante figura che compare fin dai primi minuti. Una donna sempre lontana, mai raggiungibile, perlomeno da Ruby, assieme fuori dal tempo e sempre presente in ogni situazione. Seppur distante, appunto. Il detto latino coniato da uno degli avventori dell&#8217;albergo gallese dove Ruby cerca il primo riparo è perfettamente calzante. E la distanza oltretutto non è nemmeno casuale, ma esattamente di 73 Yards, misura inglese tradizionale, che calcolata corrisponde ad un raggelante 66,7 metri. Troppo vicino al celebre <em>Number of The Beast</em>. Casualità? conoscendo l&#8217;autore <strong>Russel T Davies</strong> pensiamo proprio di no. La cosa bizzarra di questa donna e che chiunque può raggiungerla e parlarle, tranne Ruby, ma facendolo e parlando con lei sente misteriose parole, forse una formula magica, pensiamo in molti durante lo svolgimento dell&#8217;episodio, scappando poi in preda al panico. Persino l&#8217;intervento della UNIT sembra fare un clamoroso buco nell&#8217;acqua, come del resto amici e parenti più stretti di Ruby, che cercano invano di aiutarla. A quel punto la ragazza resta letteralmente sola, senza nessuno, per anni, vivendo la sua vita come tutti gli altri. Sola, non del tutto, sia chiaro, perché la misteriosa donna è sempre un passo indietro a lei, seguendola su ogni mezzo. Cosa vorrà dire quella strana distanza? Il colpo di scena finale di <strong>Doctor Who &#8211; 73 Yards</strong> è davvero tutto da gustare, per uno degli episodi più strani ma meglio costruiti a livello narrativo di questa stagione.</p>
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<hr />
<p><strong>Il quarto episodio della prima (e purtroppo breve) stagione di Doctor Who Modern vira fortemente su tematiche mistery, diviso tra magia, esoterismo, alchimia del folclore inglese e tematiche quali la solitudine e lo scorrere inesorabile della vita. Peraltro in un bizzarro costrutto da famigerato episodio Doctorless, dove il caro vecchio dottore non appare per tutta la sua durata. Appassionante e destabilizzante come pochi, Doctor Who &#8211; 73 Yards ci ha stupiti positivamente, grazie alla sua originalità narrativa, ed alla buona prova da attrice protagonista di chi, di solito, è relegata a quella di spalla. E se ve lo stavate chiedendo, si nel cast c&#8217;è ancora la misteriosa Susan Twist, attrice anziana di cui vi abbiamo parlato già la scorsa settimana, quando impersonava l&#8217;IA dell&#8217;ambulanza. Ormai un tormentone. Se non si tratta davvero della zia di Russell T Davies assunta come figurante dalla BBC, come ormai si vocifera tra i fan in modo umoristico, c&#8217;è sotto qualcosa di grosso, ne siamo sicuri!  </strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/278789/doctor-who-73-yards-recensione-semper-distant/">Doctor Who &#8211; 73 Yards Recensione: Semper Distant</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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