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	<title>Simone Pettine, Autore presso Vgmag.it</title>
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		<title>LEGO Batman L&#8217;eredità del Cavaliere Oscuro Recensione: avventure e mattoncini a Gotham City</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Pettine]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 12:00:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-1.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="" /></div>
<div>I mattoncini LEGO non bastano mai: che si tratti di quelli &#8220;reali&#8221; in plastica o dei loro alter ego virtuali, da sempre fanno la felicità di adulti e bambini. Non è poi una scoperta che in ambito videoludico l&#8217;ultimo ventennio abbia visto la pubblicazione di un numero elevatissimo di titoli, tutti dedicati dedicati a specifici [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-1.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="" /></div><div><p>I <strong>mattoncini LEGO</strong> non bastano mai: che si tratti di quelli &#8220;reali&#8221; in plastica o dei loro alter ego virtuali, da sempre fanno la felicità di adulti e bambini. Non è poi una scoperta che in ambito videoludico l&#8217;ultimo ventennio abbia visto la pubblicazione di un numero elevatissimo di titoli, tutti dedicati dedicati a specifici franchise del mondo del cinema e tutti rigorosamente realizzati fino all&#8217;ultimo dettaglio in costruzioni LEGO. <strong>LEGO Batman L&#8217;eredità del Cavaliere Oscuro</strong> viene a inserirsi in questo filone fortunato, che a memoria non ha mai conosciuto davvero momenti importanti di crisi; nel caso specifico di Batman, poi, non sono stati pochi i videogiochi approdati, a partire dalla PlayStation 2, sulle varie console Sony (tre capitoli dedicati specificamente a Batman, e poi ancora LEGO DC Super-Villains). Il successo di LEGO Star Wars: La saga degli Skywalker, però, ha aperto una nuova via, quella che potremmo definire della &#8220;maturità&#8221;, in cui gli <strong>sviluppatori di TT Games</strong> hanno abbracciato un&#8217;idea più solida, ricca di contenuti e apertamente open-world per le proprie avventure (<a href="https://www.vgmag.it/247795/lego-star-wars-la-saga-degli-skywalker-recensione-la-fine-di-un-lungo-viaggio/">trovate qui la recensione della Skywalker Saga</a>). LEGO Batman L&#8217;eredità del Cavaliere Oscuro, di cui vi offriamo ora la <strong>recensione</strong>, è dunque, ve lo anticipiamo, il videogioco in stile LEGO dedicato all&#8217;Uomo Pipistrello più ambizioso e ricco mai realizzato, una sorta di controparte divertente (ma non meno solida) della storica serie Batman: Arkham. Dunque, avventuriamoci in questa Gotham City di plastica, per combattere il crimine tra risate, cazzotti e batarang, ricordando che l&#8217;avventura sarà disponibile praticamente dovunque <a href="https://legobatmangame.com">a partire dal prossimo 22 maggio 2026</a>.</p>
<figure id="attachment_417582" aria-describedby="caption-attachment-417582" style="width: 2400px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-417582 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-7.webp" alt="Una tipica gang di cattivi" width="2400" height="1350" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-7.webp 2400w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-7-300x169.webp 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-7-1024x576.webp 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-7-768x432.webp 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-7-1536x864.webp 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-7-2048x1152.webp 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-7-450x253.webp 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-7-780x439.webp 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-7-1600x900.webp 1600w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /><figcaption id="caption-attachment-417582" class="wp-caption-text">Una tipica gang di cattivi</figcaption></figure>
<h2>L&#8217;avventura di LEGO Batman definitiva</h2>
<p>Già dai primi minuti di gioco, a fronte delle ore ed ore necessarie per completare la trama e raccogliere tutti i collezionabili, ci si accorge di come TT Games abbia pensato LEGO Batman L&#8217;eredità del Cavaliere Oscuro come <strong>l&#8217;avventura di LEGO Batman definitiva</strong>. Siamo certi che gli sviluppatori abbiamo subito puntato a recuperare le basi già disseminate nei vari capitoli &#8220;storici&#8221; dedicati a LEGO Batman, per poi rinvigorirli delle possibilità odierne e, soprattutto, della struttura open-world, apprezzatissima dal pubblico pagante (anche se molto difficile da attuare in modo sensato). Il risultato non è un capolavoro, ma <strong>un videogioco solidissimo</strong> che sotto molti aspetti sfiora livelli che in futuro sembrano difficili da eguagliare, in quanto si agisce su almeno due aspetti contemporaneamente &#8211; il gameplay e la grandezza del mondo e degli ambienti &#8211; che hanno ricevuto il potenziamento introdotto nel 2022 con La saga degli Skywalker.</p>
<p>Il risultato è un&#8217;avventura che da subito ricorda, sia visivamente che nell&#8217;humor, quanto già visto in passato con i titoli LEGO; la sensazione di ritrovarsi a casa, in un ambiente noto e quindi confortevole, è fortissima. Osserviamo di sfuggita che non è neppure facilissimo introdurre umorismo, sarcasmo e battute spicciole in un videogioco dedicato a Batman, personaggio di per sé assai serio e tragico, eppure <strong>anche questa volta gli sviluppatori ce l&#8217;hanno fatta senza stonature</strong>, insistendo più sui comprimari che sul protagonista vero e proprio, che ne sarebbe risultato altrimenti snaturato (il doppiaggio in lingua italiana, da questo punto di vista, ci sembra aver aiutato in alcuni frangenti).</p>
<p>La sfida più grande, rispetto a La saga degli Skywalker, è stata quella di <strong>garantire una struttura sensata all&#8217;open world</strong> pur mantenendo, allo stesso tempo, una progressione per livelli consequenziali, necessari allo svolgersi della trama. Il risultato è la presenza di un filo conduttore, cioè la trama stessa, i cui singoli tasselli sono costituiti da punti di interesse della mappa principale,<strong> fatta eccezione per il prologo ambientato lontano da Gotham City</strong>. Una volta che Bruce diventa Batman, insomma, la sua avventura procede per livelli separati, ma al tempo stesso il mondo di gioco liberamente esplorabile in ogni sua estensione &#8211; altezza compresa &#8211; funge da collante, da mappa all&#8217;interno della quale rintracciare lo specifico luogo (o personaggio) necessario per attivare il livello successivo. In tutto questo <strong>abbondano i filmati animati nel motore di gioco</strong> in cui vengono presentati nuovi alleati e nemici, nonché offerti in numero elevato gradevoli siparietti comici.</p>
<figure id="attachment_417583" aria-describedby="caption-attachment-417583" style="width: 2400px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-417583 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-6.webp" alt="I personaggi storici ci sono tutti" width="2400" height="1350" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-6.webp 2400w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-6-300x169.webp 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-6-1024x576.webp 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-6-768x432.webp 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-6-1536x864.webp 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-6-2048x1152.webp 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-6-450x253.webp 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-6-780x439.webp 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-6-1600x900.webp 1600w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /><figcaption id="caption-attachment-417583" class="wp-caption-text">I personaggi storici ci sono tutti</figcaption></figure>
<h2>LEGO Batman L&#8217;eredità del Cavaliere Oscuro: una trama originale</h2>
<p>Benché vi siano fortissimi ed evidenti rimandi al mondo dei fumetti e dei film legati all&#8217;Uomo Pipistrello (e sicuramente i fan di lunga data saranno in grado di cogliere riferimenti ancora più puntuali, che magari a noi sono sfuggiti) LEGO Batman L&#8217;eredità del Cavaliere Oscuro <strong>propone ai giocatori una trama originale e inedita</strong>, laddove i personaggi storici e situazioni fondamentali (come la morte dei genitori del protagonista) vengono &#8220;reimpastati&#8221;. La sensazione finale è qualcosa che sembra già noto, ma che a conti fatti è anche nuovo. Segnato dal trauma della perdita del signore e della signora Wayne, il giovane Bruce cresce con il maggiordomo Alfred, amico fidato ma impotente nei confronti dell&#8217;oscura, corrotta e pericolosissima Gotham City. <strong>Bruce vorrebbe a un tempo vendicarsi e redimere la metropoli, ma al di là del carattere ambizioso e tenace non possiede ancora gli strumenti adatti, finché qualcuno non gli offre una possibilità.</strong></p>
<p><strong>Questo qualcuno è Ra&#8217;s al Ghul, che immediatamente, anche per via della mini-figure utilizzata, ricorda da vicino il Doctor Strange dell&#8217;Universo Marvel</strong>. Lo stregone promette a Bruce che, se riuscirà a raggiungerlo al suo santuario, lo addestrerà permettendogli di <strong>entrare a far parte della Lega delle Ombre</strong>. Sui monti innevati d&#8217;Oriente Bruce incontra anche Talia, figlia di Ra&#8217;s ma dal carattere e dalle idee fortemente differenti da quelle del padre. Il santuario è funzionale alla presentazione delle nuove possibilità offerte dal gameplay di LEGO Batman L&#8217;eredità del Cavaliere Oscuro evitando così la tediosità dei tutorial standard: al giocatore viene proposto un <strong>addestramento intelligente e divertente</strong> in cui, nel corso dei &#8220;giorni di permanenza sulle montagne&#8221;, Bruce apprende il combattimento corpo a corpo (attacchi leggeri, schivate e contrattacchi), il combattimento con le armi a distanza (shuriken e poi batarang, ma del resto ogni personaggio ha gadget personali) e infine la vera novità del titolo, le meccaniche stealth, che permettono di affrontare intere sezioni dei livelli anche senza entrare mai in combattimento; basta non farsi scoprire da nemici o telecamere, il che il più delle volte non è però così facile.</p>
<p>Di ritorno a Gotham City, com&#8217;è prevedibile, <strong>Bruce diventa Batman e si inizia a fare sul serio</strong>, incontrando, affrontando e malmenando di volta in volta i super criminali più famosi dell&#8217;universo narrativo in questione: <strong>Harvey Dent, Il Pinguino, Cappuccio Rosso, l&#8217;Enigmista</strong>, e (ma cosa lo ricordiamo a fare?) naturalmente<strong> Joker</strong>, e poi ancora tutti gli altri; questo alleandosi con i più famosi eroi e collaboratori di sempre,<strong> da Gordon a Robin, passando per Catwoman e Batgirl</strong>. Trama e avventura principale possono essere completate anche in compagnia di un amico, e non necessariamente sfruttando sempre e soltanto Batman, anzi: anche in singolo il titolo insiste molto sul cambio continuo da un personaggio giocante all&#8217;altro, perché per risolvere determinati enigmi e proseguire è necessario utilizzare strumenti specificamente pensati per alcuni di loro. Un esempio valga per tutti: Gordon ha una pistola che spara della schiuma in grado di bloccare circuiti elettrici che normalmente folgorerebbero Batman. E dunque, una mano non la si nega a nessuno.</p>
<figure id="attachment_417584" aria-describedby="caption-attachment-417584" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-417584 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-5.jpg" alt="Azione e trama sono i due valori principali della produzione" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-5.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-5-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-5-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-5-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-5-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-5-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-5-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-5-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-417584" class="wp-caption-text">Azione e trama sono i due valori principali della produzione</figcaption></figure>
<h2>Indagini in un mondo aperto</h2>
<p>La Gotham City ricreata fedelmente a suon di mattoncini in LEGO Batman L&#8217;eredità del Cavaliere Oscuro è davvero immensa, e questo comporta i rischi legati a ogni open world: spostarsi da un punto all&#8217;altro richiede tempo e risulta noioso? Le missioni disseminate qua e là per la mappa hanno senso o fungono da semplice riempitivo? Ora, senza aspettarsi le possibilità e la varietà immensa di un qualsiasi Cyberpunk 2077 o The Witcher 3, ma neppure la ripetitività talvolta estrema degli ultimi Assassin&#8217;s Creed, è bene tenere a mente che il risultato è una via di mezzo. Innanzitutto <strong>gli spostamenti sono agevolati da una mappa che indica sempre dove bisogna andare</strong> o che cosa c&#8217;è di interessante nei paraggi; col progredire nell&#8217;avventura la mappa si potenzia, così come aumentano le possibilità, ma di base il tutto già funziona bene dall&#8217;inizio. Il metodo di spostamento, invece, dipende dai gusti del giocatore.</p>
<p>Batman è in possesso del <strong>comodo e caratteristico rampino</strong>: lo si può agganciare quasi a qualsiasi punto, e dunque gli scatti in avanti, in alto, di lato e pure all&#8217;indietro sono fluidi e immediati. La velocità di utilizzo consente di spostarsi rapidamente anche con questo strumento &#8220;base&#8221;, ma se ve lo state chiedendo, sì, c&#8217;è di meglio, e precisamente c&#8217;è sin dalle prime ore la Batmobile. Con tanto di turbo e possibilità di speronamento senza troppe conseguenze sull&#8217;autista e sugli ignari passanti, la Batmobile è perfetta per arrivare in un lampo dove si desidera, e anche per gli inseguimenti improvvisi per Gotham City. Più avanti si sbloccano anche moto, personalizzazioni di vario tipo e la possibilità di planare dall&#8217;alto, cosa che avremmo desiderato di poter fare immediatamente, ma pazienza.</p>
<p><strong>La ricchezza di Gotham è direttamente proporzionale alla prevedibilità</strong> e monotonia degli ambienti offerti. Sempre buio, sempre piovigginoso, c&#8217;è poco da fare: la varietà è garantita dagli ambienti interni (Arkham Asylum, vari ritrovi di scagnozzi e punti di interesse) non certo dall&#8217;ambientazione complessiva. A compensare questa cifra stilistica purtroppo ineliminabile interviene però la possibilità di dedicarsi a missioni secondarie assegnate dalla polizia oppure, certo involontariamente, dai super criminali. Se non avete voglia di aiutare Gordon a combattere il crimine, tanto per cambiare, potreste dedicarvi a &#8220;ripulire&#8221; i principali punti di interesse della mappa cercando tutti i forzieri disseminati in giro (nascondono tecnologia Wayne, e dunque possibilità di potenziamento e personalizzazione) oppure potreste <strong>risolvere i vari indovinelli dell&#8217;Enigmista</strong>. Questi ultimi raramente vi metteranno in seria difficoltà, eppure è innegabile che siano stati realizzati con cura e con fedeltà rispetto al prodotto di riferimento. Come, del resto, un po&#8217; tutto in LEGO Batman L&#8217;eredità del Cavaliere Oscuro.</p>
<figure id="attachment_417585" aria-describedby="caption-attachment-417585" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-417585 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-4.jpg" alt="Batman alla carica" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-4.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-4-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-4-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-4-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-4-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-4-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-4-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2026/05/Lego-Batman-Eredita-Cavaliere-Oscuro-4-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-417585" class="wp-caption-text">Batman alla carica</figcaption></figure>
<h2>LEGO Batman L&#8217;eredità del Cavaliere Oscuro:cComparto tecnico e un plauso alle novità</h2>
<p><strong>Il comparto tecnico e grafico</strong> di LEGO Batman L&#8217;eredità del Cavaliere Oscuro si attesta su un ottimo livello, anche se avrebbe potuto fare di più dal punto di vista della densità poligonale. A schermo vi sono oggetti, e tanti, ma non tutti sono propriamente LEGO (alcuni sono ben dissimulati tra i mattoncini) perché naturalmente qualcosa di anche vagamente simile a LEGO Worlds è impossibile nei capitoli action, figurarsi in un open world. La qualità, lo ripetiamo, è comunque eccellente. Il giocatore può scegliere se giocare in modalità qualità o prestazioni, e il nostro consiglio è naturalmente quello di optare per le prestazioni, così da potervi godere una fluidità irrepresenbile a fronte di un colpo d&#8217;occhio generale comunque privo di sbavature, con un&#8217;altissima risoluzione. <strong>La direzione artistica</strong>, infine, è fedele al mondo di riferimento: ancora una volta TT Games si è rivelata in grado di attingere a piene mani da un preciso universo e di ricrearlo senza snaturarlo, con un intento parodico che è sempre accompagnato da un vero e proprio attestato di stima verso i creatori del prodotto originale.</p>

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<p>Un plauso, infine, va all&#8217;inventiva: laddove ci si sarebbe potuti anche limitare ad offirre un nuovo, &#8220;grosso&#8221; gioco di Batman a mondo aperto, si è cercato di introdurre delle novità che garantissero davvero un feeling inedito alle avventure a mattoncini del Cavaliere Oscuro. Passi per il sistema di combattimento, di cui si è già detto: ora Batman possiede anche una sorta di &#8220;occhio dell&#8217;aquila&#8221; che permette immediatamente di <strong>fare il punto su una scena del crimine</strong>, così da capire come proseguire per risolvere l&#8217;enigma. Non si tratta di qualcosa di davvero eccezionale o sorprendente, perché quasi sempre il gioco si limita a far brillare gli elementi dell&#8217;ambiente da fare a pezzi per poi ricombinare i mattoncini, però fa piacere che si sia tentata anche questa strada, forse pronta per essere approfondita in futuro o in specifici DLC (che sicuramente abbonderanno nel periodo post lancio e nei prossimi anni).</p>
<p><iframe title="LEGO® Batman™: L&#039;Eredità del Cavaliere Oscuro - Trailer di lancio ufficiale" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/VKdnnin8Aeg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>LEGO Batman L&#8217;eredità del Cavaliere Oscuro si riconferma un prodotto di qualità sulla scia di quanto già visto da parte di LEGO e TT Games. I fan del Cavaliere Oscuro, o Uomo Pipistrello, o come preferite, insomma di Batman, semplicemente lo adoreranno, anche in virtù del livello di dettaglio e qualità riservati alla maggior parte degli aspetti del gioco. Comunque, anche se non dovesse avervi mai colpito particolarmente il franchise di riferimento, avrete tra le mani un gioco di avventura a mondo aperto fortemente concentrato sulla trama e sugli oggetti collezionabili, adatto a tutti e a tutte le età. Le novità pensate per l&#8217;occasione, cioè lo stealth, un nuovo sistema di combattimento e le &#8220;indagini&#8221; cercano di svecchiare e aggiornare una formula che tutto sommato funzionava già bene, riuscendovi in modo quasi sempre convincente. Indossate quindi maschera e mantello e tuffatevi nell&#8217;oscurità: potreste imbarcarvi in un&#8217;avventura non solo appagante, ma anche insospettabilmente divertente.</strong></p>
<hr />
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		<title>Trust GXT 735 Mylox Recensione: il controller per smartphone che stavamo aspettando?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Pettine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 13:10:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/photo_2025-09-30_14-54-51.jpg" width="1280" height="963" title="" alt="" /></div>
<div>Il gaming su mobile è ormai diventato una costante nella vita di ogni videogiocatore. C&#8217;è chi si accontenta del mordi e fuggi dei giochi di carte collezionabili, ma chi opta per esperienze più complesse &#8211; quali Diablo, Fortnite e i sempreverdi racing game. Se giocare fuori casa è oggi molto più accessibile rispetto al passato, [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/photo_2025-09-30_14-54-51.jpg" width="1280" height="963" title="" alt="" /></div><div><p>Il <strong>gaming su mobile</strong> è ormai diventato una costante nella vita di ogni videogiocatore. C&#8217;è chi si accontenta del mordi e fuggi dei giochi di carte collezionabili, ma chi opta per esperienze più complesse &#8211; quali Diablo, Fortnite e i sempreverdi racing game. Se giocare fuori casa è oggi molto più accessibile rispetto al passato, va anche detto che non necessariamente &#8220;accessibile&#8221; si rivela sinonimo di &#8220;comodo&#8221;. Il grande problema di sempre è stata l&#8217;assenza dei controller, o la complessità di replicare su smartphone la comodità di un gamepad. Dispositivi come <strong>Trust GXT 735 Mylox</strong> cercano da anni di ovviare a questi problemi, situazione non semplice, vuoi per problemi di compatibilità, costi elevati, e in generale per l&#8217;estrema eterogeneità degli smartphone presenti sul mercato (diversi non solo nelle dimensioni, ma anche nei sistemi operativi). Come capirete dalla<strong> nostra</strong> <strong>recensione</strong> di <strong><a href="https://www.vgmag.it/345588/trust-presenta-il-nuovo-controller-gaming-mylox-per-smartphone/">Trust GXT 735 Mylox</a></strong> (con il produttore che ovviamente ci ha fornito un sample per poterlo testare), però, forse è finalmente arrivato quel dispositivo così versatile da rivelarsi il più adatto nel 99% dei casi.</p>
<figure id="attachment_378122" aria-describedby="caption-attachment-378122" style="width: 1500px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-378122 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-5.jpg" alt="Il Trust GXT 735 Mylox" width="1500" height="1125" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-5.jpg 1500w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-5-300x225.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-5-1024x768.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-5-768x576.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-5-280x210.jpg 280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-5-560x420.jpg 560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-5-450x338.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-5-780x585.jpg 780w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption id="caption-attachment-378122" class="wp-caption-text">Trust GXT 735 Mylox in azione</figcaption></figure>
<h2>Trust GXT 735 Mylox: primo avvio e comandi disponibili</h2>
<p>Trust GXT 735 Mylox viene proposto a un <strong>prezzo di mercato accessibile</strong> e, per la componentistica e per quello che offre, nei fatti complessivamente onesto, pari a 49,99 euro. Si tratta di un controller fisico wireless che si aggancia al proprio smartphone e permette di giocare come se steste utilizzando il gamepad della vostra console domestica. <strong>La connettività non è un problema</strong>, perché la fruizione e il primo accesso sono entrambi davvero intuitivi: <strong>basta tenere premuto il pulsante &#8220;home&#8221; per pochi secondi e automaticamente si attiverà il Bluetooth di Trust GXT 735 Mylox</strong>, subito alla ricerca del primo dispositivo libero (cioè il vostro smartphone). Terminato l&#8217;aggancio, il tutto è già pronto per il primo utilizzo.</p>
<p>La decisione da parte di Trust di replicare in tutto e per tutto i controller delle console domestiche è evidente nella <strong>disposizione generale dei tasti</strong>, la quale strizza l&#8217;occhio in parte a PlayStation 5 e in parte all&#8217;ecosistema Xbox.  Oltre agli onnipresenti Select, Start e Home, infatti, è presente una croce direzionale nella zona in basso a sinistra, e due grilletti analogici sfalsati (qui l&#8217;influsso di Microsoft è stato più evidente). Certo, per i giocatori Sony bisognerà adattarsi, mentre i possessori di Xbox e di un Pro Controller per Nintendo Switch e Switch 2 si sentiranno subito a casa. <strong>La qualità generale del controller</strong> e delle sue componenti è ottima, e oltre a essere piacevoli al tatto le dimensioni si adattano a mani sia grandi che piccole (non si verifica, insomma, il fastidio che provarono alcuni giocatori alle prese con i primi DualSense Nintendo, per alcuni davvero troppi piccoli da controllare con precisione).</p>
<figure id="attachment_378123" aria-describedby="caption-attachment-378123" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-378123 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-4-1024x1024.jpg" alt="L'RGB è il fiore all'occhiello di Trust GXT 735 Mylox" width="1024" height="1024" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-4-1024x1024.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-4-300x300.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-4-150x150.jpg 150w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-4-768x768.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-4-450x450.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-4-780x780.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-4.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-378123" class="wp-caption-text">L&#8217;RGB è il fiore all&#8217;occhiello di Trust GXT 735 Mylox</figcaption></figure>
<h2>RGB ed ergonomia</h2>
<p>Fiore all&#8217;occhiello di Trust GXT 735 Mylox è sicuramente l<strong>a cura dell&#8217;RGB</strong> da parte dell&#8217;azienda produttrice. Inutile negare che le luci colorate in ambito gaming siano diventate ormai apertamente una moda, e se di funzionale non hanno nulla è pure vero che l&#8217;occhio vuole la sua parte. Sappiate dunque che la maggior parte dei tasti di questo controller wirelles presenta l&#8217;iconica retroilluminazione arcobaleno, precisamente come alone al di sotto degli stick analogici e poi ancora sotto i comandi posizionati a destra (non parliamo della croce direzionale, ma dei tasti standard, ovvero X, Y, A e B). <strong>La chiave per l&#8217;attivazione</strong> (o per la disattivazione) consiste nel tasto Turbo: normalmente quest&#8217;ultimo è utilizzato per memorizzare una combo, ovvero una sequenza di tasti, ma se premuto contemporaneamente ad R3 attiva (o disattiva) i led RGB. Dal nostro punto di vista, la retroilluminazione è inizialmente piacevole, ma alla lunga non funzionale, e abbiamo preferito disattivarla quasi subito. Soprattutto, durante le sessioni serali o notturne può rivelarsi addirittura fastidiosa (ma qui è questione di gusti).</p>
<p>Molto bene invece, nel complesso, <strong>il rapporto tra peso, dimensioni e praticità</strong> del controller wireless. Trust GXT 735 Mylox è pratico, comodo da utilizzare, nonché sorprendentemente leggero. Quest&#8217;ultimo aspetto è un bene, perché siamo onesti: già uno smartphene ormai inizia a pesare più del dovuto per le componenti interne, e se ad esso sommiamo anche il peso specifico del controller wireless, il rischio di girare con una roccia in mano diventa alto. Così non è con Trust GXT 735 Mylox, che pesa il giusto &#8211;<strong> circa 220 grammi</strong> &#8211; cioè generalmente meno di un controller casalingo. Il sistema di aggancio fisico per lo smartphone raggiunge invece i diciassette centimetri, e questo significa che il supporto anche per gli smartphone dalla superficie maggiore presenti in commercio è garantito. Purché, naturalmente, i dispositivi raggiungano al massimo i sette pollici di dimensione dello schermo: di più, il Trust GXT 735 Mylox non riesce a reggere, e, aggiungiamo noi, &#8220;giustamente&#8221;.</p>
<figure id="attachment_378125" aria-describedby="caption-attachment-378125" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-378125 size-large" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-2-1024x1024.jpg" alt="La compatibilità ufficiale" width="1024" height="1024" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-2-1024x1024.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-2-300x300.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-2-150x150.jpg 150w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-2-768x768.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-2-450x450.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-2-780x780.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Trust-GXT-735-Mylox-2.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-378125" class="wp-caption-text">La compatibilità ufficiale</figcaption></figure>
<h2>Compatibilità e ricarica</h2>
<p>Fatta eccezione, per qualche motivo, per l&#8217;app di riproduzione remota ufficiale di Sony, Trust GXT 735 Mylox <strong>è compatibile con qualsiasi altra applicazione</strong> o dispositivo in commercio. Non solo regge globalmente qualsiasi proposta targata Android e iOS che gli abbiamo &#8220;inflitto&#8221; (e vi assicuriamo di averlo stressato parecchio), ma anche tutta una serie di servizio aggiuntivi che onestamente ci ha stupito. La sezione giochi di Netflix, Steam Link, Xbox Cloud, Nvidia Geforce Now e altri &#8220;girano&#8221; davvero senza problemi e in modo abbastanza intuitivo. Diverso è il caso per gli emulatori, che andranno calibrati uno per uno &#8211; ma è possibile, e neppure troppo complesso.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/378108/trust-gxt-735-mylox-recensione-il-controller-per-smartphone-che-stavamo-aspettando/photo_2025-09-30_14-54-47/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="226" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/photo_2025-09-30_14-54-47-300x226.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
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<p><strong>Dal punto di vista della ricarica</strong> non c&#8217;è troppo di cui lamentarsi: è vero che occorrono tre ore per ricaricare completamente il controller (la presa USB-C è stata inserita al di sotto della parte sinistra dello stesso) ma è anche vero che poi la batteria interna dura la bellezza di dodici ore effettive, che sono tante. Non è possibile, purtroppo, caricare lo smartphone durante l&#8217;utilizzo, e questo per molti potrebbe costituire un problema seccante, perché, semplicemente, il sistema di aggancio di Trust GXT 735 Mylox copre la presa di ricarica dello smartphone stesso. Considerando, però, che almeno in teoria Trust GXT 735 Mylox andrebbe utilizzato fuori casa, chi è che fuori casa sente la necessità di mettere a caricare uno smartphone durante una sessione di gioco vera e propria, con tanto di controller wireless di supporto? <strong>Meglio caricare tutto prima di uscire</strong> e basta.</p>
<p><iframe title="Game anywhere with the Mylox Bluetooth® Mobile Gaming Controller" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/V5tEjXeaKGc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>Trust GXT 735 Mylox è uno dei controller wireless per smartphone tra i migliori attualmente sul mercato. Si tratta di un dispositivo inserito in una fascia di prezzo accessibile (costa circa 50 euro, meno di un controller per console), pratico, ergonomico, comodo e per certi aspetti anche esteticamente accattivante. Se l&#8217;occhio vuole la sua parte, difficilmente non sarete soddisfatti dalla tecnologia RGB presente sotto i tasti principali e i grilletti analogici. L&#8217;autonomia pari a dodici ore, poi, è semplicemente perfetta per qualsiasi tipo di viaggio, breve o lungo che sia. Gli unici aspetti criticabili sono due: l&#8217;assenza di un supporto degno di questo nome all&#8217;app per la riproduzione remota dei titoli PlayStation di Sony (e tuttavia la compatibilità con Android, iOS e qualsiasi altro servizio è davvero totale) e l&#8217;impossibilità di poter ricaricare il proprio smartphone durante una sessione di gioco. E tuttavia lo ripetiamo: si tratta di andare proprio a cercare un difetto laddove di difetti eclatanti, evidentemente, non ce ne sono. Ottimo lavoro dunque, e speriamo che in futuro Trust produca altri dispositivi di simile livello.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/378108/trust-gxt-735-mylox-recensione-il-controller-per-smartphone-che-stavamo-aspettando/">Trust GXT 735 Mylox Recensione: il controller per smartphone che stavamo aspettando?</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Assassin’s Creed Shadows Gli Artigli di Awaji Recensione: la prima espansione dell&#8217;ultimo capitolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Pettine]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 12:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox]]></category>
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		<category><![CDATA[Gli artigli di Awaji]]></category>
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		<category><![CDATA[Ubisoft]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Assassins-Creed-Shadows-Artigli-di-Awaji-2-scaled.jpg" width="2560" height="1440" title="" alt="" /></div>
<div>Vi sono territori in cui non sarai più il cacciatore, ma la preda. Questo il monito, e al tempo stesso un po&#8217; il filo conduttore, del recentissimo Gli Artigli di Awaji, vera e propria espansione per Assassin’s Creed Shadows. Ricorderete che l&#8217;ultimo capitolo del filone principale del noto franchise Ubisoft è stato lanciato la scorsa [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/376581/assassins-creed-shadows-gli-artigli-di-awaji-recensione-la-prima-espansione-dellultimo-capitolo/">Assassin’s Creed Shadows Gli Artigli di Awaji Recensione: la prima espansione dell&#8217;ultimo capitolo</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Assassins-Creed-Shadows-Artigli-di-Awaji-2-scaled.jpg" width="2560" height="1440" title="" alt="" /></div><div><p>Vi sono territori in cui non sarai più il cacciatore, ma la preda. Questo il monito, e al tempo stesso un po&#8217; il filo conduttore, del recentissimo <strong>Gli Artigli di Awaji</strong>, vera e propria <strong>espansione per Assassin’s Creed Shadows</strong>. Ricorderete che l&#8217;ultimo capitolo del filone principale del noto franchise Ubisoft è stato lanciato la scorsa primavera, un po&#8217; per tutte le piattaforme in commercio e per PC (con l&#8217;esclusione di Nintendo Switch 1 e 2); ve ne offrimmo, a suo tempo, <a href="https://www.vgmag.it/343716/assassins-creed-shadows-recensione-shinobi-e-samurai-nel-giappone-feudale/">la recensione</a>. Il titolo ci convinse, al netto di qualche imperfezione. L&#8217;arrivo delle &#8220;solite espansioni&#8221; stagionali non costituisce in sé una novità: da sempre ogni Assassin&#8217;s Creed si arricchisce almeno di due o tre espansioni che riportino al capitolo al centro dell&#8217;attenzione negli anni successivi al lancio, in attesa dell&#8217;interazione successiva. Gli Artigli di Awaji non fa eccezione e, anche se il pubblico non sta mostrando di gradirlo particolarmente, <strong>è in realtà un prodotto coerente</strong> con la formula generale e con Assassin&#8217;s Creed Shadows in particolare, come vi spieghiamo in questa <strong>recensione</strong>.</p>
<figure id="attachment_376583" aria-describedby="caption-attachment-376583" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-376583 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Assassins-Creed-Shadows-Artigli-di-Awaji-1-scaled.jpg" alt="Nuove armi in azione ne Gli Artigli di Awaji" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Assassins-Creed-Shadows-Artigli-di-Awaji-1-scaled.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Assassins-Creed-Shadows-Artigli-di-Awaji-1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Assassins-Creed-Shadows-Artigli-di-Awaji-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Assassins-Creed-Shadows-Artigli-di-Awaji-1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Assassins-Creed-Shadows-Artigli-di-Awaji-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Assassins-Creed-Shadows-Artigli-di-Awaji-1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Assassins-Creed-Shadows-Artigli-di-Awaji-1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Assassins-Creed-Shadows-Artigli-di-Awaji-1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Assassins-Creed-Shadows-Artigli-di-Awaji-1-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-376583" class="wp-caption-text">Nuove armi in azione ne Gli Artigli di Awaji</figcaption></figure>
<h2>Verso l&#8217;isola di Awaji</h2>
<p>Assassin’s Creed Shadows Gli Artigli di Awaji è pensato come <strong>vera e propria espansione della storia principale</strong>. Per fruirne non è necessario essere arrivati ai titoli di cosa del gioco standard, ma solo averne portato a termine un buon numero di capitoli, sufficienti, almeno, per arrivare alla<strong> baia di Osaka</strong> e superarla nella sua interezza. L&#8217;isola di Awaji, idealmente separata ma per forza di cose tematicamente legata al mondo di gioco principale, costituisce un&#8217;area a parte, in grado di offrire <strong>fino a dieci ore di gioco aggiuntive</strong>. Il pacchetto va dunque considerato un &#8220;di più&#8221;, un &#8220;a parte&#8221; all&#8217;interno di una produzione già di per sé mastodontica. Tuttavia, i contenuti &#8211; soprattutto a livello narrativo &#8211; si rivelano in realtà fondamentali per godere del tutto anche dell&#8217;offerta principale.</p>
<p>Non è infatti uno spoiler affermare che Assassin’s Creed Shadows Gli Artigli di Awaji <strong>getta ombre inquietanti sul passato di Naoe</strong>, una dei due protagonisti del titolo principale, come ricorderete. La shinobi, infatti, è sempre stata legata al padre, mentre della madre non sapevamo praticamente nulla. La figura, avvolta in un&#8217;aura misteriosa, torna invece al centro della vicenda de Gli Artigli di Awaji, ma non nel modo positivo che ci si potrebbe aspettare. Qui non entriamo ulteriormente in anticipazioni importanti: finora vi abbiamo parlato di ciò che Ubisoft stessa, infatti, aveva già svelato nel trailer introduttivo dell&#8217;espansione. Sappiate solo che l&#8217;Isola di Awaji è a sua volta sotto il controllo <strong>di un potente signore della guerra</strong>, che i protagonisti dovranno piegare, non senza vari ostacoli e difficoltà. E la madre di Naoe, in tutto questo, rivestirà un ruolo importante.</p>
<figure id="attachment_347965" aria-describedby="caption-attachment-347965" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-347965 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Assassins-Creed-Shadows.jpg" alt="Assassin's Creed Shadows" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Assassins-Creed-Shadows.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Assassins-Creed-Shadows-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Assassins-Creed-Shadows-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Assassins-Creed-Shadows-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Assassins-Creed-Shadows-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Assassins-Creed-Shadows-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Assassins-Creed-Shadows-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Assassins-Creed-Shadows-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-347965" class="wp-caption-text">Assassin&#8217;s Creed Shadows: l&#8217;arrivo in un nuovo territorio</figcaption></figure>
<h2>Le novità principali di Assassin&#8217;s Creed Shadows Gli Artigli di Awaji</h2>
<p>Assassin’s Creed Shadows Gli Artigli di Awaji è la solita occasione con cui Ubisoft offre ai suoi giocatori <strong>&#8220;ancora di più&#8221; rispetto al pacchetto dell&#8217;offerta principale</strong>. Come era lecito attendersi, sull&#8217;Isola di Awaji troveremo ad attenderci nuovi nemici, nuove armi e nuovi oggetti cosmetici con cui potenziare il proprio equipaggiamento; da ultimo, anche qualche abilità per i protagonisti. Avete presente il <strong>bastone rosso</strong> di Son Goku nella prima serie di Dragon Ball? Ecco, ad esempio ora potrete combattere anche con quello. E perché non un bel fucile ad avancarica per il protagonista maschile? <strong>A variare il gameplay</strong> ecco l&#8217;introduzione di una nuova arma da fuoco. Più situazionali, invece, le abilità aggiuntive, che comunque non vanno a stravolgere il pacchetto considerato nella sua interezza; vi sarebbe stato, in tal caso, il rischio che i giocatori tornassero da Awaji nel continente utilizzando tutti i nuovi contenuti per affrontare più facilmente la storia principale, cosa che ovviamente Ubisoft non desiderava.</p>
<p>Intrigante, ma senza grandi sorprese, è anche la trama principale dell&#8217;espansione. Il modus operandi, <strong>le indagini e la linearità narrativa</strong> articolata in bivi che coinvolgono entrambi i protagonisti: tutti questi elementi, strutturali in Assassin’s Creed Shadows, tornano per ovvi motivi in Gli Artigli di Awaji. Insomma, Ubisoft non ha voluto stravolgere in alcun modo l&#8217;offerta principale e le modalità di fruizione della stessa, limitandosi in un certo modo a &#8220;dislocare&#8221; una parte della mappa all&#8217;interno dell&#8217;isola, offrendola così come contenuto a parte. <strong>A cambiare sono invece le atmosfere</strong>, e questa è un&#8217;altra caratteristica ricorrente del franchise di Assassin&#8217;s Creed. Qualcuno ricorda L&#8217;ira dei Druidi? Nuovamente contesti lugubri e inquietanti, nebbie e affini subentrato a variare l&#8217;offerta del gioco, rispondendo al solito ciclo giorno e notte che influenza la progressione nella storia. Ricordiamo, però, che da questo punto di vista dei recenti aggiornamenti hanno introdotto la possibilità di accelerare lo scorrere delle ore nell&#8217;arco della giornata, velocizzando così meccanismi altrimenti tediosi.</p>
<figure id="attachment_279580" aria-describedby="caption-attachment-279580" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-279580 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/shadows-01.jpg" alt="Assassin's Creed Shadows" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/shadows-01.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/shadows-01-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/shadows-01-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/shadows-01-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/shadows-01-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/shadows-01-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/shadows-01-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2024/05/shadows-01-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-279580" class="wp-caption-text">I due protagonisti tornano in azione</figcaption></figure>
<h2>Alcune osservazioni</h2>
<p>Abbiamo accennato ad alcune lamentele da parte degli utenti, relativamente ai contenuti aggiuntivi di Assassin’s Creed Shadows Gli Artigli di Awaji. In realtà si è trattato fondamentalmente <strong>di un problema di accesso ai contenuti</strong>: nei primi momenti del rilascio dell&#8217;espansione, infatti, alcuni giocatori non sono riusciti ad accedere all&#8217;Isola di Awaji da PC, e questo ha compromesso la loro esperienza di gioco. Critica più strutturata e da approfondire, invece, è quella relativa non all&#8217;accesso, ma alla qualità e quantità dei contenuti stessi: vi è chi crede che Ubisoft avrebbe dovuto semplicemente <strong>rilasciare come DLC gratuito il pacchetto</strong>. Questo perché sembra che i contenuti possano essere liberamente esplorati e goduti in molto meno delle dieci ore previste.</p>
<p>In effetti nel corso della nostra recensione non siamo arrivati alle dieci ore promesse, ma è anche vero che non ci siamo messi a &#8220;ripulire la mappa&#8221; come ogni buon completista dovrebbe fare. Vero, correndo da un punto all&#8217;altro della nuova (e ridotta, per forza di cose) mappa open world si impiega poco ad affrontare la storia principale dell&#8217;isola con tutti i suoi misteri. <strong>Ma questo dipende anche dai diversi stili di gioco</strong>: chi adotta un approccio più ragionato, esplora per bene e raccoglie tutti i collezionabili, arriva senza dubbio a toccare le famigerate dieci ore. Correndo, sì, vi si impiega molto meno. Forse sarebbe corretto dire che la &#8220;media&#8221; giusta sarebbe di circa sei ore, ammesso che possa esistere una media di questo tipo. Che poi, siamo seri, i videogiochi non vanno giudicati sulla base della quantità e rapidità della fruizione, ma sulla qualità del pacchetto.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/376581/assassins-creed-shadows-gli-artigli-di-awaji-recensione-la-prima-espansione-dellultimo-capitolo/gli-artigli-di-awaji-6/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Gli-Artigli-di-Awaji-6-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
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<p>E non si può certo dire che Assassin’s Creed Shadows Gli Artigli di Awaji sia un pacchetto brutto. <strong>Si tratta di un&#8217;espansione coerente</strong> con quello che è il mondo di gioco dell&#8217;ultimo capitolo targato Ubisoft: le cose da fare ci sono, tre o quattro armi inedite e interessati, oltre che versatili, anche, la trama è interessante, ma tutto questo funziona solo se per voi ha già funzionato, di per sé, Assassin&#8217;s Creed Shadows. Perché è vero che il prodotto in sé, considerato come espansione, è molto, molto conservativo: Ubisoft ha prodotto un &#8220;di più&#8221; dell&#8217;avventura principale, come se si trattasse di un capitolo a se stante scucito dalla mappa di gioco originale e ricucito per adattarsi alle dimensioni dell&#8217;isola. Con tutti i limiti che un&#8217;esperienza di questo tipo comporta; ma non si può certo accusare il tutto di incoerenza.</p>
<p><iframe title="Assassin&#039;s Creed Shadows: Claws of Awaji Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Y5vIgUaPWZU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>Assassin’s Creed Shadows Gli Artigli di Awaji è la prima espansione ufficiale del nuovo capitolo giapponese dedicato ai celebri assassini di Ubisoft (o Occulti, come piace chiamarli oggi, forse per smorzare l&#8217;intensità del termine originale). Non si tratta di un contenuto a pagamento sorprendente né dirompente: è un&#8217;aggiunta conservativa, con cui Ubisoft è &#8220;andata sul sicuro&#8221;, aggiungendo armi, abilità, personaggi, nemici e una nuova mappa da esplorare, in tutto in coerenza con l&#8217;offerta principale. Da qui le critiche da una certa fetta di pubblico, che però vanno riorientate alla luce di quello che Assassin’s Creed Shadows ha sempre voluto essere. Forse la vera novità consiste nelle atmosfere di gioco, più lugubri e inquietanti rispetto a quanto abbiamo già visto nella ricostruzione di questo Giappone feudale. Se Assassin’s Creed Shadows vi è piaciuto o vi sta piacendo, Gli Artigli di Awaji vi piacerà per forza. Se invece l&#8217;ultimo capitolo del franchise non vi ha convinto, difficilmente ci riuscirà l&#8217;espansione.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/376581/assassins-creed-shadows-gli-artigli-di-awaji-recensione-la-prima-espansione-dellultimo-capitolo/">Assassin’s Creed Shadows Gli Artigli di Awaji Recensione: la prima espansione dell&#8217;ultimo capitolo</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Everybody’s Golf Hot Shots Recensione: la saga arcade torna più in forma che mai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Pettine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 14:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Everybodys_Golf_Cover.png" width="1920" height="1080" title="" alt="EVERYBODY'S GOLF HOT SHOTS" /></div>
<div>Non è scritto da nessuna parte che per giocare a golf sia necessario recarsi in Inghilterra. Come già tanti altri simulatori per qualsiasi attività umana, anche mazze, palline bianche e campi verdeggianti sono disponibili nel mondo videoludico, e da anni, ora in modo più tecnicistico ora con un’ampia apertura al party game. Everybody’s Golf Hot [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Everybodys_Golf_Cover.png" width="1920" height="1080" title="" alt="EVERYBODY'S GOLF HOT SHOTS" /></div><div><p>Non è scritto da nessuna parte che per <strong>giocare a golf</strong> sia necessario recarsi in Inghilterra. Come già tanti altri simulatori per qualsiasi attività umana, anche mazze, palline bianche e campi verdeggianti sono disponibili nel mondo videoludico, e da anni, ora in modo più tecnicistico ora con un’ampia apertura al party game. <strong>Everybody’s Golf Hot Shots</strong> costituisce, da questo punto di vista, un graditissimo ritorno. Probabilmente non sarà noto a tutti, ma il franchise risale almeno al 1997, con la pubblicazione del primissimo Everybody’s Golf sulla primissima PlayStation. Nel corso degli anni si sono susseguiti altri titoli, altre interazioni, persino con un’apertura al Tennis in forma di spin-off (nel 2006, su PlayStation 2). L’ultimo capitolo ufficiale, tuttavia, risale all’ormai lontano 2017, <strong>con il rinnovato Everybody’s Golf per PlayStation 4, mentre nel 2019 veniva pubblicato Everybody’s Golf VR, sempre la stessa console.</strong> Da lì in poi, il silenzio: fino ad oggi, quando lo sviluppatore Hyde, in collaborazione con Bandai Namco, ha deciso di riportare la saga al centro dell’attenzione, e con diverse novità non da poco, su Nintendo Switch e PlayStation 5 (noi abbiamo lavorato su quest&#8217;ultima versione). Pronti a saperne di più?</p>
<figure id="attachment_374032" aria-describedby="caption-attachment-374032" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-374032 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-10-scaled.jpg" alt="Il campo da gioco di Everybody’s Golf Hot Shots" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-10-scaled.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-10-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-10-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-10-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-10-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-10-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-10-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-10-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-10-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-374032" class="wp-caption-text">Il campo da gioco di Everybody’s Golf Hot Shots</figcaption></figure>
<h2>Everybody’s Golf Hot Shots: golf al passo con i tempi</h2>
<p>Everybody’s Golf Hot Shots è innanzitutto il tentativo di <strong>“aggiornare” il franchise per renderlo nuovamente al passo con i tempi</strong>. Questa operazione parte dal comparto grafico (senza tradire la direzione artistica della serie), passando per tutta una serie di accorgimenti lato gameplay e fruizione complessiva, fino ad arrivare ad offrire una modalità online degna di questo nome, praticamente obbligatoria nel mondo contemporaneo. Diversi di questi obiettivi sono stati perfettamente raggiunti, mentre su altri si sarebbe potuto lavorare con un po’ più di convinzione (ad esempio, il comparto tecnico resta comunque legato a un’infrastruttura un po’ datata, più simile alle possibilità della PlayStation 4 che a quelle della <strong>PlayStation 5</strong>, che tra l’altro è già a metà del suo ciclo di vita).</p>
<p>Nelle schermate principali e nella sua impostazione generale, Everybody’s Golf Hot Shots è stato pensato per accogliere letteralmente chiunque, dal giocatore che ha acquistato ogni singola copia di gioco dal 1997 all’ultimo arrivato, passando per gli avventori occasionali che il golf l’hanno sempre e solo visto in foto. <strong>L’accesso è immediato</strong>, le informazioni fornite rapide, essenziali ed efficaci. Si scende quasi subito in campo, dopo aver strizzato l’occhio a possibilità di personalizzazione, a stili di gioco e a personaggi che verranno illustrati adeguatamente già dopo i primi venti o trenta minuti di gioco. <a href="https://it.bandainamcoent.eu/everybodys-golf/everybodys-golf-hot-shots">Di carne al fuoco si capisce subito che ce n’è tanta</a>, così come di possibilità di personalizzazione; col tempo ci si accorge che non sarebbero state disprezzate diverse <strong>rifiniture nei dettagli</strong>, ma non c’è davvero nulla che faccia storcere il naso, se si considera che Everybody’s Golf Hot Shots si pone, ancora una volta, come sempre si è posto il franchise: cioè come un gioco di golf arcade, fortemente arcade, quasi sempre semplicemente arcade.</p>
<figure id="attachment_374033" aria-describedby="caption-attachment-374033" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-374033 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-9-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-9-scaled.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-9-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-9-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-9-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-9-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-9-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-9-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-9-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-9-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-374033" class="wp-caption-text">No, non è Dragon Ball, è solo una partita di golf</figcaption></figure>
<h2>Tutti sul campo da golf</h2>
<p>L’approccio a Everybody’s Golf Hot Shots va inteso nei termini in cui la produzione <strong>tenta tutto nella direzione dell’accessibilità</strong> e del divertimento, ma senza tradurre la propria natura storica. Si tratta di un gioco di golf arcade, non di un simulatore professionistico; ci sono sì modalità più precise, tecniche e dagli ostacoli più o meno personalizzabili, ma mai ci si avvicina davvero al golf reale. <strong>E forse la presenza di Pac-Man tra i bonus pre-ordine avrebbe già dovuto farsi insospettire circa la vera natura della produzione</strong>. Colpire la pallina per andare in buca, eseguendo così uno “shot” perfetto, richiede grossomodo <strong>qualcosa di vicino ai QTE</strong> delle avventure narrative: si devono eseguire, rispettando certe tempistiche, tre pressioni dello stesso tasto di seguito. Più saremo vicini agli indicatori a schermo e all’area di selezione, più il colpo sarà soddisfacente.</p>
<p>Ma questo è idealmente, come pure nella pratica, solo l’inizio. Perché poi nel concreto a rendere improbabile la situazione <strong>concorrono una miriade di fattori</strong>. L’ambiente di gioco, per esempio, può presentare ostacoli di vario tipo. Oppure, la pallina da golf può presentare dei poteri specifici, legati alle abilità dell’altrettanto specifico personaggio (da questo punto di vista ricordate che Everybody’s Golf Hot Shots presenta il maggior numero di personaggi giocabili di sempre nella storia della serie). Normalmente, dopo aver toccato terra e aver rotolato per un po’, la pallina da golf si ferma. <strong>Non così in Everybody’s Golf Hot Shots, dove l’oggetto può anche riprendere la corsa, rimbalzare sfidando le leggi della fisica, slittare, prendere fuoco, e molto altro ancora</strong>. Non sono follie lasciate al caso, ma specifiche possibilità legate al gameplay, controllabili e migliorabili (anche con la pratica) da parte del giocatore.</p>
<figure id="attachment_374034" aria-describedby="caption-attachment-374034" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-374034 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-8-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-8-scaled.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-8-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-8-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-8-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-8-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-8-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-8-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-8-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-8-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-374034" class="wp-caption-text">I tiri speciali saranno una costante</figcaption></figure>
<h2>La storia e l’online</h2>
<p>Everybody’s Golf Hot Shots <strong>offre diverse modalità di gioco</strong>, la principale delle quali consiste nella campagna. Si tratta fondamentalmente di affrontare un torneo dopo l’altro accumulando punti su punti: in questo modo è possibile sbloccare nuovi terreni e personaggi giocabili, ognuno dotato di abilità particolari. In più, più si prosegue e più possibilità di personalizzazione nelle modalità di gioco si ottengono, per esempio quella di modificare a piacimento le caratteristiche climatiche e l’ora del gioco (con annesse variabili in campo). Utilizzare per diverso tempo lo stesso personaggio garantisce, inoltre, <strong>l’aumento dell’affinità</strong>, il che porta a valorizzare e sfruttare ancora di più le sue caratteristiche sportive specifiche.</p>

<a href='https://www.vgmag.it/374031/everybodys-golf-hot-shots-recensione-la-saga-arcade-torna-piu-in-forma-che-mai/everybodys-golf-hot-shots-1/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/09/Everybodys-Golf-Hot-Shots-1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
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<p><strong>La modalità multigiocatore</strong>, però, è il vero fiore all’occhiello di Everybody’s Golf Hot Shots, nonché la caratteristica che potenzialmente fa salire all’inverosimile le ore di gioco. Se già 100 livelli nella campagna non vi sembravano pochi, sappiate che è possibile giocare in locale con altri tre giocatori, sia in sfide tutti contro tutti che in quadre di due giocatori. Non occorrono neppure più controller, perché semplicemente ci si passerà il DualSense ad ogni turno. La stessa struttura è presente nell’online, ovviamente con la possibilità di sfidare giocatori dalle diverse abilità provenienti da tutto il mondo. Qui magari sarebbe auspicabile l’introduzione di vere e proprie stagioni competitive.</p>
<p>Graficamente parlando, ed è questo il suo <strong>difetto principale</strong>, Everybody’s Golf Hot Shots non è particolarmente esaltante, ma è possibile chiudere un occhio – anche considerando che la direzione artistica ha voluto recuperare e celebrare un particolarissimo stile a metà tra il cartoonesco e l’anime, specifico del franchise.</p>
<p><iframe title="Everybody&#039;s Golf Hot Shots - Release Date Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/NUJFW8ABurE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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<p><strong>Everybody’s Golf Hot Shots è il titolo perfetto per chi è sempre stato attratto dai videogiochi sportivi dall’anime fortemente arcade. Chiaramente i primi destinatari della produzione sono i fan storici della saga, ma la cura della nuova iterazione svela un’apertura convinta presso il grande pubblico dei giocatori occasionali. Chiunque, in effetti, può apprendere le meccaniche e divertirsi, non solo i fan del golf. Everybody’s Golf Hot Shots opera su Nintendo Switch e PlayStation 5 un po’ quello che furono, contestualizzati, Mario Power Tennis e Fifa Street. Per di più, le ore di gioco sono tarate verso l’alto, dato che anche solo completare la modalità carriera richiede un bel po’ di tempo, senza considerare il multiplayer online a quattro giocatori. Confidiamo in un supporto online durevole e ragionato, perché la direzione sembra essere proprio quella giusta. E adesso tutti in campo, armati della propria mazza da baseball e di un improbabile armamentario di poteri speciali.</strong></p>
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		<title>Wild Hearts S Recensione: il Monster Hunter-like arriva su Switch 2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Pettine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Aug 2025 10:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Wild-Hearts.png" width="1920" height="1080" title="" alt="wild hearts s" /></div>
<div>Wild Hearts S non è un gioco nuovo, ma è un gioco di cui al momento su Nintendo Switch 2 si sentiva il bisogno. Venne pubblicato per la prima volta, sulle altre console e su PC, a febbraio 2023. Due anni e mezzo, dunque, lo separano da questa nuova edizione, tanto nuova che si è [&#8230;]</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/369418/wild-hearts-s-recensione-il-monster-hunter-like-arriva-su-switch-2/">Wild Hearts S Recensione: il Monster Hunter-like arriva su Switch 2</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Wild-Hearts.png" width="1920" height="1080" title="" alt="wild hearts s" /></div><div><p><strong>Wild Hearts S</strong> non è un gioco nuovo, ma è un gioco di cui al momento <strong>su Nintendo Switch 2 si sentiva il bisogno</strong>. Venne pubblicato per la prima volta, sulle altre console e su PC, a febbraio 2023. Due anni e mezzo, dunque, lo separano da questa nuova edizione, tanto nuova che si è rifatta persino il nome: Wild Hearts S, dove quella &#8220;S&#8221; richiama molto da vicino “Switch”. Ce n’era bisogno? Eh, sì. Di un nuovo Monster Hunter ufficiale per ora non c’è traccia, e negli ultimi due anni Wild Hearts ha confermato di collocarsi a buon titolo nella scia degli eredi della produzione Capcom. <strong>Omega Force</strong> a suo tempo fece un ottimo lavoro, così come l&#8217;editore Tecmo Koei, e ora quello che solo in modo offensivo si potrebbe osare definire “il Monster Hunter – clone” è pronto per il debutto su Switch 2. Con una serie di compromessi da un lato, ma anche di novità sostanziose dall’altro. Nella <strong>recensione</strong> che segue, ovviamente, scoprirete tutto ciò che dovete sapere (e anche molto altro).</p>
<figure id="attachment_347327" aria-describedby="caption-attachment-347327" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-347327 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S.jpeg" alt="Wild Hearts; Wild Hearts S" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S.jpeg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-300x169.jpeg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-1024x576.jpeg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-768x432.jpeg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-1536x864.jpeg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-450x253.jpeg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-780x439.jpeg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-1600x900.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-347327" class="wp-caption-text">Di creature pericolose Wild Hearts S abbonda</figcaption></figure>
<h2>A caccia di mostri in un Giappone feudale fantasy</h2>
<p><strong>Il contesto narrativo di Wild Hearts S</strong> non era e non è il più originale che si sia mai visto nel contesto videoludico, tuttavia ha il suo perché e si sposa perfettamente con le esigenze legate al gameplay. Ci ritroviamo nel Giappone feudale, con luoghi e ambienti per riconoscibili. In aggiunta, però, questo mondo è popolato anche dalla magia, e soprattutto da <strong>creature gigantesche chiamate Kemono</strong>. I Kemono sono bestioni a metà tra creature leggendarie e animali comuni: non tutti sono ostili e non tutti sono davvero enormi, ma in generale hanno richiesto l’esistenza di un gruppo specifico di viandanti e cacciatori in grado di tenerli a bada. Il protagonista è uno di questi.</p>
<p>Di lui non sappiamo assolutamente nulla: arriva da lande lontane e ha dedicato la sua vita ai Kemono. Il personaggio è completamente personalizzabile nell’aspetto fisico e nella voce; <strong>altrettanto personalizzabile è anche lo stile di gioco</strong>, del quale si dirà più avanti. Narrativamente parlando, Wild Hearts S è un’esperienza piacevole: il protagonista si ritrova nei dintorni di Minato alle prese con una creatura gigantesca che riesce a sconfiggerlo. Ripresosi, decide di proteggere la regione e i suoi abitanti. Moltissimi sono i personaggi secondari, tutti ampiamente caratterizzati, che incontrerà sul suo cammino, mentre si rafforza, potenzia e padroneggia sempre di più le sue già spiccate abilità in combattimento. Lo scontro finale con le creature più potenti, dunque, non può tardare, mentre a poco a poco (e in modo in realtà anche abbastanza criptico) vengono svelati i misteri e i retroscena dell’ispirato mondo di gioco.</p>
<figure id="attachment_347326" aria-describedby="caption-attachment-347326" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-347326 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-2.jpeg" alt="Wild Hearts; Wild Hearts S" width="1280" height="720" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-2.jpeg 1280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-2-300x169.jpeg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-2-1024x576.jpeg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-2-768x432.jpeg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-2-450x253.jpeg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-2-780x439.jpeg 780w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption id="caption-attachment-347326" class="wp-caption-text">Riuscirete a sconfiggere tutti i Kemono?</figcaption></figure>
<h2>Kemono e Karakuri</h2>
<p>Il mondo di Wild Hearts S è diviso, a livello sia di gameplay che di narrazione, <strong>tra Kemono e Karakuri</strong>. I primi sono le creature che costituiscono la sua fauna locale, i secondi dei gadget, utili strumenti per l’esplorazione e le battaglie, che possono essere creati per mezzo della magia. Fortuna che il protagonista <strong>è esperto di entrambi</strong>: è tanto abile in combattimento contro i Kemono, quanto esperto nell’utilizzo della magia per dare vita ai Karakuri. E di questi ultimi è impossibile fare a meno, vuoi perché la creazione di un cubo può aiutarti a raggiungere quella sporgenza altrimenti inaccessibile, vuoi perché una piccola pedana con molla può dare lo slancio giusto per infliggere un fendente caricato contro il bestione di turno. Di Karakuri ce ne sono molti di più delle semplici casse e pedane a molla: andranno sbloccati proseguendo nell’esplorazione della vasta mappa di gioco.</p>
<p><strong>I santuari sono un’eccezione</strong>, perché qui è possibile creare anche i Karakuri speciali grazie ai quali riposarsi, potenziarsi e nutrirsi. Inizialmente Wild Hearts S è davvero prodigo di informazioni e ci vorrà un po’ per orientarsi senza restare spaesati: superate le prime ore di gioco, però, il titolo inizierà a dare il meglio di sé e si comprenderà quanto ogni aspetto sia legato a tutti gli altri, e come solo dalla padronanza di questa totalità sia possibile portare a termine in modo efficace sia l’esplorazione che le battaglie. <strong>Gli scontri con i Kemono</strong>, ad esempio, richiedono innanzitutto di individuare il proprio “stile”, perché di armi ce ne sono tante e sono tutte diverse. Va bene, non siamo ai livelli di profondità <a href="https://www.vgmag.it/338893/monster-hunter-wilds-recensione-umani-mostri-e-cacciatori/">degli ultimi Monster Hunter</a>, ma non aspettatevi un videogioco in cui semplicemente si esegue sempre lo stesso attacco senza rimpianti.</p>
<p><strong>I mostri di Wild Hearts S sono tutti boss</strong>, pronti a farvi la pelle. E ve la faranno, se non imparate a dosare bene l’alternanza tra schivate e attacchi leggere e profondi, meglio ancora se sfruttando gli elementi ambientali e i Karakuri che potete creare in qualsiasi momento, anche nel bel mezzo di un combattimento. Ogni arma possiede della abilità speciali, utilizzabili solo dopo aver caricato l’apposita barra dell’energia; i combattimenti dei Kemono vanno studiati e meditati, prima di passare all’offensiva, se no non potrete capire quando sono pronti per attaccare… e quanto, invece per darsi alla fuga. In questo secondo caso, dovrete inseguirli, per poi dare via alla seconda fase dello scontro (chiaramente più impegnativa). Considerate anche che una volta portata a termine l’avventura principale la sfida si alza, con un endgame degno di questo nome.</p>
<figure id="attachment_347325" aria-describedby="caption-attachment-347325" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-347325 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-3.jpeg" alt="Wild Hearts; Wild Hearts S" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-3.jpeg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-3-300x169.jpeg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-3-1024x576.jpeg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-3-768x432.jpeg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-3-1536x864.jpeg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-3-450x253.jpeg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-3-780x439.jpeg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/04/Wild-Hearts-S-3-1600x900.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-347325" class="wp-caption-text">Ogni arma si adatta a un preciso stile di gioco</figcaption></figure>
<h2>Wild Hearts S: le novità su Nintendo Switch 2</h2>
<p>Wild Hearts S arriva sulla nuova console Nintendo a distanza di due anni dal primo lancio globale, ed è dunque normale che da allora siano cambiate diverse cose. Tanto per cominciare, nel corso dei mesi gli sviluppatori hanno aggiunto <strong>parecchie nuove creature da affrontare</strong>, oltre a rivedere in diversi casi il bilanciamento generale e specifico dei vari pezzi di equipaggiamento e delle armi, fino al miglioramento dell’esperienza complessiva dell’avventura dal punto d vista della fruizione. Non è tutto, però.</p>
<p>Un primo intervento generale per approntare Wild Hearts S è stato naturalmente di tipo grafico-tecnico, perché Nintendo Switch 2 è una console nuova, differente dal resto delle piattaforme. La potenza della nuova ibrida è evidente nel fatto che complessivamente parlando non sembrano essere intervenuti veri e propri “sacrifici” nelle prestazioni: fatti salvi alcuni caricamenti, soprattutto quello iniziale, Wild Hearts S <strong>è molto fluido e performante</strong>, e il livello grafico si mantiene ad ottimi livelli sia in modalità portatile sia, soprattutto, con la console inserita nel dock. Certo, non è esattamente la stessa esperienza vista altrove (meno che mai su PC) ma la situazione complessiva è ottima.</p>

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<p>La novità più sostanziale, però, riguardo <strong>la gestione del multiplayer</strong>. In precedenza, Wild Hearts era fruibile solo in cooperativa online con un massimo di tre giocatori: su Nintendo Switch è stata introdotta anche la modalità cooperativa in locale (vera e propria esclusiva della console) mentre l’online può beneficiare, ovviamente, della Game Chat introdotta specificamente come funzionalità specifica di Nintendo Switch 2. Oltre a tutto questo, l’HD Rumble garantisce una maggiore immersività in varie situazioni. Insomma, Wild Hearts S è non solo la versione definitiva e più completa tra tutte, ma anche quella in grado di vantare un’identità specifica sulla console Nintendo.</p>
<p><iframe title="Wild Hearts S - Official Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/6JGtOckALAU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Wild Hearts S è un titolo più che apprezzabile in quella che può essere ancora definita la linea di lancio di Nintendo Switch 2. In attesa di un nuovo capitolo di Monster Hunter, si conferma come qualcosa di simile ma al tempo stesso diverso dal noto gioco di caccia targato Capcom, un solidissimo gioco d’azione con tratti GDR in grado di convincere tanto i giocatori orientali quanto quelli occidentali. In più, su Nintendo Switch arriva ricco di una funzionalità completamente inedita (il multigiocatore in locale) e tutti gli aggiornamenti, i bilanciamenti e i miglioramenti degli ultimi due anni. Insomma, se non l’avete ancora provato con mano, questa potrebbe essere l’occasione giusta. A patto che vi piaccia andare a caccia di mostri… e soprattutto farlo in grande.</strong></p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/369418/wild-hearts-s-recensione-il-monster-hunter-like-arriva-su-switch-2/">Wild Hearts S Recensione: il Monster Hunter-like arriva su Switch 2</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Black Desert Provato: l&#8217;MMORPG arriva su next-gen… ma restano i problemi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Pettine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2025 10:00:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-1-scaled.jpg" width="2560" height="1376" title="" alt="Black Desert" /></div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-1-scaled.jpg" width="2560" height="1376" title="" alt="Black Desert" /></div><div><p><strong>Black Desert Online</strong> è in circolazione ormai esattamente da dieci anni, dunque stentiamo a credere che qualcuno possa non averne mai sentito parlare. A suo tempo destò parecchio interesse tra l’utenza PC, dato che gli sviluppatori di <strong>Pearl Abyss</strong> (team coreano) avevano guardato proprio alle potenzialità grafiche e tecniche del PC gaming come palcoscenico di quello che prometteva di diventare, in breve tempo, uno degli <strong>MMORPG fantasy open-world</strong> più ambiziosi della generazione. È poi andata com’è andata, che poi sostanzialmente bene, a patto di non considerare il mondo console. Perché in effetti Black Desert non è una novità,<strong> neppure considerando il mondo Xbox e PlayStation: c’era già su old-gen</strong>, e nel momento in cui scriviamo è diventato <strong>ufficialmente disponibile anche su next-gen</strong>, ovvero <strong>su Xbox One S/X e su PlayStation 5</strong>. In particolare, grazie all’interesse del team di sviluppo abbiamo potuto <strong>provare</strong> la versione di Black Desert aggiornata <strong>per la console ammiraglia Sony</strong>. E, benché non manchino aspettative per il prossimo futuro, è andata… maluccio.</p>
<figure id="attachment_365063" aria-describedby="caption-attachment-365063" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-365063 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-2-scaled.jpg" alt="Alcuni dei protagonisti di Black Desert" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-2-scaled.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-2-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-2-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-2-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-2-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-2-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-2-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-2-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-365063" class="wp-caption-text">Alcuni dei protagonisti di Black Desert</figcaption></figure>
<h2><strong>Black Desert: una nuova versione che somiglia tanto alla “vecchia”</strong></h2>
<p>Sia chiara una cosa: <strong>Pearl Abyss non aveva mai promesso che Black Desert su PS5 sarebbe stato un gioco nuovo</strong>, o che avrebbe presentato contenuti inediti rispetto alla versione PC. Potreste considerare in modo ironico questa constatazione, dal momento che lo sappiamo tutti che i giocatori storici semplicemente si sarebbero accontentati di una <strong>versione quantomeno aggiornata</strong> alla mole di contenuti già presente su PC, dato che Black Desert su console è sempre rimasto indietro <a href="https://www.naeu.playblackdesert.com/en-US/Main/Index?_region=">rispetto alla controparte originale</a>, con l’esclusione della community da determinate porzioni della mappa, boss e altri dettagli non da poco. Su next gen, quindi, tutti avrebbero voluto semplicemente una versione migliore, aggiornata, potenziata, tecnicamente solida, e non qualcosa di nuovo.</p>
<p>Non potevamo dunque non rimanere delusi nel constatare che <strong>in realtà sia cambiato pochissimo</strong>. Il salto di Black Desert da PS4 a PS5 è percepibile fondamentalmente nel dettaglio grafico e nel colpo d’occhio complessivo, ma nulla in realtà giustifica un passaggio che sarebbe dovuto essere molto più percepibile. A livello di struttura, contenuti e interfaccia, tutto è rimasto com’era, compresa una UI che ormai da tempo <strong>dovrebbe essere rivista</strong> per il gioco da console, che risulta macchinoso a voler fare un complimento. Senza contare che le opzioni grafiche sono sì presenti, ma non migliorano poi molto il pacchetto. C’è anzi il pericolo che attivando il 4K (che, tra parentesi, impone anche il riavvio dell’app e della sessione) si incorra più facilmente in <strong>rallentamenti, glitch ed effetti di popup</strong>, presto segnalati, tra l’altro, anche dalla community dei giocatori. Insomma, la nuova versione di Black Desert somiglia troppo alla “vecchia”, e sconta un lavoro di adattamento al mondo console nel quale, a questo punto, Pearl Abyss non deve mai aver davvero creduto (o forse, semplicemente, non riesce a restare al passo).</p>
<figure id="attachment_365062" aria-describedby="caption-attachment-365062" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-365062 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-3.jpg" alt="I combattimenti di Black Desert" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-3.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-3-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-3-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-3-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-3-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-3-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-3-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-3-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-365062" class="wp-caption-text">I combattimenti di Black Desert</figcaption></figure>
<h2><strong>Un MMORPG immenso e affascinante</strong></h2>
<p>Di quanto detto finora bisogna tuttavia riconoscere la natura “momentanea”. Se gli sviluppatori vorranno e crederanno nel suo supporto futuro, Black Desert online diventerà un titolo solido anche su console, perlomeno con livelli di giocabilità pari a quelli PC. La situazione attuale, certo incresciosa, non deve far dimenticare che ci troviamo davanti un MMORPG immenso e affascinante, che nel giro di pochissimo tempo ha visto crescere e consolidarsi un numero significativo di appassionati. Il problema è che, appunto, tali appassionati vorrebbero giocare anche sul divano di casa, impugnando il controller della propria PS5; e farlo, attualmente, condurrebbe in breve tempo a <strong>una situazione quantomeno frustrante</strong>. I difetti sono davvero troppi,<strong> tra rallentamenti, freeze, crash e glitch grafici di vario tipo su PlayStation 5</strong>.</p>
<p>Considerato in sé, però, Black Desert funziona. Anzi, <strong>funziona anche al netto di tutti i problemi</strong> di stabilità, framerate in situazzioni affollate (e nei cambi di ambientazione) e con un’interfaccia di gioco chiaramente pensata per PC e adattata alla bell’e meglio al mondo console. Funziona per tutta una serie di fattori legati a tre aspetti principali: le dimensioni, il comparto tecnico e il gameplay. Innanzitutto è un mondo affascinante, gigantesco e che incentiva l’esplorazione; soprattutto, è un mondo aperto e in costante crescita, che si amplia di aggiornamento in aggiornamento, come dovrebbe essere per ogni buon MMORPG.<strong> Tecnicamente parlando, poi, su PC è solidissimo e offre un livello di dettaglio grafico-tecnico che già dieci anni fa si mostrava impressionante</strong> (su console, per ovvi motivi, vi sono delle limitazioni, anche considerando che proprio l’enormità della mappa impone la gestione simultanea di un numero impressionante di giocatori). Infine, a livello di fruizione l’offerta è sì conservativa, ma efficace nelle sue proposte, nonché incentrate a una buona versatilità e a fronte di una curva di apprendimento abbordabile per i nuovi arrivati ma al tempo stesso impegnativa per i veterani.</p>
<figure id="attachment_365061" aria-describedby="caption-attachment-365061" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-365061 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-4.jpg" alt="Personaggi femminili di Black Desert" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-4.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-4-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-4-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-4-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-4-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-4-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-4-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-4-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-365061" class="wp-caption-text">Personaggi femminili di Black Desert</figcaption></figure>
<h2>Aspettative sul futuro di Black Desert</h2>
<p><strong>Le aspettative circa il futuro di Black Desert</strong> attualmente non sono particolarmente rosee, per quanto riguarda il comparto console. Il nostro provato ci ha insospettito: possibile che, nonostante il perdurare negli anni dei problemi, Pearl Abyss non sia ancora corsa ai ripari? Nemmeno nel momento del lancio su next-gen, quando finalmente si sarebbe potuto, volendo, lanciare un segnale importante, proponendo finalmente un&#8217;inversione di rotta radicale rispetto al passato? Non vogliamo né possiamo credere che gli sviluppatori tengano così poco all&#8217;utenza console del titolo, anche se ovviamente (e storicamente) la maggior parte dei giocatori è attualmente su PC.</p>

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<a href='https://www.vgmag.it/365056/black-desert-provato-lmmorpg-arriva-su-next-gen-ma-restano-i-problemi/black-desert-1/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="161" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/07/Black-Desert-1-300x161.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="Black Desert" /></a>

<p><strong>La paura</strong> è quindi che si ripresenti la stessa situazione già vista su Xbox One e PS4, cioè quella di un gioco fondamentalmente abbandonato a se stesso e fortemente limitato nell&#8217;arrivo di nuovi contenuti, come anche nel comparto grafico-tecnico e nella stabilità generale. Tuttavia, noi non vogliamo credere questo. Vogliamo anzi sperare che finalmente, al di là di un nuovo &#8220;lancio&#8221; discutibile, si stia già pensando ai miglioramenti tramite futuri aggiornamenti. Non ci sono scuse, questa volta le console di attuale generazione <strong>possono e devono offrire un&#8217;esperienza degna di questo nome</strong>. Sta agli sviluppatori, tuttavia, renderla concreta. E i fan, da questo punto di vista, devono far sentire la propria voce.</p>
<p><iframe title="Black Desert - A Journey of New Beginnings | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/9OJc7ovzVks?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>Il nostro provato di Black Desert su PlayStation 5 non può al momento essere positivo. La situazione del titolo di Pearl Abyss su console è avvilente, a maggior ragione perché riconferma una condizione costante, che perdura già da alcuni anni, dal momento che neanche su PlayStation 4 e Xbox One Black Desert dava davvero il meglio di sé. Nel momento in cui scriviamo abbondano rallentamenti e incertezze di tipo grafico e tecnico, che in alcuni casi non guastano l’esperienza di gioco complessiva, ma in altri invece sì; ed è dunque anche questione di fortuna completare una sessione di gioco senza incappare in problemi di qualche tipo. Considerando che il supporto a PlayStation 4 e Xbox One terminerà a breve, così da concentrarsi esclusivamente su next-gen, la speranza è che finalmente Black Desert venga aggiornato come si deve, e come merita un titolo più che discreto, che da un decennio riconferma un’ottima posizione già su PC.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/365056/black-desert-provato-lmmorpg-arriva-su-next-gen-ma-restano-i-problemi/">Black Desert Provato: l&#8217;MMORPG arriva su next-gen… ma restano i problemi</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Battle Train Recensione: gli scontri tra treni non sono mai stati così divertenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Pettine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 08:00:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Battle Train" /></div>
<div>Negli ultimi anni i giochi a base di mazzi di carte da costruire hanno letteralmente invaso il mercato. No, non stiamo parlando dei trading card games (TCG) come Magic The Gathering, Pokémon o Yu-Gi-Oh!: parliamo di videogiochi d’avventura o di ruolo in cui al combattimento in prima o terza persona viene a sostituirsi la gestione [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Battle Train" /></div><div><p>Negli ultimi anni i <strong>giochi a base di mazzi di carte</strong> da costruire hanno letteralmente invaso il mercato. No, non stiamo parlando dei trading card games (TCG) come <strong>Magic The Gathering, Pokémon o Yu-Gi-Oh</strong>!: parliamo di videogiochi d’avventura o di ruolo in cui al combattimento in prima o terza persona viene a sostituirsi la gestione di un mazzo di carte più o meno casuale. Su questa base comune, poi, le offerte degli sviluppatori si sono sbizzarrite nel mare delle possibilità: ci viene in mente Slay The Spire come ottimo esempio, ma è solo uno dei tanti che potremmo (e che potreste) fare. In questo contesto, trovare una soluzione propriamente inedita diventa sempre più complicato. <a href="https://www.bandainamcoent.com/games/battle-train">Poi Bandai Namco ci ha permesso</a> di recensire il <strong><a href="https://www.vgmag.it/361805/battle-train-e-disponibile-per-pc-e-console-nintendo-switch/">particolare gioco</a></strong> <strong>Battle Train</strong>… e come recita un noto meme basato sulla performance di Checco Zalone, “e qui le cose cambiano”. Perché ne avevamo di viste di bizzarrie, ma non avevamo ancora visto capistazione alla ribalta di treni assestati di combattimenti su rotaie. Nella <strong>recensione</strong> che segue vi spiegheremo cos’è Battle Train, e perché ci ha convinto.</p>
<figure id="attachment_363039" aria-describedby="caption-attachment-363039" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-363039 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-8-scaled.jpg" alt="Alcuni dei personaggi principali di Battle Train" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-8-scaled.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-8-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-8-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-8-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-8-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-8-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-8-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-8-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-8-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-363039" class="wp-caption-text">Alcuni dei personaggi principali di Battle Train</figcaption></figure>
<h2>Battle Train è come un quiz televisivo: da novizi a campioni!</h2>
<p>Battle Train è <strong>un gioco molto semplice da comprendere</strong>, ma assai più complesso da padroneggiare. Partiamo come sempre dalle basi, per poi approfondire. In sé e per sé richiama uno di quei giochi da tavolo in cui per arrivare alla vittoria serve un bel po’ di tempo, ma considerate che tra un livello e l’altro della stessa partita è possibile salvare i progressi e spegnere la console (cosa non sempre scontata). Di base, ci si ritrova ad affrontare un nemico dopo l’altro, con l’obiettivo di raggiungere l’ambito titolo di Re e Campione di Battle Train. L’indiscusso campione attuale, il malvagio “Aalvado” non cederà il suo trono tanto facilmente. <strong>La trama</strong> segue dunque un tanto ipotetico quanto fittizio show televisivo, con tanto di presentatore che introduce i vari concorrenti (voi rivestirete i panni di questi ultimi).</p>
<p>Ogni livello di Battle Train consiste in <strong>una sfida 1 VS 1 contro un boss</strong> controllato dall’intelligenza artificiale; la difficoltà è crescente e l’avventura è articolata in sezione. Vi accorgerete quasi sempre quando arriverete al “boss finale” della rispettiva sezione, perché anche stilisticamente e graficamente sarà molto più curato degli altri nemici incontrati fino a quel determinato momento; senza contare che avrà a disposizione un set di abilità appositamente pensato per mettervi in difficoltà. Per <strong>vincere e conquistare il titolo di campione</strong> dovrete arrivare fino ad Aalvado e sconfiggerlo senza mai essere sconfitti, e considerando che i punti vita del giocatore restano gli stessi tra un livello e l’altro (con la possibilità, talvolta, di curarsi rispettando determinate condizioni) capirete come i titoli di cosa siano più un miraggio che altro. Almeno finché non sarete riusciti a padroneggiare le meccaniche di gioco.</p>
<figure id="attachment_363040" aria-describedby="caption-attachment-363040" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-363040 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-7-scaled.jpg" alt="La personalizzazione del proprio treno è fondamentale" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-7-scaled.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-7-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-7-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-7-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-7-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-7-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-7-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-7-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-7-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-363040" class="wp-caption-text">La personalizzazione del proprio treno è fondamentale</figcaption></figure>
<h2>La filosofia di Battle Train</h2>
<p>La filosofia alla base di Battle Train, dicevamo, è intuitiva. Vi spiazzerà solo nei primi momenti, poi sembrerà brutale a causa delle frequenti sconfitte – pur sempre di un rogue-lite si tratta – ma infine <strong>vi conquisterà e vi permetterà di sentirvi più appagati che mai</strong>, vittoria dopo vittoria. Si tratta fondamentalmente di schierare dei treni sul campo di gioco (più o meno grande, dipende dal livello), poi di costruire dei binari per collegare le vostre stazioni (o le vostre basi) alle stazioni (o alle basi) nemiche, infine di attaccare a colpi di treno: la vettura si schianterà letteralmente sui possedimenti nemici, indebolendo i punti vitali degli stessi (ma distruggendo anche, per una buona area, tutto ciò che vi è attorno: binari, strutture e quant’altro). Sembra semplice, e in effetti è davvero semplice… solo che lo stesso discorso vale per i nemici.</p>
<p>Qui sta il punto: se voi costruite dei binari per arrivare dall’avversario, anche lui <strong>potrà usare quegli stessi binari</strong> per raggiungere ancora più facilmente voi. Va da sé, allora, che la gestione strategica del proprio turno di gioco è fondamentale. Non basta costruire il più possibile e attaccare direttamente, no: <strong>è anche necessario pianificare delle difese</strong>, anticipando la probabile rivalsa avversaria. Le carte del mazzo consentono di costruire certe unità di binari di lunghezza e forma variabile, adattandosi così un po’ a tutte le mappe e a tutti i contesti. Ma non solo: ci sono anche delle bombe per “spezzare” quanto già costruito dal rivale; dei cancelletti per arginare l’assalto del suo treno, riducendo così il danno finale inflitto; delle abilità speciali, che limitano, ad esempio, il numero totale di mosse avversarie del turno successivo. Il problema è che non potrete giocare ad ogni “mano” tutto ciò che volete, se no sarebbe troppo facile. Bisogna trovare un giusto compromesso… o per meglio dire, un’efficace strategia.</p>
<figure id="attachment_363041" aria-describedby="caption-attachment-363041" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-363041 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-6.jpg" alt="Il proprio mazzo di carte può essere personalizzato" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-6.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-6-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-6-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-6-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-6-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-6-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-6-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Battle-Train-6-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-363041" class="wp-caption-text">Il proprio mazzo di carte può essere personalizzato</figcaption></figure>
<h2>La gestione dei costi, l’anima rogue-lite… e la modalità portatile</h2>
<p>Quanto illustrato finora non rende l’idea della complessità e della profondità di Battle Train. Le battaglie tra treni, è vero, costituiscono il grosso della strategia, ma posizionare ogni singolo elemento sul tabellone, così come attivare le abilità secondarie, ha un costo. Questo costo è indicato <strong>da un certo numero di cristalli</strong>, presenti su ogni carta. Inizialmente non sarà possibile giocare più di due o tre carte per turno, ma con l’estensione dei nostri binari sul tabellone aumenteranno anche le risorse di cristalli a disposizione. Ciò può avvenire in due modi: o raccogliendo i cristalli che si generano di tanto in tanto sulla pedana di gioco, oppure prendendo il controllo delle miniere, che ne assicurano un quantitativo costante ad ogni nuovo turno.</p>

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<p>Ecco spiegato perché distruggere i binari nemici per poi montarvi immediatamente dopo un proprio binario, volgendo l’intera tratta così a nostro favore, si rivela fondamentale. Mutando il vantaggio di collegamento diretto, non solo otteniamo diretto accesso ai punti vita del nemico (possiamo lanciargli contro il nostro treno) ma diventiamo anche i legittimi possessori delle sue miniere, dunque dei cristalli, dunque della possibilità di giocare molte più carte il turno seguente. Questo è <strong>solo un frammento delle potenzialità</strong> di Battle Train, ma forse riuscite a intuire perché, a detta degli sviluppatori, oltre a una quindicina di ore per potare a terminare la “storia” principale ve ne sono altre cento per esplorare in profondità l’intera offerta del titolo. Offerta che, almeno secondo il nostro umile parere, verrà ulteriormente arricchita e potenziata nel tempo.</p>
<p>La <strong>grande rigiocabilità</strong> di Battle Train risiede nella rapidità dei suoi livelli, ma anche nell’anima rogue-lite. Una volta sconfitti, bisogna ricominciare tutto da capo, perdendo l’oro necessario agli acquisti tra un livello e l’altro. Però i potenziamenti definitivi restano, e tra questi vanno ricordati le nuove carte per il proprio mazzo, le componenti per personalizzare (anche nelle abilità e nelle statistiche) il proprio treno, i percorsi all’interno dei mondi di gioco, e via dicendo. C’è davvero <strong>tanto con cui prendere confidenza</strong>, e la nostra versione per Nintendo Switch ci ha permesso di farlo con una struttura stabile, solida e senza rallentamenti di sorta, benché non sempre immediata nei caricamenti e nel colpo d’occhio generale (soprattutto in modalità portatile).</p>
<p><iframe title="BATTLE TRAIN – Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/qgZ9KEPEbf0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>Battle Train è un rogue-lite a base di carte: si schierano dei treni sul campo di battaglia, si collegano le stazioni, si prende il controllo dei punti di interesse sulla mappa, il tutto per lanciare poi a folle velocità il proprio mezzo contro l’avversario. Si tratta di una produzione ironica, spassosa, che non si prende mai troppo sul serio; sempre differente, benché lineare e un po’ troppo prevedibile, offre ore ed ore di divertimento da soli, in compagnia degli amici o online. Non è un titolo esente da difetti, ma certo un videogioco che troverà il suo posto sul mercato e che giustamente verrà apprezzato dai più grandi (meno dai più piccoli, trattandosi di un’offerta più riflessiva e tecnica). Forza ora, correte a schierare quei treni e a raccogliere quei cristalli!</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Turtle Beach AirLite Fit Recensione: le nuove cuffie cablate per Switch</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Pettine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 10:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach.png" width="1483" height="749" title="" alt="Turtle Beach AirLite Fit" /></div>
<div>Il mondo del gaming non si compone solo di videogiochi, ma anche di accessori per ottenere il meglio dalle proprie passioni: controller, cuffie, headset, stand di ricarica e chi più ne ha più ne metta abbondano nella casa di ogni videogiocatore, a volte anche in più per versioni, così da appagare persino il collezionismo più [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach.png" width="1483" height="749" title="" alt="Turtle Beach AirLite Fit" /></div><div><p>Il mondo del gaming non si compone solo di videogiochi, ma <strong>anche di accessori</strong> per ottenere il meglio dalle proprie passioni: controller, cuffie, headset, stand di ricarica e chi più ne ha più ne metta abbondano nella casa di ogni videogiocatore, a volte anche in più per versioni, così da appagare persino il collezionismo più esigente. Tra gli strumenti fondamentali, però, è innegabile che vadano a collocarsi le <strong>cuffie da gioco</strong>: impossibile, altrimenti, ottenere il massimo dell’esperienza dal punto di vista acustico, e persino riuscire a collaborare in modo sensato online con il proprio gruppo di giocatori. Le cuffie <strong>AirLite Fit di Turtle Beach <a href="https://www.vgmag.it/356792/turtle-beach-annuncia-la-nuova-serie-di-cuffie-e-controller-per-nintendo-e-xbox/">approdano in questi giorni sul mercato</a></strong>, e si propongono come pacchetto fondamentale per tutti i possessori di Nintendo Switch (in qualsivoglia variante: originale, oled o lite) e Nintendo Switch 2. Per essere più precisi, offrono tutto ciò che si potrebbe desiderare e <strong>ad un prezzo più che onesto</strong>, pari a 24.99 euro di listino. Scopriamole insieme, in questa <strong>recensione</strong>.</p>
<figure id="attachment_361133" aria-describedby="caption-attachment-361133" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-361133 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite.jpg" alt="" width="1280" height="963" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite.jpg 1280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-300x226.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-1024x770.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-768x578.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-280x210.jpg 280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-560x420.jpg 560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-450x339.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-780x587.jpg 780w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption id="caption-attachment-361133" class="wp-caption-text">La confezione delle Turtle Beach AirLite Fit</figcaption></figure>
<h2>Turtle Beach AirLite Fit: stile e qualità</h2>
<p>Abbiamo avuto modo di testare le Turtle Beach AirLite Fit per <strong>Nintendo Switch</strong> grazie al prodotto fornitoci direttamente dai produttori; sapete benissimo, tuttavia, che sulle nostre pagine siamo molto “pane al pane, vino al vino”, come si dice, e dunque non ci faremmo troppi problemi a parlarne male, se vi fosse da parlarne male. Tant’è, tuttavia, che per il prezzo richiesto di appena venticinque euro queste cuffie da gaming <strong>non hanno davvero nulla da invidiare a qualsiasi altra controparte</strong> in circolazione che abbiamo avuto modo di vedere in azione nel passato recente. Ovviamente parliamo di una fascia di prezzo ben precisa, e dunque tirare un ballo versioni sempre di Turtle Beach o di altre marche che arrivino ai 300 euro a pezzo non avrebbe alcun senso.</p>
<p>Le cuffie sono disponibili in <strong>tre colorazioni differenti</strong>: celeste-rossa, che richiama da vicino i colori iniziali di Nintendo Switch e Nintendo Switch 2; bianco-nera, o se preferite zebrata; e infine viola trasparente, la nostra preferita e – ogni tanto un colpo di fortuna nella vita di vuole – proprio il modello che abbiamo ricevuto per la recensione. Sarà che quest’ultima richiama molto da vicino la colorazione iniziale del mai troppo compianto Game Boy Advance, per restare in tema Nintendo. Sia come sia, semplicemente ad una prima occhiata è innegabile quanto Turtle Beach <a href="https://eu.turtlebeach.com/products/airlite-fit-wired-gaming-headset">abbia cercato il connubio perfetto tra stile e prestazioni</a>, unitamente a un prezzo di lancio che, come ricordavamo, è più che accessibile per le tasche dei giocatori di ogni età. Tra le <strong>caratteristiche fondamentali</strong> che vanno citate per avere un colpo d’occhio generale sul prodotto, annotiamo la presenza degli altoparlanti da 40mm, del microfono bidirezionale a isolamento acustico (con funzione Flip to Mute), dei cuscinetti auricolari con isolamento dal rumore, di un design molto leggero e del controllo del volume on-ear. Tutto questo, sia detto per inciso, con la licenza ufficiale Nintendo, evidente sin dalla confezione (che contiene “solo” cuffie e libretto di istruzioni).</p>
<figure id="attachment_361132" aria-describedby="caption-attachment-361132" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-361132 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-2.jpg" alt="" width="1280" height="963" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-2.jpg 1280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-2-300x226.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-2-1024x770.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-2-768x578.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-2-280x210.jpg 280w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-2-560x420.jpg 560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-2-450x339.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Turtle-Beach-AirLite-2-780x587.jpg 780w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption id="caption-attachment-361132" class="wp-caption-text">Il contenuto della confezione di Turtle Beach AirLite Fit</figcaption></figure>
<h2>Accessibili ed ergonomiche</h2>
<p>Dalle caratteristiche chiave delle Turtle Beach AirLite Fit è facile capire come queste ultime abbiano cercato da subito <strong>la strada dell’accessibilità e dell’ergonomia</strong>. I cuscinetti auricolari, ad esempio, sono di ottima qualità: avvolti in maglia di Jersey, si adattano perfettamente all’orecchio per assicurare il maggior comfort possibile, nonché una migliore risposta dei bassi e un miglior isolamento del rumore. Di solito le cuffie, a prescindere dal costo e dai materiali, risultano scomode per le lunghe sessioni, soprattutto nei casi di persone che indossano gli occhiali; abbiamo notato, dal canto nostro, minimi fastidi (e ovviamente indossavamo gli occhiali) anche dopo le due ore di gioco.</p>
<p>Ancora, il design leggero offre comodità <strong>proprio durante le sessioni prolungate</strong>, e questo grazie all’archetto e ai cuscini auricolari imbottiti (caratteristica non scontata). Il <strong>microfono Flip to Mute</strong>, invece, dal fronte delle funzionalità permette, nel suo essere bidirezionale, la cancellazione del rumore e dunque comunicazioni chiare con il proprio team. La funzionalità flip to mute può essere attivata per bloccare momentaneamente il microfono qualora fosse necessario il silenzio radio. La qualità del suono è complessivamente ottima, anche in virtù dei diffusori over-ear da 40mm, mentre i cavo jack superiore ad un metro garantisce l’utilizzo in qualsivoglia situazione.</p>
<figure id="attachment_361135" aria-describedby="caption-attachment-361135" style="width: 1439px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-361135 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/AirLite-Nintendo-Switch-3.png" alt="" width="1439" height="849" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/AirLite-Nintendo-Switch-3.png 1439w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/AirLite-Nintendo-Switch-3-300x177.png 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/AirLite-Nintendo-Switch-3-1024x604.png 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/AirLite-Nintendo-Switch-3-768x453.png 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/AirLite-Nintendo-Switch-3-450x265.png 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/AirLite-Nintendo-Switch-3-780x460.png 780w" sizes="(max-width: 1439px) 100vw, 1439px" /><figcaption id="caption-attachment-361135" class="wp-caption-text">Il colore &#8220;viola fantasma&#8221; è una delle tre proposte per le Turtle Beach AirLite Fit</figcaption></figure>
<h2>Considerazioni sul nostro utilizzo</h2>
<p>Negli ultimi giorni abbiamo avuto di modo di provare in modo accurato le Turtle Beach AirLite Fit sia su una Nintendo Switch standard (di prima generazione) che su una nuovissima Nintendo Switch 2. <strong>Le prestazioni delle cuffie</strong> sono risultate identiche e in entrambi i casi più che notevoli. Per completezza le abbiamo testate sia per verificare complessivamente la resa del suono del sistema e di singoli software, sia online sfruttando le chat di gruppo annesse (era l’unico modo, ovviamente, per verificare la bontà del microfono).</p>

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<a href='https://www.vgmag.it/361131/turtle-beach-airlite-fit-recensione-le-nuove-cuffie-cablate-per-switch/airlite-nintendo-switch-3/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="177" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/AirLite-Nintendo-Switch-3-300x177.png" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/361131/turtle-beach-airlite-fit-recensione-le-nuove-cuffie-cablate-per-switch/airlite-nintendo-switch-2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="181" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/AirLite-Nintendo-Switch-2-300x181.png" class="attachment-medium size-medium" alt="" /></a>

<p>Dal punto di vista del peso, della maneggevolezza e della stanchezza legata alle lunghe sessioni, le cuffie si sono comportate egregiamente, con dei <strong>risultati positivamente inattesi</strong> soprattutto considerando la loro fascia di prezzo. Effettivamente i padiglioni costituiscono molto più delle funzionalità accessorie il principale valore del prodotto: garantiscono un’aderenza perfetta alle orecchie (con conseguente isolamento dei rumori esterni) ma non affaticano dopo poco tempo. Rapida ed efficace anche l’attivazione del Flip to muto nelle sessioni di gioco online e la resa in sé del microfono come sistema di comunicazione. Sembra paradossale un’osservazione simile per delle cuffie cablate, ma l’unico vero difetto delle Turtle Beach AirLite Fit risiede, forse, proprio nell’assenza di una connessione wireless che ci obbliga, su Nintendo Switch, a girare per casa (e fuori casa) con il cavo.</p>
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<p><strong>Le cuffie AirLite Fit di Turtle Beach, realizzate su licenza per le console della famiglia Nintendo Switch, sono la scelta perfetta per chi cerca comfort, maneggevolezza e ottime prestazioni senza dover sborsare cifre significativamente alte. Con appena venticinque euro è possibile aggiungere ai propri accessori da gaming un prodotto esteticamente gradevole (soprattutto considerando le colorazioni proposte), funzionale e adatto alle lunghe sessioni di gioco in compagnia della propria console Nintendo. Certo, i margini di personalizzazione sono limitati (per esempio nell’equalizzazione) ma pretendere di più non avrebbe neanche troppo senso. Resta il dispiacere dell’assenza di un modello (o della possibilità) wireless.</strong></p>
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</div><p>L'articolo <a href="https://www.vgmag.it/361131/turtle-beach-airlite-fit-recensione-le-nuove-cuffie-cablate-per-switch/">Turtle Beach AirLite Fit Recensione: le nuove cuffie cablate per Switch</a> proviene da <a href="https://www.vgmag.it">Vgmag.it</a>.</p>
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		<title>Bravely Default Flying Fairy HD Remaster Recensione: un gradito ritorno con il lancio di Switch 2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Pettine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 08:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
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		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
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		<category><![CDATA[Square Enix]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/BRAVELY_DEFAULT_FLYING_FAIRY_GamesIndex_GameListing_Artwork_1920x1080_v02-3m6zjbri0-60apcsgmt.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" /></div>
<div>Era il 2013, e il primissimo Bravely Default debuttava sulla portatile Nintendo, il Nintendo 3DS nuovo di zecca. Un titolo mai visto prima, ma con carisma da vendere e una filosofia alle proprie origini particolarmente sensata e &#8220;sentita&#8221; in quegli anni: riportare i JRPG ai vecchi tempi, identificando questi ultimi nel senso più tradizionale che [&#8230;]</div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/05/BRAVELY_DEFAULT_FLYING_FAIRY_GamesIndex_GameListing_Artwork_1920x1080_v02-3m6zjbri0-60apcsgmt.jpg" width="1920" height="1080" title="" alt="Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" /></div><div><p><strong>Era il 2013, e il primissimo Bravely Default debuttava sulla portatile Nintendo, il Nintendo 3DS nuovo di zecca</strong>. Un titolo mai visto prima, ma con carisma da vendere e una filosofia alle proprie origini particolarmente sensata e &#8220;sentita&#8221; in quegli anni: riportare i JRPG ai vecchi tempi, identificando questi ultimi nel senso più tradizionale che esista (classi di gioco, combattimenti a turni, esplorazione in un contesto fantasy). Sono passati più di dieci anni da allora, e <strong>Square Enix ha deciso di investire ancora una volta sul capostipite</strong>, riproposto in <strong>Bravely Default Flying Fairy HD Remaster su Nintendo Switch 2</strong>. Il nome forse spaventa un po&#8217;, ma in realtà il tutto ha particolarmente senso: dopo il primo Bravely Default, i due sequel non hanno fatto altro che aggiungere &#8220;di più&#8221; alla formula dell&#8217;originale, non necessariamente approdando a risultati più memorabili. Da questo punto di vista, <strong>Bravely Default Flying Fairy HD Remaster</strong> è sia l&#8217;occasione per scoprire per la prima volta quello che è diventato ormai un vero e proprio classico, sia una sorpresa per congiungerlo al nuovo potenziale di <strong>Nintendo Switch 2</strong> (<a href="https://www.vgmag.it/360282/survival-kids-recensione-come-un-campeggio-parecchio-noioso/">come ha cercato di fare, in questi giorni, anche Survival Kids</a>). E in questa <strong>recensione</strong> vi spigheremo il perché.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-360345 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-1.jpg" alt="Gli eroi di Bravely Default Flying Fairy HD Remaster pronti all'avventura" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-1.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-1-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-1-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-1-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-1-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-1-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h2>Il primo Bravely Default, ma sulla seconda Nintendo Switch</h2>
<p>La prima Nintendo Switch ha avuto i suoi capitoli targati &#8220;Bravely Default&#8221;, e ora Nintendo Switch due riaccoglie l&#8217;originale, nella forma di Bravely Default Flying Fairy HD Remaster. Si tratta dello stesso gioco e, allo stesso momento, per ovvi motivi, <strong>è anche qualcos&#8217;altro</strong>. Fondamentalmente la prima novità consiste nell&#8217;essersi rifatto il look e il comparto tecnico, ma senza tradire lo stile originale. Anzi, in virtù alla risoluzione diametralmente opposta a quanto garantito ai tempi dal Nintendo 3DS (che non arrivava neanche all&#8217;HD) finalmente Bravely Default è godibile con tutto il rispetto che il suo stile semplice e definito meritava da tempo, e che aveva già ottenuto da Bravely Second in poi. <strong>Fluidità, stabilità e risoluzione</strong> sono ottimi sia in modalità portatile che con Nintendo Switch 2 inserita all&#8217;interno del dock, senza modifiche particolarmente significative.</p>
<p>Al tempo stesso, Bravely Default Flying Fairy HD Remaster cerca anche di fare leva sul <strong>potenziale della nuova ibrida Nintendo</strong>. Di più: si avverte chiaramente che gli sviluppatori siano stati &#8220;sollecitati&#8221; a inserire all&#8217;interno della produzione, in sé già perfettamente conclusa, qualche cosa in più appunto per sfruttare, sia anche solo parzialmente, la Nintendo Switch 2 di arrivo. Queste aggiunte sono praticamente due minigiochi, e cioè <strong>Tifo lucente acchiappa il ritmo</strong> e <strong>Ringabel e la sua frenetica crociera</strong>. Non se ne sentiva il bisogno e si avverte la natura &#8220;forzata&#8221; di entrambi, tuttavia sono stati ben integrati nell&#8217;economica generale perché senza la valuta con cui vi ricompenseranno i minigiochi non potrete acquistare costumi aggiuntivi per i personaggi (e di questo si fa a meno) ma neanche i modificatori per gli incontri random durante le fasi esplorative (e di questo invece non si fa a meno). A differenza del titolo originale, Bravely Default Flying Fairy HD Remaster permette solo di dimezzare o raddoppiare gli incontri randomici: per sbloccare le potenzialità che paradossalmente erano presenti, invece, in Bravely Default del Nintendo 3DS, <strong>dovrete acquistarla come ricompensa dai suddetti mini-giochi</strong>. Il tutto è molto strano, ma ci si adatta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-360340 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-6.jpg" alt="I minigiochi sono la vera novità di Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-6.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-6-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-6-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-6-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-6-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-6-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-6-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-6-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h2>Mini-giochi e avventura principale di Bravely Default Flying Fairy HD Remaster</h2>
<p>Tifo lucente acchiappa il ritmo e Ringabel e la sua frenetica crociera sono l&#8217;offerta completamente inedita di Bravely Default Flying Fairy HD Remaster. Come si intuisce facilmente dai nomi, entrambi sono dedicati a un personaggio specifico del party di protagonisti, Tifo e Ringabel. In comune, i due mini-giochi hanno anche <strong>l&#8217;utilizzo del sensore di movimento dei Joy-con in stile mouse</strong>, con i quali bisognerà &#8220;puntare&#8221; il cursore a schermo e colpire i bersagli, con varie finalità. Non si tratta di alcunché di particolarmente brillante, ma lo ripetiamo: finché c&#8217;è qualcosa in più e non qualcosa in meno, perché mai lamentarsi? L&#8217;errore, se tale può essere considerato, è stato se mai demandare alle <strong>ricompense di minigiochi opzionali la modifica di elementi strutturali</strong> del gameplay. Come novità vere e proprie, in realtà non c&#8217;è molto altro su Nintendo Switch 2, se non dei potenziamenti alla qualità generale dell&#8217;esperienza e, ovviamente, la dovuta conversione dai due schermi a un solo schermo. Ciò significa che i menù principali e secondari sono stati modificati, perché l&#8217;infrastruttura del Nintendo 3DS era molto differente. L&#8217;operazione è riuscita in modo più che soddisfacente.</p>
<p><strong>I contenuti della storia principale</strong> e le potenzialità di Bravely Default Flying Fairy HD Remaster restano per ovvi motivi quelli di un tempo. La trama era nata per ricondurre i JRPG, con specifica attenzione per le produzioni Square Enix, a una formula più semplice, tradizionale e solida al tempo stesso. Per questo motivo, a dodici anni di distanza chi torna su Bravely Default potrebbe sentirsi spaesato, giacché vi sono &#8220;meno cose&#8221; rispetto ai sequel. Eppure, il bilanciamento complessivo, il senso di scoperta e la qualità dell&#8217;avventura restano, come all&#8217;epoca, a livelli altissimi. <strong>La trama vede quattro guerrieri alla ricerca e difesa dei cristalli elementali</strong>, perduti i quali verrebbe meno l&#8217;equilibrio del mondo intero. Ognuno dei comprimari risponde un po&#8217; a quanto ci si aspetterebbe dalla caratterizzazione di un JRPG qualsiasi (la ragazza che tradisce l&#8217;eredità di famiglia per inseguire il suo destino, il giovane disimpegnato che finalmente matura per difendere gli altri, e via dicendo). L&#8217;autoironia era e resta uno degli elementi caratterizzanti della produzione Square Enix, e contribuisce a definirne il carisma e la riconoscibilità. A conti fatti, e nonostante l&#8217;acqua passata sotto i ponti, Bravely Default non è invecchiato di un giorno.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-360341 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-5.jpg" alt="La direzione artistica è ancora deliziosa" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-5.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-5-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-5-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-5-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-5-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-5-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-5-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-5-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h2>Un prodotto che &#8220;ha sorpreso&#8221;</h2>
<p>Indubbiamente Bravely Default Flying Fairy HD Remaster <strong>è un prodotto che ha sorpreso il pubblico</strong>, sin dal suo annuncio avvenuto lo scorso maggio 2025 nel corso della presentazione dedicata specificamente a Nintendo Switch 2. Sui meriti di Bravely Default in sé non si discute, come del fatto che una riproposizione a distanza di più di dieci anni abbia senso, anche se in fondo la struttura e la filosofia di gioco sono stati portati avanti da sequel simili nell&#8217;impostazione e nelle finalità. Resta allora da chiedersi, nello specifico: <strong>a chi è indirizzata questa operazione?</strong> Serve a colmare un buco di uscite legato al lancio di Nintendo Switch 2, come del resto accade per quasi ogni console neoarrivata sul mercato?</p>

<a href='https://www.vgmag.it/360338/bravely-default-flying-fairy-hd-remaster-recensione-un-gradito-ritorno-con-il-lancio-di-switch-2/bravely-default-flying-fairy-hd-remaster-6/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-6-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="I minigiochi sono la vera novità di Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/360338/bravely-default-flying-fairy-hd-remaster-recensione-un-gradito-ritorno-con-il-lancio-di-switch-2/bravely-default-flying-fairy-hd-remaster-5/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-5-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="La direzione artistica è ancora deliziosa" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/360338/bravely-default-flying-fairy-hd-remaster-recensione-un-gradito-ritorno-con-il-lancio-di-switch-2/bravely-default-flying-fairy-hd-remaster-4/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-4-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="Una scena di combattimento" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/360338/bravely-default-flying-fairy-hd-remaster-recensione-un-gradito-ritorno-con-il-lancio-di-switch-2/bravely-default-flying-fairy-hd-remaster-3/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-3-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="I nemici non mancano in Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/360338/bravely-default-flying-fairy-hd-remaster-recensione-un-gradito-ritorno-con-il-lancio-di-switch-2/bravely-default-flying-fairy-hd-remaster-2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-2-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="Alcune creature nemiche sono particolarmente oscure e potenti" /></a>
<a href='https://www.vgmag.it/360338/bravely-default-flying-fairy-hd-remaster-recensione-un-gradito-ritorno-con-il-lancio-di-switch-2/bravely-default-flying-fairy-hd-remaster-1/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/06/Bravely-Default-Flying-Fairy-HD-Remaster-1-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="Gli eroi di Bravely Default Flying Fairy HD Remaster pronti all&#039;avventura" /></a>

<p>In effetti, il genere cui Bravely Default Flying Fairy HD Remaster appartiene resta pur sempre di nicchia. Difficile che Square Enix abbia deciso di puntare alle vendite dei nostalgici o dei nuovi giocatori, considerando anche che su Nintendo Switch 2 gira benissimo, tra gli altri, Bravely Default 2. Se mai, <strong>si è cercato di sfruttare l&#8217;effetto novità della nuova console Nintendo</strong>, presentando appunto Bravely Default Flying Fairy HD Remaster come titolo di punta in queste prime settimane di lancio sul mercato. <strong>Ciò spiegherebbe anche il &#8220;forzato&#8221; utilizzo del sensore di movimento in stile mouse</strong>, che di per sé non avrebbe alcun senso di esistere se non, appunto, come effetto-scoperta delle potenzialità della nuova console.</p>
<p><iframe title="BRAVELY DEFAULT FLYING FAIRY HD Remaster | Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/s8kBXtwzCp0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>Bravely Default Flying Fairy HD Remaster è un&#8217;ottima remaster del titolo originale, che viene in questo modo aggiornato dal punto di vista grafico, tecnico e nella qualità generale di menù, schermate e funzionalità. I &#8220;difetti generali&#8221; della produzione sono rimasti gli stessi, specificamente quelli legati all&#8217;endgame; del resto, non è compito di una remaster aggiornare l&#8217;offerta in sé o la struttura della produzione. Al tempo stesso, però, si è anche cercato di insistere su contenuti propriamente nuovi, in forma di un paio di minigiochi che sfruttano i sensori di movimento &#8220;mouse&#8221; di Nintendo Switch 2. L&#8217;idea non è particolarmente brillante, e difficilmente in un contesto più affollato di uscite Bravely Default Flying Fairy HD Remaster avrebbe ottenuto lo spazio che in fin dei conti merita: bene, dunque, che sia stato lanciato proprio ora, quando la nuova console ibrida muove i suoi primi passi. Dal canto nostro, vi consigliamo di recuperarlo solo se non avete già giocato l&#8217;originale.</strong></p>
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		<title>Tempest Rising Recensione: il ritorno degli RTS dei bei vecchi tempi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Pettine]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 14:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Games]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-5-scaled.jpg" width="2560" height="1440" title="" alt="" /></div>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin: 5px 5% 10px 5%;"><img src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-5-scaled.jpg" width="2560" height="1440" title="" alt="" /></div><div><p>Negli ultimi mesi abbiamo seguito con interesse i lavori di <strong>Tempest Rising</strong>, un nuovissimo RTS sviluppato dal team di Slipgate IronWorks in collaborazione con 3D Realms e Knights Peak (gli editori della versione PC, dato che per il momento non sono previste pubblicazioni su console). Qualche settimana fa <a href="https://www.vgmag.it/346358/tempest-rising-anteprima-un-rts-perfetto-per-i-tempi-moderni/">vi abbiamo offerto il provato</a>, mentre ora torniamo su queste pagine perché abbiamo avuto modo di completare le due campagne principali del titolo, nonché di testarlo nel multiplayer online. <strong>I fan dell’epoca d’oro degli RTS</strong> saranno ben felici di sapere che Tempest Rising ha rispettato tutte le aspettative in merito; i nuovi arrivati, d’altra parte, possono confermare le proprie paure, dal momento che il videogioco in questione sembra in effetti pensato più per una nicchia di veterani che per chi si approccia per la prima volta in assoluto a esperienze di questo tipo. Nella <strong>recensione</strong> che segue, naturalmente, vi spiegheremo i motivi di queste considerazioni, pur riconfermando Tempest Rising come ottimo titolo.</p>
<figure id="attachment_332305" aria-describedby="caption-attachment-332305" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-332305 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Tempest-Rising-01.jpg" alt="Tempest Rising" width="1920" height="1080" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Tempest-Rising-01.jpg 1920w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Tempest-Rising-01-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Tempest-Rising-01-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Tempest-Rising-01-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Tempest-Rising-01-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Tempest-Rising-01-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Tempest-Rising-01-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/01/Tempest-Rising-01-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-332305" class="wp-caption-text">Uno dei protagonisti di Tempest Rising</figcaption></figure>
<h2>Tempest Rising: strategia in tempo reale</h2>
<p><strong>Tempest Rising è un RTS, vale a dire un gioco basato sulla “real-time-strategy</strong>”, vale a dire (bis) un titolo in cui il tempo non è mai fermo e bisogna <strong>pianificare, costruire, attaccare e rimediare ai propri errori</strong> senza soluzione di continuità, cioè in tempo reale. Sembra facile, e invece non è facile per niente, come sanno i cultori del genere, e come dovrebbe soprattutto sapere chi arriva su questi lidi da ben altre zone e non conosce assolutamente nulla delle modalità di fruizione specifiche. Tempest Rising esige e al tempo stesso impone una <strong>curva di apprendimento</strong> rapida e in salita; è vero che le basi da apprendere non sono poi eccessive, mentre è se mai eccessivo il ritmo con cui bisogna diventare in grado di padroneggiarle, questo sì. Soprattutto, non fa sconti a nessuno, vecchi e nuovi addetti ai lavori: la difficoltà è semplicemente brutale sia in singolo (cioè nella campagna o modalità storia che la vogliate considerare) che online contro altri giocatori.</p>
<p>Si tratta fondamentalmente di un <strong>sistema di gioco semplice da comprendere</strong> nei suoi elementi essenziali. Due fazioni si contendono il dominio di una delle nove mappe presenti (una sola per volta è quella che ospita la partita). Questa mappa ospita degli spazi all’aria aperta da occupare con le proprie strutture e con le proprie armate, nonché delle risorse già belle e disponibili (i fiori della Tempest, la pianta mutagena) di cui bisogna impadronirsi per potenziare le proprie capacità belliche. Nello stesso momento, dunque, due giocatori <strong>devono costruire strutture</strong> per sviluppare la propria tecnologia, arricchire le proprie forze armate (fatte di unità di terra e velivoli) e proteggere il rispettivo territorio prima che il nemico infligga un attacco così devastante da non potersi più risollevare. La rapidità, in tutto questo, conta parecchio. Forse, ed è il problema principale, conta pure troppo.</p>
<figure id="attachment_346367" aria-describedby="caption-attachment-346367" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-346367 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-4-scaled.jpg" alt="Tempest Rising" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-4-scaled.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-4-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-4-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-4-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-4-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-4-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-4-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-4-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-4-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-346367" class="wp-caption-text">Gli scontri richiedono enorme rapidità</figcaption></figure>
<h2>Rapidissimo e “abbastanza” strategico</h2>
<p>Il giocatore di Tempest Rising deve decidere di piazzare, in un dato momento, degli elementi a schermo suddivisi tra edifici, difese, forze di fanteria, veicoli e strutture aeree: sono questi gli aspetti che <strong>garantiscono il controllo</strong> (momentaneo) su un dato territorio. Poi è possibile organizzarsi come meglio si crede, insistendo laddove la mappa consenta lo sfruttamento del maggior numero di risorse, o nei punti strategici per fermare le possibili avanzate nemiche (che vogliono impossessarsi delle risorse Tempest). Nulla di troppo complesso: il problema principale, soprattutto online, è il ritmo. Bisogna davvero <strong>essere avvezzi al genere</strong> per capire quanto rapidamente costruire, e soprattutto “che cosa” costruire a discapito di tutto il resto. Normalmente questi giochi di strategia impongono studi accurati, momenti di riflessione, cambi repentini di strategia: il più delle volte, invece, ci è sembrato che a fare la differenza in Tempest Rising, nel bene e nel male, sia stata la velocità di azione, a discapito della qualità della stessa.</p>
<p>Costruire pur di costruire, insomma; essere rapidi per potersi difendere da qualsivoglia offesa nemica senza perdere eccessivi numeri di unità o di risorse o di territori. Può anche andare bene, soprattutto nella campagna principale, ma chi non entra in questa logica in breve tempo (logica che è appagante fino a un certo punto, peraltro) online<strong> viene brutalmente massacrato</strong>, sia negli scontri a due che a quattro giocatori in contemporanea<strong>. Ciò non vuole dire che Tempest Rising non sia divertente o che la strategia non paghi</strong>: semplicemente, la strategia è <strong>subordinata alla velocità</strong>, ed è quest’ultima a fare la differenza (e non il contrario, come forse dovrebbe essere). La varietà però compensa abbondantemente il difetto: le due classi proposte sono molto differenti nell’approccio al mondo di gioco e modificano drasticamente lo stile del giocatore. La Global Defense Force opta per assalti mirati e una gestione più equilibrata delle truppe sulla mappa di gioco, <strong>mentre la Tempest Dynasty rende onore al proprio nome e punta ad approcci violentissimi, anche a costo di sacrificare inizialmente uomini e risorse</strong>. Bisogna dire che appena due fazioni sono un po’ poche per un titolo che dovrebbe puntare tutto sulla longevità, la strategia e la varietà degli approcci, ma una terza classe (basata sugli alieni) arriverà più avanti e, con un po’ di fortuna e soprattutto il supporto da parte dei giocatori, non è da escludere la possibilità di ulteriori sorprese in futuro.</p>
<figure id="attachment_346362" aria-describedby="caption-attachment-346362" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-346362 size-full" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-9-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-9-scaled.jpg 2560w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-9-300x169.jpg 300w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-9-1024x576.jpg 1024w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-9-768x432.jpg 768w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-9-1536x864.jpg 1536w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-9-2048x1152.jpg 2048w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-9-450x253.jpg 450w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-9-780x439.jpg 780w, https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-9-1600x900.jpg 1600w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-346362" class="wp-caption-text">Filmati cinematografici di alto livello</figcaption></figure>
<h2>Tempi moderni: Tempest Rising tra passato e presente</h2>
<p>Tempest Rising rispetta ciò che era stato promesso dagli sviluppatori, vale a dire un RTS che proponesse lo stesso livello di sfida e le stesse sensazioni dei bei tempi andati, ma <strong>con un occhio di riguardo ai tempi moderni</strong>. L’aggiornamento grafico è evidente, sia in termini di risoluzione, che di stile che di fluidità: si tratta in un titolo in tutto e per tutto moderno, che su PC – benché naturalmente non possa né voglia vantare la mastodonticità di qualsiasi tripla AAA open world – restituisce un colpo d’occhio sempre appagante, un comparto tecnico solido e una fluidità notevoli. Ciò è evidente soprattutto nei filmati di transizione tra una missione e l’altra della campagna principale (che poi in realtà sono due, una per fazione, e ciascuna vanta undici missioni fino ai titoli di coda) e anche nelle situazioni più “affollate sullo schermo”.</p>

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<a href='https://www.vgmag.it/346358/tempest-rising-anteprima-un-rts-perfetto-per-i-tempi-moderni/tempest-rising-7/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.vgmag.it/wp-content/uploads/2025/03/Tempest-Rising-7-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="Tempest Rising" /></a>

<p>È ovvio che in termini di single player Tempest Rising sia anche un titolo in grado di vantare <strong>contenuti tutto sommato modesti</strong>. Al fronte del prezzo di 40 euro, infatti, avrete due campagne principali contro la CPU che potrete terminare in due o tre giorni di tempo. <strong>È il multiplayer online, infatti, il vero cuore dell’esperienza sul lungo periodo, pur con i difetti cui ci è avuto modo di accennare</strong>. Resta da capire in che termini e per quanto a lungo i server saranno in grado di offrire un’utenza attiva, e questo dipenderà anche dal supporto post lancio da parte degli sviluppatori (che pare sappiano il fatto loro, del resto).</p>
<p><iframe title="Tempest Rising | Announcement Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/vGMqlbWM1Ys?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
<p><strong>Tempest Rising non è un RTS perfetto, ma è quel titolo di strategia in tempo reale che i fan del genere attendevano ormai da anni. Erede dei grandi nomi del passato ma aggiornato ai tempi moderni dal punto di vista sia grafico che tecnico, il titolo offre due campagne principali in singolo, arene contro la CPU e scontri online contro giocatori provieniti da tutto il mondo. La qualità è elevata, benché non esente da difetti. Proprio essendo una produzione molto conservativa, Tempest Rising eredita paradossalmente il sistema a metà tra il limitato e il farraginoso della sua stirpe, quando avrebbe forse potuto osare di più nel tentativo di superarlo; ma resta solido e “onesto” nei suoi propositi. Un plauso, dunque, per il team di sviluppo.</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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