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		<title>Xenoblade Chronicles Definitive Edition Recensione: il viaggio di Shulk infiamma l’estate di Switch 2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Cardone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 08:00:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Chornicles-Definitive-Edition-La-recensione-dellupdate-per-Nintendo-Switch-2.jpg" width="1920" height="1080" title="Xenoblade Chornicles Definitive Edition - La recensione dell'update per Nintendo Switch 2" alt="Xenoblade Chornicles Definitive Edition - La recensione dell'update per Nintendo Switch 2" /></div>
<div>L’annuncio di Xenoblade Chronicles Genesis ha rilanciato le ambizioni della serie targata Monolith Soft, destinata a rappresentare un baluardo, com’era prevedibile, nel futuro di Nintendo Switch 2. Nel novero delle “killer app”, del resto, per una discreta fetta d’utenza di fede “bianco-rossa”, il marchio Xenoblade ha rappresentato un tassello fondamentale, già in passato. Se dovessi [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Chornicles-Definitive-Edition-La-recensione-dellupdate-per-Nintendo-Switch-2.jpg" width="1920" height="1080" title="Xenoblade Chornicles Definitive Edition - La recensione dell'update per Nintendo Switch 2" alt="Xenoblade Chornicles Definitive Edition - La recensione dell'update per Nintendo Switch 2" /></div><div><p>L’annuncio di <strong><a href="https://www.vgmag.it/422929/xenoblade-chronicles-genesis-anteprima-la-genesi-di-un-nuovo-inizio-per-tutta-la-serie/">Xenoblade Chronicles Genesis</a></strong> ha rilanciato le ambizioni della serie targata <strong><a href="https://www.monolithsoft.co.jp/">Monolith Soft</a></strong>, destinata a rappresentare un baluardo, com’era prevedibile, nel futuro di Nintendo Switch 2. <strong>Nel novero delle “killer app”, del resto, per una discreta fetta d’utenza di fede “bianco-rossa”, il marchio Xenoblade</strong> ha rappresentato un tassello fondamentale, già in passato. Se dovessi essere spaventosamente sincero, anche al di là delle doverose digressioni professionali, ammetterei, candidamente, che tra i motivi principali, se non quello principale in assoluto, dietro all’acquisto di Nintendo Switch 2, c’era e c’è proprio questo: l’annuncio di un nuovo capitolo di quella che, di fatto, è una delle mie saghe preferite, sia di sponda Nintendo sia in generale.</p>
<p>Soltanto qualche mese fa, dopo aver atteso a lungo, mi sono goduto l&#8217;epopea fantasy/sci-fi di Xenoblade Chronicles X, impreziosito dall&#8217;update per Nintendo Switch 2. <strong>Considerando la buonissima riuscita del progetto, Monlith ha deciso di bissare, cavalcando appieno l&#8217;onda del momento, annunciando l&#8217;arrivo di una versione &#8220;enanched&#8221;, per Switch 2, di tutti gli altri capitoli della serie.</strong> Il percorso produttivo parte, ovviamente, dal primo capitolo, da quel capolavoro indimenticabile e indimenticato di Xenoblade Chornicles, che, qui, approda in versione Definitive Edition. Ovviamente, l&#8217;update in questione va a migliorare un progetto già di per sé rivisitato.</p>
<p>L&#8217;obiettivo finale della versione Nintendo Switch 2 è quello di donare ai giocatori la possibilità di viere un&#8217;esperienza di gioco più appagante possibile. Il target, ovviamente, sono principalmente i <strong>60fps e la risoluzione in 4K</strong>. Si tratta di numeri importanti, impensabili fino a qualche tempo fa, ma che Nintendo vuole iniziare ad utilizzare come standard, soprattutto in chiave futura. <strong>Vi dico subito, però, che l&#8217;operazione è riuscita soltanto in parte.</strong> Vi invito anche, però, in ogni caso, se siete tra quelli che non hanno ancora vissuto questo meraviglioso viaggio, a &#8220;rimediare&#8221; e approfittare di questa occasione,<strong> perché è il modo migliore per vivere una delle esperienze più complete e appaganti del catalogo di Nintendo.</strong></p>
<figure id="attachment_423792" aria-describedby="caption-attachment-423792" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-423792" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.08-1024x576.jpg" alt="Xenoblade Chronicles Definitive Edition " width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.08-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.08-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.08-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.08-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.08-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.08.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-423792" class="wp-caption-text">Shulk è il protagonista di un viaggio incredibile</figcaption></figure>
<h2>Xenoblade Chronicles Definitive Edition: un viaggio memorabile, ma ancora &#8220;attuale&#8221;?</h2>
<p>Per chi non conoscesse la storia di fondo che ruota intorno alla produzione, è doveroso rimarcare che siamo di fronte a uno dei titoli narrativamente e strutturalmente più complessi di tutta la saga. <strong>E non solo. Il primo capitolo della serie si pone su dettami narrativi molto complessi, che vanno al di là di quello che può sembrare un racconto fanstasy &#8220;sci-fi&#8221;</strong> dai contorni fiabeschi, quasi romantici, caratterizzati da un mondo tanto bello, quanto minaccioso, da vivere e vedere.</p>
<p>La storia di Xenoblade Chronicles ha radici profonde, radicate in un passato dalle dimensioni ben più grandi di quelle che vanno a delineare tutto quello che è il presente. <strong>Il protagonista, Shulk, è legato da un passato misterioso e tormentato.</strong> Tuttavia, vive la sua vita felice su Bionis, un mondo meraviglioso, caratterizzato da orizzonti mozzafiato, gigantesche creature che pullulano per le lande e, soprattutto, da una caratterizzazione fantasy di stampo &#8220;antico&#8221; ma nemmeno così tanto.</p>
<p>L&#8217;evoluzione della civiltà c&#8217;è ed è presente, è pulsante, è viva. La storia di Shulk, però, è destinata a cambiare. Il tormentato passato di Bionis, l&#8217;eterna lotta con il nemico di sempre, divenuto poi un altro pianeta, <strong>perennemente in lotta proprio con Bionis, che prende il nome di Mechanis,</strong> diventa il simbolo di un viaggio lunghissimo, estenuante, ricco di segreti e colpi di scena, che si abbattono sul giocatore senza pietà e senza alcun tipo di freno. <strong>Ed è un qualcosa di speciale, un vero e proprio unicum</strong>, per quanto rimanga sempre entro i dettami classici di una visione narrativa, forse ormai un po&#8217; superata, ma ancora vincente.</p>
<figure id="attachment_423794" aria-describedby="caption-attachment-423794" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-423794" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.34-1-1024x576.jpg" alt="Xenoblade Chronicles Definitive Edition " width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.34-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.34-1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.34-1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.34-1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.34-1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.45.34-1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-423794" class="wp-caption-text">Il colpo d&#8217;occhio è sicuramente notevole</figcaption></figure>
<h2>Quali sono le novità principali della versione Nintendo Switch 2?</h2>
<p>Seguendo la falsariga di quanto visto con l&#8217;update di  Xenoblade Chronicles X, <strong>proposto con le stesse modalità, 9,99€ per i possessori della versione Switch e prezzo pieno, in caso contrario</strong>, l&#8217;aggiornamento si concentra sulla parte tecnica e sulle prestazioni. Il focus principale, infatti, è quello di dare al gioco un aspetto e una base funzionale più al passo coi tempi, più gradevole. Con l&#8217;arrivo di Genesis che, chiaramente, potrà contare su un potenziale tecnico differente, gli sviluppatori vogliono riportare in auge la serie, partendo dal primo capitolo, e il restyling tecnico e grafico è uno step doveroso, per quanto scontato.</p>
<p>La missione principale, dunque, è quella di riproporre il gioco con una grafica rivisitata. Il gioco, infatti, grazie alle maggiori possibilità di Switch 2, si spinge fino alla risoluzione di<strong> 4K in modalità docked, mentre si arriva fino ai 1080p in handled. Ovviamente, il tutto è contornato dal frame rate, finalmente, a 60fps</strong>, seppur non sempre stabilissimi, che hanno un pesco specifico incalcolabile. Oltre a questo, l&#8217;update introduce i soliti, nuovi, elementi cosmetici, ma le novità non finiscono qui.</p>
<p>Xenoblade Chronicles Definitive Edition per Nintendo Switch 2, infatti, aggiunge al gioco (e anche all&#8217;espansione Future Redeemed, inclusa nel pacchetto) <strong>il Jet Etere, un vero e proprio mezzo di trasporto, il primo per la trilogia, pensato per rendere la navigazione più veloce, immediata e meno frustrante</strong>. Per quanto, e ne sono convinto, molti giocatori, specialmente i puristi, non vedranno di buon occhio questa implementazione, magari ritenuta anche una &#8220;coccola&#8221; eccessiva per i nuovi giocatori, trovo la scelta molto azzeccata. Per quanto risulti strano, onestamente, muoversi con maggior velocità è un piacere da non sottovalutare, perché, di fatto, è anche un ottimo modo per ottimizzare longevità e tempi &#8220;morti&#8221;.</p>
<figure id="attachment_423795" aria-describedby="caption-attachment-423795" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-large wp-image-423795" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.44.52-1024x576.jpg" alt="Xenoblade Chronicles Definitive Edition " width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.44.52-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.44.52-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.44.52-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.44.52-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.44.52-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2026-06-13-08.44.52.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-423795" class="wp-caption-text">Il restyling estetico ha comunque i suoi limiti</figcaption></figure>
<h2>Un restyling grafico furbo e intelligente, ma non rivoluzionario</h2>
<p>Se le prestazioni, comunque, <strong>rappresentano un passo avanti</strong> da cui è impossibile sottrarsi e fanno un po&#8217; da &#8220;panacea&#8221; per tutto il progetto, a risultare meno impattanti sono le migliorie di natura tecnica, in senso generale. Sia chiaro, non mi aspettavo nulla di rivoluzionario, e nessuno avrebbe potuto, ma non posso nascondere un pizzico di delusione. <strong>L&#8217;impianto tecnico del gioco, in questa nuova versione, risulta decisamente più affascinante e al passo coi tempi</strong> e questo, di per sé, è già un&#8217;ottima cosa.</p>
<p>È chiaro: da un update proposto a un prezzo budget, per chi possiede il gioco in versione Switch (per gli altri, la somma da pagare è quella di un tipico &#8220;tripla A&#8221;), è comprensibile che le novità siano, comunque, marginali. E vi dirò di più: appena ho avviato la partita ho anche apprezzato un colpo d&#8217;occhio, specialmente a un primo impatto, molto coinvolgente. E, di fatto, è così. <strong>La pulizia generale dell&#8217;immagine è netta, evidente, quasi sorprendente, soprattutto se si mettono a paragone le versioni Switch e Switch 2</strong>.</p>

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<p><strong>La maggior pulizia, però, evidenzia anche i &#8220;problemi&#8221; di questo lavoro</strong>. La base, ovviamente, è sempre la stessa e le texture, spesso in bassa risoluzione e &#8220;sporche&#8221; di diversi ambienti rendono tutto un po&#8217; anacronistico e meno piacevole del previsto. Se si osserva bene, per intenderci, ci si rende conto di quanto la manovra di restyling sia molto limitata, <strong>perché si limita al solo aumento della risoluzione</strong>. Questo crea un po&#8217; di effetto, paradossalmente, contrario a quello sperato, specialmente negli ambienti interni e cittadini.</p>
<p>Venendo al frame rate, invece, il passo avanti è decisamente più netto, evidente. Poter giocare a un prodotto del genere con l&#8217;ausilio di un frame rate raddoppiato, a 60fps, è un vero e proprio lusso. <strong>La cosa bella è che, onestamente, il gioco è talmente fluido che, a volte, si fa fatica ad abituarsi a un ritmo decisamente diverso</strong> rispetto a quello a cui si è, per forza di cose, abituati se si è avvezzi ai dettami tipici della serie.<strong> La cosa meno bella, invece, è che il frame rate, almeno per ora, non è mai stabilissimo</strong>. Anzi. Durante le sequenze di combattimento, specialmente a mondo aperto, i primi secondi della battaglia espongono il gioco a una instabilità a volte pesante, quasi come se ci fosse un caricamento nascosto.</p>
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<hr />
<p><strong>Xenoblade Chronicles Definitive Edition per Nintendo Switch 2 è il primo tassello di un progetto di riedizione tecnica (e non solo) e strutturale che coinvolgerà, nel prossimo futuro, anche gli altri capitoli della serie, in attesa di Genesis. Il potenziamento del frame rate e della risoluzione massima sono i due punti fondamentali di questo update “next-gen”, e, per quanto il colpo d’occhio e, in generale, tutta la fruizione gode di un boost importante, non tutto ha funzionato a dovere. Considerando anche i tanti anni sulle spalle del gioco che, comunque, rimane nell’ossatura un prodotto profondamente “superato”, la riedizione in alta definizione funziona bene, ma si espone a diverse criticità. </strong><strong>La prima è sicuramente il frame rate. I 60fps non sono stabilissimi e, soprattutto nelle fase più concitate, la stabilità dell’immagine subisce diversi cali e scossoni vari. Anche il colpo d’occhio non mi ha fatto impazzire. Il potenziamento della risoluzione non ha rivoluzionato più di tanto la densità poligonale di un prodotto che rimane meraviglioso sul piano artistico, ma sicuramente molto limitato dal punto di vista tecnico. Le novità introdotte, per il resto, risultano accettabili e riescono a puntellare alcune cose che, oggi, potrebbero scoraggiare alcuni giocatori. Nel complesso, comunque, siamo di fronte a un buon update, ma che, sicuramente, non risulta imperdibile per chi ha già passato centinaia di ore su Bionis.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/423599/xenoblade-chronicles-definitive-edition-recensione-il-viaggio-di-shulk-infiamma-lestate-di-switch-2/">Xenoblade Chronicles Definitive Edition Recensione: il viaggio di Shulk infiamma l’estate di Switch 2</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>GOALS Recensione: non convince del tutto, ma non è tutto da buttare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Cardone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:00:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Goals-e-finalmente-disponibile.webp" width="1080" height="608" title="Goals è finalmente disponibile" alt="Goals è finalmente disponibile" /></div>
<div>GOALS è l’ennesimo tentativo, più o meno riuscito, di emulare il lavoro, checché se ne dica, rivoluzionario e generazionale di Electronic Arts. È importante partire da qui perché, fidatevi, a livello di ecosistema di gioco e di influenze strutturali, il titolo sviluppato dal team svedese GOALS AB, il progetto strizza veramente tanto l&#8217;occhia in casa [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/422821/goals-recensione-non-convince-del-tutto-ma-non-e-tutto-da-buttare/">GOALS Recensione: non convince del tutto, ma non è tutto da buttare</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Goals-e-finalmente-disponibile.webp" width="1080" height="608" title="Goals è finalmente disponibile" alt="Goals è finalmente disponibile" /></div><div><p>GOALS è l’ennesimo <strong><a href="https://www.vgmag.it/421178/goals-disponibile-il-calcistico-free-to-play-per-pc-ps5-ed-xbox-series-x-s/">tentativo</a></strong>, più o meno riuscito, di emulare il lavoro, checché se ne dica, rivoluzionario e generazionale di Electronic Arts. È importante partire da qui perché, fidatevi, a livello di ecosistema di gioco e di influenze strutturali, il titolo sviluppato dal team svedese <strong><a href="https://playgoals.com/en">GOALS AB</a></strong>,<strong> il progetto strizza veramente tanto l&#8217;occhia in casa di Jinsong Li e di tutto il suo team.</strong></p>
<p>L’impatto iniziale con GOALS, di conseguenza, è estremamente familiare e non ha bisogno di molte presentazioni. <strong>Il progetto GOALS nasce proprio con l’idea di essere una sorta di EA FC gratis, free to play</strong>, senza nemmeno tanti giri di parole, ed è veramente evidente. Non è un male, certo, anche perché non è la prima volta che si tenta di emulare qualcosa che ha lasciato un solco nell’industria (chi ha detto souls-like?).</p>
<p><strong>Siamo di fronte, quindi, a un progetto senz’anima? A un banale copia e incolla? I</strong>n realtà, la risposta è più complessa del previsto. GOALS è un progetto fortemente derivativo, su tutta la linea, e questo è sacrosanto. Alla base di tutto, però, ci sono alcune idee decisamente interessanti e che, con un percorso creativo differente, ma sicuramente migliorabile, col tempo, possono portare alla nascita di un prodotto tutt’altro da dimenticare. Anzi.</p>
<figure id="attachment_422851" aria-describedby="caption-attachment-422851" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-422851" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_91-1024x576.jpg" alt="GOALS Che la sfida abbia inizio!" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_91-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_91-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_91-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_91-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_91-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_91-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_91-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_91-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-422851" class="wp-caption-text">GOALS Che la sfida abbia inizio!</figcaption></figure>
<h2>GOALS: talenti sconosciuti e dove trovarli</h2>
<p>Il primo, grosso, punto di rottura tra GOALS e tutti gli altri titoli del genere, da eFootball a, appunto, FC, passando per UFL, è quello relativo ai giocatori.<strong> GOALS, sotto questo aspetto, si presenta come un progetto decisamente audace</strong>, a tratti rivoluzionario. Prendendo ispirazione da quanto avveniva negli anni 90’, infatti, il titolo si distacca dalla spinosa questione delle licenze con furbizia, creando un ecosistema di gioco in cui calciatori e le squadre reali, semplicemente, non esistono.</p>
<p><strong>Alla base di tutto c’è, come accade con FC e il suo sempre più preso d’ispirazione Ultimate Team, la</strong> creazione di un team vincente, <strong>a base di “carte”</strong> e pacchetti e la relativa scalata alle varie Divisioni. Con GOALS, però, non potrete giocare con Mbappè, Neymar o le superstar del passato. Nel titolo sviluppato dai ragazzi svedesi, infatti, i calciatori sono generati in maniera completamente random di squadra in squadra, con dettagli, mosse abilità e piede debole e statistiche sempre diverse.</p>
<p>Questo, ovviamente, significa che ogni squadra avrà sempre i suoi giocatori unici, il che aumenta non poco il fattore emozionale del progetto. La prodezza della trovata, però, non si limita all’aspetto meramente estetico e strutturale. I giocatori di GOALS hanno una vera e propria carriera live, che si sviluppa al pari di quella dell’utente che controlla il team. <strong>In GOALS, infatti, gli atleti crescono di partita in partita, possono essere migliorati e potenziati con i punti EXP guadagnati ma</strong>, soprattutto, invecchiano e, a un certo punto, smettono semplicemente di giocare.</p>
<figure id="attachment_422852" aria-describedby="caption-attachment-422852" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-422852" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_99-1024x576.jpg" alt="GOALS A ogni giocatore la sua squadra " width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_99-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_99-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_99-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_99-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_99-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_99-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_99-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_99-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-422852" class="wp-caption-text">GOALS A ogni giocatore la sua squadra</figcaption></figure>
<h2>Un sistema di progressione audace e longevo</h2>
<p>Come detto poco sopra, i giocatori invecchiano e, a un certo punto, possono decidere di smettere col calcio giocato.<strong> Che sia il nostro miglior difensore o la nostra attaccante più prolifica,</strong> così come nel calcio reale, saremo chiamati a far fronte, a un certo punto, all’abbandono dei nostri atleti. Questo sistema di invecchiamento si lega giocoforza a quello della crescita della squadra, che vive di un sistema meritocratico, basato proprio e soprattutto sull’evoluzione del proprio team.</p>
<p><strong>Le carte generate casualmente, infatti, hanno un potenziale massimo, raggiungibile potenziandole</strong>, sfruttando i punti esperienza maturati durante le partite. Questo significa che il giocatore può decidere in maniera totalmente autonoma su chi puntare e ciò si replica anche a fine carriera. Una volta che uno dei vari membri del team decide di ritirarsi, infatti, è possibile sia svincolarlo per ottenere soldi, decidere di tenerlo in squadra convertendolo in una Leggenda (un’Icona, per intenderci) o scambiarli, tentando così la fortuna.</p>
<p><strong>Questo sistema offre una buonissima varietà d’azione</strong>, perché i giocatori possono, chiaramente, ragionare anche in base a quanto hanno deciso, fino a quel momento, di puntare su quella determinata carta, per poi valutare l’operato. In senso generale, il processo di evoluzione e gestione del team mi ha veramente sorpreso. La sua bontà va al di là della furbizia nel creare giocatori originali, quindi divincolandosi anche da realismo e licenze varie, e risiede proprio nella buona gestione di tutta l’evoluzione della rosa, che appare, così, in continuo movimento.</p>
<figure id="attachment_422854" aria-describedby="caption-attachment-422854" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-422854" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_12-1024x576.jpg" alt="GOALS Ogni giocatore ha tante caratteristiche da controllare" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_12-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_12-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_12-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_12-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_12-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_12-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_12-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_12-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-422854" class="wp-caption-text">GOALS Ogni giocatore ha tante caratteristiche da controllare</figcaption></figure>
<h2>GOALS: quattro calci ad un pallone</h2>
<p>Se sotto il profilo della gestione del team GOALS mi ha sorpreso, e sono pronto a sottolineare che reputo questo aspetto il migliore del progetto, non posso che rimarcare quanto, invece, il gameplay sia &#8211; per quanto mi riguarda &#8211; il peggiore. Certo, gli sviluppatori hanno centrato in toto, dal mio punto di vista, la missione di rendere<strong> il gioco più “skill-based” possibile</strong>, perché, effettivamente, pad alla mano mi è sembrato veramente molto poco scripatato ma, davvero, il gameplay in generale mi ha parecchio deluso.</p>
<p>GOALS è un progetto squisitamente arcade, senza alcune mira di realismo. E questo lo sapevamo. Quel che però non mi è piaciuto per niente è che, proprio per quanto detto poco sopra, <strong>ho trovato che alcuni aspetti del DNA ludico del gioco</strong> vadano proprio a scontrarsi con l’idea di fondo. Per intenderci, credo che gli sviluppatori abbiano avuto paura di creare qualcosa di veramente full-arcade e si sono un po’ tirati indietro, ancora una volta strizzando l’occhio a quanto avviene in case EA FC.</p>
<p>Sotto questo aspetto, ho trovato a dir poco deludente la fase difensiva che, proprio come quanto avviene nella controparte più blasonata, mi è sembrata troppo carente, potenzialmente frustrante e, per certi versi, quasi accessoria. Considerando l’atavica deficienza artificiale, un must per i giochi di calcio, dei portieri, un ritmo di gioco elevatissimo e, soprattutto, la scelta, <strong>secondo me suicida, di dare alla difesa un’impronta estremamente manuale,</strong> ne viene fuori un mezzo disastro, in cui è impossibile, o quasi, tenere a bada gli attacchi avversari.</p>
<figure id="attachment_422855" aria-describedby="caption-attachment-422855" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-422855 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_103-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_103-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_103-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_103-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_103-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_103-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_103-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_103-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_103-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-422855" class="wp-caption-text">GOALS Lo shop rimane sempre molto presente</figcaption></figure>
<h2>Di corsa verso la fascia…letteralmente</h2>
<p>Il problema della difesa è il più evidente di tutto il pacchetto. Potrebbe essere una cosa molto soggettiva, me ne rendo conto, ma credo che in un sistema di gioco come questo,<strong> che strizza parecchio l’occhio alla spettacolarità,</strong> si poteva cercare di inserire un algoritmo meno cattivo e punitivo, anche per rendere la presenza dei difensori più importante, proprio in generale. Questo aspetto viene ingigantito, come dicevo poc’anzi, dalla poca reattività dei portieri.</p>
<p><strong>Anche su GOALS, e ormai è un punto in comune spettrale, i portieri appaiono estremamente carenti,</strong> soprattutto contro determinati tipi di conclusioni a rete, come i tiri da fuori area e le conclusioni precise. In queste situazioni, difendere è praticamente impossibile e non sarebbe nemmeno un problema, se non fosse che, secondo me, anche la costruzione del gioco appare parecchio claudicante. In tal senso, mi sono però piaciuti i passaggi, che offrono una buona libertà e precisione. Quel che non mi ha convinto è la totale immobilità dei giocatori mossi dall’intelligenza artificiale.</p>
<p>I nostri compagni, infatti, <strong>raramente proveranno a farsi vedere,</strong> lasciando, così, al giocatore l’unica, o quasi, opzione di provare a saltare l’uomo e magari a puntare a un gioco sulle fasce, cosa che, chiaramente, limita parecchio le possibilità e la varietà dell’azione. E, tornando alla difesa, proprio i terzini mi sono sembrati il simbolo di tutto questo discorso. Squisitamente letali in fase offensiva, dall’altra parte del campo, invece, è come giocare in nove e questo, a lungo andare, può diventare un grosso problema.</p>
<figure id="attachment_422865" aria-describedby="caption-attachment-422865" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-422865" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_100-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_100-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_100-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_100-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_100-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_100-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_100-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_100-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_100-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-422865" class="wp-caption-text">L&#8217;impianto visivo offre un buon colpo d&#8217;occhio</figcaption></figure>
<h2>Molto familiare, ma con qualche idea brillante</h2>
<p>In senso generale, comunque, GOALS vuole essere un titolo amichevole.<strong> Il gioco di GOALS AB è molto familiare, sia come struttura di gioco sia proprio in termini di interfaccia e comandi.</strong> Proprio in riferimento allo schema di comandi, l’ho trovato veramente molto in linea con FC, e se siete un minimo confidenti con il calcistico di Electronic Arts, qui vi ritroverete subito a vostro agio. Per quanto super colorato e in stile anime, l’identità di fondo del progetto rimane quella: si gioca, ci si allena e, soprattutto, si naviga l’immancabile negozio, in cui spopolano molteplici pacchetti da aprire.</p>
<p>Questo aspetto, sinceramente, per quanto prevedibile, l’ho gradito molto poco. <strong>Nel mercato dei pacchetti, infatti, la moneta reale sembra avere un peso potenzialmente importante</strong>, anche se i giocatori reali non esistono, perché, ovviamente, anche se sono inventati sono comunque caratterizzati da un livello di abilità differente. Certo, mi potreste dire che i giocatori possono comunque raggiungere livelli elevati tramite potenziamenti, ma la realtà dei fatti è che il peso dello shop, per chi deciderà di spenderci soldi, può avere un impatto importante.</p>
<p>Alcuni aspetti, però, rimangono molto interessanti. <strong>Ad esempio, in GOALS è stato introdotto un sistema che scongiura la perdita di tempo volontaria. I</strong> giocatori sono “obbligati” a non perdere tempo durante le fasi finali dei tempi e questa, sinceramente, è una mossa davvero interessante. In generale, comunque, il sistema di gioco sembra essere, nel bene o nel male, molto più legato all’abilità del giocatore e decisamente meno imbrigliato nelle maglie dei grandi numeri e e delle grandi leggi.</p>
<figure id="attachment_422866" aria-describedby="caption-attachment-422866" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-422866" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_5-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_5-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_5-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_5-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_5-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_5-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_5-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_5-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_5-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-422866" class="wp-caption-text">I giocatori trovati sono unici per ogni squadra</figcaption></figure>
<h2>GOALS: un’offerta contenutistica ordinaria, ma comunque accettabile</h2>
<p>A livello contenutistico, GOALS si piazza sul mercato in maniera molto tradizionale. Seguendo la falsariga di eFootball, ad esempio, il focus è molto concentrato sull’online. <strong>L’offerta single player, infatti, è molto contenuta</strong> ma, se devo essere onesto, il tutorial è una parte molto ben fatta e utile di tutto il pacchetto. Il core dell’esperienza, tra match amichevoli online e, appunto, offline contro l’IA, è sicuramente la scalata alle immancabili <strong>Divisioni</strong>.</p>
<p>I match classificati rappresentano l’epicentro di tutto e, chiaramente, la scalata ai livelli più alti è quello che mette in moto tutto il motore. Ovviamente, scalare divisioni e vincere partite permette di sbloccare nuovi premi, via via maggiori e più importanti. Per salire di livello “basterà” giocare tanto. <strong>La vittoria permette di ottenere 3 punti, due punti per il pareggio e anche un punto per la sconfitta.</strong> Questo può sembrare una semplificazione, ma in realtà è un buon modo per aumentare la longevità e anche per permettere ai giocatori di prendere confidenza con il gioco, scalando ostacoli via via più tosti.</p>

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<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_7.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_7-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_6.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/2753000_6-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>

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<p><strong>A ciò si aggiunge l’immancabile modalità del weekend, in stile UT Champions</strong>, che qui prende il nome di <strong>Eliminazione</strong>. L’obiettivo è quello di scalare di ranking vincendo partite, avendo a disposizione 20 match. Per salire di categoria bisogna vincere tre partite, ma il livello di sfida di questa modalità è veramente molto ostico, specialmente ai livelli più alti. Proprio a proposito di difficoltà, è doveroso elogiare il matchmaking. Durante le mie sessioni di gioco, infatti, ho avuto sempre la sensazione di giocare partite equilibrate, con una buona stabilità. E, onestamente, non è una cosa da poco, specialmente per un gioco appena uscito e, comunque, free to play.</p>
<p>In conclusione, vorrei spendere due paroline sul comparto audiovisivo. Sarò sincero: lo trovo parecchio indietro e poco coinvolgente. L&#8217;assenza della telecronaca si fa sentire parecchio, anche se l&#8217;atmosfera, in generale, è tutt&#8217;altro che scadente. Anzi. Sul piano più tecnico, il gioco gira molto bene su PC<strong>. Almeno, per quanto riguarda le performance e la stabilità non mi posso sicuramente lamentare,</strong> ma è evidente che si tratta di un titolo dall&#8217;impianto estetico vecchio e superato, con animazioni vetuste e poco a fuoco e una modellazione poligonale ampiamente superata.</p>
<p><iframe title="GOALS Gameplay Trailer. No excuses, just football" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/HhWcPucUWK4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>Goals è un progetto decisamente interessante, per quanto acerbo. Lo dico subito: non mi ha convinto il gameplay e lo trovo tecnicamente spaventosamente arretrato. Inoltre, credo che sia comunque troppo vincolato allo shop, al di là di quanto viene sbandierato, e la poca originalità in termini di modalità di gioco potrebbe scoraggiare la maggior parte dell’utenza. Quel che mi ha sorpreso e che potrebbe regalare una longevità quasi inaspettata al gioco è la gestione del team. </strong><strong>La libertà offerta, in tal senso, è davvero sorprendente e considerando anche tutta la dinamica dell’invecchiamento, potrebbe risultare una piccola rivoluzione, capace di tenere davanti allo schermo più giocatori di quanto si potesse immaginare. Quel che è certo, comunque, è che GOALS è, a oggi, l’unico progetto free to play che sembra avere il potenziale per rivaleggiare con Konami ed EA. Allo stato attuale è difficile, quasi impossibile, ma con un buon supporto post-lancio e, soprattutto, aggiustamenti al gamplay mirati, il conto finale, come direbbe Borghese, potrebbe ribaltarsi, inaspettatamente.</strong></p>
<hr />
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		<title>Xenoblade Chronicles Genesis Anteprima: la genesi di un nuovo inizio per tutta la serie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Cardone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 13:15:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Games]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Chronicles-Genesis-Una-nuova-avventura-ha-inizio-scaled.jpg" width="2560" height="1440" title="Xenoblade Chronicles Genesis Una nuova avventura ha inizio" alt="Xenoblade Chronicles Genesis Una nuova avventura ha inizio" /></div>
<div>Xenoblade Chronicles Genesis è diventato, praticamente di diritto, il titolo che attendo maggiormente nel 2027. Presentato durante l’ultimo Nintendo Direct, con un trailer breve ma piuttosto esplicativo, sotto certi aspetti, il nuovo capitolo dell’amatissima saga targata Monolith Soft è pronto a infiammare i cuori dei possessori di Nintendo Switch 2.  Com’era prevedibile, infatti, il nuovo [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Chronicles-Genesis-Una-nuova-avventura-ha-inizio-scaled.jpg" width="2560" height="1440" title="Xenoblade Chronicles Genesis Una nuova avventura ha inizio" alt="Xenoblade Chronicles Genesis Una nuova avventura ha inizio" /></div><div><p class="p3"><strong>Xenoblade Chronicles Genesis</strong> è diventato, praticamente di diritto,<strong> il titolo che attendo maggiormente nel 2027</strong>. <strong><a href="https://www.vgmag.it/422801/nintendo-direct-ecco-tutti-i-giochi-mostrati/">Presentato durante l’ultimo Nintendo Direct,</a></strong> con un trailer breve ma piuttosto esplicativo, sotto certi aspetti, il nuovo capitolo dell’amatissima saga targata Monolith Soft è pronto a infiammare i cuori dei possessori di Nintendo Switch 2.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">Com’era prevedibile, infatti, il nuovo capitolo della serie sarà un’esclusiva per la nuova console, <strong>che potrebbe essere una delle potenziali killer app di un 2027</strong> che, onestamente, si prevede a dir poco rovente, per Nintendo, e in generale per tutto il settore videoludico. Contestualmente all’arrivo di questo nuovo capitolo che, a detta di Nintendo, segna “un nuovo inizio per la saga”, <strong>tema su cui si è tornato più volte, i ragazzi di Monolith hanno anche annunciato l’arrivo della trilogia su Switch 2</strong>, con una nuova veste tecnica e grafica.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">Nintendo ha dimostrato, una volta per tutte, di credere tantissimo in <strong><a href="https://www.monolithsoft.co.jp/">Monolith</a> </strong>e nel suo lavoro. La scelta di portare sul mercato sia la trilogia completa sia un capitolo che, sembra, voler “resettare” completamente tutto quello che sappiamo dell’universo di gioco e narrativo, è un modo perfetto per onorare il passato a lanciarsi, a capofitto, verso il futuro. Un futuro che sembra decisamente radioso, pieno di idee e di potenziali “rivoluzioni”.<strong> Xenoblade Chronicles Genesis sembra essere proprio l’alfiere di questo cambiamento</strong>. Sarà così?</p>
<figure id="attachment_423075" aria-describedby="caption-attachment-423075" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-423075 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Uno-stile-visivo-molto-differente-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Uno-stile-visivo-molto-differente-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Uno-stile-visivo-molto-differente-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Uno-stile-visivo-molto-differente-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Uno-stile-visivo-molto-differente-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Uno-stile-visivo-molto-differente-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Uno-stile-visivo-molto-differente-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Uno-stile-visivo-molto-differente-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Uno-stile-visivo-molto-differente-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-423075" class="wp-caption-text">Uno stile visivo molto differente</figcaption></figure>
<h2 class="p4"><b>Xenoblade Chronicles Genesis: l’alba di un nuovo mondo</b></h2>
<p class="p3">Xenoblade Chornicles Genesis è un titolo, potenzialmente, in profonda “rottura” con il passato della serie. Il trailer mostrato durante il Nintendo Direct ha evidenziato una fortissima carica identitaria, fortemente in contrasto con quanto visto nella trilogia precedente. Il primo, grosso, snodo, <strong>sembra essere la trama, la storia e, in generale, la gestione del mondo di gioco in cui si svolgono gli avvenimenti</strong>. Nei capitoli precedenti, forse, in parte, a eccezion fatta per Xenoblade Chronicles X, che già rappresentava un unicum per diversi aspetti, i giocatori erano abituati a vivere il mondo in maniera molto autonoma, individuale, quasi in solitaria.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">Xenoblade Chronicles Genesis, invece, sembra fare un pesante passo in una direzione molto diversa, in cui si respirano, a pieni polmoni, derive più “collettive”, tipiche di altri grandi nomi di lusso, come la serie Fire Emblem, in primis. In questa nuova avventura, infatti, il protagonista non sembra essere il solito “solo contro tutti”, immerso in una natura sterminata e quasi soverchiante, P<strong>roprio rimanendo in tema Fire Emblem, il nuovo capitolo della saga di Monolith sembra condividere con Fire EmblemThree Houses</strong>, uno dei capitoli più amati della serie, anche alcune soluzioni estetiche e, potenzialmente, ludiche.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3"><strong>La nuova esclusiva Nintendo Switch 2 sembrerebbe avere come una delle location principali la misteriosa e affascinante Accademia di Leukos</strong>, che ricorda molto quella del sopracitato Three Houses, anche per soluzioni estetiche e cromatiche. La struttura in questione sembra essere destinata a ricucirsi un ruolo primario all’interno della nuova avventura e, potenzialmente, potrebbe rappresentare una sorta di “hub”, in stile Xeno X, da cui partire, prima di esplorare quello che, come sempre, sembrerebbe essere un mondo di gioco ancora una volta gigantesco e potenzialmente sconfinato.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<figure id="attachment_423076" aria-describedby="caption-attachment-423076" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-423076" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Laccademia-sembra-essere-lepicentro-di-tutto-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Laccademia-sembra-essere-lepicentro-di-tutto-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Laccademia-sembra-essere-lepicentro-di-tutto-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Laccademia-sembra-essere-lepicentro-di-tutto-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Laccademia-sembra-essere-lepicentro-di-tutto-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Laccademia-sembra-essere-lepicentro-di-tutto-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Laccademia-sembra-essere-lepicentro-di-tutto-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Laccademia-sembra-essere-lepicentro-di-tutto-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Laccademia-sembra-essere-lepicentro-di-tutto-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-423076" class="wp-caption-text">L&#8217;accademia sembra essere l&#8217;epicentro di tutto</figcaption></figure>
<h2 class="p4"><b>Più oscuro, più maturo e più fantasy<span class="Apple-converted-space"> </span></b></h2>
<p class="p3">L’Accademia di Leukos è legata a quello che è il cuore “magico” della nuova storia. Non avendo idea sui collegamenti con gli altri capitoli della serie, possiamo ipotizzare che, nel caso in cui si tratti di un qualcosa di completamente slegato da Bionis, Mechanis, Alrest e, in generale, tutti i mondi protagonisti del passato della serie, l’epicentro del potere magico, culturale e, perché no, anche politico, sembra essere proprio l’Accademia. <strong>Quello che appare evidente, in tal senso, sono anche i dettami della storia, che appare, se vogliamo, più “politica” e meno fantasy, con, potenzialmente, una presenza più assidua di forze “umane” in gioco piuttosto che nemici “divini”</strong> da scacciare dal proprio pianeta.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">Il centro di tutto sembra essere l’Anima, un potere magico, sovrannaturale, che solo alcuni “eletti” sembrano in grado di poter manipolare, sfruttare e usare. Ovviamente, sono proprio gli alunni dell’Accademia, e tutti quelli che ruotano intorno alla sfarzosa struttura (con qualche eccezione, ovviamente) a poter sfruttare questo potere, tra cui quella che sembra la protagonista. Anche analizzando il design di quest’ultima, si possono toccare, quasi con mano, <strong>i pesanti punti di rottura con il passato della serie</strong>, anche a livello tematico, che sembra aver intrapreso un <strong>netto cambio di rotta proprio</strong>, in generale, sul piano della struttura <strong>del fantasy adottato per creare la storia.<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<p class="p3">Xenoblade Chronicles Genesis si mostra nettamente in rottura con il passato della serie, almeno a livello estetico e strutturale. Il mondo di gioco, ma in generale tutta l’estetica e la concezione dell’opera, <strong>sembra essere cucito ad hoc su un’ideologia di fondo molto più sul fantasy di stampo tradizionale</strong>, abbandonando quasi del tutto quell’ibrido tra il fantasy e il futuristico che da sempre ha contraddistinto <strong>il DNA della serie</strong>. Chiaramente, non mi sento di escludere a prescindere, basandomi su questo singolo trailer, la presenza di qualsiasi tipologia di influenza più tradizionale, ma allo stato attuale delle cose, sembrerebbe essere quella la strada intrapresa.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<figure id="attachment_423077" aria-describedby="caption-attachment-423077" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-423077" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Un-nuovo-modo-di-epslorare-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Un-nuovo-modo-di-epslorare-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Un-nuovo-modo-di-epslorare-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Un-nuovo-modo-di-epslorare-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Un-nuovo-modo-di-epslorare-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Un-nuovo-modo-di-epslorare-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Un-nuovo-modo-di-epslorare-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Un-nuovo-modo-di-epslorare-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Xenoblade-Genesis-Un-nuovo-modo-di-epslorare-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-423077" class="wp-caption-text">Un nuovo modo di epslorare</figcaption></figure>
<h2 class="p4"><b>Un gioco con tanta… Anima</b></h2>
<p class="p3">Del resto, la stessa protagonista sembra essere catalogabile come un’Elfa. Non sappiamo ancora quanto sia diverse e complessa la composizione morfologica e demografica del nuovo titolo, ma quello che mi risulta chiaro, sin da subito, è che Monolith sembra essere decisa a prendersi un bel po’ di spanne di distacco da quanto visto in passato.<strong> A tal proposito, mi ha colpito anche la totale, almeno per ora, assenza di mezzi di trasporto meccanici</strong>, appannaggio di soluzioni molto più romantiche, come alcuni uccelli che sembrano, magari spinti anche dagli ottimi risultati del buon Antonelli in F1, lanciare la sfida ai Chocobo come mezzi di trasporto “a quattro zampe” più veloci e maestosi dell’universo videoludico.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">Scherzi a parte, la deriva fantasy abbracciata da Monolith è davvero cristallina. Il discorso fatto sui “mezzi di trasporto” è molto importante, anche perché rappresenta una piccola novità rispetto ai capitoli precedenti della serie. Pur potendo sempre vantare un mondo di gioco smisurato, a tratti quasi scoraggiante per la sua estensione, <strong>la serie Xenoblade ha sempre “rifiutato” la presenza di mezzi di trasporto,</strong> lasciando al giocatore il piacere, ma anche il dispiacere, di spostarsi o con trasporti veloci o, semplicemente, sfruttando i propri fiammeggianti piedi. Questo, chiaramente, se si esclude Xenoblade Chronicles X che, ancora una volta, rappresentava già, qualcosa di molto diverso rispetto agli altri capitoli “numerati”.</p>
<p class="p3">Questo elemento non è assolutamente banale. Anzi. <strong>Ciò, onestamente, e da quel poco che abbiamo visto potrei anche averci preso,</strong> sembra suggerire la presenza di un mondo di gioco incredibilmente vasto, gigantesco, anche rispetto al passato della serie. Questo, chiaramente, suggerirebbe l’introduzione di un qualcosa di necessario per muoversi da un po all’altro con <strong>maggior velocità e praticità</strong>, anche considerando la natura apparentemente più “lineare” dell’opera, almeno sul piano visivo e delle soluzioni strutturali e narrative.</p>
<figure id="attachment_423079" aria-describedby="caption-attachment-423079" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-423079" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/XenobladeGenesisUn-mondo-sconfinato-tutto-da-vivere-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/XenobladeGenesisUn-mondo-sconfinato-tutto-da-vivere-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/XenobladeGenesisUn-mondo-sconfinato-tutto-da-vivere-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/XenobladeGenesisUn-mondo-sconfinato-tutto-da-vivere-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/XenobladeGenesisUn-mondo-sconfinato-tutto-da-vivere-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/XenobladeGenesisUn-mondo-sconfinato-tutto-da-vivere-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/XenobladeGenesisUn-mondo-sconfinato-tutto-da-vivere-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/XenobladeGenesisUn-mondo-sconfinato-tutto-da-vivere-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/XenobladeGenesisUn-mondo-sconfinato-tutto-da-vivere-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-423079" class="wp-caption-text">Un mondo sconfinato, tutto da vivere</figcaption></figure>
<h2>Verso l&#8217;infinito e oltre?</h2>
<p class="p3"><strong>Mi viene da pensare, in tal senso, alla scena in cui la protagonista svetta sul mondo di gioco in groppa a un vero e proprio drago</strong>, il simbolo del fantasy più puro, una scena che va un po’ a confermare tutto quello che ho ipotizzato e sarebbe davvero incredibile se i miei ragionamenti trovassero riscontro in via definitiva. Quel che è certo, è che siamo di fronte a un qualcosa di veramente gigantesco, soprattutto a livello di ambizioni. P<strong>ur con poco materiale in possesso, il trailer ha posto l’accento su diversi aspetti che puntano in questa direzione</strong>, senza edulcorazioni e senza filtri.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3"><strong>L’impatto crescente del fattore fantasy ne è uno degli elementi più importanti e centrali</strong>, così come l’apertura a un’esplorazione apparentemente più verticale e totale sembra essere un altro punto di snodo veramente importante con il passato della serie. Tutto questo, senza contare un altro, importante ma forse meno centrale fattore, legato proprio, in senso generale, a tutto l’ecosistema Xenoblade e a Nintendo. <strong>L’arrivo nativo per la nuova ammiraglia della compagnia di Kyoto</strong>, che vanta mezzi e possibilità decisamente più ambiziose, potrebbe sposarsi con quelle, proprio del nuovo capitolo della serie.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>

<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/XenobladeGenesis-scrn-01-scaled.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/XenobladeGenesis-scrn-01-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
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<p class="p3">Xenoblade Chronicles Genesis appare decisamente più generoso sul piano tecnico e, per quanto il design estetico potrebbe dividere l’opinione pubblica, è chiaro che rappresenta un passo avanti in termini generazionali importanti. <strong>Quello che mi chiedo, però, dando per buona la volontà di espandere a dismisura il fattore esplorazione,</strong> cosa potrebbero fare i ragazzi di Monolith con in mano una macchina performante come Switch 2, un vero e proprio gioiello alieno, paragonato alle architetture su cui finora la compagnia ha sviluppato le proprie idee. È chiaro, tempi diversi, prodotti diversi ma, se tanto mi da tanto, potremmo vederne veramente delle belle.</p>
<p><iframe title="Xenoblade Genesis – Nintendo Direct 6.9.2026" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ttLdz0wGjmc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>Xenoblade Chronicles Genesis è un progetto ambizioso e, rimanendo in tema, colossale. Il nuovo progetto di Monolith, ancora tutto da scoprire ed esplorare, si piazza come uno dei turning point più complessi e ambiziosi della serie e, in generale, del pacchetto delle esclusive Nintendo. Monolith ha parlato di &#8220;nuovo inizio&#8221; e ogni cosa sembra confermare, esplicitamente o meno, che la direzione intrapresa sembra proprio quella.  </strong><strong>Il cambio di rotta sembra essere netto, sotto diversi aspetti, e non vedo l&#8217;ora, sinceramente, di scoprire quanto la voglia di staccarsi dal passato possa incidere, e in che modo, sul futuro di una delle serie a cui sono più sinceramente legato. Se devo essere onesto, apprezzo molto la deriva più fantasy del gioco, e adoro la presenza di tante creature &#8220;magiche&#8221;, mai così presenti come ora, ma è veramente presto per fare congetture. Attendiamo, impazienti, nuovi dettagli.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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	<media:title>Xenoblade Chronicles Genesis Una nuova avventura ha inizio</media:title>
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		<title>Marvel’s Wolverine Anteprima: brutale, spietato. Wolverine!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Cardone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 15:30:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverina-torna-a-mostrarsi-in-tutta-la-sua-brutalita.avif" width="3840" height="2160" title="Marvel's Wolverine torna a mostrarsi in tutta la sua brutalità" alt="Marvel's Wolverine torna a mostrarsi in tutta la sua brutalità" /></div>
<div>Marvel&#8217;s Wolverine porta con sé un pesante fardello: far &#8220;dimenticare&#8221; alle persone tutto ciò che si crede di sapere sul mondo dei supereroi videoludici. Mi piace partire da qui, ci tengo a partire da questo punto, perché &#8211; credo &#8211; dopo il roboante State of Play del 2 giugno credo che sia diventato a dir [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverina-torna-a-mostrarsi-in-tutta-la-sua-brutalita.avif" width="3840" height="2160" title="Marvel's Wolverine torna a mostrarsi in tutta la sua brutalità" alt="Marvel's Wolverine torna a mostrarsi in tutta la sua brutalità" /></div><div><p><strong>Marvel&#8217;s Wolverine p</strong>orta con sé un pesante fardello: far &#8220;dimenticare&#8221; alle persone tutto ciò che si crede di sapere sul mondo dei supereroi videoludici. Mi piace partire da qui, ci tengo a partire da questo punto, perché &#8211; credo &#8211; dopo il roboante <strong><a href="https://www.vgmag.it/420617/state-of-play-ecco-tutti-gli-annunci-in-diretta/">State of Play del 2 giugno</a></strong> credo che sia diventato a dir poco cristallino.<strong> Marvel&#8217;s Wolverine è un progetto ambizioso, </strong>sotto ogni punto di vista. <strong><a href="https://insomniac.games/">Insomniac Games</a></strong>, del resto, ci ha abituato molto bene, finora. <strong>La compagnia californiana, fondata nell&#8217;ormai lontano 1994,</strong> ha dimostrato di saper spaziare, di sapersi destreggiare alla perfezione anche nelle situazioni più complesse, uscendone sempre a testa altissima.</p>
<p>Quello che ha da sempre contraddistinto il lavoro della software house, però, è la voglia di non adagiarsi mai sugli allori. Lo ha fatto, forse, e anche giustamente, con quello che è arrivato dopo l&#8217;ottimo Marvel&#8217;s Spider-Man, con due capitoli successivi molto in linea con il proprio genitore, ma comunque in grado di offrire qualcosa di nuovo, un segnale di un&#8217;evoluzione continua, seppur meno sfacciata. Per questo motivo, l&#8217;arrivo di Marvel&#8217;s Wolverine, dal mio punto di vista, sembra proprio l&#8217;ennesima sfida per tutto il team. La nuova esclusiva PlayStation 5 dello studio, infatti, si lascia alle spalle tante, quasi tutte, certezze maturate con le avventure dell&#8217;uomo ragno, <strong>lanciandosi con velocità e ferocità verso lidi completamente nuovi e, per certi versi, immacolati.</strong></p>
<p>Marvel&#8217;s Wolverine, chiariamolo subito, <strong>non è per niente una sorta di &#8220;reskin&#8221; di quanto avviene in quel di New York</strong>, tra ragni incappucciati, mutazioni e criminali con smanie di grandezza. Non che pensavo che lo fosse, certo, ma quello che ho visto, finora, mi ha fugato ogni minimo dubbio. Con questa nuova iterazione, <strong>Insomniac Games ha deciso, nuovamente, di imbracciare ogni arma possibile e lanciarsi nella mischia</strong>, con un mucchio di idee &#8211; alcune delle quali geniali, altre da valutare &#8211; e tanta voglia di fare a pezzi il mercato. Il progetto, ormai in dirittura d&#8217;arrivo, sta assumendo forme via via più concrete. E, dopo il gameplay mostrato durante lo State of Play, sono sempre più convinto che ne vedremo veramente delle belle. E tanto sangue.</p>
<figure id="attachment_420873" aria-describedby="caption-attachment-420873" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-420873" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-e-un-viaggio-nella-mente-distrutta-di-Logan-1024x576.webp" alt="Marvel's Wolverine è un viaggio nella mente distrutta di Logan" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-e-un-viaggio-nella-mente-distrutta-di-Logan-1024x576.webp 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-e-un-viaggio-nella-mente-distrutta-di-Logan-300x169.webp 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-e-un-viaggio-nella-mente-distrutta-di-Logan-768x432.webp 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-e-un-viaggio-nella-mente-distrutta-di-Logan-1536x864.webp 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-e-un-viaggio-nella-mente-distrutta-di-Logan-450x253.webp 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-e-un-viaggio-nella-mente-distrutta-di-Logan-780x439.webp 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-e-un-viaggio-nella-mente-distrutta-di-Logan-1600x900.webp 1600w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-e-un-viaggio-nella-mente-distrutta-di-Logan.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-420873" class="wp-caption-text">Marvel&#8217;s Wolverine è un viaggio nella mente distrutta di Logan</figcaption></figure>
<h2>Marvel’s Wolverine: un “omaggio” al Logan di Hugh Jackman</h2>
<p>Il primo aspetto su cui voglio soffermarmi, è quello &#8220;scenico&#8221;. Marvel&#8217;s Wolverine tira la prima testata al passato recente del lavoro di Inomniac Games proprio nella concezione del mondo di gioco e, soprattutto, del suo alfiere. <strong>A differenze di Marvel&#8217;s Spider-Man,</strong> in cui, come da tradizione del personaggio, i toni, per quanto drammatici, sono raccontati con un taglio decisamente più leggero, in<strong> Marvel&#8217;s Wolverine, invece, si avverte sin da subito che tira un&#8217;aria decisamente diversa.</strong> Il Logan visto in questi primi assaggi del gioco è un Logan molto simile a quello interpretato da Hugh Jackman e si allinea parecchio con l&#8217;ultimissima &#8220;versione&#8221; dell&#8217;eroe, quello dell&#8217;omonimo film, la cui mente (ma qui non il corpo) è stata piegata dallo schiacciante peso degli anni e delle tante perdite subite.</p>
<p>I punti in comune con l&#8217;ultimo Logan non finiscono qui. Con una mossa molto coraggiosa, infatti, gli autori hanno deciso di mettere l&#8217;accento sul personaggio in maniera ancora più decisa, scindendolo completamente da quella parte più &#8220;umana&#8221; e felice della sua vita: la convivenza con gli X-Men e la permanenza nell&#8217;istituto d<strong>i Xavier</strong>. In questa versione della storia, infatti, <strong>gli X-Men, semplicemente, non esistono</strong>. Forse è questo che ha spinto la fiamma dell&#8217;umanità di Logan a spegnersi molto prima o, semplicemente, a perdere più rapidamente di potenza, ma questo è un dettaglio che capiremo soltanto giocando.</p>
<p>Quel che è certo, è che tutta la linea narrativa sembra essere pensata per un target potenzialmente molto diverso rispetto, appunto, a quanto visto con Spider-Man. In generale, infatti, la storia è decisamente più cupa, più violenta e brutale, così come il suo protagonista. Non ci sono filtri, non c&#8217;è la volontà di edulcorare nulla, non c&#8217;è il desiderio di vivere la classica vicenda del supereroe che lotta contro il male.<strong> Il filo rosso che lega Logan a quella che è la nuova avventura è la ricerca, la vendetta e la voglia di spazzare via,</strong> con ogni mezzo, chi si frappone davanti ai suoi obiettivi, spesso e volentieri nobili e altruistici, ma sempre e comunque guidati da una personalità molto chiara: brutale, spietata e assolutamente priva di ogni freno. O quasi.</p>
<figure id="attachment_420880" aria-describedby="caption-attachment-420880" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-420880" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-porta-in-scena-un-Logan-violento-brutale-e-senza-pieta-1024x576.jpg" alt="Marvel's Wolverine porta in scena un Logan violento, brutale e senza pietà" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-porta-in-scena-un-Logan-violento-brutale-e-senza-pieta-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-porta-in-scena-un-Logan-violento-brutale-e-senza-pieta-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-porta-in-scena-un-Logan-violento-brutale-e-senza-pieta-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-porta-in-scena-un-Logan-violento-brutale-e-senza-pieta-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-porta-in-scena-un-Logan-violento-brutale-e-senza-pieta-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Marvels-Wolverine-porta-in-scena-un-Logan-violento-brutale-e-senza-pieta.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-420880" class="wp-caption-text">Marvel&#8217;s Wolverine porta in scena un Logan violento, brutale e senza pietà</figcaption></figure>
<h2>Il peso dell&#8217;immortalità</h2>
<p>Un freno c&#8217;è, a essere onesti, <strong>e si chiama Jean Gray.</strong> L&#8217;amore eterno e mai ricambiato, non nel senso che Logan avrebbe voluto della sua vita, quella &#8220;Fenice&#8221;, capace, con le sue fiamme ardenti, di far tornare ad ardere anche un cuore arido e avvizzito come il suo.<strong> Il trailer mostrato allo State of Play ha mostrato proprio l&#8217;arrivo di Jean, che sembrerebbe essere uno dei pochi &#8220;superstiti&#8221; dell&#8217;epurazione narrativa fatta dagli autori per questa iterazione videoludica</strong>. Jean, come da tradizione, è un vero e proprio fiume in piena, un prodigio, uno degli esseri più potenti in circolazione. La sua comparsa regala a tutta la scena una spettacolarità invidiabile, il che, chiaramente, rende ancora più apprezzabile l&#8217;ottimo lavoro svolto, in generale, su tutto l&#8217;impianto audiovisivo del progetto.</p>
<p><strong>A differenza di Marvel&#8217;s Spider-Man, Wolverine mi è apparso sin da subito più spettacolare e cinematografico,</strong> con un taglio anche estetico più &#8220;realistico&#8221; e meno &#8220;cartoon&#8221;. Se questo aspetto della produzione, per ovvi motivi, va approfondito soltanto con la versione completa del gioco tra le mani, quello su cui mi sento già di potermi sbilanciare è sicuramente il gameplay. Quello che si è visto, e lo ripeto, ha evidenziato un sistema di combattimento decisamente più veloce, frenetico e &#8211; potenzialmente &#8211; assuefacente rispetto a quello visto con Peter Parker e Miles Morales. <strong>Wolverine è una vera e propria furia, non ha paura di nulla, tantomeno di farsi male</strong>, e ciò si avverte anche e soprattutto nel suo modo di combattere.</p>
<p>Per sfruttare al meglio le caratteristiche fisiche del personaggio, gli sviluppatori hanno introdotto un doppio sistema molto intrigante, chiaramente tutto da valutare, che sembra avere le potenzialità di segnare un solco importante nella concezione degli action-game. Il Wolverine di Insomniac Games è guidato dalla <strong>Rabbia</strong>. Letteralmente. <strong>La Rabbia rappresenta il power-up, il limite che, una volta raggiunto</strong>, permette all&#8217;uomo di adamantio di scatenare tutta la sua ira. <strong>Concatenando attacchi, ha spiegato Mike Daly</strong>, Wolverine diventa sempre più forte, aggressivo e violento. Al contempo, però, diventa anche più vulnerabile agli attacchi nemici e non è una cosa da poco. Accumulare troppa Rabbia può portare Logan a diventare una vera e propria belva inarrestabile, ma, giocoforza, rende il suo fattore rigenerante molto più labile.</p>
<p>In tal modo, la rigenerazione, una parte fondamentale sia dell&#8217;esperienza di gioco sia del personaggio di Wolverine in generale, <strong>diventa l&#8217;anello di congiunzione tra la vita e la morte.</strong> Può sembrare un discorso banale ma, a conti fatti, l&#8217;idea di fondo sembra essere molto stimolante. Bisogna capire, ovviamente, come verrà gestito tutto, soprattutto in termini anche di bilanciamento e difficoltà, ma le buone premesse sembrano esserci tutte. <strong>E, soprattutto, questo duplice sistema sembra essere perfetto per onorare al meglio l&#8217;identità di uno dei personaggi più amati dei cinecomics e, quindi, già per questo, ci segniamo di attribuire qualche punto al Grifondoro,</strong> come farebbe Silente (anche senza un motivo).</p>
<figure id="attachment_420943" aria-describedby="caption-attachment-420943" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-420943" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Jean-Gray-fa-il-suo-debutto-sulla-scena-1024x576.jpg" alt="Jean Gray fa il suo debutto sulla scena" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Jean-Gray-fa-il-suo-debutto-sulla-scena-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Jean-Gray-fa-il-suo-debutto-sulla-scena-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Jean-Gray-fa-il-suo-debutto-sulla-scena-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Jean-Gray-fa-il-suo-debutto-sulla-scena-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Jean-Gray-fa-il-suo-debutto-sulla-scena-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Jean-Gray-fa-il-suo-debutto-sulla-scena-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Jean-Gray-fa-il-suo-debutto-sulla-scena-1600x900.jpg 1600w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/Jean-Gray-fa-il-suo-debutto-sulla-scena.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-420943" class="wp-caption-text">Jean Gray fa il suo debutto sulla scena</figcaption></figure>
<h2>Un mondo di gioco più lineare</h2>
<p>Un altro tassello importante della produzione è quello relativo alla scelta di abbandonare la formula open-world vista con Spider-Man.<strong> Si tratta di una scelta a cui, a essere onesti, do la mia benedizione. A prescindere.</strong> Considerando la natura del progetto e tutta l&#8217;enfasi sul combattimento trovo che, tale scelta, sia a dir poco azzeccata. Del resto, anche tenendo conto dell&#8217;identità del personaggio, della sua lotta squisitamente interna e il suo vivere &#8220;ai margini&#8221; del mondo, avrebbe avuto anche poco senso fare diversamente.<strong> Marvel&#8217;s Wolverine, dunque, è un titolo nettamente più circoscritto e &#8220;lineare&#8221;</strong>. E, no, non è un potenziale difetto. Anzi.</p>
<p>Le parole di <strong>Mike Daly hanno lasciato trasparire una formula di gioco molto più pragmatica,</strong> un po&#8217; come il personaggio scelto per la nuova avventura. Ciò potrebbe significare che le attività disponibili potrebbero essere nettamente più ridotte, più dirette e meno riempitive. Marvel&#8217;s Wolverine, e lo dicevo anche in precedenza, sembra voler essere un titolo fortemente cinematografico,<strong> molto più story-driven di quanto potessimo credere</strong>, con passaggi più diretti e tanta sostanza in più. Questo, però, non vuol dire che il personaggio si muoverà all&#8217;interno di corridoi scriptati e banali. Logan è un eroe dai grandi poteri, come il super udito, ed è anche abbastanza scontato che si potrà fare affidamento su queste peculiarità durante l&#8217;esplicazione delle missioni.</p>

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<p>Non mi aspetto la presenza di aree gigantesche in cui perdersi ma, piuttosto, credo che potremmo ritrovarci, di contro, <strong>un insieme di aree stracolme di nemici</strong>. Tenendo a mente quanto detto sulla Rabbia e sulla Rigenerazione, tentare qualche approccio differente potrebbe giovare, ma sono altrettanto convinto che il focus di tutto rimane sempre quello di un progetto pensato per mettere in risalto i pugni, gli artigli e il sangue. <strong>A tal proposito, la vena più splatter e gore del gioco, spiattellata con forza durante l&#8217;ultimo trailer, mi ha sinceramente gasato</strong>. In un contesto sociale difficile come quello attuale, imprigionato tra falsi perbenismi e tanta censura, Marvel&#8217;s Wolverine può rappresentare una vera e propria mosca bianca, e sono sinceramente contento che questo merito possa essere attribuito a uno dei supereroi più incompresi della storia del fumetto, e non solo.</p>
<p><iframe title="Marvel’s Wolverine - Extended Gameplay Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/OiBo_NgYI5Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>Marvel’s Wolverine è un progetto ambizioso, affascinante e che trasuda amore per il personaggio da ogni poro. La deriva più dark della produzione, rispetto al lavoro fatto su Marvel&#8217;s Spider-Man, si adatta perfettamente a un protagonista più “stanco”, più vuoto, la cui vita sembra essere appesa costantemente a un filo. E questo aspetto lo si avverte, lo si assimila, lo si respira nell’aria. A tutto ciò si unisce un sistema di combattimento che sembra incredibilmente frenetico e spettacolare, a dispetto di quanto la “pesantezza” del personaggio potesse indicare, cosa che, chiaramente, può diventare il marchio di fabbrica di tutta la produzione. </strong><strong>L’abbandono alla formula open world, poi, dal nostro punto di vista è una scelta molto intelligente e che, ancora una volta, crediamo possa essere un tassello fondamentale per la buona riuscita del prodotto. Mi riservo di provare qualche dubbio extra per la componente narrativa, date la tante “licenze creative” che sembrano essere state inserite, ma per questo bisogna aspettare il prossimo 15 settembre. </strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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		<title>That Time I Got Reincarnated as a Slime First Look: la quiete prima di Tempest?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Cardone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 18:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anime]]></category>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Crunchyroll]]></category>
		<category><![CDATA[First Look]]></category>
		<category><![CDATA[in arrivo la serie su Crunchyroll]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/vita-da-slime-4-cover.webp" width="1200" height="675" title="" alt="vita da slime 4 cover" /></div>
<div>That Time I Got Reincarnated as a Slime è sicuramente uno degli anime più amati da una grandissima fetta di pubblico. L’adattamento anime, curato, come al solito, dallo studio 8-Bit, dell’opera di Fuse e Mitz Vah ha riscosso un successo clamoroso, negli ultimi anni, piazzandosi come uno dei più cliccati e seguiti su Crunchyroll. Spalleggiando [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/vita-da-slime-4-cover.webp" width="1200" height="675" title="" alt="vita da slime 4 cover" /></div><div><p class="heading--nKNOf heading--is-l--zGnGW heading--is-family-type-one--GqBzU"><strong>That Time I Got Reincarnated as a Slime</strong> <strong>è sicuramente uno degli anime più amati da una grandissima fetta di pubblico.</strong> L’adattamento anime, curato, come al solito, dallo studio <strong>8-Bit, dell’opera di Fuse e Mitz Vah</strong> ha riscosso un successo clamoroso, negli ultimi anni, piazzandosi come uno dei più cliccati e seguiti su <strong><a href="https://www.crunchyroll.com/it">Crunchyroll</a></strong>. Spalleggiando al meglio il successo del manga, l’adattamento animato ha reso la diffusione del progetto sempre più immediata e titanica.</p>
<p>In un un’epoca piena zeppa di isekai, che sono diventati sempre più numerosi sul piccolo schermo,<strong>That Time I Got Reincarnated as a Slime</strong><strong> (Tenshura) ha saputo raccogliere al meglio l’eredità di SAO e Re Zero</strong>, superandoli, per certi versi, sotto diversi aspetti. Per questo motivo, da grandi appassionati del genere, ci siamo subiti affezionati alle avventure di Rimuru Tempest e di tutti i suoi (numerosissimi) alleati e, perché no, nemici. Col passare delle stagioni, però, la direzione intrapresa dallo studio d’animazione ha iniziato a girare in una direzione che abbiamo faticato parecchio a digerire.</p>
<p>È chiaro, <strong>c’è il discorso della fedeltà al materiale cartaceo che rimane sacrosanto</strong>, ma considerando la natura dell’opera e il fatto che va contestualizzato alla conversione animata, il risultato finale non è mai stato esattamente emozionante. E, purtroppo, per quanto il grande potenziale c’è sempre ed è evidente, anche per questa nuova ondata di episodi la situazione non ci sembra molto diversa.<strong> Almeno, per ora.</strong></p>
<figure id="attachment_409647" aria-describedby="caption-attachment-409647" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-409647 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Il-cast-torna-al-gran-completo-1024x576.jpg" alt="That Time I Got Reincarnated as a Slime" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Il-cast-torna-al-gran-completo-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Il-cast-torna-al-gran-completo-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Il-cast-torna-al-gran-completo-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Il-cast-torna-al-gran-completo-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Il-cast-torna-al-gran-completo-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Il-cast-torna-al-gran-completo-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Il-cast-torna-al-gran-completo-1600x900.jpg 1600w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Il-cast-torna-al-gran-completo.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-409647" class="wp-caption-text">Il cast torna al gran completo</figcaption></figure>
<h2><strong>That Time I Got Reincarnated as a Slime 4</strong>: tra nuove minacce e qualche idea interessante</h2>
<p>La vita nel regno di Tempest, la sua evoluzione e quella di tutti i cittadine, rimangono gli elementi principali su cui si concentrano le energie del protagonista, Rimuru, e della sua schiera di fidati. La narrazione, come sempre, ruota proprio intorno a questo concetto: l’espansione del regno, la consolidazione dei successi raggiunti e la crescita esponenziali di alleati e alleanze da strutturare. <strong>Dopo aver superato i pericoli portati dallo scontro con la Sacra Chiesa d’Occidente e quello del ritorno del re Demone Clayman,</strong> i toni, chiaramente si sono riabbassati e questi primi episodi sono per forza di cose un incipit per ciò che arriverà in futuro.</p>
<p>Per stimolare l’interesse, l’avvicinamento e la crescita culturale del proprio popolo, Rimuru decide di mettere su un vero e proprio progetto a “premi”, strutturato attraverso un dungeon, di difficoltà crescente, a cui tutti possono partecipare. Questo evento, che ci ha ricordato un po’ quanto visto in <strong>Solo Leveling (tra moltissime virgolette), rappresenta un buon modo per coinvolgere tutti e, a livello di trama</strong>, l’espediente narrativo perfetto per introdurre alcune delle novità più interessanti di questa nuova stagione, di cui il valore e il peso specifico rimangono tutti da valutare. <strong>Rimuru</strong>, dal canto suo, ha dimostrato, ancora una volta, di non voler stare fermo e di avere una crescita esponenziale, anche e soprattutto delle sue abilità.</p>
<p>La fame di conoscenza del protagonista è ormai leggendaria e questi primi due episodi, anche se non vogliamo anticiparvi nulla, ne sono comunque una buona prova. <strong>Due episodi che, però, hanno fatto molta fatica a introdurre quello che sarà il filone narrativo principale</strong>. Per quanto molto stereotipati sul piano estetico (la bambina super power, l’anziano mentore, ecc) quelli che sembrano essere i nuovi antagonisti principali della stagione hanno comunque un buon potenziale, o perlomeno possono spingere la storia verso un indirizzo diverso dal solito gioco politico, ma trovano veramente pochissimo spazio. <strong>Gli intermezzi dedicati a questi nuovi personaggi, in particolare  a Mariabell Rosso (Rozzo, nell&#8217;anime) sono infatti davvero molto pochi e non riescono a far trasparire al meglio le loro intenzioni e a renderli veramente una minaccia tangibile.</strong></p>
<figure id="attachment_409648" aria-describedby="caption-attachment-409648" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-409648 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Rimuru-Rimane-il-deus-ex-machina-della-storia-1024x576.jpg" alt="That Time I Got Reincarnated as a Slime Rimuru Rimane il deus ex machina della storia" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Rimuru-Rimane-il-deus-ex-machina-della-storia-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Rimuru-Rimane-il-deus-ex-machina-della-storia-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Rimuru-Rimane-il-deus-ex-machina-della-storia-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Rimuru-Rimane-il-deus-ex-machina-della-storia-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Rimuru-Rimane-il-deus-ex-machina-della-storia-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Rimuru-Rimane-il-deus-ex-machina-della-storia-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Rimuru-Rimane-il-deus-ex-machina-della-storia-1600x900.jpg 1600w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Vita-da-slime-4-Rimuru-Rimane-il-deus-ex-machina-della-storia.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-409648" class="wp-caption-text">Rimuru Rimane il deus ex machina della storia</figcaption></figure>
<h2>Narrazione e ritmi sempre troppo lenti</h2>
<p>Al di là del potenziale della nuova storia, che sembra essere comunque importante, <strong>il problema di That Time I Got Reincarnated as a Slime, anche in questa quarta stagione, è sempre lo stesso. Inutile ignorare l’elefante, enorme, nella stanza: l’anime risulta sempre troppo lento.</strong> Il ritmo preso dalla metà della seconda stagione in poi, più o meno, rimane veramente molto lento, quasi soporifero e fastidioso, e rende veramente complicato riuscire a passare sopra ad alcuni passaggi inutilmente prolissi. I dialoghi, in particolare, sono veramente troppo numerosi, eccessivi e spezzano in continuazione il ritmo, risultando a volte anche inutili, pieni di cliché e situazioni pregne di luoghi comuni del genere.</p>
<p>La sensazione di fondo rimane quella di essere di fronte a una produzione capace di riportare in auge uno schema ormai superato: quello dei filler. Pur essendo un esempio estremo, l’effetto ottenuto è quello. <strong>La maggiore parte degli episodi di quest’anime, infatti, sembrano essere dei riempitivi e nulla più e anche in questi primi episodi della quarta stagione</strong>, forse anche più che in passato, seguono incessantemente questo filone. Le scene d’azione sono veramente troppo poche e non riescono a rendere giustizia a tutte le cose belle che sembrano comunque essere presenti.</p>
<p>La lentezza dei primi due episodi ha anche compromesso il peso dell’incipit narrativo. <strong>La nuova minaccia che sta per abbattersi su Tempest sembra avere un grande peso anche a livello narrativo, con un background radicato e da esplorare molto interessante,</strong> ma viene sempre e soltanto scalfita. Lo spazio riservato a questa linea narrativa, che sarebbe anche quella principale, è veramente risicato e il risultato finale è quello di due episodi molto “passivi” e se vogliamo dimenticabili.</p>
<figure id="attachment_409651" aria-describedby="caption-attachment-409651" style="width: 1600px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-409651 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Mariabell-e-lantagonista-principale-della-serie.avif" alt="That Time I Got Reincarnated as a Slime" width="1600" height="900" /><figcaption id="caption-attachment-409651" class="wp-caption-text">Mariabell è l&#8217;antagonista principale della serie</figcaption></figure>
<h2>Il solito lavoro intelligente di 8-Bit</h2>
<p>Sul piano audiovisivo, il lavoro svolto da 8-Bit è, come al solito, intelligente e omogeneo. L’adattamento animato dell’opera, campione d’incassi nel Sol levante, è realizzato con la solita accortezza e semplicità, con tavole animate in maniera “dolce”, con tratti leggeri, armoniosi e poco aggressivi. Il design di protagonisti, alleati, nemici e anche dei luoghi è molto curato e caratterizzato da un tratto leggero e delicato, mai aggressivo, anche dal punto di vista cromatico. <strong>La scelta della palétte cromatica è sempre leggera, delicata, e rende i passaggi sempre belli da vedere e che rendono decisamente più armonioso tutto il viaggio</strong>. Questa scelta si avverte anche con i “particellari”.</p>

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<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/vita-slime-tears-of-the-azure-sky-data-quando-arriverA-film-v3-845425-1280x720-1.webp'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/vita-slime-tears-of-the-azure-sky-data-quando-arriverA-film-v3-845425-1280x720-1-300x169.webp" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
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<p>Le magie, per quanto molto poche, ad esempio, sono sempre molto spettacolari e ricche di dettagli e mostrano un potenziale che difficilmente è possibile ritrovare negli altri prodotti del genere. Anche le animazioni, per quanto mai “violente”, rimangono di buonissimo livello e aiutano a rendere le sequenze d’azione decisamente più belle da vedere e spettacolari da osservare. <strong>That Time I Got Reincarnated as a Slime 4</strong><strong> rimane un prodotto tecnicamente molto avanzato e, nella sua semplicità,</strong> è chiaramente uno dei migliori esponenti del genere sul mercato. Anche il comparto sonoro è promosso, con un doppiaggio sempre molto solido e con la scelta sempre azzeccata degli attori, anche quelli introdotti da poco.</p>
<p><iframe title="That Time I Got Reincarnated as a Slime Season 4 | Official Trailer | Crunchyroll" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/wXKlTwGMUQQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>I primi due episodi della quarta stagione di That Time I Got Reincarnated as a Slime non ci hanno per nulla stupito. Nel bene e anche nel male. La nuova tornata di episodi riprendono le situazioni tipiche del regno di Tempest, e non solo, con un fare e un piglio molto familiare e con i soliti ritmi. L’azione, ancora una volta, viene parecchio sacrificata sull’altare del dialogo, della pianificazione e della strategia ed è difficile non sottolineare quanto questa scelta abbia parecchio appesantito il pacchetto. </strong><strong>L’adattamento animato dell’opera di Fuse e Mitz Vah, del resto, ci ha abituato a questi ritmi da ormai diverso tempo e se siete tra quelli che hanno digerito a fatica questa piega, ebbene, questi nuovi episodi non vi faranno cambiare, di certo, idea al riguardo. Ed è un gran peccato perché, come sempre, il potenziale “umano” e narrativo c’è ed è evidente, ma viene costantemente messo all’angolo da una direzione che sinceramente non condividiamo più.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Morbid Metal Benchmark: i nostri benchmark della versione PC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Cardone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 08:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benchmark]]></category>
		<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Morbid Metal]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Ubisoft]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-cover-1.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Morbid Metal cover" /></div>
<div>Morbid Metal (qui la nostra recensione), titolo sviluppato da Screen Juice e pubblicato da Ubisoft, si è dimostrato un titolo molto interessante. Per quanto ancora in versione early access e, dunque, con tutto il tempo del mondo per migliorarne alcune delle criticità più evidenti che abbiamo segnalato, ma anche puntellare tutte quelle più riuscite, l&#8217;action [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/409819/morbid-metal-benchmark/">Morbid Metal Benchmark: i nostri benchmark della versione PC</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-cover-1.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Morbid Metal cover" /></div><div><p><strong>Morbid Metal</strong> (<strong><a href="https://www.vgmag.it/409594/morbid-metal-recensione-early-access-da-un-grande-potenziale-grandi-responsabilita/">qui</a></strong> la nostra recensione), titolo sviluppato da <strong><a href="https://screen-juice.com/">Screen Juice</a></strong> e pubblicato da <strong>Ubisoft, si è dimostrato un titolo molto interessante.</strong> Per quanto ancora in versione early access e, dunque, con tutto il tempo del mondo per migliorarne alcune delle criticità più evidenti che abbiamo segnalato, ma anche puntellare tutte quelle più riuscite, l&#8217;action game si è dimostrato comunque divertente e con buone idee.</p>
<p>Durante queste settimane, infatti, abbiamo potuto testare il titolo a fondo, in versione PC, potendo, così, anche assaporare il lavoro svolto in fase di modellazione, fruizione e ottimizzazione del motore di gioco. Per quanto la presenza di spigolosità e &#8220;brutture&#8221; varie non mancano di certo, <strong>Morbid Metal è un prodotto, considerando tutto, di buonissima fattura.</strong> Anche e soprattutto sul piano estetico e visivo.</p>
<p>Pur con questi pregi, però, è innegabile che la natura &#8211; per forza di cose &#8211; limitata del progetto e <strong>la sua natura ancora di early access si avvertano parecchio sulla qualità dell&#8217;esperienza.</strong> Da un punto di vista delle performance, infatti, Morbid Metal si è dimostrato alquanto altalenante e instabile. Il titolo, infatti, ha palesato problemi di <strong>polishing,</strong> in generale, ma anche un frame-rate abbastanza instabile, soprattutto in alcune zone. Anche l&#8217;implementazione delle, ormai, solite tech (nel nostro caso di NVIDIA, DLSS) ci è risultata abbastanza acerba. Ma vediamo tutto nel dettaglio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-409614" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-4.jpg" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-4.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-4-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-4-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-4-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-4-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-4-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-4-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-4-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h2>Morbid Metal: come abbiamo effettuato i benchmark?</h2>
<p>La nostra prova con Morbid Metal è stata fatta con la, ormai, solita configurazione, che conosciamo già molto bene. Oltre a questo, ci siamo ancora una volta affidati ai soliti target di riferimento: tre risoluzioni diverse (con il focus principale rivolto al quad hd), il  preset grafico più elevato e, in un caso specifico, l&#8217;utilizzo del DLSS. Anche stavolta, e vogliamo sottolinearlo ancora per far sì che sia chiaro una volta per tutte per non ripeterci, è che il nostro target di riferimento riman<strong>e il Quad HD</strong>. Questo target rimane quello maggiormente diffuso nelle configurazioni PC anche più aggiornate e, per tal motivo, continua a prendersi la nostra principale attenzione.</p>
<p>Ovviamente, anche la nostra configurazione si basa su un pannello Quad HD. Per questo, come per gli altri benchmark, abbiamo deciso di svolgere i test &#8220;doppi&#8221; soltanto per il quad hd, con e senza upscaler. Quello che è venuto fuori, purtroppo, è che il gioco, c<strong>he ricordiamo è ancora in fase di Early Access, è un po&#8217; deludente</strong>. Il colpo d&#8217;occhio generale, per carità, rimane soddisfacente, ma la stabilità e la fruibilità del titolo non è esattamente di primissimo livello, in nessun caso. Paradossalmente, abbiamo ottenuto le migliori prestazioni in 4K e con un frame-rate lockato, che ha saputo, in qualche modo, tenere a bada in modo più intelligente a tutte le spigolosità della produzione.</p>
<h3>Ecco la configurazione di prova:</h3>
<ul class="ul1">
<li class="li4"><strong>Scheda Madre</strong>: MSI Tomahawk B650-Plus Wifi</li>
<li class="li4"><strong>Processore</strong>:  AMD Ryzen 9 7900x</li>
<li class="li4"><strong>GPU</strong>: NVIDIA RTX 5070 Ti 16gb</li>
<li class="li4"><strong>RAM</strong>: 32gb DDR 5 (5.2mt/s)</li>
<li class="li4"><strong>SSD</strong>: Nvme Crucial 1TB</li>
<li class="li4"><strong>Alimentatore</strong>: NZXT C850 Gold</li>
<li class="li4"><strong>Case</strong>: Corsair D4000 Frame RGB</li>
<li class="li4"><strong>Dissipatore</strong>: Thermalight Assassins Peerless 120SE RGB</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_409825" aria-describedby="caption-attachment-409825" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-409825" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/comparazione-1024x616.jpg" alt="" width="1024" height="616" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/comparazione-1024x616.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/comparazione-300x181.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/comparazione-768x462.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/comparazione-1536x924.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/comparazione-2048x1233.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/comparazione-450x271.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/comparazione-780x469.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/comparazione-1600x963.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-409825" class="wp-caption-text">Ecco il grafico comparativo</figcaption></figure>
<h2>Preset di riferimento: 1440p + Ultra + Native</h2>
<p>Il problema di Morbid Metal, almeno per quanto riguarda l&#8217;aspetto tecnico, si palesa nettamente osservando il carico di lavoro della <strong>GPU</strong>. Escludendo il 4K, infatti, tutte le altre modalità, per motivi che non conosciamo ancora e che non riusciamo a spiegarci, le altre risoluzioni tendono a mostra  un risultato simile  e altalenante. <strong>Il basso utilizzo della GPU, per quanto per molti possa sembrare qualcosa di abbastanza ininfluente, è in realtà un bel problema.</strong></p>
<p>I primi problemi sono rappresentati dallo <strong>stuttering</strong>. Il fatto che la GPU non riesca a sfruttare al meglio tutta la sua potenza rende i cali e i picchi di performance troppo veloci e frequenti e rendono l&#8217;esperienza di gioco, specialmente in un titolo come questo, molto tediosa. In definitiva, però, il gioco non ha mai saputo &#8220;brillare&#8221; più di tanto per quel che concerne la quantità di frame massimi raggiunti. Questo evidenzia, chiaramente, <strong>una pesantezza anche del motore grafico, che non riesce ad adattarsi a quella che è la nostra configurazione</strong>, offrendo un risultato finale buono, ma per niente soddisfacente. In media, comunque, ci siamo tenuti sempre <strong><span style="color: #ff0000;">sotto i 100 fps</span></strong> e non è sicuramente un brutto risultato.</p>
<figure id="attachment_409821" aria-describedby="caption-attachment-409821" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-409821" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-native-1024x622.jpg" alt="Morbid Metal" width="1024" height="622" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-native-1024x622.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-native-300x182.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-native-768x466.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-native-1536x933.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-native-2048x1244.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-native-450x273.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-native-780x474.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-native-1600x972.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-409821" class="wp-caption-text">Il risultato, senza DLSS, è buono ma non sorprendente</figcaption></figure>
<h2>Preset high-end: 4k+ Ultra + Native</h2>
<p>Come anticipato poc&#8217;anzi, paradossalmente, abbiamo ottenuto i risultati migliori proprio con il <strong>4K</strong>. Con il preset più alto possibile, in <strong>Ultra</strong>, abbiamo ottenuto un risultato molto migliore in termini di stabilità generale dell&#8217;immagine e, soprattutto, della qualità dell&#8217;immagine. La resa complessiva della  scena, infatti, ci è sembrata nettamente più omogenea e pulita, al di là del discorso sulla risoluzione più elevata.<strong> Gli artefatti grafici sono nettamente meno evidenti e, soprattutto, la reattività generale è nettamente superiore</strong> e si percepisce chiaramente pad alla mano. Oltre a questo, anche la stabilità generale ci è sembrata più elevata. Con questo preset, infatti, abbiamo tenuto un frame rate medio intorno ai <strong><span style="color: #ff0000;">70 fps molto stabili</span></strong>, evidenziando, appunto, quanto detto poco sopra.</p>
<figure id="attachment_409822" aria-describedby="caption-attachment-409822" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-409822" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/4K-native-1024x592.jpg" alt="" width="1024" height="592" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/4K-native-1024x592.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/4K-native-300x173.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/4K-native-768x444.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/4K-native-1536x887.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/4K-native-2048x1183.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/4K-native-450x260.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/4K-native-780x451.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/4K-native-1600x924.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-409822" class="wp-caption-text">In 4K, invece, il risultato è molto valido</figcaption></figure>
<h2>Preset &#8220;budget&#8221;: 1080p + Ultra + Native</h2>
<p>In Full HD, invece, il risultato finale ci ha lasciati un po&#8217; interdetti. <strong>L&#8217;abbassamento, in generale, del livello di dettaglio è davvero evidente e la perdita di pixel è molto netta.</strong> Il problema di fondo, però, è che questa rinuncia non porta a grandi vantaggi. Quasi mai. Il livello  generale, infatti, è sempre molto in linea con quanto fatto in<strong> Quad HD</strong> e, paradossalmente, i picchi massimi sono anche più elevati con quella risoluzione, a testimonianza del fatto che, almeno sotto il profilo tecnico e della stabilità generale, <strong>Morbid Metal abbia ancora bisogno di divers</strong>i accorgimenti. In full HD, infatti, non abbiamo quasi mai toccato quota <strong><span style="color: #ff0000;">100 fps</span></strong> e, ribadiamo, con un colpo d&#8217;occhio così nettamente inferiore a tutte gli altri, è chiaro che questa scelta diventi velocemente quella meno vincente di tutto il pacchetto.</p>
<figure id="attachment_409823" aria-describedby="caption-attachment-409823" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-409823" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/full-hd-native-1024x626.jpg" alt="" width="1024" height="626" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/full-hd-native-1024x626.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/full-hd-native-300x183.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/full-hd-native-768x469.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/full-hd-native-1536x939.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/full-hd-native-2048x1252.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/full-hd-native-450x275.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/full-hd-native-780x477.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/full-hd-native-1600x978.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-409823" class="wp-caption-text">In FULL HD, onestamente, ci aspettavamo qualcosina in più</figcaption></figure>
<h2>Come funziona il DLSS?</h2>
<p>La cosa che ci ha fatto storcere il naso maggiormente, onestamente, è proprio l&#8217;integrazione pigra e svogliata degli upscaler. Quello che è evidente,<strong> leggendo i dati ma, fidatevi, anche pad alla mano, è che la stabilità e la fruibilità del gioco rimangono sempre molto in linea.</strong> L&#8217;utilizzo della tech ormai inflazionatissima di <strong>NVIDIA</strong> non è  riuscito a spingere in avanti le prestazioni, che sono risultata abbastanza sottotono, nonostante tutto. Crediamo, ovviamente, che con il rilascio della versione definitiva del gioco le cose possano migliorare tanto e anche la qualità degli <strong>upscaler</strong> potranno godere di un&#8217;implementazione più adeguata. <strong>Il gioco, infatti, lo ricordiamo che è ancora in fase di Early Access e,</strong> quindi, tante cose potranno essere sistemate in futuro, magari con qualche patch correttiva.</p>
<figure id="attachment_409829" aria-describedby="caption-attachment-409829" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-409829" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-dlss-quality-1024x625.jpg" alt="" width="1024" height="625" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-dlss-quality-1024x625.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-dlss-quality-300x183.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-dlss-quality-768x469.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-dlss-quality-1536x938.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-dlss-quality-2048x1250.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-dlss-quality-450x275.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-dlss-quality-780x476.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/2k-dlss-quality-1600x977.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-409829" class="wp-caption-text">Col DLSS le performance sono abbastanza in linea</figcaption></figure>
<hr />
<p><strong>Morbid Metal, sotto l’aspetto tecnico, si è dimostrato un titolo dalle molteplici facce. Seppur molto piacevole da vedere, con alcuni scorci davvero eccellenti, e caratterizzato da un design dei personaggi principali molto accattivanti, sono le prestazioni e la gestione delle risorse sulla nostra configurazione a farci storcere un po’ il naso. Pur potendo contare su una configurazione di fascia medio-alta, infatti, il titolo sviluppato da Screen Juice ha manifestato evidenti limiti tecnici, dovuti proprio da una cattiva gestione delle risorse. </strong><strong>Ci viene da pensare, ad esempio, a un elevato conteggio di cicli che costringe a fare alla CPU, creando così un abbassamento della percentuali di utilizzo della GPU, in una sorta di collo di bottiglia continuo e ingestibile. Ciò, chiaramente, abbassa non poco le aspettative prestazionali massime, con un frame-rate di riferimento nettamente più basso di quanto preventivato e una stabilità generale altalenante. Alcune cose possono essere sicuramente sistemate con qualche patch futura, ma temiamo che altre cose, invece, siano legate proprio al motore grafico e sarà più completo metterci mano.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/409819/morbid-metal-benchmark/">Morbid Metal Benchmark: i nostri benchmark della versione PC</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Morbid Metal Recensione Early Access: da un grande potenziale, grandi responsabilità</title>
		<link>https://www.vgmag.it/409594/morbid-metal-recensione-early-access-da-un-grande-potenziale-grandi-responsabilita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Cardone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
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		<category><![CDATA[Morbid Metal]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[SCREEN JUICE]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Cover.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Morbid Metal Cover" /></div>
<div>Con alle spalle uno sviluppo durato oltre sette anni e, tutt’ora ancora in pieno corso, arriva finalmente sul mercato Morbid Metal. In early access. L’ambizioso progetto, sviluppato dagli sviluppatori tedeschi di Screen Juice e distribuito da Ubisoft approda finalmente su Steam, con un bagaglio di aspettative decisamente elevato. Il team fondato da Felix Schade ha [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Cover.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Morbid Metal Cover" /></div><div><p class="p3">Con alle spalle uno <strong><a href="https://www.vgmag.it/250203/future-game-show-rivelato-un-trailer-di-morbid-metal/">sviluppo</a></strong> durato oltre sette anni e, tutt’ora ancora in pieno corso, arriva finalmente sul mercato <strong>Morbid Metal</strong>. In early access. L’ambizioso progetto, sviluppato dagli sviluppatori tedeschi di <strong><a href="https://screen-juice.com/">Screen Juice</a></strong> e distribuito da <strong>Ubisoft</strong> approda finalmente su Steam, con un bagaglio di aspettative decisamente elevato. <strong>Il team fondato da Felix Schade</strong> ha lavorato e sta lavorando duramente al progetto, un progetto ambizioso e che sta richiedendo un percorso produttivo lungo e complesso, ma con buoni risultati.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">Durante questi giorni, infatti,<strong> abbiamo potuto mettere le mani sulla versione Early Access del prodotto</strong>, che ci ha saputo fornire un’idea nettamente più a fuoco riguardo <strong>a una produzione squisitamente ibrida</strong>, con tante meccaniche e soluzioni prese in prestito da prodotti più blasonati, mescolati insieme e amalgamati con una formula di gioco che, lo diciamo subito, mostra un ottimo potenziale. Per quanto molto ambizioso, però, <strong>Morbid Metal, almeno allo stato attuale delle cose, non ci ha convinti del tutto.</strong> Se, da un lato, il grande potenziale c’è e sembra anche evidente, è anche altrettanto evidente il fatto che il gioco non è ancora completamente “pronto”.</p>
<p class="p3">La natura da Early Access risulta anche fin troppo evidente quando si esaminano elementi come il combattimento e la gestione delle risorse “tecniche” del progetto, non sempre distribuite nel migliore dei modi. <strong>Pur risultando frenetico, stimolante e quasi ipnotico, infatti, il gameplay di Morbid Metal e, in generale, la formula di gioco, ci ha suscitato qualche dubbio di troppo,</strong> a causa di imprecisioni, storture varie e via dicendo. Se siete curiosi di scoprire il perché, ebbene, non vi resta che continuare a leggere la nostra recensione di Morbid Metal.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<figure id="attachment_409605" aria-describedby="caption-attachment-409605" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-409605" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-colpo-docchio-non-e-assolutamente-negativo-anzi-1024x576.jpg" alt="Morbid Metal Il colpo d'occhio non è assolutamente negativo, anzi" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-colpo-docchio-non-e-assolutamente-negativo-anzi-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-colpo-docchio-non-e-assolutamente-negativo-anzi-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-colpo-docchio-non-e-assolutamente-negativo-anzi-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-colpo-docchio-non-e-assolutamente-negativo-anzi-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-colpo-docchio-non-e-assolutamente-negativo-anzi-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-colpo-docchio-non-e-assolutamente-negativo-anzi-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-colpo-docchio-non-e-assolutamente-negativo-anzi-1600x900.jpg 1600w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-colpo-docchio-non-e-assolutamente-negativo-anzi.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-409605" class="wp-caption-text">Il colpo d&#8217;occhio non è assolutamente negativo, anzi</figcaption></figure>
<h2 class="p4"><b>Morbid Metal: il paradiso delle mazzate<span class="Apple-converted-space"> </span></b></h2>
<p class="p3">Chiariamo subito una cosa: Morbid Metal è un titolo furbo, e molto divertente da giocare. A prescindere da tutto. La formula creata dal team di sviluppo è veramente intrigante e, per quanto ci riguarda, possiede un potenziale davvero sorprendente. L’offerta ludica di Morbid Metal, infatti, punta tutto sull’azione e sulla praticità e lascia ben poco spazio per i soliti convenevoli. Sin dalle prime ore di gioco, infatti, <strong>è evidente che il focus dell’esperienza di gioco, come accade praticamente sempre nelle produzioni con questo tipo di target, è principalmente rivolto a quello che accade sul “campo”, c</strong>on risultati decisamente interessanti, ma con ampi margini di miglioramento.</p>
<p class="p3"><strong>Morbid Metal è un progetto che, come detto in precedenza, strizza l’occhio a diversi generi e a diverse produzion</strong>i. La formula di base è quella di un hack n slash con elementi ruolistici e, soprattutto, un DNA da rogue-lite evidente, totalizzante e sorprendente. Quello che ne consegue, all’atto squisitamente pratico, è un progetto in cui i combattimenti rappresentano il cuore pulsante di tutto, nel bene, ma anche nel male. La formula messa su dal team guidato da Schade funziona anche bene, specialmente se ne si fa un’analisi puramente “tecnica”.<strong> Il sistema di combattimento è ben realizzato, molto veloce, frenetico e dannatamente tecnico e le hitbox risultano sempre gratificanti e appaganti</strong>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">Colpire i nemici è una sensazione, a volte, inebriante e, guidato da un sistema di combo con valutazione in tempo reale, e in sovrimpressione, <strong>in pieno stile DmC o Bayonetta</strong>, è un plus da non sottovalutare. Preso di peso e trascinato in un mondo tutto suo, il combattimento funziona e diverte, <strong>anche perché la curva di apprendimento e, soprattutto, quella di difficoltà ci sono sembrate messe in piedi con una buona conoscenza.</strong> Gli scambi veloci sono sempre entusiasmanti e, considerando lo schema di comandi abbastanza snello, con pochi tasti d’azione inseriti nell’equazione, il risultato finale è sempre molto stimolante.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3"><strong>La schivata e le abilità, con cooldown, rappresentano il completamento di un titolo che punta tutto proprio sulla velocità e la frenesia,</strong> senza però tralasciare mai la curva di apprendimento. A tal proposito, e proprio pesando nello specifico le dinamiche di gioco, vengono fuori alcuni dei problemi più evidenti. È chiaro, c’è tanto margine per migliorare e migliorarsi, ma alcune cose ci sono sembrate veramente poco a fuoco e poco in linea con il resto dell’esperienza di gioco, soprattutto in termini di praticità, godibilità dell’esperienza e della valorizzazione proprio delle idee alla base, palesando, così, la natura ancora acerba del progetto.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<figure id="attachment_409606" aria-describedby="caption-attachment-409606" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-409606" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-sistema-di-progressione-e-semplice-ma-funziona-1024x576.jpg" alt="Morbid Metal Il sistema di progressione è semplice ma funziona" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-sistema-di-progressione-e-semplice-ma-funziona-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-sistema-di-progressione-e-semplice-ma-funziona-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-sistema-di-progressione-e-semplice-ma-funziona-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-sistema-di-progressione-e-semplice-ma-funziona-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-sistema-di-progressione-e-semplice-ma-funziona-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-sistema-di-progressione-e-semplice-ma-funziona-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-sistema-di-progressione-e-semplice-ma-funziona-1600x900.jpg 1600w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Il-sistema-di-progressione-e-semplice-ma-funziona.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-409606" class="wp-caption-text">Il sistema di progressione è semplice ma funziona</figcaption></figure>
<h2 class="p4"><b>Un mondo ricco di pericoli, e sfide</b></h2>
<p class="p3">I misteriosi operatori, il simbolo,<strong> il mezzo con cui si entra nel mondo dello stylish-action creato dal team tedesco</strong>, sono una parte importante del misterioso “Vuoto”. La dimensione, apparentemente, al di fuori dello spazio e del tempo funge da hub per le misteriosi “Iterazioni”, missioni su vari pianeti in cui affrontare misteriosi forze nemiche e, all’atto pratico, le singole prove sul campo fatte dai giocatori, impersonando proprio uno dei sopracitati guerrieri. Ovviamente, strizzando anche l’occhio a giochi di stampo hero-shooter, Morbid Metal permette ai giocatori si poter utilizzare diversi personaggi, sbloccabili man mano progredendo con le missioni.</p>
<p class="p3"><strong>Questo, chiaramente, garantisce al gioco anche una buona longevità e rigiocabilità,</strong> anche tenendo conto della progressione e la gestione delle abilità “uniche”, ottenibili dopo aver completato i vari stage. Sotto questo aspetto, abbiamo trovato lo schema delle abilità attive e passive molto intrigante, seppur il layout dei danni delle skill ci è parso quasi sempre molto lineare e meno intrigante di quanto ci saremmo aspettati. <strong>Proprio lo sblocco di nuove abilità, però, ci è sembrato una buona scusante per riaffrontare i vari stage e le varie missioni.</strong><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">Noi abbiamo optato, principalmente,<strong> per Ekku, un operatore che basa buona parte delle proprie fortune su skill con attacchi ad area e danni e che sfrutta una grossa lama utilizzabile anche a due mani.</strong> Seppur molto belli da utilizzare, però, il bilanciamento di questi ultimi non ci è sembrato sempre azzeccatissimo. Alcune abilità, infatti, ci sono sembrate nettamente più forti e utili di altre, evidenziando, così, un percorso di bilanciamento ancora da approfondire.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">Anche le combo eseguibili variano un po’ in base ai personaggi e alle loro armi e questo è sicuramente un ottimo plus. <strong>Siamo fermamente convinti che il lavoro svolto finora sulla caratterizzazione</strong> degli eroi è decisamente interessante e siamo molto fiduciosi per il proseguo del progetto, soprattutto se si riesce a bilanciare bene il tutto.</p>
<figure id="attachment_409607" aria-describedby="caption-attachment-409607" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-409607" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Un-sistema-di-potenziamento-dinamico-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Un-sistema-di-potenziamento-dinamico-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Un-sistema-di-potenziamento-dinamico-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Un-sistema-di-potenziamento-dinamico-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Un-sistema-di-potenziamento-dinamico-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Un-sistema-di-potenziamento-dinamico-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Un-sistema-di-potenziamento-dinamico-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Un-sistema-di-potenziamento-dinamico-1600x900.jpg 1600w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Un-sistema-di-potenziamento-dinamico.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-409607" class="wp-caption-text">Un sistema di potenziamento dinamico</figcaption></figure>
<h2 class="p4"><b>Difficoltà, level design e criticità</b></h2>
<p class="p3">Le buone parole spese per quanto riguarda la gestione della progressione e degli operatori rischiano di scontrarsi con parole meno dolci per quel che riguarda il bilanciamento e la qualità degli scontri. <strong>Per quanto abbiamo già speso parole al miele per i combattimenti e la loro vena divertente e scoppiettante</strong>, è anche chiaro che il bilanciamento e, in generale, la pulizia degli scontri non ci è sempre andata esattamente a genio. Il primo fattore a finire sotto i riflettori è sicuramente quello della difficoltà. Durante le nostre sessioni, per quanto il gioco risulta evidentemente pensato per avere un livello di sfida elevato, abbiamo trovato alcune sezioni veramente eccessiva e con picchi a tratti frustranti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">Anche la gestione del level design non ci ha convinto più di tanto. Pur se caratterizzati da una discreta identità estetica, i vari stage ci sono sembrati, a volte, troppo lineari, presentandosi come una sorta di giganteschi corridoi in cui conta “soltanto” massacrare nemici a più non posso. <strong>Questo non sarebbe nemmeno un male, se non fosse per il fatto che alcune trovate ludiche e stilistiche le abbiamo trovate alquanto forzate.</strong> Ad esempio, abbiamo gradito poco la scelta di limitare praticamente a zero la possibilità di curarsi durante le varie sessioni, costringendo, spesso, i giocatori a dover ricominciare da zero, senza avere nulla (o quasi) in cambio.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3"><strong>Morbid Metal, sotto questo aspetto, si è rivelato un titolo parecchio aggressivo</strong> e, per quanto, nel complesso, rientra, comunque, nel range level di difficoltà media dei titoli del genere, crediamo che alcune soluzioni siano un po’ troppo tirate e potrebbero essere gestite meglio. Ovviamente, su questo aspetto gli sviluppatori, magari, potrebbero eseguire qualche piccola modifica, ma siamo consapevoli del fatto che potrebbe essere anche qualcosa di molto soggettivo e che non tutti i giocatori potrebbero incontrare le stesse difficoltà. In linea di massima, però, un po’ di bilanciamento extra non farebbe male di certo.</p>
<figure id="attachment_409608" aria-describedby="caption-attachment-409608" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-409608" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Le-prestazioni-non-sono-sempre-solidissime-1024x576.jpg" alt="Morbid Metal Le prestazioni non sono sempre solidissime" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Le-prestazioni-non-sono-sempre-solidissime-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Le-prestazioni-non-sono-sempre-solidissime-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Le-prestazioni-non-sono-sempre-solidissime-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Le-prestazioni-non-sono-sempre-solidissime-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Le-prestazioni-non-sono-sempre-solidissime-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Le-prestazioni-non-sono-sempre-solidissime-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Le-prestazioni-non-sono-sempre-solidissime-1600x900.jpg 1600w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-Le-prestazioni-non-sono-sempre-solidissime.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-409608" class="wp-caption-text">Le prestazioni non sono sempre solidissime</figcaption></figure>
<h2 class="p4"><b>Morbid Metal: incertezze tecniche e prestazionali<span class="Apple-converted-space"> </span></b></h2>
<p class="p3">Sul fronte tecnico e dell’ottimizzazione, in generale, Morbid Metal è un titolo molto acerbo, che richiede ancora un po’ di tempo per diverse rifiniture. Il progetto di Screen Juice è molto bello da vedere, con una gestione della modellazione poligonale oculata e con degli scorci “next-gen” molto interessanti<strong>. Quello che sorprende è il livello di dettaglio, soprattutto degli avatar utilizzabili.</strong> I vari personaggi, infatti, al di là della loro varietà in termini di movimento e azione, sono molto ben caratterizzati anche a livello estetico e sul piano della densità poligonale e cromatica.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">Un grande lavoro, in tal senso, è stato fatto sugli shader e sull’illuminazione. Il colpo d’occhio offerto da Morbid Metal, in tal senso, è decisamente accattivante, pur senza colpi di genio particolari. <strong>Il gioco, infatti, non utilizza meccaniche avanzate né artifici tecnici evidenti ma, nel complesso, può vantare su un colpo d’occhio molto appariscente.</strong> Gli stage che abbiamo avuto modo di vedere, infatti, ci sono apparsi ben realizzati e ben riproposti su schermo, seppur sempre e comunque risultano molto circoscritti in termini di dimensioni e profondità creativa. Se, comunque, nel complesso è tutto accettabile, quello che ci ha suscitato più di qualche dubbio è l’ottimizzazione.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-3.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-3-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-6.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-6-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-2-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-4.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-4-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-5.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/04/Morbid-Metal-5-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>

<p class="p3">Sul piano della fruizione, infatti, Morbid Metal si è rivelato un progetto piuttosto acerbo e che richiede ancora un po’ di lavoro di pulizia. <strong>Il progetto sviluppato dal team di Scene Juice, per quanto caratterizzato da un ottimo potenziale, evidenzia, in tal senso, la sua natura non ancora completa, con incertezze tecniche e di performance</strong> a volte anche molto evidenti, pur considerando la nostra configurazione di fascia medio-alta. Sul nostro PC, che come abbiamo già detto,  monta una<strong> 5070ti e un processore Ryzen 9 7900x</strong>, il risultato finale non ci ha mai soddisfatto appieno. Anzi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">Morbi Metal evidenzia problemi di gestione della<strong> VRAM e, soprattutto, della CPU molto evidenti.</strong> Durante la nostra esperienza, infatti, pur variando parecchio sul piano dei preset utilizzati e delle tech aggiunte, abbiamo incontrato parecchi problemi di stabilità. Lo stuttering è abbastanza presente e, in generale, la scorretta gestione del carico sulla <strong>CPU</strong>, limitata inspiegabilmente sul piano dell’utilizzo, ha portato a prestazioni nettamente sotto la media e sotto le nostre aspettative. Alcune cose potranno, certamente, essere sistemate a tempo debito con patch correttive, ma altre ci sembrano più limitate dal prodotto in sé e della sua concezione, <strong>ragion per cui ci preserviamo il diritto di rimane un po’ pessimisti, almeno allo stato attuale.</strong></p>
<p><iframe title="Morbid Metal - Official Gameplay Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/IJhkZmgO7yw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p class="p3"><strong>Morbid Metal è un prodotto interessante, con un grande potenziale, ma ancora parecchio acerbo. Il progetto di Screen Juice è ambizioso, unisce diverse meccaniche e lo fa in maniera anche intelligente, ma si scontra con diverse criticità, alcune anche importanti. Il gameplay, in primis, per quanto molto interessante, è altrettanto acerbo e con qualche spigolo di troppo. Anche le componente tecnica è risultata un po’ claudicante, almeno su PC.<span class="Apple-converted-space">  </span></strong><strong>La nostra prova, al netto di una configurazione di tutto rispetto, ha evidenziato più di qualche incertezza, con limitazioni anche pesanti dovute a una gestione non proprio perfetta del motore di gioco e di tutto ciò che ruota intorno alla sua fruizione. Le buone idee, comunque, ci sono e, in generale, il combattimento e la progressione risultano anche molto intelligenti ma, al momento, bisogna rimandare al progetto a settembre, anche perché è proprio un bravo ragazzo e se si impegnerà di più farà grandi cose.</strong></p>
<hr />
<p class="p3">
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		<title>Witch Hat Atelier First Look: la magia è stupenda. La magia è pericolosa!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Cardone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anime]]></category>
		<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[First Look]]></category>
		<category><![CDATA[Witch Hat Atelier]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/witch-hat-atelier-Coco-e-Qifir-sono-i-protagonisti-della-storia.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="witch hat atelier Coco e Qifir sono i protagonisti della storia" /></div>
<div>Nel cuore di una stagione anime primaverile, targata Crunchyroll, che si preannuncia davvero scoppiettante, batte anche la magia, quella di Wich Hat Atelier. L’anime, attesissimo da una gigantesca fetta d’utenza, adattato dall’opera cartacea di Kamome Shirahama, ha riscosso un successo impressionante, spinto anche da un target di riferimento sempre più vicino alla tipologia di contenuti [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/407928/witch-hat-atelier-first-look-la-magia-e-stupenda-la-magia-e-pericolosa/">Witch Hat Atelier First Look: la magia è stupenda. La magia è pericolosa!</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/witch-hat-atelier-Coco-e-Qifir-sono-i-protagonisti-della-storia.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="witch hat atelier Coco e Qifir sono i protagonisti della storia" /></div><div><p>Nel cuore di una stagione anime <strong><a href="https://www.vgmag.it/407752/crunchyroll-primavera-2026-ecco-il-calendario-anime/">primaverile</a></strong>, targata <strong><a href="https://www.crunchyroll.com/it/">Crunchyroll</a></strong>, che si preannuncia davvero scoppiettante, batte anche la magia, quella di<strong> Wich Hat Atelier</strong>. L’anime, attesissimo da una gigantesca fetta d’utenza, adattato dall’opera cartacea di <strong>Kamome Shirahama,</strong> ha riscosso un successo impressionante, spinto anche da un target di riferimento sempre più vicino alla tipologia di contenuti offerta. Witch Hat Atelier, infatti, è diventato uno dei manga più apprezzati del panorama fantasy.</p>
<p>Il grande merito dell’opera dell’opera della mangaka, <strong>che ha collaborato anche a diversi progetti più blasonati, targati Marvel e DC Comics</strong>, è quello di offrire un mondo vivo, coerente e spaventosamente credibile, al netto della deriva fantasy, contornato da un world building a livello demografico imponente. <strong>Ciò, ovviamente, è reso tale da un insieme di fattori anche complessi,</strong> ma che, messi insieme, funzionano alla perfezione.</p>
<p>Per tutti questi motivi, e non solo, abbiamo atteso con grande interesse l’arrivo dell’adattamento animato, <strong>curato dallo Studio BUG FILMS</strong> (già autore, tra le altre cose, di Zoom 100), che ha anche subito un piccolo ritardo sulla tabella di lancio. Per fortuna, però, il momento è arrivato. <strong>L’anime debutterà a breve su Crunchyroll</strong> e noi abbiamo già potuto guardare, in anteprima, <strong>i primi 2 episodi della prima stagione</strong>. Ecco le nostre prime impressioni, in attesa della recensione finale.</p>
<figure id="attachment_408043" aria-describedby="caption-attachment-408043" style="width: 1500px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-408043 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Witch-Hat-Atelier-4-111825-f17d5cf511ff4d6096688ba115fb3f87.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Witch-Hat-Atelier-4-111825-f17d5cf511ff4d6096688ba115fb3f87.jpg 1500w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Witch-Hat-Atelier-4-111825-f17d5cf511ff4d6096688ba115fb3f87-300x200.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Witch-Hat-Atelier-4-111825-f17d5cf511ff4d6096688ba115fb3f87-1024x683.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Witch-Hat-Atelier-4-111825-f17d5cf511ff4d6096688ba115fb3f87-768x512.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Witch-Hat-Atelier-4-111825-f17d5cf511ff4d6096688ba115fb3f87-450x300.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Witch-Hat-Atelier-4-111825-f17d5cf511ff4d6096688ba115fb3f87-780x520.jpg 780w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption id="caption-attachment-408043" class="wp-caption-text">Coco e Qifrey sono i protagonisti della storia</figcaption></figure>
<h2>Witch Hat Atelier: la magia per tutti, ma non per tutti</h2>
<p>Witch Hat Atelier è un’opera delicata, complessa e decisamente lontana dagli “standard” di buona parte delle produzioni a tema. Il lavoro più illustre dell’autrice, che ha consolidato la propria formazione nell’illustre Tokyo University of the Arts, è un amplesso narrativo culturale e tematico enorme, straripante, ricco di influenze esterne.<strong> L’amore per il cinema dell’autrice trasuda da ogni poro e si riflette anche sulla concezione dell’opera</strong>, che strizza parecchio, ed evidentemente, l’occhio ai Blockbuster più blasonati del genere.</p>
<p>Witch Hat Atelier <strong>segue quel filone narrativo tanto caro agli amanti del fantasy degli anni 90’,</strong> con un protagonista innocente, caparbio, giusto, la cui crescita umana e morale è il cuore pulsante dell’avventura. Il tutto è racchiuso in un contesto narrativo in cui la magia, rappresenta il vero e proprio <strong>deus ex machina dell’equazione,</strong> per quanto la sua natura effimera, quasi mistica, sia un fattore capace, come pochi, di plasmare una narrazione, complessa ma anche straordinariamente semplice e profonda.</p>
<figure id="attachment_407948" aria-describedby="caption-attachment-407948" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-407948" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-forme-infinite-della-magia-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-forme-infinite-della-magia-1024x683.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-forme-infinite-della-magia-300x200.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-forme-infinite-della-magia-768x512.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-forme-infinite-della-magia-450x300.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-forme-infinite-della-magia-780x520.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Le-forme-infinite-della-magia.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-407948" class="wp-caption-text">Le forme infinite della magia</figcaption></figure>
<h2>Alla ricerca di sé stessi</h2>
<p>Proprio la magia, per quanto elemento centrale della storia, appare subito come qualcosa di alieno. <strong>Per quanto il “mondo magico” sia qualcosa di tangibile è anche una sorta di mistificazione,</strong> un concetto quasi aulico, qualcosa che esiste ma che non è facilmente raggiungibile. Grazie a una buonissima regia e una gestione dei ritmi degli episodi, almeno di questi primi due, abbiamo potuto apprezzare quanto lo studio d’animazione abbia saputo dare il giusto peso e il giusto spazio a ogni elemento, rendendo la comprensione del contesto e della storia, per quanto ancora tutta da svelare, familiare e accattivante.</p>
<p>Witch Hat Atelier parla di magia, certo, ma la magia non è per tutti e può fare molta paura. Ciò, ovviamente, strizza parecchio l’occhio all’universo fantasy per antonomasia, quello di Harry Potter, la cui ispirazione si avverte con forza in più di un passaggio e che, da amanti dell’opera di JK Rowling, non abbiamo potuto non amare e apprezzare. Esprimere giudizi sulla qualità del progetto e, di conseguenza sulla sua conversione animata, è ancora prematuro, ma una cosa è certa: <strong>Wtich Hat Atelier non è un’opera per tutti e questo, ovviamente, non è per forza di cose un aspetto negativo. Sia chiaro.</strong></p>
<figure id="attachment_407949" aria-describedby="caption-attachment-407949" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-407949" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-viaggio-inaspettato-1024x512.jpg" alt="" width="1024" height="512" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-viaggio-inaspettato-1024x512.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-viaggio-inaspettato-300x150.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-viaggio-inaspettato-768x384.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-viaggio-inaspettato-450x225.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-viaggio-inaspettato-780x390.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-viaggio-inaspettato.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-407949" class="wp-caption-text">Un viaggio inaspettato</figcaption></figure>
<h2>Un contesto fantasy e culturale “differente”</h2>
<p>La protagonista della storia è Coco, una giovane ragazza che racchiude in sé tutto quello che significa il termine “stereotipo”. Coco, infatti, è una timida e dolcissima ragazzina, con un cuore grande e puro, la cui curiosità straborda da ogni poro. Grazie a ciò, vive la vita, per quanto modesta e con pochi veri e propri momenti “epici”, con grande tranquillità, diligenza e passione. Per farla breve, <strong>Coco sembra proprio il protagonista perfetto di ogni storia che si rispetti: gentile, cordiale, ligia e, soprattutto, sembra essere il classico personaggio che, per ovvie ragioni di scrittura, sia destinato a fare grandi cose.</strong></p>
<p>Il punto di svolta nella sua vita avviene relativamente presto. Lo spettro della magia, un fattore con cui, da sempre, <strong>Cleo ha manifestato di avere un rapporto particolare</strong>, è destinato a bussare alla sua porta, in modo doloroso, spaventoso. Coco, come buon parte dei personaggi coinvolti nella storia e, in generale, inseriti nel contesto narrativo di riferimento, non possiede alcun potere magico. O, almeno, così sembrerebbe. Quello che, successivamente, si attiva nella sua vita, è tutto un crescendo di emozioni, negative e positive che siano, che si abbattono su di lei e spazzano via quella vita monotona, ma che preservava in lei un’innocenza purissima.</p>
<p>Lo spartiacque, manco a dirlo, è proprio legato alla magia. <strong>L’arrivo in città del misterioso mago Qifrey,</strong> anch’egli molto canonico per quanto riguarda la sua connotazione caratteriale e, perché no, estetica, è il punto di snodo della sua nuova esistenza.</p>
<figure id="attachment_407947" aria-describedby="caption-attachment-407947" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-407947" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Qifrey-e-certamente-il-volto-piu-affascinante-di-questi-primi-episodi-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Qifrey-e-certamente-il-volto-piu-affascinante-di-questi-primi-episodi-1024x683.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Qifrey-e-certamente-il-volto-piu-affascinante-di-questi-primi-episodi-300x200.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Qifrey-e-certamente-il-volto-piu-affascinante-di-questi-primi-episodi-768x512.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Qifrey-e-certamente-il-volto-piu-affascinante-di-questi-primi-episodi-450x300.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Qifrey-e-certamente-il-volto-piu-affascinante-di-questi-primi-episodi-780x520.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Qifrey-e-certamente-il-volto-piu-affascinante-di-questi-primi-episodi.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-407947" class="wp-caption-text">Qifrey è certamente il volto più affascinante di questi primi episodi</figcaption></figure>
<h2>Witch Hat Atelier: se ci credi, riesci</h2>
<p>Coco, manco a dirlo, è in qualche modo fortemente legata alla magia, almeno sul piano emotivo. La giovane assistente dell&#8217;atelier della madre, infatti, sogna una vita lontana da quella che conduce, sin troppo ordinaria, e povera di avventure. Quelle, infatti, è costretta a leggerle solo nei libri, a fantasticare, a sperare di poter, in qualche modo, <strong>spiccare il volo e diventare qualcosa che non sembrerebbe destinata a diventare.</strong> Questo frammento emotivo, così pesante, anche se narrato con tempi e modi molto leggeri, quasi buffi, è in realtà il focus di questi primi episodi. Coco vuole diventare una maga a tutti i costi e l&#8217;arrivo di Qifrey diventa l&#8217;espediente perfetto per mettere in moto tutta la vicenda.</p>
<p><strong>Quello che ci ha colpito, in positivo, è la velocità, senza rinunce particolari, con cui gli eventi si susseguono</strong>. Tutta la vicenda, che sembra avere dimensioni ben più grandi di quella semplice vita ordinaria che ruota intorno ai protagonisti della storia, si sviluppa con grande velocità, con un ritmo incalzante ma mai esagerato. La scelta degli autori è molto precisa e funziona alla perfezione. I primi episodi evidenziano un gran cura per i dettagli, e un rispetto profondo per il materiale di riferimento. <strong>Può sembrare banale, certo, ma in realtà non lo è.</strong> Spesso, infatti, specialmente quando si adatta qualcosa di molto complesso, si  tende o a diventare pesanti o a perdersi passaggi delicati. Qui, almeno per ora, sembrerebbe essere scongiurato.</p>
<figure id="attachment_407951" aria-describedby="caption-attachment-407951" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-407951" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-mondo-gigantesco-tutto-da-scoprire-1024x575.jpg" alt="" width="1024" height="575" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-mondo-gigantesco-tutto-da-scoprire-1024x575.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-mondo-gigantesco-tutto-da-scoprire-300x168.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-mondo-gigantesco-tutto-da-scoprire-768x431.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-mondo-gigantesco-tutto-da-scoprire-1536x862.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-mondo-gigantesco-tutto-da-scoprire-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-mondo-gigantesco-tutto-da-scoprire-780x438.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-mondo-gigantesco-tutto-da-scoprire-1600x898.jpg 1600w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Un-mondo-gigantesco-tutto-da-scoprire.jpg 1788w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-407951" class="wp-caption-text">Un mondo gigantesco, tutto da scoprire</figcaption></figure>
<h2>Una realizzazione tecnica curata e appassionante</h2>
<p>La dolcezza è un elemento centrale dell&#8217;opera. I temi trattati, le emozioni, la cura per i dettagli. Ogni cosa sembra essere creata, apposta, per trasmettere questo sentimento, per far fuoriuscire emozioni da ogni frame. E, in larga parte, ci riesce molto bene. Ciò è reso possibile, ovviamente, anche da un adattamento anime molto ben realizzato. <strong>Studio BUG FILMS ha realizzato un&#8217;opera intelligente, rispettosa e con un carattere ben preciso. Ancora una volta, il team ha lavorato con decisione sui colori,</strong> che diventano i protagonisti assoluti. La palette cromatica adottata per raccontare la storia, una storia solenne ma con toni leggeri, che parla di magia ma senza &#8220;esplosioni&#8221; di poteri e power up, è assolutamente coerente e gradevole. A questo, poi,  si aggiunge un comparto animazioni di buonissimo livello<strong>. Pur senza risultare un&#8217;opera particolarmente avara di scene d&#8217;azioni super veloci e frenetiche</strong>, quel che si è visto, finora, ci ha trasmesso delle ottime sensazioni.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/witch-hat-atelier-anime-april-2026-release-trailer.webp'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/witch-hat-atelier-anime-april-2026-release-trailer-300x169.webp" class="attachment-medium size-medium" alt="Witch Hat Atelier" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Witch-Hat-Atelier-anime-pv-screenshot.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Witch-Hat-Atelier-anime-pv-screenshot-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
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<p>Le sezioni di movimento, anche i piccoli gesti, ci sono apparsi in buonissima forma, con grande attenzione per il movimento dei volti e per la credibilità dell&#8217;impatto del moto, in senso generale, sugli sfondi e sul mondo, in generale. Proprio a proposito di modellazione del mondo, Witch Hat Atelier ha potuto contare su un adattamento molto curato e intelligente. L<strong>a resa del mondo, infatti, riesce a far comprendere quanto il mondo circostante sia smisurato, alieno, vastissimo e abbia tanto da raccontare</strong>, dando ragione a Coco. Quel mondo circostante, sì, è veramente enorme e merita di essere esplorato. Noi non vediamo l&#8217;ora di scoprire dove la porterà e dove ci porterà.</p>
<p><iframe title="Witch Hat Atelier | Official Trailer | Crunchyroll" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/hMmBSCQs1H4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>I primi due episodi i Witch Hat Atelier ci hanno sinceramente sorpreso. Per quanto conosci del grande potenziale dell&#8217;opera, abbiamo comunque potuto ritrovare qualcosa al di là delle nostre più rosee aspettative. Studio BUG FILMS ha dimostrato di sapere trattare al meglio il materiale di riferimento, realizzando un adattamento curato e appassionante. </strong><strong>Il viaggio di Coco, per quanto soltanto agli inizi, sembra già avere un potenziale enorme. Del resto, l&#8217;ispirazione ai contesti fantasy più blasonati è evidente e quello che arriverà in futuro potrebbe fare veramente qualsiasi cosa. Noi, onestamente, non vediamo l&#8217;ora di proseguire questo viaggio. </strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflection: i nostri benchmark della versione PC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Cardone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 10:38:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benchmark]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Capcom]]></category>
		<category><![CDATA[Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflection]]></category>
		<category><![CDATA[PC Gaming]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Monster-Hunter-Stories-3.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Monster Hunter Stories 3" /></div>
<div>Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflection si è rivelata una delle più belle sorprese di questa prima parte del 2026. La  serie &#8220;spin-off&#8221; di Capcom, ormai, ha raggiunto un livello di maturità impressionante, e lo si è avvertito chiaramente con questo terzo capitolo. Pur rimanendo un progetto pensato per allietare principalmente la platea appassionata dell&#8217;opera [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Monster-Hunter-Stories-3.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Monster Hunter Stories 3" /></div><div><p><strong>Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflection</strong> si è rivelata una delle più belle <strong><a href="https://www.vgmag.it/402806/monster-hunter-stories-3-twisted-reflection-recensione-il-salto-di-qualita-della-serie-stories/">sorprese</a> </strong>di questa prima parte del 2026. La  serie &#8220;spin-off&#8221; di <strong><a href="https://www.capcom.com/">Capcom</a></strong>, ormai, ha raggiunto un livello di maturità impressionante, e lo si è avvertito chiaramente con questo terzo capitolo. Pur rimanendo un progetto pensato per <strong>allietare principalmente la platea appassionata dell&#8217;opera principale</strong>, è innegabile quanto, in particolare questo terzo capitolo, sia diventato<strong> un punto di riferimento per i JRPG moderni.</strong> Monster Hunter Stories 3 è un titolo<strong> longevo, ricco</strong> come non mai e che trasuda stile da ogni poro, tanto da aver catturato, come non mai, la nostra attenzione al di là di ogni aspettativa.</p>
<p>Dopo avervi già parlato del gioco in sé, con una recensione più che positiva, che ha premiato il gioco<strong> con un sonoro 9/10, </strong>vogliamo prenderci questo spazio per parlarvi dell&#8217;aspetto tecnico del gioco. Del resto, Capcom, ultimamente, ha dimostrato di avere un po&#8217; di problemi di ottimizzazione per quanto riguarda le versioni PC di alcuni giochi, specialmente quelli a mondo aperto. Per questa ragione, <strong>non ci siamo lasciati scappare l&#8217;occasione di mettere le mani sulla versione PC del gioco</strong>, per poterla testare a fondo per voi. Dopo diverse ore di gioco e, credeteci, non vediamo l&#8217;ora di tornare nel magico mondo di <strong>Azuria</strong>, e diversi test  effettuati, siamo pronti a tirare le somme.</p>
<p>Possiamo, subito, tranquillizzarvi: la missione è pienamente riuscita. <strong>Monster  Hunter Stories 3 Twisted Reflection bissa il suo successo anche sotto il profilo tecnico,</strong> presentandosi ai nastri di partenza con un&#8217;ottimizzazione di ottimo livello. Se siete curiosi di saperne di più, beh, non vi resta che proseguire nella lettura del nostro nuovo benchmark test, dedicato proprio al titolo di <strong>Capcom</strong>.</p>
<figure id="attachment_406410" aria-describedby="caption-attachment-406410" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-406410" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Monster-Hunter-Stories-3-1-1024x576.jpg" alt="Monster Hunter Stories 3" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Monster-Hunter-Stories-3-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Monster-Hunter-Stories-3-1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Monster-Hunter-Stories-3-1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Monster-Hunter-Stories-3-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Monster-Hunter-Stories-3-1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Monster-Hunter-Stories-3-1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Monster-Hunter-Stories-3-1-1600x900.jpg 1600w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Monster-Hunter-Stories-3-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-406410" class="wp-caption-text">Il nuovo capitolo della serie di Capcom è un paradiso di stile e colori.</figcaption></figure>
<h2 class="p3"><b>Monster Hunter Stories 3: come abbiamo eseguito i test</b></h2>
<p>In linea con quanto realizzato qualche settimana fa con Marathon, abbiamo deciso di eseguire i test <strong>utilizzando diversi preset, sfruttando monitor, risoluzioni e tecnologie differenti.</strong>  Stavolta, però,  la piattaforma di test sarà unica e verterà su un vero e proprio &#8220;confronto interno&#8221;. Con la nostra configurazione di fascia medio-alta, infatti, ci siamo spinti fino al <strong>4K</strong>, partendo dal <strong>Full HD</strong>, uno standard ancora oggi molto utilizzato nell&#8217;ambito del PC Gaming, <strong>passando per il 2K</strong>. Chiaramente, abbiamo dato un lustro maggiore a questa risoluzione. <strong>Il target dei  1440p, ormai lo sappiamo, rappresenta il vero e proprio &#8220;standard&#8221;</strong> per il pc gaming o, comunque, la risoluzione maggiormente inflazionata.</p>
<p>In tutti i casi, e il grafico riportato poco sotto potrà confermare, le prestazioni si sono confermate molto in linea e di ottimo livello.<strong> Monster Hunter Stories 3</strong>, a differenza degli ultimi prodotti &#8220;open world&#8221; usciti sotto il vessillo del <strong>RE Engine,</strong> è un titolo pensato per girare su un po&#8217; tutte le configurazioni, ma ci riesce per davvero. <strong>I nostri test, effettuati con diversi diverse risoluzioni di riferimento e con l&#8217;ausilio differente delle tech</strong> di upscaling hanno evidenziato una <strong>stabilità</strong> e una <strong>qualità</strong> generale dell&#8217;ottimizzazione di primo livello. Per questioni di coerenza, pur alternando la risoluzione, abbiamo deciso di mantenere sempre la qualità  del preset in modalità &#8220;Massima&#8221;.</p>
<p>Le tre risoluzioni di riferimento, <strong>Full HD, Quad HD e 4K</strong>, infatti, hanno tutte evidenziato una buonissima stabilità e performance di primo livello. Pur senza la presenza di tecnologie avanzatissime, il colpo d&#8217;occhio rimane sempre piacevole e l&#8217;accompagnamento tecnico rimane solido, in tutte le circostanze. Questo ci ha permesso di raggiungere<strong> picchi importanti in termini di fps, senza rinunce.</strong> Andiamo, comunque, nel dettaglio.</p>
<p class="p3"><b>Configurazione di prova:<span class="Apple-converted-space"> </span></b></p>
<ul class="ul1">
<li class="li4"><strong>Scheda Madre</strong>: MSI Tomahawk B650-Plus Wifi</li>
<li class="li4"><strong>Processore</strong>:  AMD Ryzen 9 7900x</li>
<li class="li4"><strong>GPU</strong>: NVIDIA RTX 5070 Ti 16gb</li>
<li class="li4"><strong>RAM</strong>: 32gb DDR 5 (5.2mt/s)</li>
<li class="li4"><strong>SSD</strong>: Nvme Crucial 1TB</li>
<li class="li4"><strong>Alimentatore</strong>: NZXT C850 Gold</li>
<li class="li4"><strong>Case</strong>: Corsair D4000 Frame RGB</li>
<li class="li4"><strong>Dissipatore</strong>: Thermalight Assassins Peerless 120SE RGB</li>
</ul>
<figure id="attachment_406393" aria-describedby="caption-attachment-406393" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-406393 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-comparison-1024x525.jpg" alt="" width="1024" height="525" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-comparison-1024x525.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-comparison-300x154.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-comparison-768x394.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-comparison-1536x788.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-comparison-2048x1050.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-comparison-450x231.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-comparison-780x400.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-comparison-1600x821.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-406393" class="wp-caption-text">Il grafico in questione mette a confronto le statistiche in base ai vari preset utilizzati.</figcaption></figure>
<h2 class="p6">Configurazione di riferimento: 1440p + DLSS Quality + Preset Max</h2>
<p>Per iniziare, vogliamo partire dalla risoluzione di riferimento, in aggiunta alla<strong> tecnologia di upscaling più utilizzata</strong>. La combinazione delle due cose si traduce in una risoluzione <strong>Quad HD (1440p) con l&#8217;attivazione del DLSS (in versione 4.0) in modalità Quality</strong>. Con questo mix abbiamo giocato in maniera sempre molto fluida, <strong>con un frametime molto stabile</strong>, tranne per alcuni spike relativi ai cambi di scena o all&#8217;inizio delle varie battaglie. Grazie alla buonissima ottimizzazione del prodotto che, tra le altre cose, può vantare un costo in termini della tanto chiacchierata VRAM abbastanza ridotto, abbiamo potuto spingere sempre e comunque al massimo, senza rinunce.</p>
<p>Con questo preset abbiamo toccato una quota media di oltre <strong><span style="color: #ff0000;">150fps</span>, per l&#8217;esattezza <span style="color: #ff0000;">169fps</span></strong>. La media generale si è mantenuta  sempre e comunque intorno ai<span style="color: #ff0000;"><strong> 150fps</strong></span> e, considerando anche il pannello utilizzato per i testi principali, abbiamo potuto giocare, praticamente, con un frame-rate costantemente cappato. Ciò, chiaramente, ha avuto un grosso impatto sulla fluidità e la stabilità, che ci ha garantito di poter fruire di un&#8217;esperienza di gioco pulitissima e soddisfacente.<strong> Monster Hunter Stories 3 è un titolo, seppur &#8220;leggero&#8221;, molto intelligente sul piano estetico</strong>. La grafica &#8220;disegnata&#8221;, permeata da un&#8217;energia cromatica impressionante, aiuta non poco a spingere il gioco verso una resa complessiva impeccabile e gradevole.</p>
<figure id="attachment_406389" aria-describedby="caption-attachment-406389" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-406389" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-q-1024x511.jpg" alt="Monster Hunter Stories 3" width="1024" height="511" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-q-1024x511.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-q-300x150.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-q-768x383.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-q-1536x767.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-q-2048x1022.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-q-450x225.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-q-780x389.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-q-1600x799.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-406389" class="wp-caption-text">Questa configurazione è probabilmente quella più diffusa nell&#8217;ambito del PC gaming.</figcaption></figure>
<h2 class="p6">Configurazione di paragone: 1440p + DLSS DLAA + Preset Max</h2>
<p>Il discorso è molto simile per quanto riguarda il test in <strong>DLAA</strong>. Con questo preset la stabilità rimane molto valida, seppur con qualche piccoli spike più frequenti. Questo, comunque, non ha avuto un grande impatto a &#8220;occhio&#8221; sull&#8217;esperienza di gioco. Anche spingendo così tanto, infatti, l&#8217;esperienza è risultata sempre e comunque molto fluida.<strong> Con il DLAA</strong> il frame rate è sceso da<strong><span style="color: #ff0000;"> 169</span> a <span style="color: #ff0000;">146</span> di media</strong>, con picchi comunque importanti, abbondantemente sopra i <span style="color: #ff0000;"><strong>150fps.</strong></span> Questo preset, comunque, <strong>riesce a garantire una qualità dell&#8217;immagine a volte nettamente superiore.</strong> Considerando il tipo di gioco, che non richiede, per forza di cose, una velocità di aggiornamento così importante, e considerando anche la poca differenza tra il quality, potrebbe essere la scelta giusta.</p>
<figure id="attachment_406390" aria-describedby="caption-attachment-406390" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-406390" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-dlaa-1024x519.jpg" alt="Monster Hunter Stories 3" width="1024" height="519" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-dlaa-1024x519.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-dlaa-300x152.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-dlaa-768x389.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-dlaa-1536x779.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-dlaa-2048x1038.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-dlaa-450x228.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-dlaa-780x395.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-2k-dlss-dlaa-1600x811.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-406390" class="wp-caption-text">Volendoci spingere un po&#8217; più in là, il risultato finale, in termini di prestazioni, non cambia più di tanto.</figcaption></figure>
<h2 class="p6">Configurazione high-end: 4K + DLSS DLAA + Preset Max</h2>
<p>Considerando la tipologia di titolo,<strong> il 4K è forse la scelta più adatta</strong> per godere di tutta la bellezza del mondo di <strong>Azuria</strong>. Con questa risoluzione, e un <strong>DLSS in modalità DLAA,</strong> la qualità dell&#8217;immagine è veramente impressionante, soprattutto sul piano della densità poligonale e della resa effettiva dei colori. Con questo preset la stabilità rimane più che soddisfacente, con i soliti, sporadici, spike di poco conto. Ovviamente, il frame-rate scende sensibilmente, con un picco massimo di <strong><span style="color: #ff0000;">94.5fps</span> e una media <span style="color: #ff0000;">90.6fps</span>.</strong></p>
<figure id="attachment_406391" aria-describedby="caption-attachment-406391" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-406391" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-4k-max-setting-dlaa-1024x520.jpg" alt="" width="1024" height="520" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-4k-max-setting-dlaa-1024x520.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-4k-max-setting-dlaa-300x152.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-4k-max-setting-dlaa-768x390.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-4k-max-setting-dlaa-1536x780.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-4k-max-setting-dlaa-2048x1040.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-4k-max-setting-dlaa-450x229.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-4k-max-setting-dlaa-780x396.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/mhs-4k-max-setting-dlaa-1600x813.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-406391" class="wp-caption-text">In 4K e su un pannello diverso, la resa complessiva è molto differente.</figcaption></figure>
<h2 class="p6">Configurazione “base”: 1080p + DLSS DLAA + Preset Max</h2>
<p>L&#8217;ultimo test abbiamo deciso di effettuarlo con una risoluzione di riferimento molto cara a una, ancora, discreta fetta dell&#8217;utenza. <strong>Il Full HD,</strong> però, offre una qualità dell&#8217;immagine nettamente inferiore rispetto alle altre. Il test effettuato, anche con DLAA, ha evidenziato tutti i limiti della risoluzione in questione, con un&#8217;immagine molto più &#8220;rumorosa&#8221; e, in generale, una distribuzione degli effetti e dei particellari molto meno impattante. <strong>Per quanto riguarda il frametime, incredibilmente, abbiamo avuto più instabilità,</strong> seppur minima, che nelle altre risoluzioni, ma con un frame rate più alto. Qui, infatti, <span style="color: #ff0000;"><strong>abbiamo superato quota 200fp</strong></span>s, con una media abbondantemente vicina a quella somma (184fps). Considerando quanto fatto in <strong>Quality</strong> ma in<strong> Quad HD</strong>, comunque, crediamo fermamente che questa modalità sia quella da prendere <strong>meno in considerazione</strong> tra tutte.</p>
<figure id="attachment_406392" aria-describedby="caption-attachment-406392" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-406392" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-fhd-dlss-dlaa-1024x523.jpg" alt="" width="1024" height="523" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-fhd-dlss-dlaa-1024x523.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-fhd-dlss-dlaa-300x153.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-fhd-dlss-dlaa-768x392.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-fhd-dlss-dlaa-1536x784.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-fhd-dlss-dlaa-2048x1045.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-fhd-dlss-dlaa-450x230.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-fhd-dlss-dlaa-780x398.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/MHS-fhd-dlss-dlaa-1600x816.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-406392" class="wp-caption-text">In Full HD le prestazioni sono molto solide, ma la qualità generale è molto più modesta.</figcaption></figure>
<hr />
<p><strong>Pur non trattandosi di un prodotto &#8220;pesante&#8221; in termini di carico su CPU e GPU, Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflections ha saputo, comunque, stupirci. La nuova fatica di Capcom, che abbiamo già potuto apprezzare in tutta la sua bellezza videoludica, riesce a ripetersi anche sul fronte tecnico, con ottimi risultati. Il Re Engine, solitamente non proprio a proprio agio con gli open world su PC, si mostra in splendida forma, con un prodotto dalla ottima scalabilità, con prestazioni solidissime e con una gestione del carico, in generale, decisamente interessante. Capcom ha fatto veramente un ottimo lavoro, anche considerando l&#8217;ottima varietà di tech, specialmente lato NVIDIA, che il titolo supporta, a testimonianza sia del grado di maturità raggiunto dall&#8217;azienda nipponica sia dell&#8217;importanza sempre maggiore di questo tipo di esperienza di gioco nell&#8217;ambito del PC gaming.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/405958/monster-hunter-stories-3-twisted-reflection-i-nostri-benchmark-della-versione-pc/">Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflection: i nostri benchmark della versione PC</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Marathon: i nostri benchmark della versione PC del titolo di Bungie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Cardone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benchmark]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Bungie]]></category>
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		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Marathon.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Marathon" /></div>
<div>Marathon è, senza ombra di dubbio, uno dei titoli più chiacchierati del momento. La nuova fatica di Bungie, dopo tante peripezie, è finalmente arrivata sul mercato, attirando su di sé le attenzioni sia del pubblico sia degli addetti ai lavori. Il successo di Marathon sul mercato, del resto, è destinato ad avere un forte impatto, [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/404997/marathon-i-nostri-benchmark-della-versione-pc-del-titolo-di-bungie/">Marathon: i nostri benchmark della versione PC del titolo di Bungie</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Marathon.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Marathon" /></div><div><p>Marathon è, senza ombra di dubbio, uno dei titoli più chiacchierati del momento. La nuova fatica di <strong><a href="https://www.bungie.net/7">Bungie</a></strong>, dopo tante peripezie, è finalmente arrivata sul mercato, attirando su di sé le attenzioni sia del pubblico sia degli addetti ai lavori. Il successo di <strong><a href="https://www.vgmag.it/403409/marathon-provato-primo-approccio-allextraction-shooter-di-bungie/">Marathon</a> </strong>sul mercato, del resto,<strong> è destinato ad avere un forte impatto</strong>, specialmente in un momento delicato come quello attuale. In questa sede, però, non vogliamo soffermarci sul valore produttivo della produzioni, su cui torneremo in un secondo momento<strong>, bensì sul suo aspetto tecnico e funzionale.</strong> Considerando le grandi potenzialità e il grande valore di Bungie in tal senso, le aspettative erano indubbiamente molto elevate e, per tal motivo, <strong>abbiamo deciso di testare in modo approfondito tutto il pacchetto tecnico</strong> con cui il titolo è arrivato sul mercato.</p>
<p>Per poter testare <strong>la potenza della nuova IP di Bungie</strong>, abbiamo usato due configurazioni di prova di fascia medio-alta. In entrambi i casi, comunque, abbiamo potuto appurare la presenza di una grandissima cura per i dettagli e, per quanto l&#8217;interfaccia generale del gioco non è esattamente, il gioco offre una libertà di personalizzazione e una scalabilità generale degli asset molto interessante. Quello che ci ha colpiti è senza dubbio la stabilità generale. Marathon, anche nelle fasi più concitate, non ci ha mai dato problemi <strong>di stuttering e</strong> ha evidenziato un frame-time molto stabile. <strong>Vediamo comunque, nello specifico, come si comporta il gioco</strong> con diversi preset e con le varie configurazioni.</p>
<figure id="attachment_405047" aria-describedby="caption-attachment-405047" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-405047" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/marathon-1024x576.jpg" alt="Marathon" width="1024" height="576" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/marathon-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/marathon-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/marathon-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/marathon-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/marathon-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/marathon-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/marathon-1600x900.jpg 1600w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/marathon.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-405047" class="wp-caption-text">Marathon è senza dubbio uno dei titoli più attesi di questo 2026.</figcaption></figure>
<h2>Marathon: come abbiamo eseguito i test</h2>
<p>Come già detto poc&#8217;anzi, abbiamo effettuato i test con una doppia configurazione. Nel primo caso, ci siamo spinti verso una fascia alta, sfruttando un buon processore (anche se non il migliore sulla piazza) per il gaming, ossia <strong>un AMD Ryzen 9 7900x e una validissima NVIDIA RTX 5070 Ti</strong>, una delle schede più apprezzate <strong>della nuova gen targata NVIDIA,</strong> con prestazioni in restare equiparabili, senza troppi affanni, a una <strong>4080s</strong>, dunque a una scheda di fascia altissima della vecchia generazione di GPU della compagnia guidata da<strong> Jen-Hsun Hwang</strong>.</p>
<p>In questo caso, abbiamo deciso di testare il gioco con tre modalità differenti: <strong>1080p senza upscaler e, soprattutto, in 1400p</strong>, il target, ormai, di maggior riferimento del mercato del PC Gaming, sia con l&#8217;ausilio delle tech di upscaler (nel nostro caso il DLSS) sia in raster. In entrambi i casi, il gioco si è comportato molto bene.</p>
<p>L&#8217;unico neo è un utilizzo della<strong> CPU a volte troppo pesante</strong>, con conseguente impatto sulle prestazioni della <strong>GPU</strong>, che hanno generato un abbassamento della percentuale di utilizzo di quest&#8217;ultima, con cali di prestazione più che altro numeri, ma di bassissimo impatto sull&#8217;esperienza di gioco. Come già detto, infatti, il gioco si è dimostrato sempre in ottima forma e fluido, senza affanni, anche nelle situazioni un po&#8217; più concitata tranne, appunto, per qualche piccolo spike di carico sporadico.</p>
<p>Ecco, di seguito le due configurazioni utilizzate:</p>
<p><strong>Configurazione di prova uno:</strong></p>
<ul>
<li>Scheda Madre: MSI Tomahawk B650-Plus Wifi</li>
<li>Processore:  AMD Ryzen 9 7900x</li>
<li>GPU: NVIDIA RTX 5070 Ti 16gb</li>
<li>RAM: 32gb DDR 5 (5.2mts)</li>
<li>SSD: Nvme Crucial 1TB</li>
<li>Alimentatore: NZXT C850 Gold</li>
<li>Case: Corsair D4000 Frame RGB</li>
<li>Dissipatore: Thermaligh Assassins Peerless 120SE RGB</li>
</ul>
<h2>Marathon: ecco come gira con NVIDIA RTX 5070 Ti + AMD Ryzen 9 7900x a 1080p, preset Massimo &#8211; DLSS Off</h2>
<p>Nel primo test, abbiamo testato il gioco sfruttando la sola potenza &#8220;raster&#8221; della nostra <strong>GPU</strong>, con risultati molto soddisfacenti, anche se non impeccabili. <strong>Con questa impostazione, infatti, ci siamo imbattuti in un frame-time leggermente instabile</strong>, specialmente in alcune sezioni specifiche, principalmente individuabili nelle fasi di caricamento e quando ci sono elementi a schermo più complessi da elaborare.</p>
<p>Nel complesso, comunque, l&#8217;indice di qualità delle performance è sempre molto elevato. Con una configurazione simile, infatti, il gioco riesce a spingere veramente al massimo anche sul lato tecnico, con tutti i vari parametri settati al massimo, che rendono il quadro generale chiaramente più piacevole, senza rinunce.</p>
<p>Con questo preset abbiamo potuto registrare un frame rate altissimo, che ha toccato un picco massimo di <span style="color: #ff0000;"><strong>208fps </strong></span><strong>e una media di</strong><span style="color: #ff0000;"><strong> 168fps.</strong></span></p>
<figure id="attachment_405022" aria-describedby="caption-attachment-405022" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-405022" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-1024x609.png" alt="Maratohn 1400p raster" width="1024" height="609" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-1024x609.png 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-300x178.png 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-768x457.png 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-1536x913.png 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-2048x1218.png 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-450x268.png 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-780x464.png 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-1600x951.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-405022" class="wp-caption-text">Questo test è stato effettuato con una risoluzione di riferimento di 1400p e in &#8220;raster&#8221;, quindi con i vari upscaler disattivati.</figcaption></figure>
<h2>NVIDIA RTX 5070 Ti + AMD Ryzen 9 7900x &#8211; 1440p No Upscaler &#8211; Preset Massimo</h2>
<p>Salendo <strong>a 1440p, il carico di lavoro sulla CPU, per forza di cose, è aumentato, ma forse eccessivamente.</strong> Per quanto le prestazioni si sono rivelate sempre molto soddisfacenti, il carico di lavoro, in alcuni momenti, è risultato parecchio elevato e soprattutto localizzato a determinati core e a una &#8220;zona&#8221; precisa della CPU. Questo, chiaramente, ha avuto un impatto diretto sull&#8217;utilizzo della GPU. Pur potendo contare su un ottima scheda madre, capace di gestire al meglio anche il calore,<strong> con dei VRM solidissimi in tre fasi 12+2+1</strong>, il carico instabile ha comunque limitato le prestazioni di una GPU di fascia comunque alta, con una potenza di calcolo elevata.</p>
<p>Ciò è reso possibile sia grazie all&#8217;elevato numero di<strong> CUDA Cores sia alla velocità del bus,</strong> che grazie alla Tomahawk riesce a sfruttare appieno tutta la banda portata in dote con le nuove interfacce <strong>PCI Express 5.0</strong>. La combinazione di <strong>GPU e CPU</strong> ha saputo in ogni caso tenere perfettamente a bada la situazione, e siamo convinti che il titolo sia molto &#8220;disponibile&#8221; anche su configurazioni più modeste, ma è chiaro che si tratta di un prodotto molto &#8220;affamato&#8221; di CPU e, dunque, è sicuramente una cosa da tenere a mente in caso in cui si è interessati a provare Marathon su PC.</p>
<p>In ogni caso, nella sua versione più &#8220;pulita&#8221;, il titolo offre un colpo d&#8217;occhio interessante.<strong> Pur senza l&#8217;ausilio delle più moderne tecnologie di illuminazione, come il Path tracing, il risultato finale è molto soddisfacente.</strong> L&#8217;illuminazione è molto armonica, la gestione dei particellari è di ottimo livello e, in generale, il colpo d&#8217;occhio offerto dagli scenari, anche grazie a una sapiente gestione della draw distance è veramente molto importante. In definitiva, l&#8217;esperienza di gioco, dal punto di vista tecnico ed estetico è molto piacevole, soprattutto, ovviamente, sfruttando tutte le potenzialità della nostra configurazione. Senza upscaler abbiamo registrato una media di <strong><span style="color: #ff0000;">101fps</span></strong>, con un picco massimo di <span style="color: #ff0000;"><strong>126fps</strong></span>.</p>
<figure id="attachment_405049" aria-describedby="caption-attachment-405049" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-405049" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-1-1024x609.png" alt="" width="1024" height="609" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-1-1024x609.png 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-1-300x178.png 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-1-768x457.png 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-1-1536x913.png 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-1-2048x1218.png 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-1-450x268.png 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-1-780x464.png 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-no-upascaler-1-1600x951.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-405049" class="wp-caption-text">In 1400p, senza upscaler, la situazione cambia parecchio, specialmente in termini di prestazioni, che rimangono sempre solidissime, con un carico sulla CPU, però, molto maggiore.</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h2>NVIDIA  RTX 5070 Ti + AMD Ryzen 9 7900x, 1440p + DLSS Quality &#8211; Preset Massimo</h2>
<p><strong>Con l&#8217;ausilio del DLSS, arrivato ormai alla versione 4.5 (da attivare via NVIDIA App)</strong>, le prestazioni, manco a dirlo, risultano nettamente più fluide. Il carico sulla CPU rimane elevato, certo, però è decisamente più gestibile, cosa che, chiaramente, si avverte anche sull&#8217;esperienza di gioco. Durante i nostri test abbiamo deciso di testare i modelli di upscaler più consoni alla nostra configurazione, ossia Equilibrato e Qualità.</p>
<p>Nel primo paso, l&#8217;aumento delle prestazioni è stato soddisfacente, senza rinunce evidenti dal punto di vista tecnico e grafico. L&#8217;upscaler, che ormai lavora veramente benissimo, non ha filtrato più di tanto la qualità dell&#8217;immagine.<strong> Grazie al modello Transformer, ormai, la differenza tra il no upscaler e il modello bilanciato, ma a volte anche prestazioni, è diventato impercettibile</strong>, cosa che abbiamo potuto appurare anche con Marathon.</p>
<p>Questa opzione, però, ha sicuramente evidenziato un pizzichino di latenza in più. <strong>Pur attivando Reflix, utilizzando l&#8217;upscaler la latenza massima è aumentata</strong>, seppur in maniera quasi impercettibile, andando ad alzare di pochissimo anche la soglia dello Stuttering percepito e della percentuale di 0,1% Low FPS, che passa dal 52.1 al 67.7.</p>
<p>Siamo, chiaramente, comunque in un range più che accettabile e, come abbiamo già ribadito, assolutamente impercettibile o quasi in game, se non per alcuni episodi specifici, ma è comunque doveroso sottolineare come il tutto viene applicato, anche in termini di impatto sugli shader e sulla densità poligonale in generale. Con l&#8217;upscaler attivo abbiamo raggiunto un picco massimo di <span style="color: #ff0000;"><strong>223.5fps</strong></span>, con una media di<span style="color: #ff0000;"><strong> 210fps.</strong></span></p>
<figure id="attachment_405053" aria-describedby="caption-attachment-405053" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-405053" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-Upscaler-1024x602.png" alt="" width="1024" height="602" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-Upscaler-1024x602.png 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-Upscaler-300x176.png 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-Upscaler-768x451.png 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-Upscaler-1536x902.png 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-Upscaler-2048x1203.png 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-Upscaler-450x264.png 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-Upscaler-780x458.png 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-1400p-Upscaler-1600x940.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-405053" class="wp-caption-text">Con l&#8217;ausilio del DLSS, la situazione cambia parecchio in termini prestazioni. La fluidità è sicuramente maggiore, a discapito di una perdita di dettaglio molto marginale.</figcaption></figure>
<p><strong>Configurazione di prova due:</strong></p>
<ul>
<li>Scheda Madre: B660 DS3H</li>
<li>Processore: Intel i5 13600k</li>
<li>GPU: NVIDIA RTX 4070</li>
<li>Ram: 32gb DDr4 (3.2mt/s)</li>
</ul>
<h2><strong>NVIDIA RTX 4070 + </strong><strong>Intel Core I5-13600K</strong> , 1440p &#8211; Preset Massimo &#8211; DLSS Off</h2>
<p>Anche con una configurazione di prova leggermente meno prestante, il risultato finale rimane comunque solidissimo. Marathon rimane un gioco tecnicamente interessante e che funziona molto bene un po&#8217; ovunque, anche grazie a un ottimo percorso in termini di ottimizzazione. Anche stavolta, <strong>Bungie si è dimostrata una compagnia abilissima nello sviluppo dei software e</strong> saremmo anche curiosi di testare la versione console del gioco.</p>
<p>Nel nostro test <strong>con gli upscaler disattivati, infatti, la media degli FPS rimane molto valid</strong>a, anche considerando la pulizia generale degli asset e la densità poligonale. Con questo preset il<strong> frame-rate medio è solidissimo</strong>, con un ottimo <span style="color: #ff0000;"><strong>87.8 fps</strong></span> di media.</p>
<p>Anche se con qualche anno sulle spalle<strong>, la 4070 si conferma un&#8217;ottima GPU,</strong> capace di garantire un frame-rate stabile, <strong>con una buonissima quota di 1%Low 0,1%</strong> che testimoniano la buonissima gestione del carico, in generale, anche in modalità nativa.</p>
<figure id="attachment_405237" aria-describedby="caption-attachment-405237" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-405237" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-quality-1024x614.jpeg" alt="" width="1024" height="614" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-quality-1024x614.jpeg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-quality-300x180.jpeg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-quality-768x460.jpeg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-quality-1536x921.jpeg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-quality-450x270.jpeg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-quality-780x468.jpeg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-quality.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-405237" class="wp-caption-text">Con l&#8217;ausilio del DLSS, con il nuovo modello Transformer, si può fare veramente un gran bel passo avanti.</figcaption></figure>
<h2><strong>NVIDIA RTX 4070 + </strong><strong>Intel Core I5-13600K</strong> , 1440p &#8211; Preset Massimo &#8211; DLSS Quality</h2>
<p>Grazie alla potenza e alla precisione sempre più elevata del <strong>DLSS, con il preset Quality, la differenza, sia in termini di prestazioni sia in termini di fruizione, rimane molto simile.</strong> Con questo preset, infatti, le prestazioni sono più fluide e stabili, ma rimangono comunque fortemente in linea.</p>
<p>Questo, chiaramente, sottolinea sia quanto detto in precedenza, relative al carico sulla CPU, ma anche alla bravura nel creare un prodotto fortemente scalabile. <strong>Bungie</strong> ha saputo spingere molto bene in tal direzione e siamo curiosi di sapere come anche le tech e gli <strong>upscaler di AMD impattano</strong> sull&#8217;esperienza di gioco, ma questo è un altro paio di maniche.</p>
<p>Con questa impostazione, comunque, il gioco si è mostrato sempre molto solido, con un frame-rate stabile <strong>oltre i <span style="color: #ff0000;">90fps</span> di media</strong>, con una stabilità generale sempre molto solida.</p>
<figure id="attachment_405236" aria-describedby="caption-attachment-405236" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-405236" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-nativo-1024x614.jpeg" alt="" width="1024" height="614" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-nativo-1024x614.jpeg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-nativo-300x180.jpeg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-nativo-768x460.jpeg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-nativo-1536x921.jpeg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-nativo-450x270.jpeg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-nativo-780x468.jpeg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-nativo.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-405236" class="wp-caption-text">Con la seconda configurazione di prova, il risultato rimane comunque più che soddisfacente</figcaption></figure>
<h2><strong>NVIDIA RTX 4070 + </strong><strong>Intel Core I5-13600K</strong> , 1440p &#8211; Preset Massimo &#8211; DLSS DLAA</h2>
<p>Anche con il <strong>DLAA</strong>, quindi con il DLSS limitato al solo anti-aliasing e alle cose più  &#8220;minuziose&#8221; la fruizione generale rimane di alto livello. Marathon è un titolo valido sul piano tecnico e, al netto del suo impatto <strong>pesante in termini di CPU usage,</strong> rimane godibilissimo. Un po&#8217; per tutti.</p>
<p>Ovviamente, è chiaro che con una buona CPU il risultato finale è più convincente, ma nel complesso, stando ai nostri dati, siamo convinti che il lavoro di ottimizzazione fatto da Bungie rimane di alto livello. Anche in questo caso,<strong> infatti, il frame-rate si è mostrato molto solido</strong>, con una buona stabilità e con un target di riferimento abbondantemente  sopra i <strong><span style="color: #ff0000;">60fps</span></strong> (<span style="color: #ff0000;"><strong>90</strong></span> circa di media).</p>
<figure id="attachment_405238" aria-describedby="caption-attachment-405238" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-405238 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-DLAA-1024x614.jpeg" alt="Marathon" width="1024" height="614" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-DLAA-1024x614.jpeg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-DLAA-300x180.jpeg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-DLAA-768x460.jpeg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-DLAA-1536x921.jpeg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-DLAA-450x270.jpeg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-DLAA-780x468.jpeg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/Marathon-Mattia-1440p-DLSS-DLAA.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-405238" class="wp-caption-text">Anche con il DLAA, quindi con l&#8217;upscaler praticamente nativo, il risultano rimane di ottimo livello</figcaption></figure>
<hr />
<p><strong>In definitiva, Marathon si è dimostrato un titolo solidissimo dal punto di vista delle prestazioni e molto &#8220;aperto&#8221;. Bungie è riuscita a mettere su un prodotto con un comparto tecnico di buon livello, con un&#8217;ottima scalabilità, che permette di far girare il gioco bene anche con configurazioni meno aggiornate. Chiaramente, con un hardware avanzato la questione è diversa ma, mediamente, abbiamo potuto appurare una buonissima qualità e attenzione in generale.  Peccato soltanto per la CPU usage: a volte, ci è sembrata veramente troppo elevata e, soprattutto, immotivata, considerando l&#8217;assenza delle tech più avanzate e un motore grafico non esattamente noto per essere così &#8220;avaro&#8221; in termini di CPU. </strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/404997/marathon-i-nostri-benchmark-della-versione-pc-del-titolo-di-bungie/">Marathon: i nostri benchmark della versione PC del titolo di Bungie</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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