<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alessandro Adinolfi, Autore presso Vgmag.it</title>
	<atom:link href="https://www.vgmag.it/author/alessandro-adinolfi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.vgmag.it/author/alessandro-adinolfi/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Jun 2026 07:28:18 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/02/cropped-cropped-logo-VGMAG-bianco-1-32x32.png</url>
	<title>Alessandro Adinolfi, Autore presso Vgmag.it</title>
	<link>https://www.vgmag.it/author/alessandro-adinolfi/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>007 First Light Recensione: No Time To Die</title>
		<link>https://www.vgmag.it/421037/007-first-light-recensione-no-time-to-die/</link>
					<comments>https://www.vgmag.it/421037/007-first-light-recensione-no-time-to-die/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Adinolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 08:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox]]></category>
		<category><![CDATA[007]]></category>
		<category><![CDATA[007 First Light]]></category>
		<category><![CDATA[IO Interactive]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vgmag.it/?p=421037</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/ss_7683959b09f7863c5eb23bfdbcf039269765b5d6.1920x1080.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="" /></div>
<div>Quante storie si possono raccontare intorno a un personaggio, prima di diventare noiosi e ripetitivi? Difficile dirlo, soprattutto quando il personaggio si chiama James Bond ed esiste da oltre settant&#8217;anni. La domanda se la saranno sicuramente posta anche IO Interactive, team di sviluppo famoso per aver dato i natali alla serie Hitman, prima di proporre [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/421037/007-first-light-recensione-no-time-to-die/">007 First Light Recensione: No Time To Die</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/ss_7683959b09f7863c5eb23bfdbcf039269765b5d6.1920x1080.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="" /></div><div><p><strong>Quante storie</strong> si possono raccontare intorno a un personaggio, prima di diventare noiosi e ripetitivi? Difficile dirlo, soprattutto quando il personaggio si chiama James Bond ed esiste da oltre settant&#8217;anni. La domanda se la saranno sicuramente posta anche<strong> IO Interactive, team di sviluppo famoso per aver dato i natali alla serie Hitman</strong>, prima di proporre ad Amazon proprio un gioco incentrato sul doppio 0 dello scrittore Ian Fleming. Fortunatamente, però, la software house danese è riuscita a non farsi intrappolare dei dubbi e così, dopo oltre sei anni di sviluppo, abbiamo tra le mani <a href="https://www.vgmag.it/420325/007-first-light-lo-sviluppo-e-costato-140-milioni-di-dollari/">007 First Light</a>, un action-adventure che ci fa vivere<strong> un punto di vista totalmente inedito sulle origini del personaggio dello scrittore britannico</strong>.</p>
<p>Dobbiamo ammetterlo: il rischio di trovarci davanti a un fallimento su tutta linea non era così basso. Impersonare una spia come James Bond <strong>poteva anche tradursi in una sorta di reskin di Hitman</strong>, con una sceneggiatura un po&#8217; piatta. E in campo videoludico, poi, i giocatori sono abituati ad avere grandi delusioni con gli adattamenti del franchise, considerando anche i vari tie in legati alle pellicole arrivate al cinema dopo gli anni &#8216;2000 e non di una qualità sicuramente eccelsa. Possiamo però premetterlo fin da subito:<strong> 007 First Light è in realtà un ottimo videogioco</strong>, che nasconde un cuore profondo e permette di essere godibile da tutti, sia dai fan di vecchia data del personaggio, sia chi invece cerca un videogioco strettamente narrativo, con una storia molto cinematografica e ricca di sbocchi, con personaggi fedeli alla base originali.</p>
<figure id="attachment_421039" aria-describedby="caption-attachment-421039" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-421039 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530092652_1.jpg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530092652_1.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530092652_1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530092652_1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530092652_1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530092652_1-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530092652_1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530092652_1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530092652_1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530092652_1-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-421039" class="wp-caption-text">La situazione comincia a scaldarsi</figcaption></figure>
<h2>Il mio nome è Bond</h2>
<p>007 First Light parte con una premessa ingombrante: provare a riscrivere l&#8217;intera storia di <strong>James Bond da un punto di vista inedito</strong>, pur mantenendo determinati aspetti fedeli alla saga inventata da Ian Fleming. La nostra storia comincia così in Islanda, dove un giovane Bond si ritrova alla deriva mentre impegnato in un&#8217;operazione della marina militare britannica. Un razzo fa precipitare l&#8217;aereo e il protagonista rimane l&#8217;unico sopravvissuto. <strong>Il luogo dello schianto però è un teatro di un&#8217;operazione dell&#8217;MI6, i servizi segreti della Corona Britannica. Per sopravvivere, Bond è dunque costretto a seguire le indicazioni del Secret Service e pur disattendendo alcuni ordini, riesce a salvarsi</strong>. Ricontattato un mese dopo l&#8217;operazione, M (capo dei servizi segreti) chiede a Bond di unirsi a un programma di addestramento intensivo, ideato per rivitalizzare il programma Doppio Zero, insieme ad altri sei candidati.</p>
<p><strong>La storia di 007 First Light</strong> è però ben più complessa di così. Dietro un inizio forse un po&#8217; troppo cinematografico, si nasconde in realtà una trama decisamente ben più fatta di così, fatta di cospirazioni e doppi giochi. Tutto ciò ci porterà a esplorare il mondo intero: dall&#8217;Europa meridionale fino alle vaste lande del Sarah, passando per i climi tropicali dell&#8217;Asia, il gioco di IO Interactive ci permette di immergerci a pieno titolo all&#8217;interno del clima thriller e cospirazionista che rendono il personaggio di James Bond così affascinante ancora oggi.<strong> I colpi di scena non mancano sicuramente e sarebbe un torto enorme svelarvi alcuni dettagli. Sappiate solo che intorno a metà gioco i plot twist abbondando e riescono a conferire una scarica di adrenalina importante</strong>. La sceneggiatura, infatti, sembra non tradire le aspettative e più che davanti a un videogioco ci troviamo un tentativo ben riuscito di provare a rendere accattivante la storia di James Bond anche al pubblico più giovane.</p>
<figure id="attachment_421041" aria-describedby="caption-attachment-421041" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-421041" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530091108_1.jpg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530091108_1.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530091108_1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530091108_1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530091108_1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530091108_1-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530091108_1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530091108_1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530091108_1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260530091108_1-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-421041" class="wp-caption-text">Una classica missione sotto copertura</figcaption></figure>
<h2>Tra Uncharted e Hitman</h2>
<p>La storia non è però la parte più interessante di 007 First Light. IO Interactive è infatti riuscita nell&#8217;impresa impossibile di rendere un gioco appetibile per tutti, senza rischiare di cadere nel banale. <strong>Il gameplay della nuova avventura di James Bond</strong> è infatti un vero e proprio richiamo a Hitman e al suo stealth, ma con un occhio di riguardo verso le avventure come il franchise di Uncharted. Si tratta di un mix decisamente complesso. Nei panni di James Bond, infatti, abbiamo totale libertà di azione. <strong>Per ogni missione ci viene dato un breve briefing e le possibilità di avanzare sono diverse</strong>. Durante una delle prime incursioni, per esempio, sarà necessario infiltrarci in un hotel in Slovacchia per indagare su un misterioso fattorino. Le opzioni sul tavolo? Tantissime: dalla semplice infiltrazione eludendo la sicurezza fino all&#8217;impossessarsi di un tesserino per riuscire a varcare la security senza troppe domande. Questo modus operandi è praticamente disponibile per tutte le missioni, a eccezion fatta per le sezioni su binari, comunque rare e poche. Per quanto riguarda l&#8217;esplorazione, 007 First Light non è un gioco open world: i livelli sono chiusi e ricalcano proprio quello stile visto <strong>in Uncharted, The Last of Us e tutte le produzioni più classiche</strong>. Abbondano le sezioni platform, dove Bond è chiamato a scalare, arrampicarsi e penzolare dalle sporgenze per raggiungere determinati luoghi. Certo, l&#8217;interazione ambientale rimane limitata (Bond non può spostare oggetti, per esempio), ma le sezioni rimangono perfettamente godibili.</p>
<p>Oltre all&#8217;esplorazione, gran parte del divertimento <strong>nel gioco rimane l&#8217;agire in stealth</strong>. Per poter muoversi liberamente all&#8217;interno degli spazi, sarà infatti necessario mettere KO i nemici oppure distrarli. In questi casi abbiamo a disposizione un vasto ventaglio di opzioni: si va dall&#8217;utilizzo dei gadget da spia (ci arriveremo tra poco), <strong>fino all&#8217;interazione con oggetti esterni che possono essere una fonte di distrazione</strong>. Per quanto riguarda le armi, invece, non ci verrà data possibilità di uccidere nessuno, almeno fino a quando non saranno gli stessi nemici ad attaccarci in maniera letale. Non si tratta di un limite, tutt&#8217;altro: questa scelta di design è legata alla Licenza di Uccidere. Solo in caso di pericolo di vita, gli agenti Doppio 0 possono effettivamente sparare a loro volta. Qui emerge tutta l&#8217;abilità di IO Interactive nel miscelare sapientemente i trascorsi sulla serie di Hitman e adattarli in maniera quasi perfetta a una licenza completamente differente.</p>
<figure id="attachment_421042" aria-describedby="caption-attachment-421042" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-421042" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260528211543_1.jpg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260528211543_1.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260528211543_1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260528211543_1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260528211543_1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260528211543_1-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260528211543_1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260528211543_1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260528211543_1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260528211543_1-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-421042" class="wp-caption-text">Il Q Watch sarà essenziale per le nostre missioni</figcaption></figure>
<h2>007 First Light accontenta davvero tutti</h2>
<p>Se è vero che la parte centrale delle missioni rimane lo stealth, con diverse possibilità per passare incolumi i livelli di gioco pieni di nemici, è anche vero però che IO Interactive non ha messo <strong>nessun limite a come affrontare le varie sezioni</strong>. In totale autonomia sarà possibile scegliere come superare determinate soluzioni, complice anche un ottimo combat system, che trasforma ogni azione in un violento combattimento.<strong> Bond può parare, contrattaccare, schivare e caricare i nemici, oltre che utilizzare le superfici per riuscire a passare indenne determinate situazioni pericolose</strong>. Certo, passare inosservati è sempre la soluzione migliore, soprattutto in livelli dove i nemici sono molti, ma eliminazioni silenziose e qualche piccola scazzottata possono fare al caso nostro. Il rischio di prenderci la mano è alto, dovuto anche dal fatto che i nemici nella stanza a fianco non udiranno mai i nostri colpi, ma è una precisa scelta di design, probabilmente figlia anche della scelta di allargare il gioco a un pubblico più ampio rispetto ai giocatori più navigati. Promosso anche il comparto shooting, decisamente elettrizzante e adrenalinico, soprattutto prendendo in considerazione la scarsa quantità di munizioni. <strong>Ogni colpo conta e se è vero che Bond potrà raccogliere da terra le armi dei nemici, anche esse non avranno troppi proiettili da sparare</strong>.</p>
<p>Ad accompagnare James Bond ci sarà quell&#8217;orologio di cui abbiamo accennato poco sopra. Il Q Watch è in realtà la replica del <a href="https://www.omegawatches.com/it-it/watches/seamaster/diver-300-m/007-first-light/product"><strong>Seamaster Diver 300M</strong> </a>di Omega. In 007 First Light l&#8217;orologio di Omega è equipaggiabile con diversi gadget, che consumano due tipi di risorse: batterie e componenti chimici, entrambe ricaricabili raccogliendo elementi in giro per i vari scenari.<strong> Oltre all&#8217;orologio, saranno disponibili anche ulteriori gadget, come per esempio reflex che emanano grandi fasci di luce per stordire i nemici, esplosivi non letali e così via</strong>. La pianificazione è però tutto: nel corso dell&#8217;avventura il numero di slot sarà limitato (prima solamente 3, poi si sbloccherà anche il quarto), rendendo dunque necessario leggere attentamente il briefing e ricorrendo a una precisa strategia per affrontare i vari livelli che troveremo nel mondo di gioco.</p>
<p>A questo punto il gioco potrebbe sembrare abbastanza complesso, soprattutto considerando le tante cose da tenere a mente e le diverse opzioni da scoprire. <strong>In realtà 007 First Light</strong> vi permette di scegliere anche un livello di difficoltà dedicato esclusivamente alla Storia, che renderà l&#8217;avventura decisamente più semplice (non limitando i gadget e le abilità, per esempio). Il nostro consiglio è però quello di<strong> affrontare tutte le 20 ore necessarie per completare il gioco a un livello di difficoltà normale</strong>. Il titolo è infatti progettato per essere godibile in ogni situazione e non pone mai il giocatore in situazioni di game over frustranti, tutt&#8217;altro. L&#8217;importante è leggere attentamente l&#8217;ambiente circostante, riuscire a capire i meccanismi dietro ogni elemento di design e comprendere perfettamente le sue regole.</p>
<figure id="attachment_421043" aria-describedby="caption-attachment-421043" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-421043" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260531202452_1.jpg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260531202452_1.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260531202452_1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260531202452_1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260531202452_1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260531202452_1-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260531202452_1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260531202452_1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260531202452_1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/20260531202452_1-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-421043" class="wp-caption-text">Spesso le missioni saranno affrontate in compagnia di partner o mentori</figcaption></figure>
<h2>Tra grandi meriti e piccole sbavature</h2>
<p>Nei panni di James Bond ci siamo divertiti e non poteva essere altrimenti. <strong>Tutto l&#8217;impianto di gioco creato da IO Interactive</strong> funziona e ne siamo davvero felici. Quello che abbiamo tra le mani è sicuramente uno dei migliori giochi mai visti basati sull&#8217;opera letteraria britannica, ma in alcuni punti 007 First Light sembra quasi voler cadere vittima delle sue stesse ambizioni. Non ci troviamo davanti a difetti che minano il divertimento o la qualità del gioco, tutt&#8217;altro, ma più davanti a piccole accortezze che forse andrebbero riviste in caso il team danese decidesse di riprovarci in un futuro un po&#8217; più distante. Uno dei più grossi problemi riguarda il mission design. In alcune particolari sezioni, <strong>il gioco sembra intrappolarci all&#8217;interno dell&#8217;ambiente, obbligandoci a girovagare inutilmente per lunghi corridoi per una soluzione che apparentemente si trova davanti al nostro naso</strong>, ma che viene nascosta da piccoli dettagli messi sullo sfondo a cui non viene dato troppo peso. Fortunatamente situazioni di questo genere si verificano sporadicamente, ma risultano comunque un po&#8217; difficili da gestire, specialmente quando abbiamo già affrontato un paio di scenari particolarmente impegnativi e ostici.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/421037/007-first-light-recensione-no-time-to-die/ss_828b106be4010c1b80170cad792aaa6f1417a101-1920x1080/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/ss_828b106be4010c1b80170cad792aaa6f1417a101.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/421037/007-first-light-recensione-no-time-to-die/ss_1550126dc773dde15731f670725e6880e0abf5ea-1920x1080/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/ss_1550126dc773dde15731f670725e6880e0abf5ea.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/421037/007-first-light-recensione-no-time-to-die/ss_ad4dfe02d7c437ba916114d8b1626dec348a6ca1-1920x1080/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/ss_ad4dfe02d7c437ba916114d8b1626dec348a6ca1.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/421037/007-first-light-recensione-no-time-to-die/ss_4c81e0e09db3feb0ccf680418a1b766989c8173a-1920x1080/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/ss_4c81e0e09db3feb0ccf680418a1b766989c8173a.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/421037/007-first-light-recensione-no-time-to-die/ss_2e3f04c42cca344dd3ca0be30c5078719bce23ed-1920x1080/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/ss_2e3f04c42cca344dd3ca0be30c5078719bce23ed.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/421037/007-first-light-recensione-no-time-to-die/ss_6ad4e419c1eb043e3a12b9cc37166cdf204725c1-1920x1080/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/ss_6ad4e419c1eb043e3a12b9cc37166cdf204725c1.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>

<p>Sul piano tecnico non c&#8217;è nulla di particolare da segnalare. Gli scenari sono bellissimi, realistici e coerenti con le ambientazioni. <strong>Le performance pagano il conto però su PC</strong>, dove la presenza di Denuvo rischia di mettere a dura prova le configurazioni più datate. L&#8217;implementazione degli scaler rappresentano un vantaggio, ma il DRM impatta particolarmente sui processori di vecchia generazione. Giocando in Full HD siamo riusciti a mantenere un buon frame rate senza intaccare troppo la qualità visiva, ma è chiaro che la presenza del software anti pirateria abbia giocato un ruolo decisivo nella scelta di risoluzione e settaggi. Ottime le musiche e le colonne sonore, così come la pulizia generale: non abbiamo praticamente riscontrato nessun bug. Poco chiari, invece, alcuni suggerimento e la mappatura dei tasti predefinita, <strong>che si discosta molto dai classici action-adventure in terza persona che siamo abituati a giocare e che richiede uno sforzo maggiore</strong>.</p>
<p>Una piccola menzione, infine, alla sceneggiatura: 007 First Light è un buon thriller e potrebbe anche essere una buona pellicola per il cinema. Se l&#8217;intero impianto narrativo regge dall&#8217;inizio alla fine, però, la stessa cosa non si può dire per i <strong>dialoghi in game</strong> tra i protagonisti dei vari livelli, che spesso cadono in qualche piccola banalità. Nulla di grave, ovviamente: <strong>il focus resta sicuramente il gameplay</strong>, ma un po&#8217; di attenzione in più non avrebbe fatto male all&#8217;intera avventura e più in generale all&#8217;esperienza.</p>
<p><iframe title="007 First Light: Gameplay Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/nTUoIyTMw0Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>Con 007 First Light, IO Interactive ci regala un bel videogioco. Un inno d&#8217;amore alla saga di James Bond, arricchito da un gameplay quasi perfetto e una sceneggiatura decisamente al top, con risvolti thriller e colpi di scena incredibili. Un piccolo regalo sia ai fan del franchise che ai nuovi giocatori, che grazie al team di sviluppo potranno scoprire un personaggio storico della cultura POP. M vi sta chiamando: il nostro consiglio è quello di rispondere al telefono, perché la prossima missione potrebbe cambiare la vostra estate.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/421037/007-first-light-recensione-no-time-to-die/">007 First Light Recensione: No Time To Die</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vgmag.it/421037/007-first-light-recensione-no-time-to-die/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<enclosure url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/ss_7683959b09f7863c5eb23bfdbcf039269765b5d6.1920x1080.jpg" length="335980" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/ss_7683959b09f7863c5eb23bfdbcf039269765b5d6.1920x1080.jpg" width="1920" height="1080" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>Vgmag.it</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/06/ss_7683959b09f7863c5eb23bfdbcf039269765b5d6.1920x1080.jpg" width="1920" height="1080" />
	</item>
		<item>
		<title>Darwin&#8217;s Paradox Recensione: il polpo non è buono solo alla griglia!</title>
		<link>https://www.vgmag.it/408689/darwins-paradox-recensione-il-polpo-non-e-buono-solo-alla-griglia/</link>
					<comments>https://www.vgmag.it/408689/darwins-paradox-recensione-il-polpo-non-e-buono-solo-alla-griglia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Adinolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 07:16:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox]]></category>
		<category><![CDATA[Darwin’s Paradox]]></category>
		<category><![CDATA[Konami]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[ZDT Studio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vgmag.it/?p=408689</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/14a3cd90-220e-40ad-8801-a751f835f634-scaled.png" width="2560" height="1440" title="" alt="Darwin's paradox" /></div>
<div>Fin dall&#8217;alba dei videogiochi, in tantissimi sviluppatori hanno fatto vestire a noi videogiocatori i panni di un protagonista diverso. E nel caso degli animali, beh, neanche questo fa eccezione. In tempi moderni abbiamo avuto Stray, mentre in epoca PS2 e Xbox c&#8217;era Dog&#8217;s Life (ovvero Vita da Cani). Non è dunque inusuale che qualche studio [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/408689/darwins-paradox-recensione-il-polpo-non-e-buono-solo-alla-griglia/">Darwin&#8217;s Paradox Recensione: il polpo non è buono solo alla griglia!</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/14a3cd90-220e-40ad-8801-a751f835f634-scaled.png" width="2560" height="1440" title="" alt="Darwin's paradox" /></div><div><p>Fin dall&#8217;alba dei videogiochi, in tantissimi sviluppatori hanno fatto vestire a noi videogiocatori i panni di un protagonista diverso. E nel caso degli animali, beh, neanche questo fa eccezione. In tempi moderni <a href="https://www.vgmag.it/322463/stray-disponibile-ora-su-nintendo-switch-in-formato-fisico-e-digitale/" target="_blank" rel="noopener">abbiamo avuto Stray</a>, mentre in epoca PS2 e Xbox c&#8217;era Dog&#8217;s Life (ovvero Vita da Cani). Non è dunque inusuale che qualche studio di sviluppo decida di farci interpretare il ruolo di qualche altra forma di vita terrestre. Più raro, invece, che qualcuno decida di farci vivere un&#8217;esperienza di gioco nei <strong>panni di un&#8230; polpo</strong>. Eppure è successo, perché in <strong>Darwin&#8217;s Paradox</strong> (e mai titolo fu più azzeccato) siamo proprio chiamati a prendere il controllo di uno sfortunato polipo che si ritrova, suo malgrado, a essere strappato dalle grinfie della propria amata per finire in una lattina di cibo prodotta da una strana corporazione che forse nasconde qualche piccolo segreto. No, non stiamo scherzando: è davvero questo l&#8217;incipt che apre le porte al <a href="https://store.steampowered.com/app/2989180/Darwins_Paradox/?l=italian" target="_blank" rel="noopener">nuovo platform</a> disponibile <strong>a partire dal 2 aprile su PC, Nintendo Switch, Xbox Series S, Xbox Series X e PlayStation 5</strong>.</p>
<p>Al timone di questa folle avventura troviamo un neonato studio di sviluppo, ovvero ZDT Studio, <strong>con base a Parigi</strong>. Non si tratta però di un team di sviluppatori alla loro prima esperienza, tutt&#8217;altro. ZDT nasce infatti dall&#8217;iniziativa di alcuni veterani del mondo dei videogiochi, tra cui Romuald Capro (former director di Arkane Lion) e Cédric Lagarrigue, ex presidente e fondatore di Focus Home Interactive. Al timone della pubblicazione troviamo invece Konami, che dopo anni di ibernazione nel mondo dei videogiochi e <strong>con l&#8217;ottimo rilancio del brand di Silent Hill</strong>, ha deciso di tuffarsi (letteralmente) in questa nuova avventura. <strong>E lo fa, come abbiamo detto in apertura, proprio con un gioco molto, molto particolare. Scopriamolo in questa nuova recensione</strong>.</p>
<figure id="attachment_408690" aria-describedby="caption-attachment-408690" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-408690 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260327220113_1.jpg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260327220113_1.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260327220113_1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260327220113_1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260327220113_1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260327220113_1-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260327220113_1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260327220113_1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260327220113_1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260327220113_1-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-408690" class="wp-caption-text">Una grande avventura per un piccolo polpo</figcaption></figure>
<h2>Darwin&#8217;s Paradox: a metà tra platform e stealth</h2>
<p>Come abbiamo detto poco sopra, l&#8217;incipt di Darwin&#8217;s Paradox è probabilmente uno dei più banali e scontati in assoluto. Il nostro polipo viene <strong>improvvisamente rapito</strong> mentre è a spacco per il mare con la sua compagna. A strapparlo via dal suo amore di una vita è la UFOOD, una nota azienda che produce cibo in scatola, torte e zuppe e che ha appena aperto uno stabilimento in città. Da qui in avanti, il protagonista dovrà riuscire a tornare nell&#8217;oceano, ma si ritroverà invischiato in quella che è probabilmente una faccenda molto più grande, perché la UFOOD non è proprio quello che sembra che sia. La trama, per quanto semplice, funziona. <strong>E questo grazie al grande lavoro di ZDT Studio, che ha preso un concept quanto semplice ma geniale e che apre tantissime possibilità per il genere di riferimento, ovvero il platforming a scorrimento verticale</strong>.</p>
<p>In Darwin&#8217;s Paradox, il nostro protagonista è praticamente in grado di fare qualsiasi cosa. Gli sviluppatori hanno optato per un ambiente in 3D quasi interamente esplorabile, con superfici che si possono scalare (grazie alle ventose) ed esplorare in lungo e in largo. Interi scenari nascondo poi più vie di fuga e shortcut da aprire, favorendo dunque l&#8217;esplorazione che avviene sia in ambienti marini (come le profondità dell&#8217;abisso) e industriali, appunto il grande complesso della UFOOD. Il polpo può inoltre sparare il suo inchiostro per farsi spazio ed evitare di essere incrociato, mandare in tilt sistemi di sicurezza e spostare oggetti che aiutano nella risoluzione dei <strong>tantissimi puzzle sparsi</strong> per le varie aree di gioco. Se l&#8217;aspetto estetico, che ricorda quello dell&#8217;animazione 3D televisiva destinata ai bambini può trarre in inganno,<strong> Darwin&#8217;s Paradox è in realtà un gioco molto intelligente, che richiede grande attenzione a ogni dettaglio</strong>: non solo per il proseguimento dell&#8217;area e per la risoluzione dei puzzle, ma anche per la scoperta dei collezionabili (circa una ventina, sotto forma di giornali e locandine) e per la componente stealth, vero e proprio punto caratteristico del gioco. Non è infatti raro trovare aree ricche di nemici, che richiederanno diverse combinazioni delle abilità del protagonista per essere superate, come per esempio la mimetizzazione o l&#8217;utilizzo di elementi secondari per nascondersi ed evitare di essere catturati (e successivamente uccisi).</p>
<figure id="attachment_408697" aria-describedby="caption-attachment-408697" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-408697 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329114206_1.jpg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329114206_1.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329114206_1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329114206_1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329114206_1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329114206_1-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329114206_1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329114206_1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329114206_1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329114206_1-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-408697" class="wp-caption-text">Mille modi per morire</figcaption></figure>
<h2>Un gameplay da leccarsi i baffi</h2>
<p><strong>Darwin&#8217;s Paradox è un&#8217;idea semplice, con un gameplay decisamente solido</strong>. Nel corso dell&#8217;avventura non sarà troppo raro incappare in puzzle ambientali o percorsi a ostacoli, che richiedono un determinato tempismo. Il timing è quasi tutto nel gioco di casa ZDT: tra salti a ostacoli, ingranaggi letali e fughe da alcuni nemici, tutto diventa incredibilmente caotico ma anche estremamente divertente. Spesso alcune soluzioni appaiono decisamente logiche, altre invece sono più complesse da elaborare e richiederanno uno sforzo aggiuntivo. Attenzione: non si tratta però solo di muoversi all&#8217;interno di alcune aree, ma anche di indovinare il percorso corretto. <strong>Pur essendo un platform guidato</strong>, infatti, molto spesso la strada più ovvia potrebbe non essere quella giusta. Le aree del gioco sono ben strutturate e dimostrano il grande impegno riservato in un level design sicuramente interessante. Nel corso dell&#8217;avventura si passa da ambienti chiusi, con poche possibilità di interazione a interi puzzle in movimento in livelli strutturalmente complessi, che richiederanno grande impegno e soprattutto concentrazione. Un buon mix di elementi, che permette ai giocatori di rimanere incollati allo schermo e scoprire quale sarà la prossima sfida. Non sarà raro provare a fare un paio di tentativi in più per trovare una soluzione e spesso il ragionamento laterale sarà una vera e propria ancora di salvezza. Ad arricchire ancora di più l&#8217;offerta ludica è sicuramente la componente stealth,<strong> ben bilanciata e che riesce a non imporsi rispetto alla parte platform, rendendo così il gioco un&#8217;esperienza godibile dall&#8217;inizio a fine, senza esagerare né da una parte né dall&#8217;altra</strong>.</p>
<p>Oltre al gameplay, un altro, importante punto di forza di Darwin&#8217;s Paradox è <strong>sicuramente il comparto artistico</strong>. Al di là della bellezza tecnica del gioco, con scorci decisamente d&#8217;effetto, a stupire è sicuramente l&#8217;art direction e il level design. Le ambientazioni sono ben realizzate, così come è ben curata tutta l&#8217;estetica anni &#8217;50 ispirata agli Stati Uniti d&#8217;America e ai suoi prodotti culturali: i volantini, i ritagli di giornali, i palazzi e l&#8217;estetica generale sono di sicuro impatto. <strong>Di impatto anche la colonna sonora, così come i vari effetti ambientali: il gioco è sicuramente rifinito anche sotto questo aspetto e non possiamo non ritenerci soddisfatti</strong>.</p>
<figure id="attachment_408694" aria-describedby="caption-attachment-408694" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-408694 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329111745_1.jpg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329111745_1.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329111745_1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329111745_1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329111745_1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329111745_1-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329111745_1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329111745_1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329111745_1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/20260329111745_1-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-408694" class="wp-caption-text">La trama è più curiosa di quanto ci si aspetti.</figcaption></figure>
<h2>Non tutte le ricette riescono</h2>
<p>Al netto dei lati positivi riguardanti il gameplay e il comparto tecnico, purtroppo <strong>Darwin&#8217;s Paradox nasconde anche delle criticità che non si possono ignorante</strong>. E la prima, purtroppo, penalizza fortemente il titolo, perché riguarda i controlli. Al di là della semplicità del gioco, infatti, i controlli ci sono sembrati spesso in leggero ritardo rispetto al nostro input. Allo stesso tempo, molto spesso, abbiamo riscontrati diverse difficoltà nel manovrare correttamente il polpo.<strong> Considerando che il gioco richiede una precisione quasi del 100%, spesso può essere frustrante ritrovarsi ad aver quasi terminato un percorso e ricominciare da circa metà a causa di un piccolo errore di input non letto o non preciso quanto vuole il software</strong>. Insomma, non proprio un vanto per un titolo platform, che pur non volendo essere troppo punitivo rischia di diventare abbastanza snervante. Allo stesso modo, Darwin&#8217;s Paradox ha anche un problema di prestazioni, con episodi di stuttering e stabilità. <strong>Non ci sono cali di frame rate evidenti</strong>, ma piccoli problemi che minano la continuità delle cutscene e di alcune scene di gioco continuative.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/dw6.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/dw6-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/dw5.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/dw5-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/dw4.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/dw4-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/dw3.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/dw3-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/dw2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/dw2-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/dwp1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/dwp1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>

<p>Un altro problema del gioco è sicuramente la chiarezza. Molto spesso il titolo ci insegna a fare qualcosa, come per esempio un determinato modo per superare un ostacolo e poco dopo ci chiede invece di fare l&#8217;opposto. Non sarebbe decisamente un problema se fosse voluto, ma in questo caso la scelta sembra essere più frutto di un design più caotico rispetto al normale. Nello stesso modo, il design dei livelli seppur riuscito, purtroppo molte volte non riesce a essere chiaro, <strong>anche con evidenti problemi di prospettiva</strong> che rischiano di far fallire porzioni di aree a causa di sviste non imputabili a chi gioca. Tutti questi difetti non ci permettono di esprimere un giudizio negativo, ma ovviamente è nostro dovere segnalare queste piccole criticità.</p>
<p><iframe title="Darwin&#039;s Paradox! - Gameplay Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/2Mzgcj4pGIQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><b>Darwin&#8217;s Paradox è una sorpresa inaspettata: il concept è sicuramente curioso, ma il suo gameplay, al di là dei difetti, funziona decisamente bene. Il tutto condito da una trama semplice ma non priva di colpi di scena. Se cercate un&#8217;avventura breve, da consumare nell&#8217;arco di pochi giorni e che comunque vi faccia divertire e appassionare, il gioco di Konami e ZDT Studio è sicuramente la scelta che fa per voi.</b></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/408689/darwins-paradox-recensione-il-polpo-non-e-buono-solo-alla-griglia/">Darwin&#8217;s Paradox Recensione: il polpo non è buono solo alla griglia!</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vgmag.it/408689/darwins-paradox-recensione-il-polpo-non-e-buono-solo-alla-griglia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<enclosure url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/14a3cd90-220e-40ad-8801-a751f835f634-scaled.png" length="3092128" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/14a3cd90-220e-40ad-8801-a751f835f634-scaled.png" width="2560" height="1440" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>Vgmag.it</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/03/14a3cd90-220e-40ad-8801-a751f835f634-scaled.png" width="2560" height="1440" />
	</item>
		<item>
		<title>Hotel Barcelona Recensione: una vacanza da incubo?</title>
		<link>https://www.vgmag.it/377310/hotel-barcelona-recensione-una-vacanza-da-incubo/</link>
					<comments>https://www.vgmag.it/377310/hotel-barcelona-recensione-una-vacanza-da-incubo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Adinolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 08:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox]]></category>
		<category><![CDATA[CULT Games]]></category>
		<category><![CDATA[Hotel Barcelona]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[White Owls]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vgmag.it/?p=377310</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/Hotel-Barcelona.jpg" width="2560" height="1440" title="" alt="Hotel Barcelona" /></div>
<div>Era il 2019 quando SWERY65 e SUDA51, due dei game designer più conosciuti e influenti del Giappone annunciarono Hotel Barcelona. All&#8217;epoca il gioco ancora non esisteva: al timone dell&#8217;annuncio, oltre ai due designer, ci fu anche il publisher dell&#8217;epoca, un nome decisamente noto ai più che masticano le produzioni più piccole di questa industria. A [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/377310/hotel-barcelona-recensione-una-vacanza-da-incubo/">Hotel Barcelona Recensione: una vacanza da incubo?</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/Hotel-Barcelona.jpg" width="2560" height="1440" title="" alt="Hotel Barcelona" /></div><div><p align="LEFT">Era il 2019 quando <strong>SWERY65 e SUDA51</strong>, <strong>due dei game designer più conosciuti e influenti del Giappone</strong> annunciarono Hotel Barcelona. All&#8217;epoca il gioco ancora non esisteva: al timone dell&#8217;annuncio, oltre ai due designer, ci fu anche il publisher dell&#8217;epoca, un nome decisamente noto ai più che masticano le produzioni più piccole di questa industria. A distanza esattamente di sei anni, le cose però sono un po&#8217; cambiate. Quel publisher non c&#8217;è più e il progetto, rimasto in fase dormiente per diversi anni, alla fine è stato annunciato per davvero e oggi è oramai pronto a fare capolino su <a href="https://www.vgmag.it/372176/hotel-barcelona-confermata-la-data-duscita-del-titolo-di-suda51-e-swery/">PC e console</a>. Già, perché nonostante il silenzio radio facesse presagire il peggio, in realtà la produzione nipponica, che strizza come da consuetudine e marchio di fabbrica dei due designer la realtà statunitense, è finalmente giunta tra noi.</p>
<p align="LEFT">L&#8217;attesa per Hotel Barcelona, ammettiamolo, è stata molto lunga. L&#8217;annuncio di sei anni fa, senza nessun tipo di dettaglio, <strong>aveva fatto pensare immediatamente a qualcosa di particolare</strong>. E come potevano smentirci i creatori di The Good Life, No More Heroes e tanti altri cult che oggi si sono giustamente ritagliati un posto nel cuore? Semplicemente non potevano: questa produzione, infatti, è un inno alla follia, piena di tocchi di stile, provocazioni volontariamente esagerate e soprattutto un grande omaggio agli anni &#8217;80 e tutto quel filone dei buoni, vecchi slasher movie targati stelle e strisce. Con un pizzico di tocco paranormale. Siete pronti per un soggiorno.. terrificante?</p>
<figure id="attachment_377315" aria-describedby="caption-attachment-377315" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-377315" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG005_EN.png" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG005_EN.png 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG005_EN-300x169.png 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG005_EN-1024x576.png 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG005_EN-768x432.png 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG005_EN-1536x864.png 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG005_EN-450x253.png 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG005_EN-780x439.png 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG005_EN-1600x900.png 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-377315" class="wp-caption-text">I dialoghi sono una delle parti più assurde di Hotel Barcelona</figcaption></figure>
<h2 align="LEFT">Hotel Barcelona: non la vacanza che vi aspettate</h2>
<p align="LEFT">Per tanti, un soggiorno in un hotel è sicuramente motivo di relax e grandi scoperte. In realtà, <strong>il mondo di gioco in cui si svolge Hotel Barcelona è tutt&#8217;altro che il luogo che sceglierete per le vostre future vacanze</strong>. Già, perché dietro un personale attento e un mini bar sempre fornito, si nasconde in realtà un terribile segreto, ovvero l&#8217;esistenza di alcuni spettri e ricordi dei serial killer più inquietanti d&#8217;America. Non proprio un biglietto da visita pregevole per un bel 5 stelle, figuriamoci se poi a doversene occupare è la nostra protagonista. In Hotel Barcelona, infatti, vestiremo i panni di Justine, una Marshall appena assunta, che si ritrova a dover fare i conti con un terribile incidente in auto e la scoperta di avere dentro di sé uno sgradito ospite, ovvero il Dr Carnival. <strong>Da semplice indagine di routine</strong>, Justine si ritrova così a dover affrontare una serie di terribili nemici e ovviamente a scoprire la verità su ciò che la circonda.</p>
<p align="LEFT">Come da tradizione per questo genere di giochi, in realtà la storia che avvolge il gioco è un semplice pretesto per buttarci in mezzo a un&#8217;azione frenetica, ma è perfetta, complice ovviamente anche i due designer. Hotel Barcelona è infatti un gioco folle,<strong> ricco di riferimenti alla cultura pop e a quel filone degli slasher movie anni &#8217;80 che hanno segnato la fortuna di produttori statunitensi</strong>. Tutto, ma proprio tutto, strizza infatti l&#8217;occhio alla cinematografia che ha ereditato Quentin Tarantino e questo si traduce in animazioni ed effetti gore, dialoghi sopra le righe e personaggi alquanto bizzarri, in grado di entrare nella mente dei giocatori in pochissimo tempo. <strong>Tutti questi elementi funzionano tanto bene insieme</strong>, rendendo così l&#8217;esperienza di gioco ancora più divertente e soprattutto coerente con ciò che sono i temi trattati. Per esempio,<strong> ogni boss e ogni run sono studiate come una locandina di un film, con tanto di titolo assurdo preso proprio da quella decade che tanto ha segnato il mondo come poche</strong>. Ma chiaramente, oltre al world building, c&#8217;è anche bisogno di un gameplay. Che in questo caso, fortunatamente, mostra pochi segni di cedimento.</p>
<figure id="attachment_377312" aria-describedby="caption-attachment-377312" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-377312" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG002_EN.png" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG002_EN.png 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG002_EN-300x169.png 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG002_EN-1024x576.png 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG002_EN-768x432.png 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG002_EN-1536x864.png 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG002_EN-450x253.png 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG002_EN-780x439.png 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG002_EN-1600x900.png 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-377312" class="wp-caption-text">Cattivi sì, ma con una storia tragica alle spalle, come insegnano i bravi serial killer</figcaption></figure>
<h2 align="LEFT">Non chiamatelo metroidvania</h2>
<p align="LEFT">A prima impressione, Hotel Barcelona potrebbe essere definito un metroidvania. In realtà SUDA51 e SWEARY65 non hanno fatto altro che prendere in presto da diversi generi per <strong>creare un&#8217;esperienza di gioco abbastanza complessa</strong>, profonda ma non priva di qualche problema. Partiamo dalle basi: il gioco è un classico hack &#8216;n&#8217; slash in 2.5D. Justine ha a disposizione un&#8217;arsenale di armi decisamente importante, che vanno da quelle corpo a corpo fino a quelle dalla lunga distanza. Abbiamo un ricco albero delle abilità, che potranno essere sbloccate in cambio di materiale raccolto nel corso delle varie partite nei vari stage e così via. Gli scontri sono frenetici, ricchi di adrenalina e soprattutto decisamente tecnici, soprattutto quando si parla di combattimenti contro i boss di fine arena. Le caratteristiche in comune con i metroidvania finisco però qui, perché fin dai primi momento è possibile rendersi conto di come tanti altri elementi “contamino” Hotel Barcelona, rendendolo di fatto un gioco decisamente particolare. A livello di esplorazione, infatti, il gioco è diviso in piccole micro aree, con livelli di cui disponiamo praticamente subito della mappa, con tutte le deviazioni del caso, che nascondo bonus o sfide in grado di regalarci delle ricompense decisamente interessanti. In aggiunta è possibile anche selezionare il livello di difficoltà e nel caso espanderlo, grazie alla Reception, che ci permetterà di aggiungere dei malus che condizioneranno un&#8217;intera partita. Non manca l&#8217;elemento rougelike, <strong>anche se la generazione casuale del dungeon</strong> in realtà rimane abbastanza limitata.</p>
<p align="LEFT">A livello puramente tecnico, il gameplay di Hotel Barcelona funziona. <strong>Il gioco è veloce ed è rapido, ricco di nemici a schermo e con tante possibilità interessanti, non solo a livello di esplorazione ma anche di combattimento</strong>. La libertà di movimento è interessante e ci permette di muoverci come più ci piace, anche se ovviamente con alcune limitazioni. Lo skill tree ci consente di sperimentare tra stili diversi, da quello difensivo a quello più aggressivo e la possibilità di permettere ai <strong>giocatori di scegliere malus</strong> per rendere la run più interessante e con un livello di sfida più alto è qualcosa che strizza l&#8217;occhio ai player che amano i giochi più hardcore. In aggiunta, i due game designer hanno inserito una modalità co-op e PvP (che non abbiamo avuto modo di provare con mano) e, prendendo ispirazione da altri filoni e generi, anche i fantasmi delle run precedenti. A ogni morte, infatti, ripetendo un determinato spezzone del gioco o dell&#8217;arena, avremo ad accompagnarci il nostro fantasma, che ripercorrerà in maniera esatta le nostre mosse e l&#8217;esplorazione. Il lato gameplay è sicuramente quello più interessante e che ci permette di apprezzare nella sua interezza questa particolare opera.</p>
<figure id="attachment_377311" aria-describedby="caption-attachment-377311" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-377311" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG001_EN.png" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG001_EN.png 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG001_EN-300x169.png 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG001_EN-1024x576.png 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG001_EN-768x432.png 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG001_EN-1536x864.png 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG001_EN-450x253.png 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG001_EN-780x439.png 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG001_EN-1600x900.png 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-377311" class="wp-caption-text">Effetti gore al loro massimo: un vero e proprio omaggio alla cultura anni &#8217;80</figcaption></figure>
<h2 align="LEFT">Un vero omaggio alla cultura pop</h2>
<p align="LEFT">Hotel Barcelona funziona anche sotto l&#8217;aspetto grafico e quello della direzione artistica. L&#8217;intero comparto tecnico è infatti un vero e proprio omaggio agli anni &#8217;80, <strong>con animazioni e cutscene degne di un vero e proprio film</strong>. Il gioco è colorato, divertente e riesce a conquistare con dialoghi veloci, taglienti e uno stile grafico decisamente sopra le righe. Gli effetti gore, come arti e sangue, seppur possono essere limitati dal menu di gioco, rispecchiano appieno la visione e la lore dell&#8217;intero gioco, che mettere i serial killer più sanguinosi d&#8217;America al centro dell&#8217;attenzione. Ottima attenzione anche alla direzione artistica, che sembra non perdere mai un colpo, soprattutto nei dialoghi, con artwork fantastici e ben realizzati, oltre che alla colonna sonora: un mix di brani originali e cover riesce a farci immergere e a creare un&#8217;atmosfera da brividi.</p>
<p align="LEFT">Se il lato artistico, insieme a quello di gameplay aiuta Hotel Barcelona a diventare un bel videogioco, purtroppo non è tutto oro ciò che luccica. Purtroppo, l&#8217;HUD e gli elementi a schermo sembrano essere posizionati davvero male, rendendo l&#8217;intera schermata fin troppo confusionaria. Da segnalare, <strong>almeno nella versione Steam</strong>, una serie di micro lag e scatti, oltre che pochissime personalizzazioni grafiche, praticamente assennti. Il gioco è sempre fluido, complice anche un comparto tecnico abbastanza leggero e tutti i bug più gravi riscontrati durante le prime prove sembrano aver lasciato il posto a un gioco abbastanza solido.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/377310/hotel-barcelona-recensione-una-vacanza-da-incubo/20250925172859_1/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/20250925172859_1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/377310/hotel-barcelona-recensione-una-vacanza-da-incubo/20250925172819_1/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/20250925172819_1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/377310/hotel-barcelona-recensione-una-vacanza-da-incubo/20250925172739_1/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/20250925172739_1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/377310/hotel-barcelona-recensione-una-vacanza-da-incubo/20250925172356_1/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/20250925172356_1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/377310/hotel-barcelona-recensione-una-vacanza-da-incubo/external_hotel-barcelona_small-screenshots__img003_en/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG003_EN-300x169.png" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/377310/hotel-barcelona-recensione-una-vacanza-da-incubo/external_hotel-barcelona_small-screenshots__img004_en/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/EXTERNAL_HOTEL-BARCELONA_Small-Screenshots__IMG004_EN-300x169.png" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>

<p align="LEFT">L&#8217;offerta ludica di Hotel Barcelona è decisamente soddisfacente, ma non basta probabilmente a convincere i giocatori.<strong> Il livello di rigiocabilità è decisamente altissimo</strong> (una singola run dura 60 minuti, ma non bastano a scoprire tutti i segreti dietro il gioco), ma purtroppo il fattore ripetitività è dietro l&#8217;angolo. Questo, unito comunque a un HUD un po&#8217; confusionaria, a uno stile di scrittura divertente <strong>ma che diventa un po&#8217; ripetitivo</strong> e fine a se stesso dopo poche ore. Anche l&#8217;idea di inserire così tanti elementi all&#8217;interno del gioco stesso rischia di snaturare un po&#8217; l&#8217;esperienza di gioco, un classico esempio di elementi che non sono stati dosati correttamente.<strong> L&#8217;esperienza di gioco rimane positiva? Sì, ma sembra che l&#8217;idea base del gioco si sia persa in mezzo a tantissimi appunti e altre idee</strong>, e che alla fine il tutto sia un esperimento sicuramente funzionale, ma che ogni tanto sbaglia a centrare l&#8217;obiettivo ed esce dai binari, perdendo il focus e anche un po&#8217; di ritmo.</p>
<p><iframe title="HOTEL BARCELONA | Release Date Trailer (2025) SUDA51, SWERY" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/xf_9fU_rCg0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p align="LEFT"><strong>Dai ritmi frenetici e incalzanti al gore, ai personaggi assurdi e alle linee di dialogo ben scritte, Hotel Barcelona è un&#8217;esperienza di gioco decisamente strana, ricca di incontri assurdi e fuori dal comune. Gli amanti degli slasher game troveranno nella produzione di SUDA51 e SWEARY65 un buon titolo, ricco di novità e con un adeguato livello di sfida. Per tutti i novizi che si affacciano invece al genere, rimarrà sicuramente un buon gioco ma il rischio frustrazione è dietro l&#8217;angolo. Per essere una prima produzione tra due geniali director il risultato è comunque positivo, ma non troppo. Buona la prima? Sì, ma con riserva.</strong></p>
<hr />
<p align="LEFT">
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/377310/hotel-barcelona-recensione-una-vacanza-da-incubo/">Hotel Barcelona Recensione: una vacanza da incubo?</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vgmag.it/377310/hotel-barcelona-recensione-una-vacanza-da-incubo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<enclosure url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/Hotel-Barcelona.jpg" length="1260079" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/Hotel-Barcelona.jpg" width="2560" height="1440" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>Vgmag.it</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/08/Hotel-Barcelona.jpg" width="2560" height="1440" />
	</item>
		<item>
		<title>Ready Or Not Recensione: riportare l&#8217;ordine, anche su console!</title>
		<link>https://www.vgmag.it/367301/ready-or-not-recensione-riportare-lordine-anche-su-console/</link>
					<comments>https://www.vgmag.it/367301/ready-or-not-recensione-riportare-lordine-anche-su-console/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Adinolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 10:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox]]></category>
		<category><![CDATA[Rcensione]]></category>
		<category><![CDATA[Ready or Not]]></category>
		<category><![CDATA[Void Interactive]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vgmag.it/?p=367301</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/ready-or-not-scaled.jpg" width="2560" height="1440" title="" alt="Ready or Not" /></div>
<div>Nel grande panorama delle uscite videoludiche estive, buona parte dei giochi spesso passano in sordina. E d&#8217;altronde è più che naturale: l&#8217;estate richiama vacanze e buona parte dei pensieri dei giocatori è comunque rivolta a un sano e meritato relax dopo mesi e mesi di lavoro. Esistono però delle eccezioni alla regola, con videogiochi che [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/367301/ready-or-not-recensione-riportare-lordine-anche-su-console/">Ready Or Not Recensione: riportare l&#8217;ordine, anche su console!</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/ready-or-not-scaled.jpg" width="2560" height="1440" title="" alt="Ready or Not" /></div><div><p>Nel grande panorama delle uscite <strong>videoludiche estive</strong>, buona parte dei giochi spesso passano in sordina. E d&#8217;altronde è più che naturale: l&#8217;estate richiama vacanze e buona parte dei pensieri dei giocatori è comunque rivolta a un sano e meritato relax dopo mesi e mesi di lavoro. Esistono però delle eccezioni alla regola, con videogiochi che vengono puntualmente pubblicati anche nelle settimane più tranquille dell&#8217;anno, come nel caso delle versioni console di Ready or Not. Il gioco, sviluppato da VOID Interactive era già disponibile su PC tramite Steam e nel corso della sua (breve) vita è stato soggetto a diverse polemiche e controversie (tra cui la separazione da Team17 come publisher, un colpo che però la software house ha saputo assorbire molto bene), che hanno portato il team di sviluppo a procedere per gradi e spesso a rallentare i lavori. Già, perché come ogni produzione che si rispetti, anche in questo caso stiamo parlando di un piccolo progetto, nato dal cuore di pochi appassionati e che ha trovato nell&#8217;Early Access (ovvero il classico accesso anticipato) la sua strada maestra.</p>
<p>A porte chiuse, con lo sviluppo oramai completo da circa due anni e dopo essersi dedicati alla versione PC in toto, <strong>con tanto di rilascio di DLC</strong> e strumenti per il modding, VOID Interactive ha finalmente deciso di far uscire la sua neonata opera anche su console e <a href="https://www.vgmag.it/360202/ready-or-not-luscita-su-console-e-dietro-langolo/" target="_blank" rel="noopener">più specifico per PlayStation 5 e Xbox Series X e Series X</a>. Si tratta di una mossa naturale, con un prodotto che arriva sul mercato in un modo di relativa calma ma che è pronto a raccogliere tutto ciò che ha seminato nel corso degli anni a livello di popolarità anche su una piattaforma che non sembra esserli cucita intorno. Al di là di tutti i dubbi e le domande che avvolgono questa conversione, e a cui cercheremo di rispondere in maniera più esaustiva che mai, Ready or Not è finalmente disponibile per tutti anche su questo mercato. E forse non è mai stato così bello che un gioco di questo genere sia disponibile per una ancora più ampia fetta di pubblico.</p>
<figure id="attachment_367303" aria-describedby="caption-attachment-367303" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-367303 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_bbcb0ea9c2d360a3492af71ce3a4f07df2eb5b6e.1920x1080.jpg" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_bbcb0ea9c2d360a3492af71ce3a4f07df2eb5b6e.1920x1080.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_bbcb0ea9c2d360a3492af71ce3a4f07df2eb5b6e.1920x1080-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_bbcb0ea9c2d360a3492af71ce3a4f07df2eb5b6e.1920x1080-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_bbcb0ea9c2d360a3492af71ce3a4f07df2eb5b6e.1920x1080-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_bbcb0ea9c2d360a3492af71ce3a4f07df2eb5b6e.1920x1080-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_bbcb0ea9c2d360a3492af71ce3a4f07df2eb5b6e.1920x1080-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_bbcb0ea9c2d360a3492af71ce3a4f07df2eb5b6e.1920x1080-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_bbcb0ea9c2d360a3492af71ce3a4f07df2eb5b6e.1920x1080-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-367303" class="wp-caption-text">Uno dei tanti scenari a disposizione</figcaption></figure>
<h2>Ready or Not, ordine e adrenalina anche su console</h2>
<p>Per parlare di Ready or Not, è necessario prima di tutto capire di che gioco stiamo parlando. <strong>L&#8217;opera di VOID Interactive</strong> non è in realtà un vero e proprio progetto originale, ma si rifà molto banalmente a un capostipite del genere di giochi simulativo, ovvero S.W.A.T. La serie videoludica originale e da cui trae ispirazione proprio Ready or Not affonda le sue origini nei lontani anni &#8217;90 ed era stata progettata per vivere il gaming in maniera cooperativa, sia in una sala LAN che da lontano, con i primi esperimenti di giochi multiplayer sfruttando le connessioni internet. Ovviamente all&#8217;inizio non si conoscevano ancora le definizioni di tactical shooter, ma possiamo affermare con certezza che il gioco, prodotto da SIERRA, sia proprio servito a sdoganare questo termine, anzi, direttamente a coniarlo, insieme ad altri prodotti di ben più nota popolarità, come per esempio la serie di Rainbow Six.</p>
<p>Le origini di Ready or Not affondano proprio nella serie S.W.A.T. <strong>Nel gioco di VOID Interactive</strong>, infatti, i giocatori impersono un agente del comando delle forze statunitensi, intento a collaborare insieme ad altri suoi colleghi in scenari di pericolo che spaziano dalle feste finite in tragedia fino alle tentate rapine. Esattamente come potete immaginare, i contenuti del gioco non sono ovviamente per tutti e il realismo impiegato non solo per il gameplay, ma sacrificato anche su un altare per avere ancora più immersione da parte del giocatore rendono il titolo decisamente arduo da affrontare, soprattutto per coloro che non sono abituati a reggere la tensione. Già, perché il grande merito di VOID Interactive è stato quello di rendere Ready or Not un titolo in grado di far respirare proprio l&#8217;ambiente di gioco, rendendo ogni sfida e ogni scontro a fuoco il più realistico possibile.</p>
<p>Oltre all&#8217;atmosfera, il più grande pregio di Ready or Not è sicuramente il grande ventaglio di opzioni e personalizzazioni. Nel corso della campagna, infatti, il giocatore può sbloccare diverso equipaggiamento, per arrivare anche a cercare di terminare i vari scenari scegliendo un approccio non letale. I punteggi, assegnati a ogni missione, variano in base agli obiettivi principali e secondari che sono stati (oppure no) portati a termine.<strong> Ogni singolo errore pesa sul punteggio finale e spesso per ottenere il massimo della valutazione sarà necessario rigiocare da capo intere ambientazioni già viste</strong>. Non proprio un difetto, ma più un classico aspetto di questo genere di giochi, che spinge sull&#8217;acceleratore chiedendo al giocatore di impegnarsi per migliorarsi. <strong>Un trial and error, che risulta subito soddisfacente a livello di gameplay</strong>, considerando anche la generazione casuale dei nemici, delle loro posizioni e degli avvenimenti. Un bel pacchetto di ore e ore di divertimento, che affrontate con gli amici <strong>tramite il multiplayer</strong> può veramente portare il giocatore a vivere un&#8217;esperienza di gioco decisamente atipica. Già, perché il core dell&#8217;esperienza resta proprio il multigiocatore, soprattutto quello con gli amici. Giocare in gruppo permette ai giocatori di conoscersi e di pianificare al meglio ogni decisione, ogni approccio e ogni mossa, rendendo dunque quasi obbligata la scelta di avere un gruppo di persone con cui condividere le proprie campagne.</p>
<figure id="attachment_367302" aria-describedby="caption-attachment-367302" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-367302 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_795edc39907b6c6aba8db40fcb34cc0eb27f5547.1920x1080.jpg" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_795edc39907b6c6aba8db40fcb34cc0eb27f5547.1920x1080.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_795edc39907b6c6aba8db40fcb34cc0eb27f5547.1920x1080-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_795edc39907b6c6aba8db40fcb34cc0eb27f5547.1920x1080-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_795edc39907b6c6aba8db40fcb34cc0eb27f5547.1920x1080-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_795edc39907b6c6aba8db40fcb34cc0eb27f5547.1920x1080-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_795edc39907b6c6aba8db40fcb34cc0eb27f5547.1920x1080-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_795edc39907b6c6aba8db40fcb34cc0eb27f5547.1920x1080-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_795edc39907b6c6aba8db40fcb34cc0eb27f5547.1920x1080-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-367302" class="wp-caption-text">Il commissariato che funge da HUB</figcaption></figure>
<h2>La SWAT colpisce anche su console</h2>
<p>Nonostante il PC sia il territorio naturale per questo genere di giochi, VOID Interactive non poteva ovviamente esimersi dal portare anche su console il suo prodotto. E così, <strong>Ready or Not sbarca su PlayStation 5 e Xbox Series X</strong> (quest&#8217;ultima versione da noi provata), la versione che abbiamo avuto modo di analizzare. E al di là di alcuni difetti, in realtà si tratta di una conversione piuttosto solida. A partire proprio dalla grafica e dalle modalità di gioco. <strong>Giocando in performance il frame rate si mantiene abbastanza stabile e abbiamo notato pochissime sbavature a livello di ambientazioni 3D</strong>. Discorso diverso invece scegliendo la modalità qualità: sacrificare le performance, in questo caso, forse non conviene davvero troppo. Certo, gli ambienti risulteranno leggermente più belli, ma in un tactical-shooter dove le decisioni devono essere prese in maniera rapida e veloce e dove tutto può cambiare in una frazione di un secondo, dal nostro punto di vista è meglio premiare le performance rispetto alla qualità grafica.</p>
<p>Il vero, elefante nella stanza è il controller. <strong>Dopo aver giocato per oltre 20 ore alla versione PC</strong>, rimane chiaro che <strong>con mouse e tastiera il gameplay cambi radicalmente</strong>. Il lavoro svolto da VOID Interactive per quanto riguarda l&#8217;ottimizzazione con il pad è sicuramente da elogiare: lo schema comandi è chiaro ed è molto preciso, ma se avete avuto modo di giocare la versione originale, il controller vi chiederà qualche ora per abituarvi al meglio. Come ogni conversione che si rispetti, ogni tasto può essere personalizzato, dunque non abbiate paura di cambiare qualche piccola impostazione e provare a sperimentare per trovare la configurazione di tasti che vi permetterà di giocare al meglio.</p>

<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_795edc39907b6c6aba8db40fcb34cc0eb27f5547.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="367302,367304,367305,367306,367307,326362" orderby="post__in" include="367302,367304,367305,367306,367307,326362" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_873f74f54ca8ce5f4ac7d675563129417a1fd0c9.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="367302,367304,367305,367306,367307,326362" orderby="post__in" include="367302,367304,367305,367306,367307,326362" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_4b928ab5fa37af0ef9d0cf0727e76d1a2cd5d6c1.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="367302,367304,367305,367306,367307,326362" orderby="post__in" include="367302,367304,367305,367306,367307,326362" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_819d4272f95196ae9be6f1571fe03d9edccff17f.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="367302,367304,367305,367306,367307,326362" orderby="post__in" include="367302,367304,367305,367306,367307,326362" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/ss_88aec4ee3fba8860070370032495e0c9ff87a607.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="367302,367304,367305,367306,367307,326362" orderby="post__in" include="367302,367304,367305,367306,367307,326362" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/12/ReadyorNotDarkWaters_Screenshot04_RigExternalCopter-300x169.png" class="attachment-medium size-medium" alt="Ready or Not; Ready or Not Dark Waters" link="none" size="medium" ids="367302,367304,367305,367306,367307,326362" orderby="post__in" include="367302,367304,367305,367306,367307,326362" />

<p>Grafica e controlli a parte, la build che abbiamo avuto modo di provare è risultata abbastanza pulita e non abbiamo mai riscontrato troppi bug. Ready or Not per console è praticamente la stessa versione che abbiamo avuto modo di provare su PC, ma con qualche piccolo glitch grafico e con un framerate che sicuramente non può essere paragonato a quello della versione Steam. Nonostante ciò, il gioco può rappresentare un&#8217;ottima scelta, soprattutto se siete alla ricerca di un tactial shooter che fa dell&#8217;atmosfera e delle situazioni ad alto pericolo il suo pane quotidiano.</p>
<p><iframe title="Ready or Not: Console Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ItUnHOY_kfw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><b>Affascinante, pericoloso e decisamente adrenalinico: Ready or Not sbarca su console in ottima forma, con qualche piccolo glitch grafico e performance nella media (ma non esaltanti), lasciando però immutata la sua identità di gioco. VOID Interactive chiede ai giocatori di adottare uno stile di gioco preciso, dove gli errori pesano e ogni decisione su ogni colpo o su cosa fare a ogni porta, a ogni angolo potrebbe radicalmente cambiare l&#8217;esito di un&#8217;intera sessione. In single player ci si diverte, ma è ovviamente in multiplayer dove l&#8217;anima del gioco esce. In una torrida estate, forse il brivido offerto da un&#8217;incursione all&#8217;ennesimo party finito in tragedia può essere ciò di cui avete bisogno per rinfrescarvi, soprattutto in gruppo.</b></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/367301/ready-or-not-recensione-riportare-lordine-anche-su-console/">Ready Or Not Recensione: riportare l&#8217;ordine, anche su console!</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vgmag.it/367301/ready-or-not-recensione-riportare-lordine-anche-su-console/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<enclosure url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/ready-or-not-scaled.jpg" length="396114" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/ready-or-not-scaled.jpg" width="2560" height="1440" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>Vgmag.it</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/ready-or-not-scaled.jpg" width="2560" height="1440" />
	</item>
		<item>
		<title>Xbox Speciale: tra licenziamenti e chiusure, il futuro è ancora tutto da scrivere</title>
		<link>https://www.vgmag.it/364872/xbox-speciale-tra-licenziamenti-e-chiusure-il-futuro-e-ancora-tutto-da-scrivere/</link>
					<comments>https://www.vgmag.it/364872/xbox-speciale-tra-licenziamenti-e-chiusure-il-futuro-e-ancora-tutto-da-scrivere/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Adinolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2025 08:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox]]></category>
		<category><![CDATA[Everwild]]></category>
		<category><![CDATA[Perfect Dark]]></category>
		<category><![CDATA[xbox]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Game Studios]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vgmag.it/?p=364872</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Microsoft-Xbox-Phil-Spencer.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Microsoft Xbox Phil Spencer" /></div>
<div>Mercoledì 2 luglio 2025 è una giornata che circa 2400 dipendenti sotto Xbox non potranno mai dimenticare facilmente. 2400 persone sono state infatti licenziati e no, non è la prima volta che accade. Certo, di questi licenziamenti si vociferava oramai da circa una settimana ma l’ufficialità rimane comunque difficile da digerire. Oltre ai licenziamenti, che [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/364872/xbox-speciale-tra-licenziamenti-e-chiusure-il-futuro-e-ancora-tutto-da-scrivere/">Xbox Speciale: tra licenziamenti e chiusure, il futuro è ancora tutto da scrivere</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Microsoft-Xbox-Phil-Spencer.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Microsoft Xbox Phil Spencer" /></div><div><p><strong>Mercoledì 2 luglio 2025</strong> è una giornata che circa 2400 dipendenti sotto Xbox non potranno mai dimenticare facilmente. <a href="https://www.vgmag.it/363340/xbox-licenziamenti-anche-negli-studi-di-sviluppo/">2400 persone sono state infatti licenziati</a> e no, non è la prima volta che accade. Certo, di questi licenziamenti si vociferava oramai da circa una settimana ma l’ufficialità rimane comunque difficile da digerire. Oltre ai licenziamenti, che rappresentano circa il 4% della forza lavoro del brand di Microsoft dedicato ai videogiochi, sono stati anche cancellati alcuni giochi come il reboot di Perfect Dark ed Everwild, lasciando di stucco giornalisti, addetti ai lavori e ovviamente utenti che hanno puntato tutto sull’ecosistema Xbox.</p>
<p>I layoff, la chiusura degli studi, le cancellazioni sono oramai una triste cronaca che ci accompagna da diversi anni nel mondo dei videogiochi. Quelli della giornata dj mercoledì due luglio però sono sicuramente più rumorosi rispetto ad altri, perché arrivano in un momento in cui Xbox si trova nella migliore situazione possibile, con Microsoft che registra profitti record (per la cronaca, <strong>i licenziamenti da Redmond includono circa 9000 persone tra le varie divisioni</strong>) e con la divisione gaming che galoppa verso risultati incredibili tra abbonamenti e Line up, per buona pace di chi afferma che Xbox Game Pass non sia sostenibile. Oggi però non dobbiamo chiederci cosa sia successo, ma cosa in realtà potrebbe accadere da qui in avanti e cercare di capire come queste mosse abbiano impattato la divisione Xbox nel breve periodo.</p>
<figure id="attachment_293049" aria-describedby="caption-attachment-293049" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-293049 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/perfect-dark-1.jpg" alt="Perfect Dark" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/perfect-dark-1.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/perfect-dark-1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/perfect-dark-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/perfect-dark-1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/perfect-dark-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/perfect-dark-1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/perfect-dark-1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/perfect-dark-1-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-293049" class="wp-caption-text">Vittima illustre delle cancellazioni il reboot di Perfect Dark, in sviluppo dal 2020</figcaption></figure>
<h2>La situazione attuale di Xbox</h2>
<p>Per provare a indovinare, o meglio, prevedere il futuro di Xbox, c&#8217;è bisogno di capire al meglio la situazione attuale. Per farlo però non possiamo attenerci solamente alle notizie ufficiali provenienti da Redmond, ma anche dalle dichiarazioni di ex dipendenti e giornalisti molto vicini agli ambienti Microsoft. Al momento non esiste una vera e propria lista di sviluppatori allontanati e neanche dei team coinvolti. Ricostruendo i movimenti di mercoledì 2 luglio, i licenziamenti hanno toccato praticamente tutti gli studi di sviluppo di Microsoft, o almeno i più importanti. Tra questi figurano King (per il mercato mobile), alcuni studi di sviluppo legati a Call of Duty, ZeniMax Media e Turn10. Nelle ore immediatamente successive circolava anche il nome di Compulsion Games, <strong>team di sviluppo</strong> che ha di recente lanciato South of Midnight su PC e console. A livello di progetti cancellati, invece, abbiamo la conferma direttamente dalle email di Phil Spencer e Matt Booty: si tratta di Perfect Dark (con conseguente chiusura di The Initiative, lo studio creato nel 2018), Everwild (in sviluppo dal 2019 e riavviato più volte) e un MMO ancora sconosciuto al grande pubblico prodotto da Zenimax. Matt Booty fa poi riferimento anche ad altri giochi ancora non annunciati cancellati e tra questi c&#8217;era sicuramente quello di Romero, come emerso successivamente su Twitter.</p>
<p>Inutile dire che dopo una notizia del genere si è scatenato il panico: la sensazione, infatti, è che Xbox non stia navigando in acque calmissime <a href="https://www.xbox.com/it-IT/games/perfect-dark">e la cancellazione di Perfect Dark</a>, seguita dalle chiusure dello studio e dai licenziamenti, ha fatto intendere che ogni progetti possa essere oramai sulla graticola. Al momento Booty e Spencer hanno rassicurato che tutti i titoli mostrati durante il recente <strong>Showcase della società alla Summer Game Fest</strong> sono al sicuro e che continueranno il loro ciclo vitale. Nonostante ciò il clima di incertezza per il futuro ha fatto emergere anche alcuni rumor decisamente contrastanti tra di loro, tra cui una possibile interruzione del contratto tra Redmond e Kojima: il game designer giapponese è infatti al lavoro su un gioco horror, di cui però non si sa più nulla oramai da diverso tempo. Naturale dunque, che in momenti come questi, il panico si diffonda in maniera non razionale. Per ora non c&#8217;è nulla di vero e i lavori, anche sui 40 giochi citati sempre da Booty nella mail interna destinata allo staff rimangono ovviamente al sicuro.</p>
<figure id="attachment_332068" aria-describedby="caption-attachment-332068" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-332068 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Xbox-Developer-Direct-South-of-Midnight.jpg" alt="Xbox Developer Direct" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Xbox-Developer-Direct-South-of-Midnight.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Xbox-Developer-Direct-South-of-Midnight-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Xbox-Developer-Direct-South-of-Midnight-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Xbox-Developer-Direct-South-of-Midnight-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Xbox-Developer-Direct-South-of-Midnight-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Xbox-Developer-Direct-South-of-Midnight-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Xbox-Developer-Direct-South-of-Midnight-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Xbox-Developer-Direct-South-of-Midnight-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-332068" class="wp-caption-text">Anche Compulsion Games è stata colpita dai licenziamenti</figcaption></figure>
<h2>Ora c&#8217;è bisogno di una linea chiara</h2>
<p>I licenziamenti di mercoledì 2 luglio arrivano al culmine di profitti record da parte di Microsoft, essendo la prima compagnia al mondo a sfiorare i 4 trilioni di Dollari di valutazione. Appare dunque chiaro che i licenziamenti non sono frutto di un problema di guadagni o di una società i crisi. Le motivazioni reali non le conosciamo, ma per quanto riguarda la divisione Xbox,invece, appare chiaro che le manovre di Redmond sono figlie di una gestione che deve cambiare urgentemente, per garantire un futuro più stabile, in linea con la continuità.</p>
<p>Al di là degli enormi sforzi fatti da Spencer e tutto il suo team, infatti, Xbox ha un enorme problema di gestione e di comunicazione. Questo problema è oramai appurato da anni, con studi di sviluppo acquisiti e dormienti, con un&#8217;intera divisione <strong>priva di una strategia a lungo termine</strong>. L&#8217;idea di lasciare liberi gli sviluppatori funziona, perché sicuramente rende gli ambienti di lavoro più puliti e più tranquilli senza pressioni. I problemi però arrivano dopo: senza una guida e senza un controllo, un enorme e gigantesco publisher con più di 40 studi di sviluppo sotto il suo cappello non potrà mai garantire la riuscita dei progetti. La chiusura di The Initiative, per esempio, arriva dopo 7 anni di produzione di un reboot, quello di Perfect Dark, senza che i giocatori abbiano saputo tutte le novità in merito al gioco. La situazione è peggiore rispetto a quella di Everwild: annunciato nel 2019, il titolo è stato riavviato più volte, segno che non ci fosse una vera e propria direzione chiara. I licenziamenti, le chiusure e le cancellazioni sono dunque frutto di una gestione che deve cambiare il prima possibile, per evitare nuovamente situazioni del genere.</p>
<figure id="attachment_356025" aria-describedby="caption-attachment-356025" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-356025" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Retro-Classics-Xbox-Game-Pass.jpg" alt="Retro Classics Xbox Game Pass" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Retro-Classics-Xbox-Game-Pass.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Retro-Classics-Xbox-Game-Pass-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Retro-Classics-Xbox-Game-Pass-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Retro-Classics-Xbox-Game-Pass-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Retro-Classics-Xbox-Game-Pass-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Retro-Classics-Xbox-Game-Pass-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Retro-Classics-Xbox-Game-Pass-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/Retro-Classics-Xbox-Game-Pass-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-356025" class="wp-caption-text">No, il Game Pass non è responsabile dei licenziamenti. Un leit motiv da smentire.</figcaption></figure>
<hr />
<p><strong>È innegabile che qualcosa si sia rotto. Le premesse per il futuro di Xbox, circa 5 anni fa, erano decisamente più rosee. Oggi invece è cambiato tutto e al di là di una nuova linea guida per gli studi di sviluppo, c&#8217;è forse bisogno di ripensare l&#8217;intera strategia di approccio al mercato. E no, diventare un publisher di terze parti non basterà: anche in quel caso, infatti, è possibile che la confusione che da anni oramai accerchia Spencer e soci possa non diramarsi. Il futuro per ora è ancora tutto da scrivere, ma appare chiaro che ci sia bisogno di un nuovo autore e di ricominciare da capo, cestinando una bozza con troppi errori di ortografia.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/364872/xbox-speciale-tra-licenziamenti-e-chiusure-il-futuro-e-ancora-tutto-da-scrivere/">Xbox Speciale: tra licenziamenti e chiusure, il futuro è ancora tutto da scrivere</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vgmag.it/364872/xbox-speciale-tra-licenziamenti-e-chiusure-il-futuro-e-ancora-tutto-da-scrivere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<enclosure url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Microsoft-Xbox-Phil-Spencer.jpg" length="195706" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Microsoft-Xbox-Phil-Spencer.jpg" width="1920" height="1080" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>Vgmag.it</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Microsoft-Xbox-Phil-Spencer.jpg" width="1920" height="1080" />
	</item>
		<item>
		<title>South of Midnight Recensione: of Monsters and Men</title>
		<link>https://www.vgmag.it/346865/south-of-midnight-recensione-of-monsters-and-men/</link>
					<comments>https://www.vgmag.it/346865/south-of-midnight-recensione-of-monsters-and-men/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Adinolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 16:02:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox]]></category>
		<category><![CDATA[Compulsion Games]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[south of midnight]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Game Studios]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vgmag.it/?p=346865</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/South-of-Midnight_Cover_01.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="South of Midnight Cover" /></div>
<div>Dopo averci fatto esplorare la Belle Epoque europea con Contrast e l&#8217;Inghilterra distopica degli anni &#8217;60 con We Happy Few, per Compulsion Games è giunto il momento di sperimentare ancora una volta. Abbandonato il Vecchio Continente, il team di sviluppo questa volta decide di portare i giocatori nel profondo Sud americano con South of Midnight. [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/346865/south-of-midnight-recensione-of-monsters-and-men/">South of Midnight Recensione: of Monsters and Men</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/South-of-Midnight_Cover_01.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="South of Midnight Cover" /></div><div><p align="LEFT">Dopo averci fatto esplorare la Belle Epoque europea con Contrast e l&#8217;Inghilterra distopica degli anni &#8217;60 con We Happy Few, <strong>per <a href="https://compulsiongames.com/">Compulsion Games</a> è giunto il momento di sperimentare ancora una volta</strong>. Abbandonato il Vecchio Continente, il team di sviluppo questa volta decide di portare i giocatori nel profondo Sud americano con <a href="https://www.vgmag.it/344591/south-of-midnight-raggiunge-il-gold-e-presenta-la-colonna-sonora/">South of Midnight</a>. Il titolo, esclusiva Xbox, è frutto proprio di quella acquisizione avvenuta nel lontano 2018 e venne annunciato in occasione dello showcase del 2023, lasciando tutti di stucco e a bocca aperta. Il breve trailer aveva infatti sorpreso con uno stile quasi fiabesco e ispirato in grande parte a giochi come la serie Alice creata da American McGee e Where the Water Tastes Like Wine.</p>
<p align="LEFT">L&#8217;arrivo di South of Midnight su console e PC è dunque un viaggio che parte da lontano. <strong>E dopo aver giocato l&#8217;avventura con protagonista Hazel</strong>, appare chiaro del perché: già, perché l&#8217;intera avventura ambientata in quella parte oscura del folklore americano, dove la maggior parte delle leggende dove le sfumature horror incontrano le tradizioni dei piccoli paesi rurali è in realtà un lungo viaggio popolato da sentimenti contrastanti e antichi misteri da svelare. E mettere tutto insieme, con un ritmo sostenuto, è stato probabilmente l&#8217;aspetto più complesso dello sviluppo, che ha richiesto ovviamente anni prima di essere completato. Un po&#8217; come un puzzle, senza lasciare tasselli fuori posto. Tra piccoli enigmi da risolvere, combattimenti contro creature decisamente strane e un mondo popolato da personaggi difficili da dimenticare, scopriamo come si comporta l&#8217;ultima avventura del team di sviluppo nella nostra recensione.</p>
<figure id="attachment_347175" aria-describedby="caption-attachment-347175" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-347175" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_03_27-10_26_28.png" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_03_27-10_26_28.png 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_03_27-10_26_28-300x169.png 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_03_27-10_26_28-1024x576.png 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_03_27-10_26_28-768x432.png 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_03_27-10_26_28-1536x864.png 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_03_27-10_26_28-2048x1152.png 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_03_27-10_26_28-450x253.png 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_03_27-10_26_28-780x439.png 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_03_27-10_26_28-1600x900.png 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-347175" class="wp-caption-text">Benvenuti nel profondo sud</figcaption></figure>
<h2 align="LEFT">South of Midnight: un lungo viaggio verso Sud</h2>
<p align="LEFT">La storia di South of Midnight comincia in una classica sera americana, nella cittadina fittizia di Prospero. <strong>Hazel aspetta il ritorno di sua mamma</strong>, ma l&#8217;arrivo di un uragano sconvolge probabilmente quelli che sarebbero stati i piani per la sera. Neanche il tempo di preparare lo zaino che tra mamma e figlia scoppia una furiosa litigata, che spinge la nostra protagonista ad allontanarsi dall&#8217;abitazione per un innato senso di solidarietà. E poco prima che riesca a fare ritorno, la tempesta di abbatte furiosamente su Prospero, lasciando sgomenta Hazel, che vede la sua casa travolta dall&#8217;acqua e scomparire all&#8217;orizzonte. Vani, ovviamente, i tentativi di raggiungere la genitrice e dopo un momento di sconforto,<strong> la nostra eroina decide di mettere da parte i rancori e recarsi a casa della nonna paterna per chiedere aiuto</strong>. Quella che però appare come una semplice signora borghese, con una bella villa e addirittura la domestica nasconde però un segreto, che Hazel scopre a sue spese: dopo una notte tormentata, infatti, ci ritroviamo catapultati in quella che sembra letteralmente un&#8217;altra dimensione.</p>
<p align="LEFT">Nell&#8217;immaginario di South of Midnight, infatti, Hazel non discende da una famiglia qualsiasi. Ella è infatti una Tessitrice, dotata di un potere sovrannaturale, ovvero quello di poter sbrogliare con degli speciali strumenti i fili che ingabbiano e nascondono nemici, oltre che i traumi del passato. Questa è la premessa del nuovo gioco di Compulsion Games:<strong> nessun supereroe, nessuna eroina fuori dall&#8217;ordinario</strong>, ma più un compito ingrato quanto importante, ovvero quello di curare i ricordi, i traumi del passato e riportare ordine attraverso quelli che potremmo comunemente definire degli strumenti da cucito. Da qui inizia il nostro viaggio, che ci accompagna nelle profondità di una Prospero <strong>che non è più solo quella del nostro secolo</strong>, ma viene arricchita da spaventose creature e personaggi sui generis. A farci da guida e da narratore un gigantesco pesce gatto parlante, che nel corso dell&#8217;avventura si rivelerà forse il personaggio più “normale” e meno assurdo rispetto a quelli che incontreremo nel corso dell&#8217;avventura. Sarebbe però riduttivo parlare di South of Midnight come un semplice viaggio. Nel corso delle ore che ci accompagneranno tra agglomerati urbani e foreste, infatti, Hazel entra in contatto con una serie di dilemmi morali ed etici, che spingeranno la protagonista a cambiare spesso idea e punto di vista sugli avvenimenti legati non solo alla sua famiglia, ma anche alle storie di Prospero.</p>
<p align="LEFT"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-347176" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_04_02-18_22_34.png" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_04_02-18_22_34.png 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_04_02-18_22_34-300x169.png 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_04_02-18_22_34-1024x576.png 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_04_02-18_22_34-768x432.png 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_04_02-18_22_34-1536x864.png 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_04_02-18_22_34-2048x1152.png 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_04_02-18_22_34-450x253.png 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_04_02-18_22_34-780x439.png 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Unknown-2025_04_02-18_22_34-1600x900.png 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<h2 align="LEFT">Non chiamatelo platform</h2>
<p align="LEFT">A livello di gameplay, South of Midnight ha sorpreso un po&#8217; tutti. Nelle prime ore di gioco, infatti, la nuova esclusiva <strong>Microsoft si presenta un po&#8217; come l&#8217;Uncharted di casa Xbox</strong>. D&#8217;altronde le similitudini ci sono tutte: abbiamo una telecamera in terza persona, tanti ambienti di gioco diversi, sessioni di arrampica e parkour. Basta poco però per cambiare registro: proprio non appena abbiamo capito che tipo di gioco ci troviamo davanti, <strong>Compulsion Games ribalta completamente la situazione, aggiungendo elementi molto più affini ai platform moderni</strong>. Risulta quindi difficile inquadrare il nuovo titolo del team di sviluppo canadese in un singolo genere, ma a nostro giudizio quello di action adventure rimane probabilmente il termine che più si cuce meglio intorno all&#8217;avventura di Hazel.<strong> E ci sono ottimi motivi per considerarlo tale</strong>.</p>
<p align="LEFT">In primis, South of Midnight è un bellissimo gioco che fa dell&#8217;esplorazione il suo punto di forza. Se è vero che si tratta di un enorme corridoio, è anche vero che le possibilità di raggiungere il punto successivo per la progressione sono molteplici: Hazel può correre sui muri, sfruttare gallerie del vento, utilizzare una sorta di rampino, saltare e scalare, <strong>ma Compulsion Games è stata abbastanza brava</strong> nello sfruttare anche la tecnica del bait and switch, che spinge il giocatore verso un punto, magari convinto che sia la strada giusta ma che in realtà nasconde solo un collezionabile o un elemento di interesse e che quindi funziona come una sorta di maschera vera e propria e questo tipo di approccio è decisamente assente dai platform. Un altro elemento che tende a distanziarlo da quel tipo di genere e a renderlo più simile a un action vero e proprio è la presenza di boss e di combattimenti. Nel corso dell&#8217;avventura, Hazel si ritroverà ad affrontare una serie di nemici, denominati spettri, all&#8217;interno di mini arene che andranno ripulite sconfiggendo le varie ondate di nemici. Per rendere il titolo più interessante e aggiungere un minimo di profondità, Compulsion Games ha quindi deciso di inserire anche una serie di potenziamenti, legati ad alcuni rocchetti di filo che si troveranno in giro per tutta la mappa e per permetterci di potenziare le abilità di Hazel in combattimento. <strong>Non manca, infine, anche il companion: un piccolo peluche di nome Cruton</strong>, che può essere mandato in esplorazione nei luoghi più difficili da raggiungere e proseguire così nel gameplay oppure come alleato in un vero e proprio combattimento, a esclusione delle boss-fight.</p>
<p align="LEFT">Oltre al combattimento e al level design, South of Midnight ha un altro, grande pregio: <strong>quello di immergere completamente il giocatore</strong> grazie a una colonna sonora che richiama un jazz deliziosamente vintage. Tutti i brani, composti da Olivier Deriviere sono una vera e propria meraviglia per le nostre orecchie e che ci aiutano a immergerci ancora di più in quella che a oggi possiamo considerare forse una tra le più belle fiabe nel mondo dei videogiochi. Senza il comparto sonoro, infatti, l&#8217;avventura di Hazel probabilmente perderebbe gran parte della sua particolare immersività, <strong>rendendoci di fatto davanti solamente a un gigantesco film in stop motion ma senza particolare colpi di genio</strong>.</p>
<figure id="attachment_347179" aria-describedby="caption-attachment-347179" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-347179" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_cce0d8da20bf90e2ce2d50f3a31ee224a1833779.1920x1080.jpg" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_cce0d8da20bf90e2ce2d50f3a31ee224a1833779.1920x1080.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_cce0d8da20bf90e2ce2d50f3a31ee224a1833779.1920x1080-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_cce0d8da20bf90e2ce2d50f3a31ee224a1833779.1920x1080-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_cce0d8da20bf90e2ce2d50f3a31ee224a1833779.1920x1080-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_cce0d8da20bf90e2ce2d50f3a31ee224a1833779.1920x1080-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_cce0d8da20bf90e2ce2d50f3a31ee224a1833779.1920x1080-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_cce0d8da20bf90e2ce2d50f3a31ee224a1833779.1920x1080-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_cce0d8da20bf90e2ce2d50f3a31ee224a1833779.1920x1080-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-347179" class="wp-caption-text">Il combat system e i nemici sono la parte più debole di South of Midnight</figcaption></figure>
<h2 align="LEFT">Si poteva osare di più?</h2>
<p align="LEFT">South of Midnight è un bel gioco e forse, almeno per il momento, si tratta della seconda produzione più originale e caratteristica di Xbox (la prima rimarrà probabilmente Pentiment, almeno per molto altro tempo). L&#8217;opera di Compulsion Games è un vero e proprio tributo a quell&#8217;America ricca di folklore ed è stato caratterizzato decisamente bene, tanto da averci stupito su più fronti proprio per come è stata realizzata a livello tecnico e grafico. <strong>La domanda che ci poniamo</strong>, alla fine della nostra avventura, è una sola: può un gioco del genere essere stato concepito come un semplice racconto del profondo sud statunitense oppure si poteva fare qualcosa di più? Perché purtroppo, i limiti e i difetti della produzione sembrano proprio risiedere in una sorta di stanca del team di sviluppo o forse più da uno sforzo mancato, quasi come si fosse dato forfait su quell&#8217;ultimo chilometro di una maratona che si poteva chiudere tranquillamente tra i vincitori di una medaglia. Il difetto più grande resta quello legato ai combattimenti: South of Midnight non brilla quasi mai e nessuna battaglia, nessuno scontro resterà veramente nella memoria dei giocatori, neanche le boss-fight. Le opzioni sono estremamente limitate, <strong>il moveset di Hazel veramente scarno e il design dei nemici, a differenza di quello degli altri personaggi, è in realtà decisamente poco ispirato e quasi stancante</strong>. L&#8217;idea di affrontare i vari encounter solamente all&#8217;interno di alcune micro aree, <strong>seppur legate in qualche modo anche alla storia</strong> e all&#8217;obiettivo della protagonista, preclude qualsiasi tipo di effetto sorpresa e spinge il giocatore a muoversi per trovare il prossimo scontro. Per quanto riguarda invece le sfide con i boss di fine capitolo, anche in questo caso ci troviamo davanti a battaglie ripetitive, poco convincenti e ispirati, ancora più limitate delle normali sezioni action.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/346865/south-of-midnight-recensione-of-monsters-and-men/ss_103bb6df9ddfd8e93cbe28ad2066e4a2bfbce54e-1920x1080/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_103bb6df9ddfd8e93cbe28ad2066e4a2bfbce54e.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/346865/south-of-midnight-recensione-of-monsters-and-men/ss_592785179712f4f4a22dee03e68bd7204a6ecfa7-1920x1080/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_592785179712f4f4a22dee03e68bd7204a6ecfa7.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/346865/south-of-midnight-recensione-of-monsters-and-men/ss_176b21b4e07b7d2cadec6317c3cbcb13bea0a1d9-1920x1080/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_176b21b4e07b7d2cadec6317c3cbcb13bea0a1d9.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/346865/south-of-midnight-recensione-of-monsters-and-men/ss_2124db7c5ee5495f8902b250af1f76c210cd51a2-1920x1080/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_2124db7c5ee5495f8902b250af1f76c210cd51a2.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/346865/south-of-midnight-recensione-of-monsters-and-men/ss_6aa0f7e85860d10154513f09364aa46acdefb58f-1920x1080/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_6aa0f7e85860d10154513f09364aa46acdefb58f.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/346865/south-of-midnight-recensione-of-monsters-and-men/ss_e4708af1f2f56baf18f19f7f7c37152a0b29e947-1920x1080/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/ss_e4708af1f2f56baf18f19f7f7c37152a0b29e947.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>

<p align="LEFT">Al di là del combat-system, anche la ripetitività di certi puzzle ed enigmi si fa sentire. Le idee di fondo non sono mal realizzate, <strong>ma spesso South of Midnight ne abusa</strong>. È divertente spostare oggetti o farli materializzare, ma il sistema continua a ripetersi, come un pattern vero e proprio, come se ogni enigma fosse stato realizzato in sequenza e non ci sia stato il tempo o l&#8217;opportunità di creare qualcosa di diverso. In poche ore abbiamo visto tutta quanta l&#8217;offerta ludica del gioco Compulsion Games è questo ci rammarica abbastanza: <strong>sulla carta, infatti, il potenziale era ben maggiore</strong>, soprattutto visto l&#8217;impianto narrativo e il design decisamente particolare e sopra le righe. Molto bene, invece, il comparto tecnico, che diventa un po&#8217; spigoloso in un preciso capitolo della storia, ma che poi riesce a recuperare, garantendo comunque un frame rate stabile e senza troppi cali o freeze.</p>
<p><iframe title="South of Midnight - Story Trailer | Developer_Direct 2025" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/klgw-To1rqc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p align="LEFT"><b>South of Midnight è una bellissima produzione, un videogioco di valore che viene però frenato da alcune scelte di design non proprio chiarissime e da un gameplay che mostra incertezze su più fronti, oltre che poco brillante e vasto. I piccoli difetti elencati sono però presto dimenticabili grazie a un mondo di gioco colorato, unico e con una fortissima identità, elemento non scontato nella marea delle produzioni odierne. Il viaggio nel profondo sud di Compulsion Games vale sicuramente il prezzo del biglietto, a patto ovviamente di rendersi conto di trovarsi davanti a un&#8217;avventura che fa della narrativa e dell&#8217;estetica i suoi punti di forza, a discapito del gameplay e della complessità.</b></p>
<hr />
<p align="LEFT">
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/346865/south-of-midnight-recensione-of-monsters-and-men/">South of Midnight Recensione: of Monsters and Men</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vgmag.it/346865/south-of-midnight-recensione-of-monsters-and-men/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<enclosure url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/South-of-Midnight_Cover_01.jpg" length="227235" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/South-of-Midnight_Cover_01.jpg" width="1920" height="1080" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>Vgmag.it</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/South-of-Midnight_Cover_01.jpg" width="1920" height="1080" />
	</item>
		<item>
		<title>Atomfall Recensione: dal Regno Unito con furore</title>
		<link>https://www.vgmag.it/345226/atomfall-recensione-dal-regno-unito-con-furore/</link>
					<comments>https://www.vgmag.it/345226/atomfall-recensione-dal-regno-unito-con-furore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Adinolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 09:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox]]></category>
		<category><![CDATA[Atomfall]]></category>
		<category><![CDATA[Rebellion]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vgmag.it/?p=345226</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Atomfall-cover.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="Atomfall" /></div>
<div>Quanto può essere crudele una guerra nucleare? Fortunatamente noi esseri umani siamo stati (almeno per ora) abbastanza fortunati da evitarne una su scala globale. Per quanto riguarda però il mondo virtuale dei videogiochi, beh, di ucronie simili ce ne sono diverse. Per questo motivo e per tanti altri, fin dal suo annuncio Atomfall è passato [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/345226/atomfall-recensione-dal-regno-unito-con-furore/">Atomfall Recensione: dal Regno Unito con furore</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Atomfall-cover.jpg" width="1280" height="720" title="" alt="Atomfall" /></div><div><p align="LEFT">Quanto può essere crudele una guerra nucleare? <strong>Fortunatamente noi esseri umani</strong> siamo stati (almeno per ora) abbastanza fortunati da evitarne una su scala globale. Per quanto riguarda però il mondo virtuale dei videogiochi, beh, di ucronie simili ce ne sono diverse. Per questo motivo e per tanti altri, fin dal suo annuncio Atomfall è passato un po&#8217; sotto traccia. D&#8217;altronde dopo aver avuto <strong><a href="https://www.vgmag.it/344259/fallout-76-disponibile-il-nuovo-aggiornamento-ghoul-interiore/" target="_blank" rel="noopener">Fallout</a>, Wasteland, Mad Max</strong> (in ogni sua iterazione) e molti altri giochi, era davvero difficile che qualcuno potesse realizzare qualcosa di completamente diverso, almeno nelle intenzioni. A smentirci però fortunatamente ci ha pensato proprio <strong>Rebellion Developments</strong>, il team di sviluppo diventato famoso per una delle serie di videogiochi più divertenti e chiacchierate degli ultimi anni, ovvero quella di <strong><a href="https://www.vgmag.it/333425/sniper-elite-resistance-recensione-un-capitolo-molto-conservativo/">Sniper Elite</a></strong>. Abbandonato il campo di battaglia storico, la software house ha deciso dunque di buttarsi su tutt&#8217;altro genere, offrendo ai giocatori un&#8217;esperienza del tutto diversa rispetto a quella a cui erano stati abituati.</p>
<p align="LEFT">Nel corso dei mesi successivi all&#8217;annuncio, però, è apparso fin da subito che <strong>Atomfall non aveva nulla in comune con i disastri nucleari</strong> che il mondo dei videogiochi avevano raccontato. <strong>L&#8217;opera di Rebellion è più infatti una dichiarazione d&#8217;amore della solitudine, arricchita da elementi distopici e inquietanti</strong>. Il tutto in un ritratto familiare ma quasi estraniante, ovvero le ricche campagne inglesi. Il risultato? Un buon gioco, che non inventa nulla e non ha neanche la pretesa di farlo, ma riesce a farci passare tante ore diverse alla ricerca delle verità che la nuova società inglese nasconde sotto i suoi veli.</p>
<figure id="attachment_345229" aria-describedby="caption-attachment-345229" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-345229 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/fN9BWXK9-scaled.jpeg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/fN9BWXK9-scaled.jpeg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/fN9BWXK9-300x169.jpeg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/fN9BWXK9-1024x576.jpeg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/fN9BWXK9-768x432.jpeg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/fN9BWXK9-1536x864.jpeg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/fN9BWXK9-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/fN9BWXK9-450x253.jpeg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/fN9BWXK9-780x439.jpeg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/fN9BWXK9-1600x900.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-345229" class="wp-caption-text">Cosa si nasconderà dentro questo relitto?</figcaption></figure>
<h2 align="LEFT">Atomfall, la solitudine del viandante</h2>
<p align="LEFT">Come abbiamo accennato all&#8217;inizio della nostra recensione, <strong>Atomfall non vuole essere Fallout e neanche in realtà S.T.A.L.K.E.R.</strong>! Le due serie di videogiochi, così diverse tra loro, sono comunque state delle ottime fonti di ispirazione per il nuovo titolo di Rebellion. Ma dunque, che cos&#8217;è esattamente questa produzione? Difficile inquadrarla in un termine solo e racchiudere l&#8217;intero sforzo del team di sviluppo in un unico genere. Ufficialmente, <a href="https://atomfall.com/it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Atomfall è un gioco survival</strong></a>, che chiede al giocatore una grande attenzione nella gestione dell&#8217;inventario e delle risorse. Fin dai primi passi dell&#8217;avventura, infatti, <strong>appare subito chiaro che l&#8217;obiettivo non sarà solamente la risoluzione della main quest e dell&#8217;obiettivo stesso</strong>, ma anche quello di non morire in mezzo alla brughiera inglese, tragica protagonista di questa produzione. Già, perché la produzione Rebellion affonda le sue radici non solo nella homeland del team di sviluppo, ma anche in un vero e proprio momento storico. Atomfall è ambientato infatti in una piccola porzione di campagna inglese e affonda le sue radici in un piccolo incidente nucleare, quello di Windscale, avvenuto realmente intorno agli anni &#8217;50. Nella vita reale, l&#8217;incidente in realtà non ha prodotto nessun tipo di effetto negativo, ma nella distopia creata da Rebellion è successo invece l&#8217;irreparabile.</p>
<p align="LEFT">I primi momenti di gioco sono decisamente estranianti. A differenza di altri giochi, infatti, il nostro personaggio è letteralmente “Nessuno”. Si tratta, come definito dagli stessi sviluppatori, <strong>di una tela bianca</strong> che si adatta perfettamente al nostro tipo di gioco. E anche l&#8217;inizio diventa ovviamente più complicato da raccontare: da soli, in un letto di un bunker sotterraneo, veniamo svegliati da un misterioso uomo ferito, che ci implora di curarlo e ci lascerà una chiave elettronica per l&#8217;uscita da quella capsula che dovrebbe, almeno in teoria, proteggerci dal mondo esterno. Da qui in avanti non ci sarà nessun tipo di marcatore, nessun indizio e nessun tipo di indicazione su dove andare.<strong> Il mondo di Atomfall è infatti a nostra disposizione fin da subito</strong>. Diviso da quattro, grandi macro aree, ognuna di esse con le sue peculiarità e caratteristiche oltre che vari punti di interesse, sono popolati da banditi, druidi e creature diventate tali dopo le mutazioni.</p>
<figure id="attachment_345228" aria-describedby="caption-attachment-345228" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-345228 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/9JUzoyoZ-scaled.jpeg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/9JUzoyoZ-scaled.jpeg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/9JUzoyoZ-300x169.jpeg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/9JUzoyoZ-1024x576.jpeg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/9JUzoyoZ-768x432.jpeg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/9JUzoyoZ-1536x864.jpeg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/9JUzoyoZ-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/9JUzoyoZ-450x253.jpeg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/9JUzoyoZ-780x439.jpeg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/9JUzoyoZ-1600x900.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-345228" class="wp-caption-text">L&#8217;ambiente di gioco è forse la caratteristica migliore di Atomfall</figcaption></figure>
<h2 align="LEFT">Parola d&#8217;ordine: sopravvivenza</h2>
<p align="LEFT">A differenza di altri giochi, in Atomfall non esiste un vero e proprio obiettivo. <strong>Rebellion ha infatti posto il free roaming</strong> come punto cardine dell&#8217;esperienza di gioco. In breve: non esistono quest, non esistono marcatori. Per proseguire nell&#8217;avventura sarà necessario esplorare per poter entrare in contatto con delle piste, che dovranno successivamente essere risolte esplorando. In alcuni casi le piste sono abbastanza chiare ed esplicative, altre volte invece sarà necessario consultare la mappa e provare a usare le coordinate. Si tratta ovviamente di un ottimo e particolare espediente di gameplay, che però diventa anche uno dei maggiori difetti del gioco. Questo perché molto spesso le piste potrebbero essere complicate da seguire e per trovare la giusta direzione c&#8217;è l&#8217;enorme rischio di passare diverso tempo a cercare un obiettivo o una location specifica, finendo in un vortice di giri infiniti e con un po&#8217; di frustrazione.</p>
<p align="LEFT">Per facilitare l&#8217;approccio all&#8217;esplorazione, che presenta comunque dei rischi importanti vista la grande quantità di nemici e di pericoli della brughiera inglese, ci viene in soccorso la possibilità di scegliere il proprio playstile, ovvero lo stile di gioco: Rebellion ha pensato ad Atomfall <strong>come un&#8217;esperienza godibile da chiunque, inserendo così cinque diversi livelli di difficoltà</strong>, dal più semplice (pensato per tutti coloro che vogliono solo godersi l&#8217;esplorazione) fino al più complicato, che mette al centro del gameplay anche i combattimenti e la sopravvivenza. L&#8217;aspetto survival del gioco è un altro, grande pregio di Atomfall. Il titolo di Rebellion infatti chiede ai giocatori un&#8217;attenta gestione dell&#8217;inventario, tra munizioni, risorse e armi. In tutto ciò, Atomfall include anche un esaustivo sistema di crafting, sfruttando un sistema di ricette che potranno essere trovate in giro per il mondo di gioco esplorando con attenzione. Allo stesso modo viene gestito anche la stamina, <strong>rappresentata dall&#8217;aumento dei battiti</strong> (influenzata anche dal movimento) e un sistema di abilità e di apprendimento, che permetteranno una progressione più in linea in base al tipo di stile che vogliamo utilizzare.</p>
<figure id="attachment_345227" aria-describedby="caption-attachment-345227" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-345227" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/f7xXRQaK-scaled.jpeg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/f7xXRQaK-scaled.jpeg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/f7xXRQaK-300x169.jpeg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/f7xXRQaK-1024x576.jpeg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/f7xXRQaK-768x432.jpeg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/f7xXRQaK-1536x864.jpeg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/f7xXRQaK-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/f7xXRQaK-450x253.jpeg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/f7xXRQaK-780x439.jpeg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/f7xXRQaK-1600x900.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-345227" class="wp-caption-text">Un senso di inquietudine davvero difficile da eguagliare</figcaption></figure>
<h2 align="LEFT">Un buon gioco, ma&#8230;</h2>
<p align="LEFT">Atomfall è una produzione divertente, interessante, accattivante. <strong>Rebellion gioca tantissimo sul giocatore</strong> e sul suo senso d&#8217;inquietudine, sul rendere l&#8217;utente estraniato da ciò che vede e soprattutto ciò che sente. Complice una narrazione criptica, basata su piste, biglietti, indizi e piccoli segreti nascosti in diversi punti della mappa, la produzione dei britannici riesce a intrattenere e punta dritto all&#8217;obiettivo di non annoiare mai il giocatore. Allo stesso tempo sorprende la campagna inglese, riprodotta in maniera fedele e che strizza l&#8217;occhio ad altre produzioni, ma riuscendo comunque a mantenere un suo stile e i suoi tratti, rendendo di fatto unico il mondo di gioco, popolato da personaggi assurdi, regole e persone decisaamente poco raccomandabili.</p>

<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/m1_Anjku-300x169.jpeg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="345232,345233,345234,345235,345236,345237" orderby="post__in" include="345232,345233,345234,345235,345236,345237" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_906d11782b7d9e3fa9b85eabad3e3fb5620b42f0.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="345232,345233,345234,345235,345236,345237" orderby="post__in" include="345232,345233,345234,345235,345236,345237" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_fac4a84f361f2f21cd1ea9dbc3f0babb120536f8.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="345232,345233,345234,345235,345236,345237" orderby="post__in" include="345232,345233,345234,345235,345236,345237" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_228eba95b1534857e0922d1587c1d7dc98ccf7d2.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="345232,345233,345234,345235,345236,345237" orderby="post__in" include="345232,345233,345234,345235,345236,345237" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_c9987ef0eb8ebcfbc7e041726d1a2aea232738fb.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="345232,345233,345234,345235,345236,345237" orderby="post__in" include="345232,345233,345234,345235,345236,345237" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_c4158c2191c604656c4d2e115042e865eace587a.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="345232,345233,345234,345235,345236,345237" orderby="post__in" include="345232,345233,345234,345235,345236,345237" />

<p align="LEFT">I punti di forza di Atomfall sono un po&#8217; però anche i suoi lati negativi. Un rovescio della medaglia, che si espande per tutte le ore di gioco. <strong>La storyline principale è interessante</strong>, ma si perde facilmente in un bicchiere d&#8217;acqua. L&#8217;esplorazione completamente libera, senza nessun tipo di indizio, riesce ad affascinare fin da subito ma crea un classico effetto della ricerca di un ago in un pagliaio, rendendo spesso alcuni momenti un po&#8217; frustranti. A livello tecnico il gioco è incredibile, riesce a far immergere il giocatore quasi totalmente, ma gli scenari, le linee di dialogo e più in generale l&#8217;intera atmosfera si ripete forse fin troppo,<strong> rischiando fin da subito di instillare una sorta di effetto deja vù che rischia di compromettere abbastanza l&#8217;intera esperienza</strong>. Alcuni bug, infine, rischiano di minare un po&#8217; l&#8217;esperienza di gioco, come per esempio l&#8217;impossibilità di risolvere alcune piste. Il nuovo gioco di Rebellion è un po &#8216;un nuovo inizio per il team di sviluppo, <strong>che affonda le sue radici nella sci-fi inglese</strong> e nelle produzioni più blasonate come Fallout e STALKER ma riesce comunque a ritagliarsi un piccolo spazio d&#8217;originalità. Atomfall è un buon gioco, anche al netto dei suoi difetti. E forse è davvero giunto il momento di provare questa nuova apocalisse nucleare, però sotto un altro punto di vista.</p>
<p><iframe title="Atomfall - Pre-Launch Trailer | Xbox Game Pass, Xbox Series X|S, Xbox One, PC, PS5 &amp; PS4" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/RL57lHE-xvI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p align="LEFT"><strong>Brutale, spietato, inquietante (ma anche un po&#8217; ripetitivo) e con qualche elemento fuori posto: Atomfall, nel bene o nel male, è decisamente tutto ciò che ci aspettavamo. Una piccola produzione in grado comunque di intrattenere il giocatore e di stupire, con tutti i suoi limiti non tanto tecnici ma quanto più di design. Ne vale davvero la pena affrontare l&#8217;avventura proposta da Rebellion? Sì, anche per avere un punto di vista differente sul tema del nucleare e dei suoi spaventosi effetti rispetto a quello che Hollywood e l&#8217;industria (videoludica e non) ci ingozzano ogni giorno.<br />
</strong></p>
<hr />
<p align="LEFT">
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/345226/atomfall-recensione-dal-regno-unito-con-furore/">Atomfall Recensione: dal Regno Unito con furore</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vgmag.it/345226/atomfall-recensione-dal-regno-unito-con-furore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<enclosure url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Atomfall-cover.jpg" length="311911" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Atomfall-cover.jpg" width="1280" height="720" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>Vgmag.it</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Atomfall-cover.jpg" width="1280" height="720" />
	</item>
		<item>
		<title>Ale Abbey Provato: un monastero ad alto tasso alcolico</title>
		<link>https://www.vgmag.it/341998/ale-abbey-provato-un-monastero-ad-alto-tasso-alcolico/</link>
					<comments>https://www.vgmag.it/341998/ale-abbey-provato-un-monastero-ad-alto-tasso-alcolico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Adinolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Mar 2025 08:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
		<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Ale Abbey]]></category>
		<category><![CDATA[Provato]]></category>
		<category><![CDATA[Shiro Games]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vgmag.it/?p=341998</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_e0efcbd0506b67f69f29aeeddddb82307a7afbdd.1920x1080.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="" /></div>
<div>Al pari del Giappone feudale, forse una delle ambientazioni più desiderate e amate nel mondo dei videogiochi è quella medievale. Non è un caso che prodotti come Kingdom Come Deliverance e Pentiment riescano a riscaldare il cuore dei giocatori, partendo proprio dal loro setting. Lo sapevano probabilmente bene anche i ragazzi di Hammer &#38; Ravens, [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/341998/ale-abbey-provato-un-monastero-ad-alto-tasso-alcolico/">Ale Abbey Provato: un monastero ad alto tasso alcolico</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_e0efcbd0506b67f69f29aeeddddb82307a7afbdd.1920x1080.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="" /></div><div><p align="LEFT"><a href="https://www.vgmag.it/341596/assassins-creed-shadows-data-e-orario-di-pre-caricamento-e-lancio/"><strong>Al pari del Giappone feudale</strong></a>, forse una delle ambientazioni più desiderate e amate nel mondo dei videogiochi è quella medievale. Non è un caso che prodotti come Kingdom Come Deliverance e Pentiment riescano a riscaldare il cuore dei giocatori, partendo proprio dal loro setting. Lo sapevano probabilmente bene anche i ragazzi di Hammer &amp; Ravens, che però si sono spinti oltre. Perché offrire un&#8217;avventura come tante, quando invece è possibile legare quell&#8217;epoca ricca di arte e cultura a un tipo di gioco decisamente meno tradizionale? Non sappiamo se sia andata davvero così, ma il team ha avuto comunque un&#8217;intuizione geniale e ha ideato (e creato) quello che a tutti gli effetti è una sorta di novità: parliamo di Ale Abbey – Monastery Brewery Tycoon, <strong>un gestionale che ha come tema centrale&#8230; la birra!</strong></p>
<p align="LEFT">Nella produzione del team di sviluppo basato in Estonia (ma dal cuore pulsante italiano), <strong>Ale Abbey – Monastery Brewery Tycoon è un piccolo tassello di felicità</strong>, che ci svela un nuovo lato dei gestionali. Meno serioso (ma non meno complesso), il gioco di <a href="https://www.hammerandravens.com/">Hammer &amp; Ravens</a> riesce in qualche modo a fondere perfettamente la voglia di profondità con la semplicità del tema. Il tutto unito ovviamente a una grafica in pixel art decisamente carica e una colonna sonora di tutto rispetto. Il tutto mentre ci dedichiamo alla ricerca e alla preparazione di una delle bevande più amate e di tutto rispetto, che ha appunto origini quasi millenarie, ovvero la birra. Già, perché come dice il titolo stesso della produzione, l&#8217;obiettivo del giocatore è quello di gestire un vero e proprio monastero, dedito alla produzione della birra.</p>
<figure id="attachment_342026" aria-describedby="caption-attachment-342026" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-342026 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/aleabbey1.jpg" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/aleabbey1.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/aleabbey1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/aleabbey1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/aleabbey1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/aleabbey1-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/aleabbey1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/aleabbey1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/aleabbey1-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-342026" class="wp-caption-text">É qui che si produce la birra&#8230; un monastero!</figcaption></figure>
<h2 align="LEFT">Ale Abbey – Monastery Brewery Tycoon, un viaggio secolare nella storia della birra</h2>
<p align="LEFT">Come abbiamo anticipato in apertura, in Ale Abbey – Monastery Brewery Tycoon l&#8217;obiettivo dei giocatori è quello di gestire un vero e proprio monastero per dedicarsi alla creazione della birra perfetta. Non si tratta di una novità: su Steam ci sono già alcuni esperimenti dedicati proprio a gestionali che ci permettono di sperimentare con la bevanda alcolica più famosa al mondo. <strong>L&#8217;approccio di Hammer &amp; Ravens</strong> però è decisamente diverso: pur decidendo di partire dalla birra come cuore del proprio gestionale, in realtà le sfumature sono decisamente più complesse. Se è vero che il tema centrale è proprio la bevanda, in realtà la produzione ci chiede di essere in grado di gestire a 360 gradi la vita monasteriale, stando attenti ai bisogni dei fermentini e del “personale” e di tutto ciò che ruota intorno all&#8217;edificio.</p>
<p align="LEFT">Per aiutarci a schiarire le idee e prendere confidenza con il sistema di gioco, Ale Abbey – Monastery Brewery Tycoon apre le porte del suo monastero con un lungo tutorial, che ci aiuterà a familiarizzare con tutte le idee e i fondamenti di gameplay. Nel gioco, come abbiamo detto poco sopra, non ci sarà una concentrazione solamente sull&#8217;elemento portante, ovvero la birra, ma anche sull&#8217;intera gestione del monastero<strong>. I ragazzi di Hammer &amp; Ravens</strong> hanno infatti optato per degli elementi decisamente diversi rispetto ad alcuni titoli che hanno per protagonista proprio la bevanda.</p>
<p align="LEFT">Prima di creare la propria ricetta e occuparsi della vendita stessa, infatti, occorrerà gestire al meglio il luogo in cui i monaci dedicano la loro vita alla creazione e al successo. La dedizione al nettare giallo dovrà essere per forza accompagnata da un&#8217;impeccabile gestione del monastero. Questo significa aggiungere stanze, mobilio e un occhio attento alle finanze, per esempio. <strong>Anche mantenere alto l&#8217;umore e la felicità dei fermentini</strong> sarà ovviamente un aspetto importante per eccellere nel nostro compito. Difficile riuscire nell&#8217;impresa, almeno nelle prime battute: occorrerà infatti un po&#8217; di tempo prima di prendere confidenza con tutto l&#8217;aspetto logistico del gioco, ma una volta appresi i comandi base e capito come gestire al meglio le proprie finanze, la strada sarà in discesa.</p>
<figure id="attachment_342027" aria-describedby="caption-attachment-342027" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-342027 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ricetta.jpg" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ricetta.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ricetta-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ricetta-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ricetta-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ricetta-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ricetta-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ricetta-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ricetta-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-342027" class="wp-caption-text">Volete produrre birra? Ecco gli ingredienti!</figcaption></figure>
<h2 align="LEFT">Un grande potenziale, ma ancora inespresso</h2>
<p align="LEFT">Ale Abbey – Monastery Brewery Tycoon ha un grande pregio: molto spesso, nei gestionali, la confusione regna sovrana. <strong>Non si tratta di un vero e proprio errore</strong>, ma spesso le informazioni vengono letteralmente gettate in faccia ai giocatori, con muri di testo con cui è difficile concentrarsi e avere tutto sotto controllo. Non è così nel titolo di Hammer &amp; Ravens, che si dimostra invece molto chiaro, in grado di far chiarezza nella mente del giocatore fin da subito. Certo,<strong> prendere confidenza con le meccaniche è facile, ma è difficile padroneggiarle</strong>. Non si tratta però di un vero e proprio difetto, ma anzi, di un elemento ludico importantissimo, che aumenta ovviamente il divertimento.</p>
<p align="LEFT">Al pari della chiarezza che il gioco trasmette, un altro lato positivo è sicuramente l&#8217;aspetto tecnico. Hammer &amp; Ravens smorza la tensione del gioco e ci mette tra le mani un gestionale bellissimo da vedere, con una grafica in pixel art decisamente gradevole e bellissima. Allo stesso modo anche il sonoro, con una musica ben orchestrata e sicuramente di grande atmosfera diventa parte integrante del gameplay, accompagnandoci nel corso dell&#8217;avventura. <strong>E pur essendo un prodotto Early Access</strong>, Ale Abbey – Monastery Brewery Tycoon è davvero pulito a livello di codice, tanto che non abbiamo mai riscontrato bug o problemi di sorta. Incredibile, soprattutto per un prodotto che non solo è sviluppato molto in piccolo ma appunto ancora non in versione definitiva.</p>

<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_4e40b0b8ffec8c23c0de736fb45689dffba960bb.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="342028,342029,342030,342031,342032,342033" orderby="post__in" include="342028,342029,342030,342031,342032,342033" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_571fab9153e68ebed8b70c8729e874fdc2330e99.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="342028,342029,342030,342031,342032,342033" orderby="post__in" include="342028,342029,342030,342031,342032,342033" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_17c130b8dfa58f5a3070a2d5c7734b07d2d93e42.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="342028,342029,342030,342031,342032,342033" orderby="post__in" include="342028,342029,342030,342031,342032,342033" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_5900b1098f167c72bc0755e0a51082f3573ed3d9.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="342028,342029,342030,342031,342032,342033" orderby="post__in" include="342028,342029,342030,342031,342032,342033" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_8f2173b30c9bdce9e946e022cbaff527add7fb54.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="342028,342029,342030,342031,342032,342033" orderby="post__in" include="342028,342029,342030,342031,342032,342033" />
<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_31e33f6d8892b709320b6487da48bc92fe888329.1920x1080-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" link="none" size="medium" ids="342028,342029,342030,342031,342032,342033" orderby="post__in" include="342028,342029,342030,342031,342032,342033" />

<p align="LEFT">Purtroppo l&#8217;Early Access di Ale Abbey – Monastery Brewery Tycoon si sente decisamente tutto. Se è vero che l&#8217;offerta ludica è decisamente soddisfacente, <strong>è anche vero che l&#8217;offerta ludica non sembra in grado di riscaldare i cuori dei giocatori più esigenti</strong>. A livello di design il gioco ha tutte le carte in regola per essere un vero e proprio must have per tutti coloro che cercano un gestionale divertente, che non ama prendersi troppo sul serio ma con tutti gli elementi necessari per offrire un&#8217;esperienza di gioco soddisfacente. Resta da vedere se il team di sviluppo riuscirà a esprimersi nel migliore dei modi, aggiungendo feature e creando un vero e proprio gestionale completo sotto ogni punto di vista. <strong>Sicuramente il supporto sul lungo periodo</strong> sarà determinante per dimostrare l&#8217;effettiva qualità del gioco. Per ora le sensazioni però sono sicuramente positive: la speranza è che il team di sviluppo continui su questa strada.</p>
<p><iframe title="Ale Abbey | Early Access | RELEASE TRAILER" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/u6L5BN7yMWk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p align="LEFT"><strong>Divertente, leggero, profondo e in grado di divertire: Ale Abbey – Monastery Brewery Tycoon è un gioco molto buono sotto ogni punto di vista. Dall&#8217;idea sulla carta, fino alla sua esecuzione, il titolo di Hammer &amp; Ravens risulta sicuramente ben realizzato. Ora la speranza è che il team di sviluppo riesca a coltivare l&#8217;idea, aggiungendo nuovi contenuti e magari qualche nuova feature, per esprimere al massimo il potenziale di un&#8217;ottima idea.</strong></p>
<hr />
<p align="LEFT">
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/341998/ale-abbey-provato-un-monastero-ad-alto-tasso-alcolico/">Ale Abbey Provato: un monastero ad alto tasso alcolico</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vgmag.it/341998/ale-abbey-provato-un-monastero-ad-alto-tasso-alcolico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<enclosure url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_e0efcbd0506b67f69f29aeeddddb82307a7afbdd.1920x1080.jpg" length="802783" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_e0efcbd0506b67f69f29aeeddddb82307a7afbdd.1920x1080.jpg" width="1920" height="1080" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>Vgmag.it</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/ss_e0efcbd0506b67f69f29aeeddddb82307a7afbdd.1920x1080.jpg" width="1920" height="1080" />
	</item>
		<item>
		<title>Avowed Recensione: benvenuti nelle Living Lands</title>
		<link>https://www.vgmag.it/336718/avowed-recensione-benvenuti-nelle-living-lands/</link>
					<comments>https://www.vgmag.it/336718/avowed-recensione-benvenuti-nelle-living-lands/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Adinolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2025 14:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox]]></category>
		<category><![CDATA[Avowed]]></category>
		<category><![CDATA[Obsidian Entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Game Studios]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vgmag.it/?p=336718</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Avowed.png" width="1594" height="896" title="" alt="Avowed" /></div>
<div>Per parlare di Avowed è necessario un passo indietro. Ed è un passo indietro che comincia nel momento in cui l&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento diventa pop. Quel momento è probabilmente quando il grande fantasy ha cominciato a diventare davvero protagonista di libri, film, giochi da tavolo e anche opere musicali. E fin dall&#8217;inizio del mondo dei videogiochi, [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/336718/avowed-recensione-benvenuti-nelle-living-lands/">Avowed Recensione: benvenuti nelle Living Lands</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Avowed.png" width="1594" height="896" title="" alt="Avowed" /></div><div><p align="LEFT"><strong>Per parlare di Avowed</strong> è necessario un passo indietro. Ed è un passo indietro che comincia nel momento in cui l&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento diventa pop. Quel momento è probabilmente quando il grande fantasy ha cominciato a diventare davvero protagonista di libri, film, giochi da tavolo e anche opere musicali. E fin dall&#8217;inizio del mondo dei videogiochi, lo stesso fantasy è stato protagonista di grandi produzioni. Tra i nomi eccellenti di questa industria c&#8217;è sicuramente quello di Obsidian, che ha saputo imporsi come uno dei migliori produttori di videogiochi di ruolo a stampo fantasy. Che sia la cruda realtà di Fallout New Vegas <strong>o la distopia di The Outer Worlds</strong>, il team di Santa Ana non ha quasi mai disatteso le aspettative. E così, dopo l&#8217;acquisizione da parte di Microsoft nel 2018, l&#8217;attesa per un&#8217;altra, grande epopea fantasy era alle stelle. Certo, abbiamo avuto un paio di digressioni con progetti più piccoli ma allo stesso tempo affascinanti, come Grounded e Pentiment, ma il vero banco di prova era il prossimo, grande gioco di ruolo. Il momento è però finalmente giunto: dopo quasi cinque anni di attesa, Obsidian Entertainment ha <a href="https://www.vgmag.it/333465/avowed-non-sara-un-classico-open-world/">finalmente pubblicato Avowed</a>.</p>
<p align="LEFT">Con Avowed, Obsidia Entertainment arriva al culmine di una maturazione cominciata oramai diversi anni fa <strong>e più precisamente un decennio</strong> dopo il lancio del primo Pillars of Eternity, un progetto completamente finanziato su Kickstarter che si è rivelato essere un vero e proprio successo, che è riuscito a spingere ai massimi livelli di conoscenza da parte del pubblico più mainstream il team californiano. Avowed è la summa di tutto quello che è accaduto negli ultimi anni è il risultato è un avvincente gioco di ruolo con elementi action, in grado di ritagliarsi sicuramente uno spazio importante in un 2025 ricco di produzioni di stampo quasi hollywoodiano e pronte a farci compagnia per un anno decisamente intenso. Già, perché il nuovo titolo del team di sviluppo non è solamente un grande gioco di ruolo, <strong>ma anche un importante esempio di stile di come le sceneggiature moderne possano finalmente convivere</strong>, offrendo una grande prova di maturità, seconda probabilmente solo alla scrittura di pochi “rivali”. Un successo su tutta la linea? Forse sì, ma scopriamo di più nella nostra recensione.</p>
<figure id="attachment_336728" aria-describedby="caption-attachment-336728" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-336728 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_GT_VISTA_1.jpg" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_GT_VISTA_1.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_GT_VISTA_1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_GT_VISTA_1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_GT_VISTA_1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_GT_VISTA_1-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_GT_VISTA_1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_GT_VISTA_1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_GT_VISTA_1-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-336728" class="wp-caption-text">Benvenuti nelle Living Lands</figcaption></figure>
<h2 align="LEFT">Avowed è un grande fantasy, ma non solo!</h2>
<p align="LEFT">Per parlare di Avowed è necessario abbracciare appieno uno dei punti cardini della produzione, ovvero quello della trama. Nei giochi fantasy, specialmente quelli a tema medievale e che fanno della religione e dei culti il loro perno, <strong>spesso la sceneggiatura</strong> si riduce a una serie di paletti predefiniti. Obsidian Entertainment non ha ovviamente rivoluzionato né inventato nulla, ma ha fatto tutto ciò che poteva per posizionarsi in un gradino più alto rispetto alle altre produzioni che affollano il mercato. E lo ha fatto con uno screenplay che fonde politica e speranza, lotte di classe e personaggi freak, un mondo di gioco vivente coerente con la sceneggiatura <strong>e che diventa protagonista quasi inaspettato</strong>. Una maturazione importante, che in alcuni punti tocca quella <strong>raggiunta da CD Projekt RED con The Witcher 3: Wild Hunt</strong>, dove le avventure dello Strigo erano fondamentalmente eventi reali in un mondo di fantasia. Con Avowed è praticamente la stessa cosa: <strong>tutto quello che succede all&#8217;interno delle Living Lands è in realtà ciò che succede sul pianeta Terra nell&#8217;anno del signore 2025</strong>.</p>
<p align="LEFT">In Avowed, i giocatori assumono il ruolo dell&#8217;Envoy, ovvero dell&#8217;Inviato per conto dell&#8217;Imperatore di Aedyr, per indagare su una misteriosa piaga che <strong>sta affliggendo le Living Lands</strong>. L&#8217;Envoy non è però un uomo comune, ma un deiforme, un essere umano con in comune caratteristiche a quelle degli dei. Ovviamente non tutto va come previsto e dopo un terribile incidente in nave, il protagonista è costretto a ricominciare da zero,<strong> a partire dal suo arrivo a Paradis</strong>, per incontrarsi con il governatore e dare ufficialmente il via alla sua missione, ovvero quella di scoprire l&#8217;origine dell&#8217;epidemia chiamata semplicemente Piaga dei sogni. Nel mezzo, però, il deiforme si accorge di avere un contatto particolare, con voci e visioni che rischiano di complicare l&#8217;intero suo carico. E senza volerlo si ritroverà invischiato anche in una lotta di potere, che porterà a conseguenze decisamente catastrofiche.</p>
<p align="LEFT">Come accennato in apertura, è proprio la sceneggiatura di <strong>Avowed a fare un passo avanti</strong>. Al di là di pregi, difetti e chiaro scuri del gioco, Obsidian Entertainment è riuscita a prendere un tema spinoso e un&#8217;ambientazione non semplice e l&#8217;ha trasformata in un perfetto fantasy moderno, con tantissimi riferimenti al mondo reale e creando una storia matura. Certo, l&#8217;intera sceneggiatura non riesce quasi mai ad eccellere per le ore di gioco. Il ritmo però è abbastanza buono e riesce comunque a convincere, superando di gran lunga i precedenti prodotti di Obsidian Entertainment, a differenza però di Pentiment, dove il team di sviluppo aveva qualche libertà maggiore a livello di sperimentazione e che rappresenta probabilmente il lavoro migliore del team di sviluppo a livello di personaggi e sceneggiatura. Quella di Avowed è però una trama solida, scritta decisamente bene e in grado di tenere incollato il giocatore dall&#8217;inizio alla fine. <strong>E questo vale anche per le quest secondarie e le fetch quest</strong>, che riescono comunque a essere di un livello appena superiore rispetto ad altre produzione, ma tanto basta per riuscire a intrattenere come non mai.</p>
<figure id="attachment_336722" aria-describedby="caption-attachment-336722" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-336722 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_ES_YATZLI_GIATTA.jpg" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_ES_YATZLI_GIATTA.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_ES_YATZLI_GIATTA-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_ES_YATZLI_GIATTA-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_ES_YATZLI_GIATTA-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_ES_YATZLI_GIATTA-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_ES_YATZLI_GIATTA-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_ES_YATZLI_GIATTA-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_ES_YATZLI_GIATTA-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-336722" class="wp-caption-text">Personaggi particolari, che però saranno validi alleati durante la nostra avventura</figcaption></figure>
<h2 align="LEFT">Un gameplay ben rifinito</h2>
<p align="LEFT">Al di là della sceneggiatura,<strong> il vero punto di forza di Avowed è sicuramente il gameplay</strong>. Le Living Lands sono letteralmente un mondo incantato e magico, che riesce a catturare il giocatore. Pur seguendo una sorta di schema lineare, che va a rompere un po&#8217; la magia che normalmente si crea in produzioni di questo genere, è lo stesso mondo di gioco che prende e accompagna per mano il giocatore non solo nella soluzione della quest principale, <strong>ma anche nell&#8217;esplorazione</strong>. Ed è probabilmente uno dei più grandi pregi della produzione Obsidian Entertainment. Tra luoghi da scoprire, shortcut da sbloccare e interazioni particolari, le Living Lands sono sicuramente uno degli scenari più riusciti a livello di game design. Il mondo si divide in due diversi spaccati: cittadine medievali, ricche di personaggi e storie magiche, e terre popolate da nemici e storie da raccontare. <strong>Diari, appunti, memorie e dettagli ci offrono la possibilità di esplorare storie e avvenimenti dell&#8217;ambientazione di gioco</strong>, alcune volte collegate alla stessa piaga su cui stiamo indagando, altre volte invece sono storie di disperazione, sofferenza o successi. Tutto è ovviamente <strong>raccontato alla perfezione</strong> (non ci troviamo davanti a un souls-like, dove è la stessa ambientazione a fare da narratore), ma tutto ciò aggiunge un lato di profondità non da poco, in grado di espandere l&#8217;interesse del giocatore e spingerlo all&#8217;esplorazione e non limitarsi a fare il compitino.</p>
<p align="LEFT">Il gameplay di Avowed è stato ben pensato anche a livello di <strong>combat-system vero e proprio</strong>. Nel corso del gioco l&#8217;Envoy, forte della possibilità di usare un sistema di classi fluido e di un party, anch&#8217;esso potenziabile, può adattarsi e utilizzare praticamente qualsiasi tipo di arma o di build. Per la nostra recensione ci siamo trovati molto bene sfruttando la magia e le armi bianche: una build che ci ha permesso di bilanciare bene lo scontro fisico e la distanza, ma le possibilità sono davvero tante. Armi da fuoco e magie oppure un semplice arco, la scelta è totalmente a discrezione del giocatore e delle sue preferenze.<strong> La possibilità di creare comunque due build e scegliere la migliore in determinate occasioni rimane un punto a favore della produzione, che consente così di non sacrificare nessun tipo di scelta</strong>. Per quanto riguarda l&#8217;esecuzione, quasi tutto funziona alla perfezione. Certo, l&#8217;assenza di un vero e proprio lock sui nemici, come oramai siamo abituati da diversi anni influisce un pochettino negli scontri più intensi, dove Avowed non fa comunque sconti: nel corso dell&#8217;avventura abbiamo affrontato orde di nemici più o meno agguerriti e un po&#8217; di confusione è perfettamente normale vista l&#8217;assenza di un sistema di blocco. Nulla che comunque qualche ora di pratica e soprattutto la padronanza del sistema di schivata e <strong>del move-set non possa sconfiggere</strong>.</p>
<p align="LEFT">Di particolare importanza è sicuramente il potenziamento. Non solo del personaggio: spendere attentamente i punti tributo è ovviamente importante, così come sarà ovviamente importante riporre attenzione sul tipo di <strong>build che si vuole creare</strong>, con un occhio di riguardo anche al party, ricco di personaggi diversi, ognuno con delle peculiarità diverse, ma anche per quanto riguarda le armature e le armi a disposizione del giocatore. Tramite gli accampamenti, sparsi in vari punti della mappa, è possibile infatti accedere a un classico Workshop, che sfrutta le risorse raccolte in giro per il mondo per migliorare il proprio equipaggiamento. Si tratta di un punto fondamentale del gameplay:<strong> a differenza di altri giochi di ruolo, infatti, in Avowed il mondo è libero e selvaggio e i nemici hanno una loro progressione</strong>. Ci si rende conto di questa caratteristica anche giocando al livello di difficoltà più basso (prima di quello narrativo): anche seguendo la quest principale, infatti, il gioco invita alla prudenza, segnalando le missioni con un livello di difficoltà che sarebbe meglio non seguire, pena ovviamente la morte.</p>
<figure id="attachment_336730" aria-describedby="caption-attachment-336730" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-336730 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SCREENS_HUD_2.jpg" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SCREENS_HUD_2.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SCREENS_HUD_2-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SCREENS_HUD_2-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SCREENS_HUD_2-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SCREENS_HUD_2-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SCREENS_HUD_2-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SCREENS_HUD_2-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SCREENS_HUD_2-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-336730" class="wp-caption-text">Armi bianche, armi da fuoco, incanti, magie: il combat system lascia carta bianca ai giocatori</figcaption></figure>
<h2 align="LEFT">Avowed non è un gioco “ordinato”</h2>
<p align="LEFT">Se il gameplay e la sceneggiatura, così come il world building e il design generale sono più che promossi, lo stesso non si può dire per alcune <strong>componenti fondamentali del gioco</strong>. La prima, vera criticità che andiamo a riscontrare è sicuramente quella dell&#8217;esplorazione. Purtroppo la mappa di gioco e la segnalazione degli obiettivi non risulta mai chiarissima: <strong>non esiste nessun tipo di indicatore classico sulla mappa, magari con dei punti da seguire per il raggiungimento della missione o di un obiettivo di una campagna</strong>. Il risultato è che molto spesso alcuni punti risultano più vicini di quanto in realtà non siano e ci si ritrova più volte ad aprire la mappa in game per cercare di comprendere la direzione corretta. Sotto questo aspetto, un qualsiasi tipo di segnalatore, magari integrato alla natura del personaggio principale avrebbe sicuramente aiutato di più ed evitato un piccolo ma comunque presente fastidio.<strong> Anche l&#8217;inventario e più in generale l&#8217;intera HUD, risultano un po&#8217; confusionari</strong>. Tra mille pagine da navigare, l&#8217;assenza di un confronto vero e proprio tra oggetti in possesso e non ci si ritrova molto spesso a dover leggere più volte le informazioni oppure a perdere qualche minuto in più per ritrovare un determinato obiettivo.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/336718/avowed-recensione-benvenuti-nelle-living-lands/avowed_ss_xaurip_spear/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SS_XAURIP_SPEAR-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="Avowed" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/336718/avowed-recensione-benvenuti-nelle-living-lands/avowed_ss_kai_giatta_xaurip/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SS_KAI_GIATTA_XAURIP-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/336718/avowed-recensione-benvenuti-nelle-living-lands/avowed_ss_environments_3/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SS_ENVIRONMENTS_3-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/336718/avowed-recensione-benvenuti-nelle-living-lands/avowed_ss_environments_2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SS_ENVIRONMENTS_2-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/336718/avowed-recensione-benvenuti-nelle-living-lands/avowed_ss_environments_1/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_SS_ENVIRONMENTS_1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/336718/avowed-recensione-benvenuti-nelle-living-lands/avowed_shatterscarp_1/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Avowed_Shatterscarp_1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>

<p align="LEFT">Oltre a questi elementi, le performance su console e su PC risultano un po&#8217; ballerine. È vero che stiamo parlando di un titolo che riceverà sicuramente una patch day one, ma durante la nostra prova Avowed non è quasi mai riuscito a tenere i sessanta frame al secondo in modalità prestazioni su console: nei punti più affollati della mappa e nelle zone più dettagliate, infatti, il gioco è sceso ben al di sotto di quella soglia, <strong>con qualche piccolo stuttering e anche dei freeze</strong>. Su PC, invece, <strong>la build che abbiamo avuto modo di provare ha subito qualche piccolo crash</strong>, che hanno reso la nostra avventura più impegnativa di quanto pensassimo. A livello tecnico c&#8217;è ancora qualche incertezza che speriamo sia sistemata il prima possibile, ma in generale possiamo comunque ritenerci abbastanza soddisfatti, soprattutto a livello grafico: <strong>il gioco di Obsidian Entertainment infatti è colorato, ricco di dettagli e non cerca costantemente la fedeltà grafica</strong>, ma preferisce regalarci invece un bellissimo fantasy sotto ogni singolo aspetto.</p>
<p><iframe title="Avowed - Pre-Order Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/EbB4-LoURRs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p align="LEFT"><strong>Con Avowed, Obsidian Entertainment firma il suo ritorno sulle scene dei giochi di ruolo e lo fa con una produzione ai massimi livelli, ancorata al suo passato ma con un occhio all&#8217;evoluzione nella sceneggiatura e nel modo di gestire l&#8217;open-world, offrendo ai giocatori un mondo di gioco ricco di segreti, personaggi assurdi, trame politiche e fantasy. La terza persona, pur non essendo probabilmente realizzata nativamente, riesce comunque a integrarsi perfettamente all’interno del gioco. Una piacevole sorpresa, considerando le grandi difficoltà di lavorare contemporaneamente su due diverse prospettive. Al netto di alcuni difetti tecnici e di un piccolo inciampo nella gestione di certi elementi di gioco, Avowed è sicuramente un must have per tutti coloro che cercano un&#8217;avventura coinvolgente e ricca di fascino. E forse, senza l&#8217;acquisizione di Xbox e Microsoft, tutto questo non sarebbe stato possibile.<br />
</strong></p>
<hr />
<p align="LEFT">
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/336718/avowed-recensione-benvenuti-nelle-living-lands/">Avowed Recensione: benvenuti nelle Living Lands</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vgmag.it/336718/avowed-recensione-benvenuti-nelle-living-lands/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<enclosure url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Avowed.png" length="2648975" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Avowed.png" width="1594" height="896" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>Vgmag.it</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/06/Avowed.png" width="1594" height="896" />
	</item>
		<item>
		<title>Ubisoft e Tencent: questo matrimonio (non) s&#8217;ha da fare?</title>
		<link>https://www.vgmag.it/335056/ubisoft-e-tencent-questo-matrimonio-non-sha-da-fare/</link>
					<comments>https://www.vgmag.it/335056/ubisoft-e-tencent-questo-matrimonio-non-sha-da-fare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Adinolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 11:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[V Storie]]></category>
		<category><![CDATA[V-Mensile]]></category>
		<category><![CDATA[Tencent]]></category>
		<category><![CDATA[Ubisoft]]></category>
		<category><![CDATA[V Mensile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vgmag.it/?p=335056</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-02.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Ubisoft" /></div>
<div>Era il 2017 quando Ubisoft, provata da una piccola crisi economica, respinse in una maniera praticamente eccellente la scalata ostile di Vivendi. Il picco della difesa arrivò nel momento in cui, sulla conclusione del suo media briefing all&#8217;E3, Yves Guillemot presentò prima Beyond Good &#38; Evil 2 e successivamente chiamò buona parte dei suoi capi [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/335056/ubisoft-e-tencent-questo-matrimonio-non-sha-da-fare/">Ubisoft e Tencent: questo matrimonio (non) s&#8217;ha da fare?</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-02.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Ubisoft" /></div><div><p><span style="font-weight: 400;">Era il 2017 quando Ubisoft, provata da una piccola crisi economica, respinse in una maniera praticamente eccellente la scalata ostile di Vivendi. Il picco della difesa arrivò nel momento in cui, sulla conclusione del suo media briefing all&#8217;E3, Yves Guillemot presentò prima Beyond Good &amp; Evil 2 e successivamente chiamò buona parte dei suoi capi dei vari studi per stringersi in un caloroso abbraccio sul palco. L&#8217;ultima fu un&#8217;immagine potente, che servì a ribadire un concetto espresso qualche settimana prima dell&#8217;evento: l&#8217;importanza per il publisher e sviluppatore franco-canadese di rimanere indipendente, onde evitare la perdita della propria identità. Otto anni fa il messaggio venne ben recepito, tanto che Vivendi si tirò fuori dalla possibile acquisizione di Ubisoft.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-335058" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-01.jpg" alt="Ubisoft" width="1920" height="1281" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-01.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-01-300x200.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-01-1024x683.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-01-768x512.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-01-1536x1025.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-01-450x300.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-01-780x520.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-01-1600x1068.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h2>Ubisoft in ballo</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Fast forward al 2025: tutto il settore è in crisi, ma Ubisoft particolarmente. Il perché è facile da indovinare: il mercato è stagnante e i costi per lo sviluppo sono aumentati. Oggi investire nei videogiochi è più rischioso che mai e, tra qualche passo falso e tempi di sviluppo che finiscono per creare gravosi problemi di lancio, siamo punto e a capo. Tuttavia, questa volta la crisi che ha travolto la famiglia Guillemot non sembra destinata a rientrare tanto facilmente. E se è vero che trovare dei compratori risulta difficile, in un periodo in cui persino Electronic Arts fatica a mantenere la barra dritta e Sony si ritrova con enormi problemi dovuti alla cancellazione dei suoi giochi, forse una soluzione diversa potrebbe essere ritrovata in una manovra inaspettata, che coinvolge un attore che negli ultimi anni è diventato praticamente centrale nel mondo del gaming, ovvero Tencent. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se l&#8217;idea di una vendita dell&#8217;intero brand (che include anche studi di sviluppo, IP, maketing e così via) al colosso cinese sembra un&#8217;ipotesi molto solida, e forse anche l&#8217;unica davvero praticabile, Guillemot e la stessa compagnia di Shenzen stanno in realtà pensando a una soluzione alternativa, ovvero la creazione di una società ex novo, che potrebbe racchiudere tutte le proprietà intellettuali e gli studi di sviluppo più importanti di Ubisoft. Una soluzione disperata, che però nella realtà dei fatti consentirebbe alla famiglia Guillemot di provare a mantenere un minimo di indipendenza, senza doversi sacrificare in toto all&#8217;unica economia che per ora sembra non conoscere crisi. Dal canto suo, Tencent non dovrebbe tentare scalate (aggressive o concordate che siano) e non dovrebbe accollarsi una società che non sta navigando in acque tranquille&#8230; e schivare così una tempesta per ora forse un po&#8217; lontana, ma che i radar potrebbero già aver avvistato. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non è un&#8217;ipotesi così remota: già nelle settimane prima del comunicato stampa che annunciava la messa in vendita di Ubisoft, qualcuno aveva pensato che “vendere” le proprie IP (o anche solo noleggiarle, per usare un termine più terra terra) potesse essere una soluzione. E la realtà dei fatti potrebbe non essere così distante. Attenzione però al costo: entrambe le società stanno infatti aspettando, con molta probabilità, i risultati dei prossimi giochi Ubisoft, tra cui Assassin&#8217;s Creed Shadows (di recente rinviato nuovamente). A quel punto la discussione potrebbe intavolarsi verso un&#8217;acquisizione completa: se il prossimo gioco della serie dovesse deludere nuovamente a livello economico e non rispettare i target prefissati, il valore percepito da parte di entrambe le società dovrebbe essere rivisto al ribasso. E in quel caso, forse, la soluzione potrebbe essere davvero un&#8217;acquisizione del 100% della società. Le carte sono in tavola: tra Ubisoft e Tencent a decidere non saranno i Bravi, ma i giocatori e il peso della loro moneta. </span></p>
<a class="_df_link "  href="#"  data-slug="v008-mensile" data-_slug="v008-mensile" _slug="v008-mensile" data-title="leggilo-gratis-in-versione-impaginata-e-sfogliabile-sul-numero-9-di-v-il-mensile-di-critica-videoludica" id="df_326098" data-df-option="df_option_326098" data-page="17"  ><strong>Leggilo gratis in versione impaginata e sfogliabile sul numero 9 di V &#8211; il mensile di critica videoludica</strong></a><script class="df-shortcode-script" nowprocket type="application/javascript">window.df_option_326098 = {"source":"https:\/\/www.vgmag.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/V8-STAMPA.pdf","outline":[],"overwritePDFOutline":false,"pageSize":"0","slug":"v008-mensile","wpOptions":"true","id":326098}; if(window.DFLIP && window.DFLIP.parseBooks){window.DFLIP.parseBooks();}</script>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/335056/ubisoft-e-tencent-questo-matrimonio-non-sha-da-fare/">Ubisoft e Tencent: questo matrimonio (non) s&#8217;ha da fare?</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vgmag.it/335056/ubisoft-e-tencent-questo-matrimonio-non-sha-da-fare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<enclosure url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-02.jpg" length="116941" type="image/jpg" />
<media:content xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-02.jpg" width="1920" height="1080" medium="image" type="image/jpeg">
	<media:copyright>Vgmag.it</media:copyright>
	<media:title></media:title>
	<media:description type="html"><![CDATA[]]></media:description>
</media:content>
<media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/02/Guillemot-02.jpg" width="1920" height="1080" />
	</item>
	</channel>
</rss>
